Centro commerciale, Tittarelli replica a Simonetti: "I 400 posti di lavoro? A saldo zero e la viabilità è già al collasso"
Non si è fatta attendere la replica di Gianluca Tittarelli, chiamato in causa dall'imprenditore Alberto Simonetti sul caso del centro commerciale di Piediripa dopo il recente pronunciamento del Tar. Tittarelli, ex candidato sindaco per il centrosinistra, interviene con una nota netta per chiarire la propria posizione e spostare il focus del dibattito dal terreno politico a quello tecnico e territoriale.
"Non ho mai avuto il piacere di parlare con il sig. Simonetti, né di persona né al telefono", esordisce Tittarelli, stigmatizzando la scelta di sollevare la questione a mezzo stampa all'indomani dell'esito elettorale a Macerata. "Replico alle farneticanti affermazioni apparse sui giornali premettendo una cosa fondamentale: i fatti relativi alla votazione del consiglio comunale di Macerata sono avvenuti a maggio del 2025, più di un anno fa, quando per quel che mi riguarda non c’era nessun progetto politico all’orizzonte. La mia candidatura è emersa solo molti mesi dopo, nell'ottobre dello scorso anno".
Tittarelli rivendica poi il proprio diritto alla partecipazione civica, respingendo le accuse sulla sua presenza in aula durante le sedute comunali: "Non ero l’unico uditore, c’erano residenti di Piediripa e altri maceratesi. Seguire l’assise è un diritto sacrosanto di ogni cittadino. Riguardo poi a presunte campagne e fantomatici striscioni contrari all'iniziativa, vorrei capire a cosa alluda Simonetti: non è mai esistito nulla di tutto ciò. Ho sempre e solo espresso la mia opinione da cittadino e da professionista".
Tittarelli entra poi nel merito economico della vicenda: "Siamo abituati alle cifre propagandistiche, ma parliamo di fatti. In passato è stato dichiarato che i negozi del nuovo centro sarebbero in buona parte provenienti dalle strutture esistenti sul territorio, come il Val di Chienti o il Corridomnia. Se così fosse, i 400 posti di lavoro tanto sbandierati risulterebbero a saldo zero: si tratterebbe solo di un trasferimento di attività".
Una logica che, secondo l'esponente di centrosinistra, si scontra anche con la realtà proprietaria del territorio: "Molti operatori commerciali del Val di Chienti sono proprietari delle mura del proprio negozio. Sarebbe antieconomico lasciare vuoto un locale di proprietà per andare ad aprirne uno identico nel nuovo centro pagando l'affitto".
La nota si sposta poi sulla sostenibilità complessiva dell'opera. Tittarelli chiede al promotore del progetto di fare chiarezza sui reali players e sulle catene commerciali concretamente interessate, in un territorio che - nel raggio di 30 chilometri - conta già 8 strutture commerciali. "Si tratta davvero di un'opportunità o dell'ennesimo consumo di suolo senza un chiaro piano commerciale?", incalza Tittarelli.
L'affondo finale riguarda la vivibilità di Piediripa, quartiere in cui Tittarelli vive e lavora: "Simonetti ha pensato a come garantire la viabilità? È previsto un investimento importante in tal senso? Chi parla non vive i problemi quotidiani di Piediripa, dove la mattina e dopo le 17:30 si creano file interminabili di auto. Pensare di risolvere tutto con l'allargamento del tratto finale di via Bramante è un'illusione, le due rotatorie vicine farebbero comunque da tappo".
"Io non respingo gli investimenti - conclude Tittarelli - ma favorisco quelli che hanno un riscontro positivo effettivo sulla comunità. Un progetto del genere poteva avere senso 12 o 15 anni fa. Oggi, con la contrazione dei consumi e un mercato già maturo, non è attuabile. Se la stragrande maggioranza dei cittadini non sente il bisogno di questo nuovo centro, una domanda bisognerebbe farsela".

nubi sparse (MC)
Stampa
PDF
