Cronaca

Ventenne maceratese in manette: aveva in casa un etto di hashish

Ventenne maceratese in manette: aveva in casa un etto di hashish

I militari della Stazione di Cingoli hanno tratto in arresto un giovane 20enne della provincia di Macerata per detenzione di stupefacenti. Questa mattina i carabinieri, come di consueto, hanno svolto un servizio nei pressi di istituti scolastici e luoghi di aggregazione giovanile, allo scopo di contrastare lo spaccio di stupefacenti. Un giovane, alla vista dei militari, ha cercato di allontanarsi in tutta fretta ma è stato subito bloccato: in tasca aveva due “spinelli” già confezionati e poco più di un grammo di hashish. I carabinieri hanno deciso di approfondire gli accertamenti recandosi nell’abitazione del giovane dove, dopo una accurata perquisizione, hanno trovato oltre un etto di hashish, alcuni grammi di marijuana ed una “riga” di “cocaina”. il giovane è stato posto agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo. i controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni

14/02/2018 20:02
Omicidio di Pamela, il Gip convalida gli arresti di Lucky e Awelima - FOTO

Omicidio di Pamela, il Gip convalida gli arresti di Lucky e Awelima - FOTO

Arresti convalidati per Desmond Lucky e per Lucky Awelima, i due nigeriani coinvolti nella morte di Pamela Mastropietro, che restano in carcere. Lo ha deciso il gip di macerata Giovanni Maria Manzoni. Awelima, 27 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Desmond Lucky, 22 anni, ha risposto alle domande, negando però su tutta la linea di avere a che fare con la morte della 18enne, il cui cadavere fatto a pezzi è stato trovato in due trolley nelle campagne di Pollenza il 31 gennaio. (Ansa)

14/02/2018 13:05
Morte di Pamela, gli inquirenti: "E' stato un omicidio efferato": oggi l'udienza di convalida dei fermi

Morte di Pamela, gli inquirenti: "E' stato un omicidio efferato": oggi l'udienza di convalida dei fermi

E' stato "un omicidio efferato" quello di Pamela Mastropietro, 18 anni, poi fatta a pezzi in un appartamento in via Spalato 124 a Macerata. Ora lo dicono apertamente gli investigatori che da oltre dieci giorni lavorano per ricostruire una vicenda inquietante. Le risposte del Ris, attese nel giro di una settimana, saranno decisive per attribuire eventuali responsabilità dei quattro indagati nigeriani, in particolare dei tre fermati per omicidio, vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e spaccio. Ciò che emerso finora, però, viene ritenuto già rilevante. Intanto il quarto indagato, a differenza degli altri, sta mostrando un atteggiamento "collaborativo". Finora è stato considerato quasi più un testimone che altro ed è indagato tecnicamente in modo da essere sottoposto ad accertamenti irripetibili. Il suo ruolo però sembra marginale, tanto che fonti investigative ammettono che non c'è molto di nuovo rispetto a ieri. Per Lucky Desmond, 22 anni, e Awelima Lucky, in carcere da sabato, la prova del nove la darà il gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni, chiamato oggi a convalidare i loro fermi. La decisione del gip potrà basarsi su un quadro più ampio di quello vagliato dopo l'arresto di Innocent Oseghale, 29 anni, residente nella mansarda di via Spalato, fermato il giorno stesso del ritrovamento del corpo. In quel caso il gip aveva escluso l'accusa di omicidio (di cui è ancora accusato) dalla convalida. Ma il responso preliminare del medico legale, ribadiscono gli inquirenti, indica che le due coltellate all'altezza del fegato e il colpo a una tempia riscontrati sul corpo sarebbero stati inferti quando Pamela era viva. L'esame istologico, di cui l'esito è atteso a giorni, dovrà cristallizzarne il verdetto. Gli investigatori ritengono di aver trovato tra i coltelli da cucina sequestrati nella casa anche quello con cui sarebbe stata finita la 18enne. Ma serve anche l'esito degli accertamenti tossicologici per capire se Pamela avesse assunto eroina e se avesse accusato un malore. Ieri sono stati completati i rilievi plantari e palmari sugli indagati, tra cui il quarto nigeriano la cui posizione sembra molto defilata. L'auto del camerunense è stata di nuovo oggetto di accertamenti. E la Procura ha affidato all'analista forense Luca Russo il compito di esaminare altri due telefoni, quelli di Awelima, bloccato a Milano mentre andava in Svizzera. La traccia dei telefonini e i contatti tra gli indagati collocano tutti in via Spalato il 30 gennaio. La 'scia' lasciata dal traffico dati e dagli applicativi social aiuterà a chiarire ruoli ed eventuali responsabilità. Tra le ipotesi c'è quella di un tentativo di violenza sessuale finita in tragedia, ma solo i risultati degli esami medico legali sui reperti potranno dare concretezza a questi sospetti. Quanto alle condizioni del corpo, sezionato in maniera 'professionale', gli investigatori non cercano un esperto di 'chirurgia'. L'ipotesi è che qualcuno degli indagati avesse competenze per farlo, nonostante avessero svolto lavori solo da artigiani, per esperienze maturate in patria. (Ansa)

14/02/2018 09:34
Crac Banca Marche, chiesto il processo per sedici persone

Crac Banca Marche, chiesto il processo per sedici persone

La Procura di Ancona ha chiesto il rinvio a giudizio di 16 persone tra ex dirigenti e revisori della vecchia Banca Marche (Bm), nel procedimento per il crac da un miliardo di euro dell'istituto di credito e della controllata Medioleasing. La decisione del gip Carlo Cimini arriverà entro marzo. Il giudice ha confermato Bm come responsabile civile. Le parti civili, tra cui Bankitalia, sono circa 2.800, tra obbligazionisti, azionisti e dipendenti, rappresentati anche da associazioni di consumatori. L'Unione nazionale dei consumatori (2.683 assistiti), tramite l'avvocato Corrado Canafoglia, ha chiesto un sequestro conservativo di beni per 180 milioni a carico degli indagati e della vecchia BM: mobili, immobili, crediti, quote societarie; e di ordinare a BM e indagati di produrre i contratti assicurativi per responsabilità verso terzi. Nelle prossime udienze, la prima il 27 febbraio, parleranno i difensori: per alcuni imputati potrebbe essere chiesto l'abbreviato. Sulle istanze il gip deciderà alla fine. (Ansa)

13/02/2018 18:08
Prime operazioni del nuovo Questore: controlli sulle strade e un arresto per droga

Prime operazioni del nuovo Questore: controlli sulle strade e un arresto per droga

Nell’ambito di un ulteriore impulso alla prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti sono state ulteriormente incrementate, con l’arrivo del nuovo Questore di Macerata dottor Antonio Pignataro, i servizi della Polizia di Stato volti ad un maggior controllo del territorio in guisa in particolare allo spaccio di droga. Nel contesto dell’intensa attività operativa svolta nella giornata di lunedì sono stati effettuati numerosi controlli che hanno coinvolto 355 persone e 252 veicoli. Durante la serata i poliziotti della Questura hanno tratto in arresto a Macerata un extracomunitario pluripregiudicato, perché trovato in possesso di un consistente quantitativo di sostanza stupefacente. L’attività svolta dalla Polizia Stradale di Macerata ha consentito di contestare 29 contravvenzioni al Codice della Strada.  

13/02/2018 17:18
Porto Recanati: quattro persone denunciate all'Hotel House per droga

Porto Recanati: quattro persone denunciate all'Hotel House per droga

Quattro i denunciati nel pomeriggio di ieri 12 febbraio a Porto Recanati. Tre di questi sono pakistani del 1989, trovati all'interno dell'Hotel House in possesso di strumenti per il confezionamento di stupefacenti, nonchè di 6 grammi di eroina e 20 grammi di sostanze da taglio. Sono stati denunciati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Sono tra l'altro risultati tutti e tre clandestini in quanto non in possesso del permesso di soggiorno. Durante gli ulteriori controlli è stato poi denunciato un uomo di Castelfidardo per mancato rispetto del foglio di via obbligatorio.

13/02/2018 12:58
Omicidio di Pamela, salgono a quattro gli indagati

Omicidio di Pamela, salgono a quattro gli indagati

C'è un quarto indagato, nigeriano, nell'inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro.    Riguardano anche lui (oltre ai tre connazionali già fermati), accertamenti tecnici irripetibili disposti dalla Procura di Macerata per le ipotesi di concorso in omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere. Il giovane è stato sentito tra venerdì e sabato dagli inquirenti a Macerata - ha riferito il suo legale Paolo Cognini - e sottoposto a rilievi palmari e plantari. Un tecnico verrà incaricato di una perizia sul suo cellulare per individuare conversazioni, messaggi inviati e ricerche internet.    La perizia, evidentemente, ha lo scopo di verificare la presenza del quarto indagato, che si trova a piede libero, nell'appartamento di via Spalato 124 dove, ritiene l'accusa, sarebbe stata uccisa e poi fatta a pezzi la ragazza il cui corpo è stato trovato in due trolley il 31 gennaio a Pollenza. Intanto è in corso un nuovo sopralluogo dei carabinieri del Ris nell'appartamento di via Spalato. (Ansa)

12/02/2018 18:18
Porto Recanati, sradicano un segnale per rubare una bici: denunciati in due per danneggiamento e tentato furto

Porto Recanati, sradicano un segnale per rubare una bici: denunciati in due per danneggiamento e tentato furto

Nel tardo pomeriggio di domenica, a Porto Recanati, sono stati denunciati un pakistano e un italiano per danneggiamento e tentato furto. I due, per tentare di rubare una bicicletta legata ad un palo della segnaletica stradale, hanno divelto lo stesso: grazie alla segnalazione alle forze dell'ordine da parte di un cittadino, sono stati colti in flagranza di reato. Le forze dell'ordine hanno inoltre denunciato il pakistano per detenzione di stupefacenti.

12/02/2018 13:50
I Ris tornano nella casa di Oseghale in via Spalato - FOTO E VIDEO

I Ris tornano nella casa di Oseghale in via Spalato - FOTO E VIDEO

Nuovo sopralluogo dei Ris questa mattina nell'appartamento di via Spalato dove si sarebbe consumato l'omicidio di Pamela Mastropietro.  Alla presenza degli avvocati difensori delle tre persone al momento indagate, i tecnici del Ris stanno nuovamente ispezionando la casa di Innocent Oseghale alla ricerca di ulteriori elementi da acquisire, in particolare dattiloscopici e biologici come confermato nella giornata di domenica dal procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio.    

12/02/2018 12:04
L'avvocato Giulianelli a La7: "Traini mai pentito". E in un servizio da Macerata interviste choc: "Doveva prenderci meglio!" - VIDEO

L'avvocato Giulianelli a La7: "Traini mai pentito". E in un servizio da Macerata interviste choc: "Doveva prenderci meglio!" - VIDEO

"Macerata è al centro del Paese": così Massimo Giletti questa sera a Non è l'arena, in una puntata tutta dedicata ai fatti che negli ultimi dieci giorni hanno sconvolto la città intitolata "macerata: le due paure". In collegamento diretto dal suo studio di via Lorenzoni c'era l'avvocato Giancarlo Giulianelli, difensore di Luca Traini.  Diversi gli ospiti in studio, fra cui Alan Friedman, Alessandra Mussolini, Pippo Civati, Nunzia Di Girolamo, Vittorio Feltri, Alessia Morani.  "E' vero" ha esordito Giulianelli "mi giungono attestati di solidarietà da tutta Italia. Mi sono dato una spiegazione che tutto sommato è banale: ritengo che il gesto compiuto da Traini è da condannare e mi sembra sia stato condannato da tutte le forze politiche. Ma tanta gente, manifestando questa solidarietà nelle forme più disparate, non fa altro che evidenziare un problema che esiste e che per tanto tempo una parte politica ha utilizzato a sua favore fomentando il malcontento e un'altra parte ha totalmente dimenticato. Il mio cliente non ha manifestato alcun segno di pentimento. Ha semplicemente detto che non si era reso conto di aver sparato verso una donna e si è detto dispiaciuto per aver raggiunto con un colpo questa signora. Nella sua ideologia le donne, gli anziani, i bambini, non devono essere oggetto di alcuna violenza". Prima del secondo intervento di Giulianelli, è andato in onda un servizio girato dalla troupe di La7 a Macerata nei giorni scorsi, dove sono emerse dichiarazioni a tratti sconvolgenti. "Ce duvìa 'cchiappà meglio. Io non so razzista però stanno a fà una rottura de..." dice una signora intervistata. E la gran parte dei commenti sono dello stesso tenore.  Quando Giletti incalza la Morani sul perchè il Partito Democratico non abbia aderito alla manifestazione di sabato, la risposta è netta: "non ci vedrete mai in piazze dove si inneggia alle foibe o dove si picchiano poliziotti. Il Partito Democratico è altro. Ci vedrete il 18 in una bella manifestazione pacifista. Noi abbiamo raccolto l'invito del sindaco di Macerata a fermarsi un attimo per dare il tempo a una città sconvolta di riprendersi". Giletti per qualche secondo fa anche riferimento alla mafia nigeriana e ai riti che potrebbero essere all'origine dell'omicidio di Pamela Mastropietro, poi la linea torna a Giulianelli che conferma come quello fra Traini e la Lega sia stato solo "un innamoramento estivo. Anche Luca mi ha confermato di essersi messo in lista a Corridonia come riempitivo. Il ragazzo mostra dei disturbi comportamentali evidenti a tutti e penso non si faccia fatica a riconoscere in lui un soggetto con delle problematiche che sono emerse in maniera eclatante col gesto che ha compiuto. Anche la sua vita passata dimostra la sua incapacità di intendere e di volere. In certe situazioni certe ideologie hanno fatto particolarmente presa su questo ragazzo. Quando sono con lui ho una sensazione di profonda tristezza perchè è un ragazzo sostanzialmente buono. Sto raccogliendo anche testimonianze sotto questo punto di vista. Puoò sembrare assurdo per il gesto che ha fatto, ma è un ragazzo con delle idee politiche particolari che nessuno ha mai pensato potessero sfociare in gesti come quello di Macerata". L'avvocato conferma anche che Traini ha portato un cero con l'effige di Mussolini nel punto in cui sono stati trovati i trolley contenenti i resti di Pamela.  Il successivo servizio parla della fiera delle armi di Vicenza. Anche qui vengono sentite alcune persone e una dice: "Traini ha sparato sette colpi e non ha ammazzato nessuno... andasse a giocare a calcio".

11/02/2018 22:23
Procurarsi la droga a Macerata? Facilissimo: la telefonata ad uno spacciatore su Radio24 - AUDIO

Procurarsi la droga a Macerata? Facilissimo: la telefonata ad uno spacciatore su Radio24 - AUDIO

Sulla facilità di procursarsi droga nelle nostre città, ormai ci sono pochi dubbi, data la quantità massiccia di stupefacenti circolanti, spesso denunciata dalle autorità e dalla presenza di folta schiera di spacciatori, non solo di "professione". Nell'ultima puntata della trasmissione radiofonica La Zanzara, andata in onda su Radio24, è stata trasmessa la registrazione di una telefonata ad uno spacciatore di colore di Macerata, probabile conoscente di Gideon Azeke, il ghanese ferito Luca Traini durante il suo folle raid. Dopo una prima telefonata in cui il pusher è molto diffidente per via del numero privato, ne segue una seconda, con il numero visibile, in cui con pochissime parole si riesce ad ottenere un appuntamento per comprare droga senza problemi. Il commento finale del conduttore è una desolante ammissione di quanto sia facile oggi procurarsi della droga, "di una facilità impressionante" e come dargli torto?

11/02/2018 16:37
"Le indagini sulla morte di Pamela non sono affatto concluse": parla il procuratore di Macerata Giorgio

"Le indagini sulla morte di Pamela non sono affatto concluse": parla il procuratore di Macerata Giorgio

L'indagine sull'omicidio di Pamela Mastropietro è tutt'altro che conclusa. E altri cittadini nigeriani sono stati interrogati perchè si presume coinvolti in questa vicenda. A parlare è il procuratore capo della Repubblica di Macerata, Giovanni Giorgio, che smentisce il fatto che le indagini sulla morte della diciottenne romana siano terminate dopo il fermo di altri due cittadini nigeriani. "Siamo in attesa di conoscere l’esito dei numerosi accertamenti di laboratorio - effettuati ed ancora da effettuare nei prossimi giorni - da parte del Ris dei carabinieri di Roma in relazione: - alle impronte rilevate ed ai prelievi biologici acquisiti all’interno dell’abitazione ove ragionevolmente si sono svolti i fatti per cui si procede, nella disponibilità dell’indagato Oseghale, attualmente sottoposto a misura carceraria; - alla comparazione dei dati acquisiti e da acquisire ancora nei prossimi giorni con i profili dattiloscopici e biologici di tutti gli indagati, di cui quelli sopraggiunti, dei due soggetti, ora sottoposti a provvedimento di fermo di indiziati di reato.. Si attendono inoltre" spiega il procuratore Giorgio "le risultanze definitive delle indagini in corso ad opera dei medici legali e dell’esperto in materia di tossicologia e degli esperti in materia di indagini telefoniche ed informatiche in materia di telecomunicazioni. Saranno sentiti anche altri testimoni. In particolare, si evidenzia che nella nottata tra il 9 e il 10 febbraio , l’esame dei primi dati forniti dagli esperti in materia telefonica consentiva innanzitutto di acquisire la ragionevole certezza che nella giornata del 30 gennaio scorso la persona che usava il telefono, di cui non si conosceva ancora minimamente l’identità, ma solo il nomignolo attribuitogli dagli altri coindagati, appariva essere stato presente con apprezzabile continuità temporale all’interno dell’abitazione dell’Oseghale e risultava altresì aver avuto – nella medesima giornata- apprezzabili contatti telefonici con gli altri indagati. Si acquisiva altresì consapevolezza del fatto che detta persona stesse progressivamente allontanandosi nella nottata verso la lombardia. A quel punto, il procuratore ha ritenuto necessario farlo localizzare, posto che la sua presenza fisica risultava indispensabile, ai fini delle ulteriori indagini anche di natura scientifica. Pertanto, in piena notte, ha deciso di attivare le opportune indagini al fine di controllare i movimenti dell’utilizzatore, allora ancora ignoto del telefono cellulare. Una volta ottenuta la ragionevole certezza che il soggetto si trovasse all’interno della stazione ferroviaria di Milano in partenza per altra località, tramite il Comando provinciale dei carabinieri di Macerata sono stati immediatamente avvertiti i carabinieri del Comando provinciale di Milano che è riuscito a rintracciarlo prontamente. D’intesa con la Procura di Milano, una volta fermato, il giovane, privo di documenti, è stato condotto presso il Comando provinciale dei carabinieri di Macerata, per la sua identificazione e sottoposizione a rilievi fotosegnaletici e biologici, in vista delle successive indagini di natura scientifica. Anche l’altro cittadino nigeriano già coinvolto - ancora a piede libero - nelle indagini, sulla base delle sopraggiunte risultanze investigative a suo carico, è stato sottoposto a rilievi dattiloscopici e biologici. Quindi, il procuratore, d’intesa con il sostituto procuratore contitolare delle indagini, ha deciso di procedere ad urgente interrogatorio di ambedue i cittadini nigeriani, in presenza dei rispettivi difensori, nonchè di sentire altri cittadini nigeriani risultati coinvolti nella vicenda. I due indagati hanno risposto alle domande loro formulate tramite interprete. Le indagini – svolte con la costante collaborazione dei carabinieri di Macerata - sono state accelerate e condotte necessariamente senza sosta di giorno e di notte, al fine di raccogliere elementi indiziari di rilievo probatorio consistente in danno dei due cittadini nigeriani, di cui appariva concreto anche il rischio di fuga. L’attività investigativa sinora svolta ha raggiunto risultati da ritenersi ancora provvisori, posto che gli accertamenti di natura scientifica hanno tempi fisiologicamente non brevissimi. Non è intenzione di questo ufficio seguire o acconsentire di fatto a procedure di giustizia sommaria più che mai in una vicenda così delicata. Colgo l’occasione" conclude il dottor Giorgio "per ringraziare quanti stanno cooperando con i il massimo impegno ad indagini obiettivamente molto impegnative".

11/02/2018 14:32
Passo di Treia, segano la serranda e abbattono la porta: colpo ai danni della tabaccheria in corso Garibaldi

Passo di Treia, segano la serranda e abbattono la porta: colpo ai danni della tabaccheria in corso Garibaldi

Colpo ai danni dell'edicola tabaccheria di Alberto Fiastrelli in corso Garibaldi a Passo di Treia. Una banda di malviventi, molto probabilmente professionisti per il modo in cui hanno agito, la notte scorsa ha prima segato la serranda della tabaccheria e poi ha abbattuto la porta riuscendo a penetrare all'interno. Un'operazione che ha richiesto sicuramente del tempo prima di essere portata a termine. Secondo una prima stima, il bottino complessivo ammonta a circa seimila euro. Le forze dell'ordine sono alla ricerca di testimonianze da parte di qualcuno che possa aver notato qualcosa, visto che la tabaccheria si trova su una via trafficata anche di notte, in modo particolare nel fine settimana. 

11/02/2018 14:03
Il criminologo Meluzzi: "La mafia nigeriana e rituali tribali dietro l'omicidio di Pamela" - VIDEO

Il criminologo Meluzzi: "La mafia nigeriana e rituali tribali dietro l'omicidio di Pamela" - VIDEO

Per il criminologo e psichiatra Alessandro Meluzzi non ci sono dubbi: dietro l'omicidio di Pamela c'è la mano della mafia nigeriana.  "Siamo di fronte a una criminalità pericolosissima" dice Meluzzi "una delle più pericolose del mondo. Forse anche più della mafia cinese. La povera Pamela, è stata attirata in una casa da un gruppo di spacciatori nigeriani, a mio modo di vedere sicuramente violentata e sicuramente uccisa perchè di certo non è morta di overdose anche se di questo non troveremo mai una prova, sezionata come ha detto il medico legale con una perizia che avrebbe richiesto ai medici ore e ore di lavoro con gli strumenti di una camera settoria. Credo che si sia trattato di un evento che purtroppo si collega a prassi che nella mafia nigeriana sono tutt'altro che rare, come ad esempio il cannibalismo rituale. Il fatto che manchino organi ha come ipotesi probabile che possano essere stati mangiati perchè mangiare organi della vittima è uno strumento per il mafioso nigeriano per acquisire forza, potere, coraggio, secondo delle pratiche rituali cannibaliche che fanno parte di sette come Black Axe".

11/02/2018 09:54
Civitanova, un'altra auto a fuoco nella notte

Civitanova, un'altra auto a fuoco nella notte

Un'altra auto a fuoco nella notte a Civitanova.  Intorno alle 3.15 di questa notte, i vigili del fuoco sono stati chiamati ad intervenire per l'incendio di una Smart in via Carlo Alberto Dalla Chiesa a Fontespina. Il punto in cui è andata a fuoco la Smart non è distante da quello dove un paio di giorni fa era stata data alle fiamme un'altra macchina. Molto probabile l'origine dolosa del rogo. Sul posto, per i rilievi di rito, anche i carabinieri.  (Foto di repertorio)

11/02/2018 09:30
Corteo antifascista, una manifestazione senza tensioni - FOTO e VIDEO

Corteo antifascista, una manifestazione senza tensioni - FOTO e VIDEO

15mila in strada contro il razzismo. La manifestazione di Macerata che ha visto sfilare in corteo cittadini di Macerata ma anche persone provenienti da tutta Italia, si è conclusa senza particolari tensioni. Tensioni che invece si sono state a Piacenza, durante la manifetsazione organizzata per protestare contro l’apertura della sede diCasapound. Alcuni manifestanti, armati di aste e sassi, hanno provato a forzare il cordone delle forze dell’ordine. Un gruppo di manifestanti del corteo antifascista di Torino, invece, si è staccato e ha lanciato sassi, bottiglie e una bomba carta contro le forze dell'ordine. L'azione, in via Luzzati, è stata bloccata con una carica di polizia al termine della quale è stato fermato un manifestante.  Il corteo di Macerata che ha sfilato lungo un percorso che dai Giardini Diaz è ritornato ai Giardini facendo il giro delle mura ha visto aderire tutti i partiti a sinistra del Pd. Oltre ai partiti le bandiere dell'Arci, quelle di Amnesty, il partito comunista dei lavoratori e gli ex rifondazione con Paolo Ferrero. Tra i manifestanti anche Sergio Staino e Adriano Sofri, l'ex ministro dell'integrazione Cècile Kyenge, Gino Strada presidente di Emergency Alle 17 il corteo è ritornato ai Cancelli e gli organizzatori hanno riferito che a partecipare fossero in 30mila. Foto di Giammario Scodanibbio, Tommaso Iraci e Dario Matteucci

10/02/2018 20:50
Per la Procura Pamela è stata uccisa: le indagini sono chiuse

Per la Procura Pamela è stata uccisa: le indagini sono chiuse

Salgono a tre i nigeriani fermati per la morte della giovane Pamela. Oltre a Innocent Oseghale, già arrestato, sono stati fermati il 29enne nigeriano bloccato ieri alla stazione di Milano e Desmond Lucky, già indagato insieme ad Oseghale. In particolare, i reati ipotizzati dalla procura di Macerata sono quelli di omicidio, vilipendio, occultamento di cadavere e concorso in spaccio di stupefacenti. Con i due fermi eseguiti "d'iniziativa della Procura della Repubblica di Macerata, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro, "riteniamo l'indagine chiusa". Lo ha detto all'ANSA il Procuratore Giovanni Giorgio. I provvedimenti cautelari dovranno poi essere convalidati dal gip. L'inchiesta, ha precisato il magistrato, "coinvolge tre indagati" ed "è chiusa". Ci sono "elementi significativamente rilevanti" che la morte di Pamela Mastropietro sia stata causata da un "omicidio volontario" nella relazione preliminare che il medico legale ha inviato alla Procura ieri sera. Lo rende noto la Procura di Macerata. Ora gli inquirenti, con l'ausilio anche di indagini tecniche e informatiche, stanno vagliando movimenti e alibi relativi a quel 30 gennaio, l'ultimo giorno di vita di Pamela che, dopo essersi allontanata il 29 gennaio dalla comunità di recupero Pars di Corridonia, era arrivata a Macerata e aveva contattato Oseghale per procurarsi la droga. Qui la vicenda si fa nebulosa. Nella sua seconda versione, il pusher ha sostenuto di essere salito in casa con la ragazza e Lucky che le avrebbe ceduto una piccola dose di eroina. Quando Pamela è andata in overdose, ha detto Oseghale, lui sarebbe scappato, trovando in seguito nell'abitazione le valigie con il corpo già sezionato. Desmond sostiene invece di non aver mai spacciato né di essere stato nella mansarda dove i Ris hanno trovato i vestiti di Pamela sporchi di sangue, tracce ematiche in cucina e su un piumone bagnato in balcone, oltre a grossi coltelli da cucina tra cui una mannaia. La sera stessa Oseghale, che aveva i trolley con sé, ha chiesto a un amico camerunense di accompagnarlo in auto a Pollenza. Il resto sono ipotesi. Pamela potrebbe essere stata stroncata dalla dose d'eroina dopo quattro mesi che non ne assumeva e poi ferita e fatta a pezzi per sviare le tracce. O potrebbe essere stata aggredita e uccisa in una colluttazione in casa. Ipotesi per ora non suffragate da prove, neanche di tipo scientifico. Gli interrogatori ancora in corso potrebbero fornire elementi utili alle indagini su una vicenda che ha ancora troppe zone d'ombra. Gli accertamenti tecnici, per i quali ci vorranno ancora dei giorni, serviranno in ogni caso a dare alcune certezze. (Fonte Ansa)

10/02/2018 19:10
In quindicimila in piazza contro razzismo e fascismo - FOTO e VIDEO

In quindicimila in piazza contro razzismo e fascismo - FOTO e VIDEO

Il corteo antifascista è stato aperto da uno striscione che non lascia spazio a repliche. "Movimenti contro ogni razzismo e fascismo". Tra i partecipanti ragazzi e ragazze ma anche gente adulta che ha deciso di manifestare il proprio pensiero. Tanti i migranti che hanno preso parte al corteo. Il percorso che dai Giardini Diaz torna ai Giardini facendo il giro delle mura è di circa tre chilometri. La partenza è stata libera dalle tensioni tanto temute nei giorni scorsi sia dalle autorità che dai commercianti e cittadini di Macerata. Fra gli slogan intonati dai manifestanti: "Ma che belle son le Foibe da Trieste in giù" cantata sulle note della celebre canzone della Carrà. Alla manifestazione hanno aderito tutti i partiti a sinistra del Pd. Oltre ai partiti le bandiere dell'Arci, quelle di Amnesty, il partito comunista dei lavoratori e gli ex rifondazione con Paolo Ferrero. Tra i manifestanti anche Sergio Staino e Adriano Sofri. Dalle stime, a manifestazione quasi conclusa, partiti in circa 3000, i partecipanti secondo gli organizzatori sono circa 15mila, circa 10mila per la questura.

10/02/2018 17:20
Morte Pamela, fermati altri due nigeriani - VIDEO e FOTO

Morte Pamela, fermati altri due nigeriani - VIDEO e FOTO

Sono stati fermati altri due uomini di nazionalità nigeriana per la morte di Pamela Mastropietro e il caso, stando a quanto detto all'Ansa dal Procuratore Giovanni Giorgio sarebbe chiuso anche se i provvedimenti cautelari dovranno essere convalidati dal Gip. Ai due uomini, Desmond Lucky , 22enne e Lucky Awelima, 27enne, usciti dalla caserma intorno alle 15 di oggi, sono stati contestati i reati di concorso in omicidio volontario, vilipendio, distruzione, soppressione e occultamento del cadavere e spaccio di stupefacenti. Entrambi negano la responsabilità. Oltre a loro ad essere indagato è Innocent Oseghale sottoposto a fermo la scorsa settimana. Le indagini hanno subito un'accellerazione perché nella notte scorsa gli inquirenti hanno avuto certezza del fatto che uno degli indagati (Awelina) si stava allontanando verso la Lombardia. Immediatamente attivato l’intervento dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano che hanno localizzato l'uomo presso la stazione ferroviaria centrale. Nel corso della serata di ieri il consulente medico-legale ha inviato una preliminare relazione con cui ha evidenziato elementi significativamente rilevanti a sostegno della tesi di delitto di omicidio volontario di Pamela. Durante la notte i due indagati sono stati sottoposti alla procedura di identificazione e quindi ad interrogatori urgenti durante i quali sono stati ritenuti sussistenti gravi indizi di reità a carico dei due indagati. Inoltre si è ritenuto concreto il pericolo di fuga. Per questo motivo il Procuratore della Repubblica di Macerata ha disposto il fermo di indiziato di delitto dei due per concorso in omicidio volontario, vilipendio, distruzione, soppressione e occultamento del cadavere.   (Foto di Tommaso Iraci)

10/02/2018 15:08
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