Il segretario provinciale del Partito Democratico di Macerata, Angelo Sciapichetti, interviene sull’episodio avvenuto a Sarnano il 21 giugno, esprimendo forte preoccupazione e chiedendo chiarimenti alle istituzioni locali.
“Se non ci fosse stato il video, avremmo fatto davvero fatica a credere a quanto accaduto a Sarnano il 21 giugno u.s.; speravamo che scene dell’orrore con tanto di scritte tipo ‘camerati’ e canzoni del ventennio che testimoniano il ritorno dell’estrema destra appartenessero al passato o si potessero vedere organizzate altrove, non in una terra dai valori profondamente democratici come la nostra; a Sarnano è stato offeso il sentimento di un popolo, quello maceratese, che tanto ha contribuito con la Resistenza alla lotta di liberazione. Il ripetersi con troppa frequenza di scene simili significa che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia, perché la nostra Costituzione, fondata su valori antifascisti, deve essere difesa quotidianamente e pertanto ogni tentativo di minimizzare o peggio giustificare gesti che richiamano il fascismo non può essere tollerato.
Quanto accaduto a Sarnano il 21 giugno scorso è inaccettabile e vergognoso, come inaccettabile è il fatto che, invece di essere condannato da tutte le forze politiche democratiche, a destra si faccia finta di non vedere e di non sentire, facendo passare totalmente sotto silenzio quanto accaduto.
Il Pd della provincia di Macerata condanna con forza l’accaduto e non intende per niente minimizzare, condividendo totalmente, facendole proprie, la lettera inviata al Prefetto di Macerata e l’interrogazione presentata in Consiglio comunale dai consiglieri di minoranza Sabina Ascenzi, Federico Dari e Giacomo Piergentili della lista “Insieme per Sarnano”.
Nonostante siano già passati diversi giorni, il sindaco è rimasto totalmente muto di fronte a quanto accaduto presso il cimitero di Sarnano alla presenza del consigliere comunale Bruschi; lo invitiamo pertanto a far sentire la propria voce e a prendere ufficialmente le distanze dall’accaduto, perché una cosa è certa: il fascismo è morto, ma i fascisti ci sono ancora e per questo vanno combattuti con la forza della democrazia.
Il sindaco inoltre deve chiarire se corrisponde a verità il fatto che lo stesso Bruschi abbia sostenuto in quella infausta occasione di rappresentare il Comune. Se così fosse, da chi è stato autorizzato? E inoltre, la commemorazione organizzata da fantomatiche sigle che si richiamano alla Repubblica Sociale Italiana è stata autorizzata? Se sì, quando e da chi? Sono domande che attendono una risposta chiara e inequivocabile, perché nel nostro Paese esiste una legge che vieta l’apologia del fascismo e deve essere fatta rispettare come tutte le altre.
Noi non resteremo fermi di fronte a manifestazioni che denotano derive nostalgiche che purtroppo negli ultimi tempi vanno sempre più infittendosi ovunque e per questo riteniamo che le organizzazioni neofasciste debbano essere sciolte come la nostra Costituzione prevede”.

cielo sereno (MC)
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