Non è solo un compleanno, ma un secolo di vita e di ricordi quello festeggiato a Loro Piceno nei giorni scorsi. La comunità ha reso omaggio a Onorina Ponzanesi, che ha raggiunto il prestigioso traguardo dei 100 anni, trasformando la ricorrenza in una festa collettiva, ricca di affetto e gratitudine.
Alla celebrazione hanno partecipato i figli Claudio, Silvano, Rosalia e Roberta, i fratelli, le cognate, i nipoti, insieme ad amici e vicini di casa. Un clima caldo e familiare ha accompagnato l’intera giornata, raccontando attraverso sorrisi e abbracci l’importanza dei legami costruiti in un secolo di vita.
“Sei cuore, sei vita, sei casa”: queste le parole scelte dai familiari per descrivere Onorina, mamma e nonna che ha saputo trasmettere un grande senso di unione, rispetto e amore per la famiglia.
A rendere omaggio alla centenaria non è mancata la presenza del sindaco Robertino Paoloni, che a nome dell’Amministrazione Comunale ha voluto testimoniare la vicinanza e la riconoscenza dell’intera comunità verso una cittadina che rappresenta un pezzo di storia del paese.
La festa per Onorina Ponzanesi non è stata soltanto la celebrazione di un numero, ma il riconoscimento di un patrimonio di esperienze, sacrifici e affetti, simbolo di una comunità che sa ancora fermarsi, celebrare la vita e riconoscere il valore delle proprie radici.
Il cuore pulsante della costa maceratese si prepara a battere più forte. Sabato 7 febbraio, alle ore 17:00, prenderà ufficialmente il via "Civitanova in Love – La città si innamora", il palinsesto di eventi promosso dall’Assessorato al Turismo per celebrare San Valentino attraverso un format che unisce musica, spettacolo, letteratura e commercio.
L’atmosfera è già visibile lungo Corso Umberto I, dove l’accensione delle luminarie a tema ha segnato l’inizio simbolico di una settimana dedicata alla bellezza e alla condivisione. «Abbiamo voluto illuminare il centro come gesto identitario – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica – per valorizzare i nostri spazi come luoghi vivi di incontro».
Il primo appuntamento è fissato ai Giardini Sesto Bruscantini sabato pomeriggio. Sotto il titolo di “Selfie d’amore in musica”, il chitarrista Lorenzo Girelli accompagnerà l'intervento del filosofo Paolo Morbidoni, che proporrà una riflessione profonda sul valore delle relazioni. Per l'occasione, è stata allestita un'installazione a forma di cuore, punto iconico per le foto ricordo di cittadini e turisti.
Domenica 8 febbraio, alle 17:30, gli occhi saranno tutti puntati su Palazzo Sforza: la facciata del municipio si trasformerà in una tela digitale grazie a uno spettacolo di videomapping curato da PlayMarche e offerto dall’agenzia Saks.
Per tutta la settimana, fino al 14 febbraio, il commercio cittadino sarà protagonista con le "Vetrine d’Amore", iniziativa curata in sinergia con le associazioni Centriamo e Viviamo Civitanova.
Il culmine delle celebrazioni arriverà proprio nel giorno di San Valentino. Il pomeriggio del 14 febbraio si aprirà ai Giardini Bruscantini con il pianista Sam, per poi spostarsi alle 17:30 nella cornice del Teatro Annibal Caro, a Civitanova Alta. Qui, lo scrittore e influencer Francesco Sole presenterà il suo ultimo romanzo, “I giorni in cui ho imparato ad amare”, in un dialogo tra parole e note ancora una volta affidate a Lorenzo Girelli.
«Civitanova in Love è un progetto che unisce luoghi e linguaggi diversi», sottolinea l’assessore al Turismo Mara Orazi. L'ingresso all'evento conclusivo a teatro è gratuito, ma è vivamente consigliata la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite.
Urbisaglia – Una giornata all’insegna della storia, del fascino medievale e dell’integrazione culturale e linguistica quella vissuta recentemente a Urbisaglia, borgo marchigiano che ha aperto le sue porte a una delegazione d’eccezione: gli Allievi Ufficiali Piloti di Complemento (AUPC) e gli studenti stranieri del Centro di Formazione Aviation English (Cen.For.Av.En.) dell’Aeronautica Militare, provenienti dalle sedi di Potenza Picena e Loreto.
Il percorso ha offerto un viaggio attraverso i millenni: dai fasti romani alla Rocca medievale. La visita è iniziata nell’area archeologica di Urbs Salvia, dove il gruppo ha potuto ammirare il Criptoportico e l’Anfiteatro romano, per poi dirigersi verso il centro storico e la Rocca, simbolo di potenza architettonica che domina la valle del Fiastra. Per gli allievi piloti e gli studenti stranieri, la passeggiata tra reperti e camminamenti di ronda è stata un’occasione unica per conoscere un territorio che unisce bellezza paesaggistica e rigore monumentale.
Il sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, ha espresso grande soddisfazione per la visita, sottolineando l’importanza dell’accoglienza: “È un onore ospitare i futuri piloti dell’Aeronautica Militare e giovani provenienti da altre nazioni. Vedere le nostre bellezze storiche diventare teatro di formazione e scambio culturale ci riempie di orgoglio e conferma come il patrimonio di Urbisaglia sia una risorsa viva, capace di dialogare con istituzioni prestigiose e internazionali”.
La giornata ha avuto anche una valenza didattica. L’iniziativa si inserisce nel percorso di lingua inglese specialistica aeronautica che i partecipanti stanno seguendo presso le sedi di Loreto e Potenza Picena. Grazie alla metodologia della full immersion linguistica, la visita culturale si è trasformata in un vero e proprio laboratorio pratico: gli allievi hanno consolidato le proprie competenze comunicative interagendo direttamente con gli studenti stranieri. Come sottolinea Leonardo Catucci, l’approccio permette di potenziare la conoscenza della lingua in contesti reali, fondamentali per la futura carriera internazionale dei piloti.
Saper intervenire con lucidità in caso di emergenza non è solo una competenza tecnica, ma un vero e proprio atto di civismo. Lo hanno imparato ieri, lunedì 2 febbraio, circa 90 studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado "Luigi Pirandello" (I.C. Via Regina Elena), protagonisti di una mattinata intensa dedicata alle manovre salvavita.
L'iniziativa, denominata "Cuori battenti", è stata curata dal Centro di Formazione SoccorriAmo (realtà di IRComunità) con l'obiettivo di trasformare i giovanissimi in "sentinelle della vita", capaci di attivare correttamente la catena del soccorso e utilizzare i defibrillatori (BLSD).
La dirigente scolastica, Rita Fazio, ha accolto con entusiasmo il progetto, sottolineando come l'istituto debba essere il luogo centrale per formare cittadini consapevoli e pronti a giocare un ruolo attivo nella società. Un concetto ribadito anche dall’assessorato ai Servizi Educativi e Formativi del Comune di Civitanova Marche, che ha sostenuto con forza l'evento.
"Favorire la cultura della prevenzione significa educare i giovani alla preziosità della vita altrui - ha dichiarato l’assessore Barbara Capponi, presente alla giornata di formazione -. Saper intervenire in sicurezza, conoscendo anche i fattori di rischio per il soccorritore, permette di essere pronti a manovre semplici ma decisive. Complimenti all’Isc Regina Elena e agli istruttori che hanno saputo coinvolgere i ragazzi con competenza e leggerezza".
Il mass training ha visto gli studenti cimentarsi in prove pratiche, guidati dagli istruttori di SoccorriAmo, che hanno fornito gli strumenti necessari per affrontare un'emergenza con competenza e senza panico. La riuscita dell’evento è stata possibile grazie al lavoro di squadra tra il corpo docente e il personale non docente del plesso "Pirandello", che ha curato i complessi aspetti logistici di un’attività così articolata.
Dopo un’attesa durata ben 33 puntate passate a fare il tifo per i colleghi, è arrivato finalmente il turno di Irene Polucci, farmacista di Sarnano, protagonista della puntata di questa sera di Affari Tuoi, il celebre "gioco dei pacchi" di Rai 1 condotto da Stefano De Martino.
Accompagnata dalla sorella Giulia, Irene ha vissuto una scalata entusiasmante, caratterizzata da una serie di chiamate fortunate che hanno rapidamente sfoltito il tabellone dei pacchi blu. La partita è entrata subito nel vivo con una situazione invidiabile: ancora in gioco quasi tutti i premi più alti, inclusi i 75mila, i 100mila e il ricchissimo premio da 300mila euro.
Il "Dottore" ha provato più volte a tentare la concorrente sarnanese, mettendo sul piatto prima un’offerta da 40mila euro e successivamente una da 30mila. Irene e Giulia, spinte da un tabellone ancora molto favorevole, hanno però deciso di rischiare, rispedendo le proposte al mittente e proseguendo la corsa verso i premi più prestigiosi.
La svolta cruciale è avvenuta a quattro pacchi dal termine. Con tre premi rossi e uno solo blu ancora in gioco, il Dottore ha proposto il cambio pacco ricorrendo alla scelta delle carte. Irene ha deciso di fidarsi dell'istinto e ha scambiato il suo pacco numero 1 (data di nascita del nonno) con il numero 14, legato alla figura della madre.
La fortuna sembrava sorriderle: Irene è approdata alla fase finale con una certezza assoluta, quella di avere tra le mani una vincita importante. Sul tabellone restavano solo due opzioni: 10mila euro o il colpo della vita da 300mila euro.
Davanti all'ultima, pesantissima offerta del Dottore da 80mila euro, la tensione è diventata insostenibile. Irene, tormentata dal dubbio e convinta che i 300mila euro fossero rimasti nel pacco del nonno (quello inizialmente assegnatole), ha scelto la via della prudenza, accettando l'offerta sicura.
La certezza è arrivata pochi istanti dopo, durante l'apertura del pacco numero 1 davanti alle telecamere, quello che teneva tra le mani a inizio puntata. Il pacco conteneva proprio il premio massimo di 300mila euro. Una conclusione, quindi, dolcissima per la farmacista sarnanese che torna a casa con una cifra importante, sebbene abbia visto sfumare per un soffio il sogno del "colpaccio" storico.
Era il 6 febbraio 1972 quando, presso la Balera di Pianello Vallesina, le vite di Liliana Mecarelli e Furio Severini iniziarono a intrecciarsi per non separarsi mai più. Furio, che all'epoca era un giovanissimo istruttore alla Scuola della Stradale di Cesena, approfittava delle domeniche libere per tornare a casa a Monteroberto e proprio in quella sala da ballo scattò la scintilla.
Tra timidi approcci e la scoperta di conoscenze comuni, come la parentela con zia Nunzia, vicina di casa di Liliana, ebbe inizio una storia che ha attraversato cinquant'anni di vita coniugale.
Il fidanzamento è durato quattro anni, fino a quando la coppia ha approfittato del cambiamento delle norme interne alla Polizia, che abbassò l’età minima per contrarre matrimonio da 28 a 26 anni. Appena un mese dopo il ventiseiesimo compleanno di Furio, il 1° febbraio 1976, i due sono convolati a nozze.
Dopo il matrimonio la coppia si è stabilita a Corridonia, comune dove la famiglia Severini risiede tuttora. La loro unione è stata allietata dalla nascita di due figli, Moreno (1977) e Maurizio (1986). Un dettaglio curioso lega quest'ultima nascita alla storia locale, poiché Maurizio è stato uno degli ultimi bambini nati nell’ospedale cittadino prima della chiusura definitiva.
Negli anni la famiglia si è allargata con l’arrivo delle nuore Maria Giovanna ed Eleonora e dei due amati nipoti, Matilda e Geremia, che oggi rappresentano il vanto di Liliana e Furio e il frutto di un amore solido e duraturo.
Furio ha concluso la sua onorata carriera nella Polizia di Stato con la qualifica di Ispettore Superiore e oggi, insieme alla sua Liliana, si gode la meritata pensione. Nonostante il passare degli anni, i due non hanno perso la passione che li ha fatti incontrare: ogni fine settimana continuano a frequentare le sale da ballo della zona, segno che quel primo incontro in balera ha lasciato un’impronta indelebile.
La loro storia rappresenta un esempio bellissimo per le nuove generazioni, testimonianza di come un legame nato quasi per caso possa trasformarsi in una solida realtà capace di resistere al tempo. A Liliana e Furio vanno i più sinceri auguri per questo straordinario traguardo dei 50 anni di matrimonio.
Il fascino senza tempo di Elcito, borgo settempedano noto come il “Piccolo Tibet delle Marche”, supera i confini locali e approda online su Turisti per Caso, uno dei portali di riferimento del turismo nazionale fondato da Syusy Blady e Patrizio Roversi, volti storici della televisione italiana.
L’approfondimento celebra Elcito come meta ideale per chi desidera staccare dalla frenesia quotidiana, definendolo un “prezioso regno di pace” dove corpo e spirito possono riconciliarsi. Arroccato su uno sperone di roccia a 821 metri d’altezza, alle pendici del Monte La Pereta, il borgo conquista per le sue case in pietra, le atmosfere sospese e i grandi silenzi che caratterizzano l’ambiente naturale circostante.
Turisti per Caso sottolinea diversi punti di forza del borgeo: la vista panoramica sulle colline e le montagne limitrofe, la storia di Elcito come fortificazione a difesa dell’abbazia di Valfucina e il forte legame con le tradizioni locali. Gli amanti delle escursioni possono scoprire numerosi percorsi immersi nel verde, mentre feste e rievocazioni permettono di degustare la cucina tipica e conoscere il folklore della zona.
La pubblicazione sul portale rappresenta un riconoscimento importante per il turismo di San Severino Marche e delle sue frazioni, confermando il valore culturale e naturalistico di Elcito. Non solo meta estiva per proprietari di seconde case, il borgo è simbolo di un turismo autentico e sostenibile, dove aria pulita e panorami suggestivi richiamano atmosfere che evocano addirittura il fascino dell’Oriente.
Una mattinata tra divise, gazzette e il fiuto infallibile di Hanima. Gli alunni della classe 2ª B della scuola primaria "Fratelli Cervi" hanno varcato oggi la soglia del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata per una lezione decisamente fuori dal comune.
L'iniziativa, svoltasi nella mattinata del 28 gennaio, ha permesso ai 18 giovanissimi studenti di conoscere da vicino il lavoro quotidiano dei militari. La visita è iniziata con la proiezione di un video istituzionale che ha illustrato, con un linguaggio accessibile, la struttura del Corpo e i compiti che la Guardia di Finanza svolge per la tutela della collettività e il contrasto agli illeciti.
Il momento più dinamico della giornata è proseguito nel piazzale del Comando, dove i bambini hanno potuto ammirare i mezzi del Nucleo Mobile. Grande curiosità per le autovetture di servizio e le dotazioni tecnologiche di bordo, ma il vero protagonista della mattinata è stato Hanima. Il cane antidroga dell'unità cinofila ha dato prova delle sue abilità in una simulazione di ricerca di sostanze stupefacenti, lasciando a bocca aperta alunni e insegnanti.
L’incontro non è stato solo un momento di svago, ma fa parte del progetto nazionale «Educazione alla Legalità Economica». Nato dal protocollo d’intesa tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il programma punta a seminare tra le nuove generazioni il concetto di valore delle regole e del bene comune.
L'obiettivo è diffondere la cultura della legalità fin dai banchi di scuola, facendo percepire le forze dell'ordine come alleati vicini al cittadino già in tenera età. Una lezione sul campo che i piccoli studenti della "Fratelli Cervi" difficilmente dimenticheranno.
Dopo 64 anni di lavoro, di racconti davanti allo specchio, di generazioni cresciute su quella sedia, Francesco Pazzelli posa le forbici e va in pensione. Si chiude così una pagina di storia di Caldarola, un punto di riferimento che ha attraversato decenni di cambiamenti, nel mestiere e nella vita del paese.
Pazzelli ha iniziato giovanissimo: era il 1958 quando muoveva i primi passi come apprendista a Caldarola, nella bottega del barbiere Manlio Ravaglioli. Quattro anni dopo, nel 1962, apre la sua prima barbieria in via Roma e nel 1969, alla cessazione dell’attività del suo maestro, si trasferisce in piazza Vittorio Emanuele, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta: un luogo diventato simbolo, dove per anni si sono incrociate storie e generazioni intere.
Professionista curioso e sempre attento all’evoluzione del mestiere, Pazzelli ha frequentato l’Anam, l’Accademia Nazionale di Acconciatura Maschile, conseguendo il diploma. Nel 1980 è diventato maestro acconciatore maschile e nel 1984 ha ottenuto l’attestato di riqualificazione professionale.
Ha partecipato a numerosi concorsi di acconciatura maschile e a festival di moda e colore, sia a livello provinciale che regionale, portando passione e competenza anche fuori dai confini caldarolesi. Nel 2013 è arrivato un importante riconoscimento: la medaglia d’oro della Camera di Commercio di Macerata, premio a una carriera fatta di grande dedizione.
La sua storia professionale si intreccia però inevitabilmente con quella di Caldarola, segnata anche da eventi difficili. Il terremoto del 1997 lo costringe a lasciare temporaneamente lo storico negozio sotto le logge e a trasferirsi lungo viale Umberto I. Ma l’11 novembre 2001 riesce a tornare a casa, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta. Un ritorno che sembrava definitivo, fino al nuovo sisma del 2016, che lo obbliga a trasferirsi ancora, questa volta in via Martiri di Montalto, nella zona industriale, sede dalla quale oggi arriva la pensione.
Ora Francesco Pazzelli lascia il testimone al futuro, e lo fa con serenità e soddisfazione: l’attività, infatti, sarà rilevata da un giovane. Una notizia che lo rende particolarmente felice, perché il mestiere del barbiere non è solo un lavoro storico: la barbieria è prima di tutto un luogo di incontro, di vita quotidiana.
L’augurio è che chi verrà dopo di lui sappia portare avanti questa attività con la stessa passione di Pazzelli, continuando a raccontare, tra un taglio e l’altro, la storia di Caldarola e delle sue generazioni.
"Senza più pelle, né capelli, quei ragazzi erano ancora vivi ma sembravano scheletri". Una frase durissima, una delle testimonianze più impressionanti emerse dopo il devastante incendio del locale Constellation di Crans-Montana, che restituisce la misura delle condizioni in cui versano molti dei giovani feriti sopravvissuti al rogo. Accanto alle cure salvavita e ricostruttive, resta infatti una necessità altrettanto profonda: restituire dignità, riconoscibilità e identità a chi ha visto il proprio corpo e il proprio volto stravolti.
È in questo contesto che si inserisce l’iniziativa solidale partita dalla Francia e diffusasi rapidamente in tutta Europa, alla quale ha deciso di aderire anche Anne Slivnitsona, titolare della parrucchieria Happy Family Style, in piazza dell’Unità a Tolentino. L’iniziativa prevede taglio e piega gratuiti per chi dona i propri capelli, destinati a un’associazione svizzera, la Rolph Ag, impegnata nella realizzazione di parrucche per le persone coinvolte nell’incendio.
"Ho visto sui social il post di una collega e mi ha colpita profondamente – racconta Slivnitsona –. Quelle immagini, quelle storie, mi hanno fatto pensare che poteva capitare a chiunque, anche a ragazzi della nostra età, ai nostri figli o nipoti. Così ho deciso di aderire senza esitazioni".
Nel salone di Tolentino chiunque lo desideri può donare una treccia di almeno 25-30 centimetri di capelli non trattati e in buone condizioni. In cambio, Anne Slivnitsona offre gratuitamente il servizio di taglio e piega, mettendo a disposizione professionalità e tempo per una causa che va ben oltre l’estetica.
"È un gesto semplice per chi dona, ma enorme per chi lo riceve – spiega –. I capelli, se il cuoio capelluto non è stato danneggiato, possono ricrescere; per molti dei feriti di Crans-Montana, invece, la perdita potrebbe essere definitiva. Una parrucca non è solo un accessorio, ma uno strumento per tornare a guardarsi allo specchio".
I capelli raccolti vengono inviati all’associazione svizzera che, una volta ricevute le trecce, le controlla, le pulisce e le seleziona in base a struttura e colore. La lavorazione è lunga e complessa: per realizzare una singola protesi capillare servono in media cinque o sei donazioni e diversi mesi di lavoro artigianale.
"Sto ricevendo tante richieste – aggiunge la titolare di Happy Family Style – da persone che non venivano in salone da tempo o che arrivano anche da fuori città. Questo dimostra che la solidarietà non ha confini. Non importa da dove si parte, ma dove arriva il gesto".
Un’iniziativa che, partita da lontano, ha trovato spazio anche a Tolentino, trasformando un salone di parrucchiera in un piccolo presidio di umanità. Perché, come sottolinea Slivnitsona, "ridare un’immagine significa spesso ridare anche un sorriso e una speranza".
Una vita intera dedicata al lavoro, alla famiglia e alla sua comunità: Pioraco si stringe con affetto attorno alla sua cittadina più longeva, Tullia Memè, che ha tagliato il traguardo dei 105 anni. Un compleanno straordinario che è diventato una festa per tutto il borgo.
Il sindaco Matteo Cicconi ha voluto omaggiare personalmente la signora Tullia, facendole visita per consegnarle un mazzo di fiori e una medaglia celebrativa, simbolo del riconoscimento ufficiale del Comune verso la sua "nonnina". Durante l'incontro, il primo cittadino ha letto un messaggio a nome di tutta la cittadinanza, esprimendo profonda "stima e riconoscenza per il valore umano e la preziosa memoria che una vita così ricca e significativa rappresenta per tutta la comunità".
Nonostante l'età record, la signora Tullia conserva una memoria nitida, testimone di un’epoca di grandi sacrifici. Ha iniziato a lavorare giovanissima, a soli 10 anni, trasferendosi a Roma come collaboratrice domestica. A 13 anni è tornata nella sua Pioraco per entrare in cartiera, il cuore pulsante dell'economia locale, dove è rimasta per gran parte della sua vita lavorativa. Proprio ricordando quegli anni, Tullia ha offerto uno spaccato delle fatiche del passato e delle disparità sociali del tempo: "Noi donne prendevamo molto meno degli uomini all'epoca", ha sottolineato, rievocando una realtà fatta di duro impegno e poche concessioni.
Oggi, quella forza e quella determinazione le sono valse l'affetto di un intero paese. "Tanti tanti auguri alla nostra concittadina Tullia per i suoi fantastici 105 anni! Buon compleanno da tutta la cittadinanza!", è stato il coro unanime guidato dal sindaco Cicconi, che ha voluto suggellare con la medaglia il primato di cittadina più anziana del comune. Un esempio di resilienza e di valori che continua a essere un pilastro fondamentale per la memoria storica di Pioraco.
Dopo il grande successo dello scorso anno con Occhi di FantaSanremo, cantata da Cristina D’Avena e arrangiata dal maestro Enrico Melozzi, il FantaSanremo presenta oggi una nuova sorpresa per gli appassionati. Esce infatti “Scapezzolate”, la sigla ufficiale del FantaSanremo 2026, firmata da TonyPitony, uno degli artisti più originali, ironici e imprevedibili della scena musicale italiana.
Il momento per il FantaSanremo è particolarmente caldo: a trenta giorni dall’inizio del Festival, il fantasy game registra già un incremento del 20% delle squadre rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche TonyPitony vive un periodo di grande visibilità: negli ultimi mesi si è affermato come fenomeno social e live, mescolando pop sofisticato, teatro musicale e comicità surreale. Il suo stile sopra le righe, i testi dissacranti e l’attitudine da entertainer totale lo hanno reso una presenza riconoscibile e amata nel panorama musicale italiano.
“Scapezzolate” racconta, nello stile unico di TonyPitony, la serata tipo di un fantallenatore davanti alla TV: dall’attesa spasmodica delle esibizioni, alle strategie dell’ultimo minuto, fino alle esultanze per i bonus e le delusioni per i malus. Un brano che cattura perfettamente lo spirito del FantaSanremo, trasformando il rito collettivo della visione in una vera festa musicale.
Il team di FantaSanremo racconta: «Durante la scorsa estate abbiamo scoperto le canzoni di TonyPitony e siamo rimasti subito colpiti dal personaggio. Dopo aver assistito ai suoi concerti, è nata una sintonia immediata che si è concretizzata con questa sigla, e chissà che non possano nascere altre collaborazioni».
Con “Scapezzolate” si torna a proporre un brano completamente inedito, dopo la prima sigla degli Eugenio in Via Di Gioia del 2023, “C’è un tam-tam”. Nella playlist delle sigle del FantaSanremo figurano anche Occhi di FantaSanremodello scorso anno e FantaSanremo – Official Anthem 2024, cantata da Naska.
Il video ufficiale di “Scapezzolate” è già disponibile sui canali social di FantaSanremo e TonyPitony e sarà presto ascoltabile su tutte le piattaforme digitali. Con questo brano, FantaSanremo 2026 si prepara a partire con una nuova stagione piena di ironia, energia e sana follia, confermando ancora una volta il suo carattere unico nel mondo dei fantasy game musicali.
Dal Trono di Spade alla massima espressione della forza reale. L’attore e atleta islandese Hafþór Júlíus Björnsson, celebre per il ruolo di Gregor “La Montagna” nella serie Game of Thrones, è stato tra gli atleti e imprenditori internazionali che in questi giorni hanno raggiunto Apiro per il business meeting organizzato da Panatta, leader mondiale nella produzione Made in Italy di attrezzature per il fitness e il bodybuilding.
Considerato unanimemente uno degli uomini più forti della storia, Björnsson vanta un palmarès straordinario: vincitore del World’s Strongest Man, più volte Europe’s Strongest Man, trionfatore dell’Arnold Strongman Classic e autore di numerosi podi internazionali nelle competizioni più prestigiose del circuito strongman. A questi successi si aggiunge il record mondiale di deadlift con 510 kg, una delle imprese di forza più iconiche di sempre.
Björnsson ha visitato gli stabilimenti produttivi, provato tutti i nuovi modelli di macchinari ed espresso grande apprezzamento per Panatta, riconoscendone la leadership mondiale nella biomeccanica articolare.
Accanto a Hafþór Júlíus Björnsson, erano presenti anche alcuni dei Panatta Ambassador: Rubiel Mosquera Olympian 20205, Yarishna Ayala, Olympian e influencer fitness da oltre 3,5 milioni di follower, Steve Weinberger, capo dei giudici della federazione NPC, tra le figure più influenti del bodybuilding professionistico e titolare della storica Bev’s Gym di New York, e Bob Cicherillo, World Champion conosciuto come The Voice, con 20 presenze come presentatore ufficiale del Mr. Olympia.
Tutti gli ospiti si sono allenati nella nuova palestra Il David Monteroberto e hanno soggiornato ad Apiro presso l’Hotel Eldorado, recentemente ristrutturato dalla famiglia Panatta.
Un business meeting che, grazie a Panatta, rafforza Apiro come fulcro internazionale del bodybuilding, dando al territorio una visibilità globale con un positivo impatto sulle attività commerciali.
Da Senigallia a MasterChef 15, portando con sé il profumo del pane buono e una storia tutta marchigiana fatta di scelte coraggiose, studio e passione. Protagonista è Francesca Casci Ceccacci, panificatrice artigianale e anima del panificio Pandefrà di Senigallia, chiamata come ospite speciale nella celebre trasmissione insieme ad Alessandro Frassica, patron di ‘Ino a Firenze, una delle paninoteche più iconiche d’Italia e ambasciatore del buon cibo italiano anche attraverso libri diventati veri e propri cult.
Marchigiana, laureata in Giurisprudenza all’Università di Bologna, dopo un master sul controllo alimentare e un’esperienza lavorativa in una multinazionale, Francesca decide di tornare a casa. A Senigallia riparte da un piccolo negozio, ma con idee chiarissime: fare pane artigianale di altissima qualità, utilizzando farine biologiche di piccoli produttori e collaborando con biologi nutrizionisti per offrire un prodotto sano, consapevole e contemporaneo.
Il talento non passa inosservato. Tra i primi a credere nel suo lavoro c’è Mauro Uliassi, tre stelle Michelin, che sceglie il suo pane per il proprio ristorante. Un riconoscimento che segna l’inizio di un percorso di crescita costante, alimentato da competenza, dedizione e creatività. È sua, tra le tante iniziative, anche l’idea della partecipatissima gara per la migliore pizza al formaggio marchigiana, diventata un appuntamento identitario molto sentito.
A MasterChef 15 Francesca ha raccontato la sua storia e il suo rapporto viscerale con il pane, riuscendo a ispirare i concorrenti.«Il pane è il mio amore. Ero una bambina molto irrequieta e mia nonna, una azdora romagnola, mi faceva sempre una fontanella di acqua e farina di fianco alla sua per tenermi calma», ha raccontato davanti alle cucine più famose della televisione.
E ancora: «Mi sono laureata in Giurisprudenza ma a un certo punto della vita ho capito che dovevo rimettere le mani in pasta. Non avrei mai pensato di trovarmi a fare il pane. Quello era il mio modo per comunicare con il resto del mondo. Il pane non è un oggetto: è un organismo vivente. L’importante è attivare tutti i cinque sensi. Il pane è attesa, pazienza e ascolto».
Nella prova dell’Invention Test, denominata "Pane&Panini", i concorrenti hanno dovuto realizzare il pane, lasciarlo lievitare per tutta la notte e, il giorno successivo, utilizzarlo per creare panini personalizzati, arricchendo gli impasti con polveri, olive, frutta secca e semi. Francesca ha mostrato tecnica e sensibilità, spiegando come ottenere una panificazione corretta:«Dovete comunicare con l’impasto. È come una relazione d’amore».
I concorrenti si sono detti colpiti dalla sua manualità e dalla capacità di trasmettere, in pochi gesti, una profonda competenza unita a una passione autentica. Il risultato è stato una prova ricca di interpretazioni interessanti, tra panini riusciti e altri meno convincenti, ma tutti carichi di personalità.
Al termine della puntata, Francesca Casci Ceccacci e Alessandro Frassica sono stati salutati dai giudici, con Chef Antonino Cannavacciuolo che ha voluto ringraziarli per «il profumo, i sapori e l’appetito che avete portato in questa cucina».
La partecipazione a MasterChef 15 rappresenta così molto più di una vetrina televisiva: è il riconoscimento di un percorso coerente, fatto di studio, scelte consapevoli e amore autentico per il mestiere. Attraverso il pane, Francesca Casci Ceccacci ha portato in prima serata un’idea di artigianalità che parla di territorio, filiera corta, tempo e ascolto, raccontando le Marche con un linguaggio universale fatto di profumi, gesti e memoria.
Un racconto che trova conferme autorevoli anche fuori dallo schermo: il Gambero Rosso ha dedicato ampio spazio a Panderà, definendolo una delle realtà più interessanti della panificazione artigianale italiana, capace di rifornire ristoranti d’eccellenza come quello di Mauro Uliassi e di costruire giorno dopo giorno un’identità forte e riconoscibile. Dalla bottega di Senigallia alle cucine più famose d’Italia, il pane di Francesca diventa così simbolo di una nuova generazione di artigiani: colti, consapevoli e legati alle proprie radici. Una storia marchigiana che profuma di futuro.
Le eccellenze dell'entroterra maceratese tornano a brillare sul palcoscenico internazionale della Fiera Sigep di Rimini. Il Giardino delle Farfalle di Cessapalombo è stato protagonista di un prestigioso riconoscimento consegnato all’interno dello stand NipFood, in occasione dell’evento "Celebrazione Nip per la cucina italiana nel mondo".
Il "Giardino delle Farfalle" è stato selezionato tra numerosi locali provenienti da tutta Italia come esempio virtuoso di attività capace di raccontare l’identità di un territorio attraverso il cibo e una precisa filosofia di lavoro, trasformando ogni pizza in un racconto sensoriale dei Monti Sibillini.
Nato come spazio dedicato alla valorizzazione della natura e alla sensibilizzazione ambientale, il "Giardino delle Farfalle" ha saputo evolversi negli anni senza mai tradire la propria missione originaria.
Nonostante le ferite del terremoto e le sfide legate allo spopolamento, i titolari Patrizio Guglini e Fabiana Tassoni (qui la nostra intervista) hanno scommesso sulla bellezza e sulla lentezza, investendo energie nella riscoperta di tradizioni e ritmi naturali che la frenesia moderna rischia di cancellare. Questa dedizione si riflette in un'esperienza gastronomica unica: al Giardino delle Farfalle non esiste un menù fisso, ma una condivisione di pizze preparate esclusivamente con ingredienti stagionali, espressione diretta della terra e dei suoi cicli.
A premiare la passione dei due titolari sono state figure di spicco del settore, tra cui Dovilio Nardi, presidente NipFood masterchef, e Antonio Sorrentino, celebre chef di Rossopomodoro, insieme a Matteo Giannotte e Matteo Nardi. Il riconoscimento premia la capacità di queste materie prime di narrare il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, confermando il locale come un vero punto di riferimento per l'educazione naturalistica e il turismo sostenibile, con un'attenzione particolare rivolta ai più piccoli e alla scoperta delle meraviglie del mondo delle farfalle.
Grande entusiasmo è stato espresso anche dall'amministrazione comunale di Cessapalombo. Il sindaco Giuseppina Feliciotti ha sottolineato come questo premio sia motivo di immenso orgoglio per un Comune che fa della natura e dei prodotti tipici il proprio punto di forza: "Il Giardino delle Farfalle è un esempio concreto di come passione, competenza e amore per il territorio possano generare valore e futuro". Il primo cittadino ha inoltre ricordato con ottimismo l'avanzamento dei lavori per la nuova struttura del centro, con l'augurio di poter restituire presto piena vita a questo luogo simbolo, pronto ad accogliere visitatori da ogni dove per continuare a raccontare l'anima più autentica dei Sibillini.
A distanza di oltre quarant’anni dal diploma, gli ex alunni della 5ª I di Ragioneria di Macerata, diplomati nel 1982, si sono ritrovati per una piacevole e sentita reunion, all’insegna dei ricordi, dell’amicizia e della voglia di stare insieme.
Il pranzo si è svolto nella splendida cornice dell’Azienda Agricola Moretti di Macerata, dove tra ottimo cibo, risate e racconti del passato, il tempo è sembrato tornare indietro ai giorni trascorsi tra i banchi di scuola. Un’occasione speciale per rivedersi, condividere esperienze di vita e rinnovare un legame che, nonostante gli anni, è rimasto forte. La giornata si è conclusa con la promessa di non aspettare altri quarant’anni per il prossimo incontro, perché certi rapporti e certi ricordi meritano di essere celebrati ancora.
Silenziosa, tecnologica e, soprattutto, amica dell’ambiente. La città di San Severino Marche accelera sul binario della sostenibilità con la piena entrata in funzione della nuova "Navetta Centro Urbano". Il servizio di trasporto pubblico locale, affidato a Contram Mobilità, sta già cambiando il volto degli spostamenti quotidiani di residenti e turisti, puntando tutto su un mezzo a impatto zero alimentato completamente a batteria che ha già riscosso un ottimo gradimento nelle prime settimane di sperimentazione.
Il protagonista di questo nuovo corso è un Karsan e-Jest, un veicolo che rappresenta l'eccellenza della micro-mobilità elettrica. Il cuore pulsante del bus è di derivazione Bmw i, la divisione elettrica del prestigioso marchio tedesco che fornisce il motore e le batterie ad alte prestazioni. Grazie a questa tecnologia, il mezzo garantisce un'autonomia media di circa 250 chilometri con emissioni di CO2 nulle e un rumore ridotto al minimo, caratteristica che lo rende ideale per l'attraversamento del centro storico e delle aree residenziali. Con una capacità di 20 passeggeri, il bus assicura il diritto alla mobilità per tutti grazie al pianale ribassato e a una pedana per disabili ad azionamento rapido.
Oltre all’efficienza tecnica, la navetta si distingue per una livrea originale che la trasforma in una vera e propria cartolina itinerante. Sulle fiancate sono state impresse due immagini simbolo del territorio: da un lato la maestosa Piazza del Popolo con i suoi monumenti, dall'altro la faggeta di Canfaito, emblema della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino. Il percorso della navetta è stato studiato per toccare tutti i punti nevralgici della città, collegando il centro storico all'ospedale, passando per le scuole e le principali aree residenziali fino a raggiungere le frazioni di Cesolo e Taccoli.
Questa scelta green non è un caso isolato per l'amministrazione comunale, che aveva già dato prova di sensibilità ecologica con l’acquisto di uno scuolabus full electric. Soddisfatta del risultato il sindaco Rosa Piermattei, la quale sottolinea come l’introduzione del nuovo mezzo sia un segno tangibile dell’attenzione verso la qualità della vita dei cittadini. Secondo il primo cittadino, la collaborazione con Contram ha permesso di mettere a disposizione della comunità un servizio moderno e confortevole che, soprattutto, dimostra profondo rispetto per il prezioso patrimonio monumentale e paesaggistico settempedano.
Una giornata intensa e ricca di emozione quella di giovedì 16 gennaio a Castelraimondo, dove la comunità si è stretta attorno alla signora Rosa Santalucia per celebrare un traguardo davvero straordinario: il centesimo compleanno.
Un evento che va oltre la dimensione privata e che diventa patrimonio collettivo, simbolo di memoria, valori e appartenenza. Per l’occasione, l’amministrazione comunale ha voluto testimoniare personalmente l’affetto e la vicinanza di tutta la città. Il sindaco Patrizio Leonelli, accompagnato dai consiglieri Fabrizio Calmanti, Paolo Cesanelli, Claudio Cioli e Costantino Mariani, ha fatto visita alla festeggiata, omaggiandola con un pensiero floreale e portando gli auguri ufficiali a nome dell’intera comunità castelraimondese.
«Festeggiare i 100 anni della signora Rosa – ha dichiarato il sindaco Leonelli – significa rendere omaggio non solo a una vita lunga, ma soprattutto a una vita ricca di valori, sacrifici e amore per la famiglia. È un esempio autentico e prezioso, in particolare per le giovani generazioni. Castelraimondo è orgogliosa di poter celebrare un traguardo così significativo».
Circondata dall’affetto delle figlie Patrizia ed Esperia e dei familiari, la signora Rosa si è mostrata lucida, sorridente ed elegante, partecipando con grande serenità al momento di festa. Nel corso dell’incontro ha ripercorso alcuni passaggi della sua lunga vita, rievocando ricordi di gioventù, esperienze di lavoro e momenti familiari, soffermandosi sul valore delle piccole cose e della semplicità quotidiana.
Con voce ferma e sguardo attento, la centenaria ha condiviso quelli che lei stessa definisce i suoi “segreti” per una vita lunga e piena: l’amore per la famiglia, il rispetto per gli altri, uno stile di vita sano e la capacità di affrontare le difficoltà con pazienza e gratitudine. Parole semplici, ma dense di significato, che hanno profondamente colpito tutti i presenti.
Un compleanno che diventa così momento di memoria collettiva e di orgoglio cittadino, nel segno di una donna che rappresenta un pezzo di storia della comunità. Castelraimondo celebra oggi la signora Rosa Santalucia con affetto e riconoscenza, augurandole di continuare a essere esempio di forza, saggezza e umanità.
Non c’è confine che possa fermare l’estro e i pedali di Giuseppe Dell’Orso, per tutti Peppe Cotto. Il macellaio visionario di Loro Piceno, pioniere dello show-cooking e ambasciatore instancabile della marchigianità nel mondo, è pronto per una nuova, incredibile impresa: questa volta la sua bicicletta punterà verso la Nuova Zelanda, per un viaggio che promette di unire sport, goliardia e alta norcineria.
L’obiettivo dichiarato, con il solito spirito istrionico che lo contraddistingue, è la conquista culturale dell'Oceania a colpi di gusto. «Oggi è il grande giorno - annuncia Peppe Cotto alla partenza -, tra poco l’etnia Maori conoscerà i vincisgrassi e il ciauscolo. Ma soprattutto scopriranno lo Scudo Piceno". E tra una pedalata e l’altra, non manca la battuta fulminante sul futuro dei simboli neozelandesi: "Lo Scudo Piceno verrà utilizzato come icona nelle maglie degli All Blacks e nelle vele di New Zealand per l'America's Cup", scherza il macellaio lorese.
Un’impresa del genere non si affronta da soli, e Peppe Cotto ha saputo aggregare intorno a sé una rete di sostenitori che incarna perfettamente il suo legame con il territorio e le sue esperienze internazionali. In prima fila c’è il "farmacista" Matteo Cecchi, sponsor d’infanzia e amico di sempre, insieme al supporto che arriva direttamente dalla Francia, dal locale "Le Bistrot du Havre" di Christelle a Pont-Audemer, dove Peppe ha lavorato lasciando il segno.
A garantire che il nome del Piceno risuoni anche agli antipodi ci sono eccellenze del settore vitivinicolo e gastronomico come le Tenute Murola e la Premiata Salumeria Meloni di Matteo Invernizzi di Abbiategrasso. Infine, non poteva mancare il sostegno istituzionale e affettivo: Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno, è stato definito da Peppe il suo «sponsor del cuore», a testimonianza di quanto l’intera comunità si senta rappresentata da questo ambasciatore "sui generis".
Non è solo un viaggio in bicicletta, ma l’ennesima performance di un uomo capace di trasformare la propria vita in un racconto itinerante. Dopo aver conquistato la Normandia e mezza Europa, ora tocca alla terra dei Maori scoprire che dietro quella divisa da ciclista batte un cuore intinto nel vino cotto e che lo "Scudo Piceno" è pronto a difendere i colori delle Marche anche dall'altra parte del mondo.
Sabato 17 gennaio, a partire dalle ore 19, il Cinema Italia di Macerata ospiterà la presentazione di “Girotondo”, cortometraggio di diploma realizzato dagli allievi e dalle allieve dei corsi Officine Mattòli (biennio 2024/2025). L’ingresso sarà gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.
Il progetto rappresenta il risultato collettivo del primo anno di formazione nei percorsi di filmmaking e recitazione cinematografica. Il corto si compone di otto scene indipendenti, ciascuna diretta da un allievo del corso di filmmaking, che insieme danno vita a un ritratto familiare attraversato da epoche diverse. A fare da filo conduttore è un’unica abitazione, spazio fisico e simbolico capace di garantire continuità emotiva e narrativa alle storie raccontate.
“Girotondo” è stato interamente girato nelle Marche, tra le colline di Monte Vidon Combatte, grazie alla collaborazione di Lorena Massucci e del Country House I Luoghi dell’Anima, che ha ospitato le riprese.
Alla proiezione saranno presenti la troupe e gli interpreti del cortometraggio, insieme alla regista Caterina Carone, docente di Officine Mattòli, che ha supervisionato la scrittura e le riprese. Carone è conosciuta dal grande pubblico per il film “I limoni d’Inverno”, interpretato da Teresa Saponangelo e Christian De Sica.
Gli allievi coinvolti nella realizzazione del progetto sono Anita Cerboni Bajardi, Lorenzo Salvucci, Giorgia Guazzaroni, Marco Romagnoli, Letizia Compagnucci, Alessandro Luciani, Rebecca Ambrosini e Maurizio Minestroni. Il cast comprende numerosi interpreti, tra cui Giorgio Vigilante, Antonio Cervigni, Mariabianca Peonia, Federico Monteverde, Donatella Laperchia, Alessandro D’Elia, Alessandro De Carolis, Martina Iacoponi, Sara Mancini, Lorenzo Chiericoni, Tommaso Accattoli, Lisa Capitani, Zarife Ibraimovska, Valentina Baldassarri, Miriam Sair, Carmen Sabrina Iacono, Veronica Virgili, Letizia Dignani, Francesco Vita, William Rozzi, Stefano Tosoni e Angela Damen.
La serata sarà anche un momento istituzionale, con la consegna dei diplomi agli allievi e la presentazione dei nuovi corsi di cinema Officine Mattòli, in partenza a marzo 2026 nelle sedi di Tolentino e Porto Recanati.
La realizzazione del cortometraggio rientra nel progetto “Ma(r)che Cinema! Tutta la produzione cine-audiovisiva Made in Marche dall’Academy allo Streaming”, cofinanziato dalla Regione Marche nell’ambito del bando Imprese Creative, con l’obiettivo di valorizzare la produzione cinematografica locale e sostenere il talento dei giovani registi marchigiani.