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Curiosità Pioraco

Pioraco e quel legame millenario e indissolubile: in un museo la storia della "città della carta" (VIDEO)

Pioraco e quel legame millenario e indissolubile: in un museo la storia della "città della carta" (VIDEO)

Al polo museale di Pioraco, città della carta, prende forma una storia che affonda le sue radici nel Medioevo e arriva fino all’arte cartaria contemporanea. A raccontarla è Luisella Tamagnini, assessore alla cultura del Comune di Pioraco, che guida idealmente il visitatore in un viaggio unico nel suo genere. Non si conosce con certezza come la carta sia arrivata a Pioraco, ma si sa con precisione quando: nel 1264. A testimoniarlo è un documento conservato presso l’Archivio di Stato di Camerino, dove si legge chiaramente che in quell’anno la carta veniva già fabbricata a Pioraco.

Questa lunga tradizione è oggi racchiusa all’interno del museo, che ripercorre secoli di produzione cartaria attraverso immagini, strumenti ed esempi di filigrane. Si parte dalle più antiche, risalenti al Duecento e al Trecento, per arrivare a quelle moderne, estremamente elaborate e raffinate, vere e proprie opere d'arte. Un ruolo di grande rilievo è occupato dalle carte valori, come banconote e documenti ufficiali, dove la filigrana diventa elemento di sicurezza ma anche di altissimo valore artistico.

Tra gli esempi più significativi spiccano le filigrane incise da Luigi Casoni, incisore piorachese che lavorò presso il Poligrafico dello Stato. Le sue opere testimoniano l’eccellenza raggiunta da Pioraco nel campo della carta destinata a moneta, assegni, passaporti e documenti ufficiali utilizzati anche in paesi come Libia e Iran. Nel museo sono presenti anche filigrane artistiche in chiaroscuro, con raffigurazioni di papi, personalità politiche e figure storiche, realizzate da incisori celebri come Librari di Fabriano e Cilotti di Pioraco.

Proseguendo idealmente a ritroso nel tempo, si scopre che Pioraco non aveva una sola cartiera, ma numerose. Nel Settecento se ne contavano circa quindici o sedici, ognuna caratterizzata da un proprio simbolo distintivo inserito nella filigrana, utile a rendere riconoscibile e tracciabile la produzione. Questo sistema racconta non solo una storia industriale, ma anche un’organizzazione avanzata e consapevole della qualità del prodotto.

Le condizioni che resero Pioraco ideale per la produzione cartaria erano straordinarie. La posizione logistica, con il paese sviluppato in discesa, e la presenza di numerosi corsi d’acqua valsero al borgo il soprannome di "piccola Venezia delle Marche". L’acqua, di qualità eccellente e potabile, era fondamentale per la lavorazione della carta, così come la possibilità di sfruttare la forza delle cascate come energia motrice.

Il museo attuale è anche il simbolo della rinascita dopo il terremoto del 2016. Con il Comune inagibile, si è scelto di salvare e riallestire questa parte fondamentale dell’identità pioarachese, riorganizzando un’ala del precedente museo. Dopo un lavoro impegnativo ma affrontato con determinazione, il polo museale è stato riaperto il 26 ottobre 2018, due anni dopo il sisma.

Oggi il museo è visitabile, con prenotazione soprattutto nel periodo invernale, ed è considerato un patrimonio da tutelare e valorizzare. Visitare il Museo della Carta di Pioraco significa riscoprire un sapere antico che rischia di andare disperso in un'epoca in cui la carta sembra aver perso importanza. All'interno sono contenuti anche i macchinari storici per la fabbricazione della carta. Eppure, dietro ogni foglio, resta vivo quel saper fare artigianale, fatto di mani, acqua, ingegno e arte, che ha reso Pioraco un punto di riferimento nella storia della carta italiana ed europea.

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