Domenica 7 novembre, alle 17, all’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti finissage per la mostra “Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa”, uno degli eventi di “Contemporanea.mente”, la prima rassegna sul contemporaneo organizzata dall’assessorato alla Cultura e i Musei civici di Macerata, con l’obiettivo di dare visibilità a quelle emergenze artistiche particolarmente significative nell’innescare processi creativi che danno la dimensione e la misura del mondo in continuo mutamento e fluido offerto dal nostro tempo.
L’iniziativa prevede l’intervento di Nunzio Giustozzi, archeologo e storico dell’arte curatore di progetti di valorizzazione di allestimenti museali, che illustrerà le ragioni e i contenuti della mostra "Un Atlante di Arte Nuova. Emilio Villa e l'Appia Antica" che ha recentemente curato nel Complesso di Capo di Bove all'interno del Parco Archeologico dell'Appia Antica a Roma, presentandone il prezioso catalogo edito da Electa. A chiusura, intervento e saluto di Francesca Rossi Brunori.
Un lungo lavoro di ricerca ha consentito di rintracciare e offrire per la prima volta al pubblico, in un significativo dialogo, documenti e opere meno note di 21 maestri (tra i quali Bonalumi, Caraceni, Castellani, Cervelli, Franchina, Iwasaki, Lorri, Mambor, Mannucci, Mauri, Nuvolo, Rotella, Tacchi, Turcato, Uncini, Vermi), ricostruendo filologicamente l'attività espositiva della galleria Appia Antica nel triennio 1957-1959 e le vicende dell'omonima rivista sperimentale, diretta da Villa, figura carismatica, geniale e anomala, "sciamano e guru" del panorama culturale dell'epoca. Con "entusiasmo, occhio e poesia" egli gettò una luce più autentica su nomi ormai affermati ‒ da Burri a Scialoja per citarne alcuni ‒ ponendo l'accento sulla materia dell'opera d'arte che si fa oggetto, ed ebbe il merito di presentare e difendere dagli attacchi della critica imperante anche la nuova generazione di autori ‒ da Schifano a Manzoni, "figli dell'Appia", a Lo Savio, per nominarne altri dal tragico destino ‒ che agiva un recupero tutto italiano delle avanguardie. Si riuscirà a far rivivere così una pagina meno nota ma straordinaria dell'arte del Novecento che alla fine degli anni cinquanta vide fugacemente protagonista la regina viarum.
L’evento, realizzato con il contributo della Regione Marche e il patrocinio del Comune di Macerata, è ideato e organizzato dall’artista romano Fabio Orecchini, membro dell’impresa creativa non-profit Nie Wiem di Ancona e della sua compagine editoriale Argolibri, in collaborazione con la libreria Catap di Macerata, rappresentata da Virgilio Gobbi e Andrea Balietti, curatore della mostra.
Secondo atto del progetto legato ai cinque concerti per pianoforte di Ludwig van Beethoven nelle trascrizioni d’epoca di Vincenz Lachner per orchestra d’archi. Dopo il primo appuntamento di 10 giorni fa con l’esecuzione dei primi tre concerti del compositore tedesco, il progetto si conclude con quella degli ultimi due, in programma sabato 6 novembre, alle ore 21, al Teatro Feronia di San Severino Marche, anche questa volta un concerto in anteprima dell’esibizione prevista per il giorno seguente, alle 17.30, all’Auditorium Scarfiotti di Potenza Picena, per il Mugellini Festival.
L’Orchestra Filarmonica Marchigiana in formazione di string ensemble e i pianisti Vasyl Kotys e Ivo Kahànek, con la direzione di Bartosz Zurakowski, eseguono rispettivamente il il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in sol magg. op. 58 e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in mi bemolle magg. op. 73 “Imperatore”.
Con il Concerto n. 4, composto a Vienna quasi interamente nel corso del 1805, Beethoven compie il miracolo di spogliarsi di Mozart per farsi come lui. Ovvero, centra pienamente l’obiettivo di impossessarsi dello spirito di leggerezza, perfezione, amabilità di Mozart, modello indiscusso del genere del concerto pianistico, dismettendo nello stesso tempo gli abiti mozartiani che ancora rivestivano in varia misura i concerti precedenti per esprimersi con un linguaggio del tutto personale.
Il Quinto Concerto, composto da Beethoven a Vienna nel 1809 mentre le truppe di Bonaparte si apprestavano a bombardare la capitale austriaca, è il più famoso e il più popolare di tutti i Concerti per pianoforte e orchestra della nostra letteratura sinfonica: un’opera maestosa che, ricollegandosi alla Sinfonia Eroica di qualche anno prima, segna la definitiva liquidazione del mito storico di Napoleone per celebrare quello metastorico dell’eroe imperator, condottiero dell’umanità.
Vendita dei biglietti online su www.vivaticket.com. Prezzo ordinario 10 euro, ridotto under 18 a 2 euro. Biglietteria presso la Pro Loco di San Severino Marche aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 12.30 e dalle ore 16 alle 19 (tel. 0733638414).
Per il Mugellini Festival, info a https://www.mugellinifestival.it/programma-eventi-2021/.
In molti comuni della Provincia di Macerata si sono svolte oggi, in occasione della festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, le celebrazioni per il Centenario del Milite Ignoto.
“Il Milite Ignoto fu, e rimane tutt’oggi, uno dei simboli dell’Unità Nazionale e in questo momento di ripartenza auguro a tutti di aprire la strada per una rinascita che abbia come capisaldi l’unità, l’importanza delle tradizioni e della storia e soprattutto il sentirsi parte di una comunità coesa e leale”. Sono le parole pronunciate dal sindaco di Macerata Sandro Parcaroli questa mattina nel corso della cerimonia di inaugurazione del monumento al Milite ignoto eretto nel cortile dell’ex distretto militare nei pressi del Sacrario militare, un luogo fortemente emblematico.
La cerimonia à stata organizzata in occasione del centenario del trasferimento della salma del Milite ignoto da Aquileia a Roma, dove fu collocata sull’Altare della Patria proprio il 4 novembre 1921, e fa seguito al conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Macerata al Milite ignoto assegnato con una delibera consiliare in adesione all’iniziativa proposta dall’A.N.C.I. - l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, su invito del Gruppo delle Medaglie d’Oro al valor Militare d’Italia, per il riconoscimento della “paternità” del Soldato che per cent’anni è stato volutamente ignoto e che invece così diventerà Cittadino d’Italia, rientrando nella simbologia che appartiene all’identità nazionale.
“Il maggiore riconoscimento, oggi, - ha detto ancora il sindaco Parcaroli che ha svelato il monumento insieme al Prefetto Flavio Ferdani e al presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani - va alle forze armate che, ogni giorno, contribuiscono alla nostra sicurezza con spirito di abnegazione e di leale sentimento verso la Patria. Grazie alla loro professionalità e alle qualità umane sempre dimostrate, le forze armate, e le loro famiglie, meritano, non solo oggi ma tutti i giorni, l’apprezzamento di tutti noi."
"Un ringraziamento va anche alla figura femminile e alla sua valenza storica e sociale - ha aggiunto il primo cittadino -. Un pensiero alle mamme, alle sorelle, alle mogli, alle nonne dei tanti soldati italiani che hanno perso la vita nell’adempimento delle loro funzioni. A queste donne, che hanno patito sofferenze e angosce, riconosciamo di essere state parte integrante della spinta propulsiva alla ripresa dato che, nel dolore ma con fierezza, si sono fatte portatrici di un grande carico di responsabilità. Un pensiero infine ai giovani che, grazie al supporto delle istituzioni, devono rendersi consapevoli dei valori di pace, democrazia e partecipazione alla vita sociale e politica del paese".
"Crediamo che questo spirito e questi valori costituiscano, almeno, il minimo doveroso riconoscimento a quei giovani che hanno sacrificato la loro vita per costruire un futuro migliore: quel futuro - ha concluso il primo cittadino - che oggi stiamo vivendo e che dobbiamo, ogni giorno, migliorare per il progresso, la convivenza civile e la qualità della nostra vita e delle future generazioni.”
Il monumento al Milite ignoto è una stele in marmo, in cui è stato anche posto un bozzetto ispirato alla guerra del ’15-’18. Si tratta di un'opera di Giovanni Colucci, presidente dell’Associazione nazionale dei Carabinieri.
Anche la città di Civitanova Marche ha celebrato oggi, in occasione della festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Centenario del Milite Ignoto. Una festa che ha preso il via in mattinata partendo dal centro e raggiungendo la Città Alta dove è stata deposta la prima corona di alloro presso la Targa in memoria dei Caduti di tutte le guerre, in viale della Rimembranza. La delegazione formata dal Sindaco Fabrizio Ciarapica, dal Presidente del Consiglio comunale Claudio Morresi, dall’Assessore ai Servizi educativi e formativi e al Welfare Barbara Capponi e dalle massime Autorità militari, Associazioni combattentistiche e Associazioni di volontariato cittadine ha poi proseguito alla deposizione della seconda corona presso il Monumento ai Caduti di Piazzale Italia sul Lungomare Sud.
Il clou delle celebrazione è avvenuto in Piazza XX Settembre davanti a Palazzo Sforza, sede del Municipio, dove sono intervenuti oltre 200 studenti in rappresentanza di tutti gli istituti scolastici delle medie e superiori di Civitanova Marche. Lo speakeraggio della cerimonia è stato affidato al colonnello Nicola Ciccarelli, già presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri di Civitanova Marche, mentre gli ordini militari sono stato dati dal tenente Gianfranco Ciferri, presidente Unuci di Civitanova Marche.
Dopo la deposizione della Corona a Palazzo Sforza, la banda cittadina ha intonato l’Inno d’Italia, Il Piave e Il Silenzio. La cerimonia è stata aperta con l’intervento del sindaco Ciarapica che ha omaggiato tutte le Forze Armate e in particolare ha ricordato ciò che avvenne 100 anni fa con la traslazione della salma del Milite Ignoto da Aquileia a Roma per essere tumulata all’Altare della Patria.
“Quel viaggio di 100 anni fa fu per l’Italia un momento di grande unificazione - ha dichiarato il sindaco - dopo un periodo durissimo dovuto alla Prima Guerra mondiale che aveva ridotto la nostra nazione in una povertà assoluta e di disperazione e per certi versi paragonabile ad oggi in cui l’Italia – insieme al resto del mondo - ha subito e subisce le perdite, la sofferenza e la tragedia immane della pandemia. Un evento importante per tutti gli italiani che rappresenta e deve rappresentare anche un momento di riconciliazione per la nostra Patria”.
“Un giorno, quello che vogliamo celebrare oggi, di unificazione in cui la nostra Nazione si unisce in un abbraccio simbolico verso quel ragazzo senza nome, scelto fra altri 10, per ricostruire un futuro di unità - ha sottolineato Ciarapica -. Perché è dalle macerie che un popolo deve ripartire e ricostruire l’avvenire di tutti. Oggi è anche la Festa delle Forze armate, è doveroso ringraziare tutte le forze dell’ordine, le nostre donne e i nostri uomini che quotidianamente difendono la nostra libertà e la nostra incolumità in Italia e nei contingenti di pace nel mondo presenti in molti luoghi teatro di guerre o dove la democrazia non è ammessa, sappiamo quanto grande sia il valore dei nostri militari all’estero, riconosciuti da tutti per la loro grande umanità".
“Infine – ha concluso Ciarapica - non dimentichiamo e anzi onoriamo, con la signora Giovanna Paolone che ci accompagna da sempre, il nostro Eroe cittadino: il Maresciallo Piermanni, Medaglia d’Oro al Valor Militare, che 44 anni fa perse la vita in uno scontro a fuoco nella nostra stazione. Una figura straordinaria che Civitanova Marche ringrazia ancora per essersi sacrificato nell’esercizio delle proprie funzioni”.
Anche il Comune di Caldarola ha voluto celebrare la Festa delle Forze Armate deponendo 2 corone di alloro presso le lapidi commemorative presenti nel capoluogo.
Il Sindaco Luca Maria Giuseppetti, insieme ad alcuni rappresentanti dell’Amministrazione, ha ricordato tutte le vittime delle guerre e festeggiato la Giornata dell’Unità d’Italia con una breve ma simbolica celebrazione religiosa officiata da Don Eraldo Pittori. Ad accompagnare gli amministratori anche rappresentanti dei Carabinieri, della Protezione Civile e della Polizia Municipale.
Le due corone d’alloro sono state deposte sulle lapidi presenti nella piazza principale di Caldarola e nell’antistante Piazza 24 Maggio.
E’ stato celebrato anche a Tolentino il centotreesimo anniversario della ricorrenza del 4 Novembre, Anniversario della Vittoria, Festa delle Forze Armate e dell’Unità nazionale.
L’Amministrazione comunale ha promosso una cerimonia che, dopo la Santa Messa, ha previsto la formazione di un corteo che ha raggiunto il Monumento della Vittoria per l’apposizione di una corona di alloro per ricordare tutti i caduti della Prima Guerra Mondiale e di tutte le Guerre. Il corteo ha poi raggiunto piazza della Libertà dove, dopo l’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno di Mameli, è stato suonato il “Silenzio”.
Per celebrare questa importante ricorrenza sono intervenuti la vicesindaco Silvia Luconi, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri Capitano Giulia Maggi, il Presidente del Consiglio comunale Carmelo Ceselli, gli Assessori Fausto Pezzanesi e Francesco Pio Colosi, il Consigliere Monia Prioretti e gli studenti degli istituti Frau e Lucatelli.
Presenti anche diverse associazioni combattentistiche e d’arma tra cui i carabinieri in congedo con il comandante Giuseppe Losito e l’Anpi con il presidente Lanfranco Minnozzi. Molto significativo il momento in cui Martina Ferretti e Nada Dhoum, studentesse dell’Ipia Frau hanno ricordato il centenario del Milite Ignoto che esattamente 100 anni fa, il 4 novembre 1921, fu tumulato nel sacello dell’Altare della Patria.
Il Feretro fu trasferito a Roma su ferrovia, con un convoglio speciale a velocità ridotta sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma, ricevendo gli onori delle folle presso ciascuna stazione e lungo gran parte del tracciato.
Pur essendo un giorno lavorativo, la cerimonia del 4 Novembre è stata partecipata e ha offerto, ancora una volta, molti spunti di riflessione sull’importanza della conoscenza della storia, sul ripudio alla guerra, sui più alti valori fondanti la nostra Costituzione come la democrazia, la libertà e la pace.
Al termine della manifestazione la vicesindaco Silvia Luconi e il Comandante della Compagnia dei Carabinieri Capitano Giulia Maggi hanno apposto una corona di alloro sotto la lapide posta nel colonnato del Palazzo comunale, attualmente interdetta al pubblico a seguito del sisma, che ricorda il IV Novembre e che riporta i passi più importanti del generale Diaz per annunciare la fine del conflitto. Inoltre, nel corso della mattinata, sono state deposte corone di alloro al Famedio dei Caduti del Cimitero comunale e in via 4 Novembre.
Con l’ultima rappresentazione in programma domenica 7 novembre, alle ore 17:30, cala il sipario sulla 23esima edizione di Caro Teatro, la rassegna organizzata al Teatro “Annibal Caro” di Civitanova Alta dall’Associazione culturale Piccola Ribalta APS, in collaborazione con il Comune di Civitanova Marche e l’Azienda Teatri.
“Corruzione al palazzo di giustizia” di Ugo Betti, per la regia di Antonio Sterpi, chiuderà un cartellone che si è aperto il 3 ottobre, e che si è contraddistinto per un alto gradimento di pubblico ad ogni spettacolo.
Il dramma teatrale scritto da Ugo Betti nel 1944 e rappresentato nel 1949, per la prima volta al Teatro delle Arti in Roma, è ritenuto il capolavoro di Ugo Betti (Macerata 1892 – Roma 1953) ed è uno fra i testi più significativi del teatro italiano contemporaneo.
In “Corruzione al palazzo di giustizia” Betti condensò la grave tematica delle opere precedenti, portandola ad una temperie di eccezionale intensità alimentata, oltre che dalla sua esperienza di artista, dal clima tragico ed allucinato di quegli anni angosciosi. In esso i fatti dolorosi ed abnormi che accadono, lo svolgimento stesso ad inchiesta, con la conseguente ricerca dei colpevoli, superano immediatamente i limiti della cronaca per assumere un evidente significato di denuncia nei riguardi della società e del malcostume contemporaneo.
Personaggi e interpreti: Antonio Sterpi, Luigi Ciucci, Alessio Orpianesi, Rita Trobbiani, Teresa Belvederesi. Luci e fonica: Gianluca Marziali e Francesco Marconi. Musiche ed effetti sonori registrati presso la scuola di musica del M° Samuel Dutto.
Una delle più rilevanti realtà orchestrali giovani del panorama nazionale, Roma Tre, arriva questo sabato 6 novembre al Teatro Apollo di Mogliano grazie alla rassegna MATMC (Musica a Teatro). Roma Tre è riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali come uno dei Progetti Speciali di Rilevanza Nazionale. Fondata nel 2005 e impegnata nella diffusione della grande musica tra le nuove generazioni, Roma Tre ha suonato nelle più importanti sale da concerto nazionali e internazionali e collabora da anni con solisti di rilievo. Il prossimo sabato (ore 21.15), nel suo debutto al Teatro Apollo di Mogliano, e diretta da Sieva Borzak, presenta la musica di Franz Liszt e la sua enorme influenza nella sonorità contemporanea. L'orchestra suonerà insieme al giovanissimo pianista Francesco Navelli e al clarinettista Maurizio D’Alessandro.
Con soli 18 anni, Navelli ha un impressionante curriculum che include numerosi premi e concerti sia in Italia che all’estero, passando per Madrid e León (Spagna) e per la Florida (Stati Uniti). Il prossimo sabato sarà chiamato a esibirsi insieme alla Roma Tre con opere che richiedono una tecnica impeccabile, come la Wanderer Fantasie (parafrasi di Liszt sull’originale di Schubert) e Malèdiction (Liszt).
Maurizio D’Alessandro, con ampia esperienza come camerista e solista in tutta Europa, è uno dei più noti interpreti italiani al clarinetto. Di rilievo il concerto tenuto al Quirinale (aprile 2007) su invito della Presidenza della Repubblica e trasmesso in diretta in Italia (RAI Radio Tre) e in Europa (Euroradio). Il prossimo sabato interpreterà il delizioso concerto per archi e clarinetto composto da Aaron Copland nel 1948-49 (dedicato originariamente a Benny Goldman).
Sarà il teatro storico di Mogliano a ospitare questo appuntamento. Il Teatro Apollo è un vero gioiello progettato verso la fine del Settecento da Giambattista Fabiani. Inaugurato solo nel 1844 come Teatro delle Esperidi (un’allusione al dipinto che Mariano Bonarelli creò per il sipario), si alza su una struttura in legno con pianta a ferro di cavallo e 38 palchi su tre ordini, opera del moglianese Feliciano Seri. Dopo successivi lavori di riforma (crollo parziale di una capriata nel 1907), le fallite trattative di acquisto da parte del comune (1935 e 1977) e 20 anni di chiusura per pericolosità, finalmente la Società Condominiale proprietaria del teatro cede gratuitamente l’uso perpetuo dell’immobile al Comune di Mogliano che, con un importante contributo, assume i lavori di restauro del teatro e riapre nel 2003.
Celebrare la bellezza dei teatri storici maceratesi e far conoscere questo immenso patrimonio è l’obiettivo della rassegna MATMC (Musica A Teatro). Il programma di MATMC, che si articolerà fino a Natale 2021, continua con altri appuntamenti a:
- Apiro (Teatro Mestica, 20 novembre) con il quartetto d’archi d4rkyquartet (Adriana Ester Gallo, Yuriko Mikami, Sylvia Catasta e Silvia Mangiarotti).
- Tolentino (Teatro Vaccaj. 20 decembre) con il pianista argentino Nelson Goemer come solista con la FORM (insieme a Marche Concerti).
- Treia (Teatro Comunale), i giorni 10 dicembre (Arianna Porcelli Safonov con ‘Riding Tristocomico’), il 18 dicembre (Isabella Ferrari in Fedra, ore 21.15) e la sera di Capodanno (venerdì, 31 dicembre) con Nino Rota Ensemble (ore 20).
In occasione del centenario della traslazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria (Roma, 4 novembre 1921-2021) l’Associazione Nazionale Carabinieri di Pollenza ha progettato ed allestito la mostra dal titolo: “1915-1918 FRAMMENTI DELLA GRANDE GUERRA” presso la Sala Convegni del Comune di Pollenza.
Le porte della Sala Convegni apriranno ai visitatori sabato 6 novembre alle ore 18.00 per l’inaugurazione di una mostra dove saranno esposti fino al 14 novembre i cimeli della Grande Guerra appartenuti al collezionista e storico Luca Cimarosa.
Reperti di inestimabile valore messi assieme con tenacia dall’appassionato e studioso che nel suo “Museo delle Due Guerre Mondiali” di Loro Piceno vanta la presenza di testimonianze fotografiche e soggetti inediti raccolti allo scopo di creare un momento didattico coinvolgente per tutti e un’occasione di riflessione sulle atrocità della Grande Guerra.
In occasione del centenario si vuol riportare alla memoria una delle pagine più devastanti e sanguinose della nostra storia, ripercorrendo, con l’aiuto di materiale bellico come armi da combattimento, corazze, scudi e sistemi di difesa in genere, l’orrore dei giorni trascorsi dai nostri soldati in trincea. Con l’esposizione di manufatti artistici in ottone, rame e ferro realizzati dai soldati si vuole anche rendere noto come l’arte fosse un rifugio dalla Guerra e una forma di sopravvivenza della dignità umana.
La mostra rimarrà aperta dal 6 al 14 novembre nei seguenti giorni ed orari: lunedì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e tutti i pomeriggi della settimana dalle ore 18.00 alle ore 20.00.
Rosario Fiorello torna nelle Marche dopo le tre date annunciate a Senigallia e andate sold out in poche ore. I nuovi appuntamenti sono a Civitanova Marche l’1, 2, 3 e 4 dicembre al Teatro Rossini.
Quattro show irripetibili in cui il Rosario nazionale torna finalmente al calore del pubblico in teatro dopo cinque anni di assenza con uno spettacolo coinvolgente, in continua evoluzione e – di serata in serata – mai uguale a se stesso, marchio di fabbrica di un artista che lascia ogni sera la sua impronta personalissima nel copione dello show.
Improvvisazioni ed esperimenti scenici, invenzioni mimiche, interazione con il pubblico in sala e incursioni di ospiti a sorpresa, una scaletta musicale fluida e l’innesto di momenti di spettacolo fuori copione: è questa la libertà dello showman. Quella di portare in teatro uno show che mai andrà in scena così come è stato scritto.
Non mancheranno ovviamente i riferimenti all’attualità, lo sguardo acuto e ironico dell’artista sull'Italia e gli italiani, sui cambiamenti degli usi e costumi, sempre all’insegna della leggerezza e del buonumore.
Sul palco, accanto a Fiorello, la consolidata band di sempre con musicisti che strizzano l’occhio al varietà, capaci di accompagnare Rosario anche nelle sue mille improvvisazioni.
Prevendite aperte dalle ore 15.00 di oggi nei punti vendita abituali e on line su ticketone.it e vivaticket.com. Per informazioni: Amat Tel 071 2072439
Si avvicina un’altra fermata lungo il percorso della bontà. Sabato 6 novembre, dalle ore 20, al ristorante hotel Monti Azzurri Grilli di Montemonaco (Ascoli Piceno), andrà in scena un nuovo step dell’originale tour dell’enogastronomia di qualità con i migliori interpreti del sapere culinario ed enologico regionale, l’unico evento in grado di mescere la storia della fecondità della nostra terra e dei suoi frutti più famosi nel mondo con il fascino del racconto.
Durante la cena-degustazione, Palmiro Ciccarelli, stimato sommelier ed esperto assaggiatore di olio guiderà infatti gli ospiti in un intenso viaggio nel sapore. Si tratta di uno straordinario percorso con alcuni dei più originali e raffinati piatti di carne capaci di far visita in modo sempre nuovo alle squisite tipicità della nostra terra e d’esaltarne al contempo l’inconfondibile sapidità.
Nel novero dei protagonisti, gli aromi, le sensazioni e i colori che i fertili territori marchigiani hanno saputo dare al pregiato nettare di Bacco. In particolare i commensali potranno assaggiare i saporosi chiaroscuri di un Biancoluna Marche Bianco IGT 2020 (Cantina Lumavite, Rapagnano, (Fermo), lasciarsi sedurre dal Monteferro, Colli Maceratesi Ribona, Doc 2018, (Villa Floriano Appignano –Macerata), o trarre scintille di buon umore dall’Oro Rosso Piceno Superiore DOC, 2018 della Tenuta De Angelis Castel di Lama (Ascoli Piceno).
Il costo previsto a partecipante è di 25 euro. Il progetto complessivo è stato finanziato dal bando della Regione: “Marche dalla vigna alla tavola” operante nell’ambito del Piano Triennale di Promozione per il settore Agroalimentare con il fine di valorizzare il vino di qualità nell’ambito della ristorazione, della buona tavola e dell’hotellerie e dare così una forte spinta all’economia del nostro territorio da sempre vocato al turismo e alla convivialità. L’organizzazione degli eventi è di Investments & Service.
Quattro eventi per quattro sold out, questo è il bilancio finale delle iniziative che si sono svolte a partire dal 10 ottobre nel territorio del Comune di Treia. Il progetto, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e realizzato da Marche Active Tourism e Girastorie Racconti in Cammino di Matteo Petracci, ha accompagnato 200 persone provenienti da tutte le Marche e anche da fuori regione alla scoperta di luoghi simbolo e angoli meno conosciuti della cittadina del Pallone col Bracciale.
Da Villa Valcerasa fino all’area della “Roccaccia” passando per Villa la Quiete e per San Lorenzo le semplici escursioni, arricchite dal racconto degli aspetti storici e naturalistici, hanno consentito hai partecipanti di conoscere e visitare nel periodo autunnale le straordinarie ricchezze culturali e paesaggistiche dell’area. A conferma che il turismo outdoor ha enormi potenzialità nel maceratese e che può essere uno strumento fondamentale per coniugare attenzione per il territorio e volano economico per tutto il comparto turistico.
L’area interessata dal progetto è caratterizzata da sentieri e strada poco trafficate, con dislivello morbidi ed un contesto paesaggistico unico nel suo genere, tutte caratteristiche che ben si prestano a cammini ed attività all’aria aperta. Inoltre le storie che nei secoli si sono accavallate e che con Treia Tra storia e natura sono state riscoperte rendono l’esperienza mai banale o uguale a se stessa. Un connubio perfetto che è stato apprezzato sia da chi è abituato a frequentare questi luoghi che da chi li visitava per la prima volta.
Da notare che gli eventi si sono svolti nel mese di ottobre, a conferma che la destagionalizzazione è un elemento centrale di questo tipo di attività, che consentono un afflusso di visitatori anche in periodi tradizionalmente considerati di bassa stagione.
Brilla l’arte nell’autunno di Camerino dove è stata inaugurata questa mattina nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, in via Le Mosse la mostra “Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma” a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, frutto della convenzione siglata da ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni nel 2017, che si sono impegnati in un importante lavoro di recupero delle opere d’arte danneggiate; con il contributo della Regione Marche. In collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, sono state individuate per il recupero e il restauro un nucleo di opere marchigiane di proprietà di 17 differenti Enti pubblici ed ecclesiastici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
Quelle in esposizione saranno 20 opere provenienti da tutte le Marche: da Arquata del Tronto a Fiordimonte, da Ascoli Piceno a Mogliano, i cui restauri sono stati importanti anche per approfondimenti di tipo scientifico. Di grande rilevanza storico-artistica, sono esposte sculture e dipinti di autori di indubbia fama che nelle Marche sono nati o che vi hanno soggiornato e che hanno contribuito a modificare la geografia della Storia dell’Arte. Gli interventi di restauro sono stati eseguiti da tecnici tutti marchigiani, in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza che, con innovative analisi diagnostiche hanno valutato lo stato di conservazione di ciascuna opera. Questi interventi non soltanto hanno consentito di porre rimedio ai danni subiti dalle opere, ma hanno permesso di effettuare nuove attribuzioni e di acquisire nuove conoscenze relative alla tecnica pittorica ed ai materiali usati dagli artisti, accrescendo le conoscenze che si avevano su questo patrimonio e aprendo la strada a nuovi studi.
“Si tratta di un viaggio nella religiosità marchigiana attraverso un affascinante percorso stilistico e iconografico, ma mi preme sottolineare come la volontà di questa mostra sia ancora più profonda: rendere fruibili in maniera permanente le opere restaurate - spiega Pierluigi Moriconi della Soprintendenza dei Beni Architettonici delle Marche e curatore dell’esposizione. Con questa esposizione, quarta tappa di “Rinascimento marchigiano” che abbiamo fortemente voluto noi della Sovrintendenza, riconsegniamo le opere restaurate, a distanza di cinque anni dal sisma ai Comuni e agli enti ecclesiastici, ridando loro la collocazione originaria per quanto possibile”.
A portare colore nella splendida giornata di sole, dopo il taglio del nastro, i bambini dell’Istituto comprensivo Ugo Betti di Camerino che hanno vestito i panni delle “guide” illustrando e raccontando ognuno un’opera. Un gesto simbolico pensato proprio per dare il giusto spazio a coloro che, nonostante la propria fragilità, negli anni hanno dovuto affrontare tante difficoltà: dal sisma alla pandemia. “L’arte è ancora protagonista nella nostra città perché, come abbiamo sempre sostenuto, accanto alla ricostruzione fisica va incentivata quella sociale e, indubbiamente, proposte culturali di questo tipo sono un incentivo a vivere i nostri territori e a visitarli – ha detto il sindaco Sandro Sborgia – Ringrazio la Sovrintendenza, l’Anci, la Regione e tutti coloro che vi hanno lavorato. Mi piace che siano proprio i bambini a illustrare le opere che sono esposte perché sono il futuro e sono i primi a dover raccontare e conoscere i tesori che tutti custodiamo e amiamo”.
Sono intervenuti al taglio del nastro oltre al sindaco Sandro Sborgia e al curatore della mostra Pierluigi Moriconi (storico dell'arte della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche); Giovanna Sartori, assessore alla cultura del Comune di Camerino; Anna Menghi, consigliere regionale; Paola Camera, Direzione Generale MIC (Ministero della cultura); Marcello Bedeschi, Segretario Generale Anci Marche. La mostra sarà aperta fino al 9 gennaio, dal venerdì alla domenica e festivi dalle 10 alle 13; dalle 15 alle 18.
Mercoledì 3 novembre alle ore 21 al Teatro Lauro Rossi il Quartetto F.A.T.A. va in scena con “Étude FATAstique” per i Concerti di Appassionata.
Sodalizio artistico tutto al femminile composto da Lucia Paccamiccio, Marta Montanari, Alessandra Petrini e Elisa Ercoli, il Quartetto F.A.T.A. (Fuoco-Acqua-Terra-Aria) propone un concerto s-concertante, divertente, ironico e surreale che vede le flautiste marchigiane nella doppia veste di musiciste e attrici, su un’originale regia di Giorgio Degasperi.
In "Étude FATAstique" lo spettacolo musicale si alimenta di una drammaturgia frizzante, a tratti comica, a tratti grottesca e poetica, con un repertorio crossover con musiche di Antonio Vivaldi, Satoshi Yagisawa, Fabrizio De Rossi Re, Douglas Cuomo, Ryūchi Sakamoto, John Williams, Giacomo Puccini, Richard Strauss e gli arrangiamenti di EllePi79.
Le Creazioni fantastiche del Quartetto F.A.T.A. sono arricchite da azioni sceniche che includono il teatro nella musica, uno spettacolo musical-teatrale fruibile al contempo come concerto, pantomima, pièce a tutto tondo: quattro moderne streghe, grazie alla loro potente e magica musica, passano attraverso gli stereotipi che la modernità ha costruito del femminino, da musiciste a donne alla moda, da donne in carriera a marionette abusate, per arrivare poi indenni al ricongiungimento con la Madre Terra grazie al coraggio di percorrere le vie del cuore.
Brillantemente laureate in conservatori fra i più importanti d’Italia, sotto la guida di Maestri di fama internazionale, le musiciste del Quartetto F.A.T.A. hanno maturato vasta esperienza come soliste, in orchestre sinfoniche e in gruppi da camera, e la loro carriera concertistica è arricchita da specifiche competenze nel campo della didattica e da stimolanti studi paralleli. In formazione, svolgono un’attività caratterizzata da un forte eclettismo fatto di repertori trasversali con una predilezione per la musica colta contemporanea, per gli autori moderni giapponesi, per il pop, il jazz, ma anche per i grandi classici fino a proporre una vasta scelta di musiche crossover in arrangiamenti inediti. L’energia che caratterizza ogni esibizione di Lucia Paccamiccio, Marta Montanari, Alessandra Petrini e Elisa Ercoli riflette le differenti personalità delle componenti per dare vita a una fusione armonica ed emotiva: vitalità, spiritualità, tenacia e leggerezza, proprio come i quattro elementi della natura, interagiscono in un equilibrio dinamico e mutevole attraverso la performance musicale.
La Biglietteria dei Teatri è aperta dal martedì al sabato dalle 9 alle 12 e dalle 17.30 alle 19.30, e mercoledì 3 novembre, giorno del concerto, fino alle 21.00 in piazza Mazzini 10 a Macerata (T 0733-230735, boxoffice@sferisterio.it). Prevendita anche online sul circuito Vivaticket. Chiuso il botteghino del TLR prima dello spettacolo. Per l'accesso al teatro sono richiesti la certificazione verde e l'uso della mascherina (chirurgica o FFP2).
Castelraimondo non dimentica i soldati italiani caduti in Afghanistan e nelle altre missioni internazionali. Domenica 31 ottobre presso il Parco della Rimembranza, in piazzale Santa Rita, si terrà l’ottava cerimonia di commemorazione di tutti i militari italiani caduti in Afghanistan dal 2004 fino ad oggi nella missione Nato ISAF e nelle altre missioni estere. L’evento è organizzato dal Gruppo Comunale Alpini Val Potenza e dal Comune di Castelraimondo, con il contributo del Consiglio Regionale delle Marche.
Il ritrovo è fissato per le ore 9 e 45, con l’ammassamento degli alpini. Alle ore 10 cerimonia dell’alzabandiera seguita dalla deposizione della corona d’alloro in onore ai Caduti. In questo frangente si leggeranno tutti i nomi dei militari defunti nella missione in Afghanistan e in altre missioni internazionali.
Interverranno le autorità civili e militari. Alle ore 11 celebrazione della Santa Messa (in caso di maltempo la funzione verrà spostata all’interno della chiesa della Sacra Famiglia) e a seguire, alle ore 13, appuntamento alla Gma Ristorazione di Matelica (in via Marco Polo) per il pranzo. La giornata si chiuderà alle ore 17 con l’ammaina bandiera. Per riservare dei posti per il pranzo si possono contattare: Angelo Ciccarelli (presidente del gruppo Alpini Val Potenza) al tel. 348 8245639, Nando Mosconi al tel. 349 7270787 o Tommaso Lucchetti al tel. 335 6158870.
Il Parco della Rimembranza ospita cinquantacinque piante di leccio sempreverdi, in memoria dei militari caduti nell'adempimento del loro dovere, i cui nomi sono incisi nelle lapidi di marmo che adornano la scultura realizzata dallo scultore Fernando Caciorgna.
La città di Civitanova Marche, come ogni anno, il 4 novembre vuole festeggiare la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricordando tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori che sono rimasti immutati nel tempo, per i militari di allora e anche quelli di oggi.
Quest’anno, in Italia, ricorre anche il centenario della solenne tumulazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria.
"Questo IV Novembre 2021, Festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate, assume un valore maggiore perché si celebra il 100esimo anniversario del ‘Milite Ignoto’ nello dello storico viaggio della salma del soldato sconosciuto divenuto simbolo dei tanti caduti durante la Prima Guerra Mondiale". Ha dichiarato il sindaco, Fabrizio Ciarapica presentando la manifestazione del prossimo 4 Novembre 2021.
"Quel 4 Novembre del 1921 – ha proseguito Ciarapica - fu per l’Italia un momento di grande unificazione dopo un periodo durissimo dovuto alla Prima Guerra mondiale che aveva ridotto la nostra nazione in una povertà e una disperazione assoluta e per certi versi trova dei parallelismi con la situazione attuale in cui il Paese ha subito e subisce le perdite e soffre per la tragedia immane dovuta alla pandemia".
"In questa occasione vogliamo ringraziare tutte le Forze dell’Ordine, tutte le donne e gli uomini che si sono sacrificate e si sacrificano per garantire la sicurezza e la libertà a tutti noi cittadini e per onorare il giovane sconosciuto, il Milite Ignoto, che anni fa fu scelto fra 10 salme senza nome e che divenne un simbolo dell’unità ritrovata per tutta la nostra Patria. Un’occasione, questa, di riscoperta della nostra storia – ha concluso il Sindaco - che celebreremo anche in un bellissimo concerto organizzato per l’occasione che andrà in scena venerdì 5 novembre alle ore 21.15 presso il nostro Cine-Teatro Rossini, aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza che, spero, sarà apprezzato".
"Abbiamo voluto organizzare queste celebrazioni del 4 novembre per non dimenticare il sacrificio delle nostre Forze dell’Ordine ma anche per conferire la cittadinanza onoraria al “Milite Ignoto Cittadino d’Italia” come peraltro già fatto con deliberazione nel corso del consiglio comunale n. 15 del 07/05/21, e far conoscere meglio la nostra storia alle giovani generazioni". Ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Claudio Morresi principale promotore delle iniziative.
"Oltre alle massime autorità civili e militari – ha proseguito Morresi - infatti il 4 mattina a partire dalle ore 8.45 inizieremo le celebrazioni con ritrovo in Piazza XX Settembre, toccando tutti i luoghi dedicati alla Festa del IV Novembre, comprendendo come sempre anche la Città Alta e alle 10.30 saremo di nuovo in Piazza XX Settembre per conferire la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto con moltissimi studenti di tutti gli istituti comprensivi delle scuole medie e superiori della Città che hanno voluto accogliere il nostro invito".
"Una bella festa quella del 4 e 5 novembre per farci stare insieme e riflettere sui valori della nostra Patria, sperando che sia anche l’inizio di una nuova normalità per tutti grazie alla vaccinazione di massa anti covid 19. Una ripresa vera della vita, della socialità e anche dell’economia". Ha concluso il Presidente Morresi.
L’iniziativa promossa dal Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia e dall’ANCI è stata accolta dal Comune di Civitanova Marche èd è stata realizzata in collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine: l’Associazione nazionale Carabinieri (ANC), l’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB), l’Associazione Nazionale Finazieri (ANFI), l’Associazione Nazionale di Polizia di Stato (ANPS), l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) e Unione nazionale Ufficiali in congedo d'Italia (UNUCI).
La cerimonia avverrà nel rispetto delle disposizioni anti COVID-19 e alle 10.30 culminerà con una grande manifestazione in Piazza XX Settembre di fronte e sotto il loggiato di Palazzo Sforza.
Un progetto teatrale che intende approfondire il fenomeno della mafia nella contemporaneità, svelando inganni e la sua apparente invincibilità. Sabato 6 novembre alle ore 21:15 e domenica 7 novembre alle ore 18 va in scena al Politeama di Tolentino, "Le belle parole" con Isabella Carloni, Antonio Lovascio e Valentina Illuminati. Una straordinaria e avvincente storia ispirata al saggio "L’inganno della mafia" di Nicola Gratteri, tra i magistrati più impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta, e del giornalista e scrittore Antonio Nicaso.
Lo firma Isabella Carloni, con la consulenza scientifica del professor Antonio Nicaso. Il progetto nasce sotto lo stimolo dell’enorme eco suscitato dal festival Noicontrolemafie di Reggio Emilia dove è stata presentata l’anteprima del lavoro. La produzione è di Caracò Teatro di Bologna e della Compagnia marchigiana Rovine Circolari in collaborazione con EmilBanca.
Attraverso la loro vicenda familiare i tre protagonisti sulla scena raccontano il conflitto dell’erede maschile di una famiglia 'ndranghetista tra il senso di appartenenza alla tradizione, a cui è stata costretta suo malgrado la sorella, e il suo desiderio di autonomia dalla famiglia, su cui l’amore interviene a scombinare le carte. Ma l’azione rivela anche la contrapposizione tra il fascino attraente, di fronte alla fragilità del singolo, del potere violento e impunito del clan e il tentativo di ribellione – espresso dalla giovane fidanzata – alle regole omertose e violente nascoste dietro gli apparenti valori del rispetto e dell’onore
. Sullo sfondo la cinica pochezza del potere e l’esigenza tutta contemporanea di una coscienza sociale che nella lotta concreta di ogni giorno, affondi le sue radici in nuovi archetipi per opporsi alla paura e al silenzio indifferente che avvalla soprusi e violenze.
Il libro di Gratteri e Nicaso da cui lo spettacolo prende spunto, svela una serie di “inganni” inerenti al fenomeno mafioso e alla sua apparente invincibilità. A partire da queste sollecitazioni "Le belle parole" indaga, attraverso il teatro, il falso mito di una bontà originaria della mafia, fondata in realtà da sempre su potere e intimidazione e il fascino di un potere che offre ricchezza in cambio di paura e soggezione, ma anche l’inganno sottile che mentre celebra i valori sacri del sangue e della famiglia, in realtà persegue la violenza e la negazione del corpo, primo fra tutti quello femminile.
"Le belle parole" fa parte di un più ampio progetto che intende approfondire la conoscenza del fenomeno delle mafie nella contemporaneità, anche da un punto di vista femminile, e che guarda al linguaggio teatrale come a uno strumento fondamentale per una maggiore consapevolezza di queste tematiche.
Biglietti a partire da 12 euro disponibili al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo, online al seguente indirizzo: clicca qui. Tutte le attività del Politeama si svolgono nel rispetto delle normative per il contrasto del Covid-19, l’ingresso è consentito esclusivamente ai possessori del Green Pass.
Il prossimo appuntamento con il Teatro è per sabato 4 dicembre alle ore 21,15 e domenica 5 dicembre alle ore 18 che vedrà protagonisti Saverio Marconi e Cinzia Pennesi in Accordi.
In occasione della “Giornata mondiale della lotta alla contraffazione per gli studenti”, nell’odierna mattinata si è tenuto, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Economico di Macerata, con l’osservanza della normativa anti Covid-19, un momento d’incontro con gli studenti, allo scopo di promuovere una maggiore consapevolezza sulla tematica, elevando il livello di conoscenza per contrastare efficacemente il fenomeno della contraffazione.
All’incontro, cui hanno assistito circa 200 giovani, erano presenti la Dirigente Scolastica Prof.ssa Ciampechini, il Prefetto di Macerata Ferdani , il Sindaco di Macerata Parcaroli, il Questore di Macerata Trombadore , il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Col. Candido ed il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col. Falco.
Nel ringraziare la Dirigente Scolastica per la collaborazione, il Prefetto ha sottolineato il ruolo che le istituzioni educative possono svolgere attraverso un’importante attività di sensibilizzazione e comunicazione ai principi della legalità, non acquistando prodotti contraffatti o non sicuri, poiché non rispettano le normative comunitarie o quelle nazionali, a danno di attività imprenditoriali. Il commercio di prodotti contraffatti è un moltiplicatore di illegalità dal momento che crea pericolo per la salute dei consumatori dal momento che i materiali usati non sono sicuri, arreca un danno all'erario, perchè il commercio di tali prodotti avviene in totale evasione fiscale e contributiva e genera un danno al mercato, in quanto fa concorrenza sleale ed infine contribuisce ad arricchire le organizzazioni criminali sfruttando anche il lavoro debole e in nero.
Tutte le Autorità hanno portato il loro indirizzo di saluto ed il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, unitamente ai propri Ufficiali, ha illustrato i compiti del Corpo nella tutela del mercato dei beni e servizi, dove occupa un ruolo di primo piano il contrasto alla contraffazione dei marchi e brevetti, all’immissione in commercio di prodotti non sicuri e alla falsa indicazione dell’origine e della provenienza delle merci, quindi a difesa del made in Italy.
Impedire agli interessi criminali di far ingresso nell’economia legale e salvaguardare, nel contempo, le regole della concorrenza e del mercato: sono questi i due principali obiettivi del Corpo, nella sua instancabile lotta al crimine economico e finanziario.
Lo sforzo operativo della Guardia di Finanza è finalizzato soprattutto a disarticolare l’intera filiera distributiva delle merci contraffatte o insicure, risalendo ai poli produttivi e commerciali, allo scopo di garantire un mercato competitivo, ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni eque di concorrenza.
Un capitolo è stato dedicato anche ai fenomeni della pirateria audio-visiva, che avviene attraverso la duplicazione non autorizzata di cd o dvd, senza il consenso del titolare dei diritti, e del download illegale di musica e/o film attraverso internet, reati che causano, anch’essi, grossi danni ai produttori cinematografici e musicali, i quali investono grandi capitali per lanciare nuovi talenti.
Nel corso dell’incontro gli esperti della Guardia di Finanza hanno altresì spiegato ai ragazzi come individuare un prodotto contraffatto, facendo “toccare con mano” alcuni articoli, e come tutelarsi negli acquisti in internet per non incorrere nella rete dei falsari.
Proprio alla vigilia dell’anniversario della grande scossa del 2016, le Marche tornano a tremare: 4.3 a Montefelcino (PU), e rialza la guardia (Leggi qui l'articolo). E la memoria non può non tornare a quei giorni terribili di cinque anni fa. La memoria collettiva ci torna con un rito laico, è il pluripremiato spettacolo di Giorgio Felicetti La Terra Tremano, che torna nel borgo antico di Bolognola, per commemorare i cinque anni dalla grande scossa del 30 ottobre del 2016. E tra il pubblico è atteso il Commissario Straordinario alla ricostruzione Legnini.
“Se c’è una vera storia comune del nostro Paese è storia di terremotati, l’Italia, lo sappiamo è terra “in moto” da sempre, da sud a nord: Belìce, Friuli, Irpinia, Marche e Umbria, Molise, L’Aquila, Emilia Romagna. Ma è sul più forte e intenso terremoto della storia recente, quello del 2016, che la narrazione di questo spettacolo prende la sua forza dirompente. Per qualcuno magari quanto accaduto nel 2016 si è trattato solo di cronaca, ormai sbiadita, dimenticata, cancellata dall’emergenza della pandemia da Covid. Ma chi ha vissuto quel terremoto devastante, sa che è un trauma gigantesco, ancora da risolvere.
Ancora di più oggi, a distanza di cinque anni, quando ormai l’attenzione mediatica si è spenta, ma rimane fortissimo il disagio di queste popolazioni all’interno del cratere sismico.
In realtà, questo di Bolognola, tra i Sibillini, era ed è tuttora un paesaggio bellissimo, con i borghi tra i più belli al mondo. Ora paesi devastati è vero, ma nella gente che qui rimane nonostante tutto, si sente la disperata voglia di ricostruire, di ricominciare. Anche in mezzo a questo fortissimo disagio.
Ed io, da un palcoscenico improvvisato, in mezzo al paese di Bolognola da ricostruire, cerco di dar voce a tutta questa gente rimasta ammutolita: sono personaggi a testa in giù: un pastore di Amatrice che vive sotto le stelle, un giovane padre di Arquata che vive sopra la faglia, un vecchio montanaro costretto a vedere il mare da una roulotte, uomini donne in fuga dai loro paesi, i bambini di Pescara del Tronto, tutte voci strappate da questi luoghi bellissimi.
Ne viene fuori una specie di urlo potente, un’invocazione, una preghiera, una lettera aperta, scritta proprio con le lacrime e la forza di chi, nonostante tutto, resta ancora aggrappato alla sua terra.
Il progetto per lo spettacolo è nato subito dopo il sisma del 2016, sono venuto qui, nei luoghi della devastazione. Il primo lavoro è stato quello dell’ascolto di tante persone che hanno vissuto il terremoto. Ho incontrato i protagonisti della tragedia. Ho raccolto testimonianze e racconti in diretta dai luoghi dove vivevano gli “sfollati”, gli “spaesati” trasferiti a forza in hotel, camping, container.
È la storia di tante vite cambiate, per sempre. Così come il paesaggio, umano. Ho scritto un testo teatrale, quindi allestito lo spettacolo, che ha debuttato in anteprima a Milano, poi ha girato nei teatri, e poi nei luoghi del cratere sismico, compreso l’epicentro: Visso, Castelsantangelo, Ussita, Campi di Norcia, Montemonaco, Arquata, San Ginesio, Caldarola, e un ferragosto di due anni fa, un evento memorabile proprio quassù, a Pintura di Bolognola.
Abbiamo coinvolto le popolazioni residenti e resistenti, per cercare di elaborare insieme questo lutto enorme, collettivo, e per capire insieme com’è cambiato, e come cambierà ancora il paesaggio umano ed ambientale nel centro Italia, dopo il sisma. Per far questo, dovevamo entrare delle comunità rimaste.
E sabato, saremo a ravvivare la memoria proprio in uno dei borghi più colpiti: a Bolognola. Nello spettacolo io cerco di rappresentare tutti i sentimenti, le emozioni, gli stati d’animo di chi ha vissuto il terremoto: sconcerto, rabbia, disillusione, speranza, paura, gioia, spaesamento, smarrimento, realismo, voglia di andare comunque avanti.
Qui torniamo veramente al senso più antico del teatro, a quel rito primordiale, a quel senso vero di una comunità che si ritrova per ascoltare la propria storia, il proprio destino, per l’elaborazione del lutto e del proprio dolore; è una vera catarsi collettiva.
Alla fine, come ogni volta, si scioglierà tutto in un grande abbraccio liberatorio, sarà per tutti, come un viaggio alla casa bella della vita di prima.
C’è forte adesso, la voglia di andare avanti, oltre le macerie. Oltre la rabbia. In questi luoghi dell’Appennino, nel centro dell’Italia, in mezzo e sopra la natura, si può vivere, perché è bellissimo. Ma è urgente e necessario scegliere come farlo. Allora noi diciamo che è il tempo di raccontare questa storia. Perché riguarda tutti noi. Nessuno escluso. Questo bisognerebbe ricordarlo bene: i terremoti in Italia non riguardano solo chi li ha già vissuti.
L’Orchestra Filarmonica Marchigiana suona finalmente a teatro con il pubblico in presenza. Si riparte esattamente da dove si era arrestata la stagione sinfonica precedente a causa dell’inizio della pandemia, a marzo 2020.
Un nuovo inizio con un concerto da non perdere: l’esibizione di Stefan Milenkovich con lo straordinario programma dedicato a Ludwig van Beethoven. Acclamatissimo dal pubblico internazionale e “adottato” da quello marchigiano, torna ad esibirsi a Macerata il grande violinista di Belgrado.
Appuntamento al Teatro Lauro Rossi sabato 30 ottobre alle ore 21 con l’esecuzione del Concerto per violino e orchestra in re magg., op.61 di Beethoven, un capolavoro che rappresenta l’archetipo dei grandi concerti romantici per violino, il modello al quale avrebbero fatto riferimento in seguito Mendelssohn, Schumann, Brahms e Čajkovskij. Nessuno prima di Beethoven, neanche Mozart, aveva investito il violino di un ruolo così importante. Il Concerto per violino e orchestra in re magg. è una composizione del tutto originale, dove il linguaggio ereditato dalla tradizione classica è trasfigurato da tensioni espressive e accenti nuovi ed ogni idea scaturisce direttamente dalle caratteristiche peculiari dello strumento solista, per poi svilupparsi attraverso il medium orchestrale nella dimensione e nello spirito della sinfonia.
Il capolavoro del genio tedesco viene introdotto dalla Simple Symphony, op. 4 per orchestra d’archi di Benjamin Britten, con il Primo violino concertatore Alessandro Cervo. Quest’opera giovanile contribuì in modo determinante all’affermazione del talento inglese. Il musicista, appena ventenne, impiegò in questa sinfonia gli elementi lessicali più svariati – dal formulario della suite di danza barocca, agli schemi formali del sonatismo classico, dalle danze tradizionali del folklore britannico ai malinconici languori del tardo romanticismo fino alle ardite combinazioni ritmiche novecentesche – fondendoli perfettamente tra loro e restituendoli in modo “simple”, con un accattivante senso di freschezza, di naturalezza e di giovanile entusiasmo, quasi fossero stati da lui scoperti per la prima volta.
L’appuntamento di sabato 30 ottobre apre a Macerata la stagione dei Concerti d’autunno della FORM, “colonna sonora delle Marche”: serate musicali per riabbracciare il pubblico, anticipando la stagione sinfonica invernale che partirà con il tradizionale Concerto per il Nuovo Anno 2022.
In occasione della Giornata nazionale del trekking urbano domenica prossima (31 ottobre) la Pro Loco e il Comune di San Severino Marche organizzano una “Caccia al tesoro ai tesori custoditi nella città”. Il ritrovo è previsto per le ore 15 in piazza Del Popolo sotto al palazzo Comunale. Per info e prenotazioni tel. 0733638414
Si racconta che nel XVII secolo una persona del posto vagabondò per il borgo alla ricerca di tesori nascosti anche con l’ausilio delle arti magiche. Il suo nome era Severino Bergamini. L’iniziativa consentirà di ripercorrere con lui la sua incredibile storia e partecipare a una vera e propria caccia ai tesori custoditi nel centro storico che stupiscono, da sempre, per la bellezza e la varietà delle epoche che abbracciano.
Sarà un vero e proprio tuffo nella storia che permetterà di assaporare tradizioni e segreti di una terra davvero unica.
L’itinerario partirà dall’incantevole piazza Del Popolo per poi proseguire lungo le pittoresche vie del centro e fino a raggiungere il suggestivo borgo medievale del Castello al Monte.
Tempo di percorrenza circa 3 ore, lunghezza del percorso di circa 2 chilometri. La difficoltà sarà medio bassa.
La Giornata nazionale del trekking urbano è una manifestazione ideata nel 2002 in collaborazione con l’associazione nazionale guide turistiche. Quest’anno toccherà 76 Comuni. Giunto alla sua diciottesima edizione, l’evento risponderà al tema: “Una sana follia. Alla scoperta del territorio attraverso i suoi bizzarri personaggi”.
In occasione della festività di Ognissanti il museo Palazzo Ricci rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico anche lunedì 1° novembre con orario 10.00 – 13.00 e 15.30 – 18.30.
Come di consueto sarà possibile visitare gratuitamente la collezione permanente di arte italiana del Novecento della Fondazione Carima, che comprende opere pittoriche e scultoree dei maggiori artisti del XX secolo senza preclusioni di stile.
Dai grandi nomi del primo e secondo Futurismo quali Boccioni, Severini e Balla ma anche Depero, Prampolini e Pannaggi alla Metafisica di De Chirico. Dagli orientamenti del gruppo Novecento alla Scuola Romana con artisti della levatura di Scipione, Mafai e Raphaël. Dagli esponenti del gruppo Corrente alle ricerche astratte. Dall’universo informale di Burri e Fontana alle evoluzioni della Pop Art con Schifano, Festa e Ceroli.
Un consistente nucleo di sculture, inoltre, documenta le ricerche plastiche del secolo scorso: da Rosso, figura di congiunzione tra Ottocento e Novecento, a Martini, Fazzini e Basaldella. Dai grandi del dopoguerra, quali Cascella, Mannucci, i fratelli Pomodoro e Messina a Greco, Vangi e Manzù.
Fino al 9 gennaio, inoltre, negli spazi espositivi al piano terra è allestita la mostra temporanea “Fare Libero” di Maurizio Prenna, promossa dalla Fondazione Carima con il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Macerata, che sta riscuotendo grande apprezzamento da parte dei numerosi visitatori.
L’artista, nato a San Severino Marche ma residente a Roma da diverso tempo, ha fatto ritorno nella propria terra d’origine per raccontare vent’anni di carriera attraverso la propria produzione artistica.
Le sezioni in cui è articolata la mostra, curata dal Direttore di Rai 1 Stefano Coletta, restituiscono la poliedricità di Maurizio Prenna, che ama sperimentare tecniche diverse, utilizzare una pluralità di materiali e ricorrere a più codici espressivi. I lavori esposti, infatti, sono per la maggior parte composizioni a tecnica mista frutto di un’intensa e continua ricerca che ha sempre caratterizzato il suo percorso artistico, il cui minimo comun denominatore è appunto il fare. Un fare che è competenza, esperienza, libertà, materializzazione del pensiero creativo ed espressione di sé.
I quadri, le sculture e le opere grafiche in esposizione consentiranno ai visitatori di compiere un viaggio alla scoperta della poetica eclettica dell’artista, ma anche dentro loro stessi poiché offrono numerosi spunti di riflessione e attraversano l’intero spettro dei sentimenti umani. Come sottolinea lo stesso Maurizio Prenna “Se c’è la voglia di entrare in relazione con le emozioni profonde che ci appartengono, ciascuno può ritrovare qualcosa di sé stesso e andare a casa cambiato”.
In particolare, in questi giorni di fine ottobre in cui vengono ricordati i tragici eventi sismici che cinque anni fa hanno colpito il territorio maceratese, una sezione della mostra è dedicata proprio a quel terremoto, che l’artista ha vissuto in prima persona perché si trovava a Tolentino in visita ai familiari. Queste opere sono in grado di fissare la drammaticità di quei momenti narrando un aspetto particolarmente doloroso del sisma, vale a dire la perdita della casa. Si tratta, come spiega Maurizio Prenna, di “Quadri che sono porzioni di pareti, sfregiate, su cui sono appesi oggetti della quotidianità che il terremoto ha strappato alla loro collocazione naturale. Simboli di una vita fermata che raccontano la tragedia del presente ma ricordano anche la storia di ambienti e persone”.
L’Amministrazione comunale in questi giorni è a lavoro per l’organizzazione e la promozione delle iniziative che andranno a comporre il programma del Natale 2021 a Macerata con l’obiettivo di proporre attività aggregative attraverso la valorizzazione dei luoghi, degli spazi, della cultura, della tradizione e del folklore, capaci di fornire diversificate opportunità di partecipazione, divertimento e approfondimento culturale.
Tra gli obiettivi principali c’è quello di coinvolgere, come avvenuto lo scorso anno, tutti i soggetti associativi e istituzionali in diverse attività finalizzate alla qualificazione dell’animazione turistica, culturale e commerciale nel pieno rispetto delle norme anti-contagio. Si stanno raccogliendo diverse proposte del mondo associativo cittadino, alcune delle quali verranno tradotte in attività e manifestazioni che formeranno il cartellone natalizio.
Non mancheranno l’albero di Natale in piazza della Libertà e le tradizionali luminarie che, dal centro alle frazioni, vestiranno di luce e di festa la città contribuendo a far vivere, in un clima di condivisione e partecipazione, tutte le bellezze di Macerata in modo armonioso.
«Ci auguriamo che questo possa essere il Natale della rinascita e della coesione sociale ma soprattutto il momento in cui i maceratesi si riappropriano pienamente degli spazi della città dal centro storico alle periferie – è intervenuto il sindaco Sandro Parcaroli -. Con sentimenti di ottimismo e di fiducia l’auspicio è che il poter vivere la normalità non sia più un miraggio ma un sogno che si avvera».
«Ci siamo fatti totalmente carico delle luminarie natalizie che andranno a vestire di luce e festa la città – ha spiegato l’assessore al Turismo e ai Grandi Eventi Riccardo Sacchi – per non gravare sugli operatori commerciali in questo delicato momento di ripartenza, convinti che rendere Macerata ancora più bella, brillante e vivibile contribuirà a valorizzare le sue bellezze e i suoi luoghi simbolo. Stiamo inoltre lavorando per stilare il calendario degli eventi, delle iniziative e degli appuntamenti ed entro novembre renderemo pubblico».