L’Intelligenza Artificiale (IA) è forse l’argomento di maggior dibattito e discussione a livello globale nell’ambito delle tecnologie che possono essere utilizzate nella gestione della vita dell’uomo.
Ma che cos’è? L'intelligenza artificiale è la tecnologia di base che consente di simulare i processi dell'intelligenza umana attraverso la creazione e l'applicazione di algoritmi integrati in un ambiente di calcolo dinamico.
Certamente l’argomento è complesso e suscita problemi di applicazione, gestione ed anche di eticità. Noi oggi ci limitiamo a quella che è la possibile applicazione alle pratiche sanitarie per la protezione della nostra salute. Ne parliamo con il prof. Emanuele Frontoni, docente di informatica presso l’Università di Macerata e co-director del VRAI (Vision Robotics and Artificial Intelligence Lab) particolarmente attivo e con riconoscenza nazionale e internazionale soprattutto nell’applicazione dell’IA alla sanità.
Prof. Frontoni, quali sono i trend applicativi dell’Intelligenza Artificiale per la salute dell’uomo?
"L’IA viene utilizzata, o è in fase di sperimentazione, per diversi scopi nel settore sanitario e della ricerca, tra cui la gestione delle patologie croniche, la rilevazione delle malattie, la fornitura di servizi sanitari e la scoperta di nuovi farmaci. Questa nuova tecnologia del digitale permette ai medici e ad altri professionisti del settore non solo di automatizzare i propri compiti routinari, ma anche di avere un supporto nelle loro decisioni, affrontare più rapidamente problemi clinici complessi o migliorare la conoscenza del paziente e conseguente miglioramento delle decisioni cliniche.
Attraverso l’uso della IA i sistemi diventano più accurati grazie alla loro capacità di comprendere i dati di addestramento, consentendo così di ottenere approfondimenti senza precedenti su variabilità del trattamento, diagnostica e risultati dei pazienti. È utile supporto al dialogo medico-paziente con le chatbot, servizi alimentati dalla IA e da metodi di processamento del linguaggio naturale.
Si consente ai pazienti di porre relative alla loro salute o guidarli nel gestire il problema con un supporto per gli operatori sanitari nella produzione di risposte ed indicazioni, riducendo il carico su esperti sanitari e permettendogli di concentrarsi su altri aspetti cruciali. La rapida evoluzione degli LLM (Large Language Model, ndr) in questo ambito ci permette oggi di utilizzare sistemi evoluti di supporto con una qualità ed empatia non presenti nello stato dell’arte solo un anno fa.
Nel campo delle chirurgie robotiche l’IA e i robot collaborativi hanno rivoluzionato le procedure chirurgiche fornendo assistenza durante interventi che richiedono velocità, precisione, controllo e flessibilità. La modellazione 3D a supporto della diagnosi per immagini sta permettendo una migliore pianificazione degli interventi e nuovi metodi di formazione del personale sanitario.
Per la predisposizione delle malattie o delle complicanze vengono utilizzate tecniche di IA per predire malattie croniche basandosi sui dati degli EHR (cartella clinaca elettronica, ndr) del paziente disponibili, promuovendo un intervento precoce e un processo decisionale rapido.
Ad esempio nella diabetologia italiana sono in fase di sviluppo approcci di predizione delle complicanze che dimostrano livelli di accuratezza altissimi, con un impatto sulla qualità e nella personalizzazione delle cure senza precedenti. L’IA trova anche applicazione nel monitoraggio della salute attraverso Wearable abilitati dall’IA.
I dispositivi indossabili, potenziati dall’IA possono essere strumenti efficaci per fornire istruzioni virtuali ai pazienti e collegarli, se necessario, a esperti sanitari in tempo reale. I dati provenienti da questi dispositivi sono anche utilizzati per dare feedback in tempo reale volti a migliorare le abitudini dell’utente all’interno di una visione di prevenzione.
Nel settore dell’analisi automatica per immagini radiografiche, grazie a big data e tecnologie di deep learning si possono estrarre informazioni utili da immagini complesse come quelle derivanti da TAC e Risonanza Magnetica. Classificare e segmentare immagini sono delle prerogative tipiche dei sistemi di visione artificiale e costituiscono un utile supporto alla diagnosi per immagini ormai ampiamente sperimentato ed utilizzato in tanti settori specifici.
Molto importante l’IA nel campo della ricerca dei farmaci. L’IA sta rivoluzionando la ricerca e lo sviluppo dei farmaci. Può essere utilizzata per analizzare grandi set di dati genetici e clinici per identificare nuovi target farmacologi, prevedere la risposta al trattamento e individuare potenziali effetti collaterali.
Gli algoritmi possono anche assistere nella progettazione di nuovi farmaci, ad esempio prevedendo la struttura e le proprietà dei composti chimici. Ciò può accelerare il processo di scoperta dei farmaci e aumentare la probabilità di successo. Questo sono solo alcuni dei modi in cui l’IA sta trasformando il settore sanitario e sono moltissimi i campi della salute e del benessere dell’uomo che saranno sempre più supportati da algoritmi all’interno di una virtuosa collaborazione uomo-macchina".
L’IA e la salute dell’uomo, quali sono gli aspetti etici?
"Per garantire che l’utilizzo dei metodi di IA nel settore sanitario sia conforme agli standard etici è necessario implementare procedure di verifica robuste. Ci sono alcune considerazioni chiave che debbono necessariamente divenire parte integrante di tutti gli approcci applicativi e tecnologici sopra descritti. Tra questi la trasparenza, il rispetto della privacy, l’equità e la responsabilità.
Garantire la conformità etica nel settore sanitario è un compito complesso che richiede un approccio olistico e una costante vigilanza. Tuttavia con le giuste politiche e procedure in atto è possibile utilizzare questi potenti strumenti in modo sicuro e nel pieno rispetto delle nuove norme e certificazioni che arriveranno velocemente a regolamentare il settore a partire dall’AI Act e delle linee guida della Commissione Europea".
"La farsa". Così ha definito l’intrigata vicenda legata al nuovo ospedale di Macerata il consigliere regionale del Partito Democratico, Romano Carancini, che nella mattinata odierna ha convocato nel ristorante maceratese DiGusto una conferenza stampa per far luce sulla questione e porla all’attenzione dei cittadini.
Insieme al consigliere regionale, hanno preso parte alla conferenza stampa anche Irene Manzi, deputata e componente della segreteria nazionale del Pd, Angelo Sciapichetti, segretario della federazione provinciale del Pd, Narciso Ricotta, capogruppo del Pd in consiglio comunale e consiglio provinciale di Macerata e Ninfa Contigiani, segretaria del circolo Pd Macerata e consigliera comunale.
Si parla ormai da diversi anni della costruzione del nuovo ospedale di Macerata. Era il 2020 quando il sindaco Parcaroli e il governatore regionale Acquaroli vennero ritratti nel famoso "campo di girasoli", atti a effettuare un sopralluogo nella zona che avrebbe ospitato il nuovo nosocomio. Nel luglio del 2022 venne firmato lo storico accordo fra la Regione Marche e il Comune di Macerata per la sua costruzione nel capoluogo di provincia. Si definiva come la nuova struttura "mastodontica" da 400 posti letto, aggiornata e completa di personale adeguato, sarebbe sorta in località “La Pieve” e che i lavori sarebbero iniziati nel 2025.
Nell’aprile dello scorso anno invece, dopo aver minacciato di incatenarsi in caso di mancata costruzione del nuovo ospedale, il sindaco Sandro Parcaroli aveva annunciato come "entro la fine del 2024 sarebbe stata posta la prima pietra" per l’avvio dei lavori.
Arriviamo così alla giornata di ieri quando è arrivato l’annuncio di Parcaroli sull’ok dell’Anac alla progettazione del nuovo ospedale. Secondo quanto riportato dal sindaco "la Regione Marche predisporrà, a breve, la pubblicazione del bando sulla Gazzetta dell’Unione Europea e sul sito della Regione".
Nell'intervento odierno, intitolato appunto "la farsa", Carancini afferma invece come, ad oltre tre anni di insediamento della giunta Parcaroli, del nuovo ospedale non si abbia notizia.
"Non si ha notizia del progetto - dichiara il consigliere regionale -. Deve addirittura ancora essere messa a bando la scelta del progettista. Si dovrebbe poi passare alla redazione del progetto di fattibilità economica e poi successivamente la messa a bando del progetto stesso per scegliere l’assegnatario dell’appalto e per realizzare l’esecutivo. Poi infine devono ovviamente esserci i lavori. Ad oggi non c’è nulla di tutto questo".
Questa mancanza di un progetto effettivo è stata la prima tematica affrontata durante la conferenza. “Siamo agli albori dell’opera pubblica”. Afferma la deputata Irene Manzi, la cui presenza viene sottolineata da Carancini come importante per rappresentare una filiera del Pd. "Quella messa in atto sinora è una semplice politica degli annunci, ma sappiamo che non si fanno le nozze con i fichi secchi. Sinora non ci sono state risposte chiare, né tantomeno delle certezze, rivolte ai cittadini, a cui deve essere garantito il pieno ed efficiente diritto alla salute".
"Una conferenza stampa che ci saremmo augurati di non fare - dichiara invece il segretario Sciapichietti -. La giunta di destra ad oggi non ha conseguito risultati. Quello dell’ospedale è il più grande bluff della provincia”.
"Dopo 3 anni non c’è nessun progetto - ontinua il consigliere Ricotta - Questa è la realtà brutale dei fatti, quella di un sindaco che si è fatto scippare l’ospedale. Inutile che minaccia di incatenarsi o parla di prima pietra: siamo fermi all’anno zero, se non -1".
La consigliera Contigiani si concentra, invece, sulle attuali condizioni in cui verte l’ospedale di Macerata. “Siamo di fronte a una struttura vecchia, che ha fatto il suo tempo e non è più adeguata. In più medici e operatori sanitari stanno fuggendo sempre più dalla sanità pubblica. Tutti parlano di rinnovare, mentre il sindaco si limita a dire che faranno un bell' ospedale. Non si deve pensare alla bellezza esterna dello scatolone, bensì alla sua efficienza”.
Il secondo tema affrontato è stato quello legato invece all’aspetto finanziario che riguarda la costruzione del nuovo ospedale. Come ricordato da Carancini, nel 2023 l’assessore regionale con delega ai lavori pubblici Francesco Baldelli rispose a una sua interrogazione in aula confermando che c'erano i fondi per la costruzione del nuovo ospedale. Fatto smentito dal consigliere dem e testimoniato dall’accesso agli atti in questione.
"Non solo non ci sono i fondi necessari a coprire la costruzione del nuovo ospedale, ma si stanno verificando una serie di fatti al limite della legalità - prosegue Carancini -. La Regione Marche intende infatti attingere alle risorse del sisma per realizzare un nuovo ospedale. Lo fa per giunta in maniera del tutto imbarazzante: trasforma i 6,2 milioni di euro già previsti per il sisma per la città di Macerata (in particolare per la riqualificazione dell’ex Cras), in 110 milioni di euro".
Come riportato da Carancini, nel 2022 l’allora assessore al bilancio della Regione Marche Guido Castelli avrebbe comunicato ad Acquaroli e Legnini di utilizzare le risorse desinate alla ricostruzione post-sisma per il nuovo ospedale di Macerata: "Con l’ordinanza 109 del 2020 venivano destinati fondi per la ricostruzione post-sisma ai vari territori. Al Comune di Macerata andavano 6,2 milioni di euro, con i quali sarebbero stati finanziati i lavori per tre strutture, fra cui l’ex Cras. Parliamo di soldi pubblici, che col tempo hanno subito una vera e propria plusvalenza, accentuatasi con l’innalzamento delle risorse dovuta alla crisi russo-ucraina. Siamo così passati dai 6,2 milioni iniziali a 75 milioni, che sono diventati in seguito 87 e infine 110 milioni di euro. Secondo Castelli 20 milioni sarebbero stati destinati all’ex Cra, mentre i restanti 90 alla costruzione del nuovo ospedale di Macerata".
"A 13 mesi dal suo insediamento come commissario straordinario di Governo alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto, Castelli non ha fatto nulla. Nel frattempo, ci si chiede come sia stato possibile trasformare 6,2 milioni di euro in 110 milioni di euro. Il sindaco non si è mai occupato in maniera sostanziale della vicenda dell’ospedale, mentre il duo Acquaroli-Castelli sta mettendo in piedi un’azione assolutamente inaccettabile", conclude Carancini.
Nuove assunzioni di personale, in diversi profili, per l’Azienda sanitaria maceratese. Due dirigenti medici di Neurologia, il dottor Carlo Vico e la dottoressa Giovanna Pilurzi sono stati assunti a tempo indeterminato, mentre a tempo determinato e orario ridotto tre ortopedici, gli specializzandi Valerio Tiburzi, Letizia Guerrini e Lucia Sciamanna, che trasformeranno il loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato dopo il conseguimento del titolo di specializzazione.
“Cerchiamo di fronteggiare la carenza di medici in vari reparti, anche con l’assunzione degli specializzandi – dichiara il direttore generale dell’Ast di Macerata Marco Ricci – il reclutamento di personale è già stato previsto nella programmazione economica del fabbisogno triennale 2023-2025, di cui al relativo Piao”.
Assunzione a tempo determinato e pieno per un anno della psicologa Cristina Guardati presso l’U.O.C. Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro al fine di realizzare progetti trasversali, svolti in collaborazione con i Servizi del Dipartimento di Prevenzione.
Per assicurare la continuità nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie richieste e, quindi, garantire il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, è stato prorogato il contratto di lavoro a tempo determinato della dottoressa Pamela Piaggesi, fisioterapista, che giungerà a scadenza a fine mese.
Tramite avviso di mobilità esterna, infine, si segnalano in entrata le assunzioni della dottoressa Livia Panichelli, medico di Medicina d’Emergenza-Urgenza proveniente dall’Ast di Ancona, e dei medici Lara Lucidi, ortottista e Antonio De Cesare, tecnico sanitario di Radiologia Medica.
Avviato all’Ast di Macerata il servizio di telemedicina e presa in carico del paziente nefrologico. La prestazione è erogata dagli specialisti del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Macerata, diretto dal dottor Franco Sopranzi. Consente di visitare e verificare, in tempo reale, le condizioni di salute dei pazienti affetti da insufficienza renale cronica e sottoposti a dialisi peritoneale domiciliare, senza che siano costretti a muoversi dalla loro abitazione. Un servizio utile anche alle persone che vivono nelle aree del cratere sismico e dell’entroterra, più lontane dagli ospedali e che raggiunge pure i pazienti che effettuano il trattamento dialitico questo l’ospedale di Camerino.
Le Marche sono tra le prime regioni, in Italia, ad attivare la prestazione che consente, tra le altre cose, di ottimizzare la gestione delle risorse pubbliche, dal momento che un solo infermiere può interagire con sei pazienti, assistendoli sia durante le fasi della procedura dialitica domiciliare, sia in fase di training, con un notevole risparmio di costi. Operativo da un mese presso l’Ast di Macerata, il servizio è stato presentato oggi alla stampa.
“La carenza di medici di medicina generale ha privato i territori interni di alcuni servizi sanitari fondamentali - dice il vice presidente della Giunta e Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini - Questa carenza ha avuto un riflesso anche nell’afflusso ai pronto soccorso. Una delle misure che, come Regione, stiamo mettendo in campo, è quella della telemedicina, che si affianca alle altre iniziative già attivate, come la farmacia dei servizi e gli ambulatori funzionali territoriali per l’aggregazione dei medici di medicina generale. Si tratta di innovazioni che si aggiungono ai cinquanta punti Salute che andremo ad attivare sul territorio regionale, tre dei quali sono già operativi, e attraverso i quali i pazienti possono beneficiare di esami strumentali come holter pressorio e cardiaco, ed elettrocardiogramma, con trasferimento telematico dei referti. Si tratta di risposte alle cronicità legate all’altissima percentuale di persone anziane presenti nella nostra regione e al crescente bisogno di presa in carico di queste persone".
L’assessore ha espresso 'grande apprezzamento, nei confronti dell’Ast di Macerata “per l'attivazione di questo importante servizio”. La telemedicina, applicata alla Dialisi “nella nostra Azienda – ha sottolineato Marco Ricci, direttore generale Ast Macerata - rappresenta la realizzazione concreta della medicina di prossimità: lo specialista arriva direttamente a casa del paziente e attraverso la tecnologia lo visita e gli fa un teleconsulto, evitando così che lo stesso si rechi in ospedale. Minori costi per il Servizio sanitario nazionale, ma anche la garanzia di cure adeguate e di monitoraggio continuo della salute dell’utente. Grazie alla telemedicina, si realizza l’equità delle cure, in modo particolare nei confronti di chi vive in territori lontani dagli ospedali e può vedere garantito, al pari di ogni altro, il suo diritto alla salute.
Questo, inoltre, è solo un inizio. Oggi abbiamo in funzione tre totem (apparecchiature dedicate alla telemedicina); l’obiettivo è averne in funzione almeno otto rispetto alla trentina di pazienti in cura a Macerata, servendo di conseguenza una platea ben più vasta di persone affette da queste cronicità”.
La gestione della cronicità dei pazienti, ha ribadito il dottor Sopranzi, “dovrà necessariamente, in futuro, essere affidata alla telemedicina e con una presa in carico proattiva da parte dei distretti che, attraverso dei team multidisciplinari, non solo composti da medici e infermieri, ma anche da assistenti sociali, riescano a costruire percorsi personalizzati in base alla singola richiesta di salute che ogni cittadino manifesta. Richieste che andranno gestite attraverso le cure domiciliari e le prenotazioni di esami, in un percorso che renda il paziente aderente a quelle cure che gli permetteranno di evitare momenti di acuzie e quindi gli accessi in pronto soccorso”.
Il direttore sanitario Daniela Corsi ha parlato di “un nuovo scenario della riforma sanitaria regionale che parte dall’Ast di Macerata”, mentre Giancarlo Cordani (direttore socio sanitario Ast Macerata) ha detto che “l’applicazione della telemedicina rappresenta una pietra miliare del collegamento tra ospedale e territorio, tassello fondamentale per costruire una medicina di prossimità”.
Grazie alla teleconsulenza medico-sanitaria, alla televisita, al teleconsulto, alla teleassistenza e al telecontrollo, le persone con insufficienza renale cronica, in costante aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione, sono monitorate dagli operatori sanitari senza che questi debbano spostarsi dall’ospedale di Macerata. I dati relativi ai parametri vitali vengono trasmessi, in tempo reale, dalla casa del paziente e dall’ospedale di Camerino, direttamente alla centrale operativa del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Macerata, attraverso una apparecchiatura mobile (totem) installata al domicilio della persona in dialisi (in caso di terapia domiciliare) e all’ospedale di Camerino per i pazienti che effettuano il trattamento dialitico nel nosocomio camerte.
La telemedicina permette ai medici di adottare le scelte terapeutiche più idonee, di intervenire e risolvere precocemente gli eventuali problemi, permettendo così di ridurre gli accessi urgenti al Pronto soccorso e i ricoveri non programmati. Grazie alla telemedicina la persona in dialisi può beneficiare di teleconsulti e televisite multidisciplinari che includono più specialisti, tra i quali, ad esempio, lo psicologo, il dietista, il vulnologo, senza dover affrontare i disagi legati agli spostamenti. Dopo la conferenza stampa, si è svolto, presso la Consolle operativa del reparto di Nefrologia, un duplice collegamento: con l'ospedale di Camerino per un consulto in diretta attraverso la telemedicina e, a seguire, con un paziente che effettua la dialisi nel proprio domicilio.
Dal 6 febbraio negli ospedali di Camerino e San Severino è stato aperto un ambulatorio per le vaccinazioni dedicato ai pazienti fragili.
L’iniziativa della U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica dell’Ast di Macerata, diretta dalla dottoressa Franca Laici, offre la possibilità ai pazienti fragili, quali ad esempio oncologici, cardiopatici, diabetici, dializzati, oppure affetti da malattie autoimmunitarie o dell’apparato respiratorio, di accedere direttamente e senza prenotazione all’ambulatorio per programmare o eseguire le vaccinazioni necessarie, presentando soltanto la lettera di dimissione o l’ultima visita di controllo effettuata presso lo specialista.
L’ambulatorio sarà attivo all’ospedale di Camerino il primo mercoledì del mese, dalle ore 9:30 alle 12:30, mentre il terzo giovedì del mese presso l’ospedale di San Severino con lo stesso orario.
“Si tratta di un ulteriore servizio offerto alla cittadinanza- dichiara la direttrice sanitaria Daniela Corsi- rivolto in particolare a chi si trova in una condizione di fragilità dal punto di vista della salute e, quindi necessita di maggiori attenzioni e di un percorso più agevolato per poter effettuare le vaccinazioni di cui ha bisogno”.
Oggi ho vissuto una delle esperienze più emozionanti del mio lavoro di giornalista medico-scientifico. Dopo più di 30 anni sono tornato ad osservare l’attività assolutamente originale e preziosissima della "Lega del Filo d’Oro" di Osimo.
Sono stato accolto dal presidente della fondazione Rossano Bartoli, lo stesso disponibile distinto signore che quando eravamo giovani, io curioso cronista della salute e lui entusiasta ricercatore della dignità e delle opportunità per ogni essere umano, mi accolse in una palazzina di Osimo decorosa, ma abbastanza limitata negli spazi dove un gruppo di "visionari" aveva deciso di accudire, educare e cercare di inserire socialmente tra i più sfortunati portatori di disabilità i sordo-ciechi, con deficit plurisensoriali che presuppongono spesso anche limiti neurologici.
Una specie di prigione vitale e sociale per loro, una condanna ad una sterile e faticosa assistenza per le famiglie. A questa triste visione ero rimasto, ma stamattina osservando la nuova sede della “Lega del Filo d’Oro” a Padiglione di Osimo molto grande e plurifunzionale, ho subito intuito che molte cose sono cambiate e che forse i sogni e le incerte aspettative di allora sono diventate solida realtà. Di questo ho parlato con il Presidente della Fondazione “Lega del Filo d’Oro” Rossano Bartoli.
Presidente Bartoli, quando è nata la “Lega del Filo d’Oro” e perché?
“La “Lega del Filo d’Oro” fu costituita come associazione nel 1964 per iniziativa di Sabina Santilli, sordo-cieca dall’età di 7 anni. È divenuta Fondazione dal 1° gennaio 2021, rinnova il proprio impegno nel rispondere ai bisogni delle persone sordo-cieche e pluriminorate psico-sensoriali attraverso l’assistenza, l’educazione, la riabilitazione, il recupero e la valorizzazione delle potenzialità residue con l’obiettivo della ricerca della maggiore autonomia possibile. È questa la missione della “Lega del Filo d’Oro” nei suoi quasi 60 anni di storia, che l’ha portata a diventare punto di riferimento nazionale nel trattamento della disabilità grave e complessa".
Dove siete presenti attualmente in Italia?
“Oltre a questa nostra sede storica e di riferimento qui ad Osimo, siamo presenti in 10 regioni italiane con 5 centri residenziali con annessi servizi territoriali e 5 sedi territoriali. Sebbene il modello si incentri sulla persona con disabilità multiple, la necessità di creare relazioni e interazioni per chi non vede e non sente porta ad abbracciare progressivamente l’intero nucleo familiare, i territori e le istituzioni. Pur nella diversità degli interventi, che si articolano lungo il percorso dalla diagnosi alla riabilitazione e all’inserimento socio-educativo, il modello della “Lega del Filo d’Oro” si contraddistingue per la costante spinta oltre i limiti imposti dalla condizione di disabilità, lavorando su ciò che è possibile fare per la valorizzazione delle potenzialità residue e il riconoscimento dell’unicità di ciascuna persona".
Come programmate la vostra attività?
"Oltre all’assistenza sociale e socio-sanitaria per la diagnosi, riabilitazione ed inclusione sociale dei propri utenti, la 'Lega del Filo d’Oro' è attiva con suoi centri di ricerca e formazione per lo sviluppo di approcci avanzati e competenze specialistiche. Siamo molto attenti alle nuove tecnologie che possono essere utili e forse anche molto utili al nostro lavoro”.
Ci descrive l’attività in questa vostra splendida sede di Osimo?
"È la sede nazionale della Fondazione, ad Osimo la 'Lega del Filo d’Oro' è nata ed oggi opera con un centro di riabilitazione riconosciuto dalla Regione Marche come 'unità Speciale per sordo-ciechi e pluriminorati psico-sensoriali'. Ciò consente anche il ricovero di utenti provenienti da tutta Italia con retta di degenza a carico delle Asl di residenza. Questa struttura ha una capacità operativa di 63 posti a tempo pieno, 15 a degenza diurna e offre prestazioni ambulatoriali e domiciliari.
Qui svolgono le attività di diagnosi e riabilitazione e vengono ospitati utenti di diverse fasce di età: bambini, giovani ed adulti. Al suo interno troviamo il centro diagnostico che formula una valutazione globale ed effettua interventi precoci per bambini al di sotto di 6 anni, inoltre vi sono servizi educativi e riabilitativi personalizzati, l’assistenza medica, il centro di ricerca ed anche un centro di documentazione".
Concludendo, Presidente Bartoli se lei volesse farci un esempio della bontà del vostro lavoro, quale potrebbe essere?
"Di esempi potrei portarne tantissimi: il sollievo di tantissime famiglie, la scolarizzazione di tanti nostri assistiti. Pensi che ben 8 sordo-ciechi da noi curati sono arrivati persino alla laurea. Non era certo l’aspettativa di quando era stata scoperta la loro grave disabilità".
Che sensazione ha della valutazione pubblica del vostro lavoro?
"Quasi entusiasmante, è la molla che ci spinge a fare di più e meglio ogni giorno. Una prova ne è la grande generosità dei cittadini che con le loro donazioni ci permettono ogni anno di allargare di più le nostre strutture e di renderle sempre più efficienti".
Il progetto regionale di Cardioprotezione “comuni sicuri per comunità resilienti: adotta un Comune cardioprotetto” nasce nel 2017 dalla collaborazione tra il Comitato regionale CRI Marche e l'Unità di progetto sisma Centro Italia del Comitato nazionale.
Una generosa donazione di Epap, a favore di Croce Rossa Italiana - Comitato regionale Marche, negli ultimi mesi ha permesso di dare continuità a questo progetto.
Il Comune di Bolognola è uno dei 12 Comuni che hanno beneficiato di questa donazione che prevede il posizionamento di un defibrillatore semiautomatico esterno.
Il 2024 prosegue all'insegna di nuovi servizi proposti dal Gruppo Medico Fisiomed. Da oggi la nuova sede, inaugurata lo scorso ottobre a Sforzacosta, diventa pure centro prelievi per le analisi del sangue. In via Giovanni XXIII infatti due ambulatori sono stati adibiti a punto per effettuare i prelievi del sangue.
Una novità importante che completa 360° l'offerta del gruppo medico Fisiomed guidato da Enrico Falistocco. Il centro prelievi risponde ad una esigenza che la comunità aveva, sarà a disposizione infatti di tante persone del territorio.
D'altronde fare le analisi del sangue non solo è un primo passo consigliato per il classico e basilare check-up del proprio corpo, ma può essere forma di prevenzione fondamentale per controllare la tiroide; il livello del colesterolo e i rischi cardiovascolari; lo stato del sistema digerente; diabete e tanti altri aspetti della nostra salute.
L'ambulatorio per i prelievi sarà aperto dal lunedì al venerdì con orario 7:30- 9:30. Potranno recarsi senza prenotazione i privati e coloro che sono in possesso del ticket/ricetta medica. Per chi invece gode dell'esenzione, sarà obbligatorio prenotare.
Fisiomed inoltre darà la piacevole possibilità di usufruire della colazione a prezzo scontato, utilizzando il bar Fisiomed Coffee allestito all'interno della nuova moderna e confortevole sede. Insomma sempre più Fisiomed. A pochi giorni, va ricordato, dall'aver lanciato anche gli esami di risonanza magnetica e tac (Tc) con mezzo di contrasto.
"Dare la possibilità di effettuare analisi del sangue dotandoci di un centro prelievi - afferma l’amministratore del Gruppo Medico Fisiomed, Enrico Falistocco - è per noi motivo di grande soddisfazione e ci fa davvero piacere. Come ho sempre detto il nostro ruolo deve essere complementare a quello della sanità pubblica e cerchiamo di ascoltare i bisogni della comunità. Nostra priorità è migliorare la condizione della collettività aumentando la prevenzione e ed eliminando le insicurezze. Il Gruppo Fisiomed ha già un ruolo importante sul territorio ma non vuole smettere di investire, migliorarsi ed innovarsi nel territorio, per il territorio".
Fin dalla più remota antichità gli uomini hanno sempre attribuito grande importanza ai fluidi corporei in generale e al sangue in particolare. Nell’antico Egitto si credeva che per prevedere il sesso di un nascituro bastasse bagnare con urina di una donna incinta due sacchetti contenenti semi di orzo e di grano (papiro di Saqqara). In base a quale dei due fosse germinato prima si sarebbe potuto capire il sesso del feto.
La Bibbia è piena di riferimenti al sangue come fonte e simbolo della vita. Credenza che si è mantenuta nei secoli, basti pensare alle espressioni "purosangue", "mezzosangue" usati in zootecnia e non solo, purtroppo.
Le scarsissime possibilità delle tecnologie dei tempi precedenti hanno sempre reso impossibile uno studio più organico dei vari componenti. Comunque l’interesse ai fluidi corporei non venne mai meno, in maniera magari grezza e grossolana si era capito che attraverso di essi si poteva raggiungere qualche utile informazione.
Così tutti sanno, se non altro per motivi di goliardia, che nel Medioevo i medici assaggiavano l’urina dei pazienti in presenza di certi sintomi. Se avessero percepito nelle urine un gusto dolce avrebbero potuto formulare la diagnosi di diabete.
In ogni modo fino all’800 i progressi in questo settore furono pochi. Nella prima metà dell’800 le cose cominciarono a cambiare. Nell'ambito della semeiotica (la scienza dei segni) i medici poterono aggiungere anche i cosiddetti "segni chimici".
Parliamo della moderna scienza di medicina di laboratorio con il dottor Luigi Gironelli, biologo specializzato in biochimica e chimica clinica nonchè direttore Fisiomedlab di Civitanova Marche e con punto prelievi nella nuova sede Fisiomed di Sforzacosta.
- Dr. Gironelli attingendo dalla storia della sua specialità quali elementi standard hanno caratterizzato l’era moderna delle analisi di laboratorio e quali sono i passaggi fino ai nostri giorni?
"I tipici esempi di 'segno chimico', ovvero di 'identificazione chimica della malattia', possono essere: il glucosio nelle urine dei diabetici (non una grande novità come abbiamo visto a cura di Michel Eugène Chevreul, 1815), l’albumina nelle urine di soggetti con malattie renali (Richard Bright, 1837), la tirosina e la leucina nelle urine di pazienti con atrofia acuta del fegato (Friedrich Theodor Frerichs, 1848), la iperglicemia (Claude Bernard, 1855), la diminuzione dell’urea urinaria nelle malattie epatiche in genere (Giorgio Roster, 1879), ecc.
Un maggiore significato i segni chimici lo otterranno di lì a poco con la possibilità di passare da analisi qualitative ad analisi quantitative potendo così determinare non solo la presenza di un qualche tipo di analita, ma anche la sua quantità. Nel secondo dopo guerra del 900 cominciò il boom della medicina di laboratorio.
Cominciò l’uso di kit pronti per l’analisi di ogni tipo di metabolita. Fino ad allora in laboratorio si dovevano preparare i reagenti necessari ai vari tipi di analisi. Furono introdotte nuove strumentazione per l’automazione della conta degli elementi figurati del sangue, sicché l’esecuzione di esami come l’emocromo passò da molti a pochissimi minuti. Successivamente si introdussero gli esami basati sugli anticorpi e sugli enzimi ottenendo una precisione ed un’efficienza assolutamente impensabili fino a poco tempo prima.
L’introduzione dell’informatica ha portato ad un miglioramento della produttività assolutamente incredibile. Con questo siamo ormai giunti ai nostri giorni dove il laboratorio classico, pur utilizzando reazioni ormai ben consolidate da anni nel loro uso, riesce grazie alle nuove strumentazioni sotto controllo dei computer ad offrire ai pazienti un servizio altamente specializzato ed efficiente".
Discorso a parte merita invece lo sviluppo delle tecniche cosiddette di "biologia molecolare". In pratica con questo termine si intendono gli esami eseguiti attraverso la reazione della Pcr (polymerase chain reaction) che, intervenendo attraverso un complicato sistema di enzimi altamente specializzati direttamente sugli acidi nucleici, permettono dei risultati praticamente infallibili.
Certamente non servono per eseguire le comuni analisi di tutti i giorni, ma in ambiti ben definiti, tipo virologia (vedi recente pandemia di COVID19), microbiologia o medicina legale sono arrivati ad essere il gold standard da usare come riferimento.
Come un po' tutta la sanità, l'orientamento anche per questa disciplina è quello di una medicina di laboratorio sempre più personalizzata e di precisione, ma anche integrata nei vari team clinici".
Oltre alla diagnosi della malattia come contribuisce il laboratorio analisi alla sua prevenzione?
"Una delle definizioni della medicina di laboratorio è oggi 'un approccio emergente al trattamento e alla prevenzione delle malattie, che tiene conto della variabilità individuale a livello di caratteristiche genetiche, di ambiente e di stili di vita'. Nell'immaginario collettivo il medico di laboratorio si occupa dei prelievi di sangue che i pazienti effettuano di routine per i controlli medici.
Pensare che il ruolo del professionista di laboratorio sia così marginale e sia limitato all'esecuzione di prelievi di sangue è sicuramente sbagliato. La Medicina di Laboratorio è una disciplina composita che applica tutte le moderne metodologie scientifiche per dare il suo contributo alla prevenzione, alla diagnosi, alla terapia e alla gestione delle malattie.
Sbagliato pensare che le figure professionali che operano in laboratorio siano solo medici. La Medicina di Laboratorio è una disciplina che richiede il contributo di professionalità e competenze diverse. In laboratorio operano medici, ma anche biologi, chimici, biotecnologici, tecnici di laboratorio, infermieri, ognuno con compiti e responsabilità ben definiti.
La convivenza di professionalità e competenze diverse permette di avere una visione allargata delle situazioni e consente una valutazione delle stesse nella loro complessità nei vari ambiti in cui si opera. Come è accaduto per molte delle professioni sanitarie, anche la medicina di laboratorio si è evoluta ed oggi è cambiato anche il suo ruolo all'interno del Sistema Sanitario Nazionale.
Si è assistito ad un travolgente progresso scientifico ed innovazione tecnologica ed i ruoli e le competenze dello specialista di laboratorio hanno dovuto soddisfare le esigenze di questa trasformazione ed evoluzione che è continua.
Basti pensare, per esempio, alle sfide che oggi questa disciplina deve affrontare: è pienamente coinvolta nell'assicurare un affidabile uso dei Big Data al fine di trarre informazioni utili in ambito sanitario, così come nel garantire un corretto utilizzo dell'intelligenza artificiale ed ancora, come il contesto da pandemia da Covid-19 ha insegnato, come implementare nuovi strumenti di gestione per essere più pronti ad affrontare le situazioni di emergenza".
Che ruolo ha avuto il laboratorio analisi nella gestione della pandemia da Covid-19?
"A portare all'attenzione dell'opinione pubblica la medicina di laboratorio è stato proprio il Covid-19 visto che l'individuazione dei soggetti positivi o negativi alla malattia è stata possibile proprio grazie agli esami di laboratorio, in particolare il tampone molecolare. Questo è stato rilevante soprattutto per individuare i soggetti asintomatici. Inoltre, importantissimo è stato il ruolo del laboratorio nella sorveglianza epidemiologica e nella valutazione dell'immunizzazione, mediante la ricerca degli anticorpi anti Sars-CoV-2, e lo sarà sempre più ora nel monitoraggio della risposta immunitaria indotta dalla vaccinazione.
Il laboratorio ha avuto un ruolo molto importante anche nella diagnostica differenziale e nella prognosi mediante la determinazione di biomarcatori, come i parametri ematologici, i fattori della coagulazione o i marcatori di infiammazione, comunemente richiesti ed eseguiti nei nostri laboratori".
E in ambito oncologico?
"La medicina di laboratorio è diventata via via sempre più preziosa anche in ambito oncologico e non soltanto per i vari esami di laboratorio che possono suggerire la presenza di un tumore e quindi indicare la necessità di approfondimenti in proposito.
Oggi è disponibile un innovativo ed importante approccio, noto come biopsia liquida che permette l'identificazione del dna tumorale isolato dal sangue dei pazienti. La biopsia liquida ha enormi potenzialità in oncologia ed una delle applicazioni è la possibilità di monitorare l'evoluzione molecolare della neoplasia. È una forte spinta per la medicina di precisione.
Come un po' tutta la sanità, l'orientamento anche per questa disciplina è quello di una medicina di laboratorio sempre più personalizzata e di precisione, ma anche integrata nei vari team clinici. La nostra è una disciplina che dovrà coinvolgere sempre più nuovi interlocutori, gli esperti di Health Techology Assessment, dei Big Data e dell'Intelligenza Artificiale al fine di rendere il referto di laboratorio sempre più affidabile ed informativo e che risponda a criteri di qualità, tracciabilità, coerenza ed efficacia di alto livello".
A distanza di tre mesi dall'attivazione dell’ambulatorio cardio-oncologico presso l'ospedale di Camerino, è tempo di un primo bilancio con il direttore della cardiologia Josephine Staine, che lo dirige. Nonostante l'ambulatorio operi nei primi tre giovedì di ogni mese, da novembre sono state già effettuate 68 prestazioni, che comprendono elettrocardiogramma, visita ed ecocardiografia.
Il trattamento del paziente oncologico comporta effetti collaterali a carico del sistema cardiovascolare e lo sviluppo della cardiotossicità rappresenta un fattore che limita l’utilizzo della terapia antineoplastica, con conseguenze sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza dei pazienti.
La dottoressa Staine circa 13 anni fa ha istituito nelle Marche il primo ambulatorio cardio-oncologico con lo scopo di creare un gruppo guidato, nella pratica ambulatoriale, da un Protocollo unico e condiviso per migliorare globalmente l’assistenza al paziente oncologico, identificando il rischio di sviluppo di cardiotossicità e attuando tempestivamente un trattamento capace di proteggere il cuore da un danno conclamato.
Dottoressa, da novembre 2023 è attivo l’ambulatorio cardio-oncologico anche all’ospedale di Camerino
"Abbiamo creato un percorso condiviso con il direttore dell’U.O.C. di oncologia di Macerata Nicola Battelli e con il dottor Luca Faloppi dell'oncologia di San Severino per identificare precocemente i pazienti a maggior rischio di sviluppare disfunzione cardiaca da chemioterapia".
Quale la finalità dell’ambulatorio cardio-oncologico?
"L'ambulatorio ha la finalità di identificare precocemente i pazienti a rischio di sviluppare cardiotossicità, di valutare in modo personalizzato il programma terapeutico antitumorale e/o l'utilizzo di agenti cardioprotettori durante la chemioterapia e pianificare uno stretto monitoraggio della funzione cardiaca, introducendo in fase precoce una terapia cardiologica di prevenzione o di supporto. La possibilità di identificare precocemente i pazienti più ad alto rischio di cardiotossicità sta rappresentando un obiettivo primario sia per il cardiologo che per l’oncologo".
Quali sono i giorni e gli orari in cui ci si può rivolgere all’ambulatorio?
"La giornata dedicata sarà il giovedì dalle ore 8:30 alle 13, la lista dei pazienti sarà stilata da ciascuna oncologia su agenda Cup, nelle giornate specifiche previste con posti dedicati. Il secondo giovedì di ogni mese le sedute saranno dedicate ai pazienti dell'oncologia di San Severino, mentre il primo e il terzo giovedì del mese saranno destinate ai pazienti di quella di Macerata".
"L’attivazione di un ambulatorio cardio-oncologico presso l’ospedale di Camerino ci permette di offrire ai pazienti un servizio di avanguardia, frutto di una sinergia importante tra le unità operative di cardiologia e di oncologia" afferma il direttore generale dell’Ast di Macerata Marco Ricci. "Questa è la dimostrazione delle eccellenze che operano all’interno della nostra azienda - sottolinea il direttore sanitario Daniela Corsi - capaci di elevare gli standard dell’assistenza sanitaria erogati agli utenti".
Fisiomed ancora centro di confronto, studio e prevenzione per i medici e specialisti del territorio. Questo sabato 27 gennaio il nuovo spazio conferenze allestito nella sede di Sforzacosta fresca di inaugurazione a fine ottobre, ospiterà infatti un altro convegno. L’appuntamento è stato denominato "Le patologie dei 5 Sensi" e, oltre a essere a titolo gratuito e comprendere la pausa pranzo, è un convegno ECM che eroga 5 crediti formativi ai partecipanti.
Si comincerà alle 9.40 con la registrazione e il saluto di benvenuto dell’amministratore di Fisiomed, Enrico Falistocco. Quindi sarà Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici provinciale, a presentare il corso. Seguiranno gli interventi dei dottori Simonetta Calamita, Ovidio Ciarpella, su “Fisiologia anatomia patologica dell'orecchio” e Paolo Vitali sul tema della “Fisiopatologia dell'alfabeto e del gusto”.
Dopo la conseguente discussione ed un breve break, si riprenderà a mezzogiorno con il dottor Cristian Pollio che tratterà l’argomento “Il Glaucoma: la patologia e lo stato dell'arte”, seguito dal dottor Emilio Moauro che illustrerà “Maculopatie ed edema maculare diabetico”. Ancora, il dottor Riccardo Zappelli affronterà la questione “Red Eye... cosa pensare”.
Approfittando dell’area ristoro all’interno della nuova sede di via Giovanni XXIII, ci si rilasserà degustando qualcosa, poi alle 14 i lavori proseguiranno con l’intervento del dottor Michele Paniccia centrato su “L'elettromiografia nella diagnostica delle patologie del sistema” e verranno conclusi con il dottor Massimo Cioccolini che porrà l’attenzione su “Le Patologie dermatologiche di frequente riscontro”.
A fungere da moderatore sarà Gianfranco Bonfili, direttore sanitario del Gruppo Medico Associati Fisiomed, coordinatore di questo secondo convegno stagionale (l’altro, partecipatissimo, era stato organizzato a novembre) sarà Fabrizio Scoccia.
I posti sono limitati, per iscriversi www.topcongress.com.
Le recenti votazioni in Parlamento sull'autonomia differenziata suscitano gravi preoccupazioni all'interno del Pd Marche, che denuncia le ricadute negative, in particolare per il settore della sanità nella regione.
Il senatore Pd Francesco Verducci ha dichiarato in aula come questo provvedimento violi il diritto all'uguaglianza, il principio di solidarietà alla base della nostra Costituzione e incida pesantemente sui diritti fondamentali rendendoli diseguali. Analogamente, l'onorevole Marina Sereni, responsabile salute del Pd, ha sottolineato le disuguaglianze attuali nella tutela della salute tra Nord e Sud del Paese, evidenziando come il voto sull'autonomia differenziata possa accentuare ulteriormente questi divari.
Il Pd Marche da tempo critica la Giunta regionale sul fronte della sanità, portando dati ufficiali che mostrano una significativa flessione nelle prestazioni diagnostiche e nelle visite specialistiche.
La segretaria regionale Chantal Bomprezzi specifica la reale situazione: "La giunta Acquaroli non ha approvato nemmeno una Delibera sulle liste di attesa. Ad oggi solo vane dichiarazioni di intenti sulla riduzione delle liste di attesa che non trovano però alcun riscontro nella realtà dei fatti concreti".
A una situazione non certo efficiente si aggiunge ora la mannaia della autonomia differenziata: "Servirebbe - sottolinea la segretaria Pd - anziché una differenziazione nelle competenze regionali, maggiore governance nazionale del Servizio Sanitario Nazionale. La destra sta scardinando la parità di accesso ai beni comuni, su tutti la sanità, rendendo definitivi e irrecuperabili i divari tra territori, con conseguenze drammatiche per i cittadini e intere comunità destinate alla marginalità".
Qui, i fondi del Pnrr rappresentano un passaggio fondamentale: "Non possiamo permetterci di rinunciare a queste risorse preziose né di distoglierle dalla sanità pubblica - ribadisce Bomprezzi. Come partito democratico continueremo a mobilitarci per dire no a 20 diversi sistemi sanitari regionali e sì a un Servizio Sanitario Nazionale che garantisca a tutti, in tutta Italia, prevenzione, cura e prestazioni appropriate".
"Grazie ai medici di base abbiamo una importante occasione per migliorare i servizi sanitari del nuovo ospedale". Così si è espresso il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi a seguito dell’incontro con il direttore generale dell’azienda sanitaria territoriale di Macerata, Marco Ricci, e con il direttore socio-sanitario dell'azienda sanitaria territoriale, Giancarlo Cordani, al quale hanno partecipato anche il consigliere comunale con delega alla medicina del territorio Alba Mosca e il medico coordinatore dell’equipe territoriale di Tolentino (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) Andrea Mosca.
L’idea generale relativa al costruendo ospedale, come avviene in altre situazioni similari, è quella di avere a disposizione una parte della nuova struttura dove accogliere i medici di base che sarebbero a disposizione dei pazienti per seguire i codici bianchi e verdi, essendo di ausilio, almeno nelle 12 ore diurne, al punto di primo intervento ma anche per diagnosi di primo livello come ad esempio letture di analisi o di esami di radiologia con l'ausilio della telemedicina.
Nell'edificio che verrà realizzato saranno previsti anche due nuclei da venti posti letto ciascuno di cui venti saranno a disposizione dell'ospedale e venti potranno essere utilizzati dai medici di base che potranno operare secondo un protocollo che sarà oggetto di studio e condivisione da parte dell'azienda sanitaria territoriale.
"Sottolineo - precisa il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi - l'apertura ricevuta da parte dei medici di famiglia in quanto è un'opportunità molto importante che l'azienda sanitaria territoriale non deve disperdere ma che al contrario deve essere colta come un'occasione irrinunciabile per migliorare i servizi sanitari nell’interesse dei pazienti e del territorio di riferimento. Inoltre informo che nel corso della riunione abbiamo anche condiviso con i nostri interlocutori della direzione dell’azienda sanitaria, le preoccupazioni circa l’utilizzo dei container per ospitare gli ambulatori, il distretto e il punto di primo intervento durante l'esecuzione dei lavori".
“Rinnoviamo lo stanziamento di 432 mila euro per il prossimo triennio per la dialisi riservata ai turisti” lo fa sapere il vice presidente e assessore alla sanità Filippo Saltamartini rimarcando che nel 2023 il turismo è tornato ai livelli pre-covid per cui si rende ancora più necessario finanziare questo importante servizio che rende la nostra Regione più accessibile.
Si tratta di 144 mila euro per ciascuna delle tre annualità: 2024, 2025 e 2026 da ripartire tra gli Enti del SSR proporzionalmente al numero di prestazioni effettuate e che saranno erogate sulla base di apposita rendicontazione consuntiva.
“La nostra prima decisione nel 2020 è stata di rimodulare l’offerta estendendola all’intero anno e non solo limitatamente al periodo che va dalle festività pasquali ai mesi estivi come accadeva in passato – ricorda l’assessore -. Inoltre il servizio viene erogato anche con turni serali per agevolare coloro che trascorrono le vacanze nella nostra regione, ma anche il personale che svolge turni aggiuntivi al di fuori dell’orario di lavoro”.
A dimostrazione dell’importanza del servizio: nel 2023 le richieste nel periodo 1 gennaio - 30 settembre sono state 1093. Erano state 743 nell’intero 2022, 575 nel 2021. Quelle notturne nei primi 9 mesi dell’anno appena concluso sono state 595. Nel 2019, prima del covid, le prestazioni effettuate erano state 1301 nell’intero anno, di cui 509 notturne.
Le Marche hanno accolto l’appello dell’Associazione nazionale emodializzati (Aned) che chiedeva di garantire al dializzato il diritto di spostarsi sul territorio nazionale per motivi non clinici a partire dal 2009. “Per andare ulteriormente incontro alle esigenze dei dializzati abbiamo esteso il servizio in modo che fosse disponibile 365 giorni l’anno – rimarca l’assessore – il contributo maggiore è stato offerto dalle località costiere”.
La sanità pubblica nazionale, il Servizio Sanitario Nazionale come correttamente è definita l’istituzione universale che tutela la salute di tutti i cittadini, sta vivendo un momento di crisi o comunque di necessità di assestamento e sostanziale riforma.
Il compito gravoso è delle autorità politico-amministrative nazionali e regionali, ma il supporto, il contributo di analisi e di idee è sicuramente appannaggio delle istituzioni specifiche, in questo caso gli ordini provinciali dei medici ed odontoiatri e la loro federazione nazionale di sicuro in prima linea.
È un argomento certamente molto sensibile per i cittadini. Ne parliamo con il Presidente dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri della provincia di Macerata, dr. Romano Mari, anche medico di medicina generale di lunga esperienza.
Dr. Mari ci confidi qualche sua riflessione sulla situazione della sanità in Italia.
"La situazione sanitaria in primis del Servizio Sanitario Nazionale è abbastanza precaria e preoccupante. I tre anni passati per il settore sono stati sicuramente i più difficili da quando il SSN è stato istituito. Una pandemia devastante con migliaia di morti e milioni di malati ha messo a durissima prova tutte le strutture sanitarie, dall’ambulatorio di medicina generale agli ambulatori dei distretti, ai pronto soccorso degli ospedali, ai reparti specialistici fino alle terapie intensive, che con grande fatica hanno potuto prendersi cura dei malati covid più gravi.
Adesso che la situazione non è ancora del tutto normalizzata e l’emergenza di molto attenuata, possiamo dire che alla fine il sistema ha tenuto, ma la pandemia ha evidenziato e focalizzato tante criticità e carenze che erano preesistenti, ora però non più tollerabili e che necessitano un grande impegno di tutti per il loro superamento".
I medici come hanno vissuto il loro ruolo necessariamente in prima linea?
"I medici hanno lavorato sodo, tutti, dico tutti oltre il loro impegno standard. Quelli proprio in primissima linea, negli ambulatori di medicina generale, nelle RSA, nei pronto soccorso, nei reparti di ricovero, nelle terapie intensive addirittura stremati, ma mai latitanti, nemmeno un caso segnalato di assenza dal tanto extra lavoro.
Molti medici ed altri operatori sanitari, alcuni anche nelle Marche e nella nostra provincia, hanno sacrificato persino la loro vita contraendo l’infezione covid durante il loro lavoro. Un’esperienza fortissima e faticosissima per tutti noi che ha colpito molto favorevolmente la società. Le nostre prestazioni considerate non più un costo ma una risorsa ed un’opportunità su cui bisognerebbe investire ancor di più.
Il gradimento della figura del medico e delle professionalità collegate è notevolmente aumentato nella percezione della gente, è stimato che l’80% dei cittadini ha molto apprezzato il nostro lavoro, solo il Presidente Mattarella può vantare qualche punto in più. Proprio il Presidente ha dedicato una giornata al Quirinale per ringraziare vivamente gli operatori sanitari per l’impegno profuso durante la pandemia; lo stesso ha fatto in una udienza anche Papa Francesco definendoci custodi assoluti della salute dell’umanità con un riferimento particolare ai medici di famiglia".
Dopo un periodo così intenso quali sono le attuali considerazioni inerenti alla vostra professione? Quali le proposte?
"I medici hanno dimostrato e continuano a dimostrare di essere fedeli al loro codice etico-professionale, ma devono essere messi in grado di lavorare in assolute migliori condizioni. Gli orari, le responsabilità anche le eque retribuzioni vanno inquadrate in un nuovo progetto di sanità pubblica che tenga conto delle esigenze nuove di un servizio sanitario moderno ed equilibrato nelle sue funzioni.
Lo stress, l’eccessiva fatica, le frustrazioni ricorrenti devono essere allontanate da operatori che hanno bisogno di serenità per dare il massimo del loro servizio. Dall’università di medicina fino alle specializzazioni e agli impieghi lavorativi devono essere visibili progetti attraenti e di soddisfazione.
Non è possibile che in Italia si laureino 9000 medici all’anno e solo 4000 hanno una borsa di specializzazione, non è possibile che ormai migliaia di medici si rivolgano a cooperative per fare i "gettonisti", ad ambulatori privati di dubbia utilità o addirittura decidano di emigrare all’estero. Devo dire che qualcosa si sta muovendo a livello nazionale e regionale, sono state aumentate le borse di studio per gli specializzandi, per noi che lavoriamo si sta eliminando la responsabilità penale, era presente in solo 3 paesi del mondo.
Ma noi diciamo con forza che vanno migliorate le strutture, soprattutto quelle territoriali, va creata dappertutto una rete di assistenza diffusa che intervenga su tante situazioni di salute e lasci ai pronto soccorso degli ospedali solo la casistica più grave ed urgente. Naturalmente è una questione anche di risorse oltre che di scelte.
In molte altre nazioni europee ed occidentali assimilabili all’Italia la percentuale di PIL utilizzato per il servizio sanitario si aggira al 7%, qui in Italia poco più del 6%. Bisogna di sicuro tener conto della difficoltà della nostra economia pubblica, ma non possiamo non dire che la medicina moderna per essere efficace ha bisogno di uno sforzo ulteriore per una rete assistenziale sicura, tenendo anche conto della necessità di una tecnologia sempre più avanzata ed in evoluzione.
Ripeto che uno sforzo di analisi e progettazione si sta facendo, ma la nostra raccomandazione è che bisogna fare presto, non bisogna adagiarsi nelle discussioni, c’è bisogno di realizzazioni. Noi Medici disponibili sempre a partecipare ad una catena condivisa di efficace propulsione".
Dr. Mari la medicina privata può essere utile in questa prospettiva?
“Sicuramente, la medicina privata convenzionata e non, è stata utilissima durante la pandemia, è stata l’ancora di salvezza per i problemi di salute di tanti cittadini in mezzo ad una tempesta che rischiava di trascinare a fondo il principio fondamentale: la necessità di salvaguardare il bene più importante che abbiamo.
Anche le stazioni termali Santa Lucia di Tolentino e San Giacomo di Sarnano hanno contribuito in maniera decisiva con i loro centri vaccinali frequentatissimi. Le terme andrebbero valorizzate ed utilizzate dal servizio pubblico avendo anche gli spazi e gli ambienti ottimali e sostenibili.
Tante strutture private hanno fatto investimenti importanti ed offrono ottimi servizi che possono contribuire in un ambito di programmazione ben definita e condivisa con adeguati controlli ad abbattere liste di attesa e a fornire l’utilizzo di professionalità e tecnologie di primissimo livello.
Nella nostra provincia operano ottime strutture private; qualcuna non ancora convenzionata e dotata di ottima organizzazione e tecnologia potrebbe essere già gradatamente inserita. Filoni di convenzione certificati affidabili e buoni risultati attesi possono essere davvero molto graditi ai cittadini per la qualità, la tempistica e la vicinanza territoriale".
Per concludere dr. Mari?
"Nell’agosto scorso la nostra amministrazione delle Marche ha fatto approvare un piano sanitario regionale, nel 2024 dovranno essere presentate le linee attuative e soprattutto speriamo le attuazioni. Noi medici ed operatori sanitari regionali in generale siamo pronti a collaborare con suggerimenti, idee ed operatività a qualsiasi livello".
Grazie Dr. Mari per la disponibilità, la chiarezza e il bagaglio culturale e professionale che ci ha riservato.
Il Gruppo Medico Fisiomed apre il 2024 dando ai suoi tanti pazienti e fruitori un nuovo e importante servizio: da oggi infatti è possibile prenotare ed effettuare esami di risonanza magnetica e tac (Tc) anche con mezzo di contrasto.
I mezzi di contrasto (in sigla mdc) o liquidi di contrasto, sono sostanze che vengono iniettate ed aumentando appunto il contrasto tra i diversi tessuti permettono in determinati casi una migliore valutazione degli organi aumentando le possibilità di individuare lesioni patologiche: nello studio dei diversi apparati vengono utilizzati sia per una prima diagnosi che per i controlli successivi.
Gli esami con mdc vengono eseguiti solo dietro prescrizione medica e valutazione del radiologo. Presso la nuova sede Fisiomed vengono eseguiti i seguenti esami Rm e Tac con contrasto: Rm dell'encefalo e midollo spinale, Rm dell'addome, Rm per valutazione multiparametrica della prostata, Rm della mammella e quando ritenuto opportuno Rm dell'apparato osteo - articolare. Tac Total body, Cardio TaC, Coronaro Tac, Uro Tac, Tac dell'encefalo, Tac del torace e dell'addome.
Con la possibilità di eseguire indagini contrastografiche Fisiomed mette ora a disposizione del territorio e della collettività un ventaglio completo di prestazioni di diagnostica per immagini e questo grazie ad uno sforzo organizzativo e professionale rilevante che coinvolge radiologi, tecnici di radiologia affiancati da una equipe di supporto composta da medico anestesista ed infermieri.
È uscito il 22 dicembre il nuovo bando del Servizio Civile Universale 2023 rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni (29 anni non compiuti al momento dell’invio della domanda). Il progetto si inserisce in una co-progettazione a rete denominato “Marche 24: Laboratorio di cittadinanza”.
Il Servizio Civile è la scelta volontaria di dedicare alcuni mesi della propria vita al servizio della comunità e allo stesso tempo rappresenta un’importante occasione di formazione e di crescita personale e professionale.
L’AST di Macerata partecipa quest’anno con il progetto “Laboratorio Accoglienza”, che interessa le strutture sanitarie delle sedi di Macerata (22 posti disponibili), Civitanova Marche (13 posti disponibili), Camerino (1 posto disponibile), Matelica (1 posti disponibile), Recanati (1 posto disponibile) e San Severino Marche (1 posto disponibile), con la possibilità di impiego di 39 volontari in 10 differenti servizi.
L’obiettivo del progetto consiste nel facilitare l’accesso e l’utilizzo dei servizi (e cure) alle fasce di utenza più fragili e in difficoltà. Le domande dovranno pervenire entro e non oltre le ore 14:00 del 22 febbraio 2024, tramite la piattaforma Domande on Line (DOL), raggiungibile da PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.
L'accesso alla piattaforma è possibile attraverso il Sistema di Identità Digitale SPID. È importante sapere che le domande trasmesse con modalità diverse da quelle sopra indicate e pervenute oltre i termini innanzi stabiliti non saranno prese in considerazione.
È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile universale, poiché la presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni.
L’esperienza del servizio civile può anche essere scelta da studenti o lavoratori, purché il loro impegno sia compatibile con l’orario di servizio del progetto.
L’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata fa fronte alle carenze di organico in vari reparti: verranno assunti professionisti a tempo indeterminato, e laddove la graduatoria di concorso non ha consentito la copertura di tutti i posti a bando, verranno assunti specializzandi a tempo determinato.
Questi ultimi andranno a coprire posti vacanti a causa del turn-over, assicurando così la continuità nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie e garantendo il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza.
Nel dettaglio: due fisioterapiste, le dottoresse Giorgia Franco e Laura Verlotta sono state assunte a tempo indeterminato per coprire i posti vacanti a seguito del collocamento a riposo di alcune unità in servizio presso le varie strutture riabilitative dell’ASTdi Macerata.
Assunzioni, poi, a tempo determinato di medici specializzandi in varie discipline: due pediatre, le dottoresse Giulia Marozzi e Sara Torresi, un cardiologo, il dottor Francesco Giannini, che andrà a prestare servizio presso l’ospedale di Camerino per garantire i livelli essenziali delle prestazioni e assicurare l’assistenza sanitaria in situazioni di urgenza ed emergenza e una Psichiatria, la dottoressa Ilaria Cerasoli. Infine, è stata stabilita la proroga del contratto di lavoro della psicologa dottoressa Silvia Polenta, a seguito di mobilità in uscita.
“La copertura dei posti in organico costituisce una priorità della Regione e dell’assessorato – sottolinea il vicepresidente con delega alla Sanità Filippo Saltamartini – e le Aziende stanno scrupolosamente cercando, talvolta con fatica, di coprire tutte le carenze, soprattutto nelle zone interne che inevitabilmente vivono una situazione più disagiata per la carenza di servizi”.
L’azienda sanitaria territoriale di Macerata ha visto confermata la certificazione Uni En Iso 9001:2015, anche quest’anno, dopo essere stata sottoposta nel mese di novembre 2022 ad audit esterno.
La certificazione, che ha durata triennale e validità internazionale, costituisce il riconoscimento del possesso e rispetto di standard elevati di qualità nello svolgimento dell’attività e nell’erogazione di prestazioni e servizi.
“Il nostro obiettivo è arrivare con il tempo a certificare tutta l’Azienda sanitaria di Macerata - dichiara il direttore generale Marco Ricci - Stiamo lavorando per migliorare la qualità di tutte le prestazioni sanitarie erogate, ottimizzando le risorse disponibili e garantendo la sicurezza di operatori e utenti”.
Undici sono le Unità Operative e i Servizi certificati ISO: Anestesia e Rianimazione, Blocco Operatorio, Servizio di emergenza territoriale 118, Farmacia Ospedaliera, Fisica Medica, Medicina Nucleare, Oncologia, Servizio delle Professioni Sanitarie Area Infermieristica e Ostetrica, Terapia del Dolore e Cure Palliative, Radioterapia Oncologica, Servizio di Prevenzione e Protezione.
Acquisita nel 2008 e 2009 e mantenuta negli anni successivi, la certificazione di qualità ha attestato la correttezza e il controllo costante dei processi adottati, in un monitoraggio continuo del lavoro svolto.
L’adeguamento alla norma ISO 9001:2015 ha comportato una revisione dell’organizzazione alla luce di un approccio basato sulla “valutazione dei rischi”. In questo iter, il personale interno è stato formato per acquisire le competenze per svolgere le verifiche interne richieste dall’audit, abbattendo di conseguenza i costi derivanti dall’utilizzo di professionisti esterni e aumentando consapevolezza e confronto costruttivo tra gli operatori.
“Il raggiungimento della certificazione – sottolinea l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini - è frutto di un lungo percorso, che ha impegnato gli operatori sanitari in un’attenta e continua analisi del contesto lavorativo, delle criticità e dei vincoli economici e organizzativi per giungere all’adozione di metodologie, procedure e percorsi comuni e condivisi. Va dunque rimarcato il loro ruolo determinante per questo obiettivo e quelli che verranno conseguiti in futuro”.
Un’automobile carica di pacchi regalo è partita venerdì dall’hotel Cosmopolitan di Civitanova in direzione Ancona per arrivare all’ospedale pediatrico Salesi per la consegna dei giocattoli raccolti nell’ambito del progetto “Un dono sospeso”, nato lo scorso anno come segno di vicinanza ai bambini ricoverati presso il reparto di Oncoematologia.
Questo momento di gioia e condivisione dello spirito del Natale ha visto coinvolti in prima persona l’assessore Barbara Capponi, che ha portato avanti l’iniziativa nell’ambito della progettualità “Civitanova città con l’Infanzia”, Filippo Marilungo e Marco Doria dell’associazione “G.A.I.A.”, formata da genitori che hanno avuto esperienze di cura all’Ospedale pediatrico. Quest’anno la raccolta ha ricevuto il sostegno dell’azienda “i COM S.p.A.”, che commercializza il noto marchio “Bontempi".
“Grazie a tutti coloro che anche quest’anno hanno contribuito a rendere speciale “Un dono sospeso” – ha dichiarato l’assessore Barbara Capponi, che ha promosso l’idea insieme ai referenti dell’associazione Gaia -. Abbiamo distribuito in reparto e al day hospital del 3C i molti doni: è stata l'occasione, ove possibile, di fare un po' di festa ai piccoli e ai ragazzi ricoverati, e per scambiare qualche parola con familiari e personale sanitario".
"Grazie a coloro che ci hanno messo il cuore aderendo a questa iniziativa: famiglie, oratori, gruppi classe, addirittura gruppi spontanei di ragazzi adolescenti che mettendo qualche euro ciascuno hanno acquistato regali per i loro coetanei malati: tutti accompagnati da toccanti biglietti di vicinanza e incoraggiamento. Grazie anche ai diversi comuni che, sull'esempio di quanto realizzato, hanno avviato per la prima volta nei loro territori la raccolta: il bene non si fa concorrenza e diventa sempre più grande insieme”.
Presenti alla consegna Armando Gozzini, direttore generale dell’azienda ospedaliera-universitaria delle Marche, Paola Coccia, direttore della SOsD del Salesi, la dottoressa Giulia Palego, psicologia ospedaliera e gli operatori sanitari, che hanno espresso la loro riconoscenza e hanno voluto ringraziare l’Amministrazione comunale, i volontari e tutti coloro che hanno donato e hanno portato gioia e solidarietà ai ragazzi e alle famiglie.