La legge n.234 del 2021 prevede un adeguamento dell’indennità di funzione del sindaco e degli amministratori comunali. Tale sensibile aumento viene coperto da fondi statali e non grava sul bilancio del Comune di Caldarola (se non, almeno per quanto riportato dai lavori parlamentari ma non ancora direttamente definito, per la parte relativa all’IRAP).
In considerazione, tuttavia, delle difficoltà che la popolazione locale vive ormai da anni, con delibera dello scorso 19 febbraio 2022, i componenti della Giunta comunale, all'unanimità, hanno deciso di rinunciare a percepire personalmente gli aumenti previsti dalla legge, nonché di costituire di propria iniziativa un fondo informale, aperto alla conoscenza e al controllo della cittadinanza, in cui il sindaco, il vicesindaco e l’assessore comunale faranno confluire, di propria iniziativa, gli aumenti delle indennità mensili previste per legge rispetto ai precedenti importi, che verserà mensilmente il Comune di Caldarola.
Questo fondo sarà destinato al finanziamento diretto di iniziative a favore della città e dei cittadini; per la concessione di contributi; per interventi di carattere sociale, culturale, sportivo; per la copertura di spese di rappresentanza, senza che ciò gravi sul bilancio comunale.
Il fondo sarà gestito direttamente dai componenti della Giunta comunale e la sua consistenza e il suo utilizzo saranno costantemente aperti alla conoscenza e al controllo dei cittadini di Caldarola, che potranno accedere al riassunto dei suoi movimenti in entrata e uscita con semplice richiesta, anche on-line, a uno degli amministratori (facendo salva, in ogni caso, la salvaguardia di eventuali diritti alla riservatezza e la protezione dei dati personali come previsto dalla legge).
"Se il governo non ascolta la richiesta dei territori andiamo a sbattere - ha dichiarato in un comunicato l'ex assessore regionale Angelo Sciapichetti -. Il parere negativo espresso all'emendamento inserito nel decreto milleproroghe in cui alcuni parlamentari del Pd (Morgoni, Morani, Pezzopane, Verini ecc.) chiedevano la sospensione dei mutui a carico degli enti locali lascia stupefatti e rischia di mettere in ginocchio definitivamente i comuni del cratere sismico.
Il grido di allarme fatto proprio dai sindaci del cratere di ogni colore politico va preso per quello che è: un grido di dolore che non può cadere inascoltato. Non basta il rinvio del termine di presentazione (dal 31 marzo al 31 maggio) del bilancio di previsione.
Se il governo non ascolta la richiesta che viene dal territorio, molti comuni si troveranno di fronte nelle prossime settimane, al dilemma di non chiudere i bilanci o di fare tagli con la conseguente riduzione dei servizi in in momento drammatico come quello che stiamo vivendo per famiglie ed imprese relativo soprattutto all'aumento delle bollette di luce e gas.
Draghi e i suoi ministri debbono sapere che qui si rischia la rivolta sociale - conclude Sciapichetti -. Se la richiesta di inserire nel Decreto energia fatta dai nostri parlamentari locali circa la sospensione dei mutui a carico dei comuni per i prossimi tre anni non dovesse essere accolta il Pd è pronto alla mobilitazione perché non è pensabile che i nostri territori vengano trattati in maniera differente da quelli colpiti da altre calamità naturali come quelli dell'Emilia Romagna. Chiediamo quindi con forza che al nostro territorio venga riconosciuta la stessa dignità".
“Con straordinario stupore abbiamo appreso dall’albo pretorio del Comune di Corridonia la delibera di giunta comunale, pubblicata solamente il 24 gennaio scorso, con la quale la Giunta Cartechini stanzia ben 15 mila euro per la redazione e la stampa del programma di fine mandato per gli anni 2017-2022”.
Così in una nota congiunta i quattro gruppi di minoranza Corridonia Futura, Corridonia Domani, Vivere Corridonia, Per Cambiare Corridonia in merito allo stanziamento di 15 mila euro della Giunta Cartechini per la redazione e la stampa del bilancio di fine mandato.
“Precisiamo che la legge italiana dal 2011 impone a tutte le amministrazioni locali di redigere a fine legislatura un rendiconto, denominato “Relazione di Fine Mandato” per esporre i risultati dell’attività amministrativa, gli obiettivi raggiunti e l’impiego delle risorse utilizzate, aggiungono. La relazione deve essere redatta dal segretario Generale congiuntamente al responsabile amministrativo e finanziario e inviata alla Corte dei Conti e pubblicata nel sito istituzionale dell’Ente.
Cosa ben diversa è il “Bilancio Sociale di fine mandato”, pubblicazione che si rivolge direttamente ai cittadini ed agli elettori, non quindi alle Istituzioni per obbligo di legge. Sicuramente riteniamo sinonimo di serietà che al termine di un mandato amministrativo chi ha governato la città renda il conto alla cittadinanza".
“Tale pubblicazione – sottolineano i gruppi di minoranza - non può però di certo essere a spese dei cittadini sottraendo risorse importanti dalle casse comunali al solo scopo di autocelebrarsi o di svolgere attività di comunicazione proprio a ridosso della campagna elettorale”.
“L’amministrazione Cartechini, tra l’altro – aggiungono - avrà davvero poco da raccontare in termini di opere pubbliche programmate e portate a compimento. Le scuole che avrebbero dovuto essere la priorità e il grande cavallo di battaglia, si sono rivelate una grande delusione: cinque ambiziosi nuovi progetti scolastici per la totalità finanziati, clamorosamente fermi al palo e lontani dal vedere ancora la luce.
Le informazioni contenute nel bilancio sociale di mandato hanno solitamente contenuti informativi per la popolazione e sono indubbiamente strumenti utilizzati anche ai fini elettorali, che non sono in alcun modo correlati allo svolgimento della funzione pubblica”.
“Per questo motivo dovrebbero essere a spese proprie del sindaco o comunque non gravare sul bilancio dell’ente come tra l’altro è stato sempre fatto a Corridonia negli anni passati dall’amministrazione Calvigioni. Soprattutto dopo due anni di pandemia in cui sia privati che aziende stanno vivendo momenti di difficoltà economica.
Nel prossimo consiglio comunale convocato da noi otto consiglieri di minoranza per parlare delle vicende che riguardano i lavori di ristrutturazione dell’ospedale cittadino e la correlata gestione dei servizi da parte dell’Asur nel periodo dei lavori, abbiamo proposto di impegnare il sindaco a trasferire questi 15.000 euro in un fondo da destinare per far fronte ad eventuali costi che si renderanno necessari da sostenere per mantenere i servizi dell’ospedale sul territorio, concludono”.
“Inammissibile”. Con questa espressione il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato ha voluto bocciare il referendum sull’eutanasia legale. Si temeva una depenalizzazione totale del reato di ‘omicidio del consenziente’. Detto altrimenti, in caso di approvazione “si sarebbe aperta la strada all’immunità penale - sostiene Amato - per chiunque uccida qualcun altro con il consenso di quel qualcun altro, sia questo malato oppure no, che soffra oppure no”.
Argomentazioni lapidarie e incontrovertibili, che vorrebbero far credere a un qualche inganno nascosto fra le righe del referendum, e magari sfuggito agli 1,2 milioni di cittadini italiani che lo hanno sottoscritto. Argomentazioni sulle quali il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi non ha potuto che compiacersi, oltre che della débâcle in sé subita dai pro-eutanasia.
Eppure, prendendo in esame il famigerato art. 579 del Codice Penale, il comma 3 recita: “Si applicano le disposizioni relative all’omicidio (art.575-577) se il fatto è commesso: contro una persona minore degli anni diciotto; contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti; contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno”.
Dunque, tutta una serie di casi che non rientrano nei parametri stabiliti della “buona morte” promosso in primis da Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.
Inoltre, la cosiddetta “completa depenalizzazione dell’omicidio consenziente” addotta da Amato non sarebbe nemmeno possibile. La normativa, infatti, gode della vigenza della legge 219/2017 - secondo cui il consenso del richiedente deve rispondere alle caratteristiche nell’ambito di un percorso di fine vita – e della sentenza della Corte costituzionale 242/2019 - che individua le circostanze per le quali si possa legittimamente chiedere la morte volontaria.
Strafalcioni e falsità, quelle del presidente Amato. Oggi si parlerebbe di “fake news”, di manipolazione della realtà, di discorso puramente politico. Si tratta di un errore di giudizio o di autentica malafede nei confronti del quesito referendario, considerando che la Corte Costituzionale ne avrebbe anche “rivisitato i titoli a livello interpretativo”?
Una cosa è certa: l’abrogazione, seppur parziale, del referendum sull’eutanasia legale – insieme a quello sulla cannabis – segna di fatto una dura sconfitta per la volontà popolare.
E un’altra occasione persa per la nostra democrazia, dato che i governanti hanno preferito voltarsi ancora una volta dall’altra parte, lasciando piuttosto che la Corte Costituzionale accogliesse senza indugio i quattro quesiti meno influenti relativi alla giustizia. Annullamento delle disposizioni in materia di incandidabilità, limitazione delle misure cautelari, la separazione delle funzioni dei magistrati e l’eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati Csm. Misure che non renderanno la giustizia più efficiente, ma piuttosto più controllabile e asservita.
A questo punto bisognerebbe domandarsi: è da ritenersi buono un governo che tollera le manifestazioni non autorizzate dei no vax (fra i principali artefici della vaccinazione rallentata), e poi non esita a manganellare gli studenti, rei di voler rivendicare un futuro migliore?
Un governo che si professa garante di un Paese democratico, ma di fatto priva chi soffre della possibilità di avere uno straccio di controllo sulla propria morte?
E in ultimo, è sano un Paese politicamente fermo e il cui governo guarda al futuro solo in termini di produttività, senza considerare adeguatamente le possibilità di una nuova stagione di crescita umana e culturale?
"Abbiamo anticipato le pulizie di primavera. Anche la sede del Partito Democratico è stata bersaglio di un lancio di uova". A renderlo noto su Facebook è Lidia Iezzi, segretaria del Partito Democratico di Civitanova Marche. Si tratta del secondo "attacco" alla sede di un partito nella città rivierasca, dopo quanto avvenuto ieri in viale Vittorio Veneto. Bersaglio, in quel caso la sede della Lega (leggi qui).
A differenza del 'Carroccio', però, il Pd non sporgerà denuncia: "Abbiamo invece deciso di prenderla con ironia - sottolinea Iezzi -. Dispiace solo che l’anonimo ‘ammiratore’ non abbia scelto una forma di dialogo più civile per confrontarsi con noi".
"Ci preme però una raccomandazione, quella di non sprecare cibo. E’ davvero un peccato. Ci sono molti modi di usare le uova, con gustosissime ricette. Per il resto, siamo sempre aperti al confronto" conclude Iezzi.
"Il centro-destra correrà unito in tutte le città che andranno al voto" - si legge nella nota ufficiale di Lega, Fdi, Forza Italia e Udc al termine del vertice di ieri sera in vista della prossima tornata elettorale per le amministrative che vede alle urne i cittadini di Corridonia, Civitanova Marche, Tolentino e Camerino.
“C’è massima intesa tra le forze politiche, tanto che già dalla prossima settimana saremo presenti nei territori che andranno al voto per fare sintesi con i coordinatori comunali" - la nota stampa dei segretari provinciali Riccardo Sacchi (FI), Luca Buldorini (Lega), Massimo Belvederesi (Fdi) e Luca Marconi (Udc).
"Partiremo da Corridonia sulla quale puntiamo a governare per i prossimi 10 anni rimanendo al passo con i tempi e in sintonia con quelle che sono le opportunità offerte dal PNNR, dai bandi regionali e dalla recente filiera istaurata con la Provincia, fondamentale tassello di congiunzione della nostra politica di buon governo, tenendo ben presente la necessità di apertura al mondo civico, delle associazioni e alle migliori intelligenze della città.
Presenteremo successivamente il progetto di una Corridonia Futura, realizzato grazie ai suggerimenti ottenuti dall’intenso dialogo instaurato negli anni con i cittadini, nostro punto di partenza, e che riconoscono alla sinistra locale una politica fallimentare. Stesso modello verrà attuato negli altri comuni dove siamo concordi nel voler mettere in pratica una politica sempre più a servizio dei cittadini”.
Ascensori di via Buozzi e del sottopasso Esso fuori uso da 15 giorni a causa della mancanza del responsabile della sicurezza. Interviene sulla questione la candidata sindaca del centrosinistra di Civitanova Marche Mirella Paglialunga. “Come conseguenza gli abitanti di San Marone per andare in centro hanno l'unica alternativa di usare le scale, tra l'altro anguste e pericolose”, afferma Paglialunga.
“Lo stesso dicasi per gli abitanti del quartiere di San Gabriele che non hanno un accesso agevolato per raggiungere il mare o il quartiere centro, aggiunge. Questa situazione è una grave offesa per i diritti delle persone, in particolare delle fasce più deboli, persone diversamente abili e mamme, papà con bambini in carrozzina a cui viene impedito l'accesso a tutti gli spazi cittadini”.
“Vorrei conoscere dal sindaco - incalza la candidata del centrosinistra - i motivi della mancata nomina del responsabile della sicurezza: probabilmente c'è di mezzo un contratto scaduto da rinnovare o l'iter di un affido da avviare ma ricordo al primo cittadino e all'assessore di riferimento che la figura del responsabile della sicurezza è un obbligo previsto e normato da molto tempo”.
“Perchè non si è provveduto prima ad incaricare il tecnico di riferimento evitando così grave disagio per le fasce più deboli della cittadinanza? Domanda Paglialunga. Perchè ora non si adotta una procedura di somma urgenza per riattivare immediatamente un servizio essenziale di prestazione per la cittadinanza?
Non sorprende questa disattenzione da parte dell'amministrazione comunale rispetto alle esigenze quotidiane dei civitanovesi. Pensando a grandi progetti faraonici, peraltro irrealizzabili, si è perso di vista il bene comune. E questo non è un episodio sporadico e banale”.
La poca attenzione per i bisogni dei cittadini più fragili può essere osservata in tante altre situazioni: accessi e uscite degli alunni delle scuole in mezzo a parcheggi e traffico, uso obbligato di ripide scala ( più di 40 scalini senza assistenza e protezione da parte di adulti) per arrivare da mamma e papà che attendono in mezzo alla strada e in mezzo al traffico, scuole ed uffici pubblici dove non sono ancora superate le barriere architettoniche, marciapiedi inesistenti per la precarietà della manutenzione nelle vie limitrofe alle scuole con nonni e bambini costretti a transitare a fare lo slalom in mezzo agli automobilisti”
“È lontana la città amica dei bambini e delle bambine e delle persone fragili"- conclude la candidata sindaca - dalla filosofia di vita di questa amministrazione comunale, nonostante sporadiche iniziative di festival che vorrebbero, nelle loro intenzioni, raccontare tutt'altro”.
In merito alle dichiarazioni mosse dagli studenti Lavinia Bianchi e Giuseppe Lepretti (leggi qui), l'assessore al bilancio Roberta Belletti risponde:
"Bello vedere giovani impegnarsi in politica, ma è necessario che imparino subito a distinguere un programma elettorale da un attacco politico. Nessuno di questa Amministrazione sarebbe intervenuto a criticare un’iniziativa da parte di un candidato, mentre riteniamo assolutamente legittimo intervenire per difenderci da attacchi strumentali e per rettificare informazioni sbagliate espresse a mezzo stampa per cercare consensi elettorali.
Quello che voi ragazzi definite 'coraggiosa visione' del candidato che avete scelto, non è altro che astio e rancore personale espresso da mesi da una persona che di certo non può definirsi nuova in politica. Tra l’altro non ricordiamo che la Squadroni da Assessore al Personale della giunta Mobili, coalizione di centrodestra, abbia adottato politiche di innovazione a quella macchina amministrativa che solo oggi da candidato sindaco sente la disperata necessità di cambiare. Né per la verità la ricordiamo per aver realizzato altri progetti rilevanti.
Non basta di certo scegliere dei giovani nel team per cancellare una squadra, quella della Squadroni, fatta di esponenti politici che sono sulla scena da almeno 20 anni e che possono ben rappresentare quelle 'declassate mentalità' che poco elegantemente attribuite ad altri.
La candidata Squadroni ha affermato di voler istituire l’Ufficio Europa in Comune, affermazione che fa intendere l’assenza di tale servizio. Che invece è stato istituito dal sindaco Corvatta. Altro è dire, ma solo dopo la nostra precisazione, che si vuole riformarlo. Siamo intervenuti per dare ai cittadini un’informazione corretta su quanto avviene nel quotidiano in un Ente che lavora al massimo per ottenere fondi (ad oggi sono già arrivati fondi su bandi PNRR pari a 15milioni di euro).
Per tornare sul piano amministrativo, questa Giunta ha in attivo la collaborazione con ben tre Università Italiane, quindi con molti giovani, specialisti e tecnici di ogni settore. Incontriamo tantissimi giovani con i quali abbiamo realizzato molti progetti, soprattutto culturali, e ci permettiamo anche di ricordare che proprio uno di voi ha già collaborato con noi per realizzare iniziative d’arte e di successo nel porto.
Ben venga avvalersi di un team “nuove generazioni” - conclude Belletti - vi auguriamo buon lavoro, ma non lo si usi per lanciare strali attraverso comunicati stampa nel nome delle riforme e dell’innovazione che non si è stati capaci di attuare a tempo debito".
Dopo la presentazione delle liste e dei rispettivi candidati di martedì 15 febbraio 2022, questa mattina si sono svolte le elezioni del sindaco e dei componenti il consiglio comunale dei ragazzi. Le votazioni hanno coinvolto tutti gli studenti della scuola secondaria di primo grado e gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria dei tre plessi di Cingoli, Villa Strada e Grottaccia.
Potevano essere eletti consiglieri gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria e delle classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado. Otto le liste impegnate nella formazione del futuro consiglio comunale dei ragazzi, che si sono cimentate nella presentazione dei candidati e dei loro programmi, coadiuvati dalla Dirigente scolastica e dal personale docente.
Al termine dello scrutinio di questa mattina il risultato elettorale ha visto eletta come sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi l’alunna Vanessa David della classe 2° C, di anni 12. Vanessa, candidata con la lista “Insieme per Cingoli”, ha ottenuto 75 preferenze su 281 voti.
Presente il sindaco Michele Vittori il quale esprime grande soddisfazione per l’elezione del primo baby sindaco in assoluto per la storia di Cingoli, frutto della collaborazione tra amministrazione e scuola e dell’impegno di tutti, della Dirigente, dei professori e degli stessi alunni.
“Vorrei sottolineare la preparazione degli studenti candidati delle altre liste che in occasione della presentazione hanno dimostrato sensibilità e attenzione alle necessità della scuola, intesa come ambiente di vita al fine di renderlo il più confortevole possibile, alle necessità della Città e lo hanno fatto con proposte serie, concrete e impegnate”.
Spiega il sindaco Vittori che nella prima seduta utile del Consiglio Comunale, successiva appunto alla conclusione dello scrutinio proclamerà ufficialmente il nuovo consiglio comunale dei ragazzi che, nell’occasione, presenterà il proprio programma e la Giunta.
La dirigente Emanuela Tarascio ringrazia tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione e la concretizzazione di questo importante progetto che ha richiesto molto lavoro, ma che ha dato una soddisfazione sicuramente maggiore. Augura buon lavoro alla nuova baby sindaca e a tutti i ragazzi e le ragazze eletti nel consiglio comunale dei ragazzi.
‘Riguardo la direttiva comunitaria Bolkestein, che non ho mai condiviso, mi sono speso personalmente più volte, soprattutto negli ultimi mesi, attraverso un costante confronto con i rappresentanti delle concessioni demaniali, alcuni in presenza dell’assessore regionale Stefano Aguzzi, ed altri con il senatore Gasparri di Forza Italia, uno dei parlamentari più impegnati sulla tutela dei diritti dei balneari e del settore dei portuali in contrasto alla legge comunitaria. Si è espresso così, in una nota, il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, riguardo il caso delle concessioni balneari.
Il 21 dicembre scorso – ha aggiunto il sindaco - abbiamo approvato, nel corso di un Consiglio comunale, una mozione in cui si è chiesta l'attivazione delle istituzioni regionali, nazionali e comunitarie per salvare il settore balneare e portuale per fare in modo che le concessioni balneari marittime delle coste italiane siano estromesse dalla direttiva Bolkestein (2006/123/CE), facendo prevalere l'interesse nazionale sulle normative comunitarie come già accade in altri paesi europei.
A tal riguardo, il riordino delle concessioni balneari appena varato dal Governo non è andato esattamente nella maniera che auspicavo. È in gioco il destino di tante famiglie che hanno contribuito a far nascere e crescere il turismo di qualità del territorio, che si trovano oggi a vivere uno scenario di totale incertezza per il loro futuro e su quelle che saranno le loro tutele. A loro va la mia solidarietà e la promessa di continuare ad essere loro vicino.
Queste attività rappresentano un fiore all'occhiello dell'economia locale, turistica e dell'accoglienza e hanno contribuito a rendere Civitanova Marche una delle Città costiere più ambite e all'avanguardia dell'Adriatico, grazie soprattutto alla professionalità degli operatori ed ai molteplici servizi offerti, sempre al passo con i tempi e di grande rispetto per l'ambiente.
Faccio pertanto appello ai nostri parlamentari, affinché il testo uscito dal CdM, che verrà discusso nell’ambito di un disegno di legge sulla concorrenza, possa essere modificato attraverso opportuni emendamenti, accogliendo le richieste a tutela delle migliaia di piccole imprese e dei tanti lavoratori che operano in questo settore togliendoli da uno stato di incertezza che rischia di paralizzare uno dei principali settori strategici ed economici del nostro territorio. Continuerò a dare il mio contributo per mantenere e incrementare un confronto costruttivo tra i nostri operatori e le istituzioni affinché si arrivi ad una soluzione condivisa e soddisfacente”.
A poco più di due settimane dalle deleghe assegnate dal presidente della provincia di Macerata Sandro Parcaroli, i partiti di maggioranza sono in azione sul tema caldo di questi mesi, quello della progettazione per i bandi legati al Pnrr. Il consigliere e coordinatore provinciale della Lega Luca Buldorini ha promosso un incontro con i segretari provinciali dei partiti di centro-destra per discutere sul tema: oltre al già citato Buldorini, erano presenti Massimo Belvederesi per Fratelli d’Italia, Riccardo Sacchi e il vice Corrado Perugini per Forza Italia, oltre a Luca Marconi e Marco Cardarelli per l’Udc.
"L’obiettivo - afferma l’esponente leghista Luca Buldorini - è la condivisione di una strategia unitaria che porti alla sottolineatura dell’intero territorio provinciale maceratese, tutti insieme per valorizzare le tante eccellenze e presentarle come facenti parte di un brand. Un progetto condiviso per mettere in rete enti, istituzioni e ordini professionali professionali al fine di rendere il territorio più attrattivo senza sprecare risorse economiche ed umane dietro i velleitarismi dei singoli, ancor più anacronistici se si guarda allo scenario europeo cui si riferisce il Pnrr."
"L’idea, accolta e condivisa dal centrodestra, segno di grande unità, di visione e di strategia - spiega -, è quella di mettere a disposizione anche dei Comuni più piccoli, che da soli non avrebbero la forza di presentare progetti, l’organizzazione tecnica della Provincia e di coinvolgere anche gli Ordini e Collegi professionali attraverso la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa per la selezione dei professionisti che manifesteranno interesse".
"A breve chiederemo quindi un incontro, aperto anche ai professionisti esterni, per attivare la sinergia tra gli Enti locali e gli Ordini e Collegi professionali, professionalità pubbliche e non, per fare squadra in modo sinergico e virtuoso, attivare progetti ed accedere ai finanziamenti" anticipa Buldorini.
"Non il tutti contro tutti che si è visto finora per l’accesso ai finanziamenti, perfino ricorsi al Tar di un Comune contro l’altro: Comuni piccoli e grandi, la Provincia e i tecnici dei vari Ordini e Collegi professionali insieme per raccontare il territorio provinciale maceratese e cercare di intercettare i finanziamenti del Pnrr. Non ultima verrà coinvolta anche la Regione Marche che su input del Governatore Acquaroli e dell’assessore Castelli si è già attivata in tal senso per ridare fiato ad un territorio che ha tutte le potenzialità per fare bene con una efficace guida politica" conclude Luca Buldorini.
“Considerato il gentile consiglio di dotarsi di un team per il recupero di informazioni corrette abbiamo deciso di rispondere pubblicamente all’Assessore Belletti sia a nostro nome, come giovani inascoltati, che a quello della candidata sindaco Silvia Squadroni nella sua coraggiosa visione”.
A parlare e a “metterci la faccia” sono Lavinia Bianchi, studentessa magistrale in comunicazione di 24 anni, e Giuseppe Lepretti, laureando in giurisprudenza di 25 anni. Il riferimento va alle dichiarazioni rilasciate dall’assessore al bilancio del Comune di Civitanova, Roberta Belletti, in merito all’Ufficio Europa.
“Ci permettiamo di ricordare all’ Assessore Belletti che l’idea politica di Silvia Squadroni è la disperata necessità di cambiare la macchina amministrativa – puntualizzano Lepretti e Bianchi -, purtroppo ancorata a declassate mentalità che, soprattutto con la vostra visione amministrativa, ha raggiunto l’apoteosi”.
Per questo motivo quando “parliamo di 'istituire' un Ufficio Europa, lo facciamo in un’ottica di completo rinnovamento”, aggiungono domandandosi come “il sindaco ancora non si sia pronunciato sulle possibilità di sviluppo che la città potrebbe avere grazie ai fondi del Pnrr”.
“Ci chiediamo perché, ancora, ci si ostini a non coinvolgere i cittadini civitanovesi nelle scelte da intraprendere - incalzano Bianchi e Lepretti -. È lecito supporre che il delegato in questione non abbia idea della tecnicità, dell’attenzione e visione che le azioni e le progettazioni alla presentazione di un progetto per ricevere i fondi del Pnrr richiedono”.
“Ed è questo il punto: è necessario che l’amministrazione inizi a collaborare con specialisti e tecnici del settore, compiendo una preventiva raccolta degli interessi effettivi della nostra comunità” spiegano i due giovani.
"Il programma di investimenti da presentare con il PNRR rientra nell’ambito del Next Generation EU - ricordano Bianchi e Lepretti -. A questo punto è lecito chiedersi se il Delegato di Giunta sia a conoscenza del fatto che il 2022 è l’Anno europeo dei giovani. Secondo l’Europa sono i giovani che, attraverso il loro impegno e partecipazione diretta, possono costruire un futuro migliore, più verde, digitale e inclusivo. Com’è possibile allora che nessuno finora abbia dialogato con loro?".
"La vera sfida che ci aspetta non è tanto l’intercettazione dei fondi europei per le innovazioni urbanistiche le cui opere, innegabilmente importanti, non risultano però sufficienti a perseguire l’altissimo scopo di un simile ufficio. La vera battaglia, soprattutto a seguito dell’emergenza pandemica, oggi è incentivare orizzontalmente lo sviluppo territoriale, culturale e ambientale del nostro territorio, nonché andare a creare un ponte tra cittadini e l’Europa facendo conoscere l’intero universo della programmazione europea nei diversi settori della gioventù, istruzione, ambiente, turismo e sociale incentivando anche la mobilitazione per motivi di studio e formazione tra i diversi Paesi dell’Unione" concludono Lepretti e Bianchi.
"I più calorosi auguri di buon lavoro al neo eletto presidente del Consiglio comunale Luca Scorcella. Un meritato traguardo, ci auguriamo il primo di una lunga serie, per una persona che si è sempre caratterizzata per la sua moderazione e per la competenza dimostrata non solo nell’ambito lavorativo ma anche in quello amministrativo". A sottolinearlo è Henry Orici, commissario comunale di Forza Italia a Tolentino, nel commentare l'elezione di Luca Scorcella a presidente del Consiglio comunale.
"L’avvicendamento con Carmelo Ceselli è la sintesi della grande coesione che caratterizza la maggioranza che governa Tolentino con la quale, seppur nei fisiologici distinguo che possono esserci sul piano politico nazionale, abbiamo sempre trovato unità di intenti" aggiunge Orici, che rimarca come "il quadro politico tolentinate resta immutato rispetto a prima".
"Vogliamo però precisare che da che mondo è mondo, in Comune, Provincia, Regione, Parlamento, il presidente dell'assise è eletto dalla maggioranza - osserva il commissario comunale di Forza Italia -. Mai, nella storia della politica, una minoranza ha avanzato la pretesa di eleggere il presidente di una assise in quanto, proprio perchè minoranza, per definizione non ricopre ruoli apicali nell'amministrazione".
"Succede così ovunque, salvo che a Tolentino, dove il Pd pensa di poter ricalcare le orme della politica nazionale, dove governa da anni pur avendo costantemente perso le elezioni. Apprezziamo, comunque, la manifestazione di volontà di voler mettere una figura femminile a guidare il consiglio comunale. Noi, però, guardiamo oltre. E pensiamo a una figura femminile capace di guidare l’intera città" conclude Orici, anticipando la candidatura a sindaco di una donna per la coalizione di centro-destra alle prossime amministrative.
"Piena solidarietà a tutte le famiglie, titolari di concessioni demaniali e stabilimenti balneari, che a causa della direttiva Bolkestein, rischiano di ritrovarsi senza lavoro e senza attività, costruita con decenni di impegni e sacrifici. Dopo una pandemia, che ha stravolto gli equilibri mondiali e messo a dura prova anche il turismo locale, a cui si aggiunge il caro bollette, riteniamo questa decisione, ad esclusivo vantaggio di grandi gruppi multinazionali, un altro duro colpo". A dichiararlo è il direttivo 'Vince Civitanova'.
"Siamo di fronte ad una vertenza di natura europea certo, ma anche Vince Civitanova si schiera a favore della tutela di un settore vitale del nostro tessuto economico che ha contribuito a rendere un’eccellenza la nostra costa. Stabilimenti balneari, spesso a conduzione familiare, che hanno costruito la loro storia e quella di Civitanova - si sottolinea in una nota stampa -, rappresentando anche punti di riferimento per intere generazioni".
"Bagnini che hanno dimostrato efficienza e capacità imprenditoriale: in sinergia con l’amministrazione comunale, hanno contribuito a rilanciare il turismo cittadino, a dare lustro e decoro ad una città che da tempo è diventata una cittadina turistica molto ambita. Difendere, dunque, questa categoria è assolutamente prioritario. Per questo ci auguriamo che si riesca a trovare una soluzione, la migliore possibile" conclude il direttivo della lista.
“Il Governo Draghi vuole mettere in atto un vero e proprio esproprio ai danni di 30mila imprese balneari italiane che avrà durissime conseguenze economiche e sociali anche nelle Marche. I nostri parlamentari daranno battaglia in parlamento mantenendo la barra dritta anche su questa delicata situazione con coerenza e a favore di tante imprese familiari marchigiane”. Questo il commento dal consigliere di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, Elena Leonardi all'indomani della riforma delle concessioni balneari votata all'unanimità dal Cdm.
“Si tratta di uno stop fino a fine 2023 e conseguenza il via libera a gare dal primo gennaio del 2024. Ci sono nazioni come Portogallo, Spagna e Croazia che hanno rinnovato le concessioni per qualche decennio senza che l'Unione europea intervenisse, creando di fatto una condizione che avvantaggia gli Stati nostri competitor nel settore turistico. È sconvolgente la decisione del Cdm di condannare un comparto strategico per la nostra Nazione come quella dei balneari.
Nelle Marche sono ben oltre 550 le imprese balneari attive che danno lavoro a più di 2.800 addetti. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di piccole e medie imprese a conduzione familiare che, ora, rischiano di perdere tutto non riuscendo fronteggiare le proposte delle multinazionali straniere. Le nostre belle coste, infatti, sono molto appetibili e l’ingresso di multinazionali potrebbe comportare un forte aumento della disoccupazione locale e, nel contempo, a un abbassamento della qualità dei servizi offerti.
Anche in questo caso – conclude Leonardi – ci siamo mostrati, per l’appunto con i fatti, l’unica forza politica coerente che proverà, in tutti i modi, a modificare questo emendamento per tutelare migliaia di lavoratori marchigiani e italiani”.
Più che pensare alla costituzione dell’Ufficio Europa, alla candidata Squadroni consiglio di dotarsi di un team per il recupero delle informazioni corrette. Tra un costrutto denigratorio e l’altro rivolto all’attuale Giunta, infatti, nel suo ultimo intervento l’avvocato Squadroni ha inserito per la prima volta una proposta, che è quella di istituire in Comune un Ufficio Europa; un’idea brillante, se non fosse che già tale ufficio esiste fin dai tempi dell'ex sindaco Corvatta”.
Così l’assessore al bilancio del Comune di Civitanova, Roberta Belletti, in merito alle dichiarazioni della candidata sindaca Silvia Squadroni, che aveva avanzato nei giorni scorsi la proposta di istituire un Ufficio apposito per intercettare i fondi europei e seguire le pratiche
“Il sindaco Fabrizio Ciarapica, sin dall’inizio del mandato elettorale, ha puntato sullo sviluppo dell’Ufficio Europa, assegnando nel 2017 la delega alla “Progettazione europea per le strategie di sviluppo” abbinandola all’Assessorato alla Crescita culturale”, replica Belletti.
“L’Amministrazione, in questi anni, si è avvalsa in maniera proficua della professionalità degli addetti che operano in questo sportello per intercettare i fondi UE, ed oggi è davvero fuori luogo leggere sulla stampa le dichiarazioni della Squadroni che dovrebbe meglio informarsi su questa, come su altre questioni che con ritmica e ragionata cadenza tira fuori per cercare visibilità sui giornali”.
“La polemica,tuttavia, mi dà davvero una preziosa occasione, da assessore al personale, per mettere in luce l’instancabile lavoro di tanti uffici comunali sul fronte della ricerca fondi, e li voglio ringraziare per il lavoro svolto in sinergia con i vari settori di palazzo Sforza e quindi con i diversi Assessorati soprattutto in questi due anni in cui le risorse umane non hanno potuto lavorare a pieno regime causa assenze per malattia o smartworking causa Covid”.
“Candidata Squadroni, “intortare” i civitanovesi è esattamente quello che sta facendo lei con ogni mezzo a sua disposizione per arrivare ad occupare una poltrona”, aggiunge l’assessore al bilancio. Mi limito di seguito a ricordare solo alcuni dei finanziamenti già richiesti, partendo dall’ultimo: costruzione di nuovo edificio scolastico in via De Pinedo; nuova palestra accanto all’Eurosuole forum; lavori di messa in sicurezza ed efficientamento energetico porzione edificio ex liceo classico; lavori di riqualificazione urbana con efficientamento energetico e miglioramento sismico palazzo Ciccolini Civitanova Alta, via Vetreria, e case popolari; progetto definitivo scuola materna IV Marine (finanziati euro 995.000), lavori di riallineamento scogliere - primo stralcio a nord dello stabilimento La Lampara; riqualificazione comparto Trieste; oltre 200 mila euro già ottenuti per la manutenzione stradale da impiegarsi nel 2022. "L'elenco è lungo e gli uffici sono a disposizione", conclude.
È stata adottata la delibera riguardante la realizzazione delle aree attrezzate per finalità turistiche, in località Le Calvie. Un intervento che gli uffici comunali stanno portando avanti e che ha tra gli obiettivi il rilancio turistico attraverso aree camper attrezzate che si vanno ad aggiungere a quelle già presenti.
La zona, se necessario, potrà essere utilizzata anche come area di stazionamento della popolazione in caso di emergenza dal momento che dovrà essere inserita nel piano comunale di Protezione civile. Per l’opera erano stati stanziati 370mila euro con ordinanza dal commissario speciale alla ricostruzione.
Il provvedimento è stato trasmesso al responsabile del settore edilizia e urbanistica affinché provveda ad aggiornare la configurazione del piano regolatore generale del Comune di Camerino alla variante parziale approvata unitamente al progetto definitivo dell’intervento. Al contempo è stato trasmesso al responsabile del settore lavori pubblici affinché provveda a inserire l’area attrezzata all’interno del piano comunale di emergenza di Protezione civile.
Diritti d’uso delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre. Un’azione tempestiva della Giunta nei confronti del Mise a tutela dell’emittenza televisiva locale.
E’ quella richiesta dalla mozione approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa e sottoscritta dai consiglieri Menghi, Antonini, Biondi, Marinelli, Cancellieri, Serfilippi (Lega), Mangialardi, Mastrovincenzo (Pd), Ruggeri, Lupini (M5s), Marcozzi, Pasqui (Fi), Rossi (Civici Marche), Ausili, Baiocchi (Fdi), Santarelli (Rinasci Marche) e Latini (Udc).
"Senza uno stop alla sottoscrizione dei contratti per ridiscuterne i termini economici" le emittenti marchigiane "saranno gravemente danneggiate dopo che, per decenni, hanno svolto un servizio indispensabile all’informazione locale" spiega la consigliera Anna Menghi.
“Siamo di fronte ad un’evidente distorsione di mercato che rischia di impedire la prosecuzione dell’attività di molte emittenti - aggiunge Menghi -. Le richieste economiche delle società aggiudicatarie delle frequenze sono di cinque volte i prezzi attualmente praticati dagli operatori di rete".
"Il bando del Mise aveva già disposto che non potessero essere peggiorative rispetto a quelle praticate al momento della pubblicazione del bando di gara, ma la fretta dai funzionari del Ministero nel portare a termine il procedimento ha impedito alle emittenti di avere precise garanzie sul futuro. Le emittenti che sono state e sono tutt’ora espressione identitaria delle nostre comunità locali avere la continuità di un servizio che è garanzia di pluralismo, oltre che fonte di lavoro e occupazione" conclude Menghi.
Sono pubblici i redditi lordi dichiarati dai membri del Consiglio Comunale di Macerata e relativi all'annualità 2021. Tra i politici maceratesi, a primeggiare è il sindaco Sandro Parcaroli con i 254.647 euro annui dichiarati come frutto della sua attività imprenditoriale.
Sul podio il primo cittadino è l'unico membro del centro-destra. In seconda e in terza posizione, infatti, ci sono due esponenti dell'opposizione di centro-sinistra, entrambi medici: la dottoressa Elisabetta Garbati (128.972) e il dottor Maurizio Del Gobbo (88.460).
Al quarto e quinto posto l'avvocato Claudio Carbonari (80.363) e un altro medico come Giordano Ripa (79.648), entrambi appartenenti alla Lega.
Nella classifica che riguarda la sola giunta, il sindaco è seguito da Marco Caldarelli (77.067). Ecco i redditi lordi dichiarati nel 2021 dagli altri membri dell'Amministrazione: Andrea Marchiori (30.272), Paolo Renna (23.356), Riccardo Sacchi (14.589), Silvano Iommi (13.595), Katiuscia Cassetta (15.224), Oriana Maria Piccioni (30.063), Laura Laviano (19.263), il vice-sindaco Francesca D'Alessandro (33.662).
Il presidente del Consiglio Comunale, Francesco Luciani, con i suoi 40.857 si piazza all'undicesimo posto complessivo nella classifica generale dei redditi annui dei politici maceratesi. L'indennità mensile che percepisce per gestire i lavori dell'assise ammonta a 1.156,92 euro (12.726,12 euro annui).
Tra i redditi del 2021, infatti, vanno conteggiati anche i compensi mensili che gli amministratori comunali percepiscono per lo svolgimento del loro ruolo. Per il sindaco Sandro Parcaroli sono 44.673,75 euro anni. Per il vice-sindaco Francesca D'Alessandro, invece, sono 29.190 euro annui; per gli assessori Caldarelli, Marchiori, Cassetta, Iommi, Sacchi, Renna, Piccioni e Laviano sono 26.815 gli euro annui.
A ciò si aggiunga come ogni consigliere percepisca 58,50 euro come gettone di presenza ad ogni seduta del Consiglio Comunale e 36,90 euro come gettone di presenza ad ogni seduta della Commissione Consiliare.
Di seguito tutti i redditi dei politici maceratesi:
Sindaco
Sandro Parcaroli (254.647)
Giunta comunale
Francesca D'Alessandro (33.662)
Andrea Marchiori (30.272)
Marco Caldarelli (77.067)
Katiuscia Cassetta (15.224)
Silvano Iommi (13.595)
Riccardo Sacchi (14.598)
Paolo Renna (23.356)
Oriana Maria Piccioni (30.063)
Laura Laviano (19.263)
Consiglio Comunale
Centro-destra
Alessandro Bini (nessun reddito)
Romina Leombruni (42.486)
Cristina Cingolani (25.348)
Sabrina De Padova (30.463)
Claudio Carbonari (80.363)
Andrea Blarasin (38.484)
Francesco Luciani (40.857)
Aldo Alessandrini (36.328)
Laura Orazi (1.175)
Giordano Ripa (79.684)
Paola Pippa (792)
Giovanni Pianesi (30.419)
Roberto Fabiano (dato non presente)
Pierfrancesco Castiglioni (67.207)
Paolo Virgili (24.617)
Lorella Benedetti (32.654)
Marco Bravi (11.169)
Sandro Montaguti (23.752)
Barbara Antolini (9.148)
Antonella Fornaro (29.120)
Centro-sinistra
Narciso Ricotta (54.334)
Maurizio Del Gobbo (88.460)
Andrea Perticarari (31.001)
Alessandro Marcolini (dato non presente)
Ulderico Orazi (2.824)
Stefania Monteverde (48.576)
David Miliozzi (dato non presente)
Ninfa Contigiani (40.954)
Elisabetta Garbati (128.972)
Alberto Cicarè (31.484)
Movimento Cinque Stelle
Roberto Cherubini (35.138)
Roberto Spedaletti (28.953)
"Una svolta storica per la sanità marchigiana in particolare quella territoriale e nel disegno delle infrastrutture sanitarie nelle Marche per i prossimi anni". Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che, affiancato dagli assessori Filippo Saltamartini, Francesco Baldelli, Mirco Carloni e Guido Castelli, ha presentato Il Piano di attuazione del Pnrr nella sanità e l'aggiornamento del Masterplan per l'edilizia ospedaliera, approvati oggi dalla giunta.
Per quanto riguarda il Pnrr si tratta di 68.269.911,16 euro (su un totale di 182 milioni che comprendono anche macchinari, digitalizzazione, informatizzazione) di investimenti per reti di prossimità, strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriali: in particolare interventi su 29 case della comunità (circa 42,5 milioni), 9 ospedali di comunità (circa 23,2 milioni) e 15 centri operativi territoriali Cot (circa 2,6 milioni). Quanto al Masterplan dell'edilizia sanitaria, che prevede investimenti complessivi di 923 milioni di euro di cui 759,3 milioni di euro già finanziati, la giunta ha stanziato 157.595.19,33 euro di risorse aggiuntive di varia estrazione tra cui fondo ospedali sicuri (33 mln) e Fondi Por Fesr (78 mln).
Nel Masterplan, in particolare, è prevista la costruzione di tre nuovi ospedali: Pesaro (costo 150 milioni), Macerata (già oltre 60 milioni disponibili sui 140 milioni previsti) e San Benedetto del Tronto (costo 80 milioni; 400mila euro per la progettazione); ci sono poi sei nuove strutture per le emergenze (Urbino, Fano, Senigallia, Fabriano, Civitanova Marche, Ascoli Piceno).
La programmazione per l'edilizia comprende tre nuovi ospedali di comunità (Cagli, Fano, Tolentino); in corso di esecuzione quattro nuovi ospedali (Salesi, Inrca ad Ancona, Fermo e Amandola). L'ospedale di Pergola sarà integralmente ristrutturato e verranno riqualificati 33 strutture sanitarie e ospedali esistenti. Nel piano anche 34 interventi di adeguamento previsti dal dl 34/2020 riguardante misure urgenti per sostenere interventi nell'ambito dell'emergenza epidemiologica.
Ecco nel dettaglio tutti gli interventi previsti in provincia di Macerata:
AREA VASTA 3 | MACERATA
Per quel che riguarda l’Area Vasta 3, l’opera più significativa sarà il nuovo ospedale a Macerata che sorgerà in contrada Pieve. Sono stati stanziati oltre 60 milioni di euro. Altri interventi sono previsti per il Pnrr Sanità: Casa della Comunità a Recanati (5,1 mln); Corridonia: Casa della Comunità (1 mln) e Ospedale di Comunità (1,7 mln); Macerata: Casa di Comunità (1,8 mln) e Centro operativo territoriale; Treia: Casa della Comunità (200mila euro) e Ospedale di Comunità (800mila euro); Camerino: Casa della Comunità (1,8 mln); San Severino Marche: Casa della Comunità (2 mln) e Centro operativo territoriale.
Al Pnrr Sanità, si aggiungono gli interventi del Masterplan dell’edilizia sanitaria ed ospedaliera delle Marche. Per l’Area Vasta 3 sono: Nuovo ospedale a Tolentino (22,80 milioni); nuovo Distretto sanitario a San Ginesio (6,35 milioni); nuovo Distretto sanitario a Sarnano (3,05 milioni); Riqualificazione ospedale a Civitanova Marche (16 milioni); lavori di edilizia sanitaria palazzina Spdc Macerata (3,70 milioni); Rsa a Corridonia (3,90 milioni).
Creare una "progressione" nell'assistenza medica nelle Marche un "secondo anello" che colleghi l'assistenza primaria a quella per acuti, partendo dall'insegnamento dell'emergenza Covid nella quale pronto soccorso e ospedali si sono intasati di pazienti. L'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini spiega il progetto di sanità diffusa sul territorio con interventi di attuazione del Pnrr per la Sanità, con l'evoluzione delle case della comunità (ex case della Salute), e con il Masterplan per l'edilizia ospedaliera.
"Oggi il sistema prevede l'assistenza primaria, con i medici di medicina generale/pediatri di libera scelta, e ospedale per acuti di primo livello e ospedale di secondo livello" mentre il percorso sarà: "medico generico/pediatra, case della comunità, ospedale di comunità, e man mano che l'assistenza diventa più importante, l'ospedale per acuti, Dea di secondo livello (Torrette ad Ancona)".
"Le case della comunità sono un'evoluzione moderna delle case della salute, - spiega Saltamartini - l'idea del governo per sopperire alla carenza di servizi sul territorio e alla carenza di medici, raggruppando i servizi territoriali (medici, pediatri, Adi, infermieri famiglia, psicologi, sociologi ecc.)". "Il contratto di lavoro che si sta rinnovando per la medicina generale - ricorda - prevede l'ipotesi di far trascorrere almeno 20 ore del servizio dei medici di medicina generale nelle case di comunità che rappresentano la struttura, con telemedicina, teleconferenza, e tutto ciò che di digitale può essere usato in sanità compresa l'intelligenza artificiale, per dare un servizio d'immediatezza".
Nella direzione di ovviare alla carenza di assistenza di prossimità, ricorda l'assessore, "voleva andare il centrodestra, si sta spostando il governo e si sta muovendo la sanità regionale". I criteri per le case di Comunità? "Si è guardato alle case della salute esistenti di proprietà pubblica, strutture corollario a ospedali per acuti". "Abbiamo 12 ospedali per acuti, ognuno avrà come riferimento l'ospedale di comunità e una casa di comunità".