"Chi sa solo d'opera, non sa niente d'opera": l'edizione 2026 degli Aperitivi Culturali supera ogni aspettativa
Grande soddisfazione filtra dagli organizzatori per l'edizione 2026 degli Aperitivi Culturali, evento con il quale l'associazione Sferisterio Cultura ha celebrato il ventennale della propria attività. Per ricordare questo importante traguardo sono stati scelti gli Antichi Forni: sede storica e luogo simbolico da cui è iniziato il lungo percorso culturale dell'associazione.
Una mostra ha ripercorso i vent'anni attraverso tutti i programmi della rassegna, permettendo di cogliere l'evoluzione del festival, i cambiamenti di prospettiva e la straordinaria quantità di ospiti che hanno animato il palco.
Nel sotterraneo sono stati proiettati ininterrottamente i video e le sigle che hanno accompagnato la storia degli Aperitivi Culturali, mentre una pubblicazione realizzata per l'occasione ha raccolto le testimonianze dei protagonisti, i programmi delle varie edizioni - mutati nel tempo anche nella veste grafica, seguendo la sensibilità dei diversi direttori artistici - e il racconto dei numerosi eventi collaterali che hanno arricchito la manifestazione. A ospiti e affezionati frequentatori è stata inoltre donata una shopper dedicata al ventennale.
L'edizione 2026 ha superato ogni aspettativa: gli Antichi Forni non sono mai stati così partecipati, con un pubblico eterogeneo composto non soltanto da cittadini e spettatori della provincia di Macerata, ma anche da numerosi turisti provenienti da tutta Italia e dall'estero.
2Il programma ha ottenuto un'ampia diffusione attraverso i canali social e il sito web della rassegna. Forte l'orgoglio per aver rappresentato, ancora una volta, il volto culturale del Macerata Opera Festival, offrendo al pubblico strumenti nuovi per comprendere e apprezzare le opere in cartellone", viene sottolineato dall'associazione Sferisterio Cultura.
"Nel corso di questi vent'anni sono stati centinaia i protagonisti della cultura italiana ad aver partecipato agli Aperitivi Culturali, senza mai renderli, però, solamente un semplice contenitore di conferenze né una passerella di nomi illustri: il prestigio di un relatore non è mai stato sufficiente", viene ricordato. A ciascuno è sempre stato chiesto di produrre un'idea nuova, di accettare una sfida intellettuale, di costruire un appuntamento irripetibile.
È" questa scelta di originalità, molto più che il semplice prestigio degli ospiti, ad aver costruito l'identità degli Aperitivi Culturali e a distinguerli nel panorama dei festival italiani. Non abbiamo mai consumato cultura. Abbiamo cercato, ogni volta, di produrne e gli obbiettivi creativi prefissati sono stati pienamente raggiunti", viene aggiunto.
Accanto agli incontri tradizionalmente dedicati alle opere in cartellone, con la partecipazione di registi, direttori d'orchestra e dei giornalisti Enrico Girardi e Alberto Mattioli, sono stati proposti percorsi di approfondimento e contaminazione disciplinare, nella convinzione che il melodramma sia un universo capace di dialogare con la storia, la filosofia, il diritto, la letteratura, la psicanalisi e l'antropologia.
Per Nabucco, oltre alla vicenda del conflitto tra Abigaille e il re di Babilonia, è stato evidenziato il fascino esercitato dall'Oriente sull'arte figurativa dell'Ottocento e le sorprendenti analogie tra quella storia e le contemporanee dinamiche del potere, grazie ai contributi di Alberto Batisti, Roberto Cresti e Andrea Panzavolta.
Per Il Trovatore, attraverso le lenti della psicanalisi freudiana e dell' antropologia culturale, Ilaria Gaspari e Annalisa Di Nuzzo hanno guidato il pubblico alla scoperta delle dinamiche profonde dei personaggi verdiani, mettendole in relazione con stereotipi, pregiudizi e conflitti che attraversano ancora oggi la nostra società.
Per Il Barbiere di Siviglia, Carla Moreni e Andrea Tagliapietra hanno ripercorso la vicenda rossiniana soffermandosi sulla figura di Rosina e individuando nei temi del comico e dell'identità alcune delle chiavi interpretative più attuali dell' opera.
In questa occasione si è svolto anche il tradizionale Aperitivo Giuridico che, prendendo spunto dalla celebre cavatina di Don Basilio ("La calunnia è un venticello"), ha affrontato il tema della gogna mediatica e del processo celebrato dall'opinione pubblica, richiamando il caso di Enzo Tortora come uno dei più tragici precedenti della storia italiana. Sono intervenuti Giulia Boccassi, Guido Vitiello e Francesca Scopelliti.
Un momento particolarmente intenso è stato dedicato al ricordo di Angelo Foletto, grande musicologo e presenza storica degli Aperitivi Culturali, scomparso quest'anno, al quale si è voluto rendere un sentito omaggio.
"Chi sa solo d' opera, non sa niente d' opera". Anche quest' anno lo slogan del progetto si è rivelato la migliore sintesi del senso degli Aperitivi Culturali: un invito a guardare il melodramma non come un' opera chiusa, ma come un luogo di incontro tra musica, pensiero e contemporaneità.
"Dopo vent' anni di attività, gli Aperitivi Culturali confermano la loro vocazione: accompagnare il pubblico dello Sferisterio oltre il palcoscenico, facendo dell'opera un luogo di confronto tra arti, idee e società. Un patrimonio costruito nel tempo che guarda già alle prossime edizioni", viene concluso.
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