Dopo 10 lunghi anni dal terribile sisma del 2016, l’Officina Meccanica F.lli Ruffini torna a casa. Le serrande della sede storica di Colmurano si sono rialzate sabato 17 gennaio, segnando la fine di un esilio forzato, un ritorno atteso da 10 anni.
C’è però un velo di commozione che avvolge questa festa. Il motore di questa rinascita è stato per anni Italo Ruffini, purtroppo venuto a mancare l’anno scorso, il fondatore, l'uomo che con le mani sporche di grasso e il sorriso di chi ama il proprio mestiere aveva costruito non solo un’attività, ma un punto di riferimento per l’intera comunità.
La nuova sede non è solo una ricostruzione, ma un’evoluzione. Aldo e Massimo hanno voluto una struttura all'avanguardia, capace di unire l'esperienza artigianale tramandata dal padre alle più moderne tecnologie meccaniche. Un'officina "rinnovata e sempre più funzionale", pronta a servire i clienti storici e le nuove generazioni con la qualità di sempre.
“Vedere così tante persone alla riapertura ci riempie il cuore. Abbiamo lavorato duramente per tornare in questa sede che per noi significa famiglia. Il nostro grazie più grande va ai nostri clienti e agli amici: la loro fiducia è stata il motore che ci ha spinto a non mollare mai, anche nei momenti più bui. Siamo tornati operativi, pronti a fare quello che babbo ci ha insegnato con tanta passione: prenderci cura delle vostre auto”. Questo il commento dei fratelli.
La giornata di sabato è stata un momento di festa per tutta la comunità. Vedere l'Officina Ruffini tornare operativa al 100% nella sua sede originaria è il simbolo di una Colmurano che non si arrende e che sa onorare i propri maestri artigiani.
La stagione dell'automobilismo d'epoca nelle Marche si è aperta sotto il segno del fascino e della sfida tecnica con la diciannovesima edizione della "240 minuti sotto le stelle". L’evento, organizzato dal Caem/Lodovico Scarfiotti, ha assunto un valore speciale quest'anno poiché inaugura ufficialmente i festeggiamenti per il cinquantenario dalla fondazione del club.
Nonostante una nebbia fitta che ha avvolto i tratti collinari del percorso, rendendo estremamente complesso il lavoro dei cronometristi, cinquanta auto d'epoca hanno sfilato lungo i cento chilometri del tracciato, confermando la validità della manifestazione per il campionato nazionale Formula Crono Asi.
La competizione ha attirato specialisti da tutto il centro Italia e persino dal Lussemburgo, rappresentato da David Degering su una splendida Alfa Romeo Gt 1300 Junior del 1971.
Piazza della Libertà a Macerata è stata il fulcro della manifestazione, ospitando sia la partenza che l’arrivo dei partecipanti. Prima del via, i piloti e i navigatori hanno avuto l’occasione di visitare la Torre Civica e il suo orologio astronomico, un gioiello recentemente restaurato che ha aggiunto un tocco di cultura alla sfida sportiva.
Il percorso si è snodato attraverso sessanta prove di abilità suddivise in otto sezioni. Se a Fontescodella, al Villino di Treia e a Pollenza la visibilità è stata clemente, sono state le zone di San Lorenzo di Treia e Cingoli a mettere a dura prova i riflessi degli equipaggi, immersi in una coltre nebbiosa che ha reso epico l’impegno notturno.
Al briefing pre-gara sono intervenuti il consigliere del club Andrea Carnevali e il commissario delegato Asi Aldo Agata, mentre l'assessore allo sport e turismo Riccardo Sacchi ha sottolineato come questa formula di turismo lento sia vincente per valorizzare l'ospitalità e le tipicità del territorio maceratese.
La classifica assoluta ha visto primeggiare il settempedano Paolo Pieroni, che a bordo della sua A112 del 1978 ha scalato il gradino più alto del podio precedendo il molisano Daniele Corona su Lancia Fulvia Montecarlo e il livornese Roberto Ricci, anch'egli su A112.
Ottimi piazzamenti anche per il marchigiano Carlo Francesco Chiarolla di Muccia, giunto quarto, e per il perugino Nicola Alessandrelli, quinto su Fiat 1100-103. Nelle categorie speciali, Daniele Corona ha bissato il successo dello scorso anno nella classifica Young, così come ha fatto Loredana Bonfigli di Servigliano, che si è confermata regina della classifica femminile alla guida di un’Alfa Romeo Alfetta Gt.
La serata si è conclusa con una suggestiva cerimonia di premiazione presso il Teatro della Società Filarmonico-Drammatica, suggellando un inizio d'anno memorabile per lo storico club maceratese.
La nebbia, le nuvole e il clima rigido non hanno fermato una tradizione che si rinnova da oltre mezzo secolo. Come ogni anno, nella domenica successiva al 17 gennaio, piazza della Libertà è tornata a essere il cuore pulsante della celebrazione dedicata a Sant’Antonio Abate, protettore degli animali. Un appuntamento imperdibile per la comunità tolentinate e per tantissimi appassionati giunti da ogni parte delle Marche e persino dalla Toscana, che hanno portato nel centro storico una varietà incredibile di razze, colori e storie.
Ad aprire il corteo, conferendo un tono di particolare solennità all'evento, è stata la pattuglia a cavallo della Polizia di Stato proveniente da Firenze, giunta in città grazie alla sinergia con la Questura di Macerata. Alla manifestazione ha preso parte anche il Commissario Capo Emanuele Ciccarelli, dirigente dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura maceratese.
Accanto alle divise, hanno sfilato i cavalieri e le amazzoni dell’associazione "I Cavalleggeri" di Tolentino, storici organizzatori della kermesse, insieme a numerosi gruppi ippici tra cui "Passione Equestre", che ha esibito una pariglia di cavalli bianchi ungheresi reduci dai mondiali di attacchi, e il gruppo "ND Dressage" di Sant’Elpidio a Mare.
Tra i protagonisti a quattro zampe hanno rubato l'occhio esemplari di rara bellezza come Baxter, il campione assoluto degli stalloni murgesi proveniente dall'allevamento "Colle dei Lauri" di San Severino Marche, oltre a cavalli di razza spagnola, maremmana, frisona e del Catria. Ma la vera mascotte dell'edizione 2026 è stata ancora una volta il piccolo pony falabella "Jack Sparrow", caratteristico per i suoi occhi di diverso colore, montato dal giovanissimo Enea Mari.
Non solo cavalli: la piazza si è riempita di cani, gatti, criceti, pappagalli, tartarughe e persino pesci rossi, molti dei quali adornati con fiocchi rossi e cappottini per l'occasione. A impartire la benedizione a questa variegata moltitudine è stato Don Oscar Mwansa, mentre il sindaco Mauro Sclavi ha portato il saluto dell'amministrazione comunale, che ha sostenuto l'iniziativa insieme alla Pro Loco TCT e al fondamentale supporto logistico della Protezione Civile e della polizia locale.
L'evento ha visto anche la partecipazione del Gruppo storico "2° Cavalleggeri – Tolentino 815", che ha anticipato la propria presenza al prossimo carnevale napoleonico di Frosinone. Dietro il successo della giornata c'è il lavoro costante dell’Associazione Ippica Dilettantistica "I Cavalleggeri", presieduta da Giammario Paparoni.
Una realtà nata a cavallo tra gli anni novanta e il duemila che, oltre a promuovere l'equitazione e il trekking, porta in giro per l'Italia spettacoli di teatro equestre di grande impatto emozionale, mantenendo viva a Tolentino una delle ricorrenze più care alla memoria popolare.
Teatro Nicola degli Angeli di Montelupone apre il 2026 con una stagione teatrale di grande richiamo, capace di coniugare qualità artistica, comicità intelligente e volti amatissimi dal grande pubblico. Un cartellone che punta in alto, impreziosito dalla presenza di attori di fama nazionale e da uno spettacolo in esclusiva regionale.
La stagione prenderà il via sabato 31 gennaio e accompagnerà il pubblico fino a marzo, con quattro appuntamenti pensati per un pubblico ampio e trasversale, tra commedia brillante, ironia e teatro popolare di qualità.
Ad aprire la stagione, sabato 31 gennaio alle ore 21, sarà la commedia “Ti amo o qualcosa del genere”, interpretata da un cast d’eccezione che vede insieme Tiziana Foschi, Milena Miconi, Samuel Peron e Diego Ruiz, per uno spettacolo brillante e coinvolgente.
Domenica 15 febbraio alle ore 17 spazio invece al teatro popolare con “Per chi suona il campanello?” di Eraldo Forti, portato in scena dalla Compagnia Loro Piceno, realtà molto apprezzata dal pubblico del territorio.
La stagione proseguirà sabato 21 febbraio alle ore 21 con “Venerdì 13”, una commedia che vede protagonisti Martina Colombari, Gianmarco Cro e Federico Maria Isaia, mentre la chiusura è affidata, sabato 7 marzo alle ore 21, a Cinzia Leone con lo spettacolo “Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati!”, uno degli appuntamenti più attesi del cartellone.
«La stagione teatrale del Nicola degli Angeli – commenta il sindaco di Montelupone Rolando Pecora – è un tassello fondamentale della nostra proposta culturale. Abbiamo voluto un cartellone capace di parlare a pubblici diversi, valorizzando un luogo simbolo della comunità e offrendo momenti di svago, riflessione e condivisione. Portare a Montelupone artisti di livello nazionale significa offrire opportunità culturali di qualità a cittadini e visitatori e rendere il teatro uno spazio sempre più vivo e partecipato».
Per quanto riguarda i costi, i biglietti per gli spettacoli del 31 gennaio, 21 febbraio e 7 marzo hanno un prezzo intero di 25 euro e ridotto di 20 euro per over 65 e under 18, mentre per lo spettacolo del 15 febbraio è previsto un biglietto unico di 10 euro.L’abbonamento ai quattro spettacoli costa 70 euro (intero) e 60 euro (ridotto).
Le informazioni e prenotazioni sono disponibili contattando il Comune di Montelupone al numero 0733 224911, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, oppure la biglietteria al 0733 2249319 nei giorni di spettacolo.La biglietteria aprirà dalle ore 18.30 per gli spettacoli serali e dalle ore 15.30 per quelli pomeridiani.
Porto Recanati – Il “Sicilia Bedda Tour”, il live estivo di Delia, farà tappa all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati il prossimo 31 luglio alle ore 21:30. Il concerto è organizzato da Best Eventi in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Delia Buglisi nasce a Catania nel 1999, con la Sicilia impressa nello sguardo e nel respiro. Pianista, cantautrice e interprete dall’anima luminosa, porta nella sua musica il sussurro del mare, il battito della terra e una lingua che, nella sua voce, si trasforma in un canto universale.
Dopo la laurea al Conservatorio di Catania, sceglie di seguire la strada più fedele alla propria natura: trasformare la solidità della formazione classica in una voce libera, capace di raccontare emozioni crude, tenere e profonde. La sua musica intreccia folk ed elettronica, trovando un equilibrio fatto di forza e delicatezza che richiama la sua terra: aspra e dolce, misteriosa e ardente come l’Etna.
Nel 2024 viene premiata come “miglior cantautrice” da Isola degli Artisti, riconoscimento che le vale un contratto discografico e l’avvio di importanti collaborazioni con autori e musicisti di rilievo. Nello stesso periodo si esibisce anche come opening act di Serena Brancale.
Il 2025 segna un punto di svolta con l’ingresso nel percorso di X Factor, dove Delia conquista pubblico e critica fin dalle audizioni. Sul palco presenta una suite di brani, da lei riarrangiati, dei grandi cantautori italiani e internazionali, fino ad arrivare al suo inedito “Sicilia Bedda”: un inno alle radici, alla propria terra e a quella malinconia che accompagna chi parte per inseguire i propri sogni.
La voce di Delia Buglisi è insieme ritorno e rinascita: la Sicilia non è solo un luogo, ma un modo di sentire il mondo. E il concerto di Porto Recanati promette di essere un viaggio intenso tra identità, emozioni e musica.
I biglietti saranno disponibili a partire dalle ore 14:00 di domani, sabato 17 gennaio, sul circuito TicketOne.Info: 085.9047726 – www.besteventi.it
Tolentino si prepara a riabbracciare una delle sue manifestazioni più amate e caratteristiche. Come annunciato, domenica 18 gennaio 2026 torna la tradizionale "Benedizione di Sant’Antonio", un evento che trasforma il centro cittadino in un suggestivo palcoscenico per il mondo rurale e i suoi protagonisti. Organizzata dall’Associazione Ippica Dilettantistica “I Cavalleggeri” in sinergia con la Pro Loco TCT, l'iniziativa gode del pieno sostegno del Comune di Tolentino, che cura la complessa macchina logistica garantendo il montaggio delle strutture e il presidio della viabilità attraverso la Polizia Locale.
Il programma della giornata prevede il raduno dei partecipanti alle ore 9:00 presso il piazzale della piscina Comunale, da dove, poco dopo le 10:00, si snoderà un vivace corteo. La sfilata percorrerà via Nazionale e corso Garibaldi per approdare nel cuore della città, piazza della Libertà. Qui, intorno alle ore 11:00, si vivrà il momento più atteso con il saluto del sindaco Mauro Sclavi e la successiva benedizione impartita da Don Ariel Veloz. Al termine della cerimonia, la parata proseguirà il suo cammino lungo un percorso che toccherà le principali vie e piazze cittadine, tra cui Via Filelfo, Via Parisani e Viale della Repubblica, per poi fare ritorno al punto di partenza.
L’edizione 2026 si preannuncia particolarmente ricca grazie alla partecipazione di gruppi a cavallo in abiti tipici e divise d’epoca, oltre a carrozze e calessi che rievocheranno atmosfere d’altri tempi. A impreziosire l'evento è attesa anche la presenza, compatibilmente con le esigenze operative, di una pattuglia della Polizia di Stato a cavallo e del 2° Reggimento Cavalleggeri. I veri protagonisti resteranno comunque gli oltre cento esemplari equini provenienti da tutta la regione: dagli eleganti purosangue arabi e spagnoli fino ai pony, tutti bardati a festa per l'occasione.
Tuttavia la festa di Sant'Antonio, storicamente considerato il protettore degli animali e invocato contro le epidemie, abbraccia ogni forma di vita. Se un tempo la sua immagine vegliava sulle porte delle stalle contadine, oggi la parata accoglie una varietà sorprendente di piccoli amici domestici. Accanto ai maestosi cavalli, i cittadini porteranno a ricevere la benedizione cani, gatti, conigli e uccellini, senza dimenticare presenze più insolite come iguane o piccoli pesci rossi. Tutti gli animali, spesso ornati con i classici fiocchi rossi, renderanno omaggio a un rito antichissimo che continua a unire la comunità nel segno della protezione e del rispetto per il creato.
Il 2026 segna un traguardo significativo per l’Associazione Amici dello Sferisterio, che celebra dieci anni di attività con un progetto culturale ampio e articolato, capace di attraversare l’intero anno e di coinvolgere la città di Macerata, i suoi luoghi simbolo e le principali istituzioni culturali.
Nasce così La città sul palcoscenico, una rassegna di incontri, conversazioni e momenti di approfondimento che prende il titolo dall’omonimo volume di Franco Torresi, punto di riferimento teorico e culturale dell’intero progetto. L’iniziativa intende leggere il teatro, l’opera e la musica non solo come eventi spettacolari, ma come fenomeni culturali, sociali e storici profondamente intrecciati con la vita cittadina. Nel solco degli studi di Torresi, la rassegna restituisce l’immagine di una Macerata attraversata da una vivace attività musicale e teatrale, documentata attraverso luoghi, istituzioni e fonti storiche.
La presentazione ufficiale del progetto è in programma martedì 20 gennaio 2026, alle ore 18, alla Biblioteca Mozzi Borgetti. Ad aprire l’incontro sarà Lucia Rosa, presidente dell’Associazione Amici dello Sferisterio, che illustrerà il programma del 2026; seguirà l’intervento di Alessandra Sfrappini, con un inquadramento del tema “la città sul palcoscenico” e del contributo di Franco Torresi.
Il calendario degli appuntamenti proseguirà con un percorso che esplora i diversi mestieri e linguaggi del teatro e dell’opera. Roberta Fratini (Accademia di Belle Arti di Macerata) affronterà il tema del costume come costruzione dell’identità scenica (12 febbraio), mentre il regista Daniele Menghini, impegnato nella prossima estate con Il Barbiere di Siviglia, parlerà della regia come architettura della visione (24 febbraio). Seguirà l’incontro con la scenografa Laura Perini sulla scenografia come costruzione dello spazio teatrale (5 marzo).
La dimensione musicale e collettiva dell’opera sarà al centro dell’incontro con il direttore d’orchestra Enrico Lombardi, dedicato al ruolo del coro (21 aprile). Il programma prevede anche un laboratorio su Il Trovatore con il regista Alessio Pizzech (16 aprile) e un confronto sul teatro come luogo sociale e culturale (8 maggio) con Carlida Steffan e Luca Zoppelli, autori del volume Nei palchi e sulle sedie (Carocci, 2023).
Uno sguardo storico sarà offerto da Lucia Copparoni, borsista di ricerca, con un incontro dedicato alle imprese musicali a Macerata e al loro ruolo nella vita culturale e sociale della città (4 giugno). Spazio anche alla riflessione sulla critica, intesa come pratica di lettura e di memoria: protagonista dell’appuntamento del 14 maggio sarà Alberto Mattioli con l’incontro Raccontare l’opera. Il mestiere della critica tra scena, pubblico e memoria.
Dopo la pausa estiva, la rassegna proseguirà con ulteriori iniziative fino alla tradizionale chiusura del 7 dicembre, in occasione dell’appuntamento con la Prima della Scala tra Amici. In calendario è previsto anche un incontro dedicato agli studenti, organizzato dal Macerata Opera Festival, con Fabio Sartorelli (24 marzo, Aula A – O. Proietti, via Garibaldi), che presenterà i titoli in cartellone.
Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata, agli studenti UNIMC che parteciperanno agli incontri della rassegna saranno riconosciuti Crediti Formativi Universitari (CFU). Informazioni e aggiornamenti sono disponibili sul sito amicidellosferisterio.it e sui canali ufficiali dell’Ateneo.
In occasione del decennale, l’Associazione Amici dello Sferisterio ha inoltre rinnovato la propria immagine grafica, affidata a Marco Del Gobbo e arricchita da un disegno originale di Paolo Carassai, che interpreta visivamente il tema della città sul palcoscenico e accompagna l’identità del programma 2026.
La rassegna gode del patrocinio del Comune di Macerata, dell’Università degli Studi di Macerata, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, dell’Associazione Arena Sferisterio – Macerata Opera Festival, della Biblioteca Statale di Macerata, degli Amici dell’Archivio di Macerata e di Macerata Cultura/L’orologio Network BU.
Tombolini torna a Pitti Uomo e lo fa andando oltre la semplice partecipazione fieristica, portando un progetto di sartorialità che si fa snodo “generazionale”. Il binomio tra la kermesse fiorentina e la maison marchigiana si rinnova di stagione in stagione, eppure quest’anno il sodalizio assume un peso specifico differente: Tombolini è ufficialmente entrato a far parte del Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale. Un riconoscimento, istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che non è mero fregio burocratico ma la consacrazione di un saper fare che ha attraversato sessant’anni di storia italiana, restando fedele a un’eredità produttiva radicata nel territorio.
A ribadire il significato profondo di questo traguardo e la responsabilità etica dell'impresa è Silvio Calvigioni Tombolini, che traccia un filo rosso tra l'eredità del passato e l'impegno verso la tutela dell'eccellenza italiana: "Il Marchio Storico è un certificato di garanzia di vero Made in Italy; mio nonno ha iniziato più di cinquant’anni fa a utilizzare il marchio Eugenio Tombolini e grazie a questo abbiamo ricevuto questo premio ma è un premio alle nostre maestranze, alla nostra storia, a tutti quelli che hanno collaborato con noi in più di questi sessant’anni. Credo che le aziende come noi, che hanno ancora la forza e la possibilità di parlare debbano essere da tutela a tutte le altre. L’Italia è fatta di piccole imprese che lavorano, che fanno vero made in Italy. Noi facciamo tutto il processo produttivo, taglio, cucito, stiro e collaudo all’interno; utilizziamo tessuti italiani e questo deve essere valorizzato non solo da noi stessi ma dalle istituzioni”.
In questa cornice, l’incontro tra creatività industriale, sapienza sartoriale e comunità prende forma in 'Tombolini Kids – Percorso Scuola', un progetto che non è un semplice gesto di presenza sul territorio ma un investimento culturale, costruito sul dialogo con le istituzioni di Urbisaglia, per avvicinare i più giovani ai linguaggi della creazione e dei tessuti. Questa sinergia tra creatività e industria trova la sua massima espressione in un dettaglio che ha impreziosito l’edizione del Pitti 109: la giacca disegnata da un’alunna della classe quinta della Scuola Primaria di Urbisaglia, Mariarita Buongarzoni, che ha vinto un concorso interno alla scuola a tema ‘Crea la tua giacca Zero Gravity'.
“Tombolini Kids è un’idea fantastica- spiega Silvio Calvigioni Tombolini- abbiamo fatto venire i bambini delle scuole elementari a giocare, a vedere quello che le nonne, le zie hanno fatto, quello che le mamme stanno facendo in fabbrica, luogo in cui si arriva dopo aver studiato. La nostra fabbrica è un luogo molto bello in cui stare e i bambini hanno giocato con noi, si sono ispirati, hanno sognato. I bambini hanno bisogno di manualità, meno smartphone, meno tecnologia: avranno tempo di usare l’intelligenza artificiale. Noi crediamo che è arrivato il momento di utilizzare la manualità, la creatività e il sogno. Abbiamo scelto una tavola disegnata da una bambina per una giacca che ha due caratteristiche; una che è una giacca per l’estate e per l’inverno e l’altra che è una giacca sia per uomo sia per donna”.
Un valore, quello del legame tra impresa e comunità, sottolineato con entusiasmo dal sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, che vede nell'iniziativa una straordinaria opportunità di crescita per il territorio: "È un progetto interessantissimo; tengo a ringraziare questa azienda che con il Marchio Storico ha messo radici per oltre sessant’anni sul nostro territorio ma accanto a questo so quanto la famiglia Tombolini sta lavorando nel sociale. Proprio riguardo a questo progetto per le Scuole noi Amministratori siamo molto contenti; ha permesso a una bambina di partecipare a un contest e creare la sua giacca ma quello che rimane è veramente l’insegnamento di saper fare qualcosa, di crescere con delle radici forti e quindi l’insegnamento di imparare un mestiere, lo stesso che noi Amministratori predichiamo e che ci auguriamo sia sviluppato da tutti quanti".
Tra i presenti, a indossare e apprezzare particolarmente i capi Tombolini, gli ex calciatori di Serie A Sébastien Frey, Christian Panucci, Emanuele Giaccherini, Michele Padovano e Fabio Galante, oltre ai volti tv Vittorio Brumotti e Francesco Oppini, testimoni di come l'eleganza possa coniugarsi perfettamente con il comfort.
Sul piano dell’innovazione tessile, la vera rivoluzione è rappresentata dalla Zero Gravity Gold. Se la linea Zero Gravity aveva già ridefinito i canoni del comfort, la variante Gold ne sposta l’orizzonte verso un’estetica "hyper-luxury" quasi immateriale. Il cuore pulsante della collezione è uno smoking dal peso quasi onirico di soli 360 grammi, un prodigio di ingegneria sartoriale realizzato in una mischia nobile di cashmere e seta. La struttura, spogliata di ogni sovrastruttura rigida, si adatta al corpo con la fluidità di una seconda pelle.
Tombolini dimostra così che il vero valore della sartoria contemporanea non risiede nell’ostentazione, ma in una sottrazione sapiente che lascia spazio solo all'essenza della fibra e alla perfezione del taglio.
Partecipato come presenze e come interesse, l’incontro "Feste e tipicità della fine del ciclo di Natale" appena allestito al Teatro "Le Logge" di Montecosaro.
Su idea de Li Matti de Montecò, questa volta in collaborazione con il Centro Studi Montecosarese e usufruendo del patrocinio del Comune, ci si è ritrovati per chiacchierare, confrontarsi e ricordare le tradizioni natalizie di un tempo.
Un’immersione nella cultura locale, un balzo all’indietro tra racconti e momenti di spettacolo con il professor Fabrizio Quattrini che ha spiegato origini, caratteristiche, feste e tipicità del periodo che dal 25 dicembre porta alla conclusione, tre mesi dopo, del ciclo invernale. Li Matti de Montecò si sono invece occupati della parte musicale, proponendo le esibizioni dei canti di questua. Il gruppo folk ha alternato Pasquelle in varie versioni, la canzone di Sant'Antonio e l’immancabile saltarello.
Sono intervenuti anche la prof.ssa Gabriella Piccioni del Centro Studi Tradizioni Popolari di Ascoli Piceno Radici del Futuro - Tradizioni Popolari APS e la dott.ssa Arianna Censori di Italea Marche. Li Matti de Montecò infine ringraziano per la vicinanza la Regione Marche e il consigliere regionale Pierpaolo Borroni.
Torna “Sonore Lezioni”, la rassegna ideata dal maestro Maurizio Moscatelli, che costituisce un appuntamento imperdibile per scoprire il lato più intimo e geniale della musica e, in questo caso, di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.
Sabato prossimo (17 gennaio), a partire dalle ore 16.30, l’atrio della scuola media dell’Istituto Comprensivo “P. Tacchi Venturi” si trasformerà in un palcoscenico d’eccezione per l’incontro dal titolo “Quel gran quel genio del mio amico”.
L’evento, che promette di incantare un pubblico di ogni età, vedrà protagonisti due figure di spicco del panorama musicale: il professor Luigi Livi, docente presso il prestigioso Conservatorio “Giacomo Rossini” di Pesaro, e il giovanissimo talento del pianoforte Alberto Cartuccia Cingolani.
Il titolo dell’evento, che richiama con un pizzico di ironia i celebri versi di Battisti, introdurrà un racconto vivace e profondo sulla vita e le opere di Wolfgang Amadeus Mozart. La conduzione del professor Luigi Livi, esperto conoscitore della storia della musica e della didattica, guiderà il pubblico attraverso aneddoti e riflessioni, rendendo la figura del genio salisburghese vicina e "amica" degli ascoltatori.
A dare voce alle note di Mozart sarà Alberto Cartuccia Cingolani, un vero e proprio "enfant prodige" che, nonostante la giovanissima età, ha già conquistato le platee internazionali e milioni di visualizzazioni sul web. Alberto ha iniziato lo studio del pianoforte a soli tre anni, dimostrando una maturità interpretativa e una tecnica fuori dal comune che gli sono valse decine di primi premi in concorsi nazionali e internazionali. La sua presenza a San Severino Marche rappresenta un'occasione unica per vedere all'opera quello che molti critici definiscono "il piccolo Mozart dei nostri giorni".
L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare a questo speciale pomeriggio di cultura e musica.
Riprendono, con il nuovo anno, le iniziative culturali organizzate dall’Unitre Civitanova Marche. Domenica 18 gennaio, alle ore 16.30, presso la Biblioteca comunale Silvio Zavatti di viale Vittorio Veneto, si svolgerà la presentazione del libro titolo: “Ersilia e le altre” di Lucia Tancredi, pubblicato da Ponte alle Grazie alla presenza dell’autrice.
Protagonista del romanzo è Ersilia Bronzini Majno, fondatrice nel 1898 dell’Unione femminile nazionale, la prima organizzazione in Italia per l’emancipazione delle donne da cui passeranno anche Ada Negri, Maria Montessori, Eleonora Duse, Sibilla Aleramo, e dell’Asilo Mariuccia che accoglieva ragazze in difficoltà. Nel suo libro, Tancredi narra la storia straordinaria di donne e bambine all’alba del femminismo con grande finezza narrativa e sensibilità storica.
A moderare la conferenza interverranno il dott. Luigi Chiaramoni e la presidente Unitre locale Marisa Castagna. L’evento ha il patrocinio del Comune di Civitanova Marche. L'ingresso è libero.
MACERATA – Prestigio e nuove idee. Sono questi i principali meriti attribuiti a Michele Spagnuolo nella serata di martedì 13 gennaio, quando il Panathlon Club Macerata ha salutato ufficialmente la conclusione del suo mandato da presidente. Sei anni alla guida del Club, articolati in tre mandati consecutivi, che hanno segnato un percorso di crescita, rinnovamento e forte apertura verso il territorio e le nuove generazioni.
La conviviale si è svolta presso il Teatro La Filarmonica di Macerata alla presenza di soci, ospiti e numerose figure delle istituzioni sportive cittadine, provinciali e regionali. Una serata dal forte valore simbolico, non solo per il passaggio di testimone, ma anche per ripercorrere un ciclo che ha lasciato un’impronta riconoscibile nella storia recente del Panathlon maceratese. Ospite d'onore della serata il giornalista sportivo e telecronista Pierluigi Pardo, legato a Macerata anche attraverso il festival Overtime, promosso e diretto dallo stesso Spagnuolo.
Ad aprire l’incontro il tradizionale suono della campana, seguito da un minuto di silenzio in memoria di Giorgio Luzi, presidente della Virtus Pasqualetti Macerata e storico socio del Panathlon Club, scomparso prematuramente all’età di 59 anni appena una settimana fa.
Nel suo intervento, Michele Spagnuolo ha ripercorso le tappe principali dei suoi sei anni di mandato. Insediatosi nel gennaio 2020 come il più giovane presidente Panathlon d’Italia, ha ricordato l’impatto immediato della pandemia e la capacità del Club di non fermarsi mai, proseguendo l’attività anche nei momenti più difficili. Un periodo segnato da profondi cambiamenti istituzionali, a livello nazionale e internazionale, durante i quali il Panathlon Club Macerata ha scelto di essere sempre presente e attivo.
Spagnuolo ha confermato ufficialmente la conclusione del proprio mandato: «In tanti mi avete chiesto se fosse davvero l’ultima conviviale da presidente e la risposta è assolutamente sì – ha spiegato – non solo perché lo Statuto lo prevede, ma perché credo profondamente nell’alternanza, non solo nel ruolo del presidente ma anche all’interno del direttivo. Le idee hanno bisogno di cambiare aria per restare vive». Un passaggio che ha ribadito la volontà di guardare al futuro con fiducia: «Il club va avanti, più forte di prima. Nel 2026 festeggerà un traguardo straordinario, i 70 anni di storia. Io ci sarò, magari seduto più comodo, ma con lo stesso senso di appartenenza».
Spagnuolo ha sottolineato l’impegno concreto sul territorio, dalle donazioni post-Covid agli ospedali agli aiuti alle popolazioni colpite dalle alluvioni nelle Marche e in Romagna. Centrale nel bilancio del mandato anche il progetto “Io Tifo Cultura”, nato a Macerata e divenuto un modello di integrazione tra sport, arte e riqualificazione urbana, con playground e spazi pubblici restituiti alla comunità.
Tra i risultati più significativi, la crescita del Club sotto il profilo associativo: oggi il Panathlon Macerata è il secondo delle Marche per numero di soci e presenta una delle età medie più basse a livello nazionale. Un segnale di vitalità e rinnovamento che ha accompagnato un’intensa attività di collaborazione con club service, istituzioni e realtà del territorio, tra cui l’Università di Camerino. Non sono mancati i ricordi dei soci scomparsi e i ringraziamenti ai direttivi che si sono succeduti negli anni.
Al termine del suo intervento, Spagnuolo è stato omaggiato dai soci con una targa realizzata dallo scultore maceratese Ermenegildo Pannocchia, con la dedica: “A Michele, nostro presidente, nostro amico, con riconoscenza, amicizia e stima sportiva”. Un riconoscimento che ha voluto sottolineare il prestigio raggiunto dal Club sotto la sua presidenza e il valore umano del percorso condiviso.
Sono seguiti gli interventi istituzionali. L’assessore allo sport del Comune di Macerata, Riccardo Sacchi, ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ricordando come molti degli eventi promossi dal Panathlon abbiano rappresentato momenti di rilievo anche per la città, sottolineando l’importanza di una collaborazione concreta tra amministrazioni e associazioni sportive.
Sono intervenuti anche il rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni: «La serata è stata molto divertente con Pardo che ha chiuso alla grande questa conviviale, anche il mandato del presidente Spagnuolo che ha elencato quanto è riuscito a fare insieme al club in questi sei anni, dove l'Università di Camerino è stata spesso presente. L'Università e il CUS Camerino che grazie alle attività sportive che organizziamo hanno avuto un ruolo accanto al Panathlon» e il presidente del CONI Marche, Fabio Luna: «Tanta gratitudine nei suoi confronti, anche nei confronti magari di chi l'ha aiutato in questi sei anni, ma sono stati sei anni che hanno segnato un po' il percorso del Panathlon di Macerata. Normalmente noi ricordiamo la nostra regione per i grandi eventi sportivi, oramai anche per i grandi risultati sportivi, ma quello che a me piace anche ricordare è quello che lo sport sa e deve fare, quello dell'insegnamento dei valori, e il Panathlon in questo riesce ad essere portavoce».
Il governatore del Panathlon Area 5 Emilia-Romagna e Marche, Stefano Ripanti, ha espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto da Spagnuolo, definendolo una “punta di diamante” del Club. Ripanti ha evidenziato l’impegno profuso soprattutto sul piano della comunicazione e della partecipazione, auspicando di proseguire il cammino comune all’interno del Panathlon anche in futuro, consegnando infine una medaglia in segno di riconoscimento a Michele Spagnuolo e a Pierluigi Pardo.
Proprio Pierluigi Pardo ha poi animato la parte finale della serata. L’inconfondibile voce di DAZN ha espresso ancora una volta il proprio legame con Macerata, città che conosce fin dall’infanzia attraverso i racconti del padre, spesso presente per lavoro nel capoluogo. Pardo ha ribadito l’amicizia, l’affetto e la stima nei confronti di Spagnuolo, al cui invito ha risposto senza esitazioni.
Ne è nato un simpatico dialogo, sotto forma di intervista condotta dallo stesso Spagnuolo, che ha ripercorso le tappe più significative della carriera di Pardo: dagli esordi a Tele+ – con le prime telecronache che hanno incrociato anche l’Ancona – fino ai grandi eventi internazionali, tra cui la celebre rimonta del Barcellona contro il Paris Saint-Germain al Camp Nou. La conversazione ha poi toccato temi più personali, dalla passione per la pallacanestro all’amore per il rock e per gli Oasis, fino allo sguardo sul presente e sul futuro della Nazionale italiana, impegnata nella corsa alla qualificazione ai prossimi Mondiali. Non sono mancati i riferimenti ai valori educativi, culturali ed emotivi dello sport, pienamente in linea con i principi fondanti del Panathlon.
La serata si è conclusa in un clima di partecipazione e condivisione, tra momenti conviviali e la foto di rito finale. Resta ora da definire il nome del successore alla presidenza, sul quale per il momento c'è ancora riserbo, mentre Michele Spagnuolo continuerà a rappresentare un punto di riferimento per il Panathlon Club Macerata. E come suggerisce un celebre brano degli Oasis, che siamo certi sarà caro anche al presidente Spagnuolo, “Don’t Look Back in Anger”, il futuro si costruisce guardando avanti, forti di un percorso che ha lasciato un segno profondo nella storia del Club.
Domenica 18 gennaio torna in piazza XX Settembre, la tradizionale festa di Sant’Antonio Abate organizzata dal Comune di Civitanova in collaborazione con la parrocchia San Pietro, la Pro Loco Civitanova Marche e le associazioni locali.
Dopo la messa, che sarà celebrata alle ore 17.00 nella Chiesa di San Pietro e trasmessa in filodiffusione, si svolgerà la benedizione degli animali e la distribuzione delle panette benedette nell’area pedonale della piazza.
Sempre domenica, la Pro Loco Civitanova Alta con il patrocinio del Comune, organizza la tradizionale benedizione degli animali in onore di Sant’Antonio Abate in località San Savino, nel piazzale antistante la chiesetta di San Savino, a partire dalle ore 9,30.
L’Associazione Nazionale della Polizia di Stato – Sezione di Macerata, in collaborazione con il CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), promuove un corso di autodifesa dedicato ai propri soci, inserito in un più ampio programma di iniziative volte alla prevenzione e alla sensibilizzazione su tematiche di rilevanza sociale.
Il corso, condotto dal maestro Emanuele Gesualdi, si svolgerà ogni venerdì dalle 19.30 alle 21.00, con conclusione prevista il 29 maggio. Le lezioni avranno luogo a Macerata, presso la Palestra Panfilo, con accesso dalla stessa via, all’interno dello stabile della scuola elementare.
L’iniziativa si rivolge non solo agli appartenenti o ex appartenenti alla Polizia di Stato, ma anche a cittadini che non abbiano fatto parte dell’Amministrazione, previa approvazione del direttivo dell’associazione. Requisiti fondamentali sono l’assenza di precedenti penali e la condivisione dei valori fondanti dell’ANPS: tutela dei diritti dei cittadini, rispetto delle regole e promozione della pacifica convivenza sociale.
Attraverso il corso di autodifesa, gli organizzatori intendono rafforzare la percezione di sicurezza sul territorio, favorendo al contempo la nascita di legami sociali basati sulla solidarietà e sulla conoscenza reciproca. L’obiettivo è quello di contrastare isolamento e individualismo, stimolando una mutualità di vicinato che aiuti le persone a sentirsi parte attiva e consapevole della propria comunità.
In occasione dell’ottocentenario della morte di San Francesco d’Assisi, VianDante Ass. Culturale / Arte Nomade, in collaborazione con i Comuni di Venarotta, Comunanza, Sarnano, Valfornace e Serravalle di Chienti, promuove “Festival in Cammino”, il primo festival culturale itinerante lungo il Cammino Francescano della Marca, in programma dal 30 maggio al 6 giugno 2026, da Ascoli Piceno ad Assisi.
L’iniziativa propone un’edizione speciale del cammino francescano marchigiano, inserita in un progetto condiviso con tutti i cammini francescani d’Italia. L’obiettivo è quello di celebrare l’Ottocentenario attraverso un pellegrinaggio collettivo che, come i raggi di una ruota, vedrà idealmente convergere ad Assisi percorsi, persone e comunità diverse, unite dal messaggio universale di San Francesco.
Cuore del progetto è il Festival in Cammino, un format culturale diffuso che accompagnerà i partecipanti lungo il percorso o al termine delle singole tappe. Il programma prevede musica, reading, teatro, conferenze e interventi artistici ispirati alla figura di San Francesco e al francescanesimo, trasformando il cammino in un’esperienza che intreccia spiritualità, cultura e partecipazione.
Il percorso si svilupperà in otto tappe, con partenza da Ascoli Piceno il 30 maggio e arrivo ad Assisi il 6 giugno, attraversando Venarotta, Comunanza, Sarnano, Montalto di Cessapalombo, Pievebovigliana, Serravalle di Chienti e Pale. Il cammino potrà essere percorso esclusivamente a piedi, integralmente o per singole tappe, e si svolgerà al raggiungimento di un minimo di trenta partecipanti, fino a un massimo di settantasei.
Sono previste due modalità di partecipazione. L'opzione comfort, a numero chiuso, comprende pernottamenti in strutture di accoglienza e pasti organizzati. L’opzione francescana, più essenziale, prevede invece la sistemazione in tenda o bivacco, con spazi di campeggio temporaneo autorizzati dai Comuni di fine tappa e dotati di servizi igienici, sia in aree all’aperto sia in strutture comunali. Nei pressi dei punti di accoglienza dei pellegrini saranno presenti stand gastronomici a cura di food truck o Pro Loco locali, con consumazioni a carico dei partecipanti.
Il Cammino Francescano della Marca ripercorre l’itinerario seguito da San Francesco nel 1215 durante le sue predicazioni nelle Marche meridionali e collega idealmente il sepolcro di Sant’Emidio, ad Ascoli Piceno, con la tomba del Santo ad Assisi. Lungo i suoi circa 166 chilometri, il percorso attraversa territori di straordinario valore naturalistico e storico, toccando quattro parchi naturali – Monte Subasio, Altolina, Colfiorito e Parco Nazionale dei Monti Sibillini – e offrendo una grande varietà di paesaggi, dalle sorgenti e dai corsi d’acqua agli altopiani, dai boschi alle forre, fino ai crinali panoramici che si affacciano sull’Adriatico.
Il cammino interesserà anche aree colpite dal sisma del 2016, di cui ricorre il decennale, assumendo così un significato ulteriore di memoria e vicinanza alle comunità locali, e toccherà importanti centri di interesse storico e artistico come Ascoli Piceno, Amandola, Sarnano, Foligno, Spello e Assisi. Per informazioni e adesioni è possibile scrivere all’indirizzo camminofrancescano@gmail.com.
Nel cinema di Pedro Almodóvar, come nella vita di tutti i giorni, il design non è solo estetica ma una presenza silenziosa che influenza emozioni, ricordi, identità. È da questa visione che prende forma il secondo appuntamento di Millimetri, la rassegna che esplora il mondo dell’architettura e del design attraverso la settima arte. In programma domenica 18 gennaio alle ore 18,00 al Politeama Franco Moschini di Tolentino, la proiezione del film Dolor y Gloria introdotta da un talk sul tema della Design Therapy, condotto dal designer e presidente di Adi MAM Piero Sabatini e da Cesario Calcagni, psicologo sistemico-relazionale.
Gli oggetti hanno sempre accompagnato l’evoluzione umana, andando ben oltre la semplice risposta ai bisogni materiali. Le cose sono diventate nel tempo strumenti di identità, veicoli di appartenenza, stima e autorealizzazione. Oggi più che mai siamo consapevoli di quanto il legame emotivo con le cose influenzi il nostro benessere e persino la loro capacità di durare nel tempo. Da qui l’approccio con il cinema, e in particolare con il film di Pedro Almodóvar, dove spazi, arredi e oggetti si trasformano in una vera e propria estensione dell’anima del protagonista. Gli ambienti parlano quanto i dialoghi: raccontano il dolore, custodiscono la memoria e aprono alla possibilità di una rinascita.
Il design diventa così terapia e rifugio, ma anche specchio emotivo.
Partendo da questo Piero Sabatini e Cesario Calcagni offriranno uno sguardo sulle dinamiche emotive e simboliche che le persone costruiscono intorno agli oggetti e agli spazi, mettendo in luce il potere evocativo del design e la sua capacità di incarnare idee, emozioni e storie, personali e collettive.
Dolor y Gloria è forse il film più autobiografico di Pedro Almodóvar, regista di Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Volver, Tutto su mia madre, La mala educación e tanti altri. Il protagonista del film è Salvador Mallo (Antonio Banderas), regista cinematografico ormai sul viale del tramonto. Un incontro fortuito lo spinge a ricordare il suo passato, dall'infanzia difficile a Valencia, al primo amore struggente nella Madrid degli anni '80, fino alla dipendenza da sostanze. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza.
Biglietti 12€+prev. in vendita al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 19 e da tre ore prima di ciascun spettacolo oppure online all’indirizzo www.politeama.org/biglietti
Millimetri. Il design a misura di tutti è organizzata dalla Fondazione Franco Moschini in collaborazione con la Fondazione Design Terrae, con il patrocinio del Comune di Tolentino, della Fondazione Marche Cultura e di ADI MAM, con il contributo di Estra Prometeo, Zurich Antinori Assifin – Agenzia di Macerata, ORAstudio, Carifermo – Cassa di risparmio di Fermo spa, Gruppo Medico Fisiomed e con la partecipazione di Officine Mattòli.
Per la prima volta, il grande cinema documentario d’attualità fa tappa nel capoluogo con "Mondovisioni", la celebre rassegna curata da CineAgenzia che porta nelle sale italiane i titoli più urgenti selezionati dai principali festival mondiali. Gli appuntamenti, proposti in prima visione, si terranno presso il Cinema Excelsior di Macerata grazie alla collaborazione con l’Associazione Calcifer.
Il ciclo di proiezioni punta a offrire uno spazio di confronto critico su temi cruciali come l’informazione, i diritti e le libertà civili. Attraverso lo stile editoriale che contraddistingue la rivista Internazionale, la rassegna propone storie senza censure su un mondo globale sempre più complesso e instabile, cercando però di rintracciare barlumi di speranza tra le pieghe della cronaca.
Il via ufficiale è previsto per giovedì 15 gennaio alle ore 21:15 con la proiezione di The Dialogue Police di Susanna Edwards. Il film segue il delicato lavoro di un’unità speciale della polizia svedese, impegnata quotidianamente nella tutela della libertà di espressione all'interno di un panorama geopolitico fortemente polarizzato.
Il secondo incontro della rassegna si terrà giovedì 12 febbraio, sempre alle 21:15, con l’inchiesta The Shadow Scholars firmata da Eloise King. Il documentario svela le contraddizioni del sistema universitario contemporaneo, esplorando il mercato globale della compravendita di tesi e articoli accademici prodotti in Kenya per conto di studenti occidentali.
La chiusura di Mondovisioni a Macerata è affidata, giovedì 5 marzo, a Night Is Not Eternal di Nanfu Wang. Per la prima volta la rassegna volge lo sguardo a Cuba, offrendo un racconto intenso sulla crisi dell'isola e sulla fragile lotta per la democrazia, intrecciando la cronaca locale a una riflessione più ampia sui rischi dell'autoritarismo nel mondo attuale. Tutte le proiezioni saranno trasmesse in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Con l'arrivo della stagione fredda, torna a riscaldarsi l'atmosfera culturale dell’entroterra maceratese. Venerdì 23 gennaio prenderà il via la terza edizione di "CROC Inverno", la micro-rassegna di cinema in montagna curata dall'associazione C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitiamo) in collaborazione con il Rifugio Casali. L’iniziativa, che si svolgerà nella suggestiva cornice della frazione di Casali, a mille metri di altitudine e all’ombra del Monte Bove, propone quattro appuntamenti a cadenza quindicinale fino al 6 marzo, trasformando il rifugio in uno spazio di riflessione e convivialità.
Il programma di quest'anno si concentra su temi di stretta attualità, come le trasformazioni della montagna, le politiche estrattiviste e la memoria dei luoghi, offrendo un'occasione di confronto diretto con ricercatori, registi e attivisti. Ogni serata seguirà un format ormai consolidato: l'apertura del rifugio alle ore 19:00 con il camino acceso, seguita alle 19:30 da una cena a base di piatti tipici montani e una degustazione di birre artigianali marchigiane curate dal BarCROC. Alle ore 21:00 avrà inizio la proiezione dei documentari, seguita dal dibattito con gli ospiti.
L'apertura della rassegna, il 23 gennaio, sarà dedicata a un tema scottante con il documentario "Il grande gioco. Milano-Cortina: il rovescio delle medaglie", un’inchiesta del Comitato Insostenibili Olimpiadi sui costi ambientali e sociali dei giochi invernali che inizieranno proprio il prossimo febbraio. Si proseguirà il 6 febbraio con "La Teleferica", un viaggio nella memoria dei minatori della Maremma alla presenza della regista Romina Zago e dello storico Augusto Ciuffetti, mentre il 20 febbraio l'attenzione tornerà sull'Appennino con "L’ultima neve", un’indagine sui conflitti ambientali e i progetti per i nuovi impianti di risalita finanziati con i fondi della ricostruzione post-sisma nei Monti Sibillini.
La chiusura del 6 marzo sarà dedicata alla memoria e ai simboli della montagna con il documentario "500 anni dopo", che racconta il restauro della chiesetta della Madonna del Cona. La serata, organizzata in collaborazione con le sezioni CAI di Macerata, San Severino Marche e Camerino, vedrà la partecipazione dei Cantieri Mobili di Storia per riflettere sulla ricostruzione identitaria dei territori colpiti dal terremoto. Per partecipare alle serate, che hanno un costo di 25 euro inclusa la cena e la degustazione, è necessaria la prenotazione data la disponibilità limitata di posti.
Appignano si prepara ad accogliere una serata di riflessione, memoria e partecipazione civile. Venerdì 16 gennaio, alle ore 21:00, il Teatro Comunale “G. Gasparrini” ospiterà l’evento “Costituzione – le radici del futuro”, un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza per riscoprire e approfondire i valori fondanti della Costituzione italiana, pilastro della democrazia e riferimento essenziale per costruire il futuro del Paese.
Ospite centrale della serata sarà Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale dell’ANPI. Sarà presente anche Francesco Rocchetti, presidente del Comitato provinciale ANPI di Macerata. Ad arricchire l’incontro, gli interventi musicali della GANG – full band, che accompagneranno il pubblico in un percorso tra parole e musica, intrecciando memoria e attualità in una forma espressiva capace di coinvolgere ed emozionare.
L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata, fino a un massimo di 200 posti disponibili. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le ANPI di Montecassiano, Montefano e ANPI provinciale di Macerata, con il patrocinio del Comune di Appignano.
Un’occasione preziosa per riflettere insieme sulle radici della nostra Repubblica e sul valore della Costituzione come guida per le sfide del presente e del futuro.
Il ritorno dal vivo di Mecna passa dai club. Sabato 17 gennaio sarà il Mamamia di Senigallia a ospitare il concerto zero del Terapia Club Tour, la prima data del nuovo tour con cui l’artista porterà sul palco il suo ultimo album.
Con Terapia, Mecna prosegue un percorso artistico sempre più personale e coerente, costruito su una scrittura che mette al centro l’esperienza emotiva, le relazioni, le fratture e i tentativi di ricomposizione. Un lavoro che si inserisce in continuità con la sua discografia, ma che ne affina ulteriormente il linguaggio, rendendolo più diretto, essenziale e consapevole.
La dimensione del club è parte integrante del progetto: uno spazio che permette di ridurre la distanza tra palco e pubblico e di restituire alle canzoni una dimensione più intima, quasi confidenziale. Il live diventa così un’estensione naturale dell'album, un luogo in cui i brani possono cambiare forma e trovare nuove sfumature.
La data di Senigallia segna l’inizio ufficiale del tour e rappresenta il primo incontro tra il nuovo progetto e il pubblico, in una formula essenziale che mette al centro musica e parole. Biglietti disponibili online e nei punti vendita di Ciaotickets e Ticketone o alla cassa la sera stessa del concerto.
(Credit foto: Emmanuele Olivi)