Riconteggio schede, Parcaroli ci riprova a poche ore dal voto: il Tar delle Marche dice ancora no
Le urne per il ballottaggio del 7 e 8 giugno, a Macerata, si apriranno regolarmente e senza alcuna alterazione dei dati del primo turno. Il presidente della seconda sezione del Tar delle Marche, Renata Emma Ianigro, ha infatti respinto con un decreto presidenziale fulmineo l'ennesimo tentativo in extremis della coalizione di centrodestra guidata dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, volto a ottenere il riconteggio immediato delle 350 schede nulle prima della sfida decisiva contro lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli.
La mossa dei legali di Parcaroli era scattata lo scorso mercoledì 3 giugno (leggi qui), attraverso il deposito di una nuova istanza istruttoria che reiterava la richiesta di verificazione dei voti contestati. Con il pronunciamento odierno, i giudici amministrativi hanno alzato un vero e proprio muro legale, blindando definitivamente il fine settimana elettorale nel capoluogo e definendo l'iniziativa del sindaco uscente del tutto fuori dalle regole e non percorribile in questa fase della partita politica.
Il decreto pubblicato oggi dal tribunale amministrativo ha svelato un importante retroscena giudiziario rimasto finora dietro le quinte della campagna elettorale maceratese.
Dopo il primo semaforo rosso incassato dal Tar lo scorso 30 maggio, lo staff legale del sindaco uscente non si era arreso e aveva presentato un ricorso d'urgenza direttamente al Consiglio di Stato a Roma, nel tentativo di ribaltare il verdetto e bloccare o condizionare lo svolgimento del ballottaggio. Anche i giudici di Palazzo Spada, tuttavia, hanno sbarrato la strada al centrodestra: nel testo del decreto odierno si cita infatti l'esistenza del provvedimento numero 2088 del 2026 con cui il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso romano di Parcaroli.
I magistrati di Ancona sono stati categorici nel liquidare quest'ultimo assalto alle schede nulle, formalizzato a poche ore dall'apertura dei seggi. Nella motivazione del Tar delle Marche si legge testualmente che, una volta esclusa in modo inoppugnabile la possibilità di inibire o sospendere la convocazione dei cittadini per il turno di ballottaggio, la reiterazione della richiesta di riconteggio fuori dall’udienza si appalesa come "del tutto irrituale ed ultronea".
Il presidente del tribunale ha inoltre rimarcato che l'istanza è stata avanzata in totale assenza di un regolare contraddittorio tra le parti in causa e invocando presunti "poteri extra ordinem" dello stesso presidente del Tar, ritenuti del tutto non pertinenti alla materia trattata.
Ogni discorso sulla correzione dei verbali delle sezioni elettorali, sulla cifra delle liste e sulle preferenze dei singoli candidati consiglieri viene dunque congelato. La partita si deciderà esclusivamente nelle cabine elettorali domenica e lunedì: per l'eventuale esame nel merito dei ricorsi e delle schede contestate si dovrà attendere, come da calendario ordinario, l'udienza già fissata per la seconda metà di giugno.

cielo coperto (MC)
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