Politica

Canile di Macerata, Laviano 'stoppa' l'arrivo di 180 cani: "Gran parte dei box necessita di lavori"

Canile di Macerata, Laviano 'stoppa' l'arrivo di 180 cani: "Gran parte dei box necessita di lavori"

Da qualche settimana a Macerata si è sollevato il dibattito relativo al canile comunale, dove risultano registrati 21 cani extra comunali (al 31/12/2021) e 50 cani comunali (al 31/1/2022), e il cui gestore dovrebbe ospitare circa 180 cani provenienti da fuori Comune.  Un “numero piuttosto elevato che ha suscitato numerose perplessità dal momento che l’Amministrazione, in più occasioni, ha dimostrato di avere una particolare sensibilità rivolta alla tutela del benessere animale”. A dirlo è l’assessore all’Ambiente con delega agli Animali d’Affezione e responsabile regionale del Dipartimento di Tutela del Benessere Animale della Lega, Laura Laviano. “Abbiamo una relazione Asur (protocollata a inizio febbraio) che evidenzia che gran parte dei box del canile di Macerata, presentano vari gradi di deterioramento dovuti al non utilizzo scaturito dal fenomeno del randagismo ormai stabilizzato a livelli minimali” spiega l’assessore.  Inoltre, “si sta ragionando, da oltre un anno, a una conversione della struttura che, molto probabilmente, non svolgerà più la funzione di canile rifugio – anticipa Laviano -; motivo per il quale è stata approvata la delibera di dicembre 2021 che ha come unico scopo quello di riqualificare la struttura, corpo centrale del canile”.  “Se il canile quindi diventasse un cantiere sarà la stessa Cooperativa a intuire che le due attività (ospitare un numero elevato di cani ed eseguire i lavori del Superbonus indicati in delibera) non possono coesistere – aggiunge la Laviano -. L’attività correlata al canile di Macerata infatti deve essere eseguita nel pieno rispetto della convenzione, firmata il 30 marzo 2010, con la Cooperativa Meridiana e soprattutto nel pieno rispetto del benessere animale e dell’idoneità del luogo”.  Il sopralluogo effettuato il 3 febbraio dall’Asur di Macerata ha evidenziato che “il canile, che può ospitare fino a 276 cani, al momento non potrebbe adempiere alla sua capienza massima in quanto necessita di importanti lavori” dichiara l’assessore, in quanto “la maggior parte dei box presenta ammaloramenti”.  “I box nei pressi della casa oggetto di ristrutturazione non potranno essere utilizzati per motivi di sicurezza (impalcature, materiale e attrezzature da lavoro) e gli animali sarebbero soggetti a rumori violenti e improvvisi che, ci sono studi scientifici a dimostrarlo, causano stress, danni all’udito e una riduzione nella risposta del sistema immunitario” denuncia Laviano.  “Inoltre l’accesso agli sgambatoi, tenendo presente che a oggi uno di questi è impraticabile perché crollato, non può essere garantito a un numero troppo elevato di animali obbligando molti di loro a restare nel box tutta la giornata - conclude l’assessore -. Non da ultimo, bisogna tener conto del continuo transito di automezzi lungo la strada principale che passa sopra il ricovero dei cani che hanno un’età media di 14/15 anni e di proprietà del Comune di Macerata; ricovero per il quale in delibera, vista la grande attenzione dell’Amministrazione al benessere animale, è stato richiesto un investimento al gestore del canile di 10mila euro per la coibentazione e per l’adeguata pavimentazione antiscivolo”.  

28/02/2022 17:40
Carassai replica a Paglialunga: "Per Civitanova Alta interesse di facciata, non conosce i progetti"

Carassai replica a Paglialunga: "Per Civitanova Alta interesse di facciata, non conosce i progetti"

“Le esternazioni della Paglialunga lasciano un profondo rammarico e la constatazione dell’estrema superficialità con la quale affronta la tematica”. Ad affermarlo è l’assessore ai Lavori Pubblici del comune di Civitanova Marche, Ermanno Carassai, nel replicare alle dichiarazioni della candidata sindaca del centrosinistra Mirella Paglialunga sul cantiere di Civitanova Alta (leggi qui).  “Quella di Paglialunga è una polemica sterile, dietro le sue parole c’è solo un interesse di facciata per Civitanova Alta alla ricerca di consensi elettorali” punge Carassai, che sottolinea come per accertarsi del rispetto di “tutti i vincoli previsti dalla Soprintendenza” sarebbe bastata “una semplice telefonata o un accesso agli atti”.  “Per quanto attiene la sicurezza dei pedoni e degli alunni, tengo a ribadire che i funzionari dell’Ufficio tecnico della Delegazione hanno comunicato alla scuola media Ungaretti il divieto del transito pedonale e carrabile in piazza Garibaldi e la conseguente chiusura dello sbocco su via Oberdan, nonché le vie alternative per raggiungere in sicurezza l’edificio scolastico” spiega l’assessore. “Un intervento di tale entità comporta sicuramente dei disagi – ammette Carassai -, ma in merito sono stati adottati provvedimenti e gli stessi migliorati ulteriormente per venire incontro alle varie esigenze. Terminata la fase iniziale di rimozione della pavimentazione, saranno allestite delle passerelle in legno per agevolare il transito e garantire la sicurezza di tutti”. “Parlare senza rendersi conto della realtà è facile, ma dietro certe domande si cela ancor più la scarsa conoscenza dei progetti che interessano la città e che sono stati già illustrati da questa amministrazione” conclude l’assessore ai Lavori Pubblici.   

28/02/2022 17:00
San Severino, Valter Bianchi nella bufera per i post 'pro Putin' sui social. Il sindaco prende le distanze

San Severino, Valter Bianchi nella bufera per i post 'pro Putin' sui social. Il sindaco prende le distanze

Il consigliere comunale di maggioranza del comune di San Severino Marche Valter Bianchi nella bufera. Ad essere oggetto di dibattito sono le dichiarazioni rilasciate, a titolo personale, sui social in merito al conflitto russo-ucraino.  Il consigliere, infatti, ha mostrato la sua vicinanza a Vladimir Putin postando un'immagine di un intervento dello stesso premier russo - nel corso del quale giustifica l'azione militare in Ucraina - accompagnata dalla didascalia: "E sto! chi la vede diversamente, può astenersi dal commentare". Nel corso di successivi post Bianchi ha riportato le opinioni espresse da analisti e giornalisti sottolineando come l'attacco russo non sia da ritenersi poi così folle, ricordando quanto avvenuto nel 2014 in Crimea, quando furono "fortemente censurate le immagini di morti, esecuzioni sommarie di bambini, donne e uomini uccisi ad opera dell’addestrato battaglione Azov perché semplicemente si sentivano russi. Un po’ - scrive il consigliere - come avvenne nelle terre irridente con le truppe di Tito ai danni degli italiani, colpevoli di essere o sentirsi italiani". Bianchi, precisa, "non giustifico una guerra, che è sempre un orrore, ma ricordo cosa preconizzava il buon giornalista Giulietto Chiesa, corrispondente da Mosca per l’Unità e La Stampa, scomparso due anni fa: 'La terza guerra mondiale inizierà dall’Ucraina', sostenendo che il golpe del 2014 fosse l’origine dell’offensiva degli Stati Uniti e dell’Unione Europea contro la Russia". Secondo il consigliere settempedano "Trump non ha mai provocato militarmente Putin perché non voleva che si ricreassero le situazioni per una guerra fredda, mentre il primo pensiero del nuovo presidente Usa, Biden, è stato proprio quello di andare a stuzzicare l’avversario di sempre, la Russia, in Ucraina, in una guerra in cui a guadagnarci saranno coloro che stanno vendendo le armi e che, quindi, hanno bisogno di guerre".  Bianchi auspica, comunque, che il conflitto "termini in breve e con minor danni e vittime possibili, poiché siamo tutti coscienti che la guerra nel 2022 è una sconfitta per l’umanità". Ieri i consiglieri di minoranza Aronne e Borioni di 'San Severino Futura' avevano fortemente condannato l'uscita fatta da Bianchi.  "Mentre noi eravamo in piazza, insieme a tantissimi cittadini, associazioni, partiti e movimenti, chiedendo la sospensione immediata delle operazioni belliche e l'urgenza di un vero processo di pace - affermano -, mentre esprimevamo piena solidarietà al popolo ucraino che in questi giorni sta vivendo momenti drammatici, Valter Bianchi consigliere capogruppo di maggioranza del Comune di San Severino Marche esce sui social con gravissime prese di posizione, nelle quali si descrive come legittima, la folle operazione militare di Putin". "Bianchi, lo ricordiamo è figura non certo marginale nella compagine della maggioranza, consigliere comunale, presidente di commissione bilancio, delegato ai rapporti con le frazioni" hanno ricordato dalla minoranza, definendo le sue posizioni personali "non accettabili". Borioni e Aronne avevano, pertanto, richiesto con "immediatezza chiarimenti al riguardo da parte di maggioranza e presidenza del Consiglio Comunale", auspicando le dimissioni "da tutte le sue cariche di rappresentanza"  Oggi, attraverso una nota ufficiale, è arrivata la risposta da parte dell'amministrazione comunale: "Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e il gruppo consiliare di maggioranza San Severino Cambia, dichiarano la propria estraneità alle affermazioni recentemente apparse sui social da parte del consigliere comunale Valter Bianchi, in merito al conflitto russo-ucraino. Ribadiscono tutta la loro vicinanza e solidarietà al popolo ucraino e la ferma condanna dell’invasione russa e di ogni forma di guerra, come atto di aggressione verso altri popoli".              

28/02/2022 15:57
Crisi Ucraina, l'Italia si allinea all'Ue per il sostegno bellico. Ma Draghi teme ripercussioni dello Swift russo

Crisi Ucraina, l'Italia si allinea all'Ue per il sostegno bellico. Ma Draghi teme ripercussioni dello Swift russo

È attesa per oggi pomeriggio la comunicazione ufficiale da parte del premier Mario Draghi, in virtù dell'ultimo d.l. 25 febbraio 2022, n. 14. in materia di "Disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina". Dopo Germania, Belgio, Olanda, Francia e Gran Bretagna, anche l'Italia si appresta dunque ad inviare il proprio materiale bellico a sostegno dell'esercito di Kiev (e non solo) che in queste ore cerca di tenere duro sul fronte della resistenza invocata a più riprese dal presidente Volodymyr Zelensky. Armi anticarro e missili stinger: la scelta da parte di Draghi di voler perseguire la linea europea sta nell'atto simbolico - da parte degli stati membri dell'Ue - di testimoniare una unità forte e decisa, smontando così i tentativi di Putin nel metterla in discussione, facendo leva sugli accordi economici. Va da sé che, spostando l'attenzione proprio da questa prospettiva, Palazzo Chigi vorrebbe nel frattempo provare mitigare le tensioni fra Stati Uniti e Russia. Fra chi, nei suoi discorsi, apre alla prospettiva di una Terza Guerra Mondiale, e chi - per dare una svolta all'invasione militare - ha da poco attivato il "sistema di allerta nucleare" come carta vincente da giocare sul tavolo dei negoziati. Soprattutto se si pensa che una volta che bloccati i canali di Polonia e Romania, né risentirà - in negativo - anche il traffico di armi e profughi. E la situazione, a quel punto, potrebbe ulteriormente peggiorare. In questa situazione, però, l'Italia può solo fare la voce piccola, dato che sta già cominciando a pagare le spese ("salate") di quel 40% di dipendenza dal territorio russo, dal punto di vista energetico. Timida, infatti, è stata la voce dello stesso Draghi rispetto alle sanzioni finora adottate dall'Ue - fra cui il blocco del sistema bancario Swift. L'unica speranza, a questo punto, è quella di uno stop allo scambio di minacce da parte dei due blocchi mondiali, giocate ormai tanto sul piano economico quanto su quello militare. L'Italia, complice la propria negligenza, non può permettersi di resistere a lungo in una stasi geopolitica che rischia di svuotarle le tasche più di quanto non stia già facendo (Leggi qui).   

28/02/2022 11:45
Ucraina, la Lega Marche a sostegno dell'accoglienza profughi e della raccolta beni

Ucraina, la Lega Marche a sostegno dell'accoglienza profughi e della raccolta beni

Il Commissario della Lega Marche, Riccardo Augusto Marchetti, il Referente regionale Enti Locali, Enrico Rossi, e i sindaci Sandro Parcaroli (Macerata), Daniel Matricardi (Montalto delle Marche) e Andrea Spagna (Frontino), annunciano di aver già avviato una interlocuzione con l’Ente Regionale per l’abitazione Pubblica delle Marche e la ricognizione dei posti disponibili nei CAS affinché si mettano a disposizione dei profughi ucraini alloggi. A breve la Lega Marche avvierà anche una raccolta di medicinali, alimenti e indumenti da mandare in Ucraina “Da parte della Lega Marche c’è stata sin da subito una chiara e fattiva volontà di accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra - fanno sapere Marchetti, Rossi, Parcaroli, Matricardi e Spagna - abbiamo pertanto avviato una interlocuzione con ERAP affinché vengano individuati in ciascun comune quanto prima alloggi popolari da assegnare ai rifugiati che arrivano dall’Ucraina. Intendiamo anche procedere alla ricognizione di tutti i Centri Accoglienza Stranieri (CAS) della regione per capire se e dove ci sono posti disponili nei quali poter collocare i cittadini ucraini - proseguono i leghisti - e chiederemo al Dipartimento regionale di Protezione Civile di dare un supporto fattivo nell’integrazione dei profughi nei territori con i canali umanitari e con la collaborazione del Ministero della Salute”. La Lega metterà in campo ogni iniziativa utile anche per dare un aiuto concreto a tutti i cittadini che rimangono in Ucraina. “Come Lega Marche avvieremo quanto prima una colletta alimentare fuori dai supermercati per raccogliere beni di prima necessità, e metteremo a disposizione le nostre sedi in tutti i territori della regione e banchetti nelle piazze per raccogliere medicinali e indumenti - fanno sapere - spediremo poi tutto ai cittadini ucraini che non vogliono o non possono lasciare la loro terra. Tra qualche giorno forniremo tutti i dettagli di queste iniziative cosicché chiunque intenda partecipare, saprà come e dove poterlo fare - concludono - è fondamentale che in un momento così difficile ognuno faccia la propria parte, perché anche un piccolo gesto può fare la differenza”.

27/02/2022 17:00
Paglialunga: "Civitanova Alta dimenticata e oltraggiata". E invita il sindaco a un confronto pubblico

Paglialunga: "Civitanova Alta dimenticata e oltraggiata". E invita il sindaco a un confronto pubblico

"Civitanova Alta sempre dimenticata ed oltraggiata dalle scelte di questa amministrazione comunale: alunni della scuola media Ungaretti, residenti e visitatori da alcuni giorni debbono passare in mezzo a camion e ruspe in azione che stanno rimuovendo gli antichi sanpietrini".  A denunciarlo è Mirella Paglialunga, candidata sindaca della coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni amministrative che si terranno in primavera. "Percorsi alternativi sono stati comunicati tardi - aggiunge la candidata - e comunque, ad ora, non sono state prese in considerazione corrette misure di messa in sicurezza del megacantiere che interessa il centro storico di Civitanova Alta".  "Non è un cantiere qualsiasi" ribadisce Paglialunga, in quanto "prevede il rifacimento della piazza che sta davanti al medievale torrione con il cipresso, simbolo della città alta e di tutta Civitanova Marche. I sanpietrini dell'antica piazza sono già in parte distrutti dalle ruspe e mi chiedo se siano rispettati tutti i vincoli previsti dalla Sovrintendenza per i borghi medievali e quale rifacimento si stia attuando nella piazza".  "Il progetto probabilmente andrà a modificare sostanzialmente il cuore della nostra città antica e non mi risulta che sia stato presentato pubblicamente alla cittadinanza, in un rispettoso dialogo di partecipazione e condivisione" attacca Paglialunga, che invita il sindaco ad un incontro pubblico previsto per lunedì 28 febbraio, alle ore 21, a Civitanova Alta "per parlare ed illustrare i suoi progetti di riqualificazione del nostro borgo medievale".  

27/02/2022 13:19
Potenza Picena, una mozione per dire no alla guerra in Ucraina

Potenza Picena, una mozione per dire no alla guerra in Ucraina

Un atto tangibile per dire no alla guerra, sollecitando interventi concreti sia sul fronte interno che su quello internazionale: il Sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini, e il Presidente del Consiglio Comunale, Mirco Braconi, hanno predisposto nei giorni scorsi una mozione dedicata alla guerra in Ucraina. “Nel nostro piccolo abbiamo voluto far sentire la voce della città, condannando quanto sta accadendo e sollecitando politiche di indirizzo umanitario da un lato e di sostegno economico al Paese dall’altro”. Queste le parole del sindaco e del presidente del Consiglio comunale che, in mattinata,  insieme al vice sindaco, Giulio Casciotti, hanno partecipato al presidio in piazza Douhet, organizzato dal Partito Democratico cittadino, per auspicare la pace, prendendo inoltre contatti con i referenti della comunità ucraina locale. “Le conseguenze del conflitto si ripercuoteranno in maniera importante sui costi che cittadini e aziende saranno chiamati a sostenere nei prossimi mesi. – proseguono il sindaco e il presidente Braconi - La politica locale deve farsi portavoce di queste problematiche, affinché il Governo intervenga quanto prima. Ai cittadini ucraini presenti nella nostra città rinnoviamo l’invito a contattare l’amministrazione per qualsiasi necessità legata a questo terribile momento. In attesa che si apra un corridoio umanitario, l’amministrazione procederà con la predisposizione di un conto corrente dedicato le cui risorse saranno destinate proprio alla popolazione ucraina”. La mozione, attualmente alla firma di tutti i consiglieri, impegna il Governo italiano “a condannare con ogni misura ed in ogni sede internazionale l’unilaterale aggressione militare perpetuata ai danni dell’Ucraina e a richiedere che l’Europa e gli Stati membri coordinino un intervento umanitario per l’accoglienza dei profughi ucraini a seguito della guerra che sta flagellando la popolazione".  Nella mozione si richiede anche "un intervento europeo volto alla creazione di un fondo per introdurre meccanismi economici di compensazione per riequilibrare i danni che le singole nazioni europee subiranno per via delle sanzioni imposte alla Russia e delle conseguenti controsanzioni". Si spinge, inoltre, "a creare una cabina di regia nella quale coinvolgere una rappresentanza delle aziende energivore e le governance dei colossi energetici (ENI – ENEL) per valutare soluzioni e proposte utili ad arginare i catastrofici effetti economici che si determineranno per via della crisi di approvvigionamento energetico da parte della Russia e a garantire tempestivamente lo stato di rifugiati ai cittadini ucraini che ne facciano richiesta”.

27/02/2022 12:55
Pnrr, i vertici della Lega riuniti a Civitanova: "Serve protocollo d'intesa con gli ordini professionali"

Pnrr, i vertici della Lega riuniti a Civitanova: "Serve protocollo d'intesa con gli ordini professionali"

"La Lega continua a ritenere fondamentale il confronto con Ordini e Collegi delle professioni tecniche della Provincia di Macerata sulle ricadute positive del Pnrr sul territorio". Il commissario provinciale Luca Buldorini lo ha ribadito nella convention che si è svolta sabato 26 febbraio al Cosmopolitan di Civitanova invitando alla stesura di un protocollo d’intesa la nutrita platea di professionisti e rappresentanti del centrodestra provinciale. Sul tavolo di discussione oltre alle prospettive, anche alcune criticità riferite dai professionisti: la carenza di figure professionali, le scadenze serrate e la mancanza di effettiva semplificazione burocratica. "La Lega, intende dare tutto il supporto della sua filiera di Governo" ha precisato Buldorini "come ha dimostrato la presenza degli onorevoli Tullio Patassini e Mauro Lucentini e del senatore Giuliano Pazzaglini nonché della consigliera regionale Anna Menghi. “Non ci interessano le statistiche della ricostruzione, abbiamo sempre lavorato concretamente per ricostruire in parallelo case e tessuto sociale – ha detto l’onorevole Patassini, membro della commissione Bilancio e della commissione Ambiente e Infrastrutture della Camera – Cogliere le opportunità offerte dal PNRR anche nel campo della transizione energetica e digitale è fondamentale per rilanciare l’economia, soprattutto delle aree interne ancora carenti di infrastrutture”. Una svolta di visione sottolineata anche dal senatore Pazzaglini, membro della commissione Ambiente del Sento, che ritiene necessario “gettare le basi per un futuro certo e sostenibile per il quale rinnoviamo la piena disponibilità della Lega a concertare. Le risorse vanno utilizzate in maniera proficua”. “Il Pnnr è una grandissima opportunità e per trarne il maggior vantaggio bisogna lavorare in team con gli ordini mediante un protocollo d’intesa nazionale - ha aggiunto l’onorevole Mauro Lucentini, membro della Commissione Affari Europei - Dobbiamo imparare a finanziare progetti strutturali”. “Abbiamo voluto dare un’impronta diversa al fare politica - le conclusioni del commissario provinciale Luca Buldorini - La Lega si impegna a fare da collante tra governo nazionale, regionale e categorie professionali. Dobbiamo essere rapidi nell’attuare un protocollo calato sul territorio”.

27/02/2022 12:41
Upi Marche, Antonio Pettinari passa il testimone a Giuseppe Paolini: eletto il nuovo presidente

Upi Marche, Antonio Pettinari passa il testimone a Giuseppe Paolini: eletto il nuovo presidente

Giuseppe Paolini, presidente della Provincia di Pesaro Urbino, è il nuovo presidente dell’Upi Marche. È stato eletto all’unanimità dal Consiglio Direttivo al termine dell’Assemblea generale congressuale svoltasi nella sala Giovannetti del Palazzo Studi di Macerata convocata per rinnovare gli organi statutari dopo la tornata elettorale del 18 dicembre scorso. Vice presidenti sono Sandro Parcaroli, presidente della Provincia di Macerata, e Daniele Carnevali, presidente della Provincia di Ancona. Fanno parte del nuovo Consiglio Direttivo, oltre al presidente e ai due vice, anche gli altri due componenti di diritto Michele Ortenzi, presidente della Provincia di Fermo e Sergio Loggi, presidente della Provincia di Ascoli. L’elezione degli organi, consiglio direttivo, collegio dei revisori dei conti e delegati all’Assemblea nazionale è stata frutto di un accordo unitario che ha portato ad un'unica lista di consiglieri provinciali. Eletti all’unanimità gli altri 5 componenti del consiglio direttivo Belinda Raffaeli (Ancona), Daniele Tonelli (scoli), Laura Sestili (Macerata), Diego Mandolesi (Fermo) e Marila Girolomoni (Pesaro Urbino). Fanno parte del Collegio dei Revisori dei Conti il Presidente Marco Teodori (Ascoli), i componenti effettivi Leonardo Guerro (Ancona) e Mariano Calamita (Macerata) e i revisori supplenti Serena Silvestri (Ascoli) e Erika Acciarri (Fermo). Delegati all’Assemblea Nazionale sono stati eletti i consiglieri Sandra Gambini (Ancona), Luciana Barlocci (Ascoli Piceno), Milena Sebastiani (Fermo), Andrea Mozzoni (Macerata) e Enrico Rossi (Pesaro e Urbino). All’Assemblea, presieduta dal presidente uscente Antonio Pettinari, che ha introdotto i lavori, è intervenuto anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dopo il saluto del presidente della Provincia di Macerata Sandro Parcaroli. Il direttore dell’Istituto di Studi sui sistemi regionali e sulle autonomie del Cnr di Roma Giulio Maria Salerno, ha tenuto un’interessante relazione sul tema “La riforma delle Province. Problemi e prospettive”. “Ringrazio per la fiducia accordatami – dice il neo presidente Giuseppe Paolini, che dal 2019 fa anche parte del Comitato direttivo dell’UPI nazionale –, così come un ringraziamento va ad Antonio Pettinari per il lavoro svolto. Le Marche vanno dal fiume Tavollo al fiume Tronto, di fronte al mare e dietro l’Appennino, che ne fanno una terra meravigliosa di gente laboriosa e combattente". "Rappresenterò l’intero territorio e con gli altri quattro presidenti di Provincia speriamo di fare grandi cose, fedeli al motto di Vincenzo Cardarelli che diceva che ‘di esser marchigiani bisogna meritarselo’. Siamo pronti ad affrontare le importanti sfide che ci attendono, anche legate alle risorse del Pnrr e alle ricadute sui nostri territori e sui servizi alla popolazione e ai Comuni” conclude Paolini.  

26/02/2022 16:50
Draghi su crisi Ucraina e economia. “Pronti a difenderci”, ma il discorso non regge. Ecco il perché

Draghi su crisi Ucraina e economia. “Pronti a difenderci”, ma il discorso non regge. Ecco il perché

Nell’ultima conferenza stampa, il Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi si è espresso condannando nuovamente le azioni del Cremlino nei confronti dell’Ucraina e assicurando che il nostro Paese sa già come reagire all’impatto economico che l’attuale crisi geopolitica avrebbe sulle tasche degli italiani per via del ‘caro bollette’. La soluzione prospettata per il rincaro dell'energia? Maggiori investimenti nelle rinnovabili, per rendere l’Italia un paese più autonomo entro il breve termine. Di fatto, però, le argomentazioni del premier non reggono. Consideriamo i  tre assiomi principali sui quali queste si basano e che abbiamo già citato: il triangolo Ucraina, Russia e Ue, le sanzioni economiche, l’incremento degli investimenti nelle rinnovabili. Draghi, nel suo appello, esordisce dicendo “l’Ucraina è un paese europeo”. No. L’Ucraina, almeno per ora, rimane uno Stato indipendente, conteso per ragioni di mercato dai due blocchi mondiali USA e Russia. Quest'ultima, forte dell’esperienza pregressa della Crimea,  era tornata già nei primi anni 2010 ad esercitare le sue pressioni. Nella fattispecie, di fronte alla proposta dell’Ue di un “accordo di associazione” – volto a favorire l’annessione dell’Ucraina con la formula del libero scambio – il Cremlino rilanciò alla fine del 2013 con l’Unione doganale. In caso di rifiuto, l’Ucraina si sarebbe vista chiudere i rubinetti del gas e i rapporti commerciali per i quali già dipendeva per un terzo dall'ex Unione Sovietica. I primi segnali, infatti, furono lo stop delle importazioni di acciaio, cioccolato e diversi altri prodotti. Risultato: l’allora presidente ucraino Viktor Janukovyč fu costretto a cedere, e la scelta favorì ulteriormente i rapporti commerciali fra Kiev e Mosca, oltre alla graduale ascesa dei collaborazionisti filo-russi. Uno schema sostenuto anche dallo strumento della "battaglia mediatica" che – si pensi alla strage di Odessa del 2014 – alimentò la retorica politica attraverso l'utilizzo improprio di espressioni come “genocidio del popolo russo”. La stessa formula di cui Putin si è servito negli ultimi giorni per giustificare l’inizio dell’operazione militare speciale. "Per liberare i popoli di etnia russa dal governo Zelensky". Per quanto riguarda, invece, le famose sanzioni minacciate dall’Ue nei confronti di Mosca, anche qui il discorso non regge. La loro utilità, infatti, è già da tempo messa in discussione dalla presenza all'interno del mercato mondiale dei cosiddetti “cavalieri neri”. Si tratta di tutti quegli stati e imprenditori che, nonostante i provvedimenti, continuano ad avere rapporti commerciali con il paese sanzionato. Non solo. Le sanzioni oggi sono l’espediente migliore per condurre una guerra senza doverla combattere, ma funzionano di fatto solamente in un paese democratico. Cioè, laddove una stampa e un’opposizione libera siano in grado di fare pressione sul proprio governo affinché cambino le azioni politiche in corso. Ragionamento che, quindi, non vale in un paese dove vige un regime autarchico, o comunque una dittatura. Piuttosto, queste "multe" finirebbero con il colpire solamente le fasce più deboli della popolazione, con il risultato di impoverirla. E questa, per sentirsi al sicuro, non farà che stringersi ancora di più attorno alla figura politica da cui è governata. Poiché è l’unica a garantire in quel momento storico il minimo del sostentamento per sopravvivere. In ultimo, l’auspicio del presidente Draghi è di "mettere in campo quasi 8 miliardi di cui 6 per l'energia, senza rincorrere a nuovi scostamenti, e utilizzando i margini di crescita e finanza pubblica ottenuti nel 2021". Questo per sopperire al ‘caro bollette’ e, quindi, agli effetti che il rincaro dell’energia avrebbe nei prossimi mesi sulle finanze degli italiani. Il problema è che questi 8 miliardi non si sa ancora da dove verranno pescati. Soprattutto alla luce del fatto che il fabbisogno energetico dell’Italia dipende per tre quarti dalle importazioni. Comprese le rinnovabili. Non serve, in questo senso, nemmeno appellarsi a una maggiore importazione del GNL (gas naturale liquefatto) che, sebbene proveniente dagli Stati Uniti, è soggetto agli accordi fra questi e la Cina. A sua volta legata, come si sa, alla Russia - che peraltro in queste ore funge da àncora di salvezza rispetto alle sanzioni dell'Ue. Persino le argomentazioni addotte in contemporanea dai ministri Cingolani e Giorgetti, se ben viste, non fanno ben sperare in questa “pezza” del Governo buona solo sulla carta. Gli interventi per accelerare la costruzione di impianti fotovoltaici, eolici, geotermici e produrre da sé gas naturale dovranno tenere conto dei costi e, quindi, degli investimenti da effettuare, oltre che della risposta che daranno le singole regioni a livello legislativo e di impatto ambientale. E in merito a un ipotetico miglioramento delle esportazioni nostrane, anche qui bisognerà vedere come gli “Stati che contano sul mercato” risponderanno,alla luce dei nuovi, inevitabili accordi commerciali. Nulla di quanto discusso, insomma, potrà essere di fatto attuato nel breve termine, come il nostro governo. L’unica certezza è che persino l’attesa avrà un costo salato per gli italiani.

26/02/2022 14:00
Elezioni Civitanova, Andrea Doria si sfila da Ciarapica. Forza Italia: "Possibile l'espulsione dal partito"

Elezioni Civitanova, Andrea Doria si sfila da Ciarapica. Forza Italia: "Possibile l'espulsione dal partito"

Forza Italia Civitanova definisce “dichiarazioni a titolo esclusivamente personale” quelle rilasciate da Andrea Doria, tesserato del partito, che ha scelto di schierarsi, alle prossime elezioni amministrative in programma a primavera, contro Fabrizio Ciarapica, candidato sindaco ufficiale di tutto il centrodestra unito, e a favore di Silvia Squadroni. “Le sue parole non rappresentano in nessun modo la volontà o il pensiero del nostro movimento politico – sottolinea il commissario comunale di Forza Italia, Paolo Giannoni -. Fa strano che Doria abbia preso questa posizione, considerato che, negli ultimi mesi, ha tenuto una linea diametralmente opposta a quella appresa poche ore fa, manifestando pubblicamente la sua adesione al progetto che stiamo portando avanti su Fabrizio Ciarapica e facendosene fautore”. “Siamo sorpresi da questo messaggio e da un comportamento scomposto, oltre che scorretto, che punta solo ad indebolire Forza Italia – aggiunge Giannoni -. Rispettiamo la volontà di tutti, perché siamo in democrazia e, considerati anche i tempi, la riteniamo un valore fondamentale, ma non possiamo accettare che si parli a nome di Forza Italia quando un singolo soggetto, di punto in bianco, si sposta su un'altra linea”. “Qualora questa sua posizione di accordo con le forze di sinistra, assunta a titolo esclusivamente personale, venisse confermata dai fatti, sarà mia premura denunciare il caso ai probiviri e chiederne l'espulsione dal movimento politico di Forza Italia” conclude il commissario comunale forzista Paolo Giannoni.   

26/02/2022 12:22
"Sempre con Putin": post choc a favore della Russia, si dimette coordinatore di Fratelli d'Italia

"Sempre con Putin": post choc a favore della Russia, si dimette coordinatore di Fratelli d'Italia

Terremoto politico ai vertici del circolo potentino di Fratelli d'Italia. Sul banco degli imputati è salito l'ormai ex coordinatore cittadino, Celestino Faraci. Tutto ha origine da un commento diffuso su Facebook dallo stesso Faraci giovedì pomeriggio, sotto a un post condiviso dal Pd di Potenza Picena. Nel commento, poi reso noto tramite screenshot dal deputato del Partito Democratico Mario Morgoni, Faraci esprimeva tutta la sua vicinanza al presidente russo Vladimir Putin.  Queste le sue, inequivocabili, parole: “Sempre con Putin! Mai sputare sul piatto dove hai mangiato! La Russia di Putin ci ha dato lavoro in tutti i settori, da quando i vostri scienziati del parlamento europeo hanno emesso le prime sanzioni nei confronti di Putin, i nostri settori calzaturiero e agroalimentare sono andati a fallire. Ricordiamoci di questo“. "A Potenza Picena Fratelli d’Italia governa avendo ottenuto alle urne un largo consenso dei cittadini - ha dichiarato Morgoni -. Il Presidente della Regione è un dirigente di Fratelli d'Italia, verosimilmente iscritto a Potenza Picena. Celestino Faraci, estensore di questo commento è di fatto il capo politico di Noemi Tartabini, di Giulio Casciotti e nell’ambito di Potenza Picena anche di Francesco Acquaroli. Lascio ai concittadini, compresi gli elettori dei Fratelli d’Italia il giudizio su queste parole".  Ad esprimere la sua presa di distanza da Faraci, sui social, è stato sin da subito il vicesindaco Casciotti: "Mi dissocio categoricamente e sono fermamente sicuro che la posizione di Fratelli d’Italia sia chiaramente di condanna allo spregevole atteggiamento criminale di Putin". Una posizione contraria alla guerra scatenata da Putin era stata chiaramente esplicitata anche dal sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, nella giornata di venerdì: "Siamo tornati tutti a provare la paura, l’impotenza e lo sgomento che ogni atto bellico porta con sé.  All’indomani di una guerra, quella pandemica, di cui abbiamo ancora i segni, entriamo in un altro, terribile conflitto, che non potrà non avere conseguenze sul nostro tessuto sociale ed economico. Nel ribadire la vicinanza all’intero popolo ucraino, ci tengo ad invitare tutti i cittadini ucraini presenti sul nostro territorio a contattare l’amministrazione per qualsiasi necessità legata a questo terribile momento. La speranza è che si arrivi il prima possibile alla pace". Parole che hanno portato, nel giro di poche ore, alle dimissioni di Celestino Faraci: "Le mie esternazioni su Facebook in merito alla situazione Russia-Ucraina sono strettamente personali e basate su motivazioni economiche e non meramente politiche - ha ribadito -. Vista la diversa linea di Fratelli d'Italia su questo, presento immediate ed irrevocabili dimissioni dalla carica di portavoce cittadino di Potenza Picena".

26/02/2022 11:00
Civitanova al fianco del popolo ucraino: il centrosinistra organizza fiaccolata per la pace

Civitanova al fianco del popolo ucraino: il centrosinistra organizza fiaccolata per la pace

Una fiaccolata per la pace e contro la guerra in Ucraina. È quella organizzata dalle forze di centrosinistra del comune di Civitanova Marche per esprimere concreta solidarietà al popolo ucraino, che nelle ultime drammatiche ore sta fronteggiando un'offensiva sempre più veemente da parte dell'esercito russo.  "Invitiamo tutti, anche i candidati sindaci ed i loro simpatizzanti - si legge in una nota del centrosinistra civitanovese -, ad unirsi a noi domenica 27 febbraio alle ore 18 presso il Monumento ai Caduti della Resistenza giardini di piazza Gramsci a Civitanova con una fiaccolata pacifica e unitaria: tutti i bambini del mondo hanno diritto alla pace, l’umanità intera ha diritto alla pace". "L’articolo 11 della nostra Costituzione impone il ripudio della guerra come risoluzione dei conflitti ed il nostro impegno deve sempre sostenere senza ambiguità tutti i processi possibili di mediazione e negoziazione politica - si sottolinea ancora nella nota -. L’intervento armato in Ucraina mette a rischio anche la nostra democrazia, le nostre libertà ed il benessere delle future generazioni. Anche per questo dobbiamo dire con forza che la guerra in Ucraina deve fermarsi subito per ridare speranza e sollievo al popolo ucraino e a tutta l’umanità". 

26/02/2022 10:15
Pnrr Sanità, Pd: "Persa un'occasione, ma strappato impegno per nuovi ospedali di comunità"

Pnrr Sanità, Pd: "Persa un'occasione, ma strappato impegno per nuovi ospedali di comunità"

Continuiamo a ritenere che i piani operativi riguardanti l’investimento di 183 milioni di fondi europei assegnati dal Pnrr Sanità alla Regione Marche potevano rappresentare un’occasione per disegnare un nuovo e necessario modello sanitario post Covid, rigorosamente fedele ai principi di universalità, uguaglianza ed equità, sia dal punto di vista clinico che amministrativo. Così non è stato, perché anziché scegliere la via del confronto istituzionale, non solo con l’opposizione, ma anche e soprattutto con i sindaci, le aree vaste, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, la giunta regionale ha preferito gestire l’intera partita nelle segrete stanze, perdendo tempo e allontanandosi dai reali bisogni dei territori. A dirlo, in una nota,  è il gruppo assembleare del Partito Democratico che torna sull’argomento rigurdante il Pnrr sanità. “Basti pensare che, in prima battuta, avevano pensato di utilizzare queste risorse per realizzare opere di manutenzione ordinaria. Un risultato importante, però, lo abbiamo ottenuto grazie all’approvazione della nostra risoluzione che impegna la giunta regionale a stanziare risorse aggiuntive per implementare nuove Case di Comunità (per raggiungere la soglia di una ogni 20 mila abitanti) e nuovi Ospedali di Comunità (uno ogni 50 mila abitanti)”, sottolineano. “Per il resto – spiegano i consiglieri dem - ciò che emerge chiaramente è che questi 183 milioni di risorse non sono stati stanziati dalla giunta Acquaroli, ma dall’Unione Europea grazie all’accordo siglato nel luglio del 2020 sul Recovery Fund. Risorse che peraltro, va ricordato, sono giunte all’Italia e alle Marche solo grazie all’impegno di autorevoli figure come Roberto Gualtieri, David Sassoli, Paolo Gentiloni e, successivamente, Giuseppe Conte, visto che partiti sovranisti come la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni avevano tentato di sabotare in ogni modo quell’accordo. Tra l’altro, invece di rivendicare meriti non propri, molti assessori e consiglieri regionali farebbero bene a riconoscere il lavoro svolto dal governo nazionale, visto che gli interventi inseriti nella programmazione seguono pedissequamente la strategia tracciata dal Pnrr”. “Un’ultima questione – conclude il gruppo dem – è quella della carenza personale. Con molta più onestà ntellettuale di tanti suoi assessori e consiglieri, il presidente Acquaroli ha riconosciuto come il tema, generato dai vincoli imposti a tutte le Regioni dall’ormai noto decreto Balduzzi del 2012, abbia rappresentato un grande problema sia per la precedente Amministrazione che per quella attuale, sostenendo di fatto l’infondatezza delle accuse mosse al centrosinistra durante la campagna elettorale. Noi non faremo lo stesso loro errore, sappiamo che senza un forte investimento sul personale, si rischia di trasformare tante nuove strutture in contenitori vuoti. Per questo ci adopereremo a ogni livello per ricercare insieme una soluzione comune”.

25/02/2022 15:34
La Russia invade l'Ucraina, Acquaroli: "Condanna profonda, spero cessi subito il fuoco"

La Russia invade l'Ucraina, Acquaroli: "Condanna profonda, spero cessi subito il fuoco"

 "Qualunque sia la ragione, non è giusto, né giustificabile far ricorso alle armi, alla violenza, alle invasioni, alle sopraffazioni". Così il presidente del Consiglio regionale delle Marche, Dino Latini, in merito al conflitto Russia-Ucraina in apertura di seduta dell'Assembla oggi dedicata alle comunicazioni della Giunta sugli interventi in sanità connessi alla risorse del Pnrr. "Ricordiamo sempre - ha aggiunto - che la nostra Costituzione consacra il ripudio della guerra come forma di risoluzione dei conflitti tra i popoli". L'auspicio del presidente è che "ora e subito cessino di parlare le armi e riprenda il dialogo diplomatico vero e risolutivo, pacifico e propositivo. Totale solidarietà ai civili, uniche vittime di questo conflitto. Chiediamo - ha concluso - che si applichi immediatamente una tregua che consenta la ripresa del dialogo. L'unico scopo deve essere quello di riportare la pace e garantire la convivenza tra i popoli". Sull'invasione russa in Ucraina si è espresso, in una nota diffusa sui social, anche il governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli: "Esprimo preoccupazione e la mia profonda condanna per l'attacco all'Ucraina. Scene di guerra che mai avrei immaginato di dover ancora vedere - ha commentato -, soprattutto in un momento come quello che l’intera comunità mondiale sta vivendo da ormai due anni. Spero che cessi subito il fuoco e prevalga il senso di responsabilità, con le diplomazie che riescano a far prevalere il diritto internazionale".

24/02/2022 12:48
Crisi energetica, Patassini (Lega): "Sul nucleare pulito è ora di avviare serio dibattito"

Crisi energetica, Patassini (Lega): "Sul nucleare pulito è ora di avviare serio dibattito"

"Da questa crisi energetica o ne usciamo tutti insieme o non ne usciamo più". Così il deputato della Lega Tullio Patassini, membro del dipartimento Energia del partito, durante l'informativa alla Camera del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, sui costi dell'energia. "La Lega è e resta in prima linea a difesa di famiglie e imprese e propone soluzioni. Sì all'incremento del mix energetico, alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento internazionali e alla decisa incentivazione delle comunità energetiche - puntualizza il deputato maceratese -. Sul nucleare di quarta generazione, sicuro e pulito, è ora di avviare un dibattito serio e concreto. Ripartiamo con la ricerca di gas per terra e per mare, altrimenti a trovarlo - e a rivendercelo - saranno Grecia e Croazia, che a differenza dell'Italia continuano senza sosta a cercarlo". 

23/02/2022 20:03
'Vince Civitanova' tuona contro la Squadroni: "Passa da Forza Italia alla sinistra, siamo alle comiche"

'Vince Civitanova' tuona contro la Squadroni: "Passa da Forza Italia alla sinistra, siamo alle comiche"

"Siamo alle comiche! Silvia Squadroni, da sempre in Forza Italia, si candida a sindaco di Civitanova insieme al Movimento 5 Stelle, Italia Viva e personaggi della sinistra e, udite, ha il coraggio di spacciarsi come il nuovo che avanza. Il nuovo di cosa?". È quanto sottolinea, in una durissima nota, il direttivo di 'Vince Civitanova'.  Gli esponenti del gruppo di maggioranza ricordano come la Squadroni sia "dal 1996 in Forza Italia", mentre nel 2012 come si sia candidata proprio "nella lista Vince Civitanova, e nel 2017 è stata presidente dell 'Azienda Teatri con la giunta Ciarapica. Poi, quando Ciarapica non l’ha scelta come assessore, l’amore per il centrodestra è improvvisamente svanito".  "E da lì ha deciso di candidarsi a sindaco. Con chi? Grillini, Italia Viva, Azione di Calenda, personaggi a sinistra come Ghio e altri come Vittorio Taffoni o Alfredo Perugini. Una vera e propria accozzaglia, ricca di sinistra, che punta solo alla gestione del potere e che di nuovo non ha assolutamente nulla - tuonano da 'Vince Civitanova' -. Altro che metodo Spazzafumo! La candidata sindaco sta lanciando il metodo “Squadroni”, un coacervo di personaggi di ogni provenienza allargato ai partiti di sinistra". "Questo continuo sbraitare sulla stampa, questo ergersi a paladina della nuova politica, il tanto sbandierato "coraggio di cambiare" ci fa solo sorridere. Come ci fanno sorridere le continue cantonate che sta collezionando. A noi le accozzaglie non interessano. Ne’ tantomeno imitare qualcuno. Saremo sempre una lista civica vicina alla gente e al servizio della città e parte della coalizione di centrodestra che si riconosce in valori e ideali comuni e ha una base programmatica condivisa" concludono da 'Vince Civitanova'.

23/02/2022 17:10
Civitanova, riqualificazione porto:"La Giunta annulli tutti gli atti del mega progetto Eurobuilding"

Civitanova, riqualificazione porto:"La Giunta annulli tutti gli atti del mega progetto Eurobuilding"

“La modernizzazione e la rigenerazione della struttura portuale "waterfront" di Civitanova Marche non passa attraverso il progetto Eurobuilding che chiede la concessione dell'area portuale per 90 anni”. Lo afferma la candidata sindaca del centrosinistra, Mirella Paglialunga, ritornando sul tema del mega progetto per il porto presentato da Antonelli. “Ciarapica e tutta l'attuale giunta di centrodestra, compreso l'assessore di riferimento, debbono oggi dichiarare con atto formale di giunta  la loro attuale contrarietà respingendo ed annullando qualsiasi atto precedente”, afferma Paglialunga. “Questa assunzione d'impegno e di responsabilità è oggi necessaria per affermare che il progetto Antonelli è in antitesi con la programmazione urbanistica del Comune di Civitanova Marche, con quanto previsto nel piano regolatore Porti della regione Marche, ma soprattutto con gli interessi dei cittadini civitanovesi e di tutti gli operatori economici che, a diverso titolo, gravitano nell'area portuale”. Il consiglio comunale di domani sera deve vedere tutti contrari al progetto Eurobuilding, in primis Ciarapica e l'assessore Troiani. Questi ultimi, in prima istanza, debbono rendere trasparenti tutti gli atti che possano garantire l'annullamento, formale e definitivo, di tutti i loro ventuali precedenti impegni assunti con l’azienda", conclude la candidata sindaca.

23/02/2022 10:27
L'ANALISI - Dalla Russia alle Marche, ecco perché dobbiamo preoccuparci della crisi in Ucraina e della possibile guerra

L'ANALISI - Dalla Russia alle Marche, ecco perché dobbiamo preoccuparci della crisi in Ucraina e della possibile guerra

Per quanto la percezione reale di un possibile conflitto tra Russia e Occidente possa essere relativo, esistono varie ragioni per cui ci si dovrebbe cominciare a preoccupare seriamente della crisi in Ucraina e dei suoi prossimi sviluppi. Soprattutto perché, nell’ipotesi peggiore, a rimetterci saranno soprattutto le tasche degli italiani. Le conseguenze di un peggioramento dei rapporti fra Putin e l’Ue avrebbero, infatti, un grave impatto sull’economia nostrana, che molto dipende tanto da Kiev quanto dal Cremlino. Ad aggiungersi ci sarebbero anche le sanzioni “minacciate” dal presidente Ursula von der Leyen e - in maniera più timida - dallo stesso Mario Draghi. Sanzioni che, a conti fatti, farebbero solo male a noi. Basti considerare che la Russia possiede alcune delle più grandi riserve mondiali di gas naturale e fornisce dal 1968 (ovvero 50 anni) l‘Europa occidentale e il nostro Paese. Più precisamente, il nostro primo fornitore è il colosso pubblico Gazprom, proprietario del gasdotto da 11 mld di dollari "Nord Stream 2". Lo stesso che nelle ultime ore la Germania ha ben pensato di chiudere – come sorta di “avvertimento” - dopo che Putin ha voluto riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste del Donetsk e del Luhansk, oltre che del Donbass. Il problema è che, già all’alba della crisi Ucraina a fine gennaio, la fornitura di gas metano dalla Russia all’Italia era scesa del 43%, con conseguente impennata dei prezzi dell’energia e che ad oggi le famiglie italiane conoscono meglio come “caro bollette”. Non solo. Le nostre regioni – comprese le Marche – sono al primo posto in Europa per importazione di gas naturale: circa il 42,5%, a differenza ad esempio di Germania (26%) e Francia (17%). Il prezzo da pagare per essere in ritardo sulle energie rinnovabili rispetto ai cugini d’oltralpe. Soprattutto perché ad aggiungersi ci sono anche i circa 2 miliardi di spesa import per i prodotti siderurgici. E il paese principale dal quale dipendiamo per la fornitura di gas – dopo Azerbaijan (2%), Africa (5%), Paesi Bassi (5%) e Norvegia (19%) - è ancora una volta la Russia: circa il 30%, di cui il 26% passa direttamente dall’Ucraina. E non è ancora l’ultimo dei motivi per cui l’Italia non può permettersi una guerra mondiale – comunque la si guardi. L’ultima analisi di Coldiretti ha evidenziato come, nelle ultime ore, siano volate anche le quotazioni internazionali del grano: + 5% in una settimana. Un dato pesante, visto che dalla sola Ucraina (già al terzo posto a livello mondiale come esportatore) noi ne importiamo annualmente 120 mln, più altri 100 dalla Russia (che da sola copre circa 1/3 del commercio mondiale). Il tutto per sopperire a un Made in Italy che, di suo, copre a malapena il 36% della produzione. Un altro settore nel quale il nostro Paese si dimostra ancora una volta deficitario. Uno scenario economico drammatico, che nei prossimi giorni potrebbe persino peggiorare e costarci più di 40 mld di euro. Tutto dipende da come l’Ue deciderà di contrastare l’avanzata del Cremlino, deciso a compiere nuove azioni con l’intento conclamato di voler sgretolare la Nato. Insomma, l’ennesima guerra geopolitica combattuta – più che dai soldati sul campo – dalle Potenze Mondiali a colpi di prezzi, forniture e accordi.

23/02/2022 10:00
Civitanova, caserma della Polstrada e Casa della Comunità: al vaglio la cessione delle aree

Civitanova, caserma della Polstrada e Casa della Comunità: al vaglio la cessione delle aree

 Nuovo presidio della Polizia stradale ed individuazione dell’area per la realizzazione della nuova Casa della Comunità con i fondi del PNRR: se ne discuterà giovedì 24 febbraio, in Consiglio comunale, su proposta della Giunta comunale, che nella riunione di venerdì scorso ha approvato le delibere per la cessione delle rispettive aree di proprietà. Se ci sarà il consenso dell’Assise, la caserma potrà essere realizzata a Fontespina dietro l’ex Liceo scientifico (tra le vie Costa e della Giustizia), mentre la Casa della Comunità troverà spazio accanto all’attuale poliambulatorio di via Abruzzo. Da diversi anni è in discussione lo spostamento della sede della Polizia stradale, attualmente ospitata in un edificio di via Carducci non più consono per dimensioni e requisiti strutturali. Dopo ripetuti incontri tra l’Amministrazione Comunale e i vertici della Polizia Stradale, la zona idonea è stata individuata nel quartiere di Fontespina - IV Marine. L’area di circa 3200,00 metri quadrati è di proprietà comunale, si trova dietro all’ex liceo scientifico, nelle vicinanze della SS16 e ben collegata con la viabilità principale. In adiacenza, il Comune potrà poi realizzare una nuova scuola, già finanziata. Il Comune di Civitanova Marche dovrà mettere a disposizione il terreno con la cessione in favore del Demanio dello Stato del diritto di superficie per 99 anni al prezzo simbolico di un Euro. Per quanto riguarda la realizzazione della struttura che ospiterà la Casa della Comunità, la proposta è quella di farla sorgere accanto al poliambulatorio Asur in via Abruzzo, dove sono collocati vari servizi.  Il poliambulatorio costituisce un punto di riferimento per larga parte della popolazione di Civitanova in quanto si trova in posizione baricentrica rispetto a vari quartieri ed è dotato anche di un ampio parcheggio, che consente agli utenti di trovare facilmente lo spazio di sosta sull’area senza intasare la viabilità circostante. Tale struttura avrà una superfice di circa 1.200 metri quadri suddivisa su due piani oltre i locali tecnici per circa 150 mq. In base alla programmazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Civitanova Marche avrà la “Casa della Comunità” dove confluiranno vari servizi di livello intermedio tra le cure domiciliari ed il ricovero in ospedale. Il Comune è proprietario del terreno tra il confine del poliambulatorio ed il sottostante fosso del Castellaro. L’Area Vasta 3 ha chiesto di poter ottenere la concessione del diritto di superficie per 99 anni in modo da poter partecipare al bando per accedere ai fondi del PNRR. La realizzazione della “Casa della Comunità” riveste sicuramente interesse per l’intera collettività di Civitanova Marche e la realizzazione di tale struttura sull’area attigua all’esistente poliambulatorio costituisce un valore aggiunto per la possibilità di facile accesso della cittadinanza. Il Comune è chiamato a concedere un diritto di superficie di soli 1.500 metri quadri di terreno oggi dedicato a Verde, a fronte del minimo sacrificio che l’Ente subisce con la messa a disposizione dell’area ottiene un beneficio importantissimo per tutta la popolazione e attira sul suo territorio un investimento quantificato in circa 3.800.000,00 euro. “Giovedì porteremo all’attenzione del Consiglio comunale due opere molto importanti per la città – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica - una per la sicurezza, settore su cui questa Amministrazione ha sempre puntato, un’altra per la salute dei cittadini, che andrà garantita con una nuova riorganizzazione dei servizi sul territorio. In entrambi i casi si tratta di una cessione sostanzialmente gratuita delle aree, ma giustificate dal beneficio della presenza da una parte di un presidio della Polstrada, quale deterrente anticrimine in un quartiere di recente espansione dove non vi sono altre strutture di Forze dell’Ordine e dall’altra sarà importante poter contare su un polo unificato della salute, con servizi essenziali per la cittadinanza”.

21/02/2022 14:04
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