Rapine in banca, il fenomeno crolla ma cambiano le modalità: a Macerata formazione sulla sicurezza
Dalle rapine degli anni Settanta e Duemila alle nuove strategie della criminalità organizzata: Banca Macerata ha dedicato una giornata di formazione alla sicurezza, ripercorrendo l'evoluzione del fenomeno e il ruolo delle forze dell'ordine nella gestione delle situazioni più complesse.
L'incontro si è svolto lunedì 28 settembre nell'ambito del piano formativo aziendale dell'istituto. Dopo i saluti del direttore generale Toni Guardiani e della responsabile dell'Ufficio del Personale Elisa Pierucci, alla presenza anche della dirigente della Squadra Mobile di Macerata Anna Moffa, è stato l'ex questore di Trento e Ancona Giorgio Iacobone a ricostruire la storia delle rapine agli istituti di credito e agli uffici postali.
Un fenomeno che, rispetto al passato, ha registrato un crollo significativo. Dagli anni Settanta fino al 2010, infatti, le rapine potevano sfociare in scontri a fuoco con conseguenze anche mortali e coinvolgere non soltanto gli autori dei colpi, ma anche poliziotti, carabinieri, guardie giurate, vigili urbani, direttori di banca, clienti e passanti.
Dal 2010, secondo quanto illustrato durante l'incontro, non si sono registrate vittime tra le persone coinvolte in rapine in banche o uffici postali, fatta eccezione per gli stessi rapinatori. Un cambiamento legato anche all'introduzione e al progressivo rafforzamento delle misure di sicurezza passiva: dalla bussola all'organizzazione e gestione del contante, passando per videosorveglianza e altri dispositivi di protezione.
Tra i fattori da considerare c'è anche la posizione delle filiali. Un esempio citato durante la giornata riguarda l'ex ufficio postale di via Lorenzoni a Macerata, in passato interessato da diverse rapine. Il trasferimento della sede in via Indipendenza ha coinciso con l'azzeramento degli episodi.
Le rapine cambiano volto
La riduzione delle rapine tradizionali non significa però che il fenomeno sia scomparso. Sono cambiate soprattutto le modalità utilizzate dai criminali, con episodi che possono richiedere interventi particolarmente complessi.
Da una parte ci sono i singoli autori, talvolta spinti da situazioni personali, come nel caso della rapina avvenuta lo scorso luglio in via Stamira ad Ancona, durante la quale due dipendenti furono sequestrati.
Dall'altra operano bande organizzate che studiano modalità di accesso sempre più articolate. Tra gli esempi citati durante l'incontro figurano i fori praticati attraverso immobili adiacenti, come avvenuto in recenti episodi a Roma e Bologna, e gli accessi attraverso la rete fognaria del sottosuolo, utilizzati nella rapina avvenuta ad aprile a Napoli.
In situazioni di questo tipo, il rischio non riguarda soltanto il denaro sottratto: il sequestro e la presenza di ostaggi possono trasformare una rapina in una vera emergenza, rendendo necessario un intervento coordinato delle forze di polizia.
Il ruolo del negoziatore
È in questo contesto che assume particolare rilievo la figura del negoziatore della polizia, personale specificamente formato per gestire situazioni nelle quali una persona si barrica e può rappresentare un pericolo per sé stessa o per altri.
A illustrare il ruolo di questa figura è stato l'ispettore Stefano Liberati, che svolge la funzione di negoziatore presso la questura di Macerata. Il suo compito è quello di instaurare e mantenere un dialogo con la persona coinvolta, cercando di gestire la situazione e favorirne una soluzione senza ulteriori conseguenze.
Durante la giornata è stata inoltre ripercorsa un'esperienza direttamente legata al territorio maceratese. Il sostituto commissario Pierluigi Seretti ha raccontato l'intervento che, nel febbraio 2016, portò al blocco e all'arresto di un rapinatore all'interno dell'allora Banca Popolare di Ancona di via Carducci, a Macerata.
Esperienze operative e analisi del fenomeno hanno così permesso ai dipendenti di Banca Macerata di confrontarsi con l'evoluzione delle strategie criminali e delle tecniche di prevenzione. Il dato sulla diminuzione delle rapine, emerso durante l'incontro, si accompagna quindi alla necessità di continuare ad aggiornare le misure di sicurezza, considerando le nuove modalità attraverso cui possono essere sfruttate le vulnerabilità degli istituti.
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cielo sereno (MC)
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