Un viaggio nella storia del miele e dell'apicoltura nei monasteri italiani, tra antiche tradizioni, sapienza monastica e nuove esperienze da vivere. È Miele in Convento, la prima edizione dell'evento previsto il 12 e 13 settembre al Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, a Camerino, per raccontare un patrimonio poco conosciuto ma ancora vivo in numerosi monasteri e conventi italiani.
Camerino è uno dei sette comuni della provincia di Macerata che fanno parte de Le Città del Miele, la rete nazionale dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani, insieme a Matelica, Monte Cavallo, Montelupone, Sarnano, Urbisaglia e Valfornace, e che valorizza l'apicoltura come elemento di identità territoriale e di attrattiva turistica.
L' evento, promosso dal Comune di Camerino, nasce con la collaborazione dei frati del Convento di Renacavata, del Consorzio Apicoltori di Macerata, dell'Associazione Turistica Pro Camerino e di Le Città del Miele.
Obiettivo è valorizzare una storia antica e affascinante: quella dell' apicoltura nei conventi e nei monasteri italiani, dove per secoli il miele e gli altri prodotti dell' alveare hanno rappresentato una risorsa preziosa per la vita delle comunità religiose.
La prima edizione di Miele in Convento rappresenta in questo senso un' occasione per entrare in un luogo attraverso una chiave di lettura insolita, quella delle api e del miele, e per scoprire come un prodotto della natura possa raccontare secoli di storia, saperi e tradizioni.
Il luogo scelto per la prima edizione di Miele in Convento è particolarmente significativo. Il convento di Renacavata è storicamente riconosciuto come il primo monastero al mondo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondato nel 1528. La sua architettura, i suoi spazi, i boschi circostanti, il giardino e l' apiario vengono custoditi dal lavoro quotidiano della sua comunità religiosa che in questa occasione diventa testimone di un particolare capitolo della storia dell' apicoltura italiana. Per la sua bellezza e contesto paesaggistico in cui si trova, quest' anno il convento è anche tra i candidati più votati (attualmente è al secondo posto in classifica) alla tredicesima edizione dei Luoghi del Cuore del FAI, il censimento dedicato alla cura e alla valorizzazione del patrimonio nazionale.
Miele in Convento sarà soprattutto un' esperienza da vivere. Il programma del secondo weekend di settembre accompagnerà i visitatori alla scoperta di Renacavata e del suo patrimonio, con visite guidate agli spazi monastici e al museo, dove sarà esposto anche un Sant' Ambrogio in bugno, ovvero l' antico alveare di paglia in uso prima della nascita dell' arnia a telaini, che segna lo sviluppo dell' apicoltura moderna, e la possibilità di conoscere da vicino il mondo delle api attraverso l'apiario didattico.
Per i più piccoli sono previsti minicorsi dedicati all' apicoltura, con la possibilità di osservare e comprendere il lavoro delle api e concludere l' esperienza con una merenda a base di miele. Il rapporto tra miele e gastronomia sarà invece protagonista di due menù speciali proposti alla tavola del refettorio del convento dove il miele sarà chiamato a reinterpretare la cucina del territorio.
Non mancheranno gli approfondimenti culturali, con un incontro dedicato al ruolo del miele nell' alimentazione, con degustazioni insolite curate dai giovani esperti della Facoltà di Chimica degli alimenti dell' Università di Camerino, guidati dal professor Gianni Sagratini.
L'evento ospiterà anche una mostra mercato dedicata al miele e ai prodotti tipici.
Un programma pensato per pubblici diversi e per trasformare la visita in un'esperienza completa: conoscere, assaggiare, ascoltare, osservare e incontrare. Un modo originale per entrare nel mondo dell' apicoltura partendo da un luogo dove la storia del miele si intreccia con quella della vita religiosa.
Fin dal Medioevo, infatti, monasteri e conventi furono luoghi di conservazione e trasmissione delle conoscenze sull' apicoltura. Benedettini e cistercensi svilupparono tecniche avanzate per la gestione degli alveari, favoriti anche dagli ambienti rurali ricchi di orti, piante aromatiche e fioriture. Il miele era un alimento prezioso, come altri prodotti dell' alveare con le loro proprietà benefiche, così come la cera serviva per le candele ad illuminare i luoghi di culto.
Una cultura apistica ancora viva e ancora oggi attiva e presente in numerosi monasteri, abbazie e conventi italiani, gestita dalle comunità religiose, spesso in collaborazione con gli apicoltori locali.

cielo sereno (MC)
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