Aggiornato alle: 08:55 Venerdì, 20 Aprile 2018 cielo sereno (MC)
Sanità Macerata

Radiofarmaco: per Cantone corretta l'Area Vasta 3. Acom rischia esclusione per anni dalle gare pubbliche e multa di 50mila euro

Radiofarmaco: per Cantone corretta l'Area Vasta 3. Acom rischia esclusione per anni dalle gare pubbliche e multa di 50mila euro

Un farmaco con determinate caratteristiche terapeutiche, ma solo sulla carta. Quanto sufficiente per aggiudicarsi l’appalto prima che la verifica da parte dell’Asur ne evidenziasse delle presunte “irregolarità”. L’Autorità nazionale anticorruzione, dopo aver valutato la segnalazione, ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti dell’azienda maceratese Acom, che ha ottenuto l’appalto per la fornitura di un radiofarmaco per l’Unità operativa complessa di Medicina nucleare dell’Area Vasta 3 Macerata. Secondo quanto emerso dagli accertamenti fatti, il prodotto in questione risulta avere delle caratteristiche differenti rispetto alle indicazioni riportate nella domanda di gara. 

 

La vicenda si riassume così: l’Asur bandisce una gara pubblica per l’assegnazione della fornitura del radiofarmaco. L’azienda partecipa e si aggiudica l’appalto. L’Asur fa verifiche sul farmaco e ravvisa le incongruenze tra quanto dichiarato e quanto è riportato, come da legge, nel riassunto delle caratteristiche del prodotto: il farmaco, da documentazione ufficiale, non ha indicazioni terapeutiche per infezioni o malattie infiammatorie, come, al contrario, sarebbe stato dichiarato nella documentazione per prendere parte al bando. A questo punto, secondo quanto ricostruito, l’Asur contatta l’Agenzia per il farmaco che conferma le anomalie. E’ in questo momento che l’Azienda unica sanitaria segnala, è un obbligo di legge, l’anomalia all’Autorità anticorruzione, comunicando l’esclusione dalla procedura di gara dell’Acom. L’Autorità, ora, ha avviato un procedimento. La società “nel mirino” ha 30 giorni di tempo per presentare memorie e documentazioni a propria difeso, entro 180 la vicenda, ad eccezione di sospensioni, si chiuderà. Con un’eventuale iscrizione nel Casellario, se il procedimento evidenziasse dolo o colpa grave, il fornitore rischia sanzione pecuniaria fino a 50mila euro e di essere esclusa per due anni da bandi pubblici. 

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