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Lorenzo Migliorelli e il corso di autodifesa nelle scuole: "I miei 4 step per correre meno pericoli"

Lorenzo Migliorelli e il corso di autodifesa nelle scuole: "I miei 4 step per correre meno pericoli"

In attesa di un consapevole livello di maturità sentimentale basato sulla parità tra uomini e donne è giusto che ognuno di noi sappia affrontare possibili situazioni di difficoltà o violenza. È questa la spinta che da circa otto anni sta portando Lorenzo Migliorelli, esperto di arti marziali e cintura nera di Aikido, ad insegare una tecnica di autodifesa, studiata e messa a punto personalmente, basata su 4 step e con approcci sia psicologici che fisici. 

"L'evento che mi ha portato a studiare a affinare strategie alla portata di tutti, è stato il tragico delitto di Yara Gambirasio, se avesse conosciuto tecniche efficaci magari avrebbe disorientato il suo aggressore e sarebbe potuta fuggire, mettersi in salvo e chiedere aiuto - racconta Lorenzo -. Non è stato difficile mettermi nei panni della sua famiglia avendo anche io una figlia, all'epoca coetanea di Yara. Da padre, consapevole di non poter essere sempre fisicamente presente, ho voluto insegnarle a difendersi da sola in ogni occasione e imparare a prevedere potenziali situazioni di pericolo" 

"È nato così il metodo Sds, Secure Defense System, illustrato anche nel libro 'La mia difesa personale', dove insegno a capire in anticipo potenziali situazioni di pericolo - spiega Migliorelli - e, in caso, ad affrontarle, ma anche a capire possibili relazioni tossiche, perché le statistiche ci riportano che nel 70% dei casi le violenze si consumano proprio tra le mura domestiche con persone di famiglia". 

Recentemente Lorenzo Migliorelli ha incontrato, durante la settimana culturale, diversi studenti delle scuole di Macerata: liceo linguistico, ragioneria, scientifico e alcune classi della scuola media Dante Alighieri, mentre il 7 marzo inizierà un progetto più ampio al liceo artistico, sempre a Macerata. Uno dei primi istituti d’Italia ad inserire nei suoi corsi una serie di incontri, sia mattutini che pomeridiani, per approfondire le tecniche di Sds.

"Quando incontro i ragazzi prima parlo con loro - aggiunge Lorenzo -, gli chiedo se sanno riconoscere potenziali rischi o segnali di una relazione tossica, li stimolo ad una maggiore sensibilità verso gli altri, ad intervenire in aiuto dei più deboli, faccio raccontare loro, se se la sentono, esperienze personali, e cerco di far emergere i sentimenti che più li agitano. Molti di loro provano una grande rabbia, verso gli adulti in modo particolare, ma anche profonda tristezza e paura. Sentimenti forti difficili da gestire".

"Poi do alcuni consigli pratici, come ad esempio controllare in anticipo le uscite di sicurezza quando vanno in un locale che si prevede molto affollato, oppure restare sempre sulla difensiva se si è soli in un luogo poco frequentato e potenzialmente pericoloso, non lasciarsi distrarre dal cellulare e tenere d'occhio l’ambiente circostante, Intervenire, rivolto soprattutto ai maschi, se vediamo che qualcuno chiede aiuto o è in difficoltà, cosa che sembra scontata ma che invece è sempre meno frequente", puntualizza Migliorelli. 

"Il secondo step è quello fisico, se si subisce un’aggressione ci sono diverse tecniche da mettere in campo per riuscire a venirne fuori indenni. La prima è cercare di parlare con il potenziale aggressore per farlo desistere, ma se non fosse sufficiente e si arrivasse allo scontro fisico allora si deve agire con velocità e lucidità - sottolinea Lorenzo -. Andare nella parte opposta dell’arto che offende, se uno ha un bastone o un coltello sulla mano destra ci si butta sul lato sinistro e si tenta la fuga, oppure si colpiscono punti sensibili: occhi, gola, genitali, ginocchia". 

Ben diversa è la sfera della violenza "domestica" cioè compiuta da una persona nota, un fidanzato o un famigliare. "Bisogna capire i campanelli d’allarme, 'così non ti vesti, con lui non ci puoi parlare, senza di me non esci, fammi controllare il tuo telefono'. Sono tutti segnali di una relazione tossica a volte alimentata da una bassa autostima, dobbiamo insegnare a queste potenziali vittime che ognuno di noi ha un suo talento, basta riconoscerlo e alimentarlo per rafforzare la stima che si ha di sé. Sono molti i progetti che nei prossimi mesi svilupperò sul territorio, anche con il Rotaract in occasione della festa della donna, perché ci si augura sempre che non accada mai nulla, ma saper agire in caso di violenza può fare un’enorme differenza. Mai più di vittime", conclude Lorenzo Migliorelli. 

 

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