Orioli rilancia l'idea termovalorizzatore: “Meno costi e più risorse per Macerata”
Sala partecipata, domande dirette dei cittadini e un confronto acceso su uno dei temi più delicati per il futuro del territorio: la gestione dei rifiuti. È questo il clima che ha caratterizzato l’incontro pubblico organizzato dal Terzo Polo Macerata a Sforzacosta sul tema del termovalorizzatore.
Protagonisti della serata l’esperta ambientale Katia Cavalli di ORA, il candidato sindaco Mattia Orioli e il candidato consigliere Giorgio Menchi, che hanno illustrato la proposta del movimento e risposto alle domande del pubblico.
Ad aprire l’incontro è stato Mattia Orioli, che ha rivendicato la posizione del Terzo Polo sul tema dei rifiuti, sostenendo come la proposta di un termovalorizzatore regionale venga portata avanti “da prima di tutti gli altri”. Secondo il candidato sindaco, affrontare il problema senza pregiudizi significa individuare soluzioni moderne capaci di garantire benefici sia ambientali sia economici.
“Un impianto regionale – ha spiegato Orioli – permetterebbe di ridurre i costi legati al trasporto dei rifiuti, abbassare la Tari per i cittadini e liberare risorse da investire sul territorio”.
A seguire è intervenuta Katia Cavalli, che attraverso dati e slide ha illustrato il funzionamento dei moderni termovalorizzatori, soffermandosi sulla situazione della gestione dei rifiuti nelle Marche e nella provincia di Macerata. Un intervento tecnico ma accessibile, che ha aperto il dibattito con il pubblico presente in sala.
Tra le questioni più discusse, l’opportunità di realizzare un impianto proprio nel Maceratese. Secondo Cavalli, Orioli e Menchi, "oggi il territorio sostiene costi elevati per trasferire i rifiuti altrove, mentre un impianto regionale collocato a Macerata potrebbe trasformare il conferimento dei rifiuti in una risorsa economica per la città. Entrate che, secondo il Terzo Polo, potrebbero tradursi in una riduzione della Tari e in investimenti per servizi e infrastrutture".
Durante l’incontro si è parlato anche della produzione energetica derivante dall’impianto, con la possibilità di generare energia elettrica e acqua calda.
Particolarmente sentito il tema dell’inquinamento. Alla domanda sul paragone con il vecchio inceneritore del Cosmari, chiuso nel 2012, Katia Cavalli ha sottolineato le differenze tra gli impianti del passato e i moderni termovalorizzatori.
“Le emissioni – ha spiegato – vengono monitorate continuamente, 24 ore su 24, nel rispetto di limiti europei e nazionali molto rigidi. L’impatto ambientale esiste, ma è estremamente contenuto”.
Secondo Cavalli, gran parte delle resistenze verso il progetto deriverebbe da una percezione ancora legata ai vecchi inceneritori e da una conoscenza limitata delle tecnologie attualmente disponibili.
Nel corso della serata si è affrontato anche il tema della localizzazione dell’impianto. Orioli e Menchi hanno assicurato che il Terzo Polo lavorerà affinché l’eventuale struttura venga collocata lontano da Sforzacosta, “una frazione che ha già dato molto sul fronte dei rifiuti”, privilegiando un’area facilmente raggiungibile dai mezzi pesanti senza aggravare il traffico locale.
Spazio infine alle possibili ricadute occupazionali. Secondo Katia Cavalli, un termovalorizzatore moderno potrebbe generare nuovi posti di lavoro qualificati, coinvolgendo tecnici, ingegneri e operatori specializzati, oltre a favorire collaborazioni con università e centri di ricerca.
A chiudere l’incontro è stato Giorgio Menchi, che ha richiamato l’attenzione sulle criticità storiche di Sforzacosta, dal tema rifiuti alla viabilità fino alla situazione del fosso Narducci, assicurando che tali questioni saranno una priorità in caso di elezione.

cielo sereno (MC)
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