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Politica Civitanova Marche

Civitanova, nuova mozione di sfiducia per Ciarapica. Turchi: “L'opposizione trovi i numeri"

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La crisi politica che da mesi attraversa la maggioranza di centrodestra torna a scuotere Palazzo Sforza. A Civitanova l’opposizione tenta nuovamente la carta della mozione di sfiducia contro il sindaco Fabrizio Ciarapica, con l’obiettivo di mettere fine anticipatamente alla consiliatura.

È il terzo tentativo promosso dalle forze di minoranza, che questa volta hanno sottoscritto il documento in nove: Francesco Micucci, Mirella Paglialunga, Letizia Murri, Elisabetta Giorgini, Lidia Iezzi, Piero Gismondi, Yuri Rosati, Silvia Squadroni e Giuseppe Lepretti.

Nel testo viene contestata duramente la gestione dell’Amministrazione. Secondo i firmatari, Civitanova sarebbe ormai «bloccata da mesi» dalle divisioni interne alla maggioranza, con un sindaco accusato di aver disatteso gli impegni elettorali e un centrodestra «spaccato» e condizionato da «lotte di potere personali».

Per l’opposizione, la situazione avrebbe raggiunto un punto tale da non poter essere ulteriormente trascinata. «Civitanova non merita questo degrado amministrativo e istituzionale», si legge nella mozione, mentre viene definito «irresponsabile» protrarre quella che i consiglieri di minoranza considerano una situazione di «agonia istituzionale e mera sopravvivenza politica».

Il primo ostacolo, però, è tutto politico e aritmetico. Le firme raccolte sono nove, mentre ne servono almeno dieci per poter portare la mozione in Consiglio comunale e discuterla.

Per raggiungere la quota necessaria, dunque, dovrebbe arrivare la firma di almeno un consigliere della maggioranza di centrodestra. È proprio a loro che l’opposizione rivolge il proprio appello, chiedendo di mettere gli interessi della città davanti a quelli di partito.

«Abbiate il coraggio di mettere il bene di Civitanova davanti agli interessi personali e di partito», è l’invito rivolto ai consiglieri di maggioranza, ai quali viene chiesto di firmare la mozione e sostenerla successivamente in aula.

Ma anche l’eventuale raggiungimento delle dieci firme non basterebbe a far cadere l’Amministrazione. In Consiglio servirebbero infatti 13 voti favorevoli per approvare la sfiducia e interrompere definitivamente la consiliatura.

È qui che si gioca la partita più difficile per l’opposizione. Finora i precedenti tentativi di mettere in discussione la permanenza di Ciarapica alla guida della città non hanno prodotto risultati, nonostante le tensioni e i malumori che continuano a emergere all’interno della maggioranza.

La risposta del centrodestra arriva da Piepaolo Turchi di Futuro Nazionale, che attacca innanzitutto la strategia scelta dalle opposizioni.

«Chi presenta una mozione di sfiducia deve avere la forza e la responsabilità per sostenerla. Se non si riescono nemmeno a raccogliere le firme necessarie, è difficile presentarsi alla città come alternativa credibile», sostiene Turchi.

Il consigliere considera inoltre singolare il fatto che l’opposizione chieda proprio alla maggioranza di fornire il numero di firme che le manca per portare avanti la propria iniziativa politica.

Per Turchi, la mozione di sfiducia è «uno strumento serio della vita democratica» e non dovrebbe trasformarsi in un appuntamento ricorrente utile soprattutto ad alimentare comunicati e polemiche.

«Se esiste una reale alternativa all’Amministrazionee esiste una reale alternativa all’Amministrazione in carica, l’opposizione la costruisca, la presenti ai cittadini e trovi al proprio interno i numeri per sostenerla. Noi continueremo invece a fare ciò per cui siamo stati eletti: lavorare in Consiglio comunale, sostenere l’azione amministrativa e affrontare i problemi concreti della città».

«Civitanova Marche non ha bisogno di una politica costruita sulla propaganda permanente. Ha bisogno di una maggioranza che governi e di un’opposizione capace, quando lo ritiene necessario, di contrapporsi con serietà, proposte e responsabilità». Il confronto politico è legittimo e necessario. La ricerca permanente del colpo di scena, senza avere nemmeno i numeri per sostenerlo, è un’altra cosa».

«La maggioranza continuerà a lavorare, senza farsi distrarre da iniziative prive dei requisiti necessari e lontane dalle reali esigenze dei cittadini».

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