Con l'appalto dei lavori della casa di comunità e ospedale di comunità di Treia, l'azienda sanitaria territoriale di Macerata ha concluso la fase di aggiudicazione di tutti gli interventi finanziati con fondi Pnrr e regionali, dove saranno ristrutturate o costruite ex novo le strutture territoriali di presa in carico dei pazienti da realizzarsi nei comuni di Recanati, Civitanova, Corridonia, Macerata, San Severino e Camerino.
L’aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione della struttura sanitaria di Treia per l’adeguamento della casa di comunità e dell’ospedale di Comunità, è stato aggiudicato per un finanziamento complessivo di 2.200.602,55 euro, di cui un milione di euro con fondi Pnrr, mentre 1.200.602,55 euro con fondi regionali.
L’aggiudicazione riguarda la ristrutturazione di due piani dell’edificio, situato in piazzale Leopardi a Treia, che sarà adeguato al manuale vigente per l’autorizzazione istituzionale e sarà migliorato anche dal punto di vista impiantistico, non solo di prevenzione incendi.
La struttura sanitaria, una volta realizzata, garantirà alla cittadinanza che le attività ambulatoriali e di degenza esistenti vengano erogate in ambienti moderni dotati di maggior confort per i pazienti.
"Crediamo che le Case e gli Ospedali di Comunità rappresentino la prima e più immediata risposta territoriale ai bisogni di assistenza sanitaria della popolazione e di presa in carico soprattutto delle cronicità e delle fragilità dei pazienti", dichiara il direttore generale Marco Ricci.
“Vogliamo garantire ai cittadini dell’entroterra maceratese un presidio sanitario attivo sul territorio, in grado di dare risposte rapide ed appropriate ai bisogni di salute di tutta la popolazione, dall’età pediatrica all’età adulta, in ambienti confortevoli e dotati delle migliori e più moderne tecnologie", dichiara il Vice Presidente della Giunta e Assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini.
"Rispetto alla sanità accentrata nei grandi presidi ospedalieri dei centri urbani - prosegue - con queste misure vogliamo potenziare la sanità territoriale e la prossimità dei servizi ai cittadini, risolvendo molti problemi che erano stati evidenziati da una politica sanitaria preesistente".
All’interno della casa di comunità saranno presenti gli ambulatori dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali. L'ospedale di comunità, invece, sarà una struttura sanitaria di ricovero che svolgerà una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero per acuti, con la finalità di favorire oltre alle dimissioni protette in luoghi idonei anche la stabilizzazione clinica e il recupero funzionale di pazienti cronici riacutizzati e fragili.
Dopo l’arrivo della Tac, continua l’impegno del Comune per la riattivazione dei servizi sanitari all’Ospedale Santa Lucia. L’assessore alla Sanità del Comune di Recanati Maurizio Paoletti ribadisce con determinazione l’impegno dell’Amministrazione recanatese per la riattivazione di alcuni servizi sanitari fondamentali per i cittadini all’Ospedale Santa Lucia.
L’occasione nasce dalla risposta, apparsa sulla stampa, della direttrice della Farmacia Ospedaliera di Civitanova, la dottoressa Sara Salvadori che ha dato ad un cittadino recanatese in merito alle lamentele espresse per i disagi affrontati nel recarsi periodicamente a Civitanova a ritirare i farmaci a lui necessari.
Una risposta che ricorda le motivazioni della chiusura del servizio recanatese, nell’aprile 2020 dal precedente direttore, per la migliore ottimizzazione delle risorse disponibili, sia umane che strumentali.
“Non mi sono meravigliato delle motivazioni addotte dalla dott.ssa Sara Salvadori per giustificare la diversa organizzazione del servizio – ha dichiarato l’assessore alla Sanita Maurizio Paoletti - da quando i precedenti governi, sia nazionali che regionali, hanno deciso di far gestire la sanità da aziende, con l’obiettivo di andare a pareggio nei conti, la parola d’ordine è quella di “razionalizzare” i servizi, e cioè di fatto di ridurli mettendo sulle spalle dei cittadini ulteriori costi. Ma la responsabile del servizio forse ignora che fra Recanati e Civitanova Marche non c’è alcun servizio diretto di trasporto pubblico e chi non ha un proprio mezzo (pensiamo ad un anziano, un disabile o un malato) deve rivolgersi a pagamento ad un privato oppure fare lo slalom fra autobus diversi e treni. Stessa cosa quando si decide di ridurre il servizio dialisi costringendo gli utenti ad arrivare a Civitanova".
"Non è questa la sanità che abbiamo in mente! Certo che vanno razionalizzate le risorse, sia economiche che di personale, per una buona gestione dei servizi, ma nel farlo si deve tener conto necessariamente e prioritariamente delle esigenze e della salute dei cittadini e non creare loro ulteriori disagi. - continua l'assessore - Siamo molto soddisfatti, e di questo ringraziamo la Regione Marche, per l’avvio del cantiere della nuova casa della salute, l’inizio dell’attività della Tac e per l’impegno promesso per garantire maggiori servizi sanitari al territorio".
"È proprio per questo che quando, nei prossimi giorni, incontreremo come Amministrazione i responsabili dell’Area Vasta 3 chiederemo chiaramente e con forza che sin da subito alcuni servizi, come quello della farmacia, siano garantiti a Recanati: bastano poche ore di un infermiere per aprire una volta a settimana lo sportello al Santa Lucia e dare risposta ad un’esigenza importante a chi sta male e ha bisogno di sentirsi le Istituzioni vicine. Ci incontreremo anche con il Comitato dei cittadini, operativo da anni sul territorio per il mantenimento dei servizi al Santa Lucia di Recanati: siamo convinti che bisogna lavorare insieme e che l’ascolto e il confronto sia il metodo più giusto per migliorare la città” conclude Paoletti.
Si amplia il progetto “Ri-Creiamo” rivolto a persone affette da demenza o Alzheimer che possono contare, grazie alla sinergia tra Comune di Civitanova Marche, Asp Paolo Ricci e associazione “Attivamente Alzheimer”, per quattro giorni a settimana, sulle attività di laboratori a loro dedicati presso la struttura polifunzionale per anziani “Villa Letizia”.
L’iniziativa, finalizzata a promuovere una cultura e una sensibilità sempre più aperta nei confronti degli anziani, con interventi di socializzazione e stimolazione cognitiva, nasce dalla collaborazione tra Asp “Paolo Ricci” e Assessorato ai Servizi Sociali del Comune, concretizzata in un protocollo d’intesa per la presa in carico di un gruppo di circa 15 anziani.
“Proseguiamo in rete un servizio di supporto alle persone con Alzheimer e alle loro famiglie – ha detto l’assessore ai Servizi sociali Barbara Capponi. Siamo ben consapevoli delle necessità di questa fascia della cittadinanza, che ha bisogno di una presa in carico non soltanto sociale, ma con il supporto specialistico per esigenze legate alla patologia clinica. L’obiettivo è strutturare nel tempo, in sinergia con l’istituzione sanitaria, un vero e proprio servizio diurno, che risponda a questa domanda sempre crescente.
I laboratori sono iniziati a gennaio con tre giornate a settimana e da marzo, grazie al contributo dell’associazione “Attivamente Alzheimer” è stata aggiunta la quarta giornata. Si svolgono dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 fino a dicembre 2024, con sospensione nel mese di agosto.
Negli anni passati, l’Assessorato ai Servizi sociali e l’ASP Paolo Ricci hanno avviato diverse iniziative in favore delle persone con demenza, anche in collaborazione con altre organizzazioni del territorio, quali il progetto sulla musicoterapia risultato di particolare gradimento.
Il costo del progetto “Ri-creiamo” è in compartecipazione suddiviso tra le famiglie, che contribuiscono con una quota mensile di euro 200,00, l’associazione Attivamente, che copre la frequenza dei laboratori della quarta giornata con un contributo mensile di € 1.819,00, il Comune e l’ASP Paolo Ricci che provvedono al finanziamento pro quota della spesa restante stimata complessivamente in € 39.650,00 di cui € 15.850,00 a carico del Comune e il conseguente onere residuo a carico dell’ASP Paolo Ricci pari ad € 23.800,00.
Gli operatori della prevenzione saranno presenti alla XXI edizione del Montelago Celtic Festival, nelle giornate del 2 e 3 agosto dalle 22:00 fino a notte fonda. Quando si parla del Montelago Celtic Festival, viene subito in mente un mondo magico fatto di musica, danze, costumi medievali e atmosfere incantate.
Da tanti anni, questo evento attira migliaia di appassionati e curiosi nel cuore delle Marche, trasformando Montelago in un luogo fuori dal tempo. Anche quest’anno gli operatori della prevenzione saranno presenti alla XXI edizione del Montelago Celtic Festival, nelle giornate del 2 e 3 agosto dalle 22:00 fino a notte fonda per sfidare gli avventori con tanti giochi, attività, quiz interattivi e premi a sorpresa.
Inoltre, in seconda serata, gli operatori offriranno etilometri gratuiti per tutti coloro che vorranno misurare il proprio tasso alcolemico. Un gesto semplice, ma fondamentale per prevenire situazioni pericolose e garantire che il divertimento resti tale. La presenza degli operatori al Montelago Celtic Festival rappresenta un segno di attenzione verso la comunità e il benessere dei partecipanti.
Un’idea semplice ma d’impatto, che unisce il piacere della festa alla responsabilità della prevenzione. Partecipare a queste attività non è solo un modo per tutelare sé stessi e gli altri, ma anche un’occasione per scoprire nuove informazioni e consigli utili. E perché no, per vincere qualche gadget che renderà ancora più memorabile la propria esperienza al festival. Stammibene e il Progetto Hazzard sono progetti di prevenzione dipendenze patologiche e promozione del benessere portati avanti dal Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’AST di Macerata in collaborazione con l’Associazione GLATAD onlus e le Cooperative PARS, COOSS e Berta80.
A partire da lunedì 29 luglio la Tac trasferita dal Covid Hospital di Civitanova Marche all'ospedale di Comunità di Recanati sarà operativa per erogare le prestazioni sanitarie alla popolazione.
"Funzionerà tutti i giorni della settimana, compreso il sabato mattino ed escluso il giovedì, perché è la giornata dedicata alle mammografie - spiega il direttore dell'unità operativa di radiodiagnostica del nosocomio civitanovese, Carlo Santurbano -. L’orario di apertura sarà dalle 10 alle 12 e a cominciare dal mese di settembre prossimo si effettuerà una volta alla settimana anche una seduta con mezzo di contrasto. I cittadini recanatesi potranno dalla prossima settimana effettuare i seguenti esami senza mezzo di contrasto: Tac cranio, massiccio facciale, colonna cervicale, dorsale e lombare, Tac del bacino e del ginocchio-gomito".
“L’operatività della Tac nell'ospedale di comunità recanatese rappresenta un valore aggiunto per l’utenza perché va ad ampliare l’offerta delle prestazioni sanitarie della nostra Ast di Macerata - dichiara il direttore generale Marco Ricci - e ci permette di smaltire le liste d’attesa in questo settore, nell’ottica di fornire risposte efficaci e rapide alle esigenze di salute dei nostri cittadini".
"Il potenziamento dell'ospedale di Recanati con una nuova Tac inizia a prendere forma - ha detto il vicepresidente della Giunta e assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini -. Si tratta di uno strumento fondamentale nel processo diagnostico e nella gestione delle liste d’attesa".
"Stiamo mantenendo gli impegni assunti nel nuovo Piano socio sanitario regionale approvato lo scorso anno, con il modello di sanità territoriale di prossimità e con i cittadini di Recanati e del suo comprensorio, e la Tac rappresenta un tassello importante nel percorso di quell’idea di potenziamento della sanità recanatese, in linea con la previsione che l’Ospedale Santa Lucia raggiunga un livello di dotazioni strumentali e di professionalità mediche tali da renderlo un punto di riferimento importante per la zona e l’intera provincia di Macerata", ha concluso Saltamartini.
Dopo tempo in cui non ho più frequentato le Terme, in passato ho lavorato molto in quelle strutture, nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di fare una chiacchierata con il dottor Pier Francesco Ferranti, presidente delle Terme di Acquasanta, rappresentante di Federterme per la Regione Marche e Presidente della nuova Associazione Terme delle Marche che sta organizzando il suo lavoro.
Considerando il periodo, da qualche mese le terme hanno ripreso l’attività con le acque dopo la pausa invernale, considerando che tanti sono i cittadini che apprezzano le terme per i benefici che recano alla loro salute e al loro benessere, e che tanti di più potrebbero essere se avessero accesso ad un’informazione più incisiva e diffusa, ho approfittato della disponibilità del dottor Ferranti per cercare di fare una buona informazione su un argomento che mi sta a cuore ed interessante per chi legge.
Dott. Ferranti, quali sono le terme delle Marche e quali le considerazioni da fare sulla loro attività?
Le Terme marchigiane attualmente attive, convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale per l’erogazione delle terapie con le acque inserite nei LEA sono 5 e precisamente: le Terme di Acquasanta, San Giacomo di Sarnano, S. Lucia di Tolentino, Frasassi di Genga e Raffaello di Petriano.
Le stazioni termali regionali storiche sarebbero di più, alcune non sono funzionanti per vari motivi, ma se le condizioni future fossero favorevoli potrebbero tornare ad essere attive Pithinum di Macerata Feltria, Montegrimano, Carignano, Aspio. Le considerazioni da fare sono di vario tipo, alcune negative ma non mancano aspetti positivi.
Nelle Marche del sud il terremoto del 2016 è stato devastante e le Terme di quel territorio (Acquasanta, Sarnano e Tolentino) hanno subito dei danni più o meno importanti e la delocalizzazione di tanti cittadini ha influito negativamente sull’affluenza. L’aspetto positivo è che quelle stazioni termali hanno saputo risolvere le loro problematiche strutturali in tempi record e ripresentare i loro servizi anche di molto migliorati.
Poi è arrivato il Covid, una tragedia a tutti i livelli che le Terme però hanno ben gestito con la sicurezza dovuta. Sarnano e Tolentino hanno attivato persino hub vaccinali. Un altro aspetto positivo è che il settore proprio nel periodo più problematico ha saputo essere punto di riferimento per sanità in generale acquisendo un’ottima considerazione.
La Regione Marche ha concesso anche una sperimentazione importantissima: l’inserimento nella convenzione della riabilitazione termale per chi già ne avesse l’accreditamento. Adesso stiamo vivendo un periodo problematico, una situazione economica di crisi strisciante; i cittadini fanno fatica a venire alle Terme, le istituzioni a confermare interessanti novità come la riabilitazione termale".
Perché Dott. Ferranti si dovrebbe fare un ciclo di terapie termali?
"Perché alle Terme è possibile prevenire e curare alcuni malanni del corpo, ma anche acquisire una sensazione di benessere rigenerante in tempi complicati. E’ assolutamente dimostrato scientificamente l’efficacia delle cure idropiniche in alcune patologie renali e del metabolismo, delle cure inalatorie in tante patologie respiratorie e della sordità rinogena, dei fanghi e dei bagni nelle patologie artroreumatiche ed anche dermatologiche.
Ci sono anche trattamenti per patologie ginecologiche, tutte terapie inserite nei LEA, erogate gratuitamente previo pagamento del ticket ma rispettando le regole dell’esenzione dal SSN. Non ci sono controindicazioni e vengono svolte in ambienti naturali e salutistici; alle terme è anche possibile accedere a servizi attrezzati per il benessere, a servizi sanitari aggiuntivi".
Dott. Ferranti, lei è il Presidente delle Terme di Acquasanta, una stazione storica e storicamente gestita dalla famiglia Ferranti. Ce ne parli.
"L’acqua sulfurea delle sorgenti di Acquasanta ha una storia antica, già i Romani portavano i soldati malmessi, reduci da battaglie sanguinose ad Acquasanta, in quanto erano già note le qualità terapeutiche delle nostre acque solfuree. La moderna storia delle terme di Acquasanta è iniziata nei primissimi anni ’40 del secolo scorso con la costituzione della Società “Nuove Terme di Acquasanta”, e la nostra famiglia sempre azionista di riferimento e protagonista dell’organizzazione e della gestione delle Terme.
Nel tempo la struttura è cambiata, sono subentrate modifiche nei servizi sanitari, negli spazi dedicati alla recettività, nella ristorazione. Le ultime modifiche di qualche anno fa con molti ambienti rinnovati, camere d’albergo di varie tipologie, ristorazione semplice ma di qualità. La nostra caratteristica storica e che ci ha permesso di essere sempre in grado di soddisfare le aspettative dei nostri pazienti è però principalmente una: la nostra acqua sulfurea utilizzata per le cure inalatorie, per la balneofangoterapia e per la cura della sordità rinogena".
Quali sono le caratteristiche di questa acqua?
"È un’acqua sulfurea, salsa, solfata, ricchissima di sali minerali determinanti nell’azione terapeutica. Nel panorama delle acque termali nazionali un caso quasi unico, la nostra acqua nei convegni medico-scientifici del settore è spesso indicata come parametro di misura per la valutazione di altre acque. L'efficacia è dimostrata superiore con un consistente allungamento dei tempi di preservazione dall’eventuale patologia".
Grazie Dr. Ferranti.
L’Azienda sanitaria territoriale di Macerata ha provveduto all’assunzione di sei psichiatri a tempo determinato e orario ridotto, in quanto si tratta di specializzandi che trasformeranno a tempo indeterminato il loro rapporto a seguito del conseguimento del titolo di specializzazione.
"Esprimo soddisfazione e ringrazio per l'attenzione prestata alla salute mentale. Negli ultimi anni, non solo in conseguenza del Covid, si è assistito ad aumento della psicopatologia specialmente nelle fasce di popolazione più fragili - afferma il direttore del Dipartimento di Salute Mentale Stefano Nassini. - In particolare negli adolescenti e nei giovani adulti, si assiste ad aumento dei disturbi dell'umore e d'ansia, così come sono in aumento i disturbi della condotta alimentare.
"Oltre a questo, a causa del mutato rapporto tra determinanti ambientali, sociali e biologici, vi è un aumento dalla richiesta di assistenza psichiatrica nella popolazione generale, a cui un’azienda sanitaria deve essere in grado di dare risposta".
“Considerata l’urgenza di garantire i livelli essenziali delle prestazioni in un settore molto delicato, quale è la psichiatria, che di recente nell’Ast di Macerata ha registrato posti vacanti a vario titolo, per collocamenti a riposo o recessi volontari, - dichiara il direttore Generale Marco Ricci - la direzione ha ritenuto necessario assumere tutti i candidati risultati idonei nel concorso espletato per il profilo di diirigente medico di Psichiatria”.
“La carenza di specialisti è la criticità più importante che il nostro sistema sanitario si trova a dover fronteggiare, un problema nazionale che nasce nei decenni scorsi a causa dell’errata programmazione dei futuri medici, insufficienti a garantire il necessario turnover. – sottolinea il vicepresidente della Giunta e assessore alla Sanità della Regione Marche Filippo Saltamartini -.
"Una carenza che si fa sentire anche nella salute mentale dove le diagnosi di disturbi sono in crescita. Queste nuove assunzioni sono finalizzate a rispondere al bisogno di salute dei cittadini, equilibrando le forze in campo. Stiamo investendo per potenziare gli organici negli ospedali e nei territori perché più personale significa meno attese e una sanità più efficiente”.
Assunzione anche di un architetto per l’Unità Operativa Patrimonio, Nuove Opere e Attività Tecniche, che soprattutto in questo periodo necessita di risorse professionali aggiuntive per far fronte alla gravosa mole di adempimenti e lavori del Pnrr.
All’ultimo consiglio comunale la consigliera comunale del gruppo misto Sabrina de Padova ha presentato un ordine del giorno, dove ha invitato il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli a farsi portavoce presso la regione sulle problematiche delle liste d’attesa. “Spesso le liste sono bloccate e i tempi d’attesa risultano di anni, in evidenzia negazione del diritto del cittadino a curarsi”. Spiega la consigliera.
“Vorrei ricordare l’articolo 32 della costituzione cita: la Repubblica tutela la salute o meglio ‘dovrebbe tutelare’ la salute sia come fondamentale diritto dell’individuo, sia come interesse della collettività – continua De Padova -. Purtroppo non c’è più il diritto a curarsi anche per chi ha priorità, poiché invalido o disabile, poiché le liste d’attesa sono chiuse, e non ci sono posti neanche per le categorie deboli”.
La consigliera ricorda che ad aprile si è tenuto il piano regionale per abbattere le liste d’attesa si è deciso per il 2024 di stanziare 13.260.000 euro. “Si tratta solo dello 0,4% del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale cui concorre lo Stato per il 2024, destinato a prestazioni ambulatoriali, ricoveri e screening. Quindi un finanziamento bassissimo considerando che la percentuale di popolazione anziana in Italia è alta”.
“Questo evidenzia che non c’è la volontà effettiva di voler colmare il divario tra offerta e richiesta poiché la destinazione è minima. Vorrei ricordare che esiste un decreto legislativo n. 24 del 29/4/98 che dichiara che il malato possa rivolgersi al privato chiedendo successivamente al sistema sanitario nazionale il rimborso delle spese effettuate - approfondisce la questione la consigliera - Pertanto si evince un palese disagio da parte dei cittadini che hanno necessità di usufruire del servizio sanitario pubblico. Mi riferisco in particolar modo agli accertamenti che vengono prenotati e che saranno spesso effettuati dopo anni dalla prenotazione, lontano dalla propria abitazione, con costi esorbitanti in quanto spesso sono costretti a ricorrere a strutture private senza convenzione”.
Conclude poi: “Molti cittadini non possono aspettare di sottoporsi a controlli medici con tempistiche di prenotazione così distanti (spesso da alcuni mesi, casi molto rari, fino anche a 2 anni), non possono permettersi di pagare di tasca propria visite specialistiche ed esami, soprattutto sono impossibilitati a raggiungere altri centri della regione e a volte fuori regione dove gli accertamenti vengono eseguiti velocemente, senza tempi d’attesa lunghi.Vista la legge del 1992, che rafforza il ruolo dei sindaci nel territorio, con la conferenza dei sindaci per ogni Ast, si è chiesto al sindaco di farsi portavoce delle problematiche della città di Macerata e non di ascoltare e assistere passivamente alla passerella dei responsabili regionali”.
L'utilizzo dell'intelligenza artificiale (IA) è la principale novità del nuovo punto salute che l'Inrca ha inaugurato oggi a San Ginesio, nel cuore dell’entroterra maceratese. Presenti il vicepresidente con delega alla sanità Filippo Saltamartini, il direttore generale Inrca Maria Capalbo e il sindaco del comune Giuliano Ciabocco.
Tra le applicazioni dell’IA la tele-refertazione dell’Ecg dinamico: i dispositivi indossabili, monitorando l'attività elettrica del cuore per 24 ore e oltre, producono una grande quantità di dati che impiegherebbero molto tempo per essere analizzati. Il software di IA invece, grazie agli algoritmi adottati, è in grado di analizzare i dati rapidamente, identificando anomalie come aritmie, fibrillazioni atriali e altre irregolarità del ritmo cardiaco, generando un report preliminare a disposizione del medico, che può poi confrontarlo con i dati grezzi del tracciato.
“La digitalizzazione ha portato le professionalità dell'Inrca fino a San Ginesio - ha dichiarato Filippo Saltamartini – il tema centrale della sanità è la carenza di medici: per formare un medico ci vogliono 10 anni, e 10 anni fa è stata programmata la formazione di soli 10 mila medici in Italia di cui solo 6 mila specializzati mentre quest’anno il turn over è di 15 mila medici. Per questo ampie zone rimangono sprovviste di Medici di Medicina Generale e Pediatri. Noi abbiamo provveduto a formare più medici ma, fino a quando non avranno completato il loro percorso, questi Punti Salute serviranno a garantire un servizio di prossimità, soprattutto in zone con popolazione anziana e in comuni come questo che sono stati profondamente colpiti dal sisma.
"La regione Marche è stata pioniera perché ha programmato l’apertura di 50 di questi Punti, che nascono da un progetto Inrca - ha concluso Saltamartini -. Ora il Ministero e le altre regioni vogliono esportare il nostro modello. L’approvazione del decreto nazionale sulle liste di attesa intanto ci aiuta introducendo due importanti novità: l’abolizione dell’attuale tetto di spesa per il personale (oggi è l’organico del 2004 meno l’1,4%) e la detassazione delle prestazioni aggiuntive (non più al 43% ma solo al 15%)".
"L'intelligenza artificiale, abbinata alla telemedicina, permette di migliorare la precisione diagnostica e di ridurre i tempi di refertazione con aumento dell’efficienza del processo: se la telerefertazione di un Ecg dinamico prima richiedeva al professionista cardiologo 50 minuti, ora grazie all’IA i tempi si riducono a 5-6 minuti – ha spiegato la dg Maria Capalbo – i Punti Salute, gestiti dall’Infermiere di comunità, rappresentano un approccio innovativo e reale con semplificazione degli accessi e degli esiti diagnostici, oltre a consentire una considerevole riduzione delle liste d’attesa. Grazie alla competenza del nostro personale il territorio potrà contare su postazioni tecnologicamente avanzate e la gestione del paziente sarà condivisa e multidisciplinare”.
I punti salute nascono per rispondere alla carenza di medici e ai bisogni di una società che invecchia, contribuiscono a ridurre il numero di accessi impropri in pronto soccorso, con effetti immediatamente riscontrabili sui tempi della specialistica ambulatoriale e alleggerendo la domanda sul sistema ospedaliero. L’esperienza di San Ginesio è partita nel 2018 grazie ad un Health Point, un punto di telemedicina, con i device donati dalla Fondazione Merloni (presente oggi il vicepresidente Gian Mario Spacca) che si arricchisce dell’esperienza e delle professionalità Inrca.
A San Ginesio verranno effettuate: la rilevazione dei parametri vitali come saturazione e pressione arteriosa, esami cardiologici (elettrocardiogramma, Holter pressorio ed ECG holter), spirometria ed esami dermatologici. Il medico specialista effettuerà la refertazione e la valutazione del problema on-line entro 48-72 ore. L’ambulatorio è rivolto alla sola erogazione di prestazioni non urgenti: sarà aperto nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 8.30 alle 12:30 e il martedì e il giovedì dalle 8:30 alle 13. L’accesso avviene tramite prescrizione del Medico di Medicina Generale e la prenotazione si effettua contattando telefonicamente il Cup o recandosi presso gli sportelli Cup dell'Inrca o chiamando i numeri: 0733654806 o 3398768053.
Questo è il quinto Punto Salute inaugurato da Inrca nell’ultimo anno dopo Acquasanta Terme, Appignano, Osimo presso la Lega del Filo d’Oro e Castelraimondo.
Il gruppo medico Associati Fisiomed manterrà aperti i suoi centri ad agosto. Non è una novità, anzi è ormai una consuetudine dal 2017. "La novità quest’anno sarà data dalla possibilità di giovarsi dei macchinari all’avanguardia (come la nuova risonanza magnetica ad alto campo, la nuova Tac) - spiega il gruppo medico - e del confort della nuova sede inaugurata ad ottobre a Sforzacosta in via Giovanni XXIII.
Il gruppo medico Fisiomed sarà operativo pertanto nei due poli di Sforzacosta, a Tolentino, Corridonia e Civitanova, e ribadisce l’impegno e il ruolo assunti da anni nel territorio maceratese. "Un esempio virtuoso davvero vicino alle esigenze dei cittadini. D’altronde l’attività qui non è mai stata interrotta, nemmeno nel periodo più critico della pandemia, fornendo invece prestazioni preziose per molti pazienti, nonché risposte veloci a chi ne aveva bisogno. Specialisti medici e il personale hanno deciso di spalmare le loro ferie negli altri periodi dell’anno: per noi la protezione della salute dei pazienti viene prima di tutto", conclude.
"Dopo un infarto e tre arresti cardiaci sono viva e sto bene grazie al perfetto funzionamento della macchina del soccorso. Un grazie di cuore a tutti gli operatori sanitari del 118, del pronto soccorso, del servizio di emodinamica, delle unità operative di rianimazione, Utic e cardiologia dell'ospedale di Macerata".
Bianca Maria Gentilozzi ha affidato ad una lettera aperta inviata alla nostra redazione la sua gratitudine per il personale sanitario del nosocomio cittadino. "Se oggi sono qui a raccontare la mia storia a lieto fine - scrive - è grazie a tutti gli operatori dei servizi di emergenza che, con efficacia ed efficienza, sono intervenuti con grande professionalità, senza perdere tempo prezioso".
"Grazie di cuore alla mia cara amica Simona Porzi che ha avuto l'intuizione di chiamare i soccorsi, nonostante la mia reticenza, il 3 luglio scorso mentre eravamo impegnate in un'attività di volontariato presso la Parrocchia Santa Madre di Dio. Grazie alla mia famiglia, agli amici, conoscenti e tutti coloro che mi sono stati vicini. Viva la vita", conclude nella commossa lettera Bianca Maria, che potrà riabbracciare le sue tre figlie dopo la grande paura.
È stato effettuato nel reparto di urologia dell'ospedale di Macerata, diretto dalla dottoressa Lucilla Servi, un intervento innovativo e mininvasivo di chirurgia endoscopica per trattare una stenosi uretrale.
Si tratta di una patologia molto diffusa, prevalentemente nella popolazione giovane, caratterizzata da una costrizione progressiva dell'uretra che può sviluppare un’ostruzione della stessa, sviluppando dei sintomi immediati o conseguenze secondarie quali cistiti e prostatiti.
È più frequente nell'uomo e rara nella donna, ma può interessare l'uretra in qualsiasi tratto. La stenosi uretrale storicamente era associata alle infezioni dovute a malattie trasmesse sessualmente, ma può dipendere anche da traumi, ad esempio caduta su ringhiere, da bici o per patologie congenite (valvole uretrali) o acquisite (procedure mediche o chirurgiche).
Molti pazienti si presentano con varie tipologie di disturbi che vanno dall'esitazione minzionale ad un flusso ridotto, al gocciolamento post-minzionale oppure ad una sensazione di incompleto svuotamento.
"L'intervento è stato eseguito utilizzando un dispositivo di recente concezione, innovativo e mininvasivo - spiega la dottoressa Servi - che, grazie alla farmaco-cinesi e alla dilatazione atraumatica operata da un palloncino gonfiabile in grado di dilatare il tratto di uretra ristretto, può risolvere il problema della stenosi uretrale".
"La rapidità della procedura, eseguita in circa 12 minuti, con una sedo analgesia predisposta dall'equipe di Anestesia e Rianimazione - aggiunge la direttrice dell'unità operativa dell'urologia maceratese - consente di non impegnare tempo prezioso di sala operatoria, il cui risparmio agevola nella gestione dello smaltimento delle liste di attesa".
"La mininvasività dell'intervento effettuato è stata resa possibile anche grazie alla strumentazione endoscopica in dotazione al reparto. Sono circa 50 i pazienti l’anno che noi trattiamo con questa patologia di età variabile, tra i 20 e i 65 anni", conclude Servi.
"Un’ulteriore dimostrazione di come nell'azienda sanitaria territoriale di Macerata il personale sia capace di coniugare innovazione tecnologica con elevate competenze professionali per garantire risposte di salute rapide ed efficaci ai pazienti", dichiara il direttore generale dell'Ast Marco Ricci.
"La Giunta regionale dal suo insediamento sta investendo molto in dotazioni tecnologiche - dichiara il vicepresidente della giunta e assessore alla sanità della regione Marche, Filippo Saltamartini - e questo consente alle Aziende Sanitarie Territoriali di poter esprimere al meglio le potenzialità del personale per offrire ai cittadini marchigiani trattamenti sempre più all’avanguardia. Continuiamo a lavorare per rendere la sanità sempre più efficiente e tempestiva, e per garantire il potenziamento degli organici".
L’appalto dei lavori di realizzazione della casa di comunità e residenza protetta per anziani non autosufficienti nel comune di Civitanova, è stato aggiudicato per un finanziamento di importo totale di 3.800.000 euro, di cui 1.050.000 euro con fondi Pnrr e con fondi regionali per 2.750.000 euro.
L’aggiudicazione riguarda la costruzione di un nuovo fabbricato, sito in via Abruzzo, nelle immediate vicinanze del poliambulatorio esistente. La nuova struttura prevede all’interno ambulatori specialistici, dei medici di medicina generale e della guardia medica, oltre alla residenza protetta per anziani non autosufficienti con 20 posti letto in totale.
"Nella nostra Ast di Macerata saranno realizzate sette Case di Comunità, questo appalto è il sesto dopo quelli già aggiudicati e che riguardano Camerino, San Severino, Recanati, Macerata, Corridonia. – dichiara il direttore generale dell’azienda sanitaria territoriale di Macerata, Marco Ricci - Partiranno a breve i lavori del Primo Lotto, parliamo di una struttura che va a potenziare i servizi sanitari erogati nei confronti della comunità costiera e che si trova in una zona facilmente raggiungibile dai cittadini".
"Con questa nuova organizzazione potenziamo la sanità territoriale, alleviando la pressione sulle strutture ospedaliere causata dalla carenza di medici. Stiamo lavorando per dare vita ad un nuovo modello di sanità, più vicina alla popolazione e ai bisogni sanitari e socio-sanitari, e più tempestiva nelle risposte”, dichiara il vicepresidente della Giunta e assessore alla sanità della regione Marche, Filippo Saltamartini.
La realizzazione della casa di comunità è suddivisa in due lotti e ora è stato aggiudicato l'appalto per il lotto 1. L'edificio ospiterà al primo piano gli ambulatori specialistici, dei medici di medicina generale e della guardia medica con relativi servizi di supporto per un totale di circa 395 metri quadrati, mentre al piano terra si troveranno parte degli ambienti di servizio per la fruizione del primo piano.
La porzione di fabbricato a due piani si svilupperà parallelamente al poliambulatorio esistente, in prossimità del parcheggio esistente e gli ambulatori che si realizzeranno saranno a completamento di quelli già presenti nel poliambulatorio.
Nello specifico, dal punto di vista distributivo, l’intervento è caratterizzato, al piano terra, da una bussola di ingresso, un locale accoglienza/informazioni, due servizi igienici con antibagno, un disimpegno che dà accesso sia alla residenza Protetta che alla scala e all’ascensore che portano al primo piano degli ambulatori.
Al primo piano sono previsti: una sala di attesa con affaccio sulla terrazza esterna, una zona accettazione, amministrazione, archivio, due servizi igienici per il pubblico con antibagno, due sale per l’esecuzione delle prestazioni sanitarie con doppio accesso (sia dal corridoio di distribuzione degli ambulatori che dalla zona di accettazione e attesa), sette sale per l’esecuzione delle prestazioni sanitarie, locali di servizio e due spogliatoi per il personale con servizi igienici e docce, separati in maschile e femminile.
Il lotto 2, invece, comprenderà, al piano terra, la realizzazione della residenza protetta per anziani non autosufficienti, il completamento delle aree lasciate al grezzo in fase di lotto 1 e la finitura delle aree esterne destinate a parcheggio e a verde.
E’ stata eseguita con successo nell'unità operativa di ginecologia e ostetricia dell'ospedale di Civitanova, diretta dal dottor Filiberto Di Prospero, e per la prima volta nella Regione Marche una tecnica chirurgica innovativa su due pazienti affette da grave prolasso genitale.
La metodologia introdotta comporta numerosi vantaggi per le pazienti, perchè oltre ad essere mini-invasiva, riduce i tempi operatori e di ospedalizzazione e non necessita di anestesia generale, quindi comporta rapidi tempi di recupero e una maggiore sicurezza per la donna.
“Si utilizza una particolare protesi titanizzata altamente biocompatibile, che viene introdotta per via vaginale senza necessità di punti di ancoraggio, – spiega il primario Di Prospero – che spesso sono causa di temibili sanguinamenti intra-operatori e dolori cronici. Il tutto avviene nell’assoluto rispetto della fisiologia e dell’anatomia, condizione indispensabile per abbattere complicanze e garantire un’ottima qualità di vita futura. La paziente si alimenta la sera stessa dell’operazione e viene dimessa dopo due giorni, con un veloce ritorno alla normalità”.
Da anni il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Civitanova è punto di riferimento in questo tipo di interventi di chirurgia vaginale, in particolare nel trattamento del prolasso vescicale, uterino e dell’incontinenza urinaria nella donna.
Vengono effettuati circa mille interventi chirurgici l’anno, dei quali almeno 90 sono quelli maggiori condotti per via vaginale per queste problematiche, con una domanda crescente di assistenza, sia a livello territoriale che da fuori Regione.
"Questa tecnica protesica è indicata in donne che presentano gravi recidive di prolasso genitale vescicale e uterino dopo precedenti tentativi chirurgici - precisa il Filiberto Di Prospero -, e per quelle che hanno un completo cedimento strutturale del pavimento pelvico (prolasso della cupola vaginale) dopo una precedente asportazione dell'utero. Si tratta di situazioni particolarmente gravi e invalidanti, che determinano un impedimento non solo nelle normali attività quotidiane, ma anche difficoltà nella minzione, nella defecazione e nella sessualità. Trattiamo questi problemi sia nei nostri ambulatori ospedalieri, ma anche a livello territoriale dove particolare attenzione è rivolta alla prevenzione e riabilitazione nei principali momenti di rischio come la gravidanza, il parto, la menopausa e la post-menopausa".
"Ringrazio il dottor Di Prospero e la sua equipe perché questa innovativa tecnica utilizzata nella nostra Azienda sanitaria contribuisce a migliorare le prestazioni che eroghiamo ai cittadini, garantendo una maggiore sicurezza delle cure e indubbi benefici sulla qualità di vita delle pazienti", afferma il direttore generale dell’Ast di Macerata Marco Ricci. Lo scorso 10 giugno è stato organizzato dalla U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia di Civitanova anche un convegno su prolasso genitale e incontinenza urinaria.
In quell’occasione se ne è parlato in termini di problema sociale proprio per l’alta incidenza fra la popolazione femminile e per i costi sanitari. L’ equipe presente all’intervento chirurgico era composta dal direttore dell’Unità Filiberto Di Prospero, dai ginecologi Silvia Battistoni e Elisabetta Garbati, l’anestesista Francesco Antolini, gli infermieri Alessio Olivieri, Pierini Rossella ed Esmeralda Isopi.
"Desidero ringraziare tutte le figure professionali coinvolte in questo progetto - conclude il dottor Di Prospero - a cominciare dalle coordinatrici Infermieristiche della nostra U.O.C. Laura Pompini e del Blocco Operatorio Stefania Laici per il grande lavoro organizzativo svolto in questi giorni".
Esprime orgoglio e apprezzamento il vice presidente della Giunta e assessore alla sanità della Regione Marche Filippo Saltamartini, che parla di "una sanità", quella marchigiana, "moderna e in grado di compiere ogni giorno un lavoro straordinario, grazie alle grandi professionalità che fanno parte del sistema. Questa tecnica chirurgica innovativa, che permette alle pazienti di tornare a casa dopo due giorni, è l’espressione di un costante impegno volto al miglioramento dei servizi sanitari erogati ai marchigiani e i progressi si registrano costantemente. Come Giunta stiamo lavorando al potenziamento dei servizi, per rendere la sanità più efficiente e vicina ai bisogni di cura dei cittadini".
Sabato 20 luglio, il principe Emanuele Filiberto di Savoia, XXVII duca di Savoia, ha voluto visitare il Centro Orizzonte della Cooperativa sociale Il Faro di Macerata e conoscere chi vive quotidianamente la disabilità.
Durante la visita c’è stato anche il saluto della vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali del Comune di Macerata, Francesca D’Alessandro, e del presidente della Cooperativa Sociale Il Faro, Marcello Naldini: una doppia presenza che conferma e ribadisce la forte collaborazione tra l’amministrazione comunale e la Cooperativa.
La visita è avvenuta a seguito della cena, con ospiti illustri e personaggi di rilievo, voluta dal principe stesso per raccogliere fondi a sostegno dei progetti educativi destinati ai 50 bambini e bambine che seguono il Centro.
Della Cooperativa Il Faro hanno presenziato Beatrice Pini, responsabile Centro Servizi del Centro Orizzonte di Macerata, il dottor Marco Gentili, psicologo, neuropsicologo e direttore sanitario del Centro Servizi Orizzonte di Macerata, e Ilaria Gallucci, coordinatrice del Centro.
“Al Cento Orizzonte, centro ambulatoriale e riabilitativo accreditato a livello di eccellenza dalla Regione Marche ci occupiamo della prevenzione, della diagnosi e dei trattamenti dei disturbi del neurosviluppo in età evolutiva”, si legge in una nota della cooperativa. Dietro i bambini e le bambine seguiti, 50 famiglie, hanno ricevuto una doccia fredda di fronte alla diagnosi, e si sono rivolte al nostro Centro”.
“Alcune di queste famiglie hanno più figli o figlie che rientrano nello spettro autistico. In Italia, i dati dell’Osservatorio nazionale parlano di 1 diagnosi di autismo su 77 (età 7-9 anni), con una prevalenza maggiore nei maschi, che sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle bambine”.
“Attraverso la cena solidale avvenuta il 19 luglio, a San Benedetto del Tronto, il principe Emanuele Filiberto ha fornito un sostegno importante al nostro Centro, riuscendo inoltre a creare un importante momento di sensibilizzazione su questa tematica”.
Ancora un gesto di grande generosità da parte dell’imprenditore Niccola Rossi dell’Azienda agricola Troticultura di Sefro a favore dell’Ospedale di Camerino.
Stamattina la Conferenza stampa si è svolta nel nosocomio alla presenza del direttore generale dell’Ast di Macerata Marco Ricci, del direttore sanitario Daniela Corsi, di tutti i Primari dell’ospedale e di numerose autorità militari e civili intervenute, tra cui il consigliere regionale Renzo Marinelli, i sindaci di Camerino Roberto Lucarelli, di Matelica Denis Cingolani, di Visso Rosella Sensi e il presidente dell’associazione di Volontario IoNonCrollo Claudio Cingolani.
Non è la prima volta che il noto imprenditore dimostra concretamente il suo attaccamento al territorio montano dove svolge la sua attività imprenditoriale, in particolare contribuendo con cospicue donazioni all’acquisto di attrezzature sanitarie per rendere più attrattivi i servizi sanitari erogati nell’entroterra.
Stavolta Lino Rossi ha elargito un finanziamento all’Associazione di volontariato camerte IoNonCrollo che sono serviti ad acquistare un ecografo digitale carrellato per l’Unità Operativa di Medicina Interna della struttura ospedaliera montana, diretta dalla dottoressa Anna Maria Schimizzi.
“L’ecografo Logiq Totus è uno strumento multifunzione dal design leggero e portatile, in grado di ottenere immagini di alta risoluzione in una gamma completa di applicazioni, dal sistema cardiovascolare agli organi parenchimatosi, articolazioni, cute e sottocute. – spiega Schimizzi – E’ dotato di strumenti avanzati quali l’elastografia 2D Shear Wave e l’Ultrasound Attenuation Parameter (UGAP) per gestire casi clinici complessi”.
“Ogni donazione dei privati alla sanità pubblica è un riconoscimento del nostro impegno quotidiano come Azienda Sanitaria per garantire risposta ai bisogni di salute della popolazione – dichiara Marco Ricci - e ringraziamo l’imprenditore Lino Rossi per la fiducia accordataci e per la volontà concreta di migliorare l’offerta dei servizi erogati dal nostro Ospedale di Camerino, che può contare su personale medico e sanitario competente e motivato”.
Commosse le parole di Lino Rossi presente alla Conferenza insieme alla moglie Luisa e al figlio Roberto: “Per me è un piacere donare, lo faccio con tutto il cuore verso l’Ospedale di Camerino, cui sono molto legato. Ho avuto una grande disgrazia nella vita perché ho perso una figlia in giovane età e quando la accompagnavo a curarsi in giro nelle varie strutture, è stata lei ad esprimere il desiderio di fare donazioni agli Ospedali. Per me significa mettere in atto la sua volontà, dando il mio contributo al territorio in cui vivo e lavoro”.
"Stiamo lavorando per rendere la sanità più efficiente in questo territorio - ha detto il vice presidente della Giunta e Assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini - e l'Ospedale di Camerino deve diventare una 'Ferrari', solo così potremo garantire il diritto alla salute dei cittadini di questa area". Saltamartini ha sottolineato l'importanza dell'azione di potenziamento del personale, che sta portando avanti l'attuale giunta regionale di centrodestra, attraverso nuove assunzioni e un incremento importante del numero di borse di studio" azioni che puntano a colmare la cronica carenza di personale legata "alle scelte errate in termini di programmazione compiute nell'ultimo decennio dai governi Pd".
"Il Partito Democratico - ha aggiunto - aveva programmato e formato un numero insufficiente di medici: ne ha programmati circa 10mila e specializzati solo 6mila, ma ne sono andati in pensione 15mila. E' paradossale che il Pd, che ha tagliato il fondo sanitario nazionale dal 2012 in poi, ora critichi noi del centrodestra lamentando una carenza dei servizi sanitari che è stata causata proprio dalle conseguenze delle scelte errate compiute dai loro governi". Saltamartini ha sottolineato che il Governo nazionale attualmente in carica è l'unico ad aver aumentato il tetto di spesa per l'assunzione di nuovo personale e ad aver incrementato il fondo sanitario nazionale per la prima volta dopo anni, questi sono fatti concreti, non chiacchiere. La sanità pubblica era stata abbandonata dai governi Pd, sia a livello nazionale che a livello regionale, nelle Marche, dove sono stati chiusi 13 ospedali".
La cataratta è una patologia che interviene pesantemente sulla funzionalità del senso della vista con progressiva riduzione della percezione e della qualità delle immagini. Da studi eseguiti soprattutto negli Stati Uniti è stato rilevato che senza differenza di genere circa 1 persona su 5 dai 65 ai 75 anni può essere colpita da cataratta, addirittura 1 su 2 dai 75 anni in poi. Negli ultimi decenni, soprattutto nel mondo occidentale, la cataratta è stata molto studiata e si sono individuati trattamenti terapeutici chirurgici molto efficaci.
Nelle parti del mondo dove ancora non è possibile avere servizi di questo tipo, secondo le osservazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cataratta è la prima causa di cecità.
Il dottor Cristian Pollio, direttore del “Centro Oculistico Pollio” di Chieti e responsabile del servizio oculistico del centro medico Associati Fisiomed di Sforzacosta di Macerata ci ha fornito alcune informazioni sull’argomento.
Dr. Pollio, che cos’è la cataratta?
La cataratta è l’opacizzazione di una lente (il cristallino) che si trova all’interno dell’occhio. Il cristallino è una lente che permette di mettere a fuoco le immagini sulla retina, con il tempo il cristallino si opacizza e viene la cataratta.
Quali sono le cause e quali i sintomi ?
Tra le cause della cataratta vanno annoverate la familiarità e poi una serie di fattori specifici quali:
- L’età
- L’esposizione non protetta ai raggi ultravioletti
- I traumi agli occhi
- L’uso di farmaci come i cortisonici
- Malattie sistemiche quali il diabete
- Malattie oculari quali il glaucoma e la miopia elevata possono predisporre al formarsi della cataratta.
Il sintomo più importante è una progressiva perdita della vista. Inizialmente i disagi visivi sono modesti perché l’opacizzazione del cristallino può essere circoscritta a piccole aree, ma con il passare del tempo compaiono i seguenti sintomi:
- Vista appannata
- Elevata sensibilità alla luce con sensazioni di abbagliamento (gli oggetti illuminati sembrano circondati da aloni, fastidio alla luce solare)
- Riduzione della visibilità di notte
- Diminuzione del contrasto delle immagini (i colori appaiono sbiaditi)
- Variazione di miopia, astigmatismo o ipermetropia
Qual è la terapia di elezione?
La terapia è esclusivamente chirurgica e consiste nella sostituzione del cristallino con una lente intraoculare equivalente. L’intervento non è doloroso e viene effettuato con tecnologie innovative. E’ da sottolineare che l’informazione comune sull’intervento di cataratta lo descrive molto semplice, di breve durata e con un risultato quasi sempre positivo.
La mia esperienza di chirurgo oculista che ha a che fare con questa patologia da molto tempo mi suggerisce di dire che nella maggioranza dei casi è così, ma possono esserci anche degli interventi complicati e difficili soprattutto quando non si è intervenuti nei tempi giusti appena evidenziata la diagnosi e quando il paziente ha delle patologie coesistenti che possono creare complicanze. Un esempio abbastanza emblematico e per certi versi anche difficilmente comprensibile dai non addetti è l’utilizzo di una categoria di farmaci (Alfalitici) utilizzati nella terapia dell’ipertrofia prostatica, in quanto non permettono un’efficace dilatazione della pupilla, rendendo più problematiche le pratiche chirurgiche.
Quali le attenzioni e quali i benefici dopo l’intervento?
L’intervento di breve durata viene eseguito in anestesia locale, il paziente torna a casa circa un’ora dopo e deve osservare delle semplici precauzioni:
- non sollevare pesi per una settimana
- astenersi dalla pratica dello sport per un mese è consigliabile
- non toccare l’occhio operato per una settimana è fondamentale
- è buona norma non dormire dal lato dell’occhio operato per qualche giorno
- fare la doccia, lavare i capelli, prestando attenzione a non far penetrare sapone o shampoo negli occhi è possibile dopo i primi due giorni
- seguire attentamente la terapia prescritta.
I benefici possono essere così sintetizzati:
- si comincia a vedere meglio già dopo 4-5 ore
- il primo giorno seguente si vede bene e non si ha nessun fastidio
- guardare la televisione, usare il computer e guidare è possibile già dal giorno seguente l’intervento di cataratta. Conviene sempre chiedere al proprio oculista al controllo che viene eseguito il giorno dopo l’intervento.
Se non si interviene, quali sono i rischi?
La perdita progressiva della vista, fino ad arrivare in certi casi alla cecità o all’accentuazione dei deficit visivi e progressivo aumento della difficoltà chirurgiva. Nei Paesi in cui questo tipo di intervento è molto raro la cataratta rappresenta la prima causa di cecità.
Dr. Pollio, la sua cultura specialistica e la sua esperienza hanno acquisito nei centri dove opera un’autorevolezza riscontrabile anche in pazienti conosciuti che l’hanno ringraziata pubblicamente
E’ vero, lo dico solo perché ne hanno parlato loro stessi ringraziandomi. Proprio la settimana scorsa nel nostro centro oculistico di Chieti è stato operato di cataratta Vittorio Sgarbi con esito positivo, un intervento abbastanza complesso perché per sua ammissione aveva trascurato a lungo il problema. Nel centro Associati Fisiomed di Macerata ho avuto l’occasione di curare per problematiche diverse, ma impegnative un campione del mondo di calcio, Massimo Oddo e una personalità molto conosciuta ed apprezzata nelle Marche, il Cardinale Edoardo Menichelli entrambi successivamente operati.
Il distretto di Civitanova Marche dell’Ast di Macerata ha un nuovo direttore dopo il pensionamento del dottor Gianni Turchetti e dopo la reggenza come facente funzioni del dottor Lorenzo Mazzanti, anche lui prossimo ormai alla quiescenza.
È stato conferito l’incarico quinquennale di direttore di struttura complessa dell’Unità Operativa Organizzazione dei servizi sanitari di base per il distretto costiero al dottor Pier Daniel Ruggiero, primo della graduatoria del concorso appena espletato. Il dottor Ruggiero, classe 1976, proviene dalla Regione Umbria dove svolgeva l’incarico di responsabile del Centro di Salute di Gubbio.
“Sul fronte del personale, con la finalità di garantire l’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni e anche la copertura dei turni di lavoro nel periodo delle ferie estive, si registrano le assunzioni a tempo determinato e a titolo straordinario di 12 infermieri, 8 operatori Socio sanitari e un’ostetrica”, si legge in una nota dell’Ast.
“Ulteriori 9 infermieri, invece, sono stati assunti a tempo determinato e a titolo straordinario per implementare le Centrali Operative Territoriali (COT), di cui al Pnrr Missione 6C1”.
“Stiamo continuando ad investire nella sanità del maceratese – evidenzia il vicepresidente della Giunta e assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini -: le nuove assunzioni di personale rappresentano una boccata di ossigeno per fronteggiare una carenza cronica, che è alla base delle problematiche presenti nella sanità delle Marche e nel resto del Paese, come le liste di attesa. Questi sono risultati concreti che segnano un cambio di passo rispetto al passato, nell’ottica di un potenziamento dei servizi sanitari erogati ai marchigiani”.
Immagini migliori in tempi più brevi. Da qualche giorno il Gruppo Medico Fisiomed, cinque sedi distribuite in provincia di Macerata, utilizza il nuovo software che incrementa considerevolmente le prestazioni della Risonanza Magnetica ad alto campo, peraltro già all'avanguardia.
Si chiama Compressed Sense e si tratta dell'applicazione del principio di Compressed Sensing abbinato a dS SENSE, il metodo di Philips dell’imaging parallelo. Una nuova risorsa garantita dall'algoritmo dell’intelligenza artificiale applicata ad ogni tipologia di Risonanza Magnetica.
L'applicazione di tale tecnica innovativa permette di accelerare le singole sequenze RM, una velocità di scansione maggiore che significa riduzione sensibile dei tempi dell’esame stesso. Il tempo risparmiato con Compressed SENSE permette di aumentare la produttività e l'affidabilità diagnostica, migliorando al contempo il comfort per il paziente. Chi deve sottoporsi a una risonanza magnetica, infatti, può provare ansia e nervosismo a causa del suono prodotto dallo scanner di RM e del tempo da trascorrere all'interno di uno spazio chiuso.
Abbreviando le scansioni, il software Compressed SENSE AI, libera e crea oltre il 67% di tempo in più.La tecnologia basata sull’intelligenza artificiale, sempre più presente nel mondo della medicina, è stata sperimentata da Fisiomed riscontrando altri benefici. Il nuovo software è in grado di fornire scansioni nettamente migliori, più accurate e nitide, poiché riesce a selezionare in anticipo le immagini capendo automaticamente quali sono quelle più utili e imposta il formato più congeniale.
Nelle tecniche di scansione RM convenzionali, l'imaging ad alta risoluzione richiede tempi di scansione maggiori. Compressed SENSE invece consente di ottenere rapidamente, in meno di 5 minuti, immagini isotropiche in 3D inferiori al millimetro (0,7), agevolando così la diagnosi delle parti anatomiche e dei pazienti impegnativi.
Nella scansione della mammella, ad esempio, l'alta risoluzione è importante perché consente di identificare lesioni mammarie molto piccole. Il tutto naturalmente avviene sotto la supervisione, il controllo e la competenza dei migliori specialisti e professionisti sanitari che rappresentano la grande famiglia Fisiomed.
Questa mattina, presso la sala convegni dell'Ospedale di Macerata, si è tenuta una conferenza stampa in occasione della donazione di attrezzature sanitarie all’Unità Operativa di Diabetologia dell’Ospedale di Macerata, diretta dal dottor Gabriele Brandoni, da parte dell’azienda CO.BO. di Montelupone e di alcuni generosi cittadini facenti capo al dottor Stefano Quarchioni. Sono intervenuti l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, la direttrice sanitaria Daniela Corsi, il direttore generale della Ast 3 Macerata Marco Ricci, il presidente dell'Associazione dei diabetici di Loreto Sauro Galassi.
Nel corso della conferenza Saltamartini ha colto l'occasione per fare un riepilogo sulla questione sanità: "Uno dei problemi cardine è il processo di aziendalizzazione. Il medico quando cura un paziente deve verificare in prima analisi il rispetto del bilancio, il direttore generale deve rispettare il pareggio del bilancio; in generale occorre vedere se la somma stanziata come tetto di spesa può essere superata o meno".
"Questa è una gabbia in cui noi siamo tenuti a operare e che, a mio avviso, va rimossa. Se arriva un paziente che ha bisogno di determinate cure e dobbiamo vedere la spese, il sistema non funziona. L'altro tema drammatico del nostro Paese è che il numero dei medici a disposizione quando bandiamo un concorso è il numero dei medici che in Italia sono stati pensati e previsti nel 2015: ossia 10mila. L'aggravante è che quest'anno andranno in pensione 15 mila medici e sui 10 mila medici, che erano stati previsti dieci anni fa, le borse di specializzazione sono state solo 6mila per cui se cerchiamo un oculista, un dermatologo non li troviamo perché non sono stati specializzati".
"Si tratta di un lettino elettrico, particolarmente utile nelle persone che hanno difficoltà di deambulazione, e di uno strumento sanitario per la prevenzione delle complicanze del diabete", spiega Saltamartini riguardo le attrezzature donate all'unità di Diabetologia .
“Nello specifico si tratta di uno strumento diagnostico che nei soggetti diabetici permette di valutare la presenza di arteriopatia a carico degli arti inferiori, prevenendo eventuali complicanze come l’arteriopatia cronica ostruttiva con un intervento rapido per l’attivazione del percorso arteriografico ed eventuale rivascolarizzazione - precisa Brandoni, primario della Diabetologia - . Riduce, inoltre, il rischio di ulcera delle estremità inferiori evitando, di conseguenza, l’amputazione. Lo strumento donato è un predittore affidabile per il rilevamento dell’arteriopatia periferica, di fondamentale importanza se consideriamo che il 70% dei pazienti è asintomatico".
"Permette, infatti, di calcolare l’indice caviglia –braccio (ABI), una comparazione della pressione sanguigna nelle gambe e nelle braccia, in modo non invasivo e indolore. Le linee guida sulla prevenzione del piede diabetico ci esortano a seguire lo screening dell’indice ABI (caviglia - braccio) già al primo accesso al Centro Antidiabetico, nel paziente diabetico di tipo 2”.
"Per il paziente si tratta di un test che può essere eseguito di routine sia nell’assistenza primaria che in quella specialistica, attraverso una procedura rapida e facile.L’arteriopatia periferica (AOP) è una condizione frequente, ma sottodiagnostica, con conseguenze spesso gravi tra le quali ci sono decesso, ictus, malattie coronariche, amputazioni e disordini cognitivi".
"Data l’elevata corrispondenza dell’AOP con altre malattie, i pazienti diagnosticati hanno grande possibilità di diagnosi precoce anche di altre patologie come: malattia coronarica (CAD) e/o cerebrovascolare (CVD) 32%, insufficienza Renale (RI) 39,7%, diabete 49,7%, sindrome metabolica 63%, ipertensione 55% e ipercolesterolemia 60%".