La vicenda del mattatoio pesa: cresce l'ostilità a Parcaroli che va a in cerca dell'investitura
Diciamolo subito: questa è una chiacchiera da zanzi-bar, però pare che stia pesando non poco sul futuro del Centrodestra a Macerata. Si sa che Sandro Parcaroli, come ai tempi del Papa quando Macerata è la terza città dello Stato Pontificio, va a fare una visita "ad limina" a Roma per farsi dare dal Capo l'investitura. Trasferta certo non semplice e si dice neppure troppo felice. Matteo Salvini è stato raggiunto dalle tante incertezze che si stanno appalesando sulla bontà di riproporlo per il bis.
A quel che si sa anche a palazzo Raffaello – la seconda curia a cui Sandro Parcaroli rivolge le sue preghiere – Franceso Acquaroli ha cominciato a interrogarsi sulle possibilità di successo dell’attuale Primo cittadino di Macerata. E Acquaroli non si può permettere d’incassare un insuccesso a Macerata. Sul fronte del consenso della Regione pesa e non poco la faccenda del mattatoio che ha molti punti oscuri, sul fronte romano c’è l’anatema verso il generale Vannacci che ha spostato totalmente gli equilibri.
Se fino a una settimana fa Luca Buldorini era il plenipotenziario rampante della Lega, da domenica scorsa quando Salvini ha scomunicato l’attuale vicesegretario nazionale, le sue azioni sono drasticamente in ribasso. Il giovane appignanese da pompiere qual è ha cercato di spegnere l’incendio eliminando dai suoi profili social tutte le foto che lo ritraggono con Roberto Vannacci – ma le foto ci sono e qui potete ben vederle - cercando anche di oscurare il suo entusiasmo per la Compagnia Marca Libera che è diventata improvvisamente scomoda anche per Andrea Marchiori anche lui pronto ad ereditare la successione di Parcaroli qualora il Sindaco salti.

Buldorini ci ha sperato, anzi ci spera tutt’ora, ma in casa Lega la resa dei conti è totale. Anche Giorgia Latini, la segretaria regionale che pare aver perso la battaglia per far tornare Andrea Maria Antonini in giunta, molto legata alla trilaterale Buldorini-Parcaroli-Marchiori, dovrà prima o poi rendere conto della sua benevolenza verso i vannaccisti. Al punto che si è saldato un nuovo asse tra Renzo Marinelli (campione di preferenze nel deludentissimo risultato del Carroccio alle scorse regionali) e Filippo Saltamartini con il primo destinato a diventare assessore regionale appena sarà concluso l’iter per l’allargamento dell’esecutivo regionale e il secondo pronto a tornare in Consiglio regionale.
E’ la Lega della prima ora che si piglia la rivincita, è la Lega che parla con i ceti produttivi e si occupa dei territori più che preoccuparsi di piacere alla gente che piace. In questo contesto Sandro Parcaoroli e ancor di più Luca Buldorini non hanno spazio e da quel che si capisce anche Francesco Acquaroli sarebbe stanco di dare retta ai personalismi del Carroccio e vorrebbe chiudere la pratica Macerata con una garanzia di vittoria che in questo momento Sandro Parcaroli non offre.
Anche perché contro il Sindaco si è scatenata una sotterranea quanto durissima offensiva di almeno metà della sua giunta (restano al suo fianco l’assessore Lego, l’assessora Imballo con una posizione del tutto attendista di Paolo Renna e di Oriana Piccioni) e di tre quarti dei consiglieri della maggioranza che, infatti, lunedì mentre il Sindaco veniva incalzato duramente dalla minoranza non ha detto un fiato in difesa del Primo Cittadino.
A rendere incandescente il rapporto del Sindaco con i suoi è il passaggio finale del discorso che Sandro Parcaroli ha pronunciato al termine della sua arruffata e debole autodifesa sul caso mattatoio lunedì in Consiglio comunale: "Ritengo che le illazioni sul mio comportamento che si è arrivati a definire oscuro, o addirittura penalmente rilevante, siano frutto di una concezione ripugnante della politica, sulla quale (in italiano sarebbe in cui, ma trattandosi di Parcaroli un errore è concesso n.d.r) non mi rivedo affatto. Ringrazio la giunta e la maggioranza per il sostegno e la condivisione delle scelte, urgenti e indifferibili, che si è dovuti adottare in questa delicata vicenda".

Mezz’ora dopo sulle chat è cominciata una serie di distinguo che è andata crescendo come una valanga. I pareri vanno “Da questa è una chiamata di correo” che lascia intravvedere una mai sopita preoccupazione per avvisi non troppo simpatici che potrebbero arrivare a seguito della vicenda, a “ma che vuole questo che ha fatto tutto da solo?” ad altri che contestano l’esistenza di un inner circle del Sindaco fino a chi apertamente dice: "Ci ha fatto votare chissà perché e poi ha fatto come gli è parso”.
Le conseguenze sono pesanti anche per le segreterie dei partiti che devono cercare di contenere questa ondata crescente di malcontento. Da Forza Italia Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale, si è affrettato a dire che “se Parcaroli che noi appoggiamo non corre, noi abbiamo il candidato: Riccardo Sacchi".
E infatti l’assessore allo Sport sin qui prodigo di evviva per Parcaroli si è abilmente defilato. Caos totale nella Lega dove le ambizioni sbagliate di Andrea Marchiori e di Luca Buldorini sono tramontate con Vannacci e dove ufficialmente nulla si può dire essendoci la pesante ipoteca di Sandro Parcaroli in cerca d’investitura a questo punto assai poco probabile. Resta alla finestra Anna Menghi che certo ha oggi una posizione di oggettivo vantaggio: non è mai stata vannaccista, ha esperienza politico amministrativa da vendere e ha una solida “reputazione” in città avendo sempre mantenuto un filo di dialogo con tutte le componenti della società maceratese.
Lei peraltro è la sola che può, passato il ciclone delle “ambizioni sbagliate” per citare uno stimolante classico di Alberto Moravia, rinsaldare la Lega a Macerata con l’aiuto di Aldo Alessandrini, capogruppo e segretario cittadino, che sulla vicenda mattatoio ha tenuto un a plomb invidiabile per correttezza politica difendendo col suo silenzio più l’istituzione Consiglio comunale che non il Sindaco. Il grande punto interrogativo resta Fratelli d’Italia. Pierfrancesco Castiglioni è stato il solo della maggioranza a prendere le difese (d’ufficio?) di Parcaroli in Consiglio comunale sul caso mattatoio.

Nella riunione di Roma con Giovani Donzelli, capogruppo alla Camera e responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, i meloniani maceratesi si sono sentiti dire: state pronti, perché abbiamo il piano B e il candiato sindaco deve essere nostro. Come dire Sandro Parcaroli non è scontato. Pare circoli un sondaggio molto riservato che lo darebbe perdente se solo il Centrosinistra mettese in campo un candidato non "estremo" perché Parcaroli ha perso il "fascino" dell’imprenditore di successo (ha ceduto gran pare delle sue attività) è sorretto da una "corte dei miracoli" che si è alienata gran parte dei commercianti, ha generato scontento per la bulimia d'investimenti tradotti in cantieri dell’eterna incompiuta che hanno generato certissimi disagi per incerti e futuri benefici, si è lanciato in un eccesso di promesse non mantenute prima tra tutte il nuovo ospedale, a seguire i rifiuti, l’acqua, e il rilancio economico della città, ha un’ostilità dichiarata delle frazioni: da Villa Potenza (non gli perdonano via dei Velini) a Sforzacosta, a Piediripa che si sentono trascurate per carenza di servizi ed eccesso di traffico. Ma il piano B di Fratelli d’Italia in sede locale è di difficile gestione. Si sussurra che Fabio Pistarelli potrebbe essere il cavallo di ritorno e le ragioni ci sono.
A cominciare da possibili sviluppi della vicenda mattatoio che finirà sotto la lente della commissione speciale d’indagine del Comune. Ma certo è che il Centrodestra oggi è in cerca di un centro di gravità. Che potrebbe essere proprio al centro. Mentre Sandro Parcaroli in partenza per una vacanza a Zanzibar non scioglie la riserva. Qualcuno deve avergli fatto capire che è lui destinato a fare la riserva: in panchina ai giardini Diaz. Ci sta che si senta dire a Roma: caro Sandro per te il grande fardello (di fare il Sindaco) finisce qui.


cielo coperto (MC)
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