"Mancanza di posti letto: mio padre costretto a dormire sul pavimento". Questo quanto si è verificato al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata, stando a quanto denunciato dal figlio di un uomo di 83 anni.
“Mio padre, M.S.F. , è stato ricoverato lo scorso 28 dicembre per il peggioramento di un’infezione in seguito a una caduta che gli ha causato la frattura della clavicola - racconta -. Purtroppo per via della sua mole (pesa oltre 100 chilogrammi n.d.r.) non è stato possibile trovargli un posto letto adeguato".
"La prima notte (ieri n.d.r.) lo hanno fatto dormire su una sedia - prosegue il figlio del paziente - mentre per oggi gli hanno disposto una sorta di materassino per farlo riposare sul pavimento. È un calvario dal quale non riusciamo a vedere la fine, anche la barella che gli è stata data non è adatta per mio padre. Mi chiedo come sia possibile nel 2022 vivere una situazione del genere in un ospedale provinciale".
"Come prima azione mi sono subito rivolto al Tribunale del malato per denunciare quanto accaduto", sottolinea. “Ora molto probabilmente sarò costretto a portarmi una brandina da casa per poter far dormire mio padre in maniera dignitosa".
"Le motivazioni addotte dal personale sanitario - spiega ancora l'uomo - riguardano la mancanza di posti letto disponibili. In dotazione avevano solamente una barella, ma inadeguata al caso specifico, visto il peso di mio padre e la sua altezza. Finora non sappiamo quanto ancora dovrà restare ricoverato in queste condizioni, è scandaloso, mi auguro che chi ha permesso tutto questo sia chiamato ad assumersi le proprie responsabilità”, conclude l'uomo.
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LA SMENTITA DEL DIRETTORE DEL PRONTO SOCCORSO DI MACERATA: LEGGI QUI
Stroncato da un malore in casa nel giorno di Natale, a Montelupone: la Procura di Macerata ha aperto un'indagine sulla morte di Khan Mohsin, operaio 42enne di nazionalità pakistana.
A lanciare l'allarme era stato un amico che, al momento dei fatti, si trovava con lui. Arrivato sul posto il personale del 118 ha visitato l'uomo e lo ha curato a domicilio. I sanitari, dopo aver stabilizzato il paziente, sono tornati in sede.
Passano circa 30 minuti, ma le condizioni dell'uomo si aggravano a tal punto che viene contattato nuovamente il 118 riferendo che il 41enne, soccorso poco prima, sta male e non risponde.
Arriva di nuovo l'ambulanza ma per l'uomo non c'è più nulla da fare. Immediato l'interessamento delle autorità per chiarire l'accaduto e stabilire l'esatta dinamica dei fatti. Il pm Claudio Rastelli ha disposto l'autopsia sul corpo dell'uomo, fissata per domani all'obitorio dell'ospedale di Civitanova Marche e affidata al medico legale Antonio Tombolini.
Successivamente sono stati inscritti nel registro degli indagati i membri dell'equipaggio del 118 (un dottore, un infermiere e l'autista), ipotizzando il reato di omicidio colposo. Una procedura che non evidenzia un'accusa reale, bensì un atto dovuto che permetterà ai tre sanitari di presenziare all'autopsia con propri consulenti
Tragedia a Trodica di Morrovalle. Nella serata di ieri il corpo di una donna di 78 anni è stato trovato senza vita all'interno di un congelatore, nella sua abitazione.
Una delle figlie, allarmata poiché non riusciva a mettersi in contatto con la madre, l'ha raggiunta nella casa dove viveva da sola da quando era rimasta vedova. Una volta entrati all'interno dell'abitazione, l'hanno cercata ovunque finendo per trovare il corpo della donna all'interno di un congelatore, dove si era rinchiusa lasciandosi morire.
Una volta allertati i soccorsi, sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della locale stazione: il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. I militari si sono occupati degli accertamenti di rito. Nell'abitazione è stato rinvenuto un biglietto nel quale la donna ha spiegato i motivi del suo tragico gesto, disponendo le ultime volontà. La salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Civitanova Marche per l’ispezione cadaverica, successivamente verrà restituito ai familiari per il rito funebre.
Investito da un'auto: pedone trasferito d'urgenza a Torrette. È quanto accaduto, intorno alle 17:40 del pomeriggio, lungo via Cesare Battisti, a Morrovalle. Ancora da chiarire l'esatta dinamica di quanto avvenuto, la cui ricostruzione spetterà agli agenti della polizia locale.
Immediato l'arrivo dei sanitari della Croce Verde di Monte San Giusto e del 118, intervenuti sul posto con un'ambulanza medicalizzata, che hanno prestato al ferito le prime cure del caso, per poi disporne il trasferimento d'urgenza - in codice rosso - all'ospedale Torrette di Ancona, per via dei traumi riportati a seguito dell'impatto con il veicolo in corsa.
Due auto Range Rover, risultate poi rubate, erano caricate su una bisarca in transito al porto di Ancona in attesa dell'imbarco su un traghetto per l'Albania. Lo hanno scoperto nei giorni scorsi i finanzieri del Comando Provinciale di Ancona, nel corso dei controlli effettuati su conducenti e passeggeri.
Le due auto (sulla bisarca c'erano altre auto di pregio) hanno subito attirato l'attenzione dei finanzieri in considerazione di irregolarità riscontrate sui documenti di accompagnamento. Approfondendo i controlli, sono stati rilevati evidenti segni di manomissione del numero di telaio. E grazie al più penetrante esame del sistema di analisi interno e del computer di bordo, di cui sono dotati due veicoli è stato possibile scoprire la mancata corrispondenza tra i numeri di telaio riportati e quelli sulla carrozzeria e sul relativo libretto di circolazione.
Individuati i reali numeri di telaio, si è giunti alla reale identificazione delle auto: da visura alle banche dati, è stata rilevata la presenza di denunce di furto sporte dai legittimi proprietari. Gli attuali intestatari delle auto, che, stavano tentando di trasferirle in territorio extra Ue, sono stati perciò denunciati all'autorità giudiziaria per i reati di riciclaggio e possesso di documentazione falsa. Le due Range Rover sono state sequestrate e poste a disposizione dell'autorità giudiziaria dorica che coordina le indagini per l'individuazione di ulteriori responsabilità a carico di altri soggetti.
Pugni, spintoni, colpi di mocio e minacce in casa ai genitori con un grosso coltello. Un 46enne è stato arrestato dagli agenti delle Volanti della polizia ad Ancona intervenuti per due volte consecutive in un'ora, in una stessa abitazione, perché l'uomo aveva aggredito e poi minacciato di morte i genitori.
Il primo intervento, ieri sera, alle ore 23, dopo la segnalazione di una lite in casa. Ai poliziotti, attesi nell'androne del palazzo, il padre del 46enne aveva riferito dell'ennesima discussione avuta con il figlio; quest'ultimo aveva dato in escandescenza e, dopo aver preso in mano un mocio con manico in legno, lo aveva brandito verso padre e madre, per poi colpirli.
Anche la donna aveva riferito di essere stata colpita sul capo dal figlio con un pugno e di essere stata spintonata. In quei frangenti, nel tentativo di frapporsi tra madre e figlio, il padre era stato raggiunto al volto da un pugno sferrato dal 46enne.
Il figlio aveva mantenuto con gli agenti un atteggiamento pacato e collaborativo, negando che la discussione verbale fosse passata alle vie di fatto. Dai controlli della polizia però era emerso che il 46enne era solito avere atteggiamenti violenti e minacciosi nei confronti della madre, connessi con problemi legati a dipendenza da sostanze alcoliche.
Padre e madre sono stati soccorsi sul posto da personale sanitario del 118 e hanno rifiuto il trasporto in ospedale. A questo punto, quando gli animi sembravano rasserenati, dopo aver comunicato al richiedente le proprie facoltà di legge, gli agenti avevano lasciato l'abitazione.
Neanche un'ora dopo, però, alle 23.50, era arrivata una nuova richiesta d'intervento da parte del padre: appena dopo l'allontanamento delle Forze dell'ordine, il figlio aveva nuovamente dato in escandescenza, minacciando i genitori con un grosso coltello da cucina.
I poliziotti hanno trovato in casa, oltre al coltello lasciato a terra dal 46enne, il mocio con bastone di legno brandito in precedenza. A quel punto l'uomo è stato arrestato per il reato di maltrattamenti contro familiari: in via precautelare, il pm ne ha disposto la traduzione nel carcere di Montacuto per l'elevata probabilità di reiterazione del reato.
(Fonte Ansa)
Brutta disavventura per quattro escursionisti belgi che si sono persi durante una camminata al Foro degli Occhialoni, nel territorio comunale Genga.
Al sopraggiungere del buio i quattro, insieme a due cani, non sono riusciti a ritrovare la strada e hanno allertato i soccorsi. L'allarme è scattato, intorno alle 19, e gli escursionisti sono riusciti anche ad inviare la loro posizione tramite lo smartphone.
Come da protocollo, è scattata la ricerca a persona con i pompieri che hanno allertato la Prefettura di Ancona e gli uomini del Soccorso Alpino. Tramite il tracciamento della posizione Gps, i soccorritori in un lampo sono riusciti a ritrovare la comitiva e a ricondurla nel luogo dove avevano lasciato le auto.
La videochiamata erotica si trasforma in un'estorsione per un 30enne di Fabriano (Ancona) che è stato ricattato da un sudamericano 38enne. Soldi in cambio della cancellazione del video.
Il giovane ha pagato i 300 euro richiesti dall'estorsore, ma poi ha denunciato l'accaduto ai carabinieri della Compagnia cittadina, agli ordini del capitano Mirco Marcucci. I militari, dopo una meticolosa indagine, sono riusciti a risalire al responsabile e a denunciarlo per estorsione. L'uomo è residente in Calabria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, che hanno effettuato anche indagini informatiche, il 30enne di Fabriano ha effettuato una videochiamata. Dall'altra parte del cellulare, però, a sua insaputa, è stato ripreso in atteggiamenti intimi.
Quella che pensava rimanesse una conversazione erotica privata, in realtà non lo era. Poco dopo, infatti, chi aveva registrato quei momenti intimi ha richiamato il giovane fabrianese per chiedergli 300 euro per evitare che quelle immagini diventassero pubbliche. Lui ha pagato, ma è andato subito dai carabinieri.
Secondo i dati di “Ossigeno per l’Informazione” (Osservatorio Su informazioni giornalistiche e notizie oscurate) nel 2022 in Italia sono stati minacciati il doppio di giornalisti rispetto al 2021: 564 giornalisti nei primi nove mesi del 2022, il 100 per cento più dei 288 dello stesso periodo del 2021. Contestualmente è cresciuto il numero di querele e cause per diffamazione a mezzo stampa temerarie e strumentali. Per “querela temeraria” si intende una querela sporta senza i necessari presupposti, con mala fede o colpa grave, cioè con la consapevolezza di avere torto.
Affrontare una causa per un giornalista, ancor più se da freelance, non è semplice, anche qualora essa risulti infondata, e richiede oltretutto un importante investimento in termini economici: i freelance non hanno un vincolo di lavoro dipendente con le testate giornalistiche per cui scrivono, e quindi non vengono sostenuti nelle spese legali; il loro compenso si aggira intorno ai 40 euro lordi per articolo, quindi la tendenza sarà in molti casi quella di evitare di correre il rischio di resistere in causa, autocensurandosi.
Questo meccanismo inevitabilmente si traduce in un vulnus per la libera informazione. Quasi sempre la minaccia di una causa giunge per tacitare il cronista che possa scrivere di fatti scomodi per il querelante: un danno non solo per il professionista, ma anche e soprattutto per i cittadini che finiscono per avere notizie che i reporter hanno spesso censurato alla fonte per non rischiare denunce.
Uno studio dell’Unesco, tradotto in italiano da “Ossigeno per l’informazione” reso noto il 9 dicembre 2022, ha rilevato che “la libertà di espressione non gode buona salute e negli ultimi anni ha perso terreno pressoché ovunque”. In particolare ha condannato un “uso scorretto del sistema giudiziario per attaccare la libertà di espressione” : di fatto anche in Italia è solo con la sentenza che viene accertata la lite temeraria; ciò significa che il giornalista dovrà affrontare tutto il gravoso iter processuale per dimostrare di essere esente da colpa.
"Ossigeno", ha dichiarato il presidente Alberto Spampinato, "si augura che l'allarme venga raccolto, che ciò spinga a capire meglio l'andamento del fenomeno e a intensificare le attività per sensibilizzare il mondo del giornalismo, le forze politiche, il Parlamento, il Governo ad adottare opportune contromisure, ognuno per la propria parte. È triste - prosegue - chiudere il 2022 osservando che anche quest'anno è trascorso senza che si sia fatto alcun passo avanti. Le intimidazioni e le minacce ai giornalisti sono innegabilmente una malattia che indebolisce la libertà di informazione e danneggia la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Le malattie trascurate, non curate possono degenerare e produrre danni peggiori all'organismo. Ed è forse ciò che sta accadendo".
Esplode capanno in acciaio e legno: un uomo soccorso in eliambulanza. È quanto avvenuto poco prima delle 13, in località Vetice, nel comune di Montefortino. Sul posto è stata inviata la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Amandola.
All’interno della struttura era presente un uomo, rimasto ferito ed elitrasportato all'ospedale regionale Torrette di Ancona. I pompieri sono tuttora all’opera per la messa in sicurezza della zona interessata, non confinante con altri edifici.
Nell’esplosione una parete e il tetto, in legno e perlinato, sono state espulsi dal capanno, in cui erano contenuti degli attrezzi da lavoro. A coordinare le operazioni e ricercare le cause dell'incendio anche il funzionario di servizio dei vigili del fuoco giunto dalla sede centrale di Fermo.
Violento scontro tra due auto all’incrocio, nel rocambolesco impatto abbattuto il muretto di un’abitazione: due feriti. L'incidente si è verificato, intorno alle 14, all’intersezione tra via Volta e via Don Bosco a Montecosaro Scalo. A scontrarsi una Opel Astra e una Lancia Y: a seguito dell'urto una delle due autovetture si è ribaltata finendo la sua corsa contro il muretto di un’abitazione.
Immediato l'arrivo sul posto dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova che hanno provveduto a mettere in sicurezza le vetture e successivamente l’intera zona dove si è verificato lo scontro. Il bilancio finale è di due feriti, un giovane e una donna, trasferiti all’ospedale della città rivierasca per accertamenti. Non si trovano, comunque, in gravi condizioni. A effettuare tutti i rilievi del caso, e ricostruire l'esatta dinamica di quanto avvenuto, sono intervenute le forze dell’ordine.
Nel primo pomeriggio del giorno di Santo Stefano, i poliziotti della Volante hanno salvato un 53enne senza fissa dimora che si aggirava, ubriaco e barcollante nei pressi dei binari ferroviari a Porto Sant'Elpidio, all'altezza di via Mazzini.
La presenza dell'uomo era stata segnalata alla sala operativa della Questura di Fermo. Gli agenti della Squadra Volante, giunti immediatamente sul posto utilizzando i segnali acustici e visivi di emergenza, hanno avvistato l'uomo, che camminava barcollando pericolosamente accanto ai binari.
Gli agenti, tramite la sala operativa, hanno chiesto l'immediata interruzione della circolazione dei treni nel tratto di linea ferroviaria interessato e, scavalcando la rete di ferro che separa la sede ferroviaria dal parcheggio adiacente, hanno cercato di convincere l'uomo, un 53enne marocchino, ad allontanarsi dalla linea ferrata dove, tra l'altro, in quel momento, transitavano anche treni ad alta velocità.
A causa del suo stato confusionale e di alterazione psicofisica dovuto all'abuso di alcol, il 53enne non collaborava, cosicché gli agenti, temendo il peggio, hanno appoggiato una scala al di là della rete di ferro. Solo così sono riusciti a fargli scavalcare l'inferriata e a metterlo in sicurezza.
Scampato il pericolo, l'uomo è stati affidato alla Croce Verde di Porto Sant'Elpidio, nel frattempo allertata e fatta giungere sul posto con un'ambulanza, che provvedeva alle cure necessarie.
I vigili del fuoco sono intervenuti nella notte, in località Isola, nel comune di San Severino Marche, a causa di un incendio che ha coinvolto due fabbricati agricoli utilizzati per il ricovero di fieno.
L'allarme è stato lanciato intorno all'1:30. Le fiamme si sono propagate per circa 400 metri quadrati e hanno coinvolto un quantitativo di fieno pari a circa 4000 quintali.
La squadra dei vigili del fuoco di Tolentino, unitamente alla squadra dei volontari di Apiro, e ai colleghi del comando centrale di Macerata ha contenuto l’incendio, evitando il propagarsi delle fiamme al vicino deposito di attrezzature agricole. Non si segnalano persone coinvolte. L'intervento è ancora in atto per lo spegnimento degli ultimi focolai: ancora due squadre sono in azione.
Giovane si toglie la vita: il dramma si è consumato nella mattinata oggi, a Camerino, nei pressi della Rocca dei Borgia. A lanciare l'allarme - intorno alle 7:30 - è stata una passante, che si trovava in zona per una passeggiata con il cane. L'intervento tempestivo dei sanitari del 118 non è bastato a salvargli la vita. Una volta giunti sul posto, gli operatori dell'emergenza non hanno potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo, un ventenne.
Presenti sul luogo anche i carabinieri della locale stazione per gli accertamenti del caso, ma non ci sono dubbi circa la volontarietà del gesto. Il giovane, di origine etiope e studente dell'università di Camerino, si è impiccato con i lacci delle scarpe ai bordi di una ringhiera: al momento del ritrovamento del corpo, non aveva con sé alcun documento d'identità.
Notte di Santo Stefano funestata da una tragedia a Macerata. Un malore improvviso non ha lasciato scampo a una donna di 75 anni, che stava per entrare al cinema Multiplex 2000 di Piediripa per assistere ad una delle proiezioni serali, poco prima delle 21:30.
Si è accasciata al suolo proprio all'ingresso del multisala. Nonostante l'immediato sos, non c'è stato nulla da fare. Sul posto si sono precipitati i sanitari del 118 con un'ambulanza e un'automedica: i medici dell'emergenza hanno tentato le manovre di rianimazione cardio-polmonare, ma senza successo. L'anziana era già spirata.
Sul posto presente anche la polizia per i necessari accertamenti. Successivamente il corpo è stato trasferito all'obitorio di Macerata.
Pelli liscissime, labbra carnose, fisici scolpiti: realtà o finzione? Sono i "beauty filters", ossia delle “maschere digitali” che ciascun utente applica alla propria immagine per apparire sui social. Non solo teenagers, ma anche donne adulte che entrano in competizione con le loro coetanee e uomini di ogni età.
L’uso smodato dei filtri, iniziato nel 2010 con il lancio di Instagram, uno dei primi social media che li ha introdotti, non ha distinzione di sesso nè anagrafica.
Per ogni difetto, reale o supposto che sia, basta applicare a sé stessi un filtro e si cancella immediatamente ogni imperfezione. Per molti l’omologazione del proprio corpo ai “finti canoni” stabiliti dai social con Photoshop e altre applicazioni, è il normale strumento con cui presentarsi all’altro nel mondo virtuale.
Salvo poi il sopraggiungere dell’ansia da prestazione per somigliare il più possibile a quel "falso sé”" alterego social, e del senso di inadeguatezza per non poterci (ovviamente) riuscire.
Sociologi, psicologi e psichiatri già da tempo denunciano che l’uso del fotoritocco è diventato la nuova normalità, a scapito di gravi risvolti psicologici e disturbi della personalità. Utilizzare quotidianamente i filtri e le app di editing può portare a sviluppare la "selfie dismorfia", una condizione in cui non si è più in grado di distinguere la propria immagine reale da quella postata sui social network.
Chi soffre di questa condizione può arrivare a non riconoscere più il proprio volto allo specchio, tanto è abituato a quello ritoccato online. Da qui al vero e proprio "disturbo mentale da dismorfismo corporeo" inserito nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali) nel capitolo dei "disturbi ossessivo compulsivi e correlati", la distanza è breve.
Si tratta di un disturbo che comporta eccessiva preoccupazione per un presunto difetto fisico (che in alcuni casi può essere del tutto inesistente) causando nel soggetto problemi nel funzionamento sociale, emotivo, relazionale e in altre importanti aree di vita.
La reazione a questo imperante quanto stressante stile di vita ha trovato voce in alcune giovani influencer che hanno scelto di mostrarsi sui social con i propri difetti: acne, smagliature e cellulite, e tutte quelle imperfezioni, ammesso che lo siano, con le quali nel quotidiano reale ciascuno si rapporta.
È di Faye Dickinson, influencer londinese, l’idea del tool su Instagram creato nel 2021, “Filter vs Reality”: uno strumento che applica il filtro di abbellimento solo su metà viso, lasciando naturale l’altra, con l’obiettivo di evidenziare la differenza tra l’immagine costruita sui social e quello che è nella realtà.
Lo strumento è stato creato per mettere in luce le problematiche connesse con la non accettazione del proprio vero sé. Siamo ancora lontani dall’abbandonare l'oramai standardizzata "falsa perfezione", ma i segnali che giungono in controtendenza, fanno sperare che tra tante “maschere” di pirandelliana memoria, i "pochi volti" diventino sempre più numerosi.
(Foto: Instagram goar_avetisyan)
Entra in un locale e inizia a molestare gli avventori. È successo il giorno di Natale in via Giordano Bruno ad Ancona. Sul posto è dovuta intervenire la polizia e l'uomo è stato denunciato.
Nel primo pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Volante sono intervenuti allertati da un dipendente di un bar della zona. Una volta sul posto, hanno notato un cliente fermo davanti al bancone che disturbava e chiedeva ulteriori bevande alcoliche nonostante il suo stato psicofisico alterato.
Accompagnato fuori dagli poliziotti, l’uomo ha mostrato tutta la sua insofferenza rifiutando di fornire un valido documento di identità e di declinare le proprie generalità.
Poi ha dato in escandescenze cercando di colpire gli agenti ed insultarli. Portato in questura l'uomo, 59 anni originario della Romania, è stato denunciato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e per essersi rifiutato di fornire le proprie generalità. Inoltre per lui è scattata la multa per ubriachezza.
Dopo poche ore gli agenti sono stati allertati di nuovo poiché lo stesso uomo era tornato a molestare i passanti. A quel punto la polizia ha richiesto l'intervento del personale medico ed il 59enne è stato trasportato all'ospedale di Torrette per accertamenti.
Arrestata una persona, due minori segnalati per uso personale di sostanze stupefacenti, un giovane deferito per porto abusivo di arma bianca e sette automobilisti denunciati per guida in stato di ebrezza alcolica.
È il bilancio dei controlli eseguiti negli ultimi giorni dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Macerata e della stazione di Pollenza.
In particolare, i militari dell’arma di Pollenza hanno proceduto a dare esecuzione ad un ordine di carcerazione di un cittadino di nazionalità nigeriana condannato in via definitiva alla reclusione di due anni 8 mesi per il reato di riciclaggio di denaro. L’arrestato è stato associato alla casa di reclusione di Fermo.
I militari della sezione radiomobile del norm, durante i controlli alla circolazione stradale, hanno ritirato 7 patenti di guida, poiché le persone controllate erano al volante in stato di ebrezza alcolica con un tasso superiore a 0.80, procedendo contestualmente alla denuncia alla procura della Repubblica e alla segnalazione alla Prefettura di Macerata per la sospensione della patente di guida.
Sempre i militari della sezione radiomobile, nel corso di controlli, hanno fermato due minorenni a bordo di una mini car e da una ispezione personale e veicolare hanno rinvenuto due “spinelli” per un totale di circa due grammi.
Entrambi i minori sono stati segnalati alla Prefettura di Macerata per uso personale di sostanza stupefacente e alla Procura della repubblica per i minorenni di Ancona per i provvedimenti del caso.
Infine sempre i militari della sezione radiomobile hanno fermato un giovane il quale a bordo della propria autovettura portava un coltello lungo circa 24 cm senza autorizzazione e/o giustificazione.
Il soggetto è stato denunciato alla Procura della Repubblica per possesso ingiustificato di strumenti atti ad offendere.
I vigili del fuoco di Ascoli Piceno sono intervenuti alle ore 13 circa del 24 dicembre scorso per recuperare un peschereccio affondato in ormeggio al porto di San Benedetto del Tronto.
Sul posto è intervenuta una squadra del distaccamento di San Benedetto, con il supporto dell’autogrù della sede centrale, e una squadra di sommozzatori dal Comando di Ancona.
I vigili del fuoco hanno recuperato l’imbarcazione scongiurando anche eventuali problematiche ambientali concludendo le complesse operazioni alle ore 19:00.
Un incidente ha visto protagoniste due autovetture nel tardo pomeriggio, poco dopo le 18:40, lungo la strada provinciale 16, in corrispondenza del bivio per Melano, a Fabriano.
Sulla dinamica e sulle responsabilità del sinistro stanno lavorando gli agenti della polizia locale che sono prontamente intervenuti sul posto regolando la circolazione nell'attesa della messa in sicurezza dei mezzi operata dai vigili del fuoco del locale distaccamento.
A seguito dello scontro, uno dei mezzi si è rovesciato sul guardrail adiacente alla carreggiata.
Nessuna grave conseguenza per gli occupanti dei veicoli, ma molto spavento e ingenti danni alle vetture. Per uno dei due conducenti è stato disposto il trasferimento, per accertamenti, al pronto soccorso dell'ospedale di Fabriano.