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La piaga dei servizi a pagamento “abusivi” su smartphone e telefonini continua incessante: la Polizia Postale rilancia l’allerta

La piaga dei servizi a pagamento “abusivi” su smartphone e telefonini continua incessante: la Polizia Postale rilancia l’allerta

I servizi a pagamento attivati abusivamente su smartphone e telefonini sono purtroppo un tema che ritorna ciclicamente nelle allerte che noi dello “Sportello dei Diritti” abbiamo rilanciato per invitare all’attenzione e per fornire consigli utili per evitare di cadere nella trappola o di uscirne, se incappati. Anche questa volta prendiamo spunto da un post della Polizia Postale pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale “Commissariato di PS On Line – Italia” che con lo screenshot di uno dei messaggi di questi servizi ricorda: “Vi ritrovate abbonati anche se non espressamente richiesto. Contattate il vostro operatore telefonico e chiedete la disattivazione dei servizi a pagamento e la restituzione del maltolto.”. Insomma, se ci troviamo il credito telefonico azzerato o addebiti per servizi non richiesti, è sufficiente contattare il nostro operatore telefonico per pretenderne la disattivazione e la restituzione di quanto indebitamente percepito dalle aziende che hanno attivato i servizi abusivi. Se non otteniamo il rimborso integrale di quanto dovuto, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si dovrà procedere con un reclamo formale contenente anche una diffida nei confronti della società telefonica e, in caso di mancata risposta o risposta insoddisfacente si potrà agire nei confronti del gestore previo tentativo obbligatorio di conciliazione innanzi al Co.Re.Com competente per regione o presso un organismo abilitato per la conciliazione in materia di servizi telefonici che ricordiamo essere:

  • Le Camere di Commercio;
  • Gli Organismi di conciliazione in materia di consumo di cui all'articolo 141 del Codice del consumo.
  • Gli Organismi di conciliazione paritetica costituiti, ai sensi dell'articolo 13, comma 2, del Regolamento di procedura per la soluzione delle controversie, dagli operatori di comunicazioni elettroniche con le associazioni di consumatori rappresentative a livello nazionale. Ad oggi, gli organismi di conciliazione paritetica iscritti nell'apposito elenco di cui all'articolo 13 - previa presentazione di apposita istanza di inserimento e verifica di conformità e aderenza ai principi di trasparenza, equità ed efficacia di cui alla Raccomandazione 2001/310/CE - sono: Fastweb S.p.A., PosteMobile S.p.A., TeleTu S.p.A./ OpiTel, TIM S.p.A., Vodafone Italia S.p.A., Wind - Tre S.p.A..
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