Immaginate di chiudere gli occhi a Porto Recanati e riaprirli su un jet privato tra coperte di cachemire, fiori freschi e passeggeri che governano pezzi di mondo. È la vita che ha vissuto Michela Gasparrini, portorecanatese doc, che ha lavorato per anni come assistente di volo executive negli Emirati Arabi per la famiglia reale. L’abbiamo incontrata per farci raccontare cosa si prova a vivere "tra le nuvole" del jet-set internazionale.
Michela, ci descrivi l'inizio di una tua giornata tipo?
"Trolley pronto, uniforme indossata e un ultimo tocco di rossetto. Quando arrivavo in aeroporto, sapevo che tutto doveva essere perfetto: la cabina del jet privato veniva tirata a lucido, i fiori dovevano essere in tinta con l’allestimento e le copertine in cachemire di Hermès adagiate con cura nella stanza da letto. Frutti rossi e macaron erano pronti vicino ai calici per il welcome drink. Non dimenticavo mai la musica del boarding suggerita dall’entourage: ogni dettaglio doveva far sentire Sua Altezza a casa".
È vero che le destinazioni restavano segrete fino all'ultimo?
"Sì, per motivi di sicurezza mi veniva comunicata solo poco prima del decollo. Una volta in volo i nostri compiti si dividevano: i piloti in cabina di pilotaggio ed io mi occupavo dei passeggeri. Il volo poteva durare otto ore, durante le quali servivo pranzo e merenda ordinati nei migliori ristoranti del mondo in base ai gusti dello sceicco. Avevo informazioni dettagliatissime: sapevo persino come preferiva l’acqua e quale profumo voleva che io indossassi".
Come si gestiscono i capricci di passeggeri così importanti?
"Bisogna essere sempre accondiscendenti, gentili e sorridenti, pronti a gestire imprevisti di ogni genere. Ricordo un volo di otto ore dove il passeggero aveva preso un sonnifero: abbiamo sorvolato la città di destinazione per più di un'ora in attesa del suo risveglio. Un'altra volta, sopra l’oceano verso Washington, il VVIP ha cambiato idea e siamo dovuti tornare a Londra. Quando si vola con donne e bambini i 'capricci' aumentano, ma si fa di tutto per accontentarli".
Si parla spesso di stipendi da favola e regali incredibili. È così?
"Lo stipendio era alto, ma la differenza la facevano le consistenti mance di migliaia di euro a volo e i regali in gioielli o orologi. Una volta, una sceicca particolarmente difficile creò molto scompiglio a bordo solo per fare un dispetto al marito; all'atterraggio ricevemmo un 2mila dollari di mancia ciascuna per scusarsi delle sue maniere".
C'è stato un momento in cui hai avuto paura o soggezione?
"Ricordo un volo verso l’Arabia Saudita al tramonto. Ero seduta in mezzo a cinque uomini arabi armati di fucili che parlavano solo arabo e facevano apprezzamenti su di me. Io, con un sorriso da ebete che cercava di trasmettere sicurezza, cercavo di non guardarli in faccia mentre ammiravo le torrette del petrolio che bruciavano altissime sotto di noi. Per fortuna avevo consegnato le loro armi ai piloti in cabina per sicurezza".
Cosa ti porti dietro di quell'esperienza oggi?
"Ero l’unica italiana in una compagnia VVIP, quindi spesso gli sceicchi mi cercavano per chiacchierare di moda, cibo o dell'Italia, lasciando alle mie colleghe straniere il servizio. È stato un periodo da sogno, una vacanza continua in un mondo di jet-set distante anni luce dalla nostra cultura, ma anche dalla vita degli arabi comuni. Un'esperienza che va ben oltre la semplice mansione di hostess".
Al polo museale di Pioraco, città della carta, prende forma una storia che affonda le sue radici nel Medioevo e arriva fino all’arte cartaria contemporanea. A raccontarla è Luisella Tamagnini, assessore alla cultura del Comune di Pioraco, che guida idealmente il visitatore in un viaggio unico nel suo genere. Non si conosce con certezza come la carta sia arrivata a Pioraco, ma si sa con precisione quando: nel 1264. A testimoniarlo è un documento conservato presso l’Archivio di Stato di Camerino, dove si legge chiaramente che in quell’anno la carta veniva già fabbricata a Pioraco.
Questa lunga tradizione è oggi racchiusa all’interno del museo, che ripercorre secoli di produzione cartaria attraverso immagini, strumenti ed esempi di filigrane. Si parte dalle più antiche, risalenti al Duecento e al Trecento, per arrivare a quelle moderne, estremamente elaborate e raffinate, vere e proprie opere d'arte. Un ruolo di grande rilievo è occupato dalle carte valori, come banconote e documenti ufficiali, dove la filigrana diventa elemento di sicurezza ma anche di altissimo valore artistico.
Tra gli esempi più significativi spiccano le filigrane incise da Luigi Casoni, incisore piorachese che lavorò presso il Poligrafico dello Stato. Le sue opere testimoniano l’eccellenza raggiunta da Pioraco nel campo della carta destinata a moneta, assegni, passaporti e documenti ufficiali utilizzati anche in paesi come Libia e Iran. Nel museo sono presenti anche filigrane artistiche in chiaroscuro, con raffigurazioni di papi, personalità politiche e figure storiche, realizzate da incisori celebri come Librari di Fabriano e Cilotti di Pioraco.
Proseguendo idealmente a ritroso nel tempo, si scopre che Pioraco non aveva una sola cartiera, ma numerose. Nel Settecento se ne contavano circa quindici o sedici, ognuna caratterizzata da un proprio simbolo distintivo inserito nella filigrana, utile a rendere riconoscibile e tracciabile la produzione. Questo sistema racconta non solo una storia industriale, ma anche un’organizzazione avanzata e consapevole della qualità del prodotto.
Le condizioni che resero Pioraco ideale per la produzione cartaria erano straordinarie. La posizione logistica, con il paese sviluppato in discesa, e la presenza di numerosi corsi d’acqua valsero al borgo il soprannome di "piccola Venezia delle Marche". L’acqua, di qualità eccellente e potabile, era fondamentale per la lavorazione della carta, così come la possibilità di sfruttare la forza delle cascate come energia motrice.
Il museo attuale è anche il simbolo della rinascita dopo il terremoto del 2016. Con il Comune inagibile, si è scelto di salvare e riallestire questa parte fondamentale dell’identità pioarachese, riorganizzando un’ala del precedente museo. Dopo un lavoro impegnativo ma affrontato con determinazione, il polo museale è stato riaperto il 26 ottobre 2018, due anni dopo il sisma.
Oggi il museo è visitabile, con prenotazione soprattutto nel periodo invernale, ed è considerato un patrimonio da tutelare e valorizzare. Visitare il Museo della Carta di Pioraco significa riscoprire un sapere antico che rischia di andare disperso in un'epoca in cui la carta sembra aver perso importanza. All'interno sono contenuti anche i macchinari storici per la fabbricazione della carta. Eppure, dietro ogni foglio, resta vivo quel saper fare artigianale, fatto di mani, acqua, ingegno e arte, che ha reso Pioraco un punto di riferimento nella storia della carta italiana ed europea.
Le colline maceratesi e il fascino dei borghi leopardiani si sono presi la scena nazionale nell’ultima puntata di "4 Ristoranti", la celebre sfida televisiva condotta da Alessandro Borghese, andata in onda in anteprima sui canali Sky e visibile da oggi "on demand" su Now Tv. Come avevamo già anticipato le riprese erano state realizzate nel marzo del 2025 (leggi qui).
A trionfare nel confronto dedicato alla migliore cucina contadina del territorio è stata la Country House ‘I Gelsi’ di Sambucheto. La titolare Francesca, visibilmente commossa al momento della proclamazione, ha saputo conquistare il titolo insieme al marito Pietro, portando alta la bandiera di un’accoglienza che affonda le radici nella vita di campagna e nella cura dei prodotti della terra.
Il viaggio dello chef Borghese tra le valli rigogliose della provincia ha messo in luce un patrimonio gastronomico fatto di sapori schietti e tradizioni secolari. Il percorso è iniziato da Recanati, dove Mirko, il carismatico "oste macellaio" dell’osteria-macelleria Poesia a tavola, ha proposto una cucina legata ai ricordi della nonna a pochi passi dalla dimora del Giovane Favoloso.
La gara si è poi spostata a Montecassiano alla Taverna San Nicolò, guidata dal giovane e ambizioso Alessio. Definito il "contadino innovatore", lo chef ha mostrato come la tradizione possa evolversi attraverso lo studio e la sperimentazione costante, supportato in sala dalla sua compagna.
Anche il centro storico di Macerata ha detto la sua con Jacopo del ristorante "L’infinito a tavola", che insieme alla moglie Valeria ha puntato tutto su una cucina emozionale, fatta di entusiasmo e memorie d'infanzia. La competizione è stata serrata e si è giocata su piatti iconici come i vincisgrassi e il coniglio in porchetta, ma il vero banco di prova è stato lo "special" della serata: il ragù di papera.
Questo pilastro della tavola maceratese ha permesso ai ristoratori di sfidarsi non solo sulla tecnica, ma sulla capacità di trasmettere l'identità rurale del territorio.
Tra una battuta e un brindisi a base di ciauscolo, la puntata ha offerto una vetrina d’eccezione per l’intera provincia, confermando quanto la cucina contadina sia ancora il cuore pulsante dell’economia e del turismo locale. A confermarlo anche l'assessore Riccardo Sacchi: "Sempre pronti a cogliere preziose occasioni di promozione della nostra meravigliosa città e delle sue eccellenze".
Pochi giorni dopo la sua partecipazione al celebre quiz televisivo La Ruota della Fortuna (LEGGI QUI), Luca Bartolini, calciatore dell’Aurora Treia, ha voluto condividere sui social l’emozione di due serate indimenticabili. Il 28enne di Falconara Marittima aveva conquistato i riflettori vincendo 130.000 € grazie alla sua abilità e a una buona dose di fortuna.
Nel post pubblicato sui social, Bartolini ha scritto: “Sono state due serate meravigliose, un’esperienza che auguro a tutti di fare almeno una volta nella vita! Ringrazio innanzitutto la produzione per avermi dato questa possibilità e per tutto il lavoro che fanno ogni giorno. Ringrazio di cuore Gerry Scotti e Samira Lui per l'empatia e le bellissime parole che hanno speso per me in queste 2 puntate. E infine, ma non per importanza, ringrazio tutte le persone che mi hanno seguito, tifato, gioito e pianto dall'emozione al momento dell'ultima busta".
Bartolini ha deciso di puntare tutto sull’ultima busta della “Ruota delle Meraviglie”, riuscendo a vincere il premio massimo e sorprendere il pubblico con la sua scelta coraggiosa. Il giovane calciatore ha spiegato chiaramente il motivo: un’opportunità unica da giocarsi fino in fondo, senza rimpianti: "In altro modo, mi scuso con tutte le persone che hanno pensato che non dessi valore ai soldi rifiutando un'importantissima cifra. In quel momento ho pensato di avere un'occasione unica nella vita e volevo giocarmela fino in fondo. Ho rischiato! In questo gioco bisogna essere un po' bravi ed avere tanta fortuna (altrimenti non si sarebbe chiamato così) e io ne ho avuta veramente tantissima”.
Un lupo è stato avvistato e fotografato nei pressi del quartiere di Montagnano: lo scatto, pubblicato sul gruppo Facebook Mondo Camerte, ha subito attirato l’attenzione degli utenti. Nella foto il lupo si aggira silenzioso nella natura innevata, regalando un’immagine suggestiva e carica di fascino.
Se da un lato qualcuno invita alla prudenza, dall’altro lo scatto trasmette soprattutto un senso di calma e rispetto, raccontando il distacco della natura dalla nostra quotidianità. Proprio in occasioni speciali come le nevicate di questa settimana, il paesaggio e i suoi abitanti tornano a ricordarci, con discrezione, la loro presenza.
Si è chiuso in un clima di grande partecipazione e festa il ricco calendario di eventi di "Quest’Anno il Natale è a… Camerino", grazie alla XXIV Festa del Torrone, andata in scena nel pomeriggio di ieri. A causa delle condizioni meteo avverse e della nevicata, la manifestazione si è svolta al Palazzetto Orsini del CUS Camerino, che ha accolto un pubblico numeroso e caloroso, riempiendo le tribune nonostante il freddo e il maltempo.
Appuntamento simbolo della tradizione camerte e tra i più attesi del periodo natalizio, la Festa del Torrone ha regalato alla città un finale coinvolgente, confermandosi momento di forte identità e condivisione. Protagonista assoluto il torrone di Casa Francucci, che ha raggiunto la misura record di oltre 230 metri, suscitando applausi e curiosità durante la tradizionale misurazione e il successivo taglio, tra l’entusiasmo del pubblico.
Alla manifestazione hanno preso parte il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, la presidente della Pro Loco Camerino Delfina Benedetti, Paolo e Arianna Attili di Casa Francucci, che hanno raccontato l’impegno e le caratteristiche dell’unico vero torrone marchigiano, e il presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli, a testimonianza dell’importanza dell’evento e della sinergia istituzionale che ha accompagnato l’intero programma natalizio.
A condurre il pomeriggio è stato Marco Moscatelli, affiancato dalla partecipazione speciale di Manila Nazzaro, ex Miss Italia e voce di Rai Radio 2, che ha portato l’energia dei microfoni nazionali nel cuore della festa. Il programma è stato arricchito dall’animazione del Centro Studi Danza Joy Dance e dalla premiazione del 12° Trofeo della Befana, organizzato dall’ASD Camerino-Castelraimondo.
«La Festa del Torrone è stata il degno epilogo di un Natale vissuto intensamente dalla nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Roberto Lucarelli –. Il bilancio è estremamente positivo: grande partecipazione, forte coinvolgimento delle associazioni e un’ottima risposta da parte di cittadini e visitatori. Camerino ha dimostrato di avere voglia di stare insieme e di valorizzare le proprie tradizioni».
Dimenticate il Capodanno in baita davanti al camino. Dimenticate i cenoni infiniti a base di lenticchie e zampone. Per l’avvocato Marco Battellini, maceratese di nascita, romano d'adozione ma "maceratissimo" nel midollo, il 31 dicembre ha avuto un solo sapore: quello del sale 'ghiacciato' e della pazzia pura.
Mentre i comuni mortali si infilavano la maglia di lana merinos, Battellini – storico titolare dello studio in via Tommaso Lauri a Macerata – ha deciso di svestire la toga per indossare il costume da bagno. Location del misfatto: la splendida (ma in questo caso ostile) Spiaggia Urbani di Sirolo.
Con una temperatura esterna di 5 gradi centigradi e un vento che avrebbe fatto tremare anche un pinguino imperatore, l'avvocato e un impavido compagno di sventure si sono lanciati tra i flutti. Un tuffo che non è stato solo un bagno, ma un vero e proprio rito propiziatorio per il nuovo anno.
Il passaggio dai tribunali capitolini alle acque gelide di fine anno è stato breve ma intenso. Chi lo conosce dai tempi di via Lauri sa che Battellini non è nuovo a simpatici "colpi di testa", ma questa volta ha superato il limite della giurisprudenza climatica.
Il video che segue documenta "l'impresa".
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Con l'arrivo del 2026 si chiude un capitolo importante. Dopo 25 anni di onorato servizio, la "Tabaccheria Edicola Dignani Daniela" abbassa la serranda, a Pollenza, per il raggiungimento della meritata pensione dei titolari.
Per un quarto di secolo, Daniela Dignani e Sante Consoli non sono stati solo dei commercianti. Sono stati il "buongiorno" col profumo della carta stampata, il sorriso dietro al bancone, i confidenti di una comunità intera. Hanno visto bambini diventare adulti e anziani cercare compagnia scambiando due chiacchiere mentre compravano il giornale.
A nome della famiglia, arriva un ringraziamento speciale a tutta la comunità pollentina e ai clienti storici che hanno accompagnato questo lungo viaggio. "È stato bello servire il paese per tutto questo tempo", fanno sapere i titolari, pronti ora a godersi il riposo dopo decenni di sveglie all'alba e impegno quotidiano.
Daniela e Sante colgono l'occasione per salutare tutti con un ultimo pensiero: "Chiudiamo questa bellissima avventura augurando a voi e alle vostre famiglie un sereno e felice 2026. Grazie di cuore per questi anni passati insieme".
Un saluto affettuoso a Daniela e Sante per questo traguardo, con l'augurio di una felice pensione da parte dei figli e di tutti coloro che hanno voluto loro bene.
Non poteva esserci modo migliore per brindare al nuovo anno. Roberto Vita, 35enne di Tolentino e dipendente della cooperativa agricola locale, ha chiuso il 2025 firmando un’impresa indimenticabile ad "Affari Tuoi". Sotto i riflettori di Rai Uno, accompagnato dalla compagna Gloria, Roberto ha giocato una partita magistrale, culminata in un finale da sogno.
Ad accompagnare Roberto in questa avventura c’era la sua Gloria, 26 anni, anche lei di Tolentino. La loro è una storia radicata negli affetti familiari: i due si conoscono da quando le rispettive madri lavoravano insieme, fianco a fianco, nella stessa fabbrica. Un legame che si è trasformato in un'intesa perfetta davanti alle telecamere, rivelandosi l’arma vincente durante tutta la scalata verso il premio finale.
Fin dai primi minuti, la fortuna sembra aver baciato il concorrente marchigiano. Roberto ha inanellato una serie di scelte fortunate, eliminando uno dopo l'altro i pacchi blu e proteggendo i premi più prestigiosi. Ma è nel finale che la tensione è diventata "thrilling".
Di tiro in tiro, Roberto e Gloria sono arrivati all'ultima battuta con una situazione da sogno, una rarissima combinazione win-win: sul tabellone restavano solo i due pacchi più pesanti, quello da 75.000 euro e quello da 100.000 euro. In un clima di festa totale, con lo studio trasformato in una pista da ballo e De Martino a festeggiare insieme a tutti i pacchisti, la vittoria era ormai certa, ma l'entità del bottino era ancora tutta da scoprire.
Di fronte all'ultima scelta del Dottore, Roberto ha deciso di rischiare il tutto per tutto. Aveva tra le mani il pacco numero 15, ma ha scelto di cederlo per prendere il numero 9, una cifra che per Gloria racchiude molteplici e profondi significati.
La scelta si è rivelata profetica. Quando Stefano De Martino ha finalmente scoperchiato il pacco, l'esplosione di gioia è stata incontenibile: nel numero 9 c'erano proprio i 100.000 euro.
Un trionfo che regala a Roberto Vita e alla sua Gloria non solo una cifra importante per il loro futuro, ma anche il titolo di protagonisti assoluti dell'ultima puntata dell'anno. Tolentino può festeggiare i suoi campioni: il 2026 inizia con il sorriso di Roberto e un pacco pieno di sogni realizzati.
Il giorno di Natale, a Monte San Martino, un tradizionale gioco di carte si è trasformato in un originale rito collettivo, capace di unire generazioni e rafforzare il senso di comunità. È nato così il “Mercante in Fiera monsammartinese”, una versione inedita del celebre gioco, dove al posto di simboli e figure astratte compaiono volti, soprannomi, luoghi e memorie che raccontano l’anima del paese.
Da anni i giovani del borgo si ritrovano per un grande pranzo natalizio, diventato nel tempo un appuntamento fisso che supera ormai i cento partecipanti, includendo anche partner arrivati da fuori e presto conquistati dalla forte identità locale. Quest’anno, però, l’idea è andata oltre il semplice convivio.
«Volevamo ritrovarci anche per giocare insieme durante le feste – spiega Luca Palombi, ideatore del progetto insieme a Mattia Recchioni – un modo diverso per celebrare il ritorno a casa di chi vive e lavora lontano, spesso anche all’estero».
Il cuore dell’iniziativa è il mazzo di 51 carte, ognuna delle quali racconta un frammento di Monte San Martino: personaggi del passato recente, luoghi identificati da toponimi tipici, monumenti, attività storiche e modi di dire che «solo chi ha vissuto qui può riconoscere», sottolinea Palombi. Tra le carte compaiono, ad esempio, lo storico sindaco Mauro Virgili, il polittico del Crivelli, le suore del monastero e tanti soprannomi entrati nel racconto collettivo del paese. Più che un gioco, un vero album di comunità.
La serata ha registrato una partecipazione così ampia da richiedere un’organizzazione a squadre. «Per permettere a tutti di giocare abbiamo dovuto rivedere il format», racconta Giovanni Peretti, frontman della band locale Se Docet e animatore della serata. Anche le regole del Mercante in Fiera sono state adattate: per conquistare le carte non bastava la fortuna, ma era necessario dimostrare di conoscere il paese attraverso quiz, prove e giochi, ribattezzati con ironia “cultura generale paesana”.
L’evento si è trasformato in uno spettacolo durato oltre tre ore, con Peretti a guidare il gioco tra racconti, imitazioni e aneddoti capaci di far rivivere personaggi e luoghi del paese. «È un modo per fare comunità – spiega – perché giocando così si mantiene viva la memoria e si rafforzano le radici».
La carta vincitrice è stata “Memi”, al secolo Ermete Conti, monsammartinese emigrato in Inghilterra e poi rientrato in pensione, portando con sé le storie raccolte a Nottingham.
Al di là del risultato, il senso dell’iniziativa è chiaro: «Volevamo un pretesto per ritrovarci e raccontare la nostra storia recente, per non disperdere un patrimonio di conoscenze fortemente identitario», conclude Palombi.
Un’esperienza destinata a non restare isolata: i giovani del paese, riuniti anche nell’associazione “Martinelli 603”, sono già al lavoro su nuove iniziative per continuare a coltivare relazioni, memoria e senso di appartenenza.
Il cuore delle Marche entra nelle case degli italiani grazie a una campagna di comunicazione senza precedenti. In questi giorni e per tutto il periodo natalizio, uno spot promozionale dedicato all’area interna dell’Alto Maceratese viene trasmesso all’interno dei programmi Rai più seguiti, nelle fasce orarie di massima visibilità.
L’iniziativa rientra nelle attività di marketing previste dalla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) ed è promossa dall’Unione Montana Marca di Camerino, soggetto attuatore della SNAI Alto Maceratese.
Da "Affari tuoi" a "GEO", passando per il Tg2 e le trasmissioni di Antonella Clerici, lo spot mira a raccontare un territorio autentico, ancora poco conosciuto, ma ricco di storia, paesaggi e tradizioni.
"Abbiamo voluto valorizzare il territorio e farlo conoscere a un pubblico ampio con l’obiettivo di accrescerne la notorietà a livello nazionale e intercettare nuovi flussi turistici interessati a un’offerta autentica, sostenibile e legata ai valori delle aree interne", spiega Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino.
Si tratta di una operazione mediatica inedita per l’area: "È un'azione mai fatta prima – prosegue Gentilucci – utile ad accompagnare la rinascita delle aree interne, che sono finalmente pronte ad accogliere i turisti che vorranno immergersi nel Cuore delle Marche". Un messaggio che guarda al futuro, puntando su un turismo consapevole e di qualità, capace di valorizzare le comunità locali e il loro patrimonio identitario.
A rafforzare ulteriormente la strategia di comunicazione contribuisce anche la realizzazione di un calendario fotografico dedicato ai 17 Comuni dell’area interna alto maceratese, che sarà distribuito nei prossimi giorni. Le immagini raccontano borghi, paesaggi ed eventi, offrendo uno sguardo unitario su un territorio variegato ma legato da una forte identità comune.
"Un ulteriore strumento di racconto del territorio – conclude Gentilucci – capace di mettere a sistema eventi, esperienze e identità locali in una visione condivisa di sviluppo turistico". Con televisione e immagini d’autore, l’Alto Maceratese si prepara così a presentarsi al grande pubblico, trasformando il Natale in un’occasione di rilancio e nuova attenzione nazionale.
Nel cuore del centro storico di Sant'Angelo in Pontano, sotto le suggestive volte dei sotterranei del teatro comunale “Nicola Antonio Angeletti”, prende vita una delle realtà culturali più affascinanti delle Marche: il Museo Tipologico del Presepe Cassese, una collezione permanente che racconta secoli di storia, arte e tradizione presepiale. Dal 2022 la raccolta è custodita in questo spazio grazie a un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale e seguito da Gianni Berarducci, consigliere comunale che ha curato l’allestimento insieme alla figlia di Domenico Cassese, storico collezionista.
«Questa collezione è stata proposta dalla figlia di Domenico Cassese», spiega Berarducci, «anche perché Sant'Angelo in Pontano ha da tempo la nomina di Paese dei presepi. Il paese è diventato famoso per il percorso espositivo che allestivamo ogni anno e, conoscendo il sindaco, è nata l’idea di creare una mostra permanente». Una proposta che si è concretizzata nel momento in cui la famiglia Cassese doveva lasciare l’abitazione che ospitava la raccolta, rendendo necessaria una nuova collocazione capace di valorizzarne il prestigio.
La scelta dei sotterranei del teatro non è stata casuale. «Il locale si adattava molto bene alla mostra», sottolinea Berarducci, «è stato completamente recuperato, rifatto con tutte le illuminazioni a led nelle bacheche e oggi la collezione è esposta in modo molto più pertinente e consono al valore che ha». Un allestimento che esalta ogni dettaglio e accompagna il visitatore in un viaggio tra epoche e tradizioni diverse.
Tra i pezzi più importanti della collezione spicca il celebre presepe di Matera, realizzato da «uno scultore molto famoso di Trapani», come racconta Berarducci, «ed è sicuramente uno dei pezzi più pregiati». Accanto a questo capolavoro, il museo conserva presepi e statue risalenti anche al Settecento, oltre a opere provenienti da numerose aree d’Europa. «Ci sono pezzi di Cesi, visto che Domenico era originario di quella zona», aggiunge, «ma anche presepi polacchi, napoletani, spagnoli e francesi. È una collezione davvero internazionale».
La figura di Domenico Cassese rappresenta il cuore pulsante di questo patrimonio. Nato a Brindisi nel 1908 da famiglia napoletana e vissuto tra Pollenza e Macerata, Cassese ha dedicato l’intera vita al presepe, trasformando una passione infantile in un percorso culturale di rilievo nazionale. Partecipò a convegni, mostre e scambi con collezionisti italiani ed esteri, arrivando a creare un vero museo tipologico nella propria abitazione, visitato da appassionati e scolaresche fino alla sua scomparsa nel 1997.
Oggi quella lunga storia continua a vivere a Sant'Angelo in Pontano, rafforzando l’identità di un borgo che, come ricordato anche dal sindaco Vanda Broglia, è conosciuto in tutto il centro Italia come “il paese dei cento presepi”. Un riconoscimento che trova nuova linfa proprio nella presenza della collezione Cassese, destinata a rimanere in dotazione al Comune per dieci anni.
La visita al museo è possibile su appuntamento durante la settimana, mentre nei giorni festivi l’apertura è prevista dalle 15:30 alle 19:30. Un’occasione preziosa per scoprire un patrimonio artistico e culturale unico, dove il presepe diventa racconto, memoria e identità condivisa.
Anche quest’anno, in occasione del Natale, l’associazione Li Matti de Montecò di Montecosaro unisce tradizione e solidarietà. Il gruppo folk ha aderito alla campagna di Telethon, sostenendo la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare.
La proposta è semplice e allo stesso tempo speciale: con un contributo di 15 euro, interamente devoluto alla Fondazione Telethon, sarà possibile ricevere un cofanetto contenente 15 cioccolatini a forma di cuore, tra latte e fondente, custoditi in eleganti scatole-scrigno con calamita, facilmente riutilizzabili. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Tradizioni Popolari, a sottolineare come il folklore possa essere strumento di identità e sensibilità verso cause nobili.
«Il folklore è molto più di una tradizione – spiega Monia Scocco, insegnante del gruppo – è identità, passione e forza collettiva. Quando questi valori si uniscono a una causa nobile come quella di Telethon, il risultato è straordinario. La comunità si mobilita e fa la differenza».
La promozione natalizia del gruppo conferma il dinamismo e la generosità che da sempre caratterizzano Li Matti de Montecò, presieduti da Claudio Scocco. Negli anni, l’associazione si è distinta per numerose iniziative solidali, come a favore dell’ospedale Salesi di Ancona, e domani, vigilia di Natale, il gruppo animerà per la prima volta una comunità per minori a Morrovalle.
Un esempio concreto di come tradizione e impegno sociale possano convivere, trasformando il folklore in occasione di solidarietà e partecipazione.
Traguardo importante per l'azienda CLC di Capecci Benito & C., storica realtà produttiva di Tolentino con sede in via Cristoforo Colombo, che in questi giorni ha celebrato 30 anni di attività, essendo stata fondata nel 1995.
A rendere ancora più speciale l’anniversario è stata la visita a sorpresa del sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, che ha voluto incontrare titolari e maestranze per consegnare una pergamena ricordo, simbolo di riconoscenza e vicinanza dell’amministrazione comunale a una realtà imprenditoriale in continua crescita.
L’incontro, semplice ma molto partecipato, ha rappresentato un momento di festa e condivisione per un’azienda che nel corso degli anni si è affermata nel settore delle lavorazioni in lamiera e ferramenta, specializzandosi anche nella realizzazione di mobili, letti e sistemi di allungamento per tavoli, distinguendosi per qualità e competenza.
I soci e i collaboratori hanno espresso un sentito ringraziamento al primo cittadino per la visita, definita inaspettata ma particolarmente gradita, sottolineando come il gesto abbia rappresentato una ricompensa simbolica per anni di lavoro e sacrifici. Un riconoscimento che ha rafforzato il senso di appartenenza e ha fatto sentire tutti parte integrante della comunità produttiva, non solo di Tolentino ma dell’intero territorio.
Un gesto semplice ma ricco di significato ha caratterizzato la mattinata di lunedì a Tolentino, dove i bambini dell’Asilo Nido "N. Green" hanno voluto consegnare un dono natalizio alla sezione di Tolentino dell’Associazione Nazionale Carabinieri, come segno di gratitudine per l’assistenza ricevuta durante l’attraversamento pedonale nel corso delle uscite didattiche.
Nel corso dell’anno, infatti, i piccoli, accompagnati dalle loro insegnanti, raggiungono periodicamente una libreria situata nelle vicinanze della scuola. Un tragitto che comporta l’attraversamento di una strada ad alta viabilità, rendendo necessario un supporto qualificato per garantire la sicurezza dei bambini.
Per l’occasione, il comandante della compagnia carabinieri di Tolentino, Giulia Maggi, insieme al presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Giuseppe Losito, ha incontrato i bambini e le educatrici per ricevere il grazioso omaggio preparato in vista del Natale.
A rendere l’incontro ancora più speciale è stato l’arrivo di una volante dei carabinieri, giunta con le sirene spiegate e con a bordo Babbo Natale, che ha regalato cioccolatini ai bambini e il tradizionale calendario dell’Arma dei Carabinieri alle educatrici.
Un momento di festa, educazione civica e vicinanza alle istituzioni, che ha saputo unire la magia del Natale al valore della sicurezza, della collaborazione e del rispetto, rafforzando il legame tra i più piccoli e chi ogni giorno opera al servizio della comunità di Tolentino.
L'aria si fa frizzante, immagino un profumo di pino e cannella che si diffonde per le vie del mondo. Il Natale è alle porte e con esso inizia la magica e frenetica corsa ai preparativi. Luci, candele, ghirlande e vischio sono ovunque.
Il Natale assume diverse forme a seconda del clima e della cultura. Feste estive in Australia ed Emirati Arabi, con Babbo Natale che arriva in spiaggia sul cammello. Renne e baite al nord d'Europa.
Su 195 Paesi nel mondo, più di 150 festeggiano il Natale come festa riconosciuta a livello nazionale. Gli ortodossi festeggiano a gennaio, noi il 25 dicembre. Anche i musulmani hanno il loro Natale, Mawlid al-Nabi, giorno in cui celebrano la nascita di Maometto, profeta e fondatore dell'Islam.
Il Natale viene associato a cibi tradizionali in ogni cultura: per i brasiliani e noi italiani il panettone fa da padrone, per i giapponesi il Kentucky Fried Chicken. Stati Uniti, Canada e America del Sud prediligono il tacchino.
A Mombasa in Kenia c’è il budino di zucca, in Portogallo il Bacalhau. Spagna, Cuba e Messico: maialino arrosto. Ma i nostri ristoratori della costa, come si stanno preparando alle feste? Sono andata a sbirciare in alcuni tra i più conosciuti.
Colmi di fiocchi, fiocchetti e palline, che fanno da cornice al classico albero di Natale, i locali riecheggiano con musiche festose alla Michael Bublé, evocando ricordi ed emozioni che si ripetono ogni anno. Luci soffuse, personale tirato a lucido, candele e calore (e calorie!).
A Porto Recanati, Attilio affonda le sue radici nel territorio e nel mare. Lo chef Gabriele propone per la vigilia una cucina tradizionale, un racconto di sapori riconoscibili e affidabili: medaglione di rana pescatrice, spiedini e risotto allo zafferano e radicchio, crostacei e guanciale. Il giorno di Natale, maialino al forno con maccheroncini di Campofilone al ragù di vitellina bianca.
Lo stellato Michelin 'Andreina', a Loreto, sempre maniacalmente attento ai dettagli, utilizza materie eccellenti e tecniche innovative che deliziano il palato e coccolano l’anima. Per questo Natale lo chef Errico Recanati propone un brodetto all’anconetana rivisitato, con lardo di bue inserito in un cono ardente: il grasso colato cuoce il baccalà direttamente in sala.Il ristorante Andreina ha inoltre realizzato un panettone artigianale con burro francese affumicato sulla brace.
St. Barth si prepara con un pranzo di Natale tradizionale, con cappelletti in brodo e lessi, ma stupirà con una serata “friendly”, tra drag queen e divertimento irriverente. A Civitanova, Otto Seaside rappresenta ricerca ed equilibrio, tecniche e contaminazioni internazionali, cucina fusion e un nuovo look che lo rende una realtà non solo estiva. Per la vigilia, propone gnocchi allo scoglio con pomodorini rivisitati. La nuova veranda con vista piscina è pronta ad accogliere e riscaldare gli ospiti anche nelle serate invernali.
Tutto è pronto, tutto è bello, ma permettetemi un pensiero personale. Oggi si rischia di perdere il vero senso del Natale: condivisione, solidarietà, famiglia. Senza retorica, pensiamo anche alla realtà del nostro momento storico: riavviciniamoci alla famiglia, a chi ha bisogno, anche con un semplice gesto. Ogni piccola goccia serve e, sì, ci farà sentire meglio.
Nonostante il consumismo odierno, sta a noi ritrovare l’essenza del Natale, ognuno a suo modo. Buon appetito e buone feste.
La magia del Natale ha incontrato il rombo della solidarietà in piazza del Popolo, nell’ambito del ricco cartellone di iniziative “Christmas Town”, promosso dal Comune e dalla Pro Loco. Per un pomeriggio la città di San Severino Marche ha vissuto ore indimenticabili grazie alla straordinaria incursione dei Babbo Natale in moto.
L’evento, nato dalla stretta collaborazione con l’associazione Help S.O.S. Salute e Solidarietà, è stato fortemente voluto da Cristina Carbini, che ha lavorato con dedizione per portare questa eccellenza solidale nella suggestiva cornice settempedana. Protagonisti assoluti i volontari dell’Asd Sorrisi e Motori di Fabriano, arrivati per regalare gioia ed energia ai più piccoli.
Il cuore pulsante del pomeriggio è stato il dono della mototerapia a tanti ragazzi speciali della comunità. Un’esperienza profondamente emozionante, capace di abbattere barriere attraverso il rombo dei motori e l’abbraccio della solidarietà. Sguardi e sorrisi hanno riempito la piazza di una felicità autentica, trasformando l’evento in un momento di crescita e condivisione per tutti.
La riuscita della manifestazione è stata possibile grazie a un lavoro di squadra eccezionale. Al fianco dei piloti hanno brillato i Nasi Rossi della “Valigia delle Meraviglie” che, con energia, anima e quella luce speciale che sanno portare ovunque, hanno creato insieme ai centauri un’atmosfera magica, fatta di empatia e sogni che prendono vita.
Sulla propria pagina ufficiale, l’Asd Sorrisi e Motori ha così riassunto l’emozione vissuta:«Siamo un gruppo affiatato, unito dalla mototerapia e dalla clownterapia, con una sola missione: regalare gioia, emozioni e speranza. A Natale tutto questo ha un battito in più, un’emozione che resta, un ricordo che profuma di felicità».
L’Amministrazione comunale esprime profonda gratitudine a Cristina Carbini, all’associazione Help, ai volontari di Sorrisi e Motori e alla Valigia delle Meraviglie: uniti, grati e felici per aver regalato a San Severino Marche un Natale che sa di vera umanità.
Lo scorso venerdì 19 dicembre Edilasfalti & C. Srl ha celebrato i 25 anni di attività con una serata di festa che ha riunito soci, collaboratori, partner e amici dell’azienda. All’evento erano presenti, tra gli altri, Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio Regione Marche, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il presidente dell’unione montana Alessandro Gentilucci, il sindaco di Bolognola Cristina Gentili e il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi, a testimonianza del forte legame tra l’azienda e il territorio.
Edilasfalti & C. Srl affonda le proprie radici in un passato lontano e ricco di significato. Era il 1964 quando Biagio Zeppa, con determinazione e spirito imprenditoriale, avviò la sua attività dando origine a una storia aziendale destinata a crescere nel tempo.
Negli anni Settanta la Ditta Zeppa Biagio intraprese un importante percorso di sviluppo, acquisendo i primi macchinari e specializzandosi nel settore delle infrastrutture e delle pavimentazioni stradali.
Nel corso dei decenni non sono mancati ostacoli, ma la caparbietà del fondatore ha permesso all’azienda di consolidarsi e guardare sempre avanti. Un momento chiave arriva il 19 dicembre 2000, quando il figlio Maurizio Zeppa entra ufficialmente in azienda, contribuendo con una visione lungimirante all’ampliamento delle attività e agli investimenti in mezzi d’opera sempre più moderni.
Nel 2017 la compagine societaria si arricchisce con l’ingresso di Giulia Lucarelli e Italo Pericoli, mentre nel 2019 Edilasfalti & C. Srl giunge alla terza generazione, con l’ingresso in azienda di Diego Scocchi e di Filippo Zeppa, nipote del fondatore e figlio di Maurizio.
Filippo guarda al futuro con la consapevolezza e l’orgoglio di un passato solido, portando avanti l’eredità familiare con impegno, passione e visione condivisa insieme a tutti i soci.
La serata celebrativa del 19 dicembre è stata l’occasione per ripercorrere il cammino dell’azienda, ringraziare chi ha contribuito alla sua crescita in primis tutti i collaboratori, e rinnovare l’impegno di Edilasfalti a operare con professionalità, qualità e attenzione al territorio anche negli anni a venire.
Aumenta il numero dei miliardari in Italia e cresce anche il valore complessivo dei loro patrimoni. Secondo l’ultima classifica Forbes, aggiornata a fine anno, sono 79 gli italiani con una ricchezza superiore al miliardo di dollari, cinque in più rispetto alla precedente edizione pubblicata ad aprile.
Nel complesso, il patrimonio totale dei super-ricchi italiani raggiunge 357,2 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 339 miliardi della scorsa primavera. In questo scenario di forte concentrazione della ricchezza, Diego Della Valle entra nella top 100 Forbes, risultando il primo imprenditore marchigiano presente nella graduatoria.
Al vertice della classifica dei più ricchi si conferma Giovanni Ferrero, presidente del gruppo Ferrero, con un patrimonio stimato in 41,3 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 38,2 miliardi di aprile. Un risultato che arriva dopo un anno record per il gruppo, che ha chiuso con 18,4 miliardi di dollari di fatturato, in aumento dell’8,9 per cento, e con l’acquisizione di Kellogg per 3,1 miliardi di dollari annunciata a luglio. Al secondo posto cresce anche la fortuna di Andrea Pignataro, fondatore del conglomerato Ion, con 36,9 miliardi, mentre rimane stabile al terzo Giancarlo Devasini, legato a Tether, con 22,4 miliardi.
Segue al quarto posto Francesco Gaetano Caltagirone con 9,8 miliardi, protagonista di un anno segnato dalle operazioni finanziarie che hanno coinvolto il sistema bancario italiano, mentre scende al quinto Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether, con 9,5 miliardi. La sesta posizione è occupata da Massimiliana Landini Aleotti, che con 8,1 miliardi resta la donna più ricca della classifica.
Subito dopo si colloca Piero Ferrari e famiglia con 7,6 miliardi, seguito dal gruppo degli eredi di Leonardo Del Vecchio, tutti all’ottavo posto con 7,5 miliardi ciascuno: Claudio, Marisa, Paola, Leonardo Maria, Luca e Clemente Del Vecchio, insieme a Nicoletta Zampillo e Rocco Basilico.
La top 30 prosegue con Giuseppe Crippa e famiglia con 6,9 miliardi, Paolo e Gianfelice Rocca con 6,1 miliardi, Giuseppe De’Longhi con 6 miliardi, Sergio Stevanato con 5 miliardi, Patrizio Bertelli e Miuccia Prada con 4,9 miliardi, fino ai grandi nomi dell’industria, della moda e del lusso come Renzo Rosso, Brunello Cucinelli, Remo Ruffini, Giuliana e Luciano Benetton, Isabella Seragnoli, Giorgio Perfetti e Fabrizio Di Amato, che chiude la top 30 con 3,1 miliardi di dollari.
Allargando lo sguardo alla graduatoria completa, Diego Della Valle si posiziona al 63esimo posto con un patrimonio di 1,4 miliardi di dollari. È il primo marchigiano presente nella classifica Forbes dei più ricchi, un dato che assume un valore simbolico in un elenco dominato da grandi dinastie industriali e finanziarie. La sua presenza conferma il peso di un’imprenditoria legata al made in Italy e alla manifattura di qualità, capace di competere su scala globale pur partendo da contesti territoriali meno rappresentati ai vertici della ricchezza nazionale.
Prima seduta ufficiale per il Consiglio comunale dei Ragazzi della città di Tolentino, che si è riunito per l’insediamento dando il via a una nuova esperienza di partecipazione democratica giovanile.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj, che ha ricordato le importanti finalità educative e civiche del Consiglio dei Ragazzi. Nel corso della seduta è stato quindi eletto Presidente del Consiglio Niccolò Gentili, mentre subito dopo la nuova Sindaca Rebecca Cingolani ha pronunciato la formula del giuramento, indossando la fascia tricolore passata dal sindaco della città Mauro Sclavi.
Come da tradizione, sono stati presentati anche i componenti della Giunta comunale dei Ragazzi, che hanno illustrato i rispettivi intenti programmatici: Leonardo Feliziani, Vicesindaco con delega allo Sport; Francesco Salvatori, Assessore alle Politiche Sociali; Marisa Singh, Assessore all’Istruzione; Nicolò Binotti, Assessore a Cultura, Spettacolo e Turismo; Paolo Ciclosi, Assessore al Territorio e alla Rigenerazione Urbana; Diego Annunziata, Assessore all’Ambiente e al Decoro Urbano.
Fanno parte del Consiglio comunale dei Ragazzi, in qualità di consiglieri, per le classi prime Andrea Pisani, Anita Ciliberti, Viola Mogliani, Jacopo Chahidi, Aurora Maiello e Angelica Tiburzi; per le classi seconde Matteo Marchetti, Ingrid Lemberg, Francesco Costantini, Aurora Fusari, Alessio Feliziani, Bianca Natalini, Niccolò Gentili e Leonardo Romagnoli; per le classi terze Benedetta Cicconofri, Francesco Losavio, Vito Vagni, Giulia Damiani, Giovanni Maria Bacaloni e Chiara Ceselli.
Alla seduta di insediamento hanno preso parte anche amministratori comunali, tra cui il Presidente del Consiglio comunale, il Sindaco Mauro Sclavi, diversi Assessori e Consiglieri, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni cittadine al percorso dei più giovani.
"Il Consiglio comunale dei Ragazzi è una grande dimostrazione di partecipazione democratica da parte dei nostri giovani, in controtendenza rispetto a quanto avviene nelle recenti elezioni", ha sottolineato il Presidente Alessandro Massi Gentiloni Silverj, esprimendo soddisfazione e gratitudine nei confronti della Dirigente scolastica Mara Amico e del corpo docente per l’organizzazione delle elezioni.