Trenta giorni di prognosi alla segretaria dell'accettazione, sette a un medico radiologo e una denuncia per lesioni personali. Questo il bilancio dell'aggressione avvenuta nel pomeriggio di mercoledì ai danni del personale in servizio presso l'ospedale di Civitanova Marche.
I fatti sono accaduti intorno alle 17.30. Un paziente si è presentato in accettazione del reparto di radiologia per ritirare un referto. Alla richiesta dell'impiegata del pagamento del ticket per poter ritirare la documentazione richiesta, l'uomo ha iniziato a protestare.
Dopo essersi momentaneamente allontanato, è tornato indietro e, entrato nella segreteria dell'accettazione, ha scaraventato a terra l'impiegata che ha riportato fratture al costato.
Un medico radiologo intervenuto in suo soccorso è stato aggredito, mentre nel frattempo il personale ha allertato la polizia: gli agenti giunti in ospedale hanno fermato ed identificato l'autore dell'aggressione che è stato denunciato.
Stroncato un trasporto abusivo di merci. La polizia stradale di Macerata, in stretta sinergia con il Comando Ancona, il 5 aprile scorso ha svolto un servizio operativo lungo la fascia costiera del territorio di Civitanova Marche, portando alla luce un'attività illecita dedita al trasporto di merce irregolare in ambito nazionale per conto di terzi (cosiddetto "cabotaggio") da parte di un autotrasportatore di nazionalità extracomunitaria.Tale attività ha determinato una sleale concorrenza nei confronti degli autotrasportatori in regola con la normativa nazionale.
Al conducente straniero è stata elevata una sanzione amministrativa di oltre 6.000 Euro e il conseguente fermo amministrativo del mezzo per 3 mesi. Nel corso del servizio specifico e mirato a tali controlli sono state altresì contestate dalla polstrada altre 8 infrazioni al Codice della Strada e alle leggi complementari.
Ricatto “a luci rosse” per un pensionato del Fabrianese che ha ricevuto richieste di soldi per evitare ritorsioni. L'uomo, recentemente, ha iniziato a navigare in un sito internet di incontri piccanti.
A un certo momento ha fornito anche il proprio numero di cellulare all'estorsore. Poco dopo, sia via cellulare che Whatsapp, ha iniziato a ricevere pressanti richieste di denaro e minacce di rendere pubbliche le conversioni e le immagini scambiate. Ha ceduto, inviando circa mille euro, ricaricando una carta ricaricabile. Le richieste di denaro,però, sono proseguite.
Il pensionato, a quel punto, ha deciso di reagire non effettuando più alcun versamento di denaro e manifestando l'intenzione di denunciare quanto stava accadendo ai carabinieri di Fabriano.
I militari, dopo lunghe indagini, hanno identificato e denunciato per estorsione un 30enne, incensurato, residente in Piemonte. I carabinieri invitano a "denunciare sempre, senza vergognarsi".
A processo per violenza sessuale aggravata, un operaio di 47 anni originario di un comune dell'entroterra maceratese dovrà rispondere dell’accusa di aver abusato delle figlie minori. Per l’accusa i presunti abusi si sarebbero verificati dal 2018 al 2021, sarebbero quindi iniziati quando le bambine avevano rispettivamente 9 e 10 anni.
La denuncia è partita a seguito del racconto che la maggiore delle sorelline avrebbe fatto agli insegnanti lo scorso anno: quando la madre e la nonna non c’erano o dormivano, lei e la sua sorellina minore sarebbero state costrette a subire le violenze sessuali dal padre, mai raccontate prima per il timore che la situazione peggiorasse. La scuola aveva attivato i servizi sociali, che a loro volta avevano segnalato la situazione alla Procura.
Durante l’udienza preliminare celebrata ieri mattina, il giudice ha accolto la richiesta del pubblico ministero, ed ha rinviato a giudizio l’imputato: il processo si aprirà il prossimo 10 ottobre dinanzi ai giudici del collegio I del Tribunale di Macerata. L’imputato ha sempre respinto le accuse e tramite il suo avvocato si è detto pronto a dimostrare in giudizio la sua innocenza.
Scontro tra auto e scooter: una ragazzina di 14 anni trasferita a Torrette con l’elisoccorso, è grave. È il bilancio di un incidente avvenuto questa notte, in via Silvio Pellico a Civitanova Marche.
Per cause in fase di accertamento, una vettura in transito e un motociclo - con in sella due giovanissime - sono entrati in collisione all'altezza del bowling. Ai rilievi procedono i carabinieri della Compagnia di Civitanova. L'impatto è stato violento, tanto che le due ragazze sono state sbalzate sull'asfalto facendo un volo di diversi metri rispetto al punto in cui è avvenuto l'incidente.
Ad avere la peggio una delle due adolescenti, una quattordicenne. Lanciato l’allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118, della Croce Verde e della Croce Rossa. I sanitari hanno deciso per il trasferimento a Torrette in eliambulanza della giovane, che si trova ricoverata in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'ospedale dorico. Meno preoccupanti le condizioni dell'altra ragazzina, traferita in codice giallo all'ospedale cittadino per un sospetto trauma cranico.
"Sono stata costretta a fare il test di paternità per mio figlio di soli tre mesi. E il padre è proprio Fabio, il mio compagno. Naturalmente, non avevo dubbi. Perché, quindi, l'ho fatto?. E, soprattutto, perché chiedo che venga riportata la notizia sui giornali? Se la fantasia (o la curiosità) vi sta portando chissà dove, leggete, e poi, mi auguro, vi indignerete insieme a me. Perché, delle volte, la becera realtà arriva a superare anche la più fervida fantasia" Con queste parole e molta amarezza, la deputata marchigiana Rachele Silvestri ha scelto di rendere pubblica la sua storia, inviando una lettera al Corriere della Sera.Nel 2018 lei, a quel tempo commessa da Penny Market, giovanissima grillina sin dal 2009, conquistò il primo posto in lista nel collegio Marche Sud con i 5 Stelle. "Nel 2019 sono uscita dal Movimento e, dopo un periodo nel gruppo Misto, ho aderito a Fratelli d'Italia. È stata una scelta di cuore e di ragione, perché col partito di Giorgia Meloni condividevo da tempo le idee e il coraggio. Circa un mese fa, una persona amica mi racconta che gira la voce che il mio bambino non sarebbe figlio del mio compagno, ma di un politico molto influente di Fratelli d'Italia, a sua volta sposato. Mio figlio sarebbe, quindi, nato da una relazione clandestina, grazie alla quale io avrei anche ottenuto la mia candidatura"Prosegue: "Mi chiedo: ma in quanti modi il corpo di una donna può essere violato, calpestato, abusato? Quante volte il dono della procreazione può essere strumentalizzato e degradato? In nome di cosa è giustificabile la violenza su un bambino appena nato? Non so chi sia stato. Molti, però, hanno scelto di condividere una evidente calunnia, di telefono in telefono, di chat in chat, rendendosi complici di questo schifo - afferma -. E anche chi sa ma ha deciso di non parlare lo è" La deputata ha scelto di condividere la sua storia "per tutelare mio figlio e Fabio, legittimo papà e mio amato compagno", mettendo così a tacere i pettegolezzi dilagati sulla sua vita privata.
Trentacinque mense e punti di cottura, controllati ai carabinieri del Nas nelle Marche, presso le strutture ospedaliere, case di cura e residenze protette: 12 nella provincia di Ancona, 8 in quella di Macerata ed altrettante a Pesaro, 6 in provincia di Ascoli Piceno ed una in quella di Fermo.
Nell'ambito delle verifiche effettuate in tutta Italia dai carabinieri della sanità, in 18 casi sono state riscontrate carenze strutturali consistenti nel distacco di parti di intonaco, dissoluzione di continuità nella pavimentazione, annerimento e presenza di fessurazioni nelle pareti.
In pochissimi casi sono state rilevate carenze igienico sanitarie dovute alla presenza di umidità. Al gestore di una mensa della provincia di Macerata è stata contestata una sanzione amministrativa di 1.000 euro per non aver provveduto ad effettuare le pulizie ordinarie.
Nella circostanza veniva rilevata la presenza di sporcizia diffusa sul pavimento relativa a residui di lavorazioni pregresse. I gestori delle mense non risultate in regola sono stati segnalati all'Autorità Sanitaria che provvederà ad emanare le relative prescrizioni per il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie.
Investono un ciclista e poi fuggono. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di San Benedetto del Tronto, insieme ai colleghi di Monteprandone, sono intervenuti per un incidente stradale nel corso del quale un'autovettura guidata da una donna aveva appena investito un ciclista 44enne del luogo, che fortunatamente non ha riportato gravi conseguenze, allontanandosi senza prestare soccorso.
Le testimonianze raccolte sul posto e la predisposizione di un accurato piano di ricerca attivato attraverso la Centrale Operativa, hanno permesso, dopo un inseguimento di circa un quarto d'ora, di intercettare il veicolo investitore, che nel frattempo si era dato alla fuga, bloccandolo in prossimità del centro cittadino.
Alla guida del mezzo c'era una donna 45enne e al posto passeggero il suo compagno 41enne, entrambi di San Benedetto del Tronto e in evidente stato di alterazione psicofisica. Durante il controllo, l'uomo ha rifiutato di fornire le proprie generalità e di sottoporsi all'accertamento etilometrico, aggredendo con calci e pugni i carabinieri, che con non poca fatica, sono comunque riusciti ad immobilizzarlo.
Il 41enne è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale ed omissione di soccorso e rinchiuso nella casa circondariale di Marino del Tronto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. La compagna invece è stata denunciata in stato di libertà e dovrà rispondere di guida in stato di ebbrezza ed omissione di soccorso. L'arresto dell'uomo è stato successivamente convalidato dal gip presso il Tribunale di Ascoli Piceno.
Incendio in una fabbrica dismessa di Macerata, in contrada Mozzavinci. Le fiamme sono divampate all'interno di un locale che era adibito ad attività produttiva, intorno alle 11 di questa mattina. Sul posto sono giunti immediatamente - con due autobotti - i vigili del fuoco del comando centrale, i quali hanno domato le fiamme evitando che si propagassero agli altri locali dello stabile e messo in sicurezza l'area coinvolta. In fase di ricostruzione l'origine dell'incendio, non si esclude la pista dolosa. Sul posto, per i rilievi di rito, anche la polizia di Stato. L'intervento dei vigili del fuoco è stato concluso soltanto nel primo pomeriggio. Non si registrano feriti o intossicati.
Si apre oggi il processo in Corte d'Assise a Macerata a Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, 32 anni, salernitano, che il 29 luglio dello scorso anno uccise a mani nude Alika Ogorchukwu, un ambulante nigeriano di 39 anni, nel corso principale di Civitanova Marche. (Leggi qui)
Alika aveva chiesto l'elemosina a Ferlazzo e alla sua compagna, che avevano rifiutato, l'ambulante aveva insistito toccando il braccio di lei, poi si era allontanato.
A quel punto Ferlazzo lo aveva rincorso e aggredito, prima colpendolo con la stampella che il nigeriano usava per camminare e poi salendo sopra di lui a cavalcioni e schiacciandogli il collo e la testa, per poi allontanarsi dopo aver preso il cellulare della vittima.
La vedova di Alika, Charity Oriakhi, con i figli, assistiti dall'avvocato Francesco Mantella, intende costituirsi parte civile, insieme ad altri parenti. Chiede di essere considerata parte civile anche l'associazione dei migranti nigeriani nelle Marche, rappresentata dall'avvocato Narciso Ricotta.
La difesa di Ferlazzo, che è stata sottoposto a perizia psichiatrica, aveva chiesto il rito abbreviato ritenendo che il reato potesse essere derubricato da omicidio volontario aggravato (per il quale è impossibile richiedere il rito alternativo) a omicidio preterintenzionale. Il primo marzo scorso il gip Claudio Bonifazi ha rigettato l'istanza del difensore: sarà il dibattimento a far emergere eventualmente elementi a sostegno della tesi della difesa.
Tragedia sul lavoro a Fano, dove un operaio è morto schiacciato da una pressa in uno stabilimento produttivo. Il fatto è accaduto questa mattina, in un sito industriale nella zona di via Papiria. La vittima è il 26enne Giacomo Cesaretti, un giovane lavoratore originario della stessa città pesarese.
Lanciato l’sos sono accorsi sul posto i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato vano. Presente su l luogo dell’incidente la polizia, che sta cercando di stabilire l’esatta dinamica di quanto avvenuto. Un dramma che riporta sotto i riflettori il problema delle morti bianche: secondo stime Inail sono in media tre al giorno le vittime sul lavoro in Italia.
Il mondo del calcio maceratese, e non solo, piange la scomparsa del talent scout Fabrizio Brandelli. L’uomo è deceduto ieri mattina, all’età di 53 anni, all’ospedale di Civitanova Marche dove era ricoverato in seguito a una lunga malattia che non gli ha lasciato scampo.
Fu tra i primi ad ottenere in Italia la qualifica di agente Fifa e, negli ultimi anni, era stato vicino agli ambienti calcistici di Corridonia e Sangiustese.
Persona molto stimata per la sua umanità e la capacità di scovare giovani talenti in giro per i campi di provincia e non solo, fu lo stesso Brandelli, ad esempio, a segnalare il talento di Douglas Costa durante un viaggio in Brasile. Numerosi i messaggi di cordoglio, apparsi via social, da parte delle società con cui aveva collaborato.
Incidente lungo l’autostrada, nei pressi di Pesaro, intorno alle 16.20 di oggi. Secondo la ricostruzione, un'auto - per cause da ccertare - ha tamponato un furgoncino mentre transitava sulla carreggiata nord dell'A14. A bordo della vettura due cittadini svizzeri che sono rimasti entrambi feriti e trasportati all'ospedale Torrette di Ancona.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Fano che hanno estratto uno degli occupanti dell'auto dalle lamiere dell’abitacolo, mentre il personale della polizia autostradale si è occupata dei rilievi del caso e di direzionare il traffico.
Ubriaco insulta gli agenti e li filma con lo smartphone mentre stanno eseguendo un controllo. Nei giorni scorsi personale della polizia di Stato è intervenuto nel quartiere Piano San Lazzaro di Ancona, alle 23.30, per controllare alcuni ragazzi segnalati per possesso di sostanza stupefacente.
Mentre i poliziotti stavano svolgendo il loro servizio, un cittadino peruviano, di circa 58 anni, in evidente stato di ebbrezza, ha cominciato a inveire contro gli stessi agenti, cercando poi di avvicinarsi.
Successivamente l’uomo ha tirato fuori il telefono cellulare e ha cominciato a riprendere i poliziotti con aria di sfida, impedendo loro di terminare i controlli. Gli operatori, a quel punto, lo hanno prima identificato e poi è scattata una doppia denuncia per il 58enne: oltraggio e ubriachezza molesta.
Raffica di controlli interforze a Civitanova Marche: identificate 100 persone. I servizi sono stati svolti nel pomeriggio di sabato scorso, con l’impiego di unità del reparto prevenzione crimine della polizia di Stato e un’unità cinofila, nonché della guardia di finanza.
In particolare, l’attività è stata svolta nel centro storico della città rivierasca, e nelle zone circostanti, con particolare riguardo i luoghi di aggregazione giovanile e le vie della città maggiormente frequentate, nonché la stazione ferroviaria e le aree ritenute più a rischio sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, anche al fine di prevenire episodi di violenza e fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Perde il controllo dell'auto (una Fiat Multipla) che si ribalta lungo la carreggiata: conducente finisce in pronto soccorso. È quanto avvenuto questa mattina, intorno alle 10, in località Santa Lucia, nel comune di Vallefoglia.
Immediato l'arrivo dei soccorsi sul posto. I vigili del fuoco della squadra di Pesaro, intervenuti con un'autobotte e un mezzo specifico per l'intervento, hanno estratto - in collaborazione con i sanitari del 118 - l'autista dalle lamiere dell'abitacolo. Il conducente è stato successivamente trasportato al pronto soccorso dell'ospedale limitrofo per accertamenti.
Ancora da chiarire le cause del sinistro. I rilievi spettano alla polizia locale. I pompieri hanno provveduto anche alla messa in sicurezza dell'area dell'intervento. Nel tratto, sino al completamento delle operazioni, si sono riscontrati rallentamenti al traffico.
È finita in tragedia la scomparsa di Vincenzo Lattanzi, il 72enne maceratese di cui si erano perse le tracce a partire dal 22 dicembre scorso. L'uomo è stato ritrovato intorno alle 15 del pomeriggio di ieri, nel bel mezzo di un canneto, in un'area isolata all'aperto di proprietà dell'Università di Macerata, a Santa Croce.
A scoprire il corpo, in avanzato stato di decomposizione, sono stati alcuni operai che si trovavano sul posto dalla mattinata ed erano intenti alla pulizia dell'area verde. Il terreno è stato posto sotto sequestro. Ancora in fase di ricostruzione, da parte degli inquirenti, le ultime ore di vita del 72enne. A portare avanti le indagini i carabinieri della Compagnia di Macerata, di concerto con il sostituto procuratore Claudio Rastrelli.
Secondo quanto filtra da una prima ispezione del cadavere, non sarebbero presenti sul corpo segni che possano ricondurre a una morte violenta. Per risalire alle cause del decesso è stata disposta un'autopsia. L'ipotesi più accreditata, al momento, è quella di un malore. La notizia ha gettato nel più profondo sconforto la famiglia dell'uomo, che dopo oltre tre mesi vissuti con grande apprensione nutriva - attraverso l'associazione Penelope Italia Odv - speranze di poterlo riabbracciare.
Ritrovato senza vita, in un canneto nel quartiere Santa Croce a Macerata, il corpo del maceratese Vincenzo Lattanzi. Dell'uomo, 72 anni, non si avevano più notizie dallo scorso 22 dicembre 2022, quando si era allontanato da casa facendo perdere ogni sua traccia.
Il cadavere è stato rinvenuto nel pomeriggio in avanzato stato di decomposizione. A dare l'allarme alcuni operai che si trovavano a pulire uno spazio verde. Ancora ignote le cause del decesso. Sul posto presenti i carabinieri della Compagnia di Macerata, gli operatori del 118 e il medico legale Ilaria De Vitis. Un sopralluogo è stato effettuato anche dal sostituto procuratore Claudio Rastrelli.
Una settimana dopo la scomparsa dell'uomo ne era stata ritrovata l'auto (che risultava rubata), una Opel Astra azzurra, in via Pagnanelli, nel quartiere Pace di Macerata, nella zona in cui si trova la vecchia casa del Lattanzi, abbandonata perché inagibile dopo il terremoto (leggi qui). In quell'occasione gli agenti della Volante della polizia si erano recati all'interno dell'abitazione, senza però trovare riscontri di una sua presenza recente.
La salma è stata portata all'obitorio dell'ospedale di Macerata, dove nei prossimi giorni potrebbe svolgersi - secondo le prime indiscrezioni - l'autopsia sul corpo, in modo da ricostruire la natura del decesso. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi (qui gli aggiornamenti). Incerta anche la datazione della morte. L'area, isolata, in cui è avvenuto il ritrovamento è stata sottoposta a sequestro.
Un autocarro urta un ciclista, lungo la strada provinciale 87 'Valdete" a Fermo, e lo fa piombare a terra prima di fuggire senza prestare soccorso. Il fatto risale al pomeriggio dello scorso 16 marzo, intorno alle 17:30. Dopo vari accertamenti, la Polizia stradale ha individuato e rintracciato il mezzo pirata; denunciato il conducente e patente sospesa per un anno.
Dopo l'incidente, il ciclista era stato immediatamente trasportato dal "118" presso il pronto soccorso dell'ospedale "Murri" di Fermo per le cure del caso. Sul luogo dell'impatto, un testimone fermatosi a prestare soccorso al ferito aveva riferito che era stato un "Fiat Ducato" di colore bianco a causare l'incidente: sulla carreggiata era stato invece rinvenuto un frammento di plastica di colore nero che, analizzato dagli operatori della Polstrada, era stato associato a un pezzo della copertura dello specchio retrovisore destro di un autocarro fiat Ducato terza serie.
Grazie alla minuziosa analisi delle telecamere di video-sorveglianza e al controllo delle attività commerciali fermane, era stato individuato inequivocabilmente l'autocarro in questione, parcheggiato nei pressi dell'abitazione del proprietario. La Stradale ha deferito all'Autorità Giudiziaria il conducente "fuggito" per i reati di fuga ed omissione di soccorso con conseguente sospensione della patente di guida per un anno.
Camion finisce con le ruote del semirimorchio in una cunetta a lato della strada e non riesce a proseguire la marcia. Il fatto si è verificato, nel primo pomeriggio di oggi, a Sassoferrato, nella frazione di Radicosa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. L'autoarticolato, che trasportava materiale ferroso, è stato imbracato nella parte posteriore e sollevato con l’autogru per riportarlo sulla sede stradale. Sino al completamento delle operazioni di recupero, il tratto è rimasto chiuso al traffico.