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"Sergio Piermanni come Salvo D'Acquisto": Civitanova si stringe attorno alla famiglia per il 49° anniversario del sacrificio

"Sergio Piermanni come Salvo D'Acquisto": Civitanova si stringe attorno alla famiglia per il 49° anniversario del sacrificio

Si è svolta ieri pomeriggio, la cerimonia in onore del maresciallo Sergio Piermanni, Medaglia d’oro al valor militare ucciso nel conflitto a fuoco del 18 maggio 1977, organizzata dal Comune di Civitanova Marche in collaborazione con Arma dei carabinieri ed Anc. 

Nutrita la partecipazione di autorità civili e militari, alla presenza del gonfalone civico e della banda cittadina, associazioni e cittadinanza, con la conduzione affidata a Bartolomeo Filannino, comandante Stazione di Civitanova. Assenti per motivi personali il sindaco Fabrizio Ciarapica e Roberto Ciccola, organizzatore della manifestazione.

La vedova del maresciallo Piermanni Giovanna Paolone Piermanni ha partecipato assieme ai figli Alessandro e Dominique, accanto al generale di corpo d’armata Rosario Aiosa

L’Amministrazione comunale era rappresentata dal vice sindaco Claudio Morresi e dal presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi, presente anche il consigliere regionale Pierpaolo Borroni. Per l’Arma il generale di brigata, comandante regionale Nicola Conforti, il comandante provinciale Raffaele Ruocco. Presente anche il comandante della compagnia di Civitanova Angelo Chiantese, il questore di Macerata Luigi Mangino, il viceprefetto Antonella Borzacchiello, il comandante provinciale della guardia di finanza il colonnello Ferdinando Mazzacuva, il comandante della capitaneria di porto Chiara Boncompagni e il dirigente del commissariato Riccardo Zenobi, i rappresentanti della polizia locale. Presenti anche le associazioni, la Croce verde e le rappresentanze dei carabinieri in congedo.

Dopo l’alzabandiera e la deposizione di una corona sul busto di Piermanni ha preso la parola il vicesindaco Morresi. “Un esempio che travalica il tempo e si colloca pienamente nella dimensione più alta del servizio istituzionale: quella in cui la divisa non è soltanto ruolo, ma responsabilità morale, dedizione assoluta e fedeltà ai valori della Repubblica – ha detto Morresi. Ricordo molto bene quel tragico giorno. Nessuno, da allora, ha dimenticato il Maresciallo Piermanni. Il suo nome si è radicato come riferimento stabile di integrità, disciplina, senso dello Stato e coraggio, divenendo patrimonio condiviso delle istituzioni e monito esemplare per le generazioni presenti e future”.

Il comandante regionale Nicola Conforti ha sottolineato: “La memoria di Piermanni è un pilastro dell’Arma dei carabinieri, ma per comprendere l’eroe occorre riscoprire l’uomo. Quello che si trovò ad affrontare era qualcosa di sconosciuto per questo territorio, una banda criminale di inusitata ferocia che sfociò in un violentissimo scontro a fuoco. Piermanni quella notte non era in servizio, era in licenza coi propri familiari, ma avuta notizia di quanto successo a Porto San Giorgio insistette per tornare in servizio e proprio mentre stava controllando alcuni sospetti fu investito da una pioggia di proiettili, ma non arretrò. Il suo rientro volontario è qualcosa da sottolineare perché nessuno entra in servizio col desiderio di diventare eroe. Vogliamo essere servitori dello Stato che fanno il proprio dovere in modo silenzioso. Quel gesto risuona nella verità eterna, nessun amore è più grande di colui che sacrifica la vita per gli altri. La famiglia Piermanni è la custode vivente di un’eredità morale immacolata. Questo anniversario rinsalda il legame indissolubile che unisce l’arma dei carabinieri, la famiglia Piermanni e la comunità di Civitanova. Il sacrificio di Sergio non appartiene al passato, è una bussola morale per il presente”.

“L’eroismo non deriva dall’aver perso la vita nel conflitto a fuoco – ha detto il generale Tito Baldo Honorati – quello è il momento del coraggio del corpo, dato dall’adrenalina del conflitto a fuoco, quando non si ha il tempo di ragionare. L’eroismo deriva dall’aver scelto di riprendere il servizio, Piermanni come Salvo D’Acquisto”.

Dopo la benedizione di don Mario Colabianchi, il corteo ha raggiunto la stele monumentale ai giardini in piazza XX Settembre per poi proseguire con la celebrazione della messa nella chiesa di San Pietro.

 

 

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