Camion perde il carico: mattinata di caos lungo la ss76, nei pressi dell'uscita di Serra San Quirico. Ad essere coinvolto nell'incidente è un autocarro che trasportava dei polli posti in appositi contenitori per il trasporto.
Sul posto è intervenuta una squadra di Jesi dei vigili del fuoco, in collaborazione con l'autogrù proveniente dal comando centrale di Ancona, per provvedere alla rimozione del mezzo e alla messa in sicurezza dell’area dell’intervento. Non si segnalano persone coinvolte.
Un tratto della strada statale 76 "della Val D’Esino" è chiuso temporaneamente al traffico, all'altezza del chilometro 35. Sul posto anche la polizia stradale e personale dell’Anas. La circolazione è tornata regolare soltanto nel pomeriggio, intorno alle 16.
Il fatto si è verificato nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle 18, lungo via Pertini a Tolentino: due autovetture si sono scontrate per cause ancora in fase di accertamento. Sul luogo del sinistro sono prontamente intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della Polizia Locale di Tolentino.
I conducenti rimasti coinvolti, dopo aver ricevuto le prime cure, sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata per ulteriori accertamenti medici. La carreggiata è rimasta chiusa per consentire la rimozione dei mezzi e la pulizia della sede stradale.
È stato arrestato con l'accusa di omicidio preterintenzionale, cioè andato oltre le intenzione di chi agiva, e posto ai domiciliari, Marino Giuliani, 79 anni, marito di Valeria Baldini, la 77enne alle prese con gravi problemi di salute, morta in casa in frazione Filetto di Senigallia (Leggi qui).
L'anziana, malata di Alzheimer, sarebbe deceduta per soffocamento ma sarà l'autopsia ad accertare la causa del decesso: l'uomo avrebbe riferito di averle messo un mano davanti alla bocca per non sentirla lamentarsi, senza intento di ucciderla. Era stato portato in caserma dai carabinieri per essere sentito, con il figlio 50enne, quest'ultimo estraneo ai fatti.
L'arresto è scattato a seguito proprio delle dichiarazioni rese dal 79enne ai carabinieri e al pm di Ancona Rosario Lioniello che lo ha ascoltato in caserma a Senigallia. L'ipotesi d'accusa dunque è che Giuliani, il quale accudiva giornalmente la moglie gravemente malata, le abbia compresso la bocca o il collo per impedirle di urlare e, pur senza volerlo, l'abbia comunque uccisa. Per ora, la contestazione nei confronti dell'anziano è di omicidio preterintenzionale, cioè una condotta che voleva ledere ma senza intenzione di uccidere.
Il fatto, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri guidati dal capitano Francesca Romana Ruberto, è accaduto stamattina verso le 8 nella cucina della villetta in Strada della Foresta, frazione Filetto di Senigallia.
Al momento del decesso della donna, il figlio della coppia sembra si trovasse al piano di sopra della villetta. Il pm ha disposto l'autopsia per accertare con precisione la causa del decesso; il medico legale Marco Palpacelli ha effettuato una prima ricognizione cadaverica ed eseguirà gli accertamenti autoptici. Giuliani, difeso è difeso dall'avvocato Edoardo Massari di Ancona, attenderà ai domiciliari l'udienza di convalida.
“Si è trattato di un gesto del tutto involontario il mio assistito è molto provato ma ha risposto al pubblico ministero raccontando i fatti", ha dichiarato il legale.
L’avvocato Massari era presente durante l'interrogatorio in caserma a Senigallia con il pm Rosario Lioniello. "Confermo che la mano è stata messa solo per non far urlare la moglie malata", ribadisce l'avvocato Massari. Al momento non è stata fissata l'udienza di convalida dell'arresto. La difesa attende di ricevere anche la richiesta della autopsia della procura per valutare se partecipare con un proprio consulente”.
Esplosione su un’imbarcazione carica di migranti diretta a Lampedusa. Due bambini sono morti a causa delle gravissime ustioni e 8 sarebbero i feriti; tra di loro gravissima una ragazza incinta di 25 anni. E' il drammatico bilancio di questa nuova tragedia verificatasi a bordo di un barchino intercettato al largo dell'isola di Lampedusa dagli uomini della Capitaneria di porto.
È stata aperta un'inchiesta dalla Procura di Agrigento per stabilire cosa abbia innescato l'incendio. Verosimilmente, ma spetterà all'inchiesta chiarirlo, è andato a fuoco uno dei bidoni di benzina che era la scorta di carburante.
Il sindaco Filippo Mannino, appresa la notizia, ha dichiarato all’Adnkronos “Sta diventando un incubo. Non è più possibile accogliere persone morte. Sono sindaco da 100 giorni e ho già dovuto ricevere cinque vittime. L’Europa deve fare immediatamente qualcosa, non è più possibile far morire la gente nel Mediterraneo”.
Nelle giornate del 19 e 20 ottobre, a Macerata, sono stati effettuati dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal questore: 116 le persone identificate.
Nell’ambito delle attività è stato impiegato personale della Questura di Macerata, tra cui quello dell’Ufficio Immigrazione, con il concorso di personale del Reparto Prevenzione Crimine di Perugia e dell’unità cinofila antidroga della Questura di Ancona.
I controlli di polizia sono stati effettuati nelle aree più a rischio, caratterizzate da fenomeni di illiceità e degrado urbano, che creano allarme sociale con possibili ripercussioni nell’ambito dell’ordine e sicurezza pubblica.
L’attività si è svolta mediante l’identificazione di persone finalizzata, altresì, al contrasto del fenomeno dell’immigrazione clandestina, con il controllo della posizione amministrativa degli stranieri controllati inerente al soggiorno in Italia. In totale sono state identificate 116 persone e sottoposti a controllo 64 veicoli.
In particolare, sono stati effettuati controlli ai parchi pubblici Giardini Diaz e Fontescodella, il Terminal bus in Piazza Pizzarello, le Stazioni ferroviarie, tutte gli spazi di aggregazione dei giovani e presso gli istituti scolastici della città.
Una donna 77enne di Senigallia è morta questa mattina nella propria abitazione in strada della Foresta, nella frazione di Filetto, a poche centinaia di metri dalla confinante Casine di Ostra (Ancona).
Sulla dinamica del decesso, secondo le prime ipotesi avvenuto per soffocamento, indagano i carabinieri che hanno accompagnato l'80enne marito e il figlio, 50 anni, in caserma a Senigallia per chiarire i fatti.
La donna è deceduta intorno alle ore 8 e in casa erano presenti anche il coniuge e il figlio, anche se non è ancora chiaro se fossero nella stessa stanza.
Sul posto è intervenuta l'ambulanza con gli operatori sanitari ma i tentativi di salvare la 77enne sono stati vani. Una pattuglia dei Carabinieri è sul posto per i rilievi.
Si attende l'arrivo del medico legale per una prima ispezione cadaverica, anche se per accertare le cause della morte con tutta probabilità sarà necessaria un'autopsia. Del decesso sospetto, è stato informato il pm Rosario Lioniello che indaga sulla vicenda.
LEGGI QUI GLI AGGIORNAMENTI - Donna morta in casa a Senigallia: arrestato il marito per omicidio preterintenzionale
Continua l’attività dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Macerata. Nelle ultime 48 ore i militari della sezione radiomobile e quelli della sezione operativa nel centro della città hanno fermato tre giovani maceratesi.
Al termine delle perquisizioni personali sono stati trovati in possesso di sostanza stupefacente del tipo hascisc ed eroina, per uso personale.Tutto lo stupefacente è stato sequestrato e i tre giovani sono stati segnalati alla Prefettura di Macerata per uso personale di sostanza stupefacenti.
Inoltre i militari della sezione radiomobile, nel corso di specifica attività al controllo della circolazione stradale, hanno denunciato alla Procura della repubblica di Macerata tre persone per guida in stato di ebrezza alcolica in quanto riscontrate con un tasso alcolemico superiore allo 0.80. Ritirate le rispettive patenti di guida e sequestrati gli autoveicoli.
Furto di capi griffati in un maglificio di Montefano per un valore di circa 50.000 euro. Denunciati gli autori.
Il fatto si è verificato nella giornata di ieri, e le immediate indagini effettuate dall’arma di Montefano hanno permesso di identificare i responsabili del furto che sono risultati di origine campana.
Grazie agli elementi raccolti dagli investigatori, le ricerche dei responsabili del furto e del mezzo con cui si sono dati alla fuga, hanno subito portato a un risultato. Dopo l'avviso di ricerca diramato livello nazionale a tutte le forze di polizia, una pattuglia della Polizia stradale di Cassino (Frosinone) ha fermato l'auto ricercata: recuperata l'intera refurtiva e denunciati gli autori del furto
Scontro tra due auto: un ferito trasportato all’ospedale. È quanto avvenuto, intorno alle 8:30, lungo contrada Morica a Macerata. Una Fiat 500 e un’Opel Astra sono entrate in collisione: la dinamica del sinistro è ancora da chiarire e la ricostruzione spetta agli agenti della polizia locale.
Sul posto sono intervenuti prontamente i sanitari del 118, che hanno provveduto a prestare le cure del caso ai conducenti. Una ragazza è stata trasportata all’ospedale cittadino per accertamenti. Successivamente i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata si sono occupati della messa in sicurezza dell’area dell’intervento.
Sono state tutte rinviati a giudizio le 19 persone fisiche e le 15 aziende coinvolte nell'inchiesta sulle presunte irregolarità su appalti e subappalti delle casette d'emergenza per i terremotati, le Sae (soluzioni abitative di emergenza)”. La decisione è arrivata ieri pomeriggio, durante l'udienza preliminare che si è tenuta al Tribunale di Ancona davanti alla gup Francesca De Palma.
A processo, che si aprirà il prossimo 9 marzo davanti al collegio penale, andranno diversi imprenditori oltre a vertici ed ex vertici della Protezione Civile regionale delle Marche come l'ex capo del servizio David Piccinini, anconetano di 55 anni, e il dirigente attuale Stefano Stefoni, all'epoca responsabile unico del procedimento, 61 anni, di Civitanova Marche (Macerata).
Stando alle accuse i lavori sarebbero andati a ditte impegnate nella ricostruzione per il sisma 2016 senza però verificarne i requisiti come la certificazione antimafia. A rimetterci sarebbero state poi le opere stesse, eseguite male e in troppa fretta.
A processo andranno anche 15 società, tre sono marchigiane, della provincia di Pesaro Urbino, che si sono occupate dei lavori. Le accuse, per tutti, a vario titolo, sono di truffa, falso, abuso di ufficio e frode nelle pubbliche forniture.
(Fonte Ansa)
Cocaina ed eroina in casa: una coppia finisce in manette. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Macerata, nel corso di specifici controlli, nella serata di ieri hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di due cittadini stranieri: un uomo di origini nigeriane e una donna di nazionalità georgiana.
Da diversi giorni, i carabinieri della sezione operativa del Norm stavano monitorando i luoghi comuni di spaccio della città con mirati servizi di o.c.p. (osservazione pedinamento e controllo) quando nella serata di ieri, avuto certezza di un notevole quantitativo di sostanza stupefacente giunta in città, hanno proceduto al controllo delle della coppia, procedendo poi al loro fermo.
Nel corso della perquisizione all’interno dell’abitazione, sita nei pressi della stazione ferroviaria, sono stati rinvenuti grammi 181 di sostanza stupefacente suddivisa in 22 dosi e grammi 43 di eroina suddivisa in 43 dosi, occultate in varie parti dell’abitazione.
Tutto lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro, cosi come la somma di 1500 euro in contanti, due telefoni cellulari, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e un frullatore.
Le due persone sono state quindi arrestate con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo è stato associato alla casa circondariale di Ancona e la donna a quella di Pesaro.
Diana è la piccola di 18 mesi morta di stenti dopo essere stata lasciata sola in casa dalla mamma per 6 giorni. Le forze dell’ordine avevano trovato la bimba priva di vita in casa, nella sua culla. Accanto a lei una boccetta di En, ansiolitico a base di benzodiazepine. La madre Alessia Pifferi, 37 anni, accusata di omicidio volontario aggravato e in carcere dal 21 luglio, aveva sempre negato di aver somministrato tranquillanti alla figlia prima di abbandonarla, dicendo di averle dato solo delle gocce di paracetamolo.
A smentire la versione della madre è quanto emerge dagli esiti preliminari dell'autopsia sul piccolo corpo della bimba, disposta dalla Procura di Milano, che sarà depositata formalmente nei prossimi giorni:le analisi tossicologiche, sia del sangue che del capello, hanno rivelato che alla piccola sono state fatte assumere benzodiazepine.
La giustificazione della madre per quell’abbandono era stata: "Ci contavo sulla possibilità di avere un futuro con lui (l’attuale compagno), e infatti era proprio quello che in quei giorni stavo cercando di capire; è per questo che ho ritenuto cruciale non interrompere quei giorni in cui ero con lui anche quando ho avuto paura che la bambina potesse stare molto male o morire". Per gli inquirenti la Pifferi "ha consapevolmente abbandonato la piccola mettendo davanti ai bisogni della bambina i suoi interessi personali, come la relazione con il compagno".
Sequestro di oltre 30mila reperti paleontologici, circa mille reperti archeologici, oltre ad altri beni culturali di natura libraria, ritenuti di provenienza illecita; sigilli a due musei privati - uno di Spello (Perugia) e l'altro di Gagliole (Macerata) - contenenti beni paleontologici ritenuti di natura illegale.
Sono provvedimenti eseguiti lo scorso 12 ottobre e resi noti oggi dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, coadiuvati dai colleghi di Bologna, Perugia l'Aquila, dai militari dei Comandi Provinciali territoriali e dei Forestali di Ancona e Macerata.
I militari hanno eseguito un decreto di perquisizione domiciliare, personale e locale nei confronti di nove persone accusate di scavi archeologici non autorizzati, furto, riciclaggio di beni archeologici/paleontologici.
I sequestri sono stati effettuati nei confronti di persone nei comuni di Fabriano (Ancona), Cerreto D'Esi (Ancona), Castelraimondo (Macerata), Camerino (Macerata), Serravalle del Chienti (Macerata) e Mogliano (Macerata), Gubbio (Perugia), Valfabbrica (Perugia) e Spello (Perugia).
Secondo l'accusa, vi sarebbe stata sottrazione illecita di beni archeologici e paleontologici in siti che dovrebbero essere sottoposti alla sola competenza di esperti studiosi della materia, e un atto di fraudolenza che genera una lesione significativa alla comunità.
Oltre al danno patrimoniale, e alla deturpazione irrazionale del sottosuolo, sono fatti che depredano il luogo saccheggiato da testimonianze, storiche e scientifiche, identitarie del contesto, facendone perdere le tracce con l'immissione sul mercato clandestino.
Le indagini della Procura di Ancona e dei Carabinieri del Tpc di Ancona hanno rivelato indizi non confortanti circa la diffusione del fenomeno della detenzione illecita dei beni archeologici e paleontologici nel contesto marchigiano e non solo. Gli elementi acquisiti sono al vaglio delle Autorità inquirenti per definire con certezza le responsabilità delle persone coinvolte e le circostanze dei fatti.
I funzionari dell'Agenzia Dogane e Monopoli dell'Ufficio di Ancona, a seguito di un'attività di controllo doganale all'importazione, hanno sequestrato 1.988 monitor touch screen, provenienti dalla Cina e destinati ad un'zienda italiana.
Sulle confezioni della merce non erano presenti la descrizione del prodotto in lingua italiana e le indicazioni dell'importatore stabilito all'interno dell'Ue, bensì riportata la sola indicazione dell'origine "Made in China" e il nome di una società con marchio registrato al di fuori del territorio Ue.
Applicata una sanzione amministrativa pecuniaria, di importa variabile 500 a 5.000 euro. La parte ha poi proceduto a regolarizzare la merce a seguito del rilascio del nulla osta della Camera di Commercio delle Marche. L'attività svolta rientra tra i controlli extratributari di Adm finalizzati a evitare l'introduzione di prodotti di origine estera venduti in modo ingannevole, a difesa del consumatore.
Scontro tra tre auto in superstrada: il traffico va in tilt. L'incidente, che ha coinvolto più mezzi, si è verificato lungo la ss77 della Val di Chienti, intorno alle 13, all'altezza dello svincolo della zona industriale di Civitanova Marche (al chilometro 106), in direzione mare.
Presente sul luogo dell'incidente anche la polizia stradale per i rilievi e per la circolazione veicolare: il tratto è stato momentaneamente chiuso al traffico. Lunghe code e disagi segnalati. Gli occupanti delle auto coinvolte, fortunatamente sono usciti pressoché illesi dal sinistro: soltanto per un ferito è stato necessario il trasporto all'ospedale, ma le sue condizioni non sono gravi. Per la messa in sicurezza dei veicoli incidentati sono intervenuti i vigili del fuoco.
Furgone avvolto dalle fiamme in autostrada. I vigili del fuoco sono intervenuti, poco dopo le 8:30, lungo la A14, nei pressi dell'uscita di Civitanova Marche, a causa di un incendio che ha coinvolto un furgone Peugeot appartenente a una ditta privata.
La squadra del distaccamento civitanovese ha provveduto a spegnere le fiamme con del liquido schiumogeno antincendio e a mettere in sicurezza l’area dell’intervento. Le due persone a bordo del mezzo, fortunatamente, sono riuscite a mettersi in salvo prima che il furgone prendesse fuoco, uscendo illese dall’abitacolo.
Una spia sul cruscotto infatti aveva segnalato il malfunzionamento e convinto il conducente ad arrestare la corsa imboccando la corsia di emergenza. Manovra che ha permesso di evitare la chiusura al traffico del tratto. Sul posto anche la Polizia autostradale.
Un incidente stradale mortale si è verificato nella tarda mattinata di oggi lungo la via Flaminia, nel comune di Falconara Marittima. La vittima è una donna di 76 anni, anconetana. Era al volante di una Renault Clio quando, pochi minuti dopo le 12, si è scontrata frontalmente contro un furgone Opel Movano condotto da un operaio di 55 anni.
L'uomo ha riportato solo qualche escoriazione e invece sono stati inutili i soccorsi alla donna per la quale non c'è stato nulla da fare. Le cause dell'incidente, ancora in fase d'accertamento, sarebbero riconducibili ad un'invasione di corsia. Sul posto per i rilievi la polizia locale di Falconara.
Sono intervenuti i sanitari del 118 e della Croce Gialla. I carabinieri della Tenenza di Falconara si sono occupati invece della viabilità, in ausilio dei vigili urbani e dei vigili del fuoco che hanno provveduto a liberare la strada dai mezzi coinvolti nell'incidente.
Furgone e auto sono stati posti sotto sequestro. La salma è stata portata via e messa a disposizione del magistrato di turno, la pm Valentina Bavai. La strada, chiusa alla viabilità per permettere le operazioni di soccorso, è stata riaperta al traffico poco dopo le 14.
Complesse indagini dirette dalla Dda di Venezia contro le infiltrazioni della 'ndrangheta, che vedono impegnati oltre 40 militari ed agenti della Guardia di Finanza e della Direzione Investigativa Antimafia, hanno portato la DIA e i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Verona ad eseguire quattro misure cautelari e a sequestrare beni per un valore di oltre 9 milioni di euro nelle province di Verona, Mantova e Trento.
Tre soggetti, cui sono contestati reati tributari con l’aggravante del metodo mafioso, sono stati portati in carcere ed il quarto è stato sottoposto ad obbligo di dimora presso il comune di residenza.
Elementi probatori concreti emersi nel corso delle indagini hanno messo in luce la contiguità con la ‘ndrangheta di alcune imprese operanti nel settore dell’edilizia in Veneto ed in Emilia Romagna. L’operazione ha fatto emergere una capillare attività di riciclaggio di denaro per la cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto in provincia di Crotone: tramite una società venivano emesse fatture false per operazioni inesistenti, di cui erano beneficiarie imprese riconducibili agli esponenti della criminalità organizzata calabrese, operanti tra il Veneto e l’Emilia Romagna.
Numerose sono le investigazioni che negli ultimi anni hanno rilevato l’infiltrazione della 'ndrangheta nel tessuto imprenditoriale, spostando l’organizzazione criminale in quella “zona grigia” in cui gruppi di professionisti ed imprenditori, in virtù della loro posizione e dei loro contatti, procacciano agevolmente sostegni finanziari e “strade aperte” a nuove iniziative imprenditoriali.
Si pensi una su tutte, all' inchiesta che nel maggio 2017 portò all’ operazione interforze "Johnny": 68 furono gli arresti. Le indagini hanno documentato il fenomeno delle infiltrazioni della 'ndrangheta sul centro di accoglienza per migranti di Isola Capo Rizzuto. Un intreccio tra ndrine e colletti bianchi che ha fatto emergere il controllo mafioso, per almeno un decennio, di tutte le attività imprenditoriali connesse al funzionamento dei servizi di accoglienza del C.A.R.A.( centro accoglienza per i richiedenti asilo) “Sant’Anna”. Su 103 milioni di euro di fondi Ue, che lo Stato ha girato dal 2006 al 2015 per la gestione del centro dei richiedenti asilo, 36 sono finiti alla cosca degli Arena. Tra l'altro proprio l'inchiesta "Johnny" ha scoperto che i flussi di finanziamenti pubblici riservati all’emergenza migranti ha costituto la ragione della pax mafiosa tra le cosche Arena e Niscia, prima rivali.
Questa mattina il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite su Radio Capital, parlando dei soldi del Pnrr lanciava l'allarme: “i soldi della ‘ndrangheta che entrano nell’economia legale fanno saltare le regole del libero mercato e della democrazia: dobbiamo iniziare a chiederci se quei soldi cominceranno a essere usati per comprare pezzi di giornali, televisioni o radio. In questo modo inizieranno a influenzare il modo di ragionare delle persone. Non so se questa scalata è già iniziata”.
I vigili del fuoco della Centrale di Fermo sono intervenuti nella frazione Casette d’Ete (Sant’Elpidio a Mare) per soccorre l’operatore di un mezzo movimento terra che era rimasto intrappolato mentre stava svolgendo dei lavori.
Impegnato ad effettuare operazioni di scavo di un metanodotto, l'uomo ha urtato inavvertitamente un cavo della bassa tensione che cadeva sulla cabina. I pompieri, posizionata una palina per lo scarico a terra fissandola sullo scavatore e utilizzando la scala all'italiana, hanno proceduto al recupero dell'operatore.
Il lavoratore è stato poi soccorso dai sanitari del 118 giunti sul posto.
Un incendio ha devastato un casolare alla periferia di Jesi e una donna, di circa 30 anni, ha riportato ustioni su circa il 70% del corpo. Il rogo è divampato verso le 21 di ieri sera nell'edificio di campagna, in via Gangalia Bassa, che dovrebbe essere attualmente disabitato.
Nel casolare però, evidentemente, si trovava la donna che ha riportato ustioni a causa delle fiamme ed è stata trasportata in ospedale a Jesi; verserebbe in gravi condizioni.
Sono subito intervenuti i vigili del fuoco, con squadre da Jesi e da Ancona, per spegnere le fiamme: l'operazione di spegnimento è durate oltre tre ore ma i vigili del fuoco sono ancora sul posto per bonificare la zona e anche perché ci sono strutture pericolanti nel casolare in cui una parte del solaio è crollata. Sul posto anche i carabinieri per verificare la dinamica dell'incendio, che si sviluppato rapidamente, e i motivi della presenza della donna nel casolare.
Secondo una prima ricostruzione, alla base dello sviluppo del rogo potrebbe esserci un gesto autolesionistico da parte della stessa donna, ma i contorni della vicenda sono ancora tutti da chiarire.