Ballottaggio Macerata, nella sezione ospedaliera 11 voti pari: e se finisse in perfetta parità? Ecco cosa dice la legge
Visto il caso particolare di Mandatoriccio, dove il primo turno delle elezioni comunali si è chiuso con una perfetta parità a 852 voti tra i due candidati, viene quasi naturale chiedersi cosa accadrebbe se una situazione simile si verificasse anche a Macerata, proprio alla vigilia del ballottaggio. Peraltro, dato curioso, sinora si conosco soltanto i dati della sezione ospedaliera ed è effettivamente perfetta parità: 11 voti per Parcaroli e 11 voti per Tittarelli.
Nel piccolo centro calabrese, sotto la soglia dei 15mila abitanti, l’uguaglianza dei voti ha reso necessario un nuovo passaggio alle urne per rompere l’equilibrio. Ma il caso è diverso da quello di una città come Macerata, che rientra invece tra i comuni sopra i 15mila abitanti, dove il sistema elettorale è regolato dall’articolo 72 del Testo unico degli enti locali, consultabile integralmente sul sito del Testo unico enti locali.
Proprio questa differenza è decisiva. Nei comuni più piccoli, come nel caso di Mandatoriccio, il meccanismo elettorale è più diretto e può arrivare, in situazioni eccezionali come un pareggio perfetto, a richiedere una nuova votazione per individuare il sindaco. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, invece, come spiega chiaramente anche il funzionamento del ballottaggio, il sistema prevede sempre una “catena di spareggi” già stabilita dalla legge, proprio per evitare qualsiasi incertezza dopo il secondo turno.
Nel caso in cui il ballottaggio di Macerata dovesse chiudersi con un risultato perfettamente identico tra i due candidati, non si tornerebbe alle urne. La legge stabilisce infatti che a fare la differenza non sia un nuovo voto, ma il collegamento con le liste che hanno ottenuto complessivamente più consensi al primo turno. È il criterio della cosiddetta “cifra elettorale complessiva”, cioè la somma dei voti ottenuti dalle liste collegate al candidato sindaco. Se anche questo parametro risultasse identico, cosa estremamente rara ma teoricamente possibile, entrerebbe in gioco un ulteriore criterio previsto sempre dall’articolo 72, come riportato anche nella versione aggiornata del TUEL: verrebbe proclamato eletto il candidato più anziano d’età.
Si tratta di un sistema previsto dalla normativa proprio per garantire la proclamazione dell'eletto anche nell'ipotesi eccezionale di una perfetta parità di voti al ballottaggio, senza necessità di una nuova consultazione elettorale.

nubi sparse (MC)
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