Allo stadio “Guido Angelini” di Chieti va in scena l’ultima giornata del girone F di Serie D, con la Maceratese impegnata sul campo degli abruzzesi in una sfida decisiva per la salvezza. I biancorossi arrivano con l’obiettivo di chiudere definitivamente il discorso permanenza in categoria, mentre il Chieti cerca punti per garantirsi il miglior piazzamento possibile in ottica playout. Buona la cornice di pubblico, con circa 200 tifosi ospiti presenti. Prima del calcio d’inizio viene osservato un minuto di silenzio in ricordo di Alex Zanardi.
Nel primo tempo la gara si mantiene su ritmi equilibrati e senza grandi occasioni da rete. Il primo tentativo è della Maceratese con Gagliardi, che da fuori area calcia alto di poco. Il Chieti risponde con alcune iniziative, tra cui un cross insidioso respinto da Morganti e un tentativo di Ela Mangue neutralizzato da Cusin. La partita resta bloccata, con difese attente e pochi spazi. Da segnalare l’infortunio di Perini, costretto a uscire al 32’, sostituito da Arbusti, con conseguente riassetto tattico della Maceratese. Nel finale non succede altro di rilevante e si va all’intervallo sullo 0-0, con i portieri mai realmente impegnati.
Nella ripresa il copione non cambia molto, con le squadre prudenti e attente a non scoprirsi. La Maceratese prova a rendersi pericolosa su palla inattiva con Gagliardi, mentre il Chieti cresce con il passare dei minuti. Al 25’ arriva l’occasione più importante fino a quel momento con una conclusione potente di Mbaye, sulla quale Cusin compie un grande intervento aiutato anche dalla traversa. Gli abruzzesi insistono e al 40’ trovano il vantaggio: cross dalla destra e inserimento di Ela Mangue, che sul secondo palo batte Cusin firmando l’1-0. Nel finale il Chieti gestisce il risultato, mentre la Maceratese non riesce a trovare il pareggio. Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio.
La partita si chiude con la vittoria del Chieti per 1-0, ma per la Maceratese arriva comunque la salvezza, grazie alla migliore differenza reti rispetto al Sora, nonostante la vittoria dei ciociari a Castelfidardo. Un traguardo raggiunto al termine di una stagione sofferta ma conclusa con l’obiettivo centrato.
Tabellino: Chieti-Maceratese 1-0
Chieti (3-4-2-1): Mercorelli; Caparros, Morichelli, Allessi (Calvosa); Gueye, Sanz (Selasi), Surricchio (Mastronardi), Popovici; Margiotta (El Yousfi), Mbaye; Ela Mangue (Di Pardo). Allenatore: Del Zotti
Maceratese (4-3-3): Cusin; Perini (Arbusti), Siniega, Mastrippolito, Morganti; Sabattini, De Angelis, Ruani (Nasic); Ciattaglia, Ciabuschi, Gagliardi. Allenatore: Lauro
Arbitro: Marco Zini (Udine)
Ammoniti: Sanz, Allessi (Chieti); Ruani, Sabattini, Nasic (Maceratese)
Rete: 40’ st Ela Mangue
Foto Francesco Tartari
Un weekend amaro per l'ARES Safety Macerata, che torna dalla trasferta lombarda con due sconfitte contro le campionesse dell'MKF Saronno (7-1 e 1-0) nella sesta giornata di Serie A1. Nonostante una prestazione corale solida, a fare la differenza è stata la maggiore concretezza delle padrone di casa nei momenti clou.
Il pomeriggio si era aperto sotto i migliori auspici per Macerata. Al primo inning, una valida di Carter spingeva a casa Tittarelli, portando le ospiti in vantaggio. La gioia, però, è durata poco: al cambio campo Saronno ha subito ribaltato il punteggio con un doppio di Saviola e il fuoricampo da 2 RBI di De Luca (3-1). Nel quarto inning, le lombarde hanno ipotecato la vittoria segnando altre quattro volte, sfruttando i doppi di Rotondo e Saviola e un errore della difesa maceratese per il definitivo 7-1.
La seconda sfida è stata un vero manifesto del softball d'alto livello, dominata dal duello in pedana tra le lanciatrici statunitensi Avery (ex Macerata) e Carter. Entrambe hanno sfoderato una prestazione maiuscola, chiudendo con 7 strike out a testa.
In una partita bloccata sul filo del rasoio, l'equilibrio si è spezzato solo al quarto inning quando, ancora una volta, De Luca ha trovato il guizzo vincente: un fuoricampo solitario che ha fissato il risultato sull'1-0. Macerata, nonostante la grande tenuta difensiva, non è riuscita a trovare il colpo del pareggio, pagando una leggera mancanza di cinismo in attacco.
I risultati della sesta giornata confermano la forza delle big: oltre alla doppietta di Saronno su Macerata, si registrano gli "sweep" (doppie vittorie) di Caronno, Pianoro e Bollate (quest'ultima trionfatrice nel big-match contro Forlì), mentre Rovigo e Castellana chiudono in pareggio.
Il ritorno è compiuto. Il Potenza Picena vince il girone C di Prima Categoria e riconquista la Promozione. La squadra giallorossa si riprende quel palcoscenico lasciato due anni fa, al termine di una stagione amara. Stavolta, però, il finale è completamente diverso: è il giorno della festa, della rivincita e della gioia giallorossa.
Sul campo di Porto Sant'Elpidio contro la Pinturetta, la squadra di mister Comotto costruisce il successo con una prova solida e concreta. L’avvio è subito intenso, con ritmi alti e tanti duelli fisici. Il primo segnale arriva al 17’, quando Castellano si libera al tiro ma trova la pronta risposta di Faini. Lo stesso attaccante ci riprova pochi minuti dopo con un pallonetto che però termina alto. Il match si sblocca al 32’: azione ben costruita sulla destra, cross rasoterra di Perna e inserimento perfetto di Pistelli, che con il destro firma l’1-0. Una rete cercata e meritata, arrivata poco dopo un gol annullato allo stesso Pistelli per fuorigioco. Il Potenza Picena chiude così il primo tempo in vantaggio, legittimando il risultato con una prestazione autoritaria.
Nella ripresa i giallorossi ripartono con determinazione, gestendo però con intelligenza il ritmo della gara. Castellano resta una spina nel fianco sulla corsia sinistra, ma le occasioni nitide diminuiscono. La squadra controlla senza correre particolari pericoli, abbassando i ritmi e giocando con maturità ogni possesso. Il tempo scorre, la tensione sale, ma il risultato non cambia. Fino al 96’, quando arriva il triplice fischio che libera tutta la gioia: il Potenza Picena è campione. La Promozione è realtà.
Dalla delusione alla rinascita, in una stagione che restituisce orgoglio a un’intera comunità. E a Porto Sant’Elpidio può finalmente partire la festa giallorossa.
La CBF Balducci HR Macerata mette un altro tassello importante in vista della stagione 2026/27 di Serie A1: ufficiale il rinnovo con la centrale Alessia Mazzon. Classe 1998, 184 centimetri, la giocatrice veneta proseguirà così la sua avventura in arancionero per il quarto anno consecutivo.
Una conferma significativa per il club maceratese, che punta sulla continuità e sull’esperienza maturata da Mazzon, protagonista della promozione in A1 e della successiva stagione nella massima serie, dove ha saputo mettersi in evidenza con prestazioni solide e grande determinazione sotto rete.
Arrivata a Macerata nel 2023, la centrale ha costruito nel tempo un legame sempre più forte con l’ambiente e con la squadra, diventando un punto di riferimento negli equilibri del gruppo.
“Perché Macerata è diventata casa”, ha spiegato Mazzon motivando la scelta di restare. Un rapporto consolidato non solo in campo ma anche fuori: “Mi hanno lasciato un bel segno la squadra, lo staff e la società. Anche tutto il contorno ha fatto la differenza: è davvero la mia seconda casa”.
Una scelta che rappresenta anche un cambio di prospettiva personale: “Mi è sempre piaciuto cambiare e cercare nuove sfide, ma ho capito che quando stai bene in un posto non c’è motivo per andare via”.
La stagione appena conclusa ha segnato per lei l’esordio da protagonista in Serie A1, un’esperienza intensa: “È stata molto emozionante. Sono rimasta sorpresa dai risultati ottenuti, sia a livello personale che di squadra”. Tra i ricordi più forti, la promozione e la salvezza: “Faccio fatica a dire cosa mi ha emozionato di più”.
Ora lo sguardo è già rivolto al futuro. “Sarà una stagione emozionante come le altre. Speriamo di regalare ancora più gioie al nostro pubblico”, ha concluso la centrale.
Con la conferma di Mazzon, la CBF Balducci HR aggiunge esperienza, continuità e spirito di appartenenza a un roster che si prepara ad affrontare una nuova stagione nella massima serie.
CAMERINO - È stata ufficialmente presentata l’8ª edizione della Marcia Camerte, appuntamento ormai consolidato nel calendario sportivo locale che unisce attività fisica, valorizzazione del territorio e spirito di comunità. La manifestazione propone un percorso di circa 10 chilometri immerso in uno scenario paesaggistico di grande fascino, capace di raccontare la bellezza e la resilienza di un territorio ancora segnato, ma fortemente reattivo, dopo gli eventi sismici degli ultimi anni.
La partenza è prevista dal nuovo campo di atletica a otto corsie degli impianti universitari del Cus Camerino, situato sopra la suggestiva cascatella sul fiume Palente, visibile per chi desidera soffermarsi ad ammirarla. Da qui il tracciato si snoda in direzione Piampalente, attraversando un contesto naturale unico, con il passaggio davanti al caratteristico lavandeto di Camerino, simbolo di rinascita e cura del territorio.
Il percorso prosegue poi in salita verso la frazione di Raggiano, offrendo ai partecipanti scorci panoramici di grande impatto: da un lato la città di Camerino, con il suo patrimonio storico e culturale, e dall’altro l’area di Montelago, nota per i suoi paesaggi incontaminati. La discesa conduce nei pressi di Palentuccio, luogo particolarmente frequentato in questi giorni in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione, e crocevia di importanti itinerari storici e spirituali come la via Lauretana e Francescana e il percorso dei Molini.
L’arrivo è previsto all’interno dello stadio universitario “Livio Luzi”, dove ad attendere gli atleti ci sarà un ricco ristoro e un momento di intrattenimento musicale curato da Multiradio, per concludere la giornata in un clima di festa e condivisione. A disposizione dei partecipanti anche il palazzetto Orsini, che garantirà servizi logistici, spogliatoi e docce.
La Marcia Camerte si conferma non solo un evento sportivo, ma anche un’occasione per promuovere uno stile di vita sano, riscoprire il territorio e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. L’iniziativa è aperta a podisti, appassionati e famiglie, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
L’edizione 2026 è sostenuta dal Comune di Camerino e dall’Università di Camerino, con il supporto della Fidal Marche, di FederCUSI e del Rotary Club di Camerino, oltre che di numerose aziende del territorio e del settore, a testimonianza di una rete collaborativa forte e partecipata.
Per ulteriori informazioni su iscrizioni, orari e dettagli organizzativi, è possibile consultare i canali ufficiali della manifestazione. 3 maggio 2026 ore 9,30 partenza, ore 8,30 ritrovo a Camerino Impianti sportivi universitari.
Il Comune di Treia ha reso omaggio all’Aurora Treia, protagonista di una stagione sportiva straordinaria, che ha visto la squadra conquistare la Coppa Marche di Promozione e centrare il salto in Eccellenza. Un doppio traguardo che ha riportato un grande entusiasmo, premiando il lavoro della società, dello staff tecnico e dei giocatori, capaci di costruire nel corso della stagione un percorso vincente e solido sotto ogni punto di vista. La cerimonia, all’aula multimediale, ha visto la partecipazione della giunta comunale, che ha ricevuto ufficialmente la squadra e la dirigenza per consegnare un attestato di riconoscimento al merito sportivo a nome dell’intera comunità.
«Questa squadra ha saputo rappresentare al meglio i valori dello sport riuscendo a conquistare tanti successi in una sola stagione – ha detto l’Amministrazione comunale – L’impresa straordinaria per la compagine del presidente Cegna e di mister Ricci ha ancora più valore perché avviene nell’anno dei 60 anni dalla nascita della società, in un’annata perfetta, da imbattuta, che ha visto anche la conquista della Coppa Marche Promozione lo scorso 29 marzo. I complimenti vanno anche alla storia vincente della Lube che, dopo i successi nel volley (ieri sera era impegnata a Perugia dove si è svolta la gara 1 per la corsa allo scudetto di volley A1 maschile), si afferma anche nel calcio. A loro va il nostro plauso».
La cerimonia si è conclusa tra applausi, foto di gruppo e un clima di grande festa, a suggellare una stagione che resterà nella storia sportiva di Treia.
Dirigenza: Stefano Cegna (Presidente), Federico Giunti (direttore tecnico Lube Academy), Elio Sassaroli (Vice Presidente), Agostino Tartari (Vice Presidente), Andrea Ballini (Direttore Sportivo), Diego Fraticelli (Dirigente), Sergio Fraticelli (Dirigente), Sandro Giustozzi (Dirigente), Paolo Ippoliti (Dirigente), Giordana Scorcella (dirigente).
Staff tecnico: Simone Ricci (Allenatore), Luigi Tedeschi (Vice Allenatore), Fabrizio Nizi (Preparatore Portieri), Gianluca Broglia (Preparatore Atletico), Federico Moretti (Fisioterapista).
PORTIERI: Saverio Giachetta (1998), Andrea Testa (1990).
DIFENSORI: Diego Ballanti (1997), Luca Bartolini (1997), Riccardo Calamita (1998), Nicolas Dominino (2006), Alex Gabrielli (2007), Diego Orletti (2002), Filippo Tavoni (2004), Nicolas De Vito (1994).
CENTROCAMPISTI: Ernest Alla (2002), Tommaso Giuliodori (2008), Luca Guglielmo (Centrocampista), Vittorio Guzzini (2002), Alessio Palladini (1999), Tommaso Giuliodori (2008), Nizar Lamri (2007).
ATTACCANTI: Davide Borrelli (1985), Roman Chornopyshchuk (1995), Vincenzo Cirrottola (2003), Michele Mazzoni (2006), Federico Melchiorri (1987), Ameth Seye (2008), Edoardo Zeqiri (2006), Edoardo Corrado (2006).
Parte in salita la finale scudetto per la Lube Civitanova, battuta con un netto 3-0 dalla Sir Susa Scai Perugia nella gara-1 disputata al PalaBarton. I parziali (25-21, 25-17, 25-22) raccontano di una sfida sempre in controllo per i padroni di casa, che si portano sull’1-0 nella serie al meglio delle cinque partite.
I cosiddetti “Block Devils” hanno imposto fin da subito il proprio ritmo, dimostrando superiorità soprattutto in attacco e in ricezione. La formazione guidata da Angelo Lorenzetti ha preso il largo nelle fasi iniziali di tutti e tre i set, riuscendo poi a gestire il vantaggio senza mai subire realmente il ritorno dei marchigiani.
Per Civitanova, reduce da imprese importanti contro Trento e Verona, una battuta d’arresto che complica il cammino verso il titolo. La squadra di Gianlorenzo Medei dovrà ora reagire prontamente in gara-2, in programma domenica 3 maggio all’Eurosuole Forum, per evitare di trovarsi sotto 2-0 nella serie.
Tra i protagonisti della serata spicca il regista Simone Giannelli, capace di distribuire il gioco con efficacia e mandare in doppia cifra diversi compagni. Su tutti l’opposto Wassim Ben Tara (15 punti), affiancato dagli schiacciatori Oleh Plotnytskyi (11) e Kamil Semeniuk (7). Ottima anche la prova del centrale Roberto Russo, autore di 11 punti con tre muri.
Sul fronte Civitanova, non sono bastate le prestazioni degli attaccanti Mattia Bottolo (8 punti) e Aleksandar Nikolov (10), né il contributo di Eric Loeppky (6).
La cronaca
Avvio con i sestetti tipo: la Lube Civitanova si affida a Boninfante in regia, con Loeppky, Nikolov e Bottolo in banda, Gargiulo e Podrascanin al centro e capitan Balaso libero. La Sir Safety Perugia risponde con Simone Giannelli al palleggio, Ben Tara opposto, Plotnytskyi e Semeniuk schiacciatori, Russo e Solé al centro, Colaci libero.
Prima del match, applausi per Wassim Ben Tara, premiato come MVP delle semifinali.
Primo setParte forte Perugia, che sfrutta subito il servizio di Plotnytskyi per portarsi avanti (5-3) e allungare con muro e attacchi efficaci (10-6). La Lube reagisce con Nikolov e si riporta sotto (10-8), ma un ace di Giannelli ristabilisce le distanze (13-9). I marchigiani restano in scia e arrivano fino al -1 (15-14), senza però concretizzare il pari. I Block Devils riprendono margine con l’ace di Semeniuk (19-15), subiscono il ritorno della Lube fino al 20-19, ma nel finale chiudono con decisione grazie al muro (25-21).
Secondo setPerugia imprime subito il proprio ritmo: Plotnytskyi al servizio mette in difficoltà la ricezione biancorossa e il punteggio vola sul 10-4. La Lube prova a reagire con Loeppky e Potke (10-7), accorciando fino all’11-9, ma Ben Tara e Russo ristabiliscono il controllo (14-10). I padroni di casa dominano a muro e al servizio, allungando fino al 19-12. Civitanova tenta di restare in partita, ma Perugia non rallenta e chiude 25-17.
Terzo setAncora Perugia avanti in avvio (7-4), con la Lube che prova a rimanere agganciata grazie a Kukartsev e all’ace di Boninfante (10-9). L’equilibrio regge fino alla fase centrale, quando gli umbri trovano l’allungo decisivo (17-14), ampliato da un’infrazione avversaria (19-15). Civitanova tenta l’ultimo assalto (20-18), ma nel finale pesa l’errore al servizio di D’Heer (24-21). I Block Devils chiudono definitivamente sul 25-22, complice anche la battuta in rete di Boninfante.
Perugia si aggiudica così gara-1 con un netto 3-0, mostrando solidità in tutti i fondamentali e costringendo Civitanova a inseguire nella serie.
Sir Susa Scai Perugia – Cucine Lube Civitanova 3-0 (25-21, 25-17, 25-22)
Sir Susa Scai Perugia: Giannelli 4, Plotnytskyi 11, Solé 7, Ben Tara 15, Semeniuk 7, Russo 11, Gaggini (L), Argilagos 0, Dzavoronok 0, Cvanciger 0, Colaci (L). N.E. Loser, Ishikawa, Crosato. All. Lorenzetti.
Cucine Lube Civitanova: Boninfante 2, Bottolo 8, Gargiulo 4, Loeppky 6, Nikolov 10, Podrascanin 4, Bisotto (L), D'Heer 0, Orduna 0, Balaso (L), Kukartsev 4, Duflos-Rossi 0. N.E. Hfaiedh, Tenorio. All. Medei. ARBITRI: Cerra (BO) e Giardini (VR)
Note: durata set 28’, 26’, 27’. Totale 1h 21’. Perugia: errori al servizio 15, ace 5, muri 7, attacco 55%, ricezione 47% (32%). Civitanova: errori al servizio 15, ace 3, muri 4, attacco 46%, ricezione 40% (21%). Spettatori: 4.951. MVP: Giannelli.
Giornata chiave sul fronte giustizia sportiva in Serie D, con una decisione destinata ad avere effetti immediati anche sul finale di stagione delle due maceratesi. Il Tribunale Federale Nazionale si è infatti espresso sui deferimenti legati ai mancati pagamenti delle mensilità con scadenza al 31 gennaio, riguardanti il Chieti FC 1922. Contrariamente alle attese, non è stata applicata alcuna penalizzazione in classifica. Il dispositivo ha invece stabilito una sanzione economica e un provvedimento personale nei confronti del presidente Giuseppe Gianni Di Labio: tre mesi di inibizione per il dirigente e un’ammenda di 5.000 euro a carico della società.
Una decisione che lascia dunque invariata la graduatoria del Girone F alla vigilia dell’ultima giornata, in programma domenica 3 maggio. Proprio in quell’occasione il Chieti ospiterà la Maceratese, in una sfida decisiva per i biancorossi, chiamati a evitare i playout. La squadra biancorossa si presenta all’appuntamento con un margine di 3 punti sul Sora, ma con una differenza reti favorevole (+7) che potrebbe risultare determinante in caso di arrivo a pari punti. L’assenza di penalizzazioni per il Chieti, tuttavia, rende ancora più complessa la corsa salvezza.
La sentenza ha riflessi diretti anche sulla Recanatese, che resta a - 3 punti dagli abruzzesi e vede complicarsi la propria rincorsa. Durissima la presa di posizione del presidente Massimiliano Guzzini, che ha affidato a una nota ufficiale tutto il proprio disappunto.
Di seguito il testo integrale: “Prendiamo atto della decisione resa nota poco fa dalla Sezione Disciplinare del Tribunale Federale della FIGC, decisione che riteniamo scandalosa. Ne prendiamo atto con stupore e amarezza, perché sembra completamente non in linea con decisioni assunte in situazioni analoghe e con le regole vigenti. Per una società come la Recanatese, che ha sempre rispettato ogni regola amministrativa, economica, fiscale, che ha sempre onorato ogni impegno con precisione, che ha sempre lavorato nel calcio con finalità sociali ed educative... è un brutto colpo. Il calcio italiano è in crisi: questo è un esempio di come ormai le classifiche vengano gestite a tavolino e non in base al campo da gioco. Questo tipo di calcio è offensivo per tutti: dirigenti, volontari, sostenitori, tifosi, tesserati. Come Recanatese ci siamo già passati a Pesaro nel play out di Serie C subendo una grande ingiustizia. Questo calcio non fa per me e non fa per tutti coloro che condividono i valori sportivi e di fair play. Come è stato possibile arrivare fino a questo punto? Mi riservo di valutare insieme al direttivo, in attesa di avere maggiori dettagli e informazioni anche con l'ausilio dei nostro legale incaricato, se sia il caso di far partecipare la nostra squadra a un play out falsato e dall'esito già scritto”.
Un finale di stagione che si annuncia incandescente, tra verdetti di campo e polemiche fuori dal rettangolo di gioco. Domenica, novanta minuti decisivi per il destino di Maceratese e Recanatese.
MACERATA – Una serata all’insegna dello sport, dei valori e della progettualità futura quella andata in scena il 23 aprile, durante la conviviale del Panathlon Club di Macerata. Un appuntamento particolarmente partecipato, che ha visto la presenza di numerosi ospiti incuriositi e interessati ad approfondire da vicino l’attività del sodalizio, attivo sul territorio da ben settant’anni.
A moderare l’incontro, con ritmo e vivacità, la giornalista Alessandra Perini. Protagonisti del dibattito Michele Casali, imprenditore e promotore dell’AD Pallacanestro Recanati 2001, e Pietro Paolella, dirigente della squadra femminile di pallavolo Helvia Recina Macerata, pronta a militare in Serie A1 anche nella prossima stagione.
Fin dai primi interventi è emersa una forte sintonia tra i relatori, uniti da una visione chiara e condivisa: il futuro dello sport passa necessariamente attraverso i giovani. Gli atleti di domani, infatti, rappresentano il fulcro su cui costruire percorsi solidi, non solo dal punto di vista agonistico ma anche umano.
Nel corso della serata è stato più volte ribadito il valore educativo dello sport, inteso come palestra di vita capace di trasmettere principi fondamentali quali il rispetto delle regole, la determinazione e la resilienza. Elementi che, come sottolineato dai relatori, "risultano determinanti anche nella quotidianità, al di fuori del contesto sportivo".
Il clima informale ha favorito un confronto aperto e costruttivo, dal quale sono emerse nuove idee e possibili sviluppi progettuali. Tra i temi centrali, la necessità di rafforzare la collaborazione tra Panathlon, società sportive e amministrazioni comunali, al fine di creare sinergie efficaci attraverso la condivisione di competenze, risorse ed energie.
La serata si è conclusa con una consapevolezza condivisa: solo attraverso un lavoro di rete sarà possibile promuovere in modo incisivo i valori dello sport e sostenere concretamente la crescita delle nuove generazioni.
Ci sono voluti 169 giorni, 24 settimane e 70 partite per incoronare la regina del campionato UISP di calcio a 5: Furia Chalaca completa l’opera dopo il dominio in regular season e si prende anche i playoff, superando il Collebronx ai calci di rigore al termine di una finale spettacolare. Forse la più bella di sempre, ma certamente una delle più emozionanti: per la prima volta nella storia del campionato, infatti, il titolo si è deciso ai rigori.
La gara sembra mettersi subito sui binari giusti per i “latinos”, avanti addirittura di tre reti nel primo tempo e spinti da una cornice di pubblico spettacolare. Il Collebronx appare alle corde, ma a pochi secondi dall’intervallo cambia tutto: su un innocuo corner, il portiere Campos è protagonista in negativo e si fa sfuggire il pallone in rete. È il 3-1 che riapre i giochi e, col senno di poi, cambia l’inerzia della partita.
Nella ripresa Furia Chalaca accusa il colpo e si abbassa troppo, concedendo campo agli avversari. Perri firma il 3-2 e riaccende le speranze dei ragazzi di Bruni. Quando però i peruviani tornano a spingere, arriva l’episodio che sembra chiudere i conti: fallo in area della difesa del Collebronx e calcio di rigore trasformato da Rodriguez per il 4-2 a meno di dieci minuti dal termine.
Sembra finita, ma la partita ha ancora molto da raccontare. Ancora Campos, sfortunato protagonista, devia nella propria porta il pallone del 4-3. La Furia perde sicurezza, arretra ulteriormente e viene punita: Gentili completa la rimonta e firma un clamoroso 4-4 a cinque minuti dalla sirena. Un risultato impensabile fino a pochi istanti prima.
I supplementari non cambiano l’equilibrio: il Collebronx, stremato, si difende con ordine cercando i rigori, mentre Furia Chalaca attacca con generosità ma senza precisione. Si va così alla lotteria finale.
Dal dischetto i latini sono perfetti: cinque su cinque. Il Collebronx invece paga a caro prezzo l’errore del veterano De Benedictis che fallisce il quarto tentativo, parato da Campos, e spalanca le porte del titolo agli avversari. È festa grande per la Furia Chalaca, campione UISP 2025/2026.
Non solo campionato: in settimana sono andate in scena anche le semifinali di ritorno della Wild Cup. La finale sarà tra Borussia Cappuccini e Q.P.R. Futsal. I “dragoni” si confermano superando nuovamente il VR Macerata, mentre il Super Depor di Elenori sfiora l’impresa: vince 4-3 ma non riesce a ribaltare il 3-0 dell’andata, premiando così la squadra di Troplini.
RISULTATO FINALE PLAYOFF
Furia Chalaca – Collebronx 9-8 (d.c.r.)
RISULTATI SEMIFINALI RITORNO WILD CUP
Deportivo C5 – Q.P.R. Futsal 4-3
Borussia Cappuccini – VR Macerata 9-7
La Cbf Balducci Hr Macerata festeggia una nuova convocazione in azzurro: Nicole Piomboni è stata inserita dal dt Marco Mencarelli tra le 17 atlete chiamate per il primo collegiale della Nazionale Under 22 femminile, in programma a Milano dal 4 all'8 maggio al Centro Federale Pavesi.
La schiacciatrice arancionera inizia così il periodo di preparazione del gruppo guidato da Gaetano Gagliardi, che sarà impegnato nel Campionato Europeo di categoria, previsto dal 7 al 12 luglio a L’Aia, in Olanda.
Nicole Piomboni, appena confermata in maglia CBF Balducci HR per la prossima stagione e già campionessa del Mondo Under 21 lo scorso agosto in Indonesia, conferma così il proprio ruolo centrale all'interno del progetto azzurro giovanile, proseguendo un percorso di crescita che la vede protagonista anche a livello internazionale.
Domenica 26 aprile la Bocciofila di Morrovalle ha ospitato una delle tappe più importanti del circuito nazionale giovanile, il Trofeo Scarpetta d’Oro, dedicato alla memoria di Nazzareno Sagripanti, figura straordinaria dello sport e dell’imprenditoria, storico dirigente internazionale, socio onorario e da sempre vicino alla nostra associazione. Presente tutta la famiglia: la moglie Adriana, i figli Lara e Cleto e il nipote Giuseppe.
Ben 71 giovani atleti, accompagnati da altrettanti tecnici e familiari, hanno raggiunto Morrovalle da tutta Italia. Un evento che non è stato solo sport, ma anche veicolo di turismo e promozione del territorio, coinvolgendo strutture ricettive e ristoranti locali. Domenica a pranzo ben 20 soci volontari si sono messi a disposizione per servire circa 140 pasti. Un esempio concreto di passione e spirito associativo. Tantissime autorità presenti: Fabio Luna (Presidente CONI Marche), Desirèe Lupi (Assessore allo Sport Comune di Morrovalle), Moreno Rosati (Presidente Confederazione Europea Bocce), Gianluca Simoncini (Presidente FIB Marche), Francesco Tosoni e Marco Caimmi (Settore giovanile), Maurizio Ascani (Delegato FIB Macerata), Mario Pierini (AIAB Macerata)
RISULTATI SPORTIVI
Under 18: 1. Alessandro Ferragina (Metaurense) 2.Marco Bruno (Cacciatori Nocera Sup.) 3. Lorenzo Pietro Bocchio (Fontanella Piacenza) 4. Lavinia Sciamanna (Flaminio Roma). Ottimo risultato per l’atleta di casa Matteo Pistolesi, 5° classificato, ad un passo dal podio.
Under 15: 1 Lorenzo Ciprietti (Castelfidardo) 2 Francesco Guerrieri (Caccialanza Milano) 3 Francesco Benetti (Caccialanza Milano) 4 Nicola Principi (Castelfidardo).
I nostri campioni d’Italia in carica made in Morrovalle Manuel Capponi e Sofia Pistolesi non erano invece al meglio, reduci dall’entusiasmante stage nazionale di Sambucheto, dove sono stati convocati dal CT Maurizio Mussini insieme allo staff Enrico Castagna e Leonardo Stacchiotti. Atleti, accompagnatori, volontari, istituzioni e sponsor hanno reso Morrovalle capitale delle bocce giovanili per un weekend indimenticabile.
Foto Luigino Cipriani
MACERATA – Una giornata a bordo ring per la boxe maceratese. La visita dell’assessore regionale allo sport Tiziano Consoli al Macerata Boxing Club accende i riflettori su una realtà giovane, ma già capace di imporsi con numeri e risultati importanti. Nei primi mesi dell’anno il club ha disputato 25 match, con un bilancio di 20 vittorie, due pareggi e tre sconfitte. A questi si aggiungono due ori conquistati al torneo nazionale Nepi di Firenze nelle categorie 75 e 80 chili.
I tecnici Luca Pucci e Luca Crucianelli sottolineano la crescita costante del gruppo: «Abbiamo sei pugili agonisti che combattono con continuità e stiamo preparando molti altri atleti, oltre al settore amatoriale. I risultati sono molto buoni, sia in regione che fuori regione». E ancora: «Abbiamo ottenuto due ori importanti e questo conferma il lavoro fatto in questi mesi. La struttura ci permette di allenarci al meglio: ring regolamentare, sala sacchi, attrezzature per la forza e spazi adeguati per ogni fase della preparazione».
L'assessore regionale allo sport Tiziano Consoli ha sottolineato come le Marche si confermino tra le regioni più attive d’Italia sul piano sportivo:: «Le Marche sono la prima regione per numero di atleti rispetto alla popolazione, la terza per associazioni iscritte e tra le meno sedentarie. Questo si riflette in esperienze come questa, ben organizzat e con grande attenzione ai valori inclusivi dello sport».
«È la prima associazione pugilistica che visito nella regione – ha aggiunto – e questo è significativo. Dove c’è organizzazione e impegno vero da parte di tecnici e dirigenti, c’è anche crescita sportiva e sociale. Cercherò di partecipare ai prossimi eventi perché realtà come questa meritano attenzione e continuità».
Sulla stessa linea l’assessore comunale allo sport Riccardo Sacchi, presente insieme agli assessori Paolo Renna e Andrea Marchiori. «Un ringraziamento va a questa associazione nata poco più di un anno fa – ha dichiarato – grazie all’intuizione di concittadini visionari come Pucci, Antinori e Cervigni, che hanno ridato nuova linfa a una disciplina con una grande tradizione a Macerata».
Sacchi ha poi evidenziato il lavoro svolto: «Questi risultati non arrivano per caso ma sono frutto di impegno, passione e programmazione. È il segnale di come abbiamo imboccato la strada giusta per riportare al livello che merita questa nobile arte, uno sport importantissimo per la città». L’assessore ha poi rimarcato il peso delle politiche sportive comunali: «I tanti investimenti – una vera e propria epopea – circa 14 milioni di euro in quattro anni tra riqualificazioni, rigenerazioni e realizzazione di nuovi impianti sportivi, hanno prodotto entusiasmo, passione e un risultato concreto. Lo vediamo oggi nella grande voglia del Macerata Boxing Club di rinverdire la tradizione pugilistica cittadina».
E ha ricordato il forte legame con la città: «Abbiamo già vissuto un grande evento la scorsa estate in piazza Vittorio Veneto (LEGGI QUI), con il ring nel cuore della città e una grande partecipazione di pubblico. È stato un momento importante di sport e socialità. Quel format tornerà il prossimo 6 giugno nella rinnovata Terrazza dei Popoli, a conferma di un progetto che vuole portare lo sport sempre più vicino alle persone».
Il Macerata Boxing Club conta oggi circa 90 tesserati, tra agonisti, amatori e un crescente settore femminile, e rappresenta una realtà in forte espansione che sta riportando la boxe al centro della vita sportiva cittadina.
Una giornata all’insegna dell’ascolto, dell’emozione e della progettualità condivisa ha visto protagonisti i vertici della FIGeST in visita alla sede dell’Anffas Sibillini APS. L’incontro ha rappresentato l’avvio di un percorso comune finalizzato a integrare i giochi e gli sport tradizionali nelle attività dedicate al benessere e all’inclusione sociale di persone con disabilità e anziani del territorio.
La delegazione federale era guidata dal presidente nazionale FIGeST Enzo Casadidio, insieme al vice presidente vicario Valeriano Vitellozzi, al presidente regionale Marche Catia Luciani, al presidente provinciale di Macerata Patrizio Romaldini e a Eraldo Riccucci, promotore dell’iniziativa e figura chiave nella nascita della collaborazione.
L’obiettivo condiviso è quello di trasformare la sede dell’Anffas Sibillini in un punto di riferimento sportivo per il comprensorio montano, attraverso attività strutturate legate alle discipline tradizionali della Federazione.
Al centro del confronto, la volontà di utilizzare il gioco e l’attività motoria non solo come strumenti ricreativi, ma come leve di inclusione, autonomia e miglioramento della qualità della vita. La proposta emersa prevede la possibile istituzione di una realtà sportiva interna all’associazione, sotto l’egida FIGeST, con programmi dedicati a ragazzi e operatori.
Nel corso della visita, il presidente Casadidio ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: “I giochi e gli sport tradizionali sono un linguaggio universale che appartiene a tutti. Metteremo a disposizione i nostri istruttori per creare momenti di sport condiviso e inclusivo. Le persone più fragili devono sentirsi parte dei nostri progetti”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’Anffas Sibillini APS, che ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione, riconoscendo nello sport un importante strumento educativo e relazionale.
Le discipline della FIGeST, profondamente legate alla tradizione popolare, si prestano infatti a creare contesti di partecipazione e socialità, mettendo sempre al centro la persona.
L’incontro si è concluso con un clima di forte condivisione e con quello che i presenti hanno definito un “abbraccio fraterno”, preludio alla definizione di un protocollo operativo che vedrà presto la partenza di attività congiunte.
Cinquecento panchine non sono solo un numero. Sono vent’anni di campo, di sacrifici, di fiducia conquistata stagione dopo stagione. Roberto Lattanzi, allenatore del Casette Verdini, taglia questo traguardo con l'eleganza che lo ha sempre contraddistinto, ma anche con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante nel calcio marchigiano.
La celebrazione, tra l’altro, è arrivata in modo inaspettato. “La cosa più bella è stata la sorpresa della squadra e del presidente Pasquali – racconta – non me lo aspettavo. È stato un momento davvero speciale”. Un riconoscimento che va oltre il dato statistico e che premia soprattutto la continuità: “Oggi non è facile restare così a lungo in panchina. Per questo è un traguardo che sento particolarmente”.
Il suo viaggio da allenatore parte nel 2005, quando l’Urbisalviense del presidente Marcello Tombolini gli affida la prima squadra in Eccellenza. È lì che nasce il “mister” Lattanzi, dopo una carriera da calciatore che lo aveva già portato a vivere esperienze fuori dal comune. “Mi ha dato la possibilità di partire subito da una squadra di Eccellenza. È stato il punto di partenza di tutto, ma anche il modo per rimanere aggrappato al calcio. Da giocatore facevo fatica a staccarmi completamente: allenare è stata una bellissima opportunità per continuare a vivere questo mondo”.
E di strada ne ha fatta tanta: Vis Macerata, Folgore Falerone, Helvia Recina, Montefano, Maceratese, fino al lungo legame con il Casette Verdini, dove ha collezionato ben 150 panchine. Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca: “Quando una società crede in te, tutto diventa più semplice. Qui ho trovato un ambiente serio, con ragazzi che mi hanno dato tanto sia dal punto di vista tecnico che umano”.
Prima ancora della panchina, però, c’è stata una carriera da calciatore iniziata prestissimo, a 16 anni con la Maceratese. E qui il racconto si fa più personale, più intenso. “Ai tempi era diverso: si faceva meno fatica a buttare dentro i giovani, anche se non c’erano le regole degli under. Alla Maceratese eravamo tanti ragazzi interessanti, c’era un settore giovanile che funzionava davvero bene. La società ci diede la possibilità di metterci in evidenza in prima squadra e questo fu fondamentale”.
Poi il ricordo si fa ancora più vivido: “Io ero di Macerata e per me la Maceratese era tutto. Stavo sempre in tribuna a vedere le partite, sognavo quel momento. Ritrovarmi titolare in prima squadra a 16 anni è stata un’emozione fortissima, difficile da spiegare. È lì che è iniziato tutto”.
Un anno speciale anche per il gruppo di giovani biancorossi: “Quell’anno diversi ragazzi spiccarono il volo: io andai al Milan, Troscè al Bologna, Siroti alla Juventus. È stato un periodo bellissimo, una Maceratese storica che ricordo con grandissimo affetto. Senza quella società e quella fiducia, probabilmente il mio percorso non sarebbe mai partito”.
Da lì, infatti, arriva la chiamata del grande calcio: il Milan di Arrigo Sacchi, nel pieno della sua rivoluzione. “È stata un’esperienza che mi ha formato come persona prima ancora che come calciatore. Sono partito a 17 anni, lontano da casa, in un’epoca senza cellulari. Solo questo ti faceva crescere. Poi a Milanello c’erano regole molto rigide: prima di creare un giocatore, il Milan creava una persona, con principi sani. Questo è ciò che mi è rimasto di più”.
E sul campo, il confronto con un calcio avanti anni luce: “Sacchi è stato un innovatore vero. Ha cambiato il modo di allenarsi e di giocare. All’inizio anche i grandi campioni erano un po’ scettici, poi si sono ricreduti perché i risultati erano straordinari. Ancora oggi si vedono esercitazioni che nascono da quel periodo, dopo più di trent’anni. Questo fa capire quanto fosse avanti”.
Una carriera promettente, però, viene segnata da un grave infortunio. “Dopo la grande fortuna di arrivare al Milan, c’è stata la grande sfortuna dell’incidente. Non è stato un infortunio normale, ma qualcosa di molto serio. L’intervento fu complicato e innovativo per quei tempi. Sono stato fermo oltre un anno”. Il dispiacere resta: “Ero entrato nel giro della prima squadra, facevo parte della rosa. Quell’incidente ha tagliato quello che potevo fare. Forse qualcosa in più si poteva ottenere, questo è il dispiacere più grande”.
Nonostante tutto, Lattanzi ha continuato il suo percorso tra società importanti come SPAL e Trento, prima di iniziare una nuova vita nel calcio. Quella da allenatore. Una carriera lunga e costante, fatta di esperienze diverse ma unite da un filo comune: la passione. Tra i momenti più importanti, le tre vittorie di campionato con Helvia Recina, Montefano e Casette Verdini. “Vincere non è mai scontato, neanche quando parti con i favori del pronostico. Però se devo sceglierne una, quella con il Montefano è stata la più emozionante: abbiamo fatto una scalata incredibile, partendo da dietro fino ad arrivare a vincere. È stato un percorso lungo ma bellissimo, con un gruppo e una società che ricordo con grande affetto”.
E poi il presente, che parla soprattutto Casette Verdini: 150 panchine e un legame forte. “Mi sono trovato subito benissimo. Il presidente mi ha voluto fortemente e ho sentito fiducia fin dall’inizio. Per un allenatore è fondamentale. È una realtà piccola, ma dove si lavora con serietà. Abbiamo ottenuto risultati importanti, dalla promozione alla capacità di mantenerci in categoria con continuità”.
Infine lo sguardo al futuro, con la stessa passione di sempre: “Dire che spero di farne altre 500 è una battuta… però mi auguro di restare il più a lungo possibile nel calcio. È un ambiente sano, che ti fa crescere e ti permette di conoscere tante persone. Poi vedremo cosa succederà, magari anche con ruoli diversi”.
Grande successo per il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli alla Coppa Nazionale di Karate CSEN, andata in scena il 25 e 26 aprile al Palazzetto dello Sport “Giovanni Paolo II” di Pescara. L’evento, organizzato dal settore karate del CSEN sotto la direzione della vicepresidente nazionale Delia Piralli, ha fatto registrare numeri importanti: 105 società partecipanti, 1.640 atleti e oltre 2.300 prove disputate.
Tra i protagonisti della manifestazione spicca il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli, che ha preso parte alla competizione con 29 atleti provenienti dalle sedi di Tolentino e Porto Recanati, oltre a quattro squadre. Guidato dai tecnici maestro Wilfredo Caveda, maestro Pedro Colugna, maestro Stefano Scagnetti e dall’allenatore Matteo Rinaldoni, il gruppo ha ottenuto risultati di assoluto rilievo.
Il bilancio finale parla di 40 medaglie complessive: 14 ori, 12 argenti e 14 bronzi. Numeri che hanno permesso al team di conquistare il 4° posto nella classifica generale per società, il 3° posto nel kumite cinture colorate e un prestigioso 2° posto nel kata.
Tra le prestazioni più brillanti spiccano le conferme dei campioni nazionali, con il primo posto assoluto per Sara Leonangeli, Angelica Smarchi, Francesco Ulissi, Silvia Leonangeli e Giulia Bacaloni, quest’ultima capace di imporsi in due diverse specialità. Medaglia d’oro anche per la squadra maschile di kata composta da Luigi Manari, William De Martino e Lorenzo Cicconofri.
Importanti risultati anche per altri atleti che hanno conquistato il titolo di Campione Nazionale CSEN 2026 nelle rispettive categorie. Tra questi Cristina Scagnetti, Silvia Leonangeli e Matteo Massucci per la sezione di Tolentino, insieme a Matteo Rinaldoni, Samuele Orlandoni e Arianna Stura per la sede di Porto Recanati. Un risultato storico che vede per la prima volta tre campioni nazionali provenienti dalla stessa realtà territoriale.
Grande soddisfazione è stata espressa dal maestro Tarulli, che ha sottolineato come questi risultati siano il frutto di impegno, sacrificio e dedizione condivisi tra atleti, tecnici e famiglie. Un riconoscimento è stato inoltre rivolto agli ufficiali di gara delle Marche, presenti e convocati per questa importante competizione nazionale.
La Cbf Balducci Hr riparte anche da una delle sue certezze: Clara Decortes vestirà ancora la maglia arancionera nella stagione 2026/27 in Serie A1, per lei sarà la terza stagione consecutiva con questi colori. Il club maceratese annuncia il rinnovo dell’accordo con l’opposta bergamasca, classe 1996, 183 cm di potenza ed esperienza, tra le protagoniste dell'ultimo campionato disputato nella massima serie e appena concluso con l'importante traguardo della salvezza.
Dopo aver contribuito in maniera determinante al percorso della squadra verso la promozione in Serie A1 due stagioni fa, Decortes si è infatti confermata tra i principali terminali offensivi pure nel massimo campionato: 491 punti messi a segno in 30 gare disputate, numeri che la collocano in alto nella classifica marcatrici del torneo. Qualità ed efficienza: Clara Decortes rappresenterà ancora un punto di riferimento fondamentale per l’attacco arancionero anche nella stagione 2026/27.
Per l’opposta si tratta della prosecuzione di un percorso importante in Serie A1, categoria che aveva già affrontato con le maglie di Brescia e Roma. Nel corso della sua carriera ha inoltre maturato una solida esperienza in Serie A2 (Brescia, Orvieto, San Giovanni in Marignano, Roma, Mondovì e appunto Macerata), conquistando ben tre promozioni nella massima serie, a conferma del suo valore e della sua capacità di incidere nei momenti decisivi.
Clara Decortes, hai scelto di restare a Macerata: cosa ti ha convinto?
"Ho scelto Macerata perché qua ormai è quasi come una seconda casa. Sto bene, è un ambiente dove ho potuto giocare a pallavolo con serenità e quindi mi è sembrata la scelta più naturale".
Sarà la prima volta che rimani così a lungo nello stesso Club
"Sì, stare tre stagioni qua significa che non voglio rinunciare a questo bellissimo progetto. È una novità per me, perché tre anni nello stesso posto non li avevo mai fatti, però è una scelta che mi sento pienamente di fare".
È stato il tuo primo anno giocato in Serie A1 con continuità: cosa ti ha lasciato questa stagione?
"È stata una stagione molto impegnativa. Però è stato anche un anno divertente, perché ci siamo continuamente messe in gioco. Io personalmente mi sono messa in discussione e credo di uscire da questa stagione con più consapevolezza: sia del tipo di giocatrice che sono, sia del fatto che posso ancora crescere e dare qualcosa in più".
Ora lo sguardo è già alla prossima stagione, con aspettative ancora più alte
"L’anno prossimo proveremo ad alzare l’asticella. Mi aspetto un campionato come quello di quest’anno: combattuto, sofferto, ma pieno di emozioni. Io sono pronta a mettermi in gioco e a togliermi altre soddisfazioni".
L’Aurora Treia scrive la pagina più bella della sua storia: grazie al successo per 2-0 sul Monturano nell’ultima giornata, i biancorossi conquistano la promozione in Eccellenza al termine di una stagione semplicemente perfetta. Un traguardo storico per il club treiese, che approda per la prima volta nel massimo campionato regionale proprio nell’anno del 60° anniversario dalla fondazione. Un’annata da incorniciare, impreziosita non solo dalla vittoria del campionato, ma anche dal successo in Coppa arrivato poche settimane fa.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola la grandezza dell’impresa: 70 punti, frutto di 20 vittorie e 10 pareggi in 30 partite, senza mai conoscere la sconfitta. Un dominio costruito giornata dopo giornata, resistendo anche al serrato duello con l’Azzurra Colli, che ha chiuso a un solo punto di distanza e ora si giocherà lo spareggio promozione contro il Fano. Al secondo anno dal suo ingresso nel calcio, il gruppo Lube centra già un risultato straordinario: due trofei e una promozione. E non è finita, perché sabato prossimo l’Aurora Treia avrà anche l’occasione di completare uno storico triplete nella finale per il titolo regionale contro il Lunano. Una squadra costruita per vincere, con investimenti importanti ma anche con la capacità di reggere la pressione e trasformarla in energia positiva. Dopo il triplice fischio contro il Monturano, è esplosa la festa: una gioia condivisa da società, squadra e tifosi.
L’amministratore delegato della Lube, Fabio Giulianelli, sottolinea il valore dell’impresa: «Un gruppo che non ha mai mollato e non ha perso neanche una partita. Abbiamo fatto un campionato straordinario per intensità ed emozioni. Era un obiettivo programmato, ma tra programmare e vincere c’è di mezzo tutto. Essere riusciti è un’impresa che ci riempie d’orgoglio: chi sta con Lube deve pensare a vincere».
Grande emozione nelle parole del presidente Stefano Cegna: «È un successo voluto e cercato. Nel sessantesimo anno di storia non poteva esserci regalo più bello. Lo dedico a tutte le persone che negli anni hanno dato l’anima per questa società e oggi non ci sono più».
Il direttore tecnico Federico Giunti evidenzia il percorso: «Quando parti da favorita non è mai facile. I ragazzi hanno fatto qualcosa di incredibile, in campionato e in Coppa. Complimenti anche all’Azzurra Colli, che ci ha tenuto testa fino alla fine». Sulla stessa linea il ds Andrea Ballini: «Questo gruppo è stato fantastico, coeso e sereno fin dal primo giorno. È stato bravissimo a gestire la pressione».
Il tecnico Simone Ricci racconta la chiave del successo: «Un gruppo quasi totalmente nuovo che ha pensato solo a lavorare. Siamo rimasti umili, lucidi e concentrati, sapendo che il campionato si sarebbe deciso all’ultima giornata».
Leader tecnico e capocannoniere del girone con 20 gol, Davide Borrelli celebra una stagione irripetibile: «È una gioia immensa. Dopo la Coppa, tanti gol e una cavalcata senza sconfitte, più di così non si può chiedere. Questo gruppo ha dimostrato il suo valore fin dal primo giorno».
Decisivo anche Federico Melchiorri, autore del gol che ha sbloccato la gara decisiva. Il "cigno di Treia", tornato a giocare nella squadra della sua città natale dopo una lunga carriera ai vertici del calcio italiano ha commentato: «Vincere un campionato è sempre fantastico. È stato un percorso bellissimo e meritato. Abbiamo avuto la mentalità giusta e la voglia di vincere».
Un trionfo costruito con programmazione, qualità e spirito di squadra. L’Aurora Treia vola in Eccellenza e lo fa dalla porta principale, con una stagione perfetta. E ora, all’orizzonte, c’è un ultimo sogno da inseguire: completare un’annata già storica.
Una domenica da incorniciare per la Roller Civitanova, che ieri, 26 aprile, ha dominato la scena all’XI Memorial Gilda Leoperdi – 1° Trofeo Città di Pollenza. La società civitanovese ha sbaragliato la concorrenza di ben 29 club provenienti da tutta la regione e oltre, conquistando il gradino più alto del podio nella classifica per società e portando a casa il trofeo più ambito.
Il successo è stato costruito fin dalle prime battute grazie alle categorie Giovanissimi. Tra le femmine, spicca il secondo posto nella combinata di Giulia Tiburzi (autrice di due argenti e un bronzo), seguita a ruota da Thea Dari, terza sul podio finale. Punti pesanti per la classifica generale sono arrivati anche dalle ottime prove di Elisabetta Recchi, Aurora Quattrini e Giulia Cardarelli, oltre alla costanza di Filippo Medici e Nicolò D’Addazio tra i maschi.
Nelle categorie Esordienti, la Roller ha mostrato i muscoli. Diego Pepa Salierno è stato l'assoluto protagonista maschile, trionfando sia nella destrezza che nello sprint e chiudendo al 1° posto nella combinata. Tra le ragazze, vittoria nello sprint per Cecilia Altobelli (3ª in combinata) e nella destrezza per Elettra Scolà (4ª). Un contributo corale decisivo è arrivato dal folto gruppo composto da Amelia De Florio, Chiara Massaro, Bianca Mei, Greta Iezzi, Giulia Perini, Anna Marandino e Vittoria Recchioni, insieme a Michele Onofri, Moises Ramos Pupo e Diego Russo.
La tenuta del gruppo è stata confermata nelle categorie superiori. Tra le Ragazze, Veronica Nanna ha sfiorato il podio nello sprint, mentre Samuel Polverini, nella categoria Allievi M, ha centrato un prezioso terzo posto nella gara dei 5.000 punti. Prestazioni di rilievo anche per Elia Scolà (8° nello sprint), Maria Zamponi e Mia Cardarelli, fondamentali per blindare il primato societario.
Visibilmente soddisfatto il Presidente della Roller Civitanova, Euro Scolà: "Siamo molto soddisfatti non solo per i risultati, ma per l’impegno e lo spirito di squadra dimostrati. Questo successo è il frutto del lavoro condiviso tra atleti, staff tecnico e famiglie: un impegno quotidiano che oggi trova una bella conferma".
Il plauso della società è andato infine alle allenatrici Flavia Martinelli, Simona Vesprini e Marta Marconi, capaci di guidare il gruppo verso un traguardo che proietta la Roller Civitanova con ambizione verso il prosieguo della stagione.
Una domenica che resterà impressa come una delle pagine più amare della storia della Civitanovese. La seconda retrocessione consecutiva è realtà, al termine di una stagione tormentata dall’inizio alla fine e conclusa con il peggior epilogo possibile: ultimo posto in classifica e discesa diretta in Promozione.
Il campo ha raccontato tutto il paradosso di questo campionato. La sfida contro la Fermignanese è stata lo specchio fedele di un’annata fuori controllo: imprevedibile, ma alla fine fatale. I rossoblù erano riusciti a portarsi avanti addirittura sul 4-1, dando l’illusione di poter chiudere con dignità e magari alimentare una speranza. Ma mentre dagli altri campi arrivavano notizie poco incoraggianti — con il Fabriano nettamente avanti sul terreno dell’Osimana — la tensione si è sciolta, lasciando spazio alla rimonta degli ospiti. Il 4-4 finale ha così assunto i contorni di una resa definitiva: la Fermignanese ha festeggiato la salvezza matematica, mentre la Civitanovese ha dovuto fare i conti con una retrocessione ormai inevitabile.
Eppure, nel momento più duro, la risposta del pubblico è stata forse il segnale più forte. I tifosi rossoblù hanno scelto la strada della consapevolezza e della ripartenza, come dimostrato dagli striscioni appesi in gradinata: “La nostra salvezza? È la fine di questa tristezza! Ricominciamo”.
Un messaggio chiaro, accompagnato da una presa di posizione netta anche sulle voci circolate nelle ultime settimane riguardo a possibili fusioni o acquisizioni di titoli sportivi: “Meglio un’onesta Promozione che una farsa fusione”.
A fine gara è arrivata anche la voce del presidente Francesco Borrelli, che ha provato a guardare oltre la delusione, tracciando le linee guida del futuro: “Oggi serviva un miracolo. Quando si arriva alla fine dovendo dipendere dagli altri risultati è sempre difficile. Ora è tutto da rifare: ripartiremo da zero, con un reset totale. Il progetto va avanti, serve solo più tempo. Il mio impegno e il mio piano industriale sono confermati. Dobbiamo ricostruire partendo da un settore giovanile forte e da una scuola calcio radicata nel territorio, capace di far crescere i giovani”.
Non è bastato, invece, il ritorno in panchina di Daniele Marinelli nelle ultime due giornate. Il tecnico, richiamato in extremis, non è riuscito a completare il miracolo sportivo, ma ha voluto sottolineare quanto fatto nel suo periodo di gestione: “Ringrazio il presidente per l’umiltà dimostrata nel richiamarmi, non è scontato. E ringrazio i ragazzi: con la vittoria sfumata nel finale avremmo fatto 25 punti in 20 partite. Su 30 gare sarebbe stata addirittura salvezza diretta”.
Numeri che alimentano inevitabilmente rimpianti, in una stagione dove gli errori e le difficoltà hanno pesato più di ogni possibile reazione. Ora resta solo da voltare pagina. La Civitanovese ripartirà dalla Promozione, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire, ritrovare identità e tornare a guardare verso l’alto. Perché, come hanno ricordato i suoi tifosi, la vera salvezza potrebbe essere proprio questa: chiudere un capitolo doloroso per ricominciare davvero.