I carabinieri forestali del Nucleo Cites di Ancona, insieme a personale dell'Agenzia Accise, Dogane e Monopoli (Adm) all'interno del Porto di Ancona hanno proceduto al sequestro penale di un cucciolo di cane di razza pastore belga Malionis.
L'animale era stato importato in Italia dall'Albania senza microchip (obbligatorio per legge) e al di sotto dell'età consentita; è stato accertato che i documenti di importazione attestavano falsamente l'avvenuta identificazione e la somministrazione della vaccinazione antirabbica.
Il cane era stato trasportato nel lungo tragitto dall'Albania all'Italia in un trasportino molto piccolo rispetto alle dimensioni del cucciolo, causando potenziale sofferenza, a bordo di un autobus non autorizzato al trasporto di animali.
Denunciati alla Procura della Repubblica di Ancona il trasportatore e il proprietario committente il trasporto per maltrattamento di animali e per aver utilizzato documenti falsi per l'importazione nell'Unione Europea.
Il cucciolo è stato visitato dai veterinari dell'Asur 2 e immediatamente sottoposto alle necessarie cure sanitarie e, appurata la mancata vaccinazione, data anche la provenienza del cane da uno Stato a rischio rabbia, è stato isolato e affidato in custodia al canile di Ancona, dove resterà nei prossimi giorni per accertamenti sanitari e cure del caso.
Al momento l'animale manifesta sintomi probabilmente riconducibili anche allo stress del trasporto, quale leggera disidratazione, problemi alla deambulazione accompagnati da sintomi nervosi, ma le condizioni di salute complessive restano buone.
I carabinieri forestali invitano tutti i cittadini che intendono acquistare animali da compagnia, in particolar modo durante le festività natalizie, a prestare attenzione ad alcuni aspetti di fondamentale importanza per evitare sofferenze degli animali, frodi e rischio di diffusione di malattie infettive provenienti da Paesi extra europei.
I carabinieri forestali delle Marche, nel 2022 hanno effettuato 1.281 controlli nel settore del benessere degli animali d'affezione, accertando 31 reati e denunciando 19 persone; 155 gli illeciti amministrativi accertati per una somma contestata pari a 38.171,64 euro.
Avevano messo a segno nel pomeriggio di martedì 20 dicembre tre furti in altrettante case nel Comune di Mogliano: due albanesi residenti in Campania erano riusciti a sfruttare l’assenza dei proprietari all’interno delle loro abitazioni, riuscendo poi a darsi alla fuga con un refurtiva in denaro (circa 8mila euro) e altri oggetti di valore.
A tradire i ladri è stata l’auto presa in affitto: negli ultimi giorni le forze dell’ordine avevano provveduto a diramare la targa della vettura a tutte le unità della provincia di Macerata e regioni vicine. La segnalazione è giunta nelle ultime ore da una pattuglia della Stradale di Frosinone: riconosciuto il mezzo, gli agenti hanno intimato l’alt ai due fuggitivi a bordo. Inutile il tentativo di darsi alla fuga, i ladri sono stati arrestati per resistenza a pubbico ufficiale e, una volta riconosciuti gli oggetti rubati, anche per il reato dei furti commessi a Mogliano.
Risulta coinvolta anche la tennista di origini maceratesi Camila Giorgi, 30 anni, nell'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Vicenza su false vaccinazioni anti-Covid, che a febbraio aveva portato all'arresto di tre persone, di cui due medici. Insieme a lei figura nell’inchiesta anche la cantante Madame
Il reato ipotizzato a carico delle due donne- riferisce l’Ansa - è di falso ideologico, per presunta irregolarità nella procedura di ottenimento del Green pass.
La tennista e la cantante sono nella lista dei clienti di uno dei medici arrestati, ma non sono sue pazienti. Secondo l'ipotesi d'indagine, potrebbero essersi recate appositamente nello studio di Vicenza per ottenere il Green pass pur non essendosi sottoposte alla profilassi.
Rimane da accertare se i due personaggi pubblici abbiano effettuato o meno la vaccinazione; per le esibizioni della cantante, comunque, all'epoca dei fatti bastava avere un tampone con esito negativo per poter lavorare. I due medici sono stati rimessi in libertà, nel frattempo, perché caduto il rischio di reiterazione del reato.
Si sente male e perde i sensi, accasciandosi a terra, mentre scende dall'auto, all'interno del parcheggio del supermercato: un uomo di 46 anni perde la vita. È successo nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle 18:45, al supermercato "Sì con Te" in via dei Velini, a Macerata.
La vittima è Paolo Scarpetta, un autotrasportatore residente a Montecosaro. Stando a una prima ricostruzione dell'accaduto, l'uomo è andato in arresto cardiaco nel parcheggio del negozio. Sono stati necessari pochi istanti ai due colleghi che erano con lui a bordo di un'auto aziendale, per accorgersi della gravità della situazione e allertare il 118.
I medici dell'emergenza, precipitatisi sul posto, hanno avviato le manovre di rianimazione cardio-polmonare e, successivamente, lo hanno trasferito al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata, dove si è spento pochi minuti più tardi.
La notizia della prematura scomparsa del 46enne si è diffusa rapidamente a Montecosaro, lasciando sgomenta l'intera comunità. Paolo Scarpetta lascia la madre Marisa, la compagna Marlene, i figli Lorenzo, Leonardo, le sorelle Luisa e Monia. I funerali si svolgeranno lunedì 26 dicembre, alle ore 10, presso la chiesa della Santissima Annunziata a Montecosaro.
Durante un’attività di controllo del territorio, i carabinieri della Compagnia Roma Parioli hanno arrestato due ragazzi di 19 anni, sorpresi con dosi di hashish e cocaina nascoste in alcuni cartoncini con l'immagine di Babbo Natale.
Si legge in una nota che i militari, insospettiti dai movimenti dei due giovani, "hanno proceduto di iniziativa alla perquisizione personale e dell'auto, rinvenendo 40 dosi di droga, alcune delle quali riportanti l'effige di Babbo Natale, suddivise in 44 grammi di cocaina e 30 di hashish”.
“Nelle abitazioni i carabinieri hanno trovato altri sei grammi di hashish, due di marijuana, il materiale utile per tagliare, pesare e confezionare la droga e 140 euro in contanti, ritenuti provento della pregressa attività".
I dati statistici purtroppo parlano di un continuo aumento dei casi di criminalità compiuti da giovanissimi, anche minorenni, nel territorio nazionale e le Marche confermano tale andamento: furti, spaccio di droga, violenze sessuali, stalking, sono alcuni dei reati più preoccupanti commessi dai minorenni di tutta la regione.
Spesso si associa la criminalità minorile a contesti di degrado economico, sociale e familiare; in realtà una percentuale piuttosto alta di tali reati viene commessa da adolescenti incensurati, appartenenti a famiglie di estrazione sociale medio alta, che per la “noia” di avere tutto, vanno contro tutto ciò che le regole da seguire impongono.
Inutile ribadire che in questi casi spesso alle spalle di questi adolescenti latita la figura genitoriale che educhi alle regole, ponendo limiti e punizioni a fronte di comportamenti sbagliati.
I carabinieri della Compagnia di Urbino hanno denunciato alla Procura della Repubblica un 31enne residente a Fermignano, originario dell'Est Europa, per simulazione di reato.
Il 7 dicembre i militari erano intervenuti per una presunta aggressione ai danni del giovane, che aveva riferito di essere stato assalito da un numero imprecisato di persone, le quali, dopo avergli legato le mani con del nastro adesivo, lo avevano poi picchiato.
Le immediate indagini condotte dall'Aliquota Operativa della Compagnia hanno però, sin dalle prime battute, fatto emergere alcuni dubbi rispetto alla genuinità del racconto dell'uomo.
In particolare, i carabinieri hanno rilevato diverse incongruenze nella dinamica dell'aggressione raccontata dal 31enne, cosa che ha portato i militari ad approfondire i suoi movimenti prima della presunta aggressione, dalle indagini è emerso che poco prima aveva acquistato in un supermercato un rotolo di nastro adesivo identico a quello trovatogli sulle mani al momento dell'intervento.
Questo ed altri elementi, ancora al vaglio degli inquirenti, hanno portato dunque al deferimento del 31enne per simulazione di reato.
Operazione di contrasto all’evasione fiscale e a tutela dei lavoratori nel distretto turistico/ricettivo. Scoperti oltre 470.000 euro occultati al fisco, individuati 2 dipendenti in nero. Nei guai i titolari di un'agenzia di viaggi e di uno stabilimento balneare di Civitanova Marche
Nell’ambito del costante monitoraggio delle attività commerciali del tratto costiero maceratese, operanti nel settore turistico - ricettivo, i finanzieri della locale Compagnia hanno dato esecuzione a due distinte attività, a seguito dell’attività di intelligence e dell’elaborazione di dati di interesse operativo acquisiti nel corso del periodo estivo trascorso,
Sulla base degli specifici indici di rischio, le Fiamme Gialle hanno in primis sottoposto a verifica fiscale un’agenzia di viaggi, che si è conclusa con la rilevazione dell’omessa presentazione della dichiarazione IVA a far data dall’anno d’imposta 2016 e con la constatazione di una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi, ammontante ad oltre 470.000 Euro.
A carico del legale rappresentante della società è stata altresì irrogata la cosiddetta “maxisanzione”, dal momento che all’atto dell’accesso dei militari in occasione dell’avvio della verifica fiscale è stata accertata la presenza di un lavoratore in nero addetto all’attività di segreteria.
Analoga sanzione - ammontante fino ad 10.800 euro per lavoratore - è stata formulata nei confronti dell’amministratore di uno stabilimento balneare di Civitanova Marche, anch’esso sottoposto ad un controllo fiscale, responsabile di aver assunto un dipendente con mansioni di cameriere senza le prescritte preliminari comunicazioni. Al datore di lavoro è stato anche contestato il mancato versamento della retribuzione con strumenti tracciabili, obbligo in vigore dal 1° luglio 2018.
Triplo colpo dei ladri, nel tardo pomeriggio di ieri, in tre distinte abitazioni in località Scalette a Camerino. In serata è scattato l’inseguimento dell’auto utilizzata dai malviventi durante il furto. I carabinieri hanno attuato diversi posti di blocco.
I militari sono stati impegnati in una ricerca in notturna per risalire a coloro che hanno messo a segno un tre furti in altrettante abitazioni in assenza dei proprietari. Grazie alle indicazioni raccolte dai cittadini, i carabinieri della compagnia di sono messi sulle tracce dei possibili responsabili. Rafforzate le zone di controllo
Un cane azzanna alle gambe una ragazza, ma il proprietario anziché soccorrerla si allontana con l'animale per non farsi identificare. La vittima però è riuscita a scattare una foto di cane e proprietario e l'ha consegnata agli agenti della polizia locale, che dopo una breve indagine lo hanno rintracciato.
Per il fatto è stato denunciato per lesioni colpose un uomo di 50 anni, residente a Falconara, che nelle scorse settimane si trovava con il suo amico a quattro zampe nell'area dedicata del parco Kennedy. Nello sgambatoio c'era anche una ragazza, che è stata aggredita e morsa dall'animale.
Il 50enne, anziché fermarsi per assistere la vittima, comunque ferita in modo lieve, si è allontanato per evitare di essere identificato e denunciato. La giovane, dopo averlo fotografato, si è rivolta alla polizia locale di Falconara per presentare querela contro ignoti e insieme alla ricostruzione degli eventi ha fornito anche la foto.
Gli agenti sono partiti dall'anagrafe canina e hanno individuato un ristretto numero di persone che possiede quella particolare razza di pastore, non molto diffusa in città. Allo stesso tempo, fotografia alla mano, hanno chiesto ai frequentatori del parco se conoscessero il proprietario dell'esemplare e gli elementi raccolti hanno permesso di risalire all'identità dell'uomo.
Non è la prima volta che la polizia locale interviene in casi di persone aggredite da cani. Solo il mese scorso era toccato a un 73enne, aggredito da un pittbull che una signora stava tenendo al guinzaglio: l'uomo era intervenuto perché il cane aveva azzannato il suo chihuahua, ma era stato morso al volto e a una mano. Prevista un'intensificazione dei controlli da parte della polizia locale.
Devono scontare una pena residua di 7 e 4 anni: ordine di carcerazione per due uomini. Ad eseguirli, nel pomeriggio di lunedì, sono stati i carabinieri delle stazioni di Sarnano e San Severino Marche.
Nel primo caso un 42enne di origini straniere era stato condannato per atti persecutori dal Tribunale di Macerata nel 2020 ed era sottoposto, dal mese di marzo del 2022, al regime della misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
La Corte di Appello di Perugia, nel mese di dicembre, lo ha condannato a un'ulteriore pena di 6 anni di reclusione, oltre a 27mila euro di multa per il reato di spaccio, perpetrato a Sarnano negli scorsi anni. Dovrà, quindi, scontare una pena residua di 7 anni e 4 mesi di reclusione (incompatibile con il regime della misura alternativa).
L'uomo è stato tradotto al carcere di Fermo e dovrà scontare la condanna fino al luglio 2029, al termine della quale sarà sottoposto ad espulsione dal territorio italiano, previo accertamento e valutazione della pericolosità da parte del magistrato di sorveglianza.
Nel pomeriggio dello stesso giorno i carabinieri di San Severino Marche hanno sottoposto all'ordine di esecuzione per la carcerazione dell'ufficio di sorveglianza di Macerata, un italiano, 55enne, già affidato in prova ai servizi sociali presso una comunità terapeutica locale.
L’uomo, condannato con sentenza definitiva (Tribunale di Isernia e Corte d’Appello di Campobasso) per molteplici reati (rapina, truffa, ricettazione, violazione legge in materia di armi ed evasione), era stato ammesso, nel mese di giugno di quest'anno, al regime alternativo alla detenzione per seguire un programma di recupero legato allo stato di tossicodipendenza, con vigilanza affidata ai carabinieri di San Severino Marche in relazione al rispetto delle prescrizioni.
Il cinquantacinquenne, condannato complessivamente a 13 anni di reclusione, è stato sottoposto alla sospensione dell’affidamento in prova e all’ordine di carcerazione mentre si trovava presso l’ospedale di Macerata, per aver ingoiato dei chiodi la sera del 18 dicembre come manifestazione di insofferenza verso la permanenza nella struttura di recupero terapeutico.
Preso in carico per la vigilanza dalla polizia penitenziaria di Fermo, sarà tradotto presso il carcere fermano alle dimissioni dalla struttura sanitaria. Dovrà scontare la pena residua di 4 anni e sei mesi di reclusione.
Sequestrato, dai finanzieri della compagnia di Civitanova Marche, un mix di stupefacenti: cocaina, hashish, marijuana e crack. Due responsabili sono stati denunciati a piede libero, mentre altre tre persone sono state segnalate alla Prefettura. È il risultato dei controlli svolti durante il sabato sera, in corrispondenza dell'evento organizzato in partnership con il Cocoricò (nota discoteca di Riccione, ndr), al Donoma di Civitanova Marche.
Nel corso della serata, che ha richiamato un gran numero di avventori, le fiamme gialle hanno messo in campo diverse pattuglie, coadiuvate dall’unità cinofila antidroga, con le quali hanno presidiato il locale casello autostradale e alcune strade del centro della città adiacenti al locale.
Sono stati eseguiti numerosi controlli a veicoli e persone e in cinque occasioni il fiuto del cane antidroga è stato determinante per rinvenire e sottoporre a sequestro un mix di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish, marijuana e crack, per un totale di 30 grammi.
Due responsabili, un 45enne residente a Civitanova Marche e un 27enne di Senigallia, sono stati deferiti a piede libero alla locale Procura della Repubblica, mentre due 18enni della provincia di Fermo e un 24enne della provincia di Teramo, sono stati segnalati alla locale Prefettura.
"L’operazione di servizio - evidenzia il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Ferdinando Falco - si inserisce nel più ampio dispositivo, ulteriormente rafforzato in prossimità delle festività natalizie e di fine anno, come concordato in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, di contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti".
Violento scontro tra due auto, nel rocambolesco impatto abbattuto anche un palo della Telecom: due feriti. L'incidente si è verificato nel tardo pomeriggio sulla strada provinciale 122, al km 6+900, in Contrada Capparuccia, a Ponzano di Fermo, nei pressi di un incrocio.
A scontrarsi una Skoda e una Lancia Ypsilon: a seguito dell'impatto entrambe le autovetture sono state catapultate in un campo posto al di fuori della carreggiata stradale. Entrambi gli uomini al volante sono stati trasferiti al pronto soccorso per accertamenti, ma non si troverebbero in gravi condizioni.
Immediato l'arrivo sul posto dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco di Fermo che hanno provveduto a mettere in sicurezza le autovetture e successivamente l’intera zona dove si è verificato lo scontro. Ad effettuare tutti i rilievi del caso per ricostruire l'esatta dinamica del sinistro sono stati i carabinieri.
Operazione "Fuochi sicuri" della Guardia di Finanza di Macerata: sequestrate quasi due tonnellate di fuochi d’artificio stoccati in maniera illecita. Denunciati 7 responsabili e posti sotto sequestro oltre 830.000 "botti".
IL FATTO – Gli uomini del nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Macerata - al termine di una capillare attività info-investigativa svolta sull’intero territorio provinciale - hanno effettuato controlli nei confronti di diversi operatori commerciali presenti sia nell'entroterra che sulla costa, riscontrando per cinque di essi, gestiti da cittadini di nazionalità cinese, modalità non idonee di stoccaggio di numerosi fuochi d’artificio.
Il materiale pirotecnico è stato rinvenuto nei luoghi di esercizio dell’attività nonché presso magazzini e depositi nella disponibilità degli operatori, in assenza di idonee precauzioni. I "botti" si trovavano ammassati alla rinfusa, insieme ad altri prodotti, senza rispettare la normativa che prevede la conservazione in imballaggi di trasporto appositamente approvati e posti a distanza di due metri da altra merce.
I fuochi d’artificio, in gran parte appartenenti alle categorie "F1 e F2", tra cui spiccavano bengala, fontane, batterie pirotecniche, non potevano essere custoditi con le modalità riscontrate. Nel corso dei controlli, i finanzieri hanno, inoltre, appurato che una delle ditte interessate vendeva materiale pirotecnico sebbene priva della prescritta licenza prefettizia.
Al termine delle operazioni, le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro di oltre 830.000 pezzi, per un totale di circa 1,8 tonnellate di fuochi d’artificio, e alla denuncia alla locale autorità giudiziaria dei cinque titolari delle imprese controllate e di altri due soggetti facenti capo alle stesse, per il reato di illegale detenzione di materiale esplodente. Sono in corso ulteriori accertamenti volti a ricostruire i flussi di denaro movimentati, in modo da verificare la posizione dei responsabili dal punto di vista fiscale.
Si è celebrata ieri mattina, presso il Tribunale di Macerata, l'udienza preliminare per due imputati 25enni di Potenza Picena accusati di violenza sessuale di gruppo e cessione di droga.
I fatti risalgono al 31 ottobre del 2020. Quella sera i due 25enni si trovavano nell'abitazione di uno di loro: avrebbero fatto assumere cocaina e hashish a una coetanea per poi approfittare del suo stato confusionale indotto dalle droghe, costringendola a subire atti sessuali e violenza di gruppo.
Entrambi rinviati a giudizio, il processo si aprirà il prossimo 26 giugno. La ragazza ieri non era presente e non si è costituita parte civile nel procedimento. Nessuno dei due imputati ha negato i fatti, pur dichiarando che la ragazza fosse consenziente; a dimostrazione di ciò avrebbero riferito di aver fatto rientro nelle proprie case tutti e tre insieme nella stessa auto. Difesi dagli avvocati Vando Scheggia e Gabriele Cofanelli, i giovani non hanno fatto richiesta di riti alternativi.
Non ci sarà un nuovo processo per Antonio Logli, condannato in via definitiva a 20 anni per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa e per la distruzione del suo cadavere. La terza sezione penale della Corte d’appello di Genova ha dichiarato inammissibile l’istanza di revisione della sentenza presentata il 5 dicembre dalla difesa dell'uomo.
Roberta Ragusa, 44 anni, sposata, due figli, gestiva una scuola-guida adiacente alla propria abitazione a San Giuliano Terme in provincia di Pisa. Il marito riferì di essersi svegliato la mattina del 13 gennaio 2012 senza la moglie accanto, di averla vista per l’ultima volta la sera precedente intorno alla mezzanotte, intenta a scrivere la lista della spesa.
Logli aveva precisato che Roberta poteva essere uscita di casa in stato confusionale a seguito di un’amnesia causata da un trauma subìto alla testa dopo una caduta accidentale dalle scale, alcuni giorni prima della sua scomparsa.
Ben presto, diversamente da quanto emerse dalle prime dichiarazioni dell’uomo, si delineò un quadro di crisi familiare sullo sfondo della scomparsa di Roberta, peggiorata dalla relazione clandestina tra il Logli e Sara, la babysitter dei loro figli. Alcune amiche di Roberta durante le indagini riferirono di aver raccolto i suoi sfoghi, legati alla crisi del suo matrimonio: la donna avrebbe confidato alle amiche di essere a conoscenza della relazione del marito (ma non anche dell’identità dell’amante).
Tra i comportamenti sospetti del Logli, ci fu quello di chiedere alla sua amante di cancellare tutte le prove della loro relazione la mattina dopo la scomparsa di Roberta, e di disfarsi del cellulare con cui comunicavano. Poco dopo la scomparsa si è inoltre rapidamente disfatto della macchina della moglie e ad un solo anno di distanza dalla scomparsa, ha dato inizio alla convivenza con Sara (alla quale, nel 2019, ha chiesto di sposarlo), proprio nella casa dove aveva vissuto con la moglie.
La lunga inchiesta portò all'arresto del marito, che nel tempo ha sempre respinto ogni accusa. La condanna giunse sulla base di "una lunga serie di indizi convergenti e rilevanti in ordine all'omicidio della moglie"; la sentenza ritenne Logli colpevole di averla uccisa per motivi sostanzialmente economici, quali la perdita della scuola guida, gestita in società con la moglie, o della casa di famiglia, qualora lei avesse chiesto, come sembrava intendesse fare, la separazione.
Alla base della condanna ci fu anche il racconto di un super testimone, Loris Gozzi, che dichiarò di aver visto marito e moglie discutere violentemente nella notte della scomparsa, fuori di casa, in macchina. In un periodo successivo però lo stesso testimone era finito in carcere per furto e avrebbe confessato a due compagni di cella di essersi inventato le accuse contro Logli. Da qui la richiesta di revisione del processo presentata dal Logli che però è stata respinta.
Il difensore del marito di Roberta Ragusa ha già preannunciato di voler ricorrere in Cassazione, chiedendo l'assegnazione di un'altra Corte per la discussione dell'istanza di revisione per motivi procedurali.
Ancora controlli a Porto Recanati e all’Hotel House: identificate complessivamente 164 persone. Tra il 19 e il 21 dicembre, nell’ambito dei servizi straordinari di controllo, la Polizia ha effettuato posti di blocco a Porto Recanati nelle strade con maggior afflusso di mezzi, nonché alle zone più a rischio sotto il profilo dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti.
Nel corso del servizio sono stati impiegati personale della Questura di Macerata, tra cui poliziotti dell’ufficio immigrazione, con il concorso di personale del reparto prevenzione crimine di Perugia e dell’unità cinofila antidroga della Questura di Ancona.
L’attività è stata estesa anche all’Hotel House, dove sono state controllate alcune decine di persone. Ciò anche al fine di prevenire i fenomeni connessi allo spaccio di droga a cui quell’area è particolarmente esposta.
In totale sono stati sottoposti a controllo 123 veicoli. Inoltre, un uomo, che viaggiava a bordo di un’autovettura unitamente a altre due persone, veniva trovato in possesso di alcuni grammi di hashish. Per questo motivo è stato segnalato alla locale Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti.
Filippo Ferlazzo era capace di intendere e di volere il 29 luglio scorso, quando in pieno centro a Civitanova Marche uccise l’ambulante nigeriano Alika Ogorchukwo.
È quanto stabilisce la perizia psichiatrica firmata da Gianni Giuli, consulente del gip di Macerata, nell’incidente probatorio sulla morte dell’uomo. Secondo lo stimato medico, Ferlazzo potrà quindi partecipare consapevolmente al processo che lo vede accusato di omicidio volontario aggravato e rapina del cellulare dell'ambulante.
La difesa dell'aggressore, che aveva ammesso sin da subito le sue responsabilità e che dal giorno dell'omicidio è detenuto nel carcere di Montacuto, aveva presentato molteplici documenti per certificare l'esistenza di una patologia psichiatrica comportante una invalidità riconosciuta al 100%, che tuttavia è stata superata dalla perizia richiesta dal gip.
Si assentavano durante l’orario di lavoro per andare al bar o al ristorante: denunciati dalla Finanza di Urbino 8 furbetti del cartellino. Si tratta di dipendenti di un ente pubblico, con le accuse di truffa aggravata continuata, falsa attestazione in servizio, abuso d’ufficio, frode informatica e accesso abusivo ad un sistema informatico.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle , i dipendenti si assentavano spesso dagli uffici, a volte anche per andare al bar o al ristorante, senza timbrare il badge. In alcuni casi le entrate e le uscite venivano regolarmente registrate con il cartellino, ma senza alcuna conseguenza.
Dalle indagini è emerso che il funzionario incaricato della gestione dei badge è risultato coinvolto nelle false rendicontazioni, insieme al coniuge. Tra gli altri soggetti collegati a questa vicenda il responsabile dell’Ufficio Amministrativo, che non solo non eseguiva i controlli previsti, ma partecipava alle uscite senza permesso.
Le risultanze delle indagini svolte saranno, inoltre, oggetto di segnalazione alla competente magistratura contabile in ordine alle plurime ipotesi di danno erariale emerse, con particolare riferimento alle ore di lavoro retribuite ai dipendenti segnalati in difetto dell’effettiva prestazione.
Operazione di servizio della Tenenza di Camerino a contrasto della commercializzazione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza. Sequestrati oltre 4800 decori natalizi. Esercente segnalato alla locale Camera di Commercio.
Nello specifico, i militari hanno focalizzato l’attenzione sulla merce esposta in vendita presso un esercizio commerciale di Tolentino, individuando, dopo un approfondito esame, oltre 4.800 decori natalizi non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla vigente normativa.
Alla luce di quanto emerso dal controllo e in considerazione del fatto che il commerciante non è stato in grado di esibire la documentazione attestante l’idoneità dei prodotti messi in vendita, gli stessi sono stati sottoposti a sequestro amministrativo.
A cura dei militari della Tenenza di Camerino saranno, inoltre, effettuati conseguenti accertamenti per verificare eventuali profili di irregolarità anche dal punto di vista fiscale.
I familiari non riuscivano a mettersi in contatto con l’uomo da un po' e hanno lanciato l’allarme: uomo trovato morto nella sua abitazione. Il fatto è avvenuto, intorno alle 18 di oggi, in una casa sita in Dante Alighieri a Civitanova Marche.
La vittima è Giuseppe Bruscantini, pensionato 66enne, che collaborava da qualche tempo con l'Academy Civitanovese per la quale faceva da autista ai ragazzini della società di calcio. L'uomo viveva da solo nell'abitazione.
Sul posto vigili del fuoco e sanitari del 118 hanno trovato il 66enne riverso a terra sul pavimento. Fatale probabilmente un infarto che non gli ha lasciato scampo. Sul luogo è intervenuta anche la Polizia per gli accertamenti del caso.