Anziano trovato deceduto in casa propria dalla moglie: il 90enne si è sparato con una vecchia pistola questa mattina.
Il dramma si è consumato a San Severino intorno alle 9, quando la moglie dell'uomo ha sentito il colpo di pistola e, entrata nell'abitazione, ha trovato il marito senza vita.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli operatori sanitari del 118, che non sono riusciti a fare nulla per salvare la vita al 90enne.
Stando alle prime ricostruzioni della compagnia di Tolentino, il gesto sarebbe stato causato da un peggioramento nelle condizioni di salute dell'uomo.
Tredicenne cade in mare nella zona portuale di Civitanova Marche: salvato dai vigili del fuoco. È quanto avvenuto intorno alle 18:30 del pomeriggio di Pasqua, sul lungomare sud. Secondo una prima ricostruzione, il giovane di origini magrebine sarebbe caduto inavvertitamente in acqua nei pressi del molo sud.
Alcuni passanti si sono accorti dell'accaduto e hanno allertato la Guardia Costiera di Civitanova Marche che è immediatamente intervenuta con il personale dell’equipaggio di servizio SAR (Search and Rescue).
Mentre l’equipaggio SAR raggiungeva il Molo Sud, un secondo ragazzo, che nel periodo estivo lavora come assistente bagnanti, si è tuffato in acqua con l’intento di prestare soccorso al tredicenne che stava perdendo le forze.
Giunto in banchina, il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Civitanova Marche ha trovato il ragazzo in acqua in ipotermia che si teneva ad una catena della banchina e gridava aiuto.
Gli uomini della Guardia Costiera lo hanno avvicinato con un'imbarcazione ormeggiata all'adiacente banchina di Riva e con l’aiuto del secondo ragazzo in acqua lo hanno issato a bordo dell’imbarcazione.
Il tredicenne soccorso, che era vigile ma in avanzato stato di ipotermia, è stato immediatamente coperto e le sue condizioni sono state continuamente monitorate anche con l'aiuto di un medico presente nei pressi del porto, in attesa dell'arrivo dell'ambulanza del 118.
Successivamente sono arrivate in porto anche due autopattuglie dei Vigili del Fuoco che hanno cooperato con la Guardia Costiera al monitoraggio delle condizioni vitali del soccorso. Il ragazzo è stato trasportato presso il locale ospedale ed è stato dimesso dopo qualche ora.
Una scossa di terremoto magnitudo 3.1 è stata registrata in mare a 10 km di profondità, secondo le rilevazione dell'Ingv, davanti alla costa pesarese intorno alle 16 di oggi, domenica di Pasqua. L'epicentro è stato indicato a Torrette di Fano
L'episodio sismico è stato avvertito nei centri vicini all'epicentro tra cui Pesaro e Ancona. Al momento non si registrano danni.
Tremendo incidente nel pomeriggio di ieri al crossodromo Alvaro Peverieri in località Acquasanta. Gravissime le condizioni di un pilota 17enne di Cingoli vittima di una tremenda caduta nella parte bassa della pista. Erano da poco passate le 17 quando il giovane, in sella al suo Tm125cc, stava facendo un giro di prova.
Una volta arrivato nella parte bassa della pista, la moto s’è trovata di fronte una duna e ha impuntato con la ruota anteriore: il Tm ha disarcionato il giovanissimo pilota, che è stato sbalzato al suolo. Una caduta choc, nell’impatto violentissimo col terreno, il ragazzo ha battuto la testa a terra perdendo conoscenza. L’allenamento è stato subito interrotto e il titolare dell’impianto e lo staff tecnico sono intervenuti, lanciando disperatamente l’allarme al 112.
Data la gravità della situazione, dalla centrale operativa del soccorso è stata inviata sul posto l’eliambulanza, atterrata proprio nell’area del crossodromo. I sanitari hanno subito intubato il pilota, trasferendolo con un codice rosso avanzato al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette.
Le sue condizioni sono gravi. Per tutta la notte il 17enne è stato sottoposto ad accertamenti sanitari. I medici si sono riservati la prognosi. Al crossodromo sono intervenuti anche i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Jesi che hanno eseguito i rilievi di legge e sentito le testimonianze dei presenti, tutti sotto choc per quanto accaduto.
Tentativo di furto nel negozio “Tezenis” del centro commerciale di Macerata: due minorenni hanno cercato di rubare un quantitativo di merci dal valore complessivo di 250 euro, uscendo senza pagare. I sistemi antitaccheggio hanno allertato le commesse del negozio che hanno sventato il tentativo e contattato la questura di Macerata.
È quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri, 7 aprile, alle 19 e 30 presso il centro commerciale “ValdiChienti, quando gli agenti della Polizia di Macerata sono stati allertati dal personale del negozio dopo aver bloccato le due minorenni mentre cercavano di uscire senza aver pagato i vestiti. In corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.
Venerdì 21 aprile, alle 20, centinaia di palloncini bianchi si leveranno in cielo dalle Marche, dalla Puglia e da altre località per chiedere giustizia sulla morte di Giuseppe Lenoci, lo studente16enne deceduto il 14 febbraio del 2022 in un incidente stradale avvenuto a Serra de' Conti (Ancona) mentre era impegnato in un progetto di alternanza scuola-lavoro. Perché il 21 aprile? Perché quel giorno Giuseppe avrebbe compiuto 18 anni.
Giuseppe, figlio di una coppia originaria di Canosa di Puglia, abitava con la famiglia a Monte Urano, in provincia di Fermo. Quella mattina di 14 mesi fa perse la vita mentre viaggiava su un mezzo dell'azienda titolare del progetto di alternanza, a circa 100 chilometri da casa. Il furgone, guidato da un 18enne, si schiantò contro un albero. La famiglia Lenoci vuole che venga accertata la verità, fino in fondo.
Nel febbraio scorso la Procura ha notificato un avviso di conclusione delle indagini per omicidio stradale all'autista del mezzo sul quale viaggiava il 16enne. L'uomo è un operaio della ditta di Molini di Tenna nel settore termoidraulico nella quale Lenoci si stava formando come operaio specializzato.
(Fonte Ansa)
Dal 5 al 7 aprile, sono stati effettuati controlli su tutto il territorio comunale di Civitanova Marche. Nel corso dei servizi sono state identificate 361 persone e sottoposti a controllo 182 veicoli.
L’attività di prevenzione, messa in atto dalla polizia di Stato per garantire maggiore sicurezza sul territorio, è stata svolta, oltrechè nel centro cittadino, anche nelle zone circostanti con posti di controllo nelle vie di accesso e uscita dalla città.
Particolare attenzione è stata dedicata ai luoghi di aggregazione giovanile, alle aree verdi della città, alla stazione ferroviaria e le aree ritenute più a rischio sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, anche al fine di prevenire episodi di violenza e fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.
All’esito degli accertamenti, i carabinieri di San Ginesio, unitamente alla polizia locale di Tolentino, hanno denunciato all’autorità giudiziaria un uomo per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Il 17 marzo scorso questi si era introdotto nell’androne di un teatro locale infastidendo alcuni cittadini sia all’interno che all’esterno della struttura, lungo le vie del centro.
All’arrivo della polizia locale e dei carabinieri si era rivolto ad agenti e militari intervenuti con frasi molto offensive alla presenza di numerose persone. Già sanzionato per ubriachezza molesta, dovrà rispondere anche del reato penale.
I militari della Stazione carabinieri di Tolentino hanno eseguito oggi l’ordine di carcerazione nei confronti di un uomo di 37 anni, residente in zona. In particolare i carabinieri hanno dato esecuzione all’ordine della Procura della Repubblica di Macerata,Ufficio Esecuzioni Penali, di espiazione della pena detentiva residua di 7 mesi, oltre a una multa per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso anni addietro, per i quali l’uomo è stato condannato in via definitiva.
Ammesso alla pena alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali nel marzo del 2022, l’uomo aveva violato le disposizioni imposte dalla magistratura, in particolare allontanandosi per un periodo senza autorizzazione dal territorio nazionale.
A seguito denuncia dei carabinieri il magistrato di sorveglianza ha pertanto revocato il beneficio della misura alternativa alla detenzione. Il trentasettenne, ora ristretto al carcere di Fermo, era già stato condannato per due volte per un reato analogo e ha taluni precedenti di polizia.
Numerosi nei giorni scorsi i controlli alla circolazione stradale da parte dei carabinieri della Compagnia di Tolentino. All’esito degli accertamenti i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno denunciato un ventenne, residente in provincia, per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Alla guida di un motociclo, in località Abbadia di Fiastra, il giovane era rimasto coinvolto in un incidente stradale (con lievi lesioni per conducente e trasportato). Seguito accertamenti sanitari richiesti dai carabinieri presso l’ospedale di Macerata, è emerso che il ragazzo si era posto alla guida positivo ai cannabinoidi.
Analogamente, a seguito di un incidente stradale avvenuto in Sant’Angelo in Pontano, i militari hanno denunciato un trentasettenne proveniente da fuori provincia per rifiuto a sottoporsi all’accertamento mediante etilometro. Dopo l’incidente l’uomo era stato accompagnato presso il pronto soccorso per le cure delle lesioni riportate. Alla richiesta di eseguire gli accertamenti finalizzato a verificare se vi posse positività ad alcol e sostanze stupefacenti, l’uomo ha opposto rifiuto, allontanandosi anche subito dal pronto soccorso.
Un ventiduenne è stato denunciato dai carabinieri di San Severino Marche perché durante un controllo alla circolazione stradale, effettuato a Tolentino, è stato fermato alla guida della propria auto in palese stato di ebrezza. Seguito accertamento mediante etilometro il ragazzo è risultato positivo con un tasso di 1,78 gr/l. oltre alla denuncia penale per lui è scattato il ritiro del titolo di guida.
"Sussiste certamente un vizio di motivazione decisivo" nella condanna per peculato emessa dalla Corte di appello di Perugia, il 27 ottobre 2021, nel processo di appello bis a carico dell'ex presidente dem della Regione Marche Gian Mario Spacca e dell'ex consigliere regionale del Pdl Giacomo Bugaro condannati - con ribaltamento dell'assoluzione pronunciata dal Tribunale e poi dalla Corte di appello di Ancona nel 2019 - rispettivamente a un anno e otto mesi, e a un anno e sei medi di reclusione, con sospensione della pena.
Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni depositate ieri - nelle quali definiscono "anomala" la condanna dei due imputati con riferimento alla introduzione di elementi di "confusione ed incertezza" - con le quali gli 'ermellini' spiegano perché hanno disposto l'appello ter per il processo sulle presunte 'spese facili' al Consiglio regionale delle Marche.
L'udienza si è svolta lo scorso otto febbraio e le spese si riferiscono al periodo 2008-2012. Accogliendo il ricorso dei legali di Spacca e Bugaro, il primo difeso da Salvatore Tesoriero e Alessandro Gamberini, il secondo da Davide Toccaceli insieme a Gamberini, i supremi giudici hanno annullato le condanne con rinvio "per nuovo giudizio" davanti alla Corte di Appello di Firenze individuando molte pecche nel verdetto dei magistrati umbri.
Secondo la Cassazione è tutta da rivedere la fondatezza dell'accusa di appropriazione di fondi pubblici - per 4600 euro contestati a Bugaro per spese postali e convegnistiche, e per 23.300 euro a Spacca per le spese di spedizione dei periodici 'Marche Domani' e 'Koinè' e la messaggistica Aruba.
Nel ricorso alla Suprema Corte, le difese hanno sostenuto che "nel riformare la pronuncia assolutoria" i togati perugini non si erano "adeguatamente confrontati con la ricostruzione del giudice di primo grado che aveva affermato che si trattava di spese lecite aventi ad oggetto tematiche strettamente connesse a questioni di interesse regionale ed all'attività consiliare e del suo presidente"
Uomo trovato morto nel cortile della propria abitazione: il dramma si è consumato nel pomeriggio, poco dopo le 17, in via Roma, a Macerata. A perdere la vita il 66enne Gabriele Serafini, che lascia una compagna e due figli.
Una volta scattato l’allarme, l’intervento del 118 non è bastato a salvargli la vita. Gli operatori dell'emergenza non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo, il cui corpo è stato rinvenuto nel cortile di casa.
Presenti sul luogo anche i carabinieri per gli accertamenti del caso, ma non sembrano esserci dubbi sulle cause naturali del decesso.
Uomo cade da una pianta e impatta violentemente a terra dopo un volo di circa due metri. È quanto avvenuto, nel pomeriggio di oggi, a Mogliano in contrada San Gregorio.
Sul posto è immediatamente intervenuto il personale del 118 che ha soccorso il ferito e richiesto il supporto dell'eliambulanza. L'uomo - un settantenne - è stato trasportato all'ospedale Torrette di Ancona in codice rosso, a seguito dei traumi riportati nella caduta.
È stata emessa ieri dal tribunale di Pesaro la sentenza di condanna ad un anno e 6 mesi per stalking nei confronti di un 44enne, piccolo imprenditore del posto, accusato di atti persecutori nei confronti dell'ex compagna.Pedinamenti, controlli, messaggi, chiamate, l'uomo è giunto a fare 107 telefonate in un giorno solo alla sua vittima, per verificare i suoi spostamenti.Ossessionato, secondo l'accusa, dall'eventuale presenza di figure maschili accanto all'ex compagna, la pedinava quotidianamente nonostante l'ammonimento del questore. Oltre all'accusa per atti persecutori, pendeva sull'uomo anche quella di maltrattamenti, poiché in passato avrebbe picchiato la donna, anche in presenza della figlia di lei. Ieri il collegio ha assolto il 44enne per i maltrattamenti ma lo ha condannato a un anno e sei mesi per stalking. L’uomo era già stato condannato in passato a un anno per atti persecutori nei confronti della precedente compagna.
I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, in collaborazione con i colleghi della locale stazione di Corridonia, hanno arrestato e disposto i domiciliari per un 73enne di Ancona, indagato per i reati di furto di beni culturali e autoriciclaggio.
Secondo l'accusa l’uomo, già noto alle forze dell'ordine, sarebbe il responsabile del furto commesso nel febbraio scorso all’interno della Chiesa di San Pietro Paolo e Donato, da dove sparirono 3 calici in argento.Il 73enne avrebbe quindi venduto la refurtiva ad un commerciante di preziosi di Ancona, presentando documenti falsi che ne attestavano la provenienza lecita.
L'operazione, condotta dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ancona, si chiama "Fast and Clean", veloce e pulito: così come l'organizzazione criminale riusciva a riciclare un fiume di soldi illeciti.
La guardia di finanza ha condotto un'operazione, coordinata dalla Procura, su una rete di imprese, gestite da un'organizzazione criminale che ha emesso fatture false da gennaio 2022 a febbraio 2023, per 150 milioni di euro, utilizzate da oltre 600 imprese in territorio italiano (alcune del settore costruzioni concessionarie di crediti di imposta derivanti dai bonus edilizi) con una evasione di Iva di 33 milioni di euro, un potenziale risparmio illecito sulle imposte dirette superiore a 28 milioni di euro con riciclaggio verso la Cina dei proventi illeciti.
Nel corso delle indagini, condotte dalla tenenza della Guardia di finanza di Senigallia, sono state denunciate 18 persone per emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, infedele e omessa dichiarazione, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio: si tratta di 3 italiani e 15 cinesi.
Ai domiciliari una donna cinese, ritenuta tra i principali responsabili. Eseguite 10 perquisizioni e un sequestro preventivo per equivalente dell'importo di 33 milioni di euro di conti correnti bancari, autovetture di pregio, uno stabilimento tessile da 150mila euro, denaro contante per circa 30mila euro, orologi, gioielli, 9 immobili del valore complessivo di oltre un milione di euro.
Sono state sottoposte a sequestro preventivo anche 15 imprese, di cui è stata disposta la cancellazione per evitare la prosecuzione dell'attività illecita.
I finanzieri del comando provinciale di Trieste hanno eseguito un sequestro preventivo di oltre 212 mila euro emesso d'urgenza dal Gip di Trieste su richiesta della Procura, finalizzato alla confisca dei crediti fiscali ottenuti in modo fraudolento da una società edile di Pesaro.
Il titolare di questa è stato denunciato con l'amministratore di fatto di una società edile triestina che in qualità di subappaltatrice aveva fatturato opere mai eseguite, e un ingegnere iscritto all'Albo di Milano che ha rilasciato false asseverazioni sullo stato di avanzamento di tali lavori.
Ai tre viene cointestato il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La società edile di Pesaro avrebbe documentato il completo rifacimento delle facciate di due immobili residenziali di pregio a Trieste, intervento in realtà mai neppure iniziato. Contestualmente al sequestro sono state eseguite numerose perquisizioni dai militari a Trieste, Pesaro-Urbino e Milano.
(Fonte Ansa)
Sono gravissime le condizioni di salute di un uomo di 64 anni ferito in un incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio di ieri a Montemonaco, in provincia di Ascoli Piceno
Il 64enne stava lavorando con un trattore quando, per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri della locale stazione, è finito con le gambe sotto i cingoli del mezzo.
Scattato l'allarme, sul posto sono giunti i vigili del fuoco che con non poche difficoltà sono riusciti ad estrarlo e consegnarlo ai sanitari del 118. Alla luce della gravità delle lesioni riportate alle gambe i medici hanno chiesto l'intervento dell'eliambulanza per trasferire il paziente all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona. L'uomo rischia l’amputazione di una gamba.
Un grave incidente si è verificato, intorno alle 18:30 di oggi, in una pista da cross privata di Morrovalle e ha coinvolto due piloti che stavano provando.
Ad avere la peggio uno dei motociclisti, trasportato in codice rosso con l'eliambulanza presso il pronto soccorso dell'ospedale di Torrette, a causa dei traumi riportati.
L’altro pilota coinvolto, invece, è stato trasferito al nosocomio di Civitanova Marche con un codice di media gravità.
Moto contro auto: centauro trasportato a Torrette. È il bilancio di un incidente avvenuto, intorno alle 17, lungo la Statale 77 nel territorio comunale di Muccia. Ad avere la peggio il giovane in sella alla due ruote che è finito a terra nel tamponamento.
Lanciato l’allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118 e i vigili del fuoco. Gli operatori dell’emergenza, prestate le prime cure del caso, hanno poi trasportato il ferito in ambulanza nel vicino campo sportivo di Muccia, dove nel frattempo era atterrato l’elicottero del soccorso regionale, che lo ha trasferito per ulteriori accertamenti all’ospedale dorico di Torrette.
Le condizioni del centauro non desterebbero, comunque, particolari preoccupazioni. Ai carabinieri è spettato il compito di ricostruire l'esatta dinamica di quanto avvenuto.
È di 20 giorni di sospensione con riduzione dello stipendio la pena inflitta dall'ufficio scolastico provinciale di Oristano alla maestra Marisa Francescangeli, classe 1965.
Tutto ha inizio il 22 dicembre del 2022 quando la maestra viene chiamata a sostituire un collega assente. Il Natale è alle porte e l'insegnante ha l'idea di far costruire agli alunni un bracciale con le perline che rappresentasse il rosario e, poco prima dell'uscita, fa recitare loro tutti insieme il Padre Nostro e l'Ave Maria.
Un'idea che non è piaciuta ad alcune mamme che hanno segnalato la cosa al dirigente scolastico di un istituto di San Vero Milis - comune in provincia di Oristano - che, di lì a poco, ha convocato la maestra e i genitori per un confronto nel suo ufficio. Alle rimostranze dei genitori la maestra ha fatto le sue scuse ai genitori intervenuti e al dirigente, ma la situazione non si è comunque risolta così.
Lo scorso 2 marzo la maestra è stata convocata dalla direzione dove le è stato notificato il provvedimento: venti giorni di sospensione dall'insegnamento a decorrere dal giorno di rientro (la maestra è attualmente in malattia) con decurtazione di una parte dello stipendio. Per l'insegnante, quindi, porte chiuse sino al 16 aprile.
Una situazione che riporta inevitabilmente alla luce le vicende della professoressa Clara Ferranti nell'Università di Macerata., vicenda della quale si era addirittura interessato il ministero attraverso l'interrogazione dell'onorevole Giovanni Paglia invocante una lesione del principio di laicità dello Stato Italiano
Tornando alla maestra Francescangeli, l'insegnante non ci sta e chiede l'accesso agli atti dove legge che gli vengono contestati più episodi: l'aver fatto pregare i bambini, l'aver fatto loro costruire un rosario e l'averli "spaventati" quando, in altra occasione, aveva spiegato agli stessi alunni la grave pericolosità del fumo. Una risoluzione ritenuta inaccettabile dall'insegnante che annuncia ricorso al dispositivo, ritenendo immeritato il biasimo e ancor di più il provvedimento, considerato umiliante, che è stato preso nei suoi confronti.