Perdono l’orientamento sulla riserva del Monte Canfaito e Monte San Vicino: recuperate due escursioniste. Nella mattinata di venerdì, le due giovani provenienti da una provincia limitrofa, dopo aver lasciato l'auto in località “Canfaito” del comune di San Severino Marche, hanno proseguito a piedi lungo i sentieri della “riserva naturale regionale del Monte San Vicino e Monte Canfaito” per un'escursione naturalistica.
Dopo qualche ora, a causa della nebbia e dell’approssimarsi dell’oscurità, hanno perso l’orientamento non riuscendo a trovare la strada per ritornare alla vettura. Le due giovani hanno, quindi, lanciato l’allarme contattando il numero di emergenza “112”.
Sono stati allertati e prontamente intervenuti i militari della Stazione carabinieri forestale di Cingoli, i quali, tenendosi in costante contatto telefonico, sono riusciti a individuare e raggiungere, verso le ore 20.30, le due escursioniste quando oramai si era fatto già buio. Dopo aver constatato le loro buone condizioni fisiche, hanno provveduto ad accompagnarle alla loro automobile, consentendo loro di far ritorno al proprio domicilio.
Un uomo di 77 anni è morto questa mattina in un incendio divampato mentre bruciava potature nel piccolo appezzamento di terra a ridosso della sua abitazione ad Ascoli Piceno, nel quartiere di Monticelli, in prossimità di via delle Genziane.
L'anziano, quando si è reso conto che le fiamme stavano interessando anche la secca vegetazione, allargandosi pericolosamente, ha cercato di spegnerle aiutandosi con una zappa; forse anche a causa del fumo inalato, il 77enne ha perso i sensi ed è finito nel rogo che lo ha ucciso.
Sul posto i vigili del fuoco di Ascoli che hanno domato le fiamme, il personale sanitario del 118 che non ha potuto far altro che constatare il decesso del pensionato. In corso accertamenti da parte della squadra volante della questura di Ascoli presente sul luogo della tragedia.
Aumento dei nuovi casi covid nelle Marche del 46,6% nella settimana dal 21 al 27 settembre, in cui si nota anche una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100mila abitanti (279). Lo evidenzia il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe.
Sono sotto media nazionale i posti letto in area medica (5,2%), mentre sono sopra media nazionale i posti letto in terapia intensiva (1,7%) occupati da pazienti Covid -19. La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino è pari al 12% (media Italia 10%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni temporaneamente protetta, in quanto guarita dal covid da meno di 180 giorni, pari al 2,7%.
La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto la terza dose di vaccino è pari all'11,3% (media Italia 11,2%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni guarita da meno di 120 giorni, che non può ricevere la terza dose nell'immediato, pari al 5,6%.
Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose è del 11,1% (media Italia 17%). La popolazione 5-11 anni che ha completato il ciclo vaccinale è pari 20,5% (media Italia 35,2%) a cui aggiungere un ulteriore 2,1% (media Italia 3,3%) solo con prima dose.
La Fondazione Gimbe fornisce anche l'elenco dei nuovi casi per 100mila abitanti dell'ultima settimana suddivisi per provincia: Fermo 358 (+50,9% rispetto alla settimana precedente); Macerata 349 (+54,8%); Ascoli Piceno 344 (+58%); Ancona 289 (+29,7%); Pesaro Urbino 278 (+60%).
La segnalazione è giunta intorno alle ore 20: due autovetture procedevano sulla strada provinciale 25 Cingolana percorrendo diverso senso di marcia, quando - per cause ancora in fase di accertamento - si sono scontrate in un violento frontale all'altezza dell'incrocio che porta verso Appignano. Contemporaneamente, giungevano nel medesimo punto del tratto stradale altri due veicoli, che fortunatamente sono riusciti a frenare in tempo evitando quello che rischiava di essere un tamponamento a catena.
Una volta avvisati, sono prontamente intervenuti sul posto le forze dei Vigili del fuoco e i sanitari del 118 che, una volta prestati i primi soccorsi, hanno ritenuto opportuno il trasporto in codice giallo verso l'ospedale di Macerata delle conducenti (due donne) rimaste coinvolte nel sinistro. Presenti anche i carabinieri per effettuare i rilevamenti e risalire all'esatta dinamica dei fatti. Il tratto interessato dal sinistro è stato momentaneamente chiuso al traffico.
È ufficiale: si svolgeranno sabato prossimo, primo ottobre, i funerali di Alika Ogorchukwu, il venditore ambulante nigeriano 39enne ucciso in strada a Civitanova Marche il 29 luglio scorso. Le esequie si terranno alle ore 14, nel chiostro di San Domenico a San Severino Marche. La conferma è stata resa nota poco fa dall'avvocato Francesco Mantella, che tutela e rappresenta i familiari di Alika.
L'uomo viveva a San Severino Marche con moglie e figlio ed era stato aggredito a mani nude, da Filippo Ferlazzo, operaio 32enne originario di Salerno, che lo aveva 'schiacciato' a terra procurandogli lesioni fatali, dopo che il nigeriano aveva chiesto insistentemente l'elemosina alla fidanzata di Ferlazzo. I funerali erano stati rinviati in più di un'occasione per via dei problemi legati all'arrivo dei fratelli dalla Nigeria.
La preside di un liceo classico di Ancona ha raccontato ancora scioccata l’episodio accadutole nel pomeriggio di lunedì, in piazza Roma, nella città dorica, mentre si apprestava ad uscire da una banca dove aveva fatto alcune commissioni: un nutrito gruppo di adolescenti l'avrebbe riconosciuta; al grido “quella è la preside del classico”. La dirigente scolastica avrebbe, quindi, rimproverato una ragazzina del gruppo per il contegno poco educato.
La reazione dei bulli è stata immediata: volgarità, provocazioni, urla di sfida, minacce alla malcapitata che non ha potuto fare altro se non rientrare nella banca da cui era uscita per proteggersi, mentre chiedeva l’intervento del 112.
Ancona, come molte altre città di tutta Italia, non è nuova a questi episodi. "C’è bisogno di una educazione emotiva, fatta di molto cervello e anche di cuore" scriveva solo pochi giorni fa sulla propria pagina Facebook "ACBS – Associazione Vittime Contro il Bullismo scolastico", associazione no profit sorta con l’intento di prevenire e contrastare la diffusione del bullismo, attraverso l’ascolto delle vittime e la sensibilizzazione a livello nazionale su questi temi, anche con l’organizzazione di eventi di divulgazione e formazione.
Quando parliamo di bullismo pensiamo alle prepotenze messe in atto da un ragazzino, “il bullo” o un gruppo di bulli nei confronti di un suo coetaneo, che causano alla vittima indicibile sofferenza e gravi danni psicofisici. L’episodio verificatosi lunedì riguarda un'ulteriore ed altrettanto grave forma di bullismo, consistente in minacce ed aggressioni proprio nei confronti dei docenti.
È inquietante vedere in costante aumento il numero di video in cui giovanissimi aggrediscono verbalmente, quando non anche fisicamente, i docenti, o i casi in cui pesanti insulti vengono rivolti agli insegnanti nelle chat di gruppo su Whatsapp. Non solo insegnanti: spesso anche le forze dell’ordine, gli autisti dell’autobus, i controllori del treno sono oggetto di tali gravi atteggiamenti.
Il problema secondo gli esperti è sociale: è venuto a mancare il concetto di rispetto, nei confronti di persone e ruoli. E allora quella “educazione emotiva fatta di molto cervello e anche di cuore” citata in apertura, potrebbe concretizzarsi su due fronti: da un lato insegnando al giovane le conseguenze a cui andrà certamente incontro, in primis giuridiche.
Dall’altro lato insegnando in famiglia, con l’esempio, il concetto di "rispetto", verso se stessi e verso gli altri, che dovrebbe essere valore fondante di ogni educazione ed elemento imprescindibile di ogni relazione sana. La prevenzione della violenza in ogni sua forma comincia ed è efficace quando, sin da piccoli, i bambini imparano a conoscere e obbedire alle regole e a riconoscere empaticamente l’altro ed il suo valore.
Lo multano per guida in stato di ebrezza e gli ritirano la patente, lui si vendica tentando di dare fuoco al comando dei vigili urbani senza, tuttavia, riuscirci. Gli agenti si trovavano all'interno del comando a Lucrezia di Cartoceto (Pesaro Urbino) e, appena hanno sentito odore di bruciato e visto il fumo che entrava dalla porta, hanno spento le fiamme.
Il responsabile del gesto, un 68enne del posto già agli arresti domiciliari per un precedente incendio doloso, è stato individuato subito grazie alle telecamere.
L'uomo aveva due permessi per uscire, un paio d'ore al mattino e un'ora al pomeriggio. Al mattino era stato multato e gli era stata ritirata la patente; nel pomeriggio ha provato incendiare il comando della Polizia locale.
Dopo esser stato denunciato a piede libero, è tornato in carcere per l'aggravamento della misura cautelare dei domiciliari a cui era già sottoposto. Il magistrato ha ritenuto che l'uomo fosse pericoloso e non più meritevole di permessi di uscita. Per questo deve tornare in prigione.
A 13 giorni di distanza dalla sera del 15 settembre, quando le piogge causarono ingenti danni nel Pesarese e le ondate di piena dei fiumi Nevola e Misa provocarono nel Senigalliese distruzione, 12 morti e tante persone sfollate, i soccorritori cercano ancora Brunella Chiù, 56enne di Barbara.
La donna era stata travolta dalla furia del Nevola nella zona di Coste di Barbara ed unica persona ancora dispersa: morì anche la figlia Noemi Bartolucci, 17 anni, i cui funerali si svolgeranno domenica prossima a Barbara, mentre l'altro figlio Simone, 23 anni, si salvò miracolosamente rimanendo aggrappato a una grossa pianta.
Coordinati dall'Unità comando locale dei vigili del fuoco a Barbara ci sono oltre 70 uomini in azione tra cui una cinquantina di vigili del fuoco, oltre a volontari di protezione civile e carabinieri, tra squadre di terra che perlustrano gli argini e sommozzatori dei Vigili del fuoco che scandagliano i fiumi.
Oggi saranno operativi anche i cinofili della Protezione civile. Le ricerche, attualmente, si stanno concentrando nell'area dove era stata ritrovata la Bmw Serie 1 bianca di Brunella, zona San Domenico di Corinaldo, e vicino al Ponte Burello; verifiche anche sul fiume a scendere in direzione di Senigallia. Un territorio molto vasto da controllare che rende problematiche le operazioni, difficoltose anche per i cumuli di detriti, vegetazione, alberi e fango che nascondono alla vista molti anfratti.
Le acque di Nevola e Misa erano esondate fino a diverse centinaia di metri dagli argini e il corpo, come nel caso del piccolo Mattia, trovato senza vita in un campo a circa 150 metri dal Nevola a Passo Ripe di Trecastelli e per il quale sono stati celebrati ieri i funerali a Barbara, potrebbe essere anche 'lontano' dai fiumi e magari essere rinvenuto in maniera "casuale".
È stato un risveglio "molto particolare" per Francesca Pallotto, residente in contrada Santo Stefano a Macerata. In piena notte, verso le ore 4, è stata protagonista di un incontro spiacevole con un animale selvatico.
Quest'ultimo, probabilmente un tasso, è riuscito a farsi strada nel giardino dell'abitazione dove ha aggredito il gatto della donna, provocandogli diverse ferite e escoriazioni.
Solo grazie alla prontezza della sua padrona il felino ha potuto evitare il peggio: Francesca, infatti, è riuscita ad intervenire cacciando via l'animale selvatico (riportando solamente un morso e pochi graffi) e portando il proprio gatto dal veterinario dove è stato sottoposto a cure antibiotiche.
Esplode bomba carta in via Pascoli: paura tra i residenti che scendono in strada. È quanto accaduto nella serata di lunedì, poco dopo le 23, a Trodica di Morrovalle lungo la via che congiunge lo svincolo della superstrada alla provinciale maceratese.
Il boato è stato avvertito dagli abitanti che hanno subito lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco. Non si sono registrati danni, ma solo tanta paura. Si tratta dell’ennesimo episodio nel Maceratese di bombe carta fatte esplodere nella notte in zone residenziali.
Pochi giorni prima, infatti, un ordigno simile era stato lanciato in via Omero a Civitanova. In quel caso erano rimaste danneggiate delle auto e i vetri di una finestra. Al momento gli investigatori propendono per un atto vandalico o una bravata, ma non si esclude alcuna pista.
Scontro tra furgoncino e auto: due feriti in ospedale. È quanto avvenuto, poco prima delle 12:20, lungo la strada Carrareccia, all'incrocio con via Metauro, a Macerata. Un furgoncino e un suv Volkswagen T-Roc sarebbero entrati in collisione frontalmente, sebbene sia ancora da chiarire l'esatta dinamica dell'incidente, la cui ricostruzione spetta agli agenti della polizia stradale.
Sul posto sono intervenuti prontamente i sanitari del 118, che hanno provveduto a prestare le cure del caso ai conducenti: alla guida dell'auto c'era una ragazza, mentre al volante del furgoncino un giovane di 19 anni.
Per i due feriti è stato necessario il trasferimento all'ospedale di Macerata per accertamenti, ma nessuno di loro si trova in gravi condizioni. Successivamente i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata si sono occupati della messa in sicurezza dell’area dell’intervento, operazione che ha richiesto la momentanea chiusura al traffico del tratto e inevitabili disagi alla circolazione stradale.
(Servizio in aggiornamento)
"Si precisa che, a differenza di quanto riportato, alla società non sono mai stati contestati costi fittizi per evadere le tasse né sono stati mai segnalati profili fraudolenti di evasione fiscale". Ad affermarlo è l'avvocato Paolo Stizza, legale della società operante nel settore delle vernici nella zona di Civitanova Marche che ha subìto un sequestro preventivo di 640mila euro per indebita compensazione di crediti d’imposta ricerca e sviluppo (leggi qui).
"Secondo l’Amministrazione finanziaria, semplicemente, il credito d’imposta non sarebbe spettante poiché i progetti agevolati non avrebbero i requisiti per qualificarsi quali investimenti nell’attività di ricerca e sviluppo nel senso previsto dalla norma - spiega l'avvocato Stizza in una nota -. Nel caso di specie, infatti, non è mai stata contestata l’effettività dell’attività di ricerca e sviluppo svolta dalla società ma solo la reale sussistenza dei caratteri di innovatività che la stessa deve avere per accedere all’agevolazione fiscale".
"È evidente, dunque, che si tratta di una controversia nata sull’interpretazione di cosa debba essere considerata attività di ricerca e sviluppo innovative e non certo sull’accertamento di costi sostenuti fittiziamente per evadere le tasse - aggiunge il legale -. Per completare il quadro si segnala che sino ad oggi la giurisprudenza di merito delle commissioni tributarie nazionali si è già espressa in maniera univoca a favore del contribuente in quanto ha ritenuto illegittimi gli accertamenti emessi dall’Agenzia delle Entrate che, nel merito di una questione così complessa e tecnica, non si è avvalsa di tutti gli strumenti a sua disposizione per verificare il carattere di innovazione della ricerca e sviluppo e decidere di conseguenza sulla corretta o indebita fruizione del credito".
"Si precisa, inoltre, che al momento l’Agenzia delle Entrate non ha ancora emesso alcun atto di accertamento, dovendo ancora, la società contribuente, interloquire con l’ufficio delle imposte ed, eventualmente, avviare il contenzioso tributario sulla (futura e ad oggi non formalizzata) contestazione fiscale" prosegue l'avvocato Stizza.
"In relazione alla questione penale da cui è derivato il sequestro in via cautelare delle somme, esso ha valore meramente temporaneo - precisa ancora -. La società si riserva in ogni caso di richiederne il riesame, così come si riserva di avviare il contraddittorio con l’Ufficio delle Entrate non solo allo scopo di dimostrare che l’attività di ricerca e innovazione sia stata - come è stata - effettivamente svolta, ma che abbia determinato significativi passi in avanti nell’offerta dei prodotti, in coerenza con l’attenzione all’ambiente che è una costante dell’attività della società".
"La misura cautelare deriva da verifica svolta dall’Agenzia delle Entrate nei confronti della società, attività che rientra in una più ampia campagna di controlli svolta 'a tappeto' dall'amministrazione finanziaria nei confronti, in sostanza, di tutte le società che hanno beneficiato di un credito d’imposta per ricerca e sviluppo per aver portato avanti progetti innovativi meritevoli di agevolazione - chiarisce il legale -. La società non è dunque l’unica destinataria di provvedimenti cautelari e di verifiche della Guardia di Finanza; di talché non si giustifica né la pubblicazione della notizia, né l’enfasi da cui è connotata".
"Anche in sede penale, l’esito delle indagini preliminari in casi analoghi ha portato all’archiviazione in quanto non sono stati riscontrati né il profilo soggettivo del dolo né la condotta fraudolenta, trattandosi di fatto di un’ipotesi di supposta evasione interpretativa. La Società, come è emerso, opera nel settore delle vernici, e l’attività di ricerca e sviluppo è stata da sempre un fattore di successo competitivo" conclude l'avvocato Stizza.
Uno scontro frontale ha visto protagoniste due autovetture nella prima mattinata, poco prima delle 9, lungo la ss 361, nella frazione di Rocchetta a San Severino Marche, in direzione Macerata. Sulla dinamica e sulle responsabilità del sinistro stanno lavorando i carabinieri che sono prontamente intervenuti sul posto regolando la circolazione nell'attesa della messa in sicurezza dei mezzi operata dai vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino.
Secondo una prima ricostruzione, una delle due vetture avrebbe messo in atto una manovra di sorpasso, andandosi a scontrare con il mezzo proveniente in direzione opposta. Nell'impatto una delle due auto è finita fuori dalla carreggiata stradale, nel campo adiacente.
Nessuna grave conseguenza per gli occupanti dei veicoli, ma molto spavento e ingenti danni alle vetture. Per i due conducenti - un uomo e una donna - è stato disposto il trasferimento, per accertamenti, al pronto soccorso dell'ospedale di San Severino Marche, in codice giallo.
Rimane fuori dalla stanza d'albergo, danneggia la hall e poi aggredisce i carabinieri. È successo la scorsa notte ieri notte a Montemarciano, dove un ospite di una struttura ricettiva ha seminato il caos finendo per essere arrestato.
Si tratta di un 35enne abruzzese è uscito dalla stanza ed è rimasto chiuso fuori, senza la chiave per potervi rientrare. Si è recato alla reception dove però non ha trovato nessuno e ha creato confusione e danneggiato alcuni oggetti.
Gli altri ospiti, spaventati, hanno chiamato i carabinieri che l'hanno trovato in forte stato di agitazione. Alla vista dei militari però la situazione non è migliorata.
Grazie a un dipendente, i carabinieri sono riusciti a entrare in camera dove è stato trovato anche un grinder per triturare marijuana: è scattata quindi la perquisizione della stanza, ma l'uomo ha opposto resistenza, aggredendo i militari che lo hanno bloccato: uno di loro ha però riportato lesioni a una spalla.
Il 35enne è stato arrestato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e portato in casa di un amico agli arresti domiciliari, in attesa dell'udienza di convalida davanti al gip di Ancona. Dovrà rispondere anche di danneggiamento e lesioni personali. È stato inoltre segnalato alla prefettura come assuntore di droga.
Camion finisce fuori strada a causa del cedimento del terreno. I vigili del fuoco sono intervenuti a Castel Sant’Angelo di Cingoli per il recupero di un autotreno che trasportava mangime per alimentazione animale.
Il mezzo, a causa il cedimento del terreno fangoso causato dalla pioggia, è finito fuori la sede stradale terminando la sua corsa su di un albero nella scarpata sottostante. Sul posto la squadra della sede centrale di Macerata con una autogrù ha recuperato il mezzo riposizionandolo in strada. Non si registrano feriti.
Avrebbe provato a scollegare alcuni cavi elettrici rimanendo invece folgorato a morte. Il tragico fatto è avvenuto nel pomeriggio di oggi in un’azienda agricola di Fabriano.
A perdere la vita, per quello che secondo gli investigatori sembra essere un incidente, un 65enne del Maceratese, Vitangelo Corvatta, ex autista e controllore Apm. Dopo la segnalazione da parte di alcuni presenti, sul posto si sono precipitati i soccorsi: gli agenti del commissariato di Pubblica sicurezza, il personale del 118 dell'ospedale Engles Profili e i vigili del fuoco del distaccamento di Fabriano. Allertata anche l'eliambulanza
Nonostante i tentativi dei sanitari di rianimare il 65enne, non c'è stato nulla da fare per salvargli la vita. L'area è stata messa in sicurezza, gli agenti del commissariato hanno eseguito i primi accertamenti e la salma è stata trasportata all'obitorio del presidio ospedaliero fabrianese.
Al momento non è chiaro se si procederà con l'esame autoptico o solo con l'ispezione cadaverica a cui conseguirebbe la pronta riconsegna della salma ai familiari per i funerali.
I finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche, in attuazione dell’intesa sottoscritta con le locali Procura della Repubblica e Agenzia delle Entrate, hanno sequestrato oltrw 640.000 euro, presenti su un conto bancario intestato a una società operante nel settore della fabbricazione di vernici, la quale era stata segnalata per il reato di indebita compensazione di crediti d’imposta.
La segnalazione del responsabile della società alla locale Procura della Repubblica deriva da un’attività, svolta dall’Agenzia delle Entrate di Macerata, nell’ambito della quale è emersa l’indebita compensazione di crediti d’imposta, superiori alla soglia di configurazione della fattispecie penale, maturati a fronte dell’indicazione, nelle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette, di elementi negativi di reddito qualificati illegittimamente come costi correlati ad attività di ricerca e sviluppo.
Instaurato il procedimento penale e assunta la direzione delle indagini, la Procura della Repubblica di Macerata ha proposto e ottenuto dal Giudice per le Indagini preliminari del locale Tribunale l’emissione di un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca di denaro o di beni che costituiscono il profitto del reato tributario, reperibili nel patrimonio della società e, solo in via subordinata, nella disponibilità del suo rappresentante legale.
Sono stati così delegati alla Compagnia di Civitanova Marche tutti gli ulteriori accertamenti indispensabili per una ricostruzione della capacità patrimoniale e finanziaria dell’impresa segnalata, e al termine degli stessi i finanzieri hanno sottoposto a sequestro preventivo le disponibilità liquide presenti su un conto bancario intestato alla società, pari a circa 640.000 euro.
L’attività cautelare delle Fiamme Gialle è stata effettuata in attuazione dell’accordo di collaborazione, sottoscritto a marzo del 2015, con la procura della Repubblica e la direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate, finalizzato a rafforzare, a tutto campo, la collaborazione istituzionale per contrastare le forme più gravi di evasione fiscale.
Droga e armi in casa: in manette un 34enne. Nel corso di controlli, nell’area montana dei Monti Sibillini, i carabinieri della stazione di Visso hanno tratto in arresto un trentaquattrenne nella vicina Ussita poiché trovato in possesso di un fucile calibro 12, delle relative munizioni, di due coltelli a serramanico e di dosi di cocaina, hashish e marijuana.
L’uomo, dopo un primo controllo effettuato di notte su strada, i militari della Compagnia di Camerino hanno esteso il controllo anche all’abitazione del giovane, dove hanno rinvenuto ulteriore stupefacente. Dopo le formalità di rito, il 34enne è stato posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.
Esplode bomba carta in via Omero e danneggia tre auto. È quanto accaduto nella serata di sabato, poco dopo le 23, a Civitanova Marche nel quartiere di San Marone poco distante da una scuola primaria.
Il boato è stato avvertito dai residenti e a restare danneggiate sono state tre vetture, parcheggiate nelle vicinanze, oltre ai vetri di un'abitazione. Qualche testimone avrebbe riferito di aver notato un’auto partire in tutta fretta dalla zona subito dopo lo scoppio. Sul fatto indagano i carabinieri, al momento non è esclusa nessuna pista anche se l’ipotesi più probabile, al momento, resta l’atto vandalico sfuggito di mano.
Durante una manovra vicino a un parcheggio, un'auto è finita contro un albero dopo un'accelerazione improvvisa e il conducente è deceduto. Probabilmente è stato un malore accusato dall'uomo alla guida - 83 anni, di Altidona in provincia di Fermo - a mandare fuori controllo la vettura, un'Audi nera, e a causare il successivo impatto contro la pianta avvenuto in frazione Marina di Altidona.
L'incidente si è verificato sotto gli occhi della moglie della vittima, che si trovava fuori dall'auto, a poca distanza. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del comando di Fermo che hanno collaborato per estrarre il conducente dall'abitacolo e hanno messo in sicurezza la zona dell'incidente.
Per l'83enne soccorsi inutili e non si è potuto che constatarne il decesso forse causato proprio da un malore. Dopo i primi accertamenti, la salma è stata già riconsegnata alla famiglia per le esequie.