L'affaire Vannacci scuote la Lega, Buldorini non esita: "Sono al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015"
Abbiamo ascoltato Luca Buldorini, vicepresidente della Provincia di Macerata ed esponente della Lega, in un momento politico carico di tensioni e interrogativi che stanno attraversando il partito a livello nazionale. Al centro del confronto c’è il rapporto sempre più complesso tra il segretario della Lega Matteo Salvini e Roberto Vannacci, entrato nel partito in occasione delle elezioni europee del 2024, portando con sé un consenso significativo, fino ad arrivare alla nomina di vicesegretario.
Le recenti dichiarazioni critiche di Salvini e la decisione di Vannacci di depositare un nuovo logo, che potrebbe diventare il simbolo di un suo futuro partito, hanno riacceso le voci su una possibile scissione. Un tema che tocca da vicino anche il territorio maceratese, considerando che Buldorini, insieme al sindaco di Filottrano Luca Paolorossi, aveva promosso il Team Vannacci quando questo era ancora pienamente inserito nell’alveo della Lega e che oggi viene osservato come possibile nucleo organizzativo di una nuova presenza politica legata al Generale.
Nel corso dell’intervista Buldorini affronta il nodo del rapporto tra Salvini e Vannacci, chiarendo la propria posizione e quella del territorio, ma allarga lo sguardo anche alle sfide future della Provincia di Macerata, alle grandi progettualità infrastrutturali e a un accenno al futuro di Sandro Parcaroli.
Partiamo a bruciapelo. Questione Salvini-Vannacci? Cosa ne pensa? Lei tra l'altro ha creato uno dei Team Vannacci qui nel territorio
"Ti rispondo oggettivamente. Allora, io sono militante della Lega e al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015, quindi non da ieri e non da una volta che sono stato eletto in Regione. Nel 2015 ho aderito alla Lega e alla leadership di Matteo Salvini e da lì ho fatto tutto quello che mi è stato chiesto perché, da buon militante, quando si condivide una linea, e anche da militare essendo vigile del fuoco, io eseguo quello che mi viene chiesto sia per responsabilità ma anche per dimostrare quello che valgo.
Quindi ho fatto l’organizzativo regionale, sono stato a fianco di Riccardo Marchetti, commissario regionale nel 2020, per tutta la campagna elettorale, sono stato chiamato a fare il commissario provinciale, poi ho fatto il segretario provinciale. Quando è stato da farsi da parte, mi sono fatto da parte senza mai minimamente pensare di uscire dalla Lega e di togliere la fiducia a Matteo Salvini.
Quindi quando a Firenze Matteo Salvini dà la tessera al generale Vannacci e lo nomina vice segretario regionale, Vannacci è un vice segretario della Lega voluto da Matteo Salvini. Per fare i team sul territorio, io che sto sul territorio ho fatto il team sul territorio, quindi non ho fatto niente di meno, niente di più di quello che il partito ha approvato. Perché la Lega non è morta: si è cercato sempre di farle il funerale, ma è più viva che mai perché, oltre a essere il partito più longevo dell’arco parlamentare, se ancora nascono nuove correnti significa che la Lega è viva.
Diciamo che la domanda era d’obbligo perché ieri è uscito anche che Vannacci ha registrato un logo che potrebbe essere quello di un suo partito. Ovvio che all’interno di un partito ci sono diverse anime. Io sto, ripeto, nella Lega dal 2012, quando non sapevo nemmeno chi fosse Roberto Vannacci. Se tu mi chiedi un’opinione su Vannacci, ti dico che ho avuto la fortuna di conoscerlo e collaborarci.
Dico che per me è un valore assolutamente aggiunto, è una persona competente e preparata, come poche ne ho conosciute. Ovviamente come ne abbiamo tante in Lega. La Lega è un partito radicato sul territorio, è un partito che è stato sempre aperto a tutti. Io sono contento che ci siano correnti all’interno. Qui parliamo di Lega nazionale, è un partito nazionale. Lega – Salvini Premier. Si chiama così, punto".
Come il suo ruolo di Vicepresidente di Provincia si interseca colla militanza nella Lega?
"Matteo Salvini mi ha sempre dato l’incarico e il ruolo di sostenere Sandro Parcaroli e io in questi cinque anni, anche creandomi dei problemi, sono stato sempre vicino a lavorare per Sandro Parcaroli. Per me oggi è un onore. Spero in una continuità, ma non sono io a deciderlo, lo deciderà Sandro Parcaroli. Sono comunque orgoglioso di quello che con Sandro Parcaroli siamo riusciti a fare. Le chiacchiere poche, i fatti tanti.
Dopodiché chi chiacchiera continui a chiacchierare, continui a parlare di Lega morta, del “Pompiere col cerino”. C’è un limite a tutto, che non decido io, lo decide la legge. Però per il resto le chiacchiere non risolvono i problemi dei cittadini e dei territori. Ritengo che per chiunque si metta in politica la priorità non sia la concorrenza partitica, né il denigrare, l’uccidere o l’infangare l’antagonista. L’obiettivo è risolvere i problemi delle persone. Ci dobbiamo misurare su questo e farlo nel rispetto dei dettati normativi. Così ci siamo mossi per il mattatoio, per la discarica, per tutti i problemi che sono venuti sopra il nostro tavolo. Non ci siamo mai voltati dall’altra parte, nemmeno quando era scomodo".

Ieri è andato a Roma con Luca Paolorossi e Sandro Parcaroli a trovare Salvini?
"Certo"
Dall’incontro di ieri cosa è uscito per il futuro di Macerata e provincia?
"Sicuramente tante progettualità, tra cui la Val Potenza, che ormai è arrivata a un punto concreto dove c’è da attivare, perché il cantiere entro il 2031 deve essere collaudato. Abbiamo parlato anche di nuove infrastrutture che possono migliorare ulteriormente, a prescindere se ci sarà Sandro o no, perché il territorio è Macerata. Mi riferisco alla bretella dei Vigili del Fuoco che collegherà con il sottopasso dell’Agraria, a Piediripa e al collegamento con San Claudio, visto che adesso il ponte c’è, al progetto della bretella Mattei–La Pieve, o anche a un rilancio della Valleverde.
Dall’altra parte c’è l’ospedale. L’ospedale comprende tante cose, non è solo la struttura ospedaliera: può significare residenzialità sanitaria, case di riposo, posti letto. Non è solo fare l’ospedale, quello lo fa la Regione, ma realizzare questo significa poi avere una visione d’insieme di tutto ciò che gli ruota attorno. E uno come Parcaroli, con la sua visione da imprenditore, è perfetto in questo. Non pensa solo ai problemi di domani mattina, lui immagina già quello che viene dopo. E quando vai da Matteo Salvini, da un ministro, non vai a parlare dei disagi della chiusura della 21 della Pieve, ma di progettualità future. Questo è Sandro Parcaroli".
Lei vorrebbe, e anche Salvini, continuità da parte di Parcaroli?
"Un sindaco e presidente di Provincia come Parcaroli, ma ancora prima una persona come Parcaroli, con questa qualità di guardare oltre il presente, non è facile trovarla in Italia, in un momento storico in cui oggi il 50% delle persone non va a votare".

cielo coperto (MC)
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