"La Lega sta lavorando a un emendamento al Decreto Energia che la prossima settimana verrà discusso in Commissione alla Camera. L’obiettivo è dare un aiuto concreto a quei settori come pesca e agricoltura che, a causa dell’aumento dei costi del carburante, sono costretti a fermarsi" (Leggi qui). Lo afferma il commissario della Lega Marche, Riccardo Augusto Marchetti.
“A preoccupare non è soltanto il caro energia, che sta mettendo in ginocchio milioni di famiglie e imprese italiane, ma anche l’aumento dei costi del carburante, che sta di fatto costringendo alcuni settori trainanti dell’economia italiana, come la pesca e l’agricoltura, a fermarsi - prosegue Marchetti - come Lega stiamo lavorando a un emendamento a sostegno di queste attività.
"Da stanotte i pescherecci delle marinerie italiane, compresi quelli delle Marche, non sono usciti in mare - prosegue Marchetti - si tratta di una decisione comprensibile dato che i rincari del costo del carburante stanno impedendo ai pescatori di svolgere il loro lavoro".
"Un problema non solo per gli operatori del settore, ma che avrà ripercussioni anche sui consumatori, che si troveranno costretti a rinunciare a prodotti italiani, da sempre garanzia di eccellenza e qualità. Metteremo in campo ogni azione utile per sostenere in maniera concreta la pesca e l’agricoltura - conclude Marchetti - auspichiamo di avere l’appoggio di tutto il parlamento in questa battaglia di buonsenso a difesa della tenuta economica del nostro Paese”
L’assise comunale di Sefro approva il bilancio di previsione 2022-2024. Durante il primo consiglio dell’anno, il paese famoso per le trote ha messo un importante sigillo sul prossimo triennio. Nonostante la pandemia e la crisi del “caro prezzi” stiano rallentando i cantieri di mezza Italia, l’amministrazione di Sefro definisce amministrativamente il percorso dei lavori pubblici dei prossimi mesi.
L’assessore al bilancio e vicesindaco Rodolfo Rossi traccia il percorso con grande attenzione: “Abbiamo approvato il bilancio in anticipo, rispetto alla scadenza di legge, per poter essere operativi il prima possibile. Stiamo proseguendo la nostra attività con grande impegno, orientando la gestione delle risorse comunali verso la diligenza del buon padre di famiglia”.
“Abbiamo iniziato in questo modo e stiamo convintamente andando avanti su questi binari.” Prosegue Rossi: “Di pari passo, però, abbiamo intercettato e messo sul piatto molti finanziamenti esterni che ci consentiranno di spendere cifre importanti che altrimenti un piccolo comune non potrebbe affrontare”.
Tra le opere pubbliche, infatti, troviamo importi consistenti. Il consigliere con delega ai lavori pubblici Corrado Carminelli snocciola le cifre: “Oltre a quanto già presente nel programma dello scorso anno, aggiungiamo un intervento davvero importante e relativo ad alloggi di edilizia popolare, con un importo complessivo da circa 2.5 milioni di euro".
"Una demolizione ricostruzione davvero imponente per noi. Inoltre, oltre ad invertenti sulla viabilità che interesseranno anche le frazioni di Sorti ed Agolla, abbiamo visto finanziata la rigenerazione della zona giardini pubblici con annesso campo da calcetto".
Anche il sindaco Pietro Tapanelli è molto soddisfatto e puntualizza: “Terzo bilancio e terzo anno di grande lavoro. Abbiamo messo in cascina tanto fieno. Ora viene il bello e, appena partiranno i vari lavori, vedremo concretizzarsi gli sforzi di questi primi anni di frenetica attività".
Prosegue il primo cittadino: “Devo dire che questi risultati si ottengono quando il consiglio comunale e i dipendenti lavorano uniti. Maggioranza e minoranza, nessuno escluso, stanno infatti operando nella stessa direzione e con grande spirito di collaborazione. Questa è una cosa che non capita tutti i giorni, ma il momento storico richiede unità e Sefro sta dando un ottimo esempio".
"L'attuale giunta comunale ha istituito circa un mese fa un gruppo di lavoro intersettoriale per la predisposizione dei progetti Pnrr. Da questo gruppo sono fuori i settori dei Servizi Demografici e Polizia Locale, fondamentali data la particolarità e le peculiarità della popolazione residente. Credo si debba procedere da subito al loro coinvolgimento". A dirlo è Angelica Sabbatini, consigliere di minoranza ed ex assessore del comune di Porto Recanati.
Sabbatini critica anche la scelta di predisporre uno "specifico atto" per "descrivere ed enfatizzare come straordinarie delle attività che gli uffici già sono chiamati a svolgere". "Ne è esempio il Settore I° che - evidenzia -, è chiamato dalla giunta a dare 'supporto amministrativo nella predisposizione degli atti necessari alla partecipazione al Pnrr'. Perché, solitamente cosa è chiamato a fare? Occorre una delibera per sancire un compito che è già nella definizione stessa del settore?".
Riguardo alla partecipazione al bando per realizzare un asilo nido comunale, l'ex assessore si trova concorde: "È condivisibile soprattutto in questo periodo di sofferenza economica dove è chiara la necessità di porre in essere ogni misura utile ad agevolare la possibilità di lavoro di entrambi i genitori. Forse era nelle loro intenzioni ma sicuramente non era nel programma elettorale".
"Una volta concretizzata la possibilità di realizzare l’asilo nido, sarà fondamentale stabilirne i criteri di accesso evitando l’errore di condizionarli solo all'Isee - aggiunge Sabbatini -. Dovrà essere una reale soluzione alle esigenze dei genitori portorecanatesi che lavorano e non hanno altri aiuti dai familiari".
"La gravità oggi è l’assenza del segretario comunale. Il sindaco aveva annunciato il 18 dicembre che sarebbe arrivato in non più di una settimana- punge il consigliere di minoranza -. Il 20 febbraio si comunica di un prossimo incontro risolutivo, ma allora perché ancora non lo abbiamo? Tutti i funzionari in servizio sono quanto di meglio si possa avere e vantano una elevata professionalità ma non debbono essere chiamati ad assumersi responsabilità che vadano oltre il loro ruolo o si sommino, come nel caso della Vice Fermani oggi anche facente funzione".
"Un carico di lavoro che può comportare ritardi nell’ordinaria amministrazione, nel rinnovo dei bandi, dei contratti e dei regolamenti. Anche il cambio di segretario Massi/Bonelli necessitò di un paio di mesi, ma certo non c’erano queste nuove opportunità finanziare che dobbiamo cogliere nei tempi e con la garanzia della correttezza di tutti i procedimenti" conclude Angelica Sabbatini.
(Foto scattata in occasione dell'inaugurazione del Museo del Mare)
Riparte da Porto Recanati la proposta di Fratelli d’Italia sul presidenzialismo. “Siamo al fianco di Giorgia Meloni in questa importante riforma costituzionale. La rielezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con quasi tutto il Parlamento bloccato e impaurito dall’eventualità di tornare al voto, ha ridato nuovo slancio al nostro proposito per l’introduzione del Presidenzialismo in Italia. Si riparte con la raccolta firme”.
Con queste parole il Direttivo cittadino di Fratelli d’Italia annuncia il gazebo allestito in corso Matteotti di fronte all’ex scuola Diaz a Porto Recanati, dove sarà possibile firmare in presenza, sabato 5 marzo dalle 17 alle 20, per la proposta popolare di modifica costituzionale per l’elezione diretta del Presidente della Repubblica.
“Si tratta del primo gazebo nelle Marche – dichiara il consigliere di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, Elena Leonardi, nonché Presidente della IV Commissione consiliare - Altri ne saranno organizzati nei prossimi giorni in moltissime città marchigiane. La nostra leader, Giorgia Meloni, presentando il riavvio della raccolta firme è stata molto chiara. Si è augurata, infatti, che sia stata l’ultima volta del giuramento di un Presidente della Repubblica non scelto dagli italiani, ma frutto di un Parlamento asserragliato e bloccato dai veti dei partiti della maggioranza”.
“Fratelli d'Italia chiede che il presidente della Repubblica sia eletto direttamente dai cittadini. Per questo abbiamo proposto una modifica di legge costituzionale e stiamo raccogliendo le firme perché i cittadini si possano esprimere direttamente per questa elezione fondamentale. E non assistano più ai teatrini a cui abbiamo assistito nelle ultime votazioni. Grazie a Fratelli d’Italia la conferenza dei capigruppo della Camera ha calendarizzato la proposta di legge, a prima firma di Giorgia Meloni, per l’elezione diretta del Presidente della Repubblica”.
“Ora serve il sostegno di tutti quegli italiani che, come noi, si sono sentiti inermi di fronte a quanto accaduto a fine gennaio scorso. È importante - conclude la consigliera regionale di FdI, Elena Leonardi – che ci sia una forte mobilitazione di sostegno, infatti sono già state raccolte 25 mila firme. Ricordo che oltre ai gazebo è possibile anche sottoscrivere la proposta popolare di modifica costituzionale per l’elezione diretta del Presidente della Repubblica anche online, grazie al sistema di certificazione Spid, collegandosi al sito www.presidenzialismo.it”.
Il gruppo assembleare del Partito Democratico condanna l'aggressione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, esprimendo pieno sostegno alla popolazione civile e gratitudine a quella parte del popolo russo che, nonostante la repressione interna in atto, manifesta contro la guerra. Inoltre, con un’apposita mozione a prima firma di Fabrizio Cesetti, i dem invitano la giunta regionale ad assumere impegni ben precisi.
Tra questi: il pieno sostegno alle iniziative messe in campo dal governo italiano per esigere dalle Autorità russe l’immediata cessazione delle operazioni belliche e il ritiro di tutte le forze militari dal territorio ucraino; l’assunzione di ogni iniziativa utile ad aprire nei territori interessati dal conflitto un percorso di pace e stabilità per garantire attraverso la diplomazia il rispetto dei principi del diritto internazionale e degli impegni nel tempo assunti nei confronti dei territori stessi; l’attivazione immediata, in coordinamento con il governo nazionale, di corridoi umanitari volti alla protezione e all’accoglienza della popolazione civile in fuga; l’attivazione di procedure per l’assistenza dei profughi ucraini con iniziative e risorse proprie.
“La guerra in corso - affermano i dem - sta assumendo i connotati di un vero e proprio crimine contro l’umanità, un’inaccettabile violazione della indipendenza, sovranità e integrità territoriale dello Stato ucraino, perpetrata in dispregio dei principi e delle norme che sovrintendono la vita dei popoli e degli Stati. Crediamo sia assolutamente necessario non solo fermare immediatamente il conflitto, ma imporre il ritiro dell’esercito russo dal territorio ucraino. Contestualmente va avviato un percorso di pace e stabilità che solo la diplomazia guidata dal diritto internazionale può garantire, anche al fine di scongiurare il rischio di un allargamento del conflitto”.
“Allo stesso tempo - concludono i consiglieri del Pd - non possiamo non essere preoccupati per le pesantissime ricadute economiche che, tra l’altro, vedono particolarmente esposte le Marche. Per tale motivo chiediamo che la giunta regionale preveda misure di sostegno alle famiglie, alle aziende marchigiane e a tutti i settori dell’economia regionale danneggiati dalle conseguenze dirette e indirette delle sanzioni economiche imposte alla Federazione Russa, attraverso la destinazione di risorse europee, nazionali e regionali. Ma non solo, è necessario che la giunta regionale si attivi nei confronti del governo affinché quanto prima siano assunte azioni incisive volte ad arginare anche gli effetti economici derivanti dalla crisi di approvvigionamento energetico”.
Il comitato direttivo del Madiere, riunito subito dopo la seduta del Consiglio Comunale, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della delibera riguardante la domanda presentata dalla società Eurobuilding, che di fatto accantona il mega progetto per il porto.
La decisione accoglie la richiesta di un pronunciamento chiaro dell’Amministrazione Comunale circa l’inesistenza dell’interesse pubblico all’avvio della procedura di approvazione del progetto Eurobuilding che nel mese di dicembre era stata avanzata congiuntamente dal diporto, dalla pesca e dagli operatori portuali.
“Siamo pienamente consapevoli – scrive il direttivo del Madiere in una nota- che la vicenda è ancora lontana dall’essere conclusa; il probabile ricorso legale della ditta Eurobuilding porterà tutta la questione all’esame di un giudice che ora però potrà fare le proprie valutazioni avendo ben chiaro quale sia l’interesse della città”.
“Il futuro del porto ha assunto in questi mesi – aggiungono - un rilievo straordinario e si è affermato come uno dei temi centrali della campagna elettorale in corso; sull’argomento il diporto civitanovese ha già incontrato i candidati sindaci per un primo confronto sulle principali criticità che affliggono l’area”.
“In primo luogo la messa in sicurezza dell’area occupata dai diportisti che chiama in causa anche la Regione Marche. Sul tema è viva l’attesa per lo studio del moto ondoso da parte dell’Università di Ancona che dovrebbe essere consegnato al Comune nelle prossime settimane; a questo studio infatti è legata la scelta delle opere da realizzare da parte della Regione per la protezione della darsena”.
“Altro argomento ormai all’ordine del giorno – spiegano i diportisti - è il piano per la riqualificazione dell’area portuale; su questo argomento è al lavoro l’università di Camerino per uno studio riguardante le linee di progetto del futuro piano particolareggiato dell’area che dovrà essere commissionato dal Comune”.
Nelle prossime settimane il diporto incontrerà di nuovo i candidati sindaci per un confronto più stringente sulle richieste della categoria il cui esito sarà poi portato a conoscenza dei 620 soci delle sette associazioni nautiche rappresentate dal Madiere.
Le conseguenze già discusse del "Decreto Ucraina" (leggi qui) – comprese quelle derivanti dalle sanzioni promosse dall’Ue – rischiano di pesare ancora di più sulla crisi energetica già in atto. Se la Russia chiudesse i rubinetti, come potrebbe sopperire il nostro Paese al 38% di gas naturale da cui dipende? E dove andrebbe presa l’energia per scongiurare il rischio di un collasso?
Tutta l’Italia per funzionare – abitazioni, riscaldamento, fabbriche, industrie, trasporti – ha bisogno di un quantitativo di energia che viene per il 20% circa dalle rinnovabili (la gran parte dall'idroelettrico), per il 33% circa dal petrolio e per il 40% circa da gas naturale. Più un 7% preso da altre fonti secondarie.
Nel 2020 gli italiani hanno consumato consumato circa 71 mld di Smc (metri cubi di gas naturale); di questi 66 mld sono importati dall’estero. Praticamente il 95% di gas naturale proviene da altri Paesi, e il restante 5% è prodotto direttamente in Italia. Le nostre maggiori importazioni vengono da Olanda e Norvegia (2,9%), Libia (4,2%), Azerbaijan (9,5%), Algeria (27,8%) e, soprattutto, Russia (38,2%). C’è poi il 13,1% che passa dal mare: il cosiddetto GNL o gas naturale liquefatto.
COSA ACCADREBBE SE LA SITUAZIONE IN EUROPA ORIENTALE DOVESSE PEGGIORARE?
Le rinnovabili sono da escludere del tutto. Non solo perché al momento non riuscirebbero a compensare adeguatamente il nostro fabbisogno energetico – soprattutto per industrie e trasporti pesanti -, ma anche perché i tempi di approvazione e messa in atto richiederebbero tempi estremamente lunghi. Con effetti visibili solo nel lungo termine.
E nemmeno il nucleare può essere considerato: un po’ per le stesse ragioni delle rinnovabili, e un po’ perché nel nostro Paese rimane ancora un argomento fortemente dibattuto. La necessità di soluzioni a breve termine riguardano l’incremento delle importazioni da altri paesi di gas naturale e GNL, la riapertura delle centrali a carbone e l’utilizzo di gas di stoccaggio.
Nel primo caso, però, bisognerebbe fare i conti con i Paesi dai quali già importiamo gas naturale in rapporto anche ai loro altri accordi commerciali - oltre che del loro personale fabbisogno. Sul fronte GNL, invece, sono gli Stati Uniti a rivestire un ruolo decisivo: a loro spetta infatti l’ultima parola sugli accordi con la Cina e con la regione del Qatar (secondo esportatore mondiale).
Con quest’ultima, in particolare, gli USA vantano accordi di "joint venture" – si pensi alle multinazionali americane che lì si trovano: "ExonMobil" e "ConocoPhilips" – per la gestione degli impianti di liquefazione situati nel polo petrolchimico di Ras Laffan. In più, l’amministrazione Biden dovrebbe persuadere Giappone e Corea del Sud a rinunciare a parte del loro GNL, in modo da dirottarlo verso l’Europa.
Infine, rispetto al gas dello stoccaggio – nove giacimenti in Italia* -, la compensazione sarebbe minima: solo 17 mld di Smc sui 75 mld di cui avremmo bisogno. Stesso discorso per le centrali a carbone – due di queste già riattivate a fine 2021 - poiché riuscirebbero a coprire solamente un 5% del fabbisogno energetico nazionale.
* Otto siti appartengono alla Stogit (gruppo Eni): Brugherio, Minerbio, Settala, Ripalta, Sergnano, Sabbioncello, Cortemaggiore, Fiume Treste (ex San Salvo). Mentre i giacimenti di Collalto (Treviso) e Cellino (Teramo) sono di proprietà dell'Edison
Fonte dati MISE (Ministero dello Sviluppo Economico)
"Lavori fermi, opere che si trascinano con ritardi interminabili, annunci roboanti di progetti e iniziative inesistenti o collocati in un futuro indeterminato, amministratori latitanti negli uffici comunali e tra la gente. C’è però un tema dove i nostri amministratori sono primatisti assoluti e ritrovano come d'incanto lo scatto vincente: lo stipendio". A denunciarlo è il gruppo consiliare del Partito Democratico di Potenza Picena.
"Nel 2014 Acquaroli debuttò con un corposo aumento delle indennità segnando una netta discontinuità con le giunte Paolucci/Morgoni che le avevano addirittura ridotte - ricordano dal Pd -. Oggi, non appena la Legge di Bilancio ha introdotto la facoltà di aumentare le indennità per gli amministratori (Sindaco, Vicesindaco, Assessori e Presidente del Consiglio Comunale), a Potenza Picena la Giunta non ha perso tempo per ritoccarle al rialzo".
"Il tutto alla faccia delle difficoltà economiche delle persone, delle famiglie e delle imprese che la pandemia ha drammaticamente evidenziato e che ora la guerra minaccia di esasperare - aggiungono i membri del Partito Democratico di Potenza Picena -. Come possono i nostri amministratori ritenersi meritevoli di un aumento delle loro indennità? Con che faccia si giustificheranno davanti ai cittadini? La Giunta faccia l'unica cosa ragionevole: ritiri questa delibera offensiva e rinunci agli aumenti delle indennità".
Weekend all’insegna della solidarietà per la Lega Marche: da venerdì 4 a domenica 6 marzo in molte città di tutte le province marchigiane saranno raccolti medicinali, alimenti e indumenti per la popolazione dell’Ucraina.
“Fin dall’inizio del conflitto ucraino ci siamo adoperati affinché i rifugiati ucraini trovino asilo nelle Marche avviando una interlocuzione con gli enti regionali competenti - ricorda il Commissario Riccardo Augusto Marchetti – L’azione prosegue con la concretezza del sostegno anche a tutti gli ucraini che non possono o non vogliono lasciare il loro Paese".
"Da qui nasce l’iniziativa Legami di pace che ci porterà nelle piazze di molti comuni di tutte le provincie marchigiane per raccogliere medicinali, alimenti e indumenti che invieremo in Ucraina - spiega Marchetti -. Ci tengo a ringraziare tutti gli eletti della Lega, i nostri militanti e sostenitori che si sono adoperati con impegno e dedizione sin da subito nell’organizzazione di questa iniziativa e che saranno operativi in fase di raccolta".
"Grazie alla loro disponibilità, in pochi giorni siamo riusciti ad attivare una macchina di solidarietà incredibile – conclude Marchetti - In questo momento in cui anche un piccolo aiuto può fare la differenza, è importante che tutti facciamo la nostra parte, al di là di simboli e ideologie, perché la solidarietà va oltre i confini, anche quelli della politica”.
In dettaglio i punti di raccolta:
4 MARZO
Provincia di Pesaro Urbino
Fano ore 17.00-19.00, Via Sant’Eusebio 54 – Centro Commerciale Sant’Orso
Provincia di Macerata
Macerata ore 15.00-20.00, Sede Lega Via Roma, 66
5 MARZO
Provincia di Pesaro Urbino
Fano ore 10.00-13.00 e 17.00-19.00 Piazzetta Omiccioli (fronte Chiesa San Tommaso); ore 10.00-13.00 e 17.00-19.00 Sede Lega via Garibaldi 69
Provincia di Ancona
Ancona ore 17.00-19.30 Piazza Roma – Lato Farmacia
Chiaravalle ore 09.00-12.00 e 15.00-17.30 Corso Matteotti 94 (lato Bper)
Filottrano ore 10.00-12.00 Sede Lega Corso del Popolo 83
Moie di Maiolati ore 09.30-12.00 Piazza Kennedy
Senigallia ore 10.00-12.30 e 16.00-19.00 Corso 2 Giugno (fronte BNL Paribas)
Provincia di Macerata
Civitanova Marche ore 09.30-13.00 e 15.00-19.00 Sede Lega Viale Vittorio Veneto 127/a
Macerata ore 10.00-13.00 Piazza della Libertà
Porto Recanati ore 16.00-19.00 Piazza delle Rimembranze (Caffè del Corso)
Recanati ore 10.30-12.30 Corso Cavour (fronte Teatro Persiani)
Provincia di Fermo
Fermo ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00 Contrada Mossa (FrescoMarket)
Sant’Elpidio a Mare ore 16.30-19.30 Via Celeste 501 (presso SìconTe Superstore)
Provincia di Ascoli Piceno
Ascoli Piceno ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00 Piazza Roma - Fronte Farmacia Simonelli
Cupra Marittima ore 10.00-13.00 Viale Giuseppe Romita (vicino Sala Polivalente)
Grottammare ore 10.00-12.30 e 16.30-18.30 Via Marche 5 (Supermercato Elite)
Monsampolo T. (Stella) ore 10.00-12.00 Via Petrarca 3 (Tigre); ore 10.00-12.00 Via Bixio 8 (zona Farmacia Rocchegiani)
San Benedetto T. ore 10.00-13.00 e 17.00-19.00 Piazza Matteotti, (zona Farmacia Carlini); ore 10.00-13.00 e 17.00-19.00 Sede Lega Via Piemonte
6 MARZO
Provincia di Pesaro Urbino
Cartoceto (Lucrezia) ore 10.00-13.00 via Vespucci 6 (fronte supermercato Conad)
Fano ore 10.00-13.00 via Dolomiti (presso supermercato Crai)
Provincia di Ancona
Moie di Maiolati ore 09.30-12.00 Piazza Kennedy
Senigallia ore 16.00-19.30 Corso 2 Giugno (fronte BNL Paribas)
Provincia di Macerata
Civitanova Marche ore 15.00-19.00 Sede Lega Viale Vittorio Veneto 127/a
Recanati (Villa Teresa) ore 10.30-12.30 Via dei Politi (fronte Supermercato SìconTe)
Provincia di Fermo
Fermo ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00 Contrada Mossa (FrescoMarket)
Sant’Elpidio a Mare ore 09.30-12.30 Via Celeste 501 (presso SìconTe Superstore)
Provincia di Ascoli Piceno
Ascoli Piceno ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00 Piazza Roma (Fronte Farmacia Simonelli)
Cupra Marittima ore 10.00-13.00 Viale Giuseppe Romita (vicino Sala Polivalente)
Grottammare ore 10.00-12.30 Via Marche 5 (presso Supermercato Elite)
San Benedetto T. ore 10.30-12.30 Piazza Matteotti (zona Farmacia Carlini); ore 10.30-12.30 Sede Lega Via Piemonte
“Ci impegniamo per uscire dalla crisi lasciata dalla pandemia e per dare maggiori occasioni di crescita ai lavoratori. In questa ottica, il Pnrr ci offre grandi opportunità”. È quanto ha dichiarato oggi l’assessore regionale al Lavoro, Stefano Aguzzi, presentando il Piano attuativo regionale del Programma nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (Gol) che assegna alla Regione Marche per l’anno 2022 oltre 21 milioni di euro (21.384.000,00), a cui va aggiunto 1 milione e 470 mila euro quale fondo per il potenziamento delle competenze dei lavoratori fuoriusciti dalle crisi aziendali, per un totale di 22.854.000 euro.
Il Programma Gol è stato adottato in attuazione della Missione 5, la Componente 1 – Politiche per il lavoro – del Pnrr ed ha come obiettivo principale l’introduzione di un’ampia e integrata riforma delle politiche attive e della formazione professionale, supportando percorsi di riqualificazione professionale e di reinserimento di lavoratori in transizione e disoccupati (percettori di reddito di cittadinanza, Naspi, e Cigs), nonché, in stretto coordinamento con le Regioni, livelli essenziali di attività formative per le categorie più vulnerabili.
In attuazione della Missione 5C1 del Pnrr il Ministero del Lavoro ha adottato il Programma Gol, attraverso le cui risorse, assegnate per il 2022, la Regione Marche ha come obiettivo di prendere in carico 14.580 beneficiari, di cui almeno 3.888 dovranno essere coinvolti in attività di formazione e di questi, almeno 1.458 in competenze digitali.
“Abbiamo seguito con grande attenzione la fase che ha portato alla ripartizione delle risorse alle Regioni – ha spiegato Aguzzi – In questo percorso le Marche hanno giocato un ruolo da protagonista e devo dire che siamo stati sufficientemente appagati rispetto alle nostre richieste”.
“E’ volontà della Regione Marche - ha continuato Aguzzi – che adesso il Piano attuativo regionale non si agganci di rimbalzo alla ripresa economica post pandemica ma diventi l’occasione per affrontare nodi e criticità di lungo periodo del modello di sviluppo locale”.
Ecco allora il ruolo fondamentale della formazione professionale per contrastare lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro e la carenza di competenze dei lavoratori. “L’intersezione tra politiche del lavoro e politiche della formazione – ha detto Aguzzi – è una leva determinante delle politiche di sviluppo e consente l’inclusione dei soggetti fragili e vulnerabili, soprattutto giovani e donne, come modello di recupero dello spreco di risorse umane".
La Regione Marche individua nei suoi 13 Centri per l’impiego il luogo della valutazione (assessment) personale dei beneficiari di GOL e dell’orientamento nei differenti percorsi prospettabili. Il Piano prevede l’attivazione di 5 percorsi contenenti la descrizione delle singole misure attivabili, degli obiettivi e risultati di ciascuna misura, dei parametri di costo e dei soggetti coinvolti nell’erogazione:
Percorso 1 – Reinserimento lavorativo: percorso destinato a disoccupati per i quali non si evidenzia necessità di approfondimento su competenze e/o su vincoli personali.
Percorso 2 – Upskilling: il disoccupato sarà indirizzato verso una proposta di aggiornamento professionale.
Percorso 3 - Reskilling: questo percorso è riservato ai disoccupati per i quali è emerso un importante deficit di competenze professionali o esigenze di riconversione, e/o criticità personali.
Percorso 4 – Lavoro e inclusione: previsto per soggetti per i quali si rilevino condizioni di vulnerabilità e fragilità personali e persistente o oggettiva criticità nell’accesso al mercato del lavoro connesse con vincoli e problematiche personali.
Percorso 5 – Ricollocazione collettiva: è rivolto ai lavoratori ancora formalmente occupati, ma potenzialmente in transizione, per effetto di crisi aziendali. La Regione nel proprio ruolo di coordinamento dei tavoli di gestione delle crisi, promuove la definizione di piani di recupero occupazionale con il concorso di tutti gli attori presenti al Tavolo, per individuare delle possibili soluzioni occupazionali. “Questo percorso, in particolare, può rappresentare – ha specificato Aguzzi – il primo tassello di un fondo regionale per le politiche attive del lavoro destinato alle aziende in crisi che la Regione sta pensando di istituire”.
Tempistiche di avvio del Piano: ad aprile si prevede la pubblicazione degli avvisi; a maggio l’avvio dell’attività di presa in carico e trattamento dei beneficiari (assessment); a luglio/settembre l’avvio dell’attività dei Percorsi 1, 2, 3, 4 e 5.
Il Comune di Macerata e Apm hanno incontrato, lunedì 28 febbraio, i coordinamenti provinciali sindacali della Filt Cgil, Fit-Cisl e Faisa Cisal per affrontare le tematiche relative al servizio di trasporto urbano della città. Presenti alla riunione il presidente Apm Gianluca Micucci Cecchi e il vice Giorgio Piergiacomi, il direttore generale Stefano Cudini, il sindaco Sandro Parcaroli e gli assessori Laura Laviano e Oriana Piccioni.
Durante l’incontro, che si è svolto in un clima proficuo e di collaborazione, Comune, Apm e le parti sindacali hanno discusso delle difficoltà emerse in questi ultimi anni relative al trasporto pubblico locale di cui viene auspicata una revisione che coinvolga anche la Regione Marche dato che a Macerata, al momento, è riconosciuto il corrispettivo chilometrico più basso di tutto il territorio regionale.
"Le questioni derivanti dalla diminuzione dei ricavi da utenza e dall’aumento dei costi di esercizio, in particolare il carburante, entrambi non imputabili ad Apm, comportano l’esigenza di intraprendere, al momento, interventi di carattere emergenziale, da esperire peraltro di comune accordo e senz’altro d’intesa con il Comune e le parti sindacali – ha spiegato il presidente di Apm Micucci Cecchi -. La recente sostituzione delle corse con gli autobus a chiamata si è resa necessaria in ragione dell'esigenza di risolvere un problema contingente per poter salvaguardare il servizio".
"Nei prossimi giorni provvederemo come azienda ad avviare un percorso proteso alla formulazione di proposte continuando a rapportarci costantemente con il Comune, come è avvenuto sino a oggi, al quale naturalmente è demandato il compito di dialogare con la Regione – ha aggiunto Micucci Cecchi -. Auspichiamo ovviamente un dialogo reciproco anche per il futuro tra Comune, azienda e sindacati".
Apm e Comune hanno già avviato un importante lavoro di complessiva ricognizione, messa a norma e in sicurezza per la totalità delle fermate a servizio della rete di trasporto pubblico urbano che concorrerà certamente a una migliore verifica dell’intero servizio di trasporto pubblico locale.
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“Lo stesso spirito unitario e senso di responsabilità mostrati in Parlamento, ci auguriamo possano essere replicati nell’Aula consiliare della Regione Marche. Mettiamo a disposizione di tutti, la mozione presentata dal nostro Gruppo per ribadire il fermo “no” all’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina”. Queste le dichiarazioni dei consiglieri dal gruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche a seguito del deposito della mozione n. 225 in merito alla “Crisi in Ucraina”.
“L’escalation della guerra in Ucraina scatenata dalla Russia sta destando grande apprensione e angoscia nella Comunità internazionale e rappresenta uno degli eventi più drammatici della storia recente dell'Europa; l’invasione dell’Ucraina avviene in spregio ai valori fondamentali della nostra Costituzione che ripudia ogni guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionale; non diversamente l’atto unilaterale di aggressione della Russia ai danni della Ucraina avviene in spregio al diritto internazionale, quale strumento di risoluzione giuridica dei conflitti. Siamo soddisfatti che in Parlamento si sia riusciti a trovare una linea comune fra maggioranza edopposizione. Lo stesso ci aspettiamo nelle Marche, ponendo l’accento sui rischi concreti e diretti di questa crisi internazionale per la nostra Regione".
"In tal senso, nella mozione impegniamo la Giunta regionale a far leva sul Governo italiano affinché provveda, oltre alla doverosa e necessaria condanna con ogni misura ed in ogni sede internazionale l’unilaterale aggressione militare perpetuata ai danni dell’Ucraina, anche a richiedere che l’Europa e gli Stati membri coordinino un intervento umanitario per l’accoglienza dei profughi ucraini a seguito della guerra che sta flagellando la popolazione, garantendo tempestivamente lo stato di rifugiati ai cittadini ucraini che ne facciano richiesta; a richiedere un intervento europeo volto alla creazione di un fondo per introdurre meccanismi economici di compensazione per riequilibrare i danni che le singole nazioni europee subiranno per vie delle sanzioni imposte alla Russia e delle conseguenti contro-sanzioni.
Infine, a nostro avviso è necessario riflettere anche sui risvolti economici per il nostro tessuto imprenditoriale. Per questo – concludono - sarebbe opportuno che il Governo Draghi crei una cabina di regia nella quale coinvolgere una rappresentanza delle aziende energivore e le governance dei colossi energetici (ENI – ENEL) per valutare soluzioni e proposte utili ad arginare i catastrofici effetti economici che si determineranno per via della crisi di approvvigionamento energetico da parte della Russia”.
Lo scorso lunedì, l’Amministrazione ha presentato la documentazione richiesta dal bando emanato dal Miur per accedere ai fondi necessari a realizzare un asilo nido comunale a Porto Recanati. La manifestazione di interesse e in particolar modo lo studio di fattibilità richiesti sono stati il frutto di un lavoro di squadra svolto dal tavolo intersettoriale interno al comune di recente costituzione.
"La fattiva collaborazione tra l’Ufficio Lavori Pubblici, nella persona del geometra Daniele Re, l’Ufficio Urbanistica, nella persona dell’architetto Patrizia Iaulè, l’Ufficio dei Servizi demografici, nella persona della dottoressa Catiuscia Gasparroni, sotto il coordinamento della dottoressa Simonetta Bianchini, funzionario responsabile del settore dei Servizi Finanziari, ha permesso di rispettare i termini di scadenza del bando e predisporne gli atti", si legge in una nota del sindaco Andrea Michelini.
"Abbiamo ritenuto di fondamentale importanza partecipare, nonostante i rigidi requisiti previsti, perché è obiettivo dell’Amministrazione rispondere a una rilevante necessità della città. I dettagli tecnici del progetto dell’asilo, che sarà ad emissioni zero, verranno condivisi qualora, come auspichiamo, otterremo il finanziamento e si potrà portare a compimento l’opera".
"Con estremo sgomento veniamo a conoscenza del fatto che l'Amministrazione comunale di Matelica ha deciso di abbattere ben 53 alberi, così abbiamo consultato il sito del Comune per cercare il motivo di tale deprecabile decisione". È quanto affermano i co-portavoce di Europa Verde Provincia di Macerata, Sandro Bisonni e Maria Cristina Mosciatti.
"Oltre all'incarico per il tecnico agronomo abbiamo trovato un 'progetto' nel quale con una brevissima relazione, indica che si vuol procedere in tal senso - aggiungono Bisonni e Mosciatti -. Ma in tale relazione progettuale, a supporto della decisione, non troviamo nessuna valutazione di stabilità, nessuna valutazione strumentale, nessuna indagine approfondita sullo stato vegetativo e strutturale degli alberi, nulla di nulla".
"Esiste un'altra relazione tecnica? Se si, cosa aspetta il Comune a renderla pubblica? L'Amministrazione comunale di Matelica ha molti regolamenti, con i quali praticamente disciplina qualsiasi aspetto della vita pubblica, tutti tranne quello del verde urbano e del paesaggio rurale - spiegano i co-portavoce di Europa Verde Provincia di Macerata -. Un regolamento 'scomodo' perché deve recepire ed attuare disposizioni quali ad esempio il divieto di abbattimento degli alberi nei periodi di nidificazione o il divieto di capitozzare piante protette se non seccaginose da rivitalizzare".
"Comprendiamo che un regolamento del genere non sia nelle corde di questa Amministrazione, ma l'adozione di tale regolamento non è un atto opzionale o volontario ma un preciso obbligo dettato dalla legge regionale 6 del 2005 - attaccano Bisonni e Mosciatti -. Secondo tale norma infatti i Comuni dovevano adottare, con proprio atto ed entro il 2017, un regolamento comunale in merito".
"Ci troviamo di fronte ad un'Amministrazione inadempiente che, condividendo tale responsabilità con l'attuale minoranza, in assenza di tali regole anziché pensare ed investire nella manutenzione del verde, decide senza apparenti valide giustificazioni di abbattere 53 alberi in un colpo. Come Europa Verde esprimiamo tutto il nostro rammarico e la nostra disapprovazione alla mancata gestione del verde a Matelica, augurandoci la nascita di sensibilità future" concludono Bisonni e Mosciatti.
Risorse regionali per favorite la liquidità delle aziende agricole e zootecniche danneggiate dall’emergenza Covid-19. Su proposta del vicepresidente Mirco Carloni, assessore all’Agricoltura, la Giunta regionale ha stanziato 735 mila euro per i coltivatori della barbabietola da zucchero, i produttori di carni bovine e gli allevatori di bovini e bufalini da latte.
"Tre misure di sostegno alle aziende marchigiane di comparti produttivi che oltre ad aver risentito pesantemente delle penalizzazioni legate all’emergenza epidemiologica con i relativi drastici cali di consumo – chiarisce Carloni – hanno dovuto subire un aumento dei costi di produzione talmente pesante da renderne in alcuni casi antieconomica l’attività. La Regione ha perciò attivato linee d’intervento, dopo che il Consiglio regionale ha recepito le richieste manifestate, prevedendo stanziamenti nel bilancio 2022".
Nel dettaglio i tre provvedimenti adottati destinano 135 mila euro alla coltivazione della barbabietola da zucchero, coltura importante per gli avvicendamenti produttivi marchigiani e che prevede consistenti costi di anticipazione.
Altri 250 mila euro vanno a sostegno della cooperazione e delle organizzazioni dei produttori bovini che hanno sempre puntato sulla qualità e tracciabilità elettronica delle carni, continuando a ritirare i capi dei propri soci anche a fronte di un mercato scarsamente ricettivo. Gli allevatori di bovini e bufalini da latte potranno beneficiare di altri 350 mila euro di aiuti, a fronte di un aumento dei costi dovuti anche alla diminuzione dei foraggi per la siccità primaverile ed estiva del 2021.
“Al fine di ottimizzare la gestione dei rifiuti urbani e al contempo di migliorare la raccolta differenziata delle abitazioni private e degli esercizi commerciali, abbiamo raggiunto un accordo con il concessionario Cosmari che consta su più punti che entreranno in vigore nelle prossime settimane”. Ad annunciarlo è il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini.
Il centro rifiuti raccolta differenziata (dietro il Campo Sportivo “Luciano Panetti”) cambierà il proprio orario di operatività. Rimarrà infatti aperto nella giornata di sabato, nel pomeriggio dalle 15 alle 18, anziché nella giornata del venerdì pomeriggio (negli altri giorni l’orario rimane invariato).
“Per accedervi sarà necessario essere in possesso della riciclo card – spiega il primo cittadino -. Tale misura si spera possa essere propedeutica a facilitare il lavoro di conferimento dei rifiuti speciali a tutte quelle persone che appunto nella giornata di sabato si dedicano a lavoretti domestici (come ad esempio la cura dei giardini o la sistemazione di garage)”.
“I cassonetti che ora stanziano nella zona del Borgo Marinaro e sotto il cavalcavia verranno rimossi” aggiunge Michelini. “Sarà realizzata una mini isola ecologica che sarà a disposizione dei soli operatori commerciali, mentre i ristoranti avranno dei cassonetti chiusi con apposite serrature - spiega il sindaco -. Troppo spesso i cassonetti che oggi si trovano in questi siti diventavano vere e proprie discariche a cielo aperto per coloro che, di passaggio, si trovavano a dover gettare anche dei rifiuti speciali”.
L’intento dell’amministrazione Michelini “è quello di spingere al massimo la raccolta differenziata, impedendo che si possa disporre dei cassonetti in modo improprio e rispettando i giorni in cui un dato materiale (plastica, indifferenziato o carta) deve essere, come da calendario, conferito”.
Analoga procedura è prevista anche nel quartiere Scossicci dove ormai purtroppo, da molto tempo, registriamo una pessima e dilagante cultura dell’abbandono rifiuti (anche ingombranti). Si provvederà quindi – spiega il sindaco - a rimuovere i cassonetti posti in alcune vie
“Per porre fine alle irregolarità e realizzare una corretta e sempre più sistematica raccolta differenziata, si sta ragionando sulla necessità di fare verifiche sui sacchetti dei rifiuti e di sanzionare chi non rispetta le regole" conclude Michelini, sottolineando come "la serie di misure annunciate andranno a regime a breve".
“Nessuna porcilaia potrà essere realizzata nel Comune di Cingoli, un territorio che già ospita una discarica provinciale e altri allevamenti avicoli, per non compromettere il giusto equilibrio territoriale”. È quanto ha dichiarato il sindaco di Cingoli Michele Vittori.
Il primo cittadino ha comunicato, al riguardo, l’adozione di una delibera di giunta municipale rafforzativa del PRG Comunale, mediante una variante all’art.26 delle NTA. Il tema è stato sollevato in relazione al ventilato progetto di costruzione di un allevamento, che in ogni caso non avrebbe avuto la possibilità di essere realizzato, proprio in virtù delle linee programmatiche dell’attuale Giunta comunale.
“Rassicuro tutti – ha aggiunto il primo cittadino - che mi sento primo interprete del bisogno di tutela ambientale e dell’ecosistema, senza creare confusione o falsi allarmi sulla stampa o sui mezzi di comunicazione. Cingoli ha già dato sul campo degli allevamenti e non vi è alcuna possibilità aggiuntiva” ha concluso.
Potrebbe rappresentare un momento di grande svolta per le zone agricole, dunque per tante realtà e aziende anche di Treia, uno dei bandi in uscita nel mese di marzo, previsti dal Pnrr per i privati.
Il Governo è pronto, infatti, a procedere con l’attuazione di uno dei progetti più importanti indicati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza: “il parco solare”, ovvero 1,5 miliardi di euro per potenziare il parco fotovoltaico italiano nel settore agricolo.
Si tratta di un piano che punta a sostenere investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica in ambito agricolo, escludendo totalmente, in questo caso, il consumo del suolo con l’istallazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico, serricolo e agroindustriale puntando a raggiungere una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di metri quadrati per 0,43 GW.
Nel concreto le aziende che otterranno l’ok potranno incassare un contributo, a fondo perduto, fino al 50 per cento degli investimenti realizzati. “L’istallazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di stalle e cascine senza il consumo di suolo è una prima importante risposta a sostegno delle campagne, nell’interesse degli agricoltori e dei consumatori" commenta il sindaco di Treia Franco Capponi.
"Può rappresentare un’importante occasione da sfruttare per tante realtà treiesi e per le campagne che la compongono, per risparmiare sui costi dell’energia che, specie negli ultimi mesi, hanno subìto degli aumenti esorbitanti e vanno a incidere sull’attività delle aziende. Il fotovoltaico a tetto su edifici rurali è indispensabile per salvaguardare l’esistenza delle stesse visto che gli aumenti stanno mettendo in serio pericolo l’attività specie quella agricola e florovivaista” puntualizza il primo cittadino. Il bando sarà pubblicato entro il 31 marzo.
Treia, però, ha anche un’altra importante iniziativa in corso, di cui è la prima nelle Marche. È stato, infatti, dato l’affidamento di servizi a un importante gruppo di progettazione per individuare terreni in cui installare impianti fotovoltaici a terra con l’obiettivo di salvaguardare l’assetto paesaggistico del Comune.
“Non possiamo prescindere dal dare priorità a questo aspetto – spiega il sindaco Capponi – Sono state individuate delle aree nel progetto che hanno come priorità la tutela del paesaggio in generale, ma in particolare di quello agrario storico che caratterizza per lunghi tratti il territorio di Treia. Ci sono, infatti, nella nostra realtà delle zone in cui i pannelli fotovoltaici sarebbero meno impattanti e lì l’installazione potrebbe essere utilizzata con le dovute mitigazioni. Treia è la prima nella regione a muoversi in questa direzione con un progetto del genere e intende superare con un puntuale approfondimento i regolamenti regionali che oggi consentono d’installare il fotovoltaico anche su aree ad alto valore paesaggistico”.
“Le prossime elezioni amministrative di primavera sono un passaggio cruciale per il futuro della nostra città. Come da noi più volte denunciato, Tolentino necessita di un radicale cambiamento nella sua amministrazione ed è anche per questo motivo, che ribadiamo la necessità di costruire un fronte comune di tutte quelle forze politiche e civiche che non si riconoscono nell'attuale amministrazione cittadina”. Ad affermarlo è il segretario del Partito Comunista Italiano di Tolentino, Emanuele Porfiri.
“Come Partito Comunista Italiano siamo pronti e disponibili a dare il nostro contributo a chi reputiamo in grado di garantire un futuro più chiaro e trasparente alla nostra città, senza nessuna prevenzione o remore verso nessuno e valutando le persone per ciò che fino ad oggi hanno dimostrato” precisa il segretario tolentinate.
“Guardiamo con attenzione a quello che sta succedendo in questi giorni tra le forze di opposizione. Al momento siamo in attesa di capire eventuali sviluppi, facendo però presente che l’unico gruppo con cui abbiamo avuto contatti formali è quello che fa riferimento a Mauro Sclavi, promotore della lista 'Tolentino Civica e Solidale', con alcuni abbiamo avuto solo contatti informali, da altri invece ancora nessuna chiamata” conclude Porfiri.
Si è svolto questo pomeriggio un primo incontro della Commissione speciale della Protezione civile, che riunisce tutti i Dipartimenti regionali, per analizzare il quadro legato alla crisi in atto in Ucraina.
Nelle Marche, la riunione si è svolta nella sede della Sala operativa in collegamento con le altre sedi regionali e con il Dipartimento nazionale, alla presenza del responsabile Fabrizio Curcio. Hanno partecipato, per l’occasione, l’assessore regionale alla Protezione civile, Stefano Aguzzi, e referenti del sistema sanitario regionale.
Nei giorni scorsi, stante l’evolversi della crisi, si è attivato il meccanismo europeo di Protezione civile a cui è giunta richiesta di aiuti da parte dell’Ucraina: principalmente attrezzature sanitarie, medicinali, ospedali da campo e logistica.
“Quella di oggi – ha spiegato Aguzzi – è una prima riunione interlocutoria. In questa sede abbiamo prontamente manifestato la disponibilità da parte delle Marche a rispondere alle richieste europee”.
“È una situazione ancora confusa – ha continuato Aguzzi – e in evoluzione, poiché lo scenario nei territori in guerra cambia continuamente. Aspettiamo direttive da parte del Governo nazionale che consentano di definire come veicolare gli aiuti. Nell’attesa, invieremo una preallerta alle aziende ospedaliere regionali e all’Asur affinché si attivino per effettuare una ricognizione delle disponibilità di farmaci e materiale sanitario, come richiesti dall’Ucraina”.