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Post sisma, l'allarme di Libera: “Solo il 18% dei progetti conclusi, la ricostruzione delle scuole è ferma”

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“Osservare il presente con lenti diverse, per acquisire consapevolezza della nostra storia corruttiva e del rischio che la corruzione rappresenta ogni giorno. Ma al tempo stesso, orientare lo sguardo verso le profonde trasformazioni, i grandi investimenti pubblici, le opere strategiche e quei territori segnati da disastri ambientali e ritardi cronici che attraversano l'Italia da Nord a Sud: per far luce su questi ambiti, occorre dare seguito al nostro diritto di sapere”.

Sono le parole con cui l’associazione Libera contro le mafie rilancia la sua campagna Fame di verità e giustizia, attraverso una mobilitazione nazionale in occasione della ricorrenza decennale della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (8 giugno 2016) della legge che ha introdotto in Italia il FOIA (Freedom of Information Act).

In Centro Italia, tale ricorrenza s’intreccia con quella ben più dolorosa del sisma che ha colpito l'Appennino, di cui ancora sono estremamente visibili i segni di una precarietà strutturale e di una ricostruzione pubblica afflitta da una cronica lentezza.

Paolo Gasperini, coordinatore di Libera Marche, spiega: "Non potevamo che unire queste due ricorrenze. All'interno della campagna nazionale Fame di verità e giustizia, abbiamo scelto di muoverci su due binari simultanei: inforcare quegli occhiali che ci aiutano a mettere a fuoco, riconoscere e comprendere come si strutturano i fenomeni corruttivi sul nostro territorio. Contemporaneamente, allungare il nostro cannocchiale civico, guardando lontano sulla ricostruzione pubblica".

I dati finora disponibili sulla ricostruzione pubblica e forniti dal Commissario alla ricostruzione, emersi grazie al prezioso lavoro dell’associazione ActionAid, fotografano una situazione bloccata. All'interno dei 138 comuni del cratere, la fine dell’emergenza resta un miraggio per circa 20.000 abitanti, mentre le Soluzioni Abitative in Emergenza (SAE) ospitano ancora 2.700 nuclei familiari.

Lo scenario è critico soprattutto per le infrastrutture pubbliche e collettive: su 1.873 progetti totali, solo il 18% risulta concluso, mentre nel 65% dei casi i cantieri non sono mai partiti. A questo si aggiunge un pesante deficit di trasparenza: le ultime informazioni pubbliche disponibili risultano vecchie di oltre un anno e non riflettono l'avanzamento reale attuale.

L’opacità dei dati non è un problema burocratico, ma il terreno fertile in cui rischiano di radicarsi dinamiche illecite. Per questo la prima azione di Libera si concentra sull'uso di specifiche lenti analitiche per leggere la storia giudiziaria locale, a partire dal processo tuttora in corso dinanzi al Tribunale di Ascoli Piceno sullo smaltimento delle macerie post-sisma nell'ascolano e nel fermano.

L'inchiesta della Procura sta investigando su un presunto legame illecito tra un funzionario dell'Ufficio Terremoto della Regione Marche e i vertici di un'azienda privata. Al centro del caso non c'è uno scambio di denaro, ma un passaggio di informazioni riservate su aziende concorrenti e la promessa di avanzamenti di carriera e quote societarie in cambio di pressioni per favorire la ditta nell'affidamento dei servizi.

Proprio per anticipare e disinnescare questi processi opachi prima che si trasformino in illecito, Libera vuole guardare lontano tramite lo strumento del FOIA. L'obiettivo è l'edilizia scolastica: l'ambito che registra il maggior volume di spesa (195 progetti per 675 milioni di euro stanziati), ma che risulta paradossalmente tra i più arretrati, con un indice di attuazione medio fermo a un preoccupante 4,3-4,4.

Le tre distinte domande di accesso civico generalizzato, inviate direttamente ai Comuni e alle Province interessate, puntano a sbloccare i dati aggiornati sui cronoprogrammi e sugli Stati Avanzamento Lavori (SAL) di tre precise ferite aperte sul territorio marchigiano. Il Polo scolastico "Betti-Fracassetti" di Fermo, con un investimento da oltre 22 milioni di euro, è tra i più costosi dell'intero cratere ma le procedure risultano ancora bloccate nelle fasi iniziali. L'Istituto Superiore "Filippo Corridoni" di Corridonia, progetto da circa 20 milioni di euro, risulta ancora fermo alla fase iniziale di progettazione. Il nuovo Polo scolastico "Filelfo" di Tolentino, opera strategica da quasi 24 milioni di euro, continua invece a rappresentare una ferita sociale aperta per il territorio.

Paolo Gasperini aggiunge: "La nostra domanda rivolta alle istituzioni competenti mette in campo azioni esemplari: abbiamo scelto queste tre scuole, ma la necessità di trasparenza riguarda l'intera mappa della ricostruzione. Con queste domande vogliamo spingere l'intera macchina pubblica verso la promozione della trasparenza e il cambiamento, dimostrando che il diritto di sapere è la precondizione per restituire sicurezza e spazi vitali alle nostre comunità, sul solco di una democrazia monitorante radicata nei territori".

In corrispondenza con questa duplice attivazione, i presidi marchigiani daranno vita a una campagna di mobilitazione che culminerà nelle giornate del 10 e del 12 giugno rispettivamente ad Ascoli e Senigallia. In entrambe le città vi sarà una mobilitazione di piazza dalle 18 alle 20, durante la quale verranno presentati i dati relativi al caso corruttivo territoriale, seguita alle 21 dalla proiezione pubblica del docufilm “Tra le macerie” e dalla presentazione, da parte di ActionAid, degli ultimi dati disponibili sulla ricostruzione.

Ad Ascoli Piceno l'appuntamento è previsto il 10 giugno in piazza del Popolo e successivamente alla Bottega del Terzo Settore. A Senigallia, il 12 giugno, gli eventi si svolgeranno lungo Corso II Giugno presso la libreria Mondadori e successivamente a Palazzetto Baviera.

Dall’invio delle domande FOIA, nel territorio marchigiano verrà attivato pubblicamente il conto alla rovescia di 30 giorni entro cui le amministrazioni sono chiamate per legge a rispondere.

L'offensiva civile non riguarda soltanto le Marche. A Nord sono state avviate azioni FOIA rivolte al Comune di Milano per ottenere i dati sugli extra-costi dei Giochi Olimpici, mentre al Sud è stata presentata una richiesta di open data al Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno in Campania per tracciare la filiera delle bonifiche ambientali e passare definitivamente "dai fuochi ai dati".

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