Comuni montani, pressing dell'Anci su Calderoli: "Stop all’iter del Dpcm"
L’iter di adozione del Dpcm sulla nuova classificazione dei Comuni montani deve essere sospeso per evitare possibili ripercussioni economiche e sociali sui territori che rischiano di perdere il riconoscimento della montanità. È la richiesta avanzata dall’Anci nel corso della Conferenza Unificata dell’11 giugno, durante l’informativa resa dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli.
A rappresentare l’associazione erano il presidente Gaetano Manfredi e il presidente del Consiglio nazionale Marco Fioravanti. Pur ringraziando il ministro per i chiarimenti forniti attraverso un’apposita informativa, l’Anci si è fatta portavoce delle preoccupazioni espresse da numerosi sindaci dei Comuni esclusi dalla nuova classificazione. Per questo motivo è stata formalmente chiesta la sospensione immediata dell’iter attuativo previsto dalla legge 131 del 2025, proponendo nel frattempo di continuare a erogare le risorse ai Comuni inseriti nel precedente elenco e, se ritenuto opportuno, di estenderle anche alle realtà che rientrano nei nuovi criteri.
La presa di posizione rappresenta una sorta di dietrofront rispetto al via libera inizialmente accordato alla normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso febbraio. Al centro della contestazione restano i parametri individuati dalla riforma, che definisce i Comuni montani sulla base dell’altitudine media del territorio, fissata ad almeno 350 metri, e della presenza di aree caratterizzate da specifici livelli di pendenza.
Una questione che nelle Marche aveva già acceso il dibattito tra gli amministratori locali. Come riportato nei mesi scorsi da Picchio News, numerosi sindaci avevano denunciato il rischio di perdere strumenti considerati essenziali per la sopravvivenza delle aree interne, dalle deroghe per il mantenimento delle scuole ai benefici collegati alla sanità territoriale, fino ad alcune agevolazioni in campo agricolo.
Alla riunione era presente anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha evidenziato la necessità di valutare attentamente le richieste provenienti dai territori interessati. Pur condividendo gli obiettivi della riforma, Acquaroli ha sottolineato come l’applicazione dei nuovi criteri abbia generato situazioni considerate penalizzanti per alcuni Comuni, soprattutto in relazione a diritti storicamente riconosciuti nei settori sanitario, scolastico e agricolo. Il governatore ha inoltre ricordato il contenzioso avviato su scala nazionale dalle amministrazioni escluse, molte delle quali hanno presentato ricorso al Tar.
Tra i sindaci più attivi nella mobilitazione figura il primo cittadino di Urbino, Maurizio Gambini, che insieme ad altri amministratori ha promosso un ricorso per ottenere il riconoscimento dello status di Comune montano per le realtà escluse. Alcuni sindaci hanno inoltre deciso di sospendere la propria partecipazione all’Anci in segno di protesta.
Calderoli ha respinto la richiesta di sospendere il percorso di attuazione della riforma, ma si è detto disponibile a valutare eventuali modifiche qualora Regioni, Province e Comuni siano in grado di presentare una proposta condivisa all’unanimità. Il ministro ha comunque ribadito la volontà di preservare l’impianto della legge 131 del 2025, fondato su criteri oggettivi legati alle caratteristiche fisiche del territorio.
Le rassicurazioni del Governo sono contenute in un documento informativo di otto pagine che l’Anci trasmetterà ai Comuni interessati. Secondo il ministro, molte delle preoccupazioni manifestate derivano da una lettura non corretta della normativa e dei relativi provvedimenti attuativi. L’informativa precisa che il riparto del Fondo per lo sviluppo della montagna italiana relativo al 2025 sarà definito attraverso il coordinamento tra le Regioni, che potranno tenere conto anche delle esigenze dei Comuni compresi nel precedente elenco storico ma esclusi dalla nuova classificazione.
Nel documento viene inoltre chiarito che restano confermate le agevolazioni previste dalle normative regionali vigenti e che le misure statali attualmente in essere continueranno ad applicarsi fino al completamento della delega prevista dalla legge. Viene inoltre specificato che la nuova classificazione non inciderà sulle disposizioni riguardanti il dimensionamento della rete scolastica e non avrà effetti sulle misure previste nell’ambito della Politica agricola comune.
Le spiegazioni fornite dal ministero non sembrano però aver dissipato le preoccupazioni degli amministratori locali. I sindaci dei territori esclusi continuano infatti a chiedere garanzie formalizzate attraverso atti concreti e rivendicano il mantenimento dello status di Comune montano, ritenuto uno strumento fondamentale per sostenere servizi, popolazione ed economia nelle aree interne.
Ricordiamo che per il maceratese i comuni esclusi sono: Treia, Belforte del Chienti, Cingoli, Colmurano, Tolentino, Sant'Angelo in Pontano e Loro Piceno.

nubi sparse (MC)
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