Dopo l’articolo pubblicato dalla nostra testata (leggi qui), Stefano Parcaroli interviene per precisare alcuni passaggi che definisce «fattualmente errati» e che, a suo dire, avrebbero generato una ricostruzione non corretta dei rapporti tra la famiglia Parcaroli e la società R-Store.
Il punto centrale della replica riguarda la titolazione dell’articolo, nel quale R-Store veniva indicata come «ex azienda di Parcaroli». «La realtà è opposta — chiarisce — R-Store non era, non è e non è mai stata l’azienda di Sandro Parcaroli né la mia. È invece la società che ha acquistato da noi Med Computer S.r.l., con sede a Macerata. Noi siamo stati i venditori, non i proprietari di R-Store».
Med Computer, storica azienda maceratese attiva nel settore delle tecnologie digitali, era stata fondata dal padre Sandro Parcaroli e guidata negli anni dalla famiglia. Nel corso del 2024 la società è stata ceduta a R-Store S.p.A., al termine — viene precisato — di una trattativa che ha coinvolto advisor professionali e una procedura di due diligence.
Contestualmente alla vendita, perfezionata a fine 2024, Stefano Parcaroli è rimasto nel management della società acquirente con il ruolo di vice-presidente. «Ho accettato l’incarico esclusivamente per garantire continuità operativa e tutelare le persone che lavoravano con me da anni», afferma.
Per quanto riguarda l’indagine che coinvolge R-Store e alcuni suoi esponenti, relativa a fatti del 2023, Parcaroli sottolinea di aver appreso la notizia «dagli organi di informazione, come il resto dell’opinione pubblica». La famiglia si dichiara estranea alle condotte oggetto di accertamento e aggiunge che, qualora le contestazioni trovassero riscontro, sarebbe «tra i soggetti eventualmente danneggiati».
Respinte inoltre le insinuazioni sulla provenienza dei fondi utilizzati per il pagamento della cessione di Med Computer. «La vendita — si legge nella nota — è stata interamente coperta da un’operazione finanziaria specifica, finalizzata con istituti bancari di primo livello». Parcaroli invita chi solleva dubbi a documentare eventuali contestazioni «con atti precisi».
Infine, viene ribadita la posizione di Sandro Parcaroli, attuale sindaco uscente di Macerata. «Non ha avuto alcun ruolo operativo, gestionale o decisionale nella vicenda, né ha mai ricoperto incarichi nelle società coinvolte». Secondo la famiglia, collegare la sua figura istituzionale all’inchiesta sarebbe «un atto che va oltre il legittimo esercizio del diritto di cronaca».

nubi sparse (MC)
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