Durante l'Assemblea Nazionale Elettiva della Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali (Figest), tenutasi il 25 gennaio presso il Cosmopolitan di Civitanova Marche, il neo-rieletto presidente Enzo Casadidio ha fatto il punto sul percorso della federazione e sugli obiettivi per il futuro.
Casadidio ha sottolineato l’importanza del quadriennio appena concluso, caratterizzato dall’approvazione dello Statuto, un passaggio fondamentale per consolidare la struttura della Figest. “C’è stata l’approvazione dello statuto. Al di là delle elezioni del consiglio federale, l’assemblea straordinaria ha stipulato quello che possiamo definire il codice civile della federazione. Quindi, quali sono le regole dello sport e del vivere insieme,” ha dichiarato il presidente.
Ha poi ricordato che la Figest raccoglie 26 discipline sportive, una varietà che contribuisce a creare un equilibrio simile a quello del Coni. “La nostra federazione racchiude 26 discipline. Automaticamente, governarle tutte ricrea quell’equilibrio che c’è nel Coni,” ha affermato Casadidio.
Guardando al futuro, il presidente ha fissato l’obiettivo per il prossimo quadriennio: spingere per il riconoscimento olimpico di due discipline già nel circuito mondiale. “L’obiettivo che abbiamo nel prossimo quadriennio è quello di spingere sulle due discipline che stanno nel circuito mondiale per integrarle alle olimpiadi di Adelaide” ha detto, sottolineando l’impegno della federazione per dare maggiore visibilità agli sport tradizionali italiani.
Termina 2-2 la sfida tra Aurora Treia e Cluentina, valida per il diciannovesimo turno del Girone B di Promozione. I padroni di casa, reduci da cinque risultati utili consecutivi, passano in vantaggio al 21' grazie a un gran sinistro di Bonifazi che colpisce il palo e si insacca alle spalle di Rocchi. L’Aurora potrebbe raddoppiare poco dopo con Arias, ma l’attaccante spreca sugli sviluppi di un calcio d'angolo.
Nel primo tempo, nonostante alcune occasioni per Ibii e Camilloni, il punteggio rimane invariato. La ripresa si apre con il raddoppio dell’Aurora al 59’, quando Arias finalizza un assist preciso di Borrelli. La Cluentina non demorde e, grazie a una deviazione, accorcia le distanze con Torresi. Al 75', Monserrat pareggia definitivamente per la Cluentina con una punizione battuta direttamente in rete.
Nonostante il pari, la Cluentina conquista un punto prezioso, utile soprattutto per il morale, mentre l’Aurora, con l’undicesimo pareggio stagionale, conferma la sua difficoltà a capitalizzare i momenti favorevoli. La Cluentina resta penultima, ma il nuovo allenatore Luca Travaglini potrebbe portare la scossa giusta per risollevare la squadra nelle prossime giornate.
Il risultato finale premia la tenacia della Cluentina, ma l’Aurora dovrà riflettere su come sfruttare meglio le occasioni per tornare alla vittoria.
Tabellino
Aurora Treia: Tiberi, Marini (78' Garcia M), Dominino, Romagnoli F (68' Rozzi), Ballanti (26' Filacaro), Bartolini, Garcia F, Bonifazi, Allegretti (68' Wali), Borrelli, Arias.
A disposizione: Testa, Bontempo, Cacciamani, Ruani, Romagnoli. Allenatore: Francesco Nocera.
Cluentina: Rocchi, Torresi, Pagliarini, Trobbiani, Menghini, Bosetti, Giaconi (87' Testiccioli), Cantarini (57' Trosce), Cappelletti (57' Monserrat L), Camilloni, Ibii.A disposizione: Scoppa, Montecchiari, Francalancia, Giordani, Gentili, Acquaviva. Allenatore: Luca Travaglini.
Marcatori: Bonifazi 21', Arias 59', Torresi 64', Monserrat L 73',
Arbitro: Enrico Cittadini - Sezione di Macerata.
Assistenti: Samuele Gasperi - Sezione di San Benedetto del Tronto; Pierfrancesco Parisi - Sezione di Macerata.
Note: ammoniti Bartolini, Borrelli, Marini, Nocera (dalla panchina), Pagliarini, Testiccioli, Travaglini (dalla panchina), angoli 5-1, recuperi 2'-6', presenti circa 200 spettatori al "Leonardo Capponi" di Treia.
Si dividono la posta in palio P.S. Elpidio e Settempeda dopo aver dato vita ad una bella partita durante la quale hanno dato tutto per superarsi dimostrando che la classifica di entrambe è giusta e certifica l’ottimo valore di ognuna che si è visto anche in questo pomeriggio al Ferranti. Più piacevole il secondo tempo in cui si sono viste occasioni e le due reti(entrambe nel finale dell’under Sfrappini e dell’esperto Trombetta) rispetto al primo molto tattico ed equilibrato. Sfiora il colpaccio la Settempeda che subisce il pari allo scadere, ma i locali hanno meritato questo risultato dopo aver creato nella prima parte della ripresa almeno due/tre palle gol che sono state sventate da un ottimo Pettinari (il migliore in campo). Insomma, una sfida piacevole che lascia tante cose positive ai due allenatori che tornano a casa dopo aver mosso la classifica e consapevoli che gli obiettivi, anche quelli più importanti, possono essere raggiunti se le prestazioni saranno di questo livello.
Trasferta insidiosa in riva all’adriatico per la Settempeda che raggiunge il Comunale Ferranti per affrontare i locali dell’Atletico Calcio P.S. Elpidio. Altro big match con in palio punti pesanti. I bianchi di casa sono terzi(quota 34) e con ancora qualche ambizione di alta classifica, mentre i biancorossi(per l’occasione in completo nero) inseguono a sei lunghezze ad un passo dalla zona play off. Settempeda che vuole dimenticare il ko beffa con il Trodica, ma deve andare in campo in emergenza, soprattutto a centrocampo, e dunque con un undici inedito. Sono indisponibili Dolciotti, Farroni e Rango. Oltre la conferma tra i pali del fresco ex Pettinari e del trio difensivo, le novità sono Massini e Salvatelli come esterni, Quadrini e Perez come mezzali e Sfrappini da sotto punta. Padroni di casa, invece, con tre under titolari(tra cui il 2008 Vallasciani) e l’asse composto da Zira in attacco e dall’esperta coppia di difesa Trombetta e Smerilli; tra gli assenti invece spiccano Islami e Macchini, che fece molto bene all’andata(vittoria dei rivieraschi con doppietta di Zira). Avvio di gara pimpante e con ottimi ritmi. Le due formazioni si rispettano e dimostrano di temersi, dunque si gioca con molta attenzione e le difese non fanno passare nulla prevalendo sugli attacchi. Situazione che prova a rompere Panichi che, sugli sviluppi di una rimessa, calcia di prima di contro balzo con palla di poco fuori. Al 21’ ecco la Settempeda con Perez che trova il modo di lanciare in profondità Cappelletti che ci prova dal limite con destro largo. Al 32’ primo corner per i locali con palla che Magliulo batte al volo trovando pronto Pettinari. Fino all’intervallo a cui le squadre vanno con un giusto pareggio, regna l’equilibrio visto nell’arco dei 45’, anche se c’è un guizzo di Bracalente che, imbeccato da capitan Trombetta, arriva al limite per poi tirare un rasoterra che Pettinari devia allungandosi sulla propria sinistra. Ripresa che mostra un P.S. Elpidio più deciso e propositivo tanto che al minuto 8 va ad un passo dal vantaggio: Magliulo avanza in bello stile, palla per Zira che tocca a Bracalente che si incunea centralmente in area e davanti alla porta conclude con il destro trovando però uno strepitoso Pettinari che ribatte con la mano aperta di puro istinto. Ancora decisivo il numero uno ospite quando vola a deviare con la punta delle dita un sinistro dal limite di Zira diretto nell’angolino. Ciattaglia cambia richiamando Salvatelli per inserire Pariani variando così l’attacco(Sfrappini trasloca a sinistra).
Locali che prendono campo e possesso palla con la Settempeda che arretra un po’ cercando di sfruttare ripartenze e porzioni maggiori di campo. I padroni di casa adesso spingono e al 23’ Zira ha una buona palla per concludere con il destro e quando lo fa non riesce ad impensiere Pettinari che in tuffo controlla agevolmente. Subito dopo è Montanari a provare il sinistro dalla lunga distanza con palla centrale tra le braccia di Doello. Scocca la mezzora e si erge di nuovo a baluardo della Settempeda il portiere Pettinari (di gran lunga il migliore dei suoi) che va a togliere in tuffo dall’angolo basso alla sua sinistra una precisissima punizione dal limite di Bracalente. Dopo qualche difficoltà, gli ospiti sfiorano il colpo grosso con un piazzato di Montanari con tiro a giro di sinistro che incoccia sul palo e va sul fondo. I biancorossi insistono e puniscono i rivali al 35’: azione sulla destra dove Massini imbuca in area per Cappelletti che difende palla e poi fa l’assist dal fondo trovando pronto Sfrappini che con il destro infila Doello. Il classe 2006 porta avanti i suoi nel momento di massimo sforzo dei locali che però non demordono e al 44’ trovano il pari senz’altro meritato. Punizione dalla sinistra che spiove a centro area dove Trombetta stacca nel mucchio trovando la traiettoria vincente con sfera a fil di palo imprendibile questa volta per l’eccellente Pettinari. Parte il recupero con le squadre decise a superarsi. Occasione Settempeda su palla inattiva con colpo di testa di Palazzetti che trova ben piazzato Doello che può bloccare. E’ l’ultima emozione del match che termina 1-1 per un punto a testa che ci può stare e che può soddisfare due ottime squadre che saranno protagoniste fino al termine del campionato.
ATL. CALCIO P.S. ELPIDIO-SETTEMPEDA 1-1
MARCATORI: st 35’Sfrappini, 44’ Trombetta
ATL CALCIO P.S. ELPIDIO: Doello, Corvaro(38’st Mannozzi), Magliulo, Felloussa, Smerilli, Trombetta, Amici, Vallasciani(25’st Shakaj), Zira, Bracalente(47’st Cerquozzi), Panichi. A disp. Del Moro, Moroni, Mancini, Di Rosa, Chiodini. All. Mengoni
SETTEMPEDA: Pettinari, D’Angelo, Salvatelli(12’st Pariani), Pagliari, Palazzetti, Montanari, Sfrappini, Massini, Cappelletti, Quadrini, Perez. A disp. Bartoloni, Mulinari, Eugeni, Boldrini, Staffolani Edoardo, Sigismondi, Staffolani Alessandro, Meschini. All. Ciattaglia
ARBITRO: Uncini di Jesi; assistenti Buttafuoco di SBT e Serena Mercuri di Fermo
NOTE: Ammoniti: Zira, Palazzetti, Perez. Angoli: 4-3. Recupero: pt 2’; st 4’
Inclusione sociale e solidarietà. Con queste premesse, unitamente alla volontà dell'Arma Aeronautica storica istituzione del territorio potentino fin dall'ormai lontano 1956, il colonnello Marco Attanasio comandante del Centro di Formazione Aviation English di Loreto - Potenza Picena, ha siglato un significativo accordo di collaborazione con l'A.S.D. Santo Stefano Sport di Porto Potenza Picena, una delle maggiori realtà nazionali impegnate nella promozione dello sport a favore di persone con disabilità, insieme al presidente del sodalizio rivierasco dottor Mario Ferraresi.
La firma del protocollo d'intesa, precedentemente approvato dal Comando Scuole A.M. di Bari, si è tenuta nei locali del Circolo Ufficiali della caserma di contrada Alvata a Porto Potenza Picena con una cerimonia sobria ma significativa alla quale hanno preso parte, oltre al personale della base, anche la sindaca di Potenza Picena Noemi Tartabini, il vicesindaco Giuseppe Castagna, i consiglieri comunali Mirco Braconi e Antimo Flagiello, il vicepesidente dell'Asd S.Stefano Antonio Bortone nonché le delegazioni del Corpo Militare del Sovrano Ordine di Malta e dell’Associazione Arma Aeronautica di Loreto e Potenza Picena.
"Abbiamo aderito con piacere ed entusiasmo alla richiesta rivoltaci dall'Asd Santo Stefano Sport di poter fruire di uno spazio all'interno del sedime della base di Porto Potenza Picena da utilizzare per gli atleti con disabilità impegnati nel settore getto del peso, lancio del disco e del giavellotto - ha sottolineato il comandante Attanasio - una delle priorità della forza armata è quella di aprirsi al territorio e alla società civile e credo che l'avvio di un proficuo rapporto di reciprocità con una significativa realtà, com'è quella dello sport paralimpico, può essere soltanto un esempio virtuoso di collaborazione a sostegno di persone vulnerabili o diversamente abili".
L'Asd Santo Stefano è una polisportiva che ha avviato la sua attività nel 1976 come sport terapia per gli ospiti dell'omonimo istituto di riabilitazione. Nell'arco di quasi mezzo secolo l'impegno originario del basket in carrozzina si è ampliato ad altre discipline come atletica, vela, golf, bocce e tennis diventando uno delle più importanti associazioni sportive del mondo paralimpico italiano.
"Si tratta di un importante inizio di collaborazione che, mi auguro, possa crescere nel tempo e nell'impegno su più fronti - ha detto il presidente Mario Ferraresi - oltre che ringraziare il colonnello Attanasio e l'Aeronautica Militare per la sensibilità dimostrata ci tengo a sottolineare il lavoro di tutto il mio staff in particolare del vicepresidente Antonio Bortone e della segretaria Lorella Miccini".
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini che ha evidenziato l'importanza di iniziative di questo tipo aperte ad una concreta collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio, in un'ottica di crescita comune. Al termine della cerimonia ufficiale si è tenuta una Santa Messa nella rinnovata cappella della caserma officiata dal parrocco don Massimo Fenni.
Il questore di Pesaro-Urbino ha emesso 8 provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) nei confronti di tifosi coinvolti nei disordini avvenuti al termine della partita tra Vis Pesaro e Recanatese, giocata il 19 maggio 2024, presso lo stadio Benelli. La partita, valida per i play-out del campionato di Lega Pro Serie C, ha visto la vittoria della Vis Pesaro, che ha così evitato la retrocessione.
Gli episodi di violenza si sono verificati nel tratto di autostrada che segue l’ingresso del casello di Pesaro, in direzione Ancona, dove un gruppo di tifosi della Vis Pesaro, tra cui anche un minorenne, ha violato la misura del Daspo a cui erano già sottoposti. I tifosi hanno lanciato sassi, fumogeni, artifici pirotecnici e oggetti contundenti contro i pullman che trasportavano i tifosi della Recanatese.
Non solo i tifosi pesaresi sono stati protagonisti di comportamenti violenti. Anche tre tifosi della Recanatese sono stati identificati per intemperanze e danneggiamenti durante l’incidente, contribuendo al clima di caos post-partita.
Dopo aver completato le indagini e identificato i responsabili, il questore ha emesso i Daspo che vanno da uno a cinque anni, con l’obbligo per gli interessati di non partecipare a manifestazioni sportive durante il periodo di interdizione. Di questi provvedimenti, tre riguardano l’aggravamento di sanzioni precedenti e uno è stato emesso come nuovo provvedimento.
Il 2-1 subito dall'Ascoli sul campo della Lucchese non è stato solo una brutta sconfitta sul piano sportivo, ma ha segnato anche la fine dell'avventura di Domenico Di Carlo sulla panchina bianconera. Pochi minuti dopo il fischio finale, Massimo Pulcinelli, patron della squadra marchigiana, ha comunicato l'esonero dell'allenatore tramite un post su Instagram, accompagnato da un durissimo commento: "Chiediamo scusa ai nostri tifosi, prestazione indegna".
Una decisione che arriva dopo un avvio di stagione difficile per l'Ascoli, che non è riuscita a ingranare sotto la guida di Di Carlo. L'allenatore era subentrato lo scorso 3 ottobre a Massimo Carrera, in un periodo turbolento per la squadra. Prima dell'arrivo di Di Carlo, l'Ascoli aveva vissuto un breve periodo di transizione, con l'allenatore della Primavera Cristian Daniel Ledesma alla guida della prima squadra per una settimana.
Nonostante l’esperienza di Di Carlo nel calcio italiano, che vanta trascorsi in panchine prestigiose come quelle di Chievo e Vicenza, l'Ascoli non è riuscito a trovare la giusta continuità di risultati, accumulando prestazioni deludenti in campionato.
La sconfitta contro la Lucchese, al di là del risultato, ha evidenziato una squadra incapace di reagire e di trovare una soluzione ai propri problemi. Il patron Pulcinelli ha voluto così prendere un deciso atto di cambiamento, consapevole che la situazione richiedeva una scossa immediata per evitare ulteriori danni alla stagione.
Con l'esonero di Di Carlo, l'Ascoli è ora alla ricerca di un nuovo allenatore che possa restituire fiducia e vitalità a una squadra che non sta certo vivendo il suo miglior momento. Il prossimo tecnico dovrà lavorare fin da subito per risollevare le sorti della squadra e soddisfare le aspettative di una tifoseria che, delusa dalla prestazione contro la Lucchese, si aspetta una pronta reazione.
Attimi di grande apprensione hanno avvolto tutto l'Helvia Recina domenica scorsa nella partita contro l'Atletico Mariner, quando intorno alla mezz'ora del primo tempo Armin Nasic si è accasciato a terra dolorante. Il centrocampista è stato poi costretto ad abbandonare il campo in barella, fra la preoccupazione generale di compagni e tifosi. La brutta sensazione avuta in quel momento è stata confermata dalla società, che attraverso una nota ufficiale, ha dichiarato che Nasic dovrà osservare un lungo periodo lontano dal rettangolo di gioco.
"Dopo una prima visita specialistica - rende noto la società - si prevede un lungo periodo di stop per il giocatore,ma restiamo in attesa degli esami strumentali per avere una diagnosi più precisa e definire i tempi di recupero". Nonostante il duro colpo subito, la società ha voluto mandare un segnale di vicinanza al proprio tesserato. “Il presidente Crocioni, la dirigenza, lo staff, i tifosi e tutta la squadra sono al fianco di Armin in questo momento delicato – si legge nel comunicato ufficiale della Maceratese –. La maglia biancorossa continuerà ad aspettarlo, con la certezza che saprà superare anche questa sfida con la forza e la determinazione che lo contraddistinguono".
Nasic, centrocampista classe 2000, si è sempre distinto per il suo contributo alla squadra in questa prima parte di stagione, diventando rapidamente un idolo della tifoseria biancorossa. La notizia dell'infortunio ha colpito non solo i suoi compagni di squadra ma anche l'intero ambiente, che si è stretto attorno al giocatore con messaggi di solidarietà e incoraggiamento.
"Forza Armin, ti aspettiamo in campo!". Conclude la nota della società, unendo la voce di tutto il popolo biancorosso in un unico coro di sostegno per il giocatore.
Ora non resta che attendere l'esito degli esami per conoscere i tempi di recupero e pianificare il percorso di riabilitazione. Nel frattempo la Maceratese ha rinforzato il reparto con gli importanti innesti di Gaspar Monteiro e Francis Gomez per non farsi trovare impreparata in vista dei prossimi impegni, a partire dalla delicata sfida di domenica in casa del Montegranaro, con calcio d'inizio alle ore 15:00 allo "Stadio La Croce". La società calzaturiera ha messo a disposizione 400 biglietti per la tifoseria orspite. Dopo il primo giorno di prevendita sono stati venduti già oltre 100 tagliandi, segno di come la tifoseria sia vicina alla squadra in questo momento fondamentale della stagione.
(Foto di Francesco Tartari)
Castelraimondo sarà grande protagonista al Giro d'Italia 2025 ospitando l'arrivo dell’ottava tappa. Il prossimo 17 maggio la carovana rosa partirà da Giulianova e attraverserà l’entroterra abruzzese e marchigiano, prima di concludere la propria corsa proprio in città.
Oggi il Comune di Castelraimondo ha partecipato a Roma in Campidoglio, nella sala "Nicoletta Calcagni", all’incontro "Workshop Giro d’Italia". Tra i temi trattati l’organizzazione logistica e comunicativa del Giro d’Italia.
Presenti per quanto riguarda l’ottava tappa, il comune di Giulianova, con Federico Montebello, consigliere con delega allo sport e Marco Di Carlo, assessore al turismo e ai grandi eventi del comune abruzzese. Per il comune di Castelraimondo ha parlato Edoardo Bisbocci, assessore allo Sport: "Siamo - ha detto - sempre più pronti ad accogliere questo grande evento di caratura internazionale e ci stiamo preparando per fare in modo che sia un arrivo indimenticabile poiché si tratta di una manifestazione che offre una vetrina importantissima visto che è seguita potenzialmente da 700 milioni di persone”.
Un concitato intreccio di trasferimenti sta accendendo il mercato invernale, coinvolgendo attaccanti dalla Serie C fino alla Promozione. Tutto nasce dal ritorno di Jonathan Ciabuschi all'Ascoli. Cresciuto nel settore giovanile bianconero, l'attaccante ascolano ha coronato il sogno di riabbracciare la squadra per cui tifa. Un trasferimento carico di emozioni, che rappresenta anche una grande opportunità per il giocatore.
Per sostituire Ciabuschi, l'Atletico Ascoli di mister Seccardini ha individuato in Fabricio Lovotti il profilo ideale. L'attaccante argentino, attualmente in forza al Tolentino, sta brillando nel campionato di Eccellenza con reti di pregevole fattura. Per Lovotti sarebbe un vero salto di qualità, considerando che solo un anno fa militava in Prima Categoria con la Cingolana, con cui subì la retrocessione.
L'accordo tra le parti sembra ormai vicino, e il trasferimento dovrebbe chiudersi entro la prossima settimana. L'attaccante sarà comunque disponibile in casa cremisi per la partita di domenica contro il Fabriano Cerreto. Ma il valzer delle punte non si ferma qui. Il trasferimento di Lovotti in maglia bianconera aprirebbe infatti la strada al passaggio di Pietro Voinea, esperto attaccante in uscita dal Trodica, al Tolentino.
Voinea, che ritroverebbe Mister Passarini e Marco Badiali, rappresenta un profilo affidabile e già collaudato: due stagioni fa, con l'Aurora Treia, sfiorò la promozione in Eccellenza segnando ben 14 gol. Attaccante giramondo, sempre con Mister Passarini aveva poi affrontato l'avvenutra in Arabia Saudita con l'Afif Club. Sarebbe una delle opzioni più percorribili sul tavolo cremisi.
Si tratta di giorni intensi per i dirigenti, con le squadre impegnate a completare i propri organici in vista del girone di ritorno. Ogni mossa è studiata con attenzione per sfruttare al massimo il momento decisivo della stagione. L'effetto domino delle punte promette di regalare spettacolo, non solo sul campo, ma anche nel dietro le quinte del calciomercato dilettantistico.
L'Associazione Polisportiva Aurora Treia comunica ufficialmente di aver acquisito le prestazioni sportive del giocatore 𝙉𝙞𝙘𝙤𝙡𝙖𝙨 𝘿𝙤𝙢𝙞𝙣𝙞𝙣𝙤. Il giovane centrocampista argentino, classe 2006, ha giocato la prima parte di stagione con la maglia cremisi del Tolentino.
Negli scorsi anni ha militato con il Club Atlético María Juana e con il Club Atlético de Rafaela. "Un caloroso benvenuto da parte di tutta la società, dirigenti, giocatori e tifosi", si legge in una nota del club biancorosso. Si tratta del secondo acquisto dell'Aurora Treia dai cremisi nella sessione autunnale-invernale del mercato, dopo essersi aggiudicati anche le prestazioni di Riccardo Ruani, sempre dal Tolentino.
Stasera, alle 18:30, lo stadio La Memora-Pozzo di Biella sarà il teatro del big match della sedicesima giornata di Serie A femminile, che vedrà affrontarsi Juventus e Inter. A dirigere la sfida tra le bianconere capolista e le nerazzurre seconde in classifica, staccate di quattro punti, sarà l'arbitro Gabriele Sacchi, della sezione di Macerata.
Per Gabriele Sacchi, inquadrato nella CAN C dal 2022, si tratta di un'altra designazione di prestigio. Dopo aver diretto con autorevolezza il match di Serie C Ascoli-Milan Futuro, conclusasi 2-2 la scorsa settimana, il giovane arbitro maceratese è stato scelto per gestire il derby d'Italia al femminile, una delle gare più attese della stagione nel campionato femminile. Una decisione che conferma la fiducia riposta nel suo operato e il riconoscimento di una carriera in continua ascesa.
Fratello minore dell'arbitro di Serie A Gianluca Sacchi, Gabriele sta seguendo con successo le orme del congiunto, distinguendosi per professionalità e capacità di gestione delle partite. La sfida di stasera rappresenta un importante banco di prova, con gli occhi di appassionati e addetti ai lavori puntati sia sul campo che sulle sue decisioni.
Calcio d'inizio alle 18:30, per una serata che promette spettacolo e che vedrà il giovane arbitro maceratese protagonista al centro del rettangolo di gioco.
Manuel Giandonato è un giocatore della Recanatese. Dopo aver rescisso con L'Aquila, il centrocampista classe 1991 oggi ha firmato con il club leopardiano e si è messo subito a disposizione del tecnico Bilò.
Giandonato non ha bisogno di presentazioni vista la lunga carriera tra i professionisti, iniziata con la maglia della Juventus (la perla su punizione in Manchester United- Juventus all'Old Trafford nell'ultima partita di Gary Neville è un ricordo indelebile) e proseguita con Lecce, Vicenza, Cesena, Juve Stabia, Salernitana, Lanciano, Catanzaro, Padova, Livorno, Piacenza e, nelle ultime stagioni, con Olbia e Fermana. Quasi 300 presenze tra i professionisti per il centrocampista abruzzese. Giandonato in rosa va a sostituire Francis Gomez, passato ieri alla Maceratese
Gianmarco Tamberi ha gettato nel panico i suoi tifosi con un enigmatico post su Instagram. “Forse è il momento di prendere quella decisione” – queste le parole che hanno scatenato una tempesta di ipotesi, facendo pensare a molti che il campione potrebbe essere in procinto di appendere le scarpe al chiodo. Nessuna conferma è ancora arrivata, ma il messaggio ha inevitabilmente acceso la curiosità e le speculazioni sul futuro del saltatore marchigiano.
Tamberi, che compirà 33 anni il prossimo 1° giugno, ha vissuto una stagione complessa ma ricca di soddisfazioni. Dopo aver conquistato il suo terzo titolo europeo all'aperto con uno spettacolo mozzafiato allo Stadio Olimpico di Roma – segnato anche dalla miglior misura mondiale dell'anno a 2,37 metri – il campione ha aggiunto un'altra gemma alla sua collezione vincendo il terzo trofeo della Diamond League a Bruxelles. Tuttavia, il grande rimpianto del 2024 è stata la finale olimpica di Parigi, dove, debilitato da due violenti attacchi di colica renale, non è riuscito a difendere l'oro conquistato a Tokyo nel 2021, classificandosi undicesimo.
Nonostante la delusione olimpica, Tamberi ha reagito con la grinta che lo contraddistingue, partecipando a cinque competizioni post-olimpiche, culminate nella vittoria della Diamond League con un'eccellente misura di 2,34 metri. Da quel momento, il campione non aveva dato segnali di voler lasciare l'attività agonistica, rendendo ancora più sorprendente il post pubblicato ieri.
Chi ha raggiunto tutto come Tamberi potrebbe decidere di fermarsi, ma c'è ancora tanto da scrivere nella sua storia sportiva. A 36 anni, l'età che avrà nel 2028, si può ancora competere ad altissimi livelli, come dimostrato da altri grandi campioni dell'atletica. Per il marchigiano, il prossimo grande appuntamento potrebbe essere i Mondiali di Tokyo nel 2025, dove si presenterebbe da campione in carica, o magari un percorso di preparazione mirato per arrivare in forma perfetta alle Olimpiadi di Los Angeles.
È importante ricordare le dichiarazioni di Tamberi dopo Parigi: aveva espresso il desiderio di dedicare più tempo alla famiglia e alla vita personale, con la possibilità di costruire una famiglia, ma non aveva mai parlato esplicitamente di ritiro. Negli ultimi mesi, i suoi post su Instagram hanno raccontato una pausa dalla routine agonistica, senza però far trasparire un'intenzione definitiva di lasciare.
Il criptico messaggio pubblicato potrebbe essere solo uno dei suoi consueti “scherzi sociali”, un modo per creare suspense o per annunciare il ritorno alla preparazione in vista di nuove sfide. Tamberi ha sempre dimostrato di saper giocare con il suo pubblico, e forse il “momento di prendere quella decisione” non riguarda il ritiro, ma una nuova avventura da affrontare con la stessa energia che lo ha reso uno degli atleti più amati in Italia.
Nelle prossime ore, sicuramente, arriveranno chiarimenti. Fino ad allora, i fan possono solo sperare che il campione continui a scrivere pagine memorabili della sua straordinaria carriera.
La Figc Marche ha emesso un duro provvedimento disciplinare nei confronti della società Settempeda ASD a seguito degli eventi accaduti durante l'ultima partita casalinga contro il Trodica.
Secondo quanto riportato nel referto arbitrale, la gara è stata temporaneamente sospesa per due minuti dopo il lancio di un fumogeno che ha sfiorato il volto dell'assistente arbitrale, provocandogli irritazione e dolore a un occhio a causa delle scintille. Nel primo tempo si era già verificato un altro episodio, con lo stesso assistente preso di mira dal lancio di un bastone, che è finito sul campo senza causare danni.
Ulteriori disordini si sono verificati durante il match, con il lancio di petardi all'interno del recinto di gioco e cori denigratori nei confronti della Lega Calcio. Al termine della gara, un gruppo di tifosi ha atteso la terna arbitrale fuori dal recinto di gioco, mostrando atteggiamenti ritenuti aggressivi e intimidatori, tanto da rendere necessario l'intervento delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza degli ufficiali di gara.
In seguito ai fatti riportati, la Figc Marche ha emesso un provvedimento disciplinare nei confronti della Settempeda ASD. La società è stata sanzionata con un'ammenda di 3.000 euro e con l'obbligo di disputare la prossima gara interna a porte chiuse.
La Maceratese piazza due colpi di mercato in un solo giorno, annunciando l’ingaggio dei centrocampisti Gaston Ribeiro e Francis Gomez. Un segnale importante lanciato alle inseguitrici: la squadra biancorossa vuole restare in vetta.
La società ha agito rapidamente sul mercato dopo l’addio di Gomis e l’infortunio di Nasic, garantendo a mister Possanzini due pedine fondamentali per rinforzare la mediana. Se l’arrivo di Ribeiro era già nell’aria e si attendeva solo l’ufficialità, l’approdo di Gomez rappresenta una sorpresa, che aumenta ulteriormente il potenziale della squadra.
Portoghese classe 1998, Ribeiro è un centrocampista di grande esperienza, che vanta un curriculum di tutto rispetto. In Italia ha già conquistato diversi traguardi, tra cui un playoff di Eccellenza, una finale nazionale playoff, una Supercoppa in Calabria e, da protagonista, la vittoria del campionato con il Sambiase nella scorsa stagione.
Dopo un inizio di stagione con la Castiglionese in Eccellenza Toscana, Ribeiro torna ora in scena con la Maceratese, portando in dote anche esperienze significative in Spagna e Portogallo.
Classe 2000, il gambiano Francis Gomez approda alla Maceratese dopo aver iniziato la stagione 2024/25 con la Recanatese in Serie D, collezionando 18 presenze. Gomez porta con sé un’importante esperienza maturata con i giallorossi, squadra con cui ha disputato ben 91 partite e realizzato 8 gol, risultando decisivo nella stagione 2021/22, quando contribuì alla vittoria del campionato di Serie D e alla promozione in Serie C.
Su Gomez avevano messo gli occhi anche diverse squadre di Serie D, fra cui anche la Fermana. La volontà del giocatore di sposare il progetto biancorosso è però prevalso. La Maceratese, sostenuta da una piazza calorosa e da una società ambiziosa, si prepara a vivere una seconda parte di stagione da protagonista, con l’auspicio di regalare grandi soddisfazioni ai suoi tifosi.
Due vittorie su due: questo l'imperativo per la Maceratese nelle sfide contro Fano e Atletico Mariner, e così è stato. I biancorossi hanno confermato il primo posto in classifica in questo inizio di girone di ritorno e domenica prossima saranno impegnati in una delle trasferte più insidiose del campionato, sul campo del Montegranaro.
La vittoria di domenica scorsa contro l'Atletico Mariner, arrivata grazie a una prestazione impeccabile dell'intera squadra, ha portato tre punti preziosi, ma è stata macchiata dal brutto infortunio di Armin Nasic. Il centrocampista, in attesa di esami più specifici, resterà fuori a lungo, privando la squadra di un elemento fondamentale. Nonostante l'emergenza, Mister Possanzini può contare su una rosa di alto livello, che ha saputo rispondere con carattere e qualità anche nei momenti difficili. Tra i protagonisti c'è Alessio Bracciatelli, centrocampista dalle spiccate doti tecniche, che ha espresso tutto il suo dispiacere per l'infortunio del compagno di squadra e amico.
“L'infortunio di Nasic è stato un dispiacere enorme”, ha raccontato Bracciatelli. “Siamo stati compagni di stanza in convitto ad Ascoli dieci anni fa, ci siamo ritrovati a Tolentino lo scorso anno e quest'anno a Macerata. Per me è come un fratello. Dispiace tanto, sia per la sua importanza in mezzo al campo, dove ha caratteristiche uniche nella nostra rosa, sia a livello umano. Ora dobbiamo trasformare questa perdita in uno stimolo per fare meglio e dedicargli i nostri successi.”
Sulla partita con l'Atletico Mariner, Bracciatelli ha sottolineato la solidità della squadra: “Abbiamo creato molto e gestito bene la gara, anche se forse ci è mancato un po' di cinismo sotto porta. L'importante è stato mantenere sempre il controllo della gara”.
Con Chiesanuova e K Sport Montecchio a soli tre punti di distanza, la lotta per la vetta resta serrata. “Al di là di quello che fanno le altre, dobbiamo pensare solo a noi stessi e affrontare una partita alla volta,” ha aggiunto Bracciatelli.
Domenica la Maceratese sarà chiamata, come detto, a una difficile trasferta sul campo del Montegranaro, ma potrà contare sul supporto del proprio pubblico. La prevendita per la partita di domenica partirà da giovedì e, come reso noto dalla società, lo stadio 'La Croce' di Montegranaro potrà ospitare fino a 400 supporter maceratesi. “Non c'è bisogno di fare appelli ai tifosi, perché ci sono sempre”, ha detto Bracciatelli. “Sono sicuro che saranno numerosi anche questa volta per spingerci verso l'obiettivo. Sarà una partita complicata, ma ci stiamo preparando al meglio per affrontarla”.
Oltre al calcio, Bracciatelli coltiva un'altra grande passione: la letteratura. Iscritto al corso di laurea in Lettere moderne e contemporanee presso l'Università di Macerata, vive la città non solo sul campo, ma anche tra i libri. “Sto studiando per gli esami e cerco di conciliare al meglio lo studio con il calcio. Sto vivendo a pieno la città essendo iscritto al corso di laurea in Lettere Moderne dell'Università di Macerata".
Quando gli chiediamo di citare un autore che possa descrivere l'attuale momento della Maceratese, Bracciatelli tira fuori una perla dal “Principe” di Machiavelli: “Senza quell'occasione il loro valore non sarebbe servito, ma senza il loro valore ogni occasione sarebbe stata vana". Parole che sintetizzano alla perfezione lo spirito della Maceratese, determinata a trasformare ogni occasione in una vittoria per continuare il cammino verso l'obiettivo.
All’indomani delle dimissioni di Simone Cicarè, la Cluentina non si ferma. Anzi, rilancia con determinazione. Il nuovo allenatore, Luca Travaglini, ha già preso in mano la squadra, dirigendo il primo allenamento insieme al suo staff, composto dal vice Andrea Coperchio e dal preparatore atletico Romano Mengoni, che torna in biancorosso dopo una breve parentesi lontano dalla società.
Travaglini, un veterano della categoria, ha guidato squadre come Chiesanuova e Aurora Treia, mentre nel 2022/23 è stato alla guida del Montemilone Pollenza in Prima Categoria. Dopo un anno lontano dai campi, il tecnico ha accettato con entusiasmo questa nuova avventura: "Ho ricevuto diverse chiamate, ma aspettavo la Promozione, un campionato che conosco bene e dove so di poter dare il meglio".
Ad affiancare il nuovo mister in questa sfida arrivano due giovani rinforzi: Angelo Giordani e Alessandro Testiccioli. Giordani, centrocampista classe 2004, vanta un percorso significativo tra Academy Civitanovese, Civitanovese e Azzurra Colli, mentre Testiccioli, difensore classe 2006, è un giovane talento in prestito dal Tolentino con già sette presenze in Eccellenza. "Per me è una grande opportunità di crescita", ha dichiarato Alessandro. "Spero di mettermi in mostra e fare esperienza, e credo che la Cluentina sia la società ideale per i miei obiettivi".
Mister Travaglini, invece, ha le idee chiare sulla strada da percorrere. "La squadra ha un grande potenziale, ma ho trovato un ambiente un po’ spento, cosa normale visto il momento difficile. Dobbiamo lavorare soprattutto sulla mentalità: i ragazzi devono capire che non siamo inferiori a nessuno. La giovane età del gruppo può essere un vantaggio, perché porta entusiasmo e freschezza".
Per Travaglini, però, tutto parte dallo spogliatoio: "Il gruppo è fondamentale. Voglio ragazzi che si allenano con il sorriso, che siano felici di giocare a questo livello. Non ci devono essere screzi o tensioni, e se ci sono vanno superati subito. Solo uniti possiamo risalire la classifica e dimostrare il nostro valore. Il lavoro tecnico-tattico verrà, ma la coesione è il punto di partenza per qualsiasi successo".
Con il nuovo tecnico, un rinnovato spirito di squadra e i nuovi innesti, la Cluentina sembra pronta a lasciarsi alle spalle le difficoltà recenti per affrontare con rinnovata energia il campionato. L’obiettivo? Risalire la classifica e dimostrare che questa squadra può ambire a molto di più.
Dopo la cessione del proprio capitano Alessandro Sbaffo alla Sambenedettese, la Recanatese si muove anche in entrata e accoglie Andrea Zini.
Attaccante toscano di 27 anni, Zini è cresciuto nelle giovanili dell'Empoli fino alla Primavera (13 gol in 16 presenze) ha totalizzato 15 presenze in serie C con Arezzo e Latina e 85 presenze (con 24 goal) in serie D con le maglie di Pianese, San Donato Tavarnelle, Ghiviborgo e Follonica.
Zini ha partecipato alla seduta di allenamento appena conclusa al Tubaldi e sarà dunque a disposizione per la tarsferta di Monticelli contro l'Atletico Ascoli, in programma domenica 26 gennaio alle 14:30.
Dopo le dimissioni presentate nella giornata di ieri, la Civitanovese ha deciso di respingere la decisione del direttore sportivo Claudio Cicchi. Questa è la conclusione a cui è giunta la società dopo una riunione interna, nella quale è stato valutato attentamente il momento delicato che la squadra sta vivendo. Nonostante le difficoltà in classifica, la società ha ribadito la fiducia nei confronti di Cicchi, ritenendo che non possa essere attribuita a lui la totale responsabilità della situazione attuale.
Ennesimo ribaltone dunque di una stagione che sta regalando più interrogativi che risposte in casa rossoblù. Con la situazione di classifica che non accenna a migliorare, e con il clima sempre più teso intorno alla squadra, la Civitanovese sembra trovarsi in un vicolo cieco. La società dovrà fare i conti con una pressione crescente, mentre Cicchi, confermato alla guida, dovrà fare miracoli per risollevare le sorti della stagione.
Nel mondo del calcio, spesso legato a immagini stereotipate di lusso, macchine sportive e belle donne, c'è chi sceglie di percorrere una strada diversa. È il caso di Alessandro Gabrielloni, attaccante jesino con un passato anche nella Maceratese, che si è raccontato in un'intervista a Sportweek , svelando un lato inedito della sua vita da calciatore. Un aspetto che va oltre i luoghi comuni, rivelando la sua passione per lo studio e il suo percorso accademico all'Università di Macerata.
Arrivato nel 2018 al Como, Gabrielloni è diventato il filo conduttore tra il passato della squadra, segnato dai bui anni in Serie D, e il radioso presente in Serie A. La sua carriera, che ha visto il passaggio da una categoria all'altra, ha sempre mantenuto un equilibrio tra il campo e gli studi. Nel frattempo, Gabrielloni ha portato avanti un percorso universitario che non ha voluto sacrificare, nonostante i ritmi intensi del calcio professionistico.
"Mi sono iscritto all'Università di Macerata e ho iniziato con una media alta, 26. Poi, più mi allontanavo geograficamente, più la mia media è scesa. Alla fine, pur di laurearmi, ho accettato qualsiasi esame. Ho preso 90, ma la tesi è piaciuta tanto e la professoressa mi ha anche suggerito di proseguire con la Magistrale", racconta l'attaccante.
Il suo percorso accademico si è svolto a distanza, con pochi esami in presenza, solitamente tre ogni anno, che dava sempre a giugno, organizzando le sue vacanze di studio. "Mi preparavo sugli appunti che mi passava un'amica. Alla fine, ho terminato gli studi in quasi sei anni", spiega. La sua laurea in Economia, intrapresa per seguire l'esempio dei suoi quattro fratelli laureati e con l'idea di intraprendere una carriera nel settore bancario o assicurativo, è stata un altro tassello importante della sua vita.
La sua famiglia ha sempre dato grande valore all'istruzione: "Mio padre ha lavorato per più di 50 anni come infermiere, mia madre come bidella. Non avevano studiato, ma ci hanno sempre spinto a laurearci", aggiunge con orgoglio Gabrielloni, che, pur avendo la possibilità di concentrarsi esclusivamente sul calcio, non ha mai trascurato l'importanza di avere un piano B per il futuro.
Nel frattempo, la sua carriera calcistica ha preso piede. Quando il Como era in Serie C, Gabrielloni continuava a studiare. "In Serie C non diventi ricco. Puoi comprarti casa, ma niente di più", afferma, svelando una realtà ben diversa da quella che spesso viene associata ai calciatori di alto livello. Per lui, il calcio è sempre stato una passione, ma anche una professione che non lo ha distolto dal coltivare altri sogni.
Oggi, con il Como in Serie A, Gabrielloni vive una nuova fase della sua carriera, ma mantiene i piedi per terra e una visione concreta del futuro. "Non so se resterò nel calcio dopo la carriera, ma sicuramente non come allenatore. Dopo tanti anni di ritiri e trasferta, mi immagino finalmente a casa nei fine settimana. Un lavoro di ufficio in società, però, potrebbe andare bene", dice con sincerità.
Anche nella sua vita da calciatore, Gabrielloni è lontano dalle immagini patinate del calciatore modaiolo. Tra un allenamento e l'altro, discute di politica con i compagni di squadra, si confronta con i più esperti sul mondo attuale e trova spazio per parlare di famiglia e vita privata. "Mi confronto spesso con i miei compagni, come Reina e Vigorito, su temi di attualità. Mi piace ascoltarli. Non sono mai stato il tipo da parlare solo di macchine e donne", confessa.
Il percorso di Alessandro Gabrielloni è un esempio di come, dietro la figura di un calciatore, possa esserci molto di più: passione per lo studio, impegno verso il futuro e una visione a 360 gradi della vita. Un atto di resistenza contro gli stereotipi e una dimostrazione che anche nel calcio è possibile avere una carriera equilibrata, lontano dai cliché del mondo dello sport.