Gentilucci torna sulla protesta del Comitato No Discarica:" Non mettiamo i territori uno contro l’altro"
«Le comunità vanno unite, non divise». È il messaggio lanciato da Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina, tornando sulla protesta del Comitato No Discarica Montefano arrivato domenica nel comune dell’entroterra per chiedere un confronto sulla possibile localizzazione del nuovo impianto.
Gentilucci è tornato sulla questione ieri mattina, 8 settembre, ai nostri microfoni a margine del sopralluogo al Tolentino Campus, alla presenza del senatore Guido Castelli e del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi. Il presidente ha ribadito che la protesta era legittima, ma che Pieve Torina non fosse il luogo adatto per una manifestazione di questo tipo, considerando la situazione ancora vissuta dalla comunità a quasi dieci anni dal terremoto del 2016.
«È la manifestazione dei terremotati che, quando si girano e tornano verso casa, la casa non c'è ma c'è una SAE», ha spiegato Gentilucci, ricordando le condizioni di un paese di circa 1.500 abitanti, tra i più colpiti dal sisma e ancora alle prese con una ricostruzione che procede tra cantieri ed edifici da recuperare. Il presidente ha raccontato anche della forte reazione dei cittadini di Pieve Torina, spiegando che alcuni partecipanti arrivati da Montefano, dopo aver compreso meglio la situazione locale, si sarebbero scusati. Da qui il suo appello a non mettere i territori uno contro l'altro e la critica a chi, secondo Gentilucci, avrebbe cercato di «infuocare le folle» per finalità politiche.
Sul tema della discarica, Gentilucci ha ricordato che l'impianto di Cingoli è autorizzato fino al 2033 e che sarà necessario verificare, attraverso gli strumenti tecnici e giuridici, il lavoro svolto dai tecnici e dall'Università Politecnica delle Marche nell'individuazione dei siti. Secondo il presidente, inoltre, Pieve Torina avrebbe un peso minimo nell'assemblea dell'ATA, tanto da rendere la protesta indirizzata verso il bersaglio sbagliato. «Nulla c'entra con un comune di 1.500 abitanti che ancora vive una condizione di emergenza», ha ribadito, definendo la manifestazione priva di elementi costruttivi e con una componente strumentale. Gentilucci ha quindi ringraziato i cittadini di Pieve Torina e i Carabinieri per la gestione della giornata.

Domenica il Comitato No Discarica Montefano aveva spiegato di essere arrivato a Pieve Torina con l'obiettivo di incontrare proprio Gentilucci, sostenendo di averlo invitato più volte a un confronto. La manifestazione, inizialmente prevista lungo il Percorso delle Acque, era stata spostata al Parco delle Rimembranze per ragioni di ordine e sicurezza. Gli organizzatori avevano inoltre chiarito di non voler protestare contro la comunità pievetorinese e avevano accolto positivamente il confronto con il presidente, che si era detto disponibile a visitare a Montefano i due siti ai primi posti della graduatoria. Restano invece le contestazioni sui criteri utilizzati per la valutazione delle aree, in particolare sul peso attribuito alla presenza delle falde acquifere e sul possibile ruolo di valutazioni politiche.
A intervenire è stata anche la sindaca di Montefano Angela Barbieri, che ha contestato alcune ricostruzioni di Gentilucci e chiesto maggiore trasparenza. Barbieri ha spiegato di non aver partecipato alla protesta per evitare uno scontro politico e ha contestato, tra gli altri aspetti, la ricostruzione relativa a una fotografia mostrata durante il confronto e la data di una cena tra amministratori, indicando il 4 maggio, due giorni prima dell'assemblea ATA del 6 maggio. La sindaca ha inoltre contestato il peso attribuito alla Provincia nell'assemblea, sostenendo che la rappresentanza provinciale sarebbe stata del 5%, oltre allo 0,1% di Pieve Torina.
Il confronto, dunque, resta aperto. Ma Gentilucci, ieri mattina, ha ribadito quale debba essere, secondo lui, la strada da seguire: «Le strumentalizzazioni non debbono esistere, debbono rimanere tali all'interno delle strutture preposte». Il futuro della discarica resta da definire, mentre il presidente della Provincia chiede che il tema venga affrontato nelle sedi istituzionali e senza trasformare il confronto tra territori in una contrapposizione.

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