Il caso di Emanuela Orlandi, scomparsa nel nulla il 22 giugno 1983, sta sollevando forti polemiche a seguito dell'intervista rilascita da Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, alla trasmissione DiMartedì su La7 nella serata dell'11 aprile. In quell'occasione Orlandi ha reso note alcune dichiarazioni ricevute nell'ambiente del Vaticano su Giovanni Paolo II e sulle sue presunte abitudini. In particolare durante la trasmissione aveva ripetuto testualmente la frase che si era sentito dire: "la sera se ne usciva con due suoi amici monsignori polacchi e non andava certo a benedire le case".
La stessa frase era stata da lui "consegnata" al promotore di giustizia Diddi, come raccontato in trasmissione, quando è stato chiamato per essere ascoltato e per verbalizzare le sue dichiarazioni sul caso della scomparsa della sorella, insieme a tutti i nomi ed i cognomi emersi nelle indagini condotte privatamente dalla famiglia Orlandi (leggi qui).
Stando a quanto riferito dai media vaticani, questa mattina avrebbe avuto luogo un incontro "lampo" tra il Promotore di Giustizia del Vaticano Alessandro Diddi e Laura Sgrò, il legale della famiglia di Emanuela Orlandi. L'obiettivo della Santa Sede era quello di ottenere maggiori informazioni sulla fonte delle accuse a Giovanni Paolo II.
Un articolo di Vatican News su tali fatti ha suscitato oggi la rabbia e l'indignazione di Pietro Orlandi: l'articolo è del seguente tenore: “Accuse a Wojtyla, Pietro Orlandi e l’avvocato Sgrò si rifiutano di fare nomi. Il fratello della ragazza scomparsa non ha indicato le fonti delle informazioni al Promotore di Giustizia. Ci si attendeva che lo facesse l’avvocato, che nei mesi scorsi aveva più volte lamentato di non essere stata ancora convocata: ma ha sorprendentemente scelto di opporre il segreto professionale”
Vatican News ha proseguito: "Inaspettatamente e sorprendentemente" l'avvocato avrebbe deciso "di non collaborare con le indagini dopo che più volte e pubblicamente, negli scorsi mesi, aveva chiesto di poter essere ascoltata", rifiutandosi di "riferire da chi lei e Pietro Orlandi abbiano raccolto le voci sulle presunte abitudini di Papa Wojtyla”.
La reazione di Pietro Orlandi è stata immediata, ed ha affidato il suo sfogo al suo profilo Facebook: “Ma sono impazziti? Ma cos’è questo gioco sporco? Ma chi si rifiuta di fare i nomi? Ma se gli abbiamo dato una lunga lista di nomi, ma perchè? Altro che strumentalizzare parole, qui in questo titolo c’è il peggio del peggio. Ma come, sono andato in primis a verbalizzare proprio per fare i nomi, tra gli altri, riguardo i famosi messaggi whatsapp affinchè fossero convocati e interrogati e ora hanno il coraggio di dire che non ho fatto nomi? Mi auguro solo sia un’incapacità nel riportare le notizie da parte del giornalista e non una dichiarazione del Promotore”.
Proprio durante la trasmissione “DiMartedi’”, Orlandi nel fare riferimento alle frasi a lui riportate da persone dell'ambiente Vaticano su Papa Wojtyla, aveva precisato che non stava muovendo e non aveva mosso accuse nei confronti di Giovanni Paolo II, (diversamente da quanto alcuni organi di stampa hanno "forzatamente" sostenuto all'indomani della sua intervista), ma aveva chiesto al pg Diddi di fare luce su tali gravissimi fatti e su tali dichiarazioni ricevute: “Ho chiesto di indagare e Diddi (il promotore di giustizia vaticano) mi ha risposto non possiamo escludere di indagare anche se c’è il nome di Giovanni Paolo II; noi dobbiamo indagare su tutto, Papa Francesco mi ha chiesto di indagare senza fare un minimo di sconto a nessuno”.
Anche Sgrò ha replicato all'articolo del Vatican News: "Pietro Orlandi, è stato ascoltato per ben 8 ore I'11 aprile dal Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi, al quale ha presentato una corposa memoria corredata da un elenco di 28 persone, chiedendo motivatamente che siano presto ascoltate".
Ed ancora: "Per quanto riguarda, invece, una mia personale audizione come persona informata sui fatti, essa è evidentemente incompatibile con la mia posizione di difensore della famiglia Orlandi e dell'attività in favore della ricerca di Emanuela che sto svolgendo. Questo è quello che ho pacificamente rappresentato, come avevo già fatto telefonicamente e via mail, al Promotore di Giustizia e a tutti i presenti".
foto Ansa
L’associazione CivitaSvolta denuncia un atto di vandalismo perpetrato ai danni del frigo book collocato all’esterno della biblioteca sul mare “Biblio Express”, in viale Vittorio Veneto nella cità rivierasca. Il frigo book era nato come libreria gratuita aperta 24 ore su 24 ridando vita ad un vecchio frigorifero, riadattato dall’associazione e rimesso a nuova vita per il bene di tutti.
Al ritorno in sede dopo la pausa pranzo, i membri dell’associazione hanno trovato il dispositivo gravemente danneggiato, con il vetro frantumato in mille pezzi: “Questi fatti ci rendono più forti, più determinati e più resistenti alle intemperie, alle angherie, ai detrattori – si legge in nota stampa - La cultura rende liberi e festeggeremo tra breve la liberazione dal nazifascismo in due step il 25 e il 26 di aprile”.
Il gruppo CivitaSvolta rende noto che lunedì mattina verrà esposta una denuncia ufficiale contro ignoti: “Grazie a tutti quelli che vandalizzando ci fanno sapere che la strada intrapresa è quella giusta: la libertà di pensiero critico”.
Frontale tra auto e furgone: tre feriti, una donna trasferita a Torrette in eliambulanza. È il bilancio di un incidente avvenuto, poco dopo le 12:30, lungo la provinciale 40 a Montelupone
I mezzi - che viaggiavano in direzioni opposte - si sono scontrati frontalmente. Sul posto, la squadra dei vigili del fuoco ha provveduto a estrarre la donna dalle lamiere della vettura, utilizzando dell’attrezzatura specifica e, successivamente, a mettere in sicurezza l’area dell’intervento.
La persona ferita è stata poi trasportata all’ospedale di Torrette, non si troverebbe tuttavia in pericolo di vita. Gli occupanti del furgone, invece, sono stati trasferiti a nosocomio di Civitanova Marche. Dei rilievi del caso si sono occupati i carabinieri.
(Foto di repertorio)
Nelle prime ore di questa mattina, nel centro di San Benedetto del Tronto, si è consumata una tragedia che ha scosso l'intero quartiere: una donna di poco più di 60 anni, psicologa, ha perso la vita precipitando dalla finestra della propria abitazione, al terzo piano di un palazzo sito in viale De Gasperi.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco. Sono in corso le indagini della polizia per ricostruire la dinamica: al momento nessuna ipotesi è esclusa.
(In aggiornamento)
Tamponamento a catena con quattro auto coinvolte: il traffico va in tilt. È quanto avvenuto lungo la strada provinciale 77, superata da poco la località di Sambucheto nel territorio comunale di Montecassiano.
L'incidente, che si è verificato poco dopo mezzogiorno, non ha registrato feriti, ma solo tanta paura per le persone che si trovavano a bordo dei mezzi. Inevitabili i rallentamenti al traffico, che hanno interessato entrambe le direzioni di marcia. Spetta alle forze dell’ordine ricostruire l'esatta dinamica di quanto avvenuto.
Un papà che insegna al figlio ad andare in bicicletta, un'esperienza memorabile per ogni bambino che neanche una sbucciatura potrebbe rovinare.
Nella realtà le cose possono rovinare in maniera ben più grave, è quanto accaduto ad un papà che con il suo bimbo di 5 anni si era recato in un parco pubblico per togliere le famigerate rotelle dalla bici.
Tutto avviene a Milano, nel marzo di quest'anno, quando il "miniciclista" inizia le sue prime pedalate autonome sotto gli occhi del papà, un andamento barcollante che tradisce le prime insicurezze, ma che permette al bimbo i primi giri tra le persone che passeggiano.
L'ennesimo giro, l'ennesimo barcollo e la perdita di equilibrio, proprio in prossimità di due signore anziane che si trovano nelle vicinanze. Una di loro, una signora di 87 anni, perde a sua volta l'equilibrio cadendo a terra e battendo la testa.
Immediati i soccorsi ed il trasporto in ospedale. Sulle prime sembra una banale caduta, ma dopo poche ore la signora perde conoscenza. La situazione si aggrava di ora in ora e la donna purtroppo muore in ospedale.
Ecco che, in un attimo, il bambino da piccolo aspirante ciclista diviene di colpo l'autore di ciò che per la legge si chiama omicidio colposo.
Tragica la situazione delle due famiglie che purtroppo deve obbligatoriamente vedere un colpevole e una vittima per quanto riguarda le responsabilità e i risarcimenti. Ed è qui che il padre viene messo alla sbarra con l'accusa di omicidio colposo in nome dell'articolo 40 che recita "non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo" e reso responsabile per le azioni di una persona incapace di intendere e volere, come la legge intende un minore di 14 anni.
La situazione (non la prima nelle cronache italiana in verità) apre il baratro del risarcimento (art.2047 cc) che vede come "il risarcimento sia dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza" e al genitore si apre così il rischio di dover risarcire anche economicamente il danno, circa 200 mila euro, alla famiglia della signora. Un dramma che ha sconvolto per sempre, anche se in modi diversi, la vita di due famiglie che, in fondo, volevano soltanto godersi le prime giornate di primavera.
Giampaolo Amato, ex medico della Virtus pallacanestro Bologna , oftalmico e specializzato in medicina sportiva, è entrato sabato scorso in carcere, due anni dopo la morte della moglie Isabella Linsalata, ginecologa 62enne, avvenuta il 31 ottobre 2021. L' uomo, 64 anni, e' accusato di avere ucciso la moglie somministrandole benzodiazepine e un anestetico ospedaliero. "Isabella Linsalata era una donna profondamente e ingenuamente innamorata del marito e anche il suo benessere emotivo dell’ultimo periodo è dovuto proprio al riavvicinamento del primo, che le fa evidentemente sperare di potersi lasciare definitivamente alle spalle il recente passato così carico di dolore". Con queste parole contenute nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, il giudice per le indagini preliminari Claudio Paris ha delineato l' ambito in cui si è consumato il delitto: Isabella Linsalata sarebbe stata uccisa, secondo l' accusa, perché il suo amore era diventato un problema: il marito voleva vivere indisturbato con l' amante e per questo avrebbe premeditato nei dettagli l' omicidio della moglie. Per il gip Amato era pericoloso, con il "desiderio irrefrenabile" di vivere la sua storia extraconiugale con una donna più giovane, conosciuta nel 2018. Secondo gli inquirenti, Isabella sapeva di essere drogata da tempo con dei tranquillanti, se pur non supponeva che il marito volesse ucciderla; taceva per non allarmare i figli e per preservare in loro la figura paterna.“Non le ho dato nulla, mia moglie assumeva quei farmaci da sola” si difende Amato continuando a professarsi innocente. Non aveva mai denunciato l'accaduto Isabella, ma aveva confessato tutto alla sorella e alle amiche, che hanno fornito agli inquirenti le prove relative a tale circostanza. Tra queste una bottiglia di vino che la donna aveva portato a cena dalla sorella nel 2019 ed il sapore era risultato particolarmente amaro: le analisi hanno dimostrato che la stessa era contaminata.
Paura e qualche disagio lungo l’autostrada A14. Intorno alle 13.30 di oggi, un’auto alimentata a gpl ha preso fuoco tra i caselli di Loreto e Ancona Sud, nella carreggiata in direzione Bologna.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, gli operatori sanitari del 118 e la polizia autostradale. Si temeva che ci fossero delle persone a bordo, ma all’arrivo dei soccorritori nella vettura non c’era nessuno.
L’ipotesi più probabile è che il conducente del mezzo sia riuscito ad allontanarsi e a mettersi in salvo. Nel rogo l’auto è stata completamente distrutta.
Operazione della Guardia di Finanza di Civitanova Marche: sequestrati, presso il magazzino di un'impresa di spedizione operante in città, 41 chili di marijuana. Lo stupefacente era contenuto in tre colli, segnalati dal fiuto del cane antidroga in forza al reparto.
Alla luce delle evidenze emerse, il destinatario dei plichi, dopo essere stato individuato, è stato segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata e denunciato a piede libero. La sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro probatorio.
"Al promotore di giustizia del Vaticano ho consegnato le chat tra due cellulari del Vaticano e ho fatto anche i nomi”. Queste le parole di Pietro Orlandi alla trasmissione DiMartedi su La7, parlando dell'incontro con il pg vaticano Alessandro Diddi su uno dei maggiori misteri della storia italiana e vaticana: la sparizione della sorella Emanuela Orlandi avvenuta ormai 40 anni fa.
Da troppo tempo Pietro Orlandi combatteva una battaglia perché il Vaticano aprisse un'indagine sul caso di sua sorella. Finalmente, tre mesi fa è stato ufficialmente aperto un fascicolo sul caso, e nei giorni scorsi il Vaticano ha sentito il fratello della quindicenne, per 8 lunghe ore. "Lo stesso Diddi mi ha detto: ‘Io ho avuto mandato dal segretario e da papa Francesco di fare chiarezza al 100%, di indagare a 360 gradi e non fare sconti a nessuno, dalla base al vertice'" ha dichiarato Pietro Orlandi, aggiungendo "e quello per me già è una cosa positiva. Io poi ho potuto verbalizzare nomi cognomi di tutte le indagini fatte privatamente e lui mi ha assicurato che le indagini andranno avanti sino alla fine, anche perché sono cominciate da parecchio tempo". Pietro Orlandi, da sempre convinto in base alle prove in suo possesso, ed oggi ancor più di prima, che "ci siano delle responsabilità interne al Vaticano" ha ribadito anche al promotore di giustizia Diddi "io sono convinto che Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco siano a conoscenza di quello che è avvenuto e forse c'è stato un cambiamento nella volontà e hanno deciso magari di fare chiarezza". Quella chiarezza che Orlandi chiede instancabilmente da decenni. A DiMartedì Orlandi ha riconfermato i suoi sospetti sulla pedofilia in Vaticano, esternati al pg Diddi chiedendogli a gran voce di verificare alcune gravi circostanze che coinvolgerebbero dei cardinali e di cui, nell'ambiente Vaticano, non si farebbe mistero. Orlandi ha ripetuto quanto già detto nella precedente puntata della trasmissione di Giovanni Floris, lo scorso 4 aprile: "Penso che una delle possibilità è che Emanuela possa aver magari anche subito un abuso, ma che quell'abuso sia stato organizzato. È stata portata da qualcuno per creare l'oggetto del ricatto e siccome il Vaticano da quarant'anni fa di tutto per evitare che possa uscire la verità...".
Un incidente stradale mortale si è verificato nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 14:30, lungo la strada statale 76, nel comune di Maiolati Spontini, in direzione Ancona.
La vittima, secondo una prima ricostruzione, era al volante di un furgone Mercedes Vito quando - per ragioni in corso di accertamento, probabilmente un guasto - ha accostato il mezzo a margine della carreggiata (nel tratto non c'è la corsia d'emergenza), con il cofano alzato.
In quel momento sarebbe sopraggiunta un'Audi che ha centrato il furgone, sbalzando il conducente - che si sarebbe trovato fuori dall'abitacolo al momento dell'impatto - nella scarpata oltre il guardrail (investito o 'spinto' dal proprio mezzo tamponato), a decine di metri dal luogo del sinistro.
Per l'uomo, un 66enne di Varese, non c'è stato nulla da fare e il medico del 118 non ha potuto far altro che constatarne il decesso, mentre la persona alla guida dell'Audi è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Torrette di Ancona per accertamenti.
Sul posto per i rilievi la polizia stradale, che si è anche occupata della viabilità, in ausilio con i vigili del fuoco che hanno provveduto a liberare la strada dai mezzi coinvolti nell'incidente. La strada è rimasta chiusa al traffico per circa due ore.
Brutta caduta da una scala per un carrozziere: soccorso d'urgenza in eliambulanza. È quanto successo questa mattina, poco dopo le 11:30, in contrada Santa Maria in Selva a Villa Potenza di Macerata.
Secondo una prima ricostruzione, l'uomo - un 56enne - era salito su una scala all'interno dell’autodemolitore per svolgere dei lavori, quando è caduto all'indietro battendo il capo.
Una volta lanciato l’allarme, immediato è stato l'arrivo dei sanitari del 118 che, constatati i traumi riportati dall'uomo, hanno anche disposto l’invio dell'elisoccorso. Dopo aver ricevuto le prime cure sul posto, il 56enne è stato trasportato all’ospedale dorico di Torrette in codice rosso.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli agenti di polizia e il personale del Spsal (Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) che si stanno occupando di ricostruire quanto avvenuto.
Scontro tra auto e scooter a Castelfidardo: 51enne in eliambulanza a Torrette. Un'auto su cui viaggiavano due persone e uno scooter si sono scontrati in via XXV Aprile, nei pressi di un incrocio. Ad avere la peggio è stato l'uomo in sella al motorino, caduto rovinosamente a terra.
Vista la gravità della situazione, subito è stato richiesto l'intervento dell'eliambulanza del 118. Sul posto, anche la Croce Verde di Castelfidardo, l'automedica di Osimo e i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza i veicoli coinvolti nell'incidente.
Lo scooterista è stato portato in volo all'ospedale di Torrette in codice rosso per un trauma facciale e una commozione cerebrale, ma è rimasto sempre cosciente. Sulla ricostruzione del sinistro lavora la polizia locale.
Un uomo controllato dalla Finanza in stazione ferroviaria a Porto Sant'Elpidio aveva con sé circa 130 grammi di eroina e una dose di cocaina; dalla successiva perquisizione del suo domicilio, da parte delle Fiamme gialle fermane, è emerso che il soggetto, arrestato per la detenzione dell'ingente quantitativo di stupefacenti, aveva allestito nell'abitazione un "laboratorio" per la droga.
Sequestrati ulteriori 12 dosi termosaldate di cocaina, nascoste dentro un materasso, circa sei grammi di eroina, circa sette grammi di hascisc, bilancini, materiale per il confezionamento, mannitolo usato come sostanza da taglio e due machete lunghi circa 40 centimetri nelle immediate disponibilità.
Nell'abitazione trovati altri tre soggetti, irregolari in Italia, secondo le indagini dediti all'attività di spaccio: le perquisizioni personali di tutti gli inquilini dell'abitazione hanno permesso di sequestrare anche circa 3.500 euro in banconote di piccolo taglio, ritenute profitto di reato.
Considerato anche il fatto che gli stessi non risultavano avere un impiego stabile, al termine delle operazioni i tre sono stati denunciati per detenzione di droga a fini si spaccio.
Nelle ultime due settimane, il gruppo della Finanza di Fermo, con l'ausilio di unità cinofile, ha concluso altre due operazioni antidroga. A Fermo, nel corso delle perlustrazioni in alcuni parchi, nelle immediate adiacenze di istituti scolastici, sono stati trovati circa 130 grammi di hascisc occultati in una buca scavata nel terreno appositamente.
A Sant’Elpidio a Mare , un soggetto è stato sorpreso a cedere una dose di eroina: nel suo domicilio sono stati poi rinvenuti e sequestrati oltre 60 grammi di eroina, oltre 20 grammi di hascisc e circa 2 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e vario materiale per confezionare le dosi. Il soggetto è stato denunciato per detenzione di droga a fini di spaccio
ANCONA - Due giovani studenti sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette per abuso di alcolici. Il fatto si è verificato nella serata di ieri del cosiddetto mercoledì universitario.
Una ragazza di 21 anni, in preda ai fumi dell'alcol, è caduta per strada in zona via Matteotti lesionandosi una gamba, mentre un 19enne è stato rinvenuto privo di sensi in piazza del Papa.
Entrambi sono stati soccorsi dai mezzi della Croce Gialla di Ancona e trasportati all'ospedale regionale: la ragazza in codice verde e il 19enne con codice di media gravità.
Un barista ha negato un Campari ad un cliente che era già in evidente stato di alterazione da abuso di alcol. Il cliente in risposta ha tirato fuori un arnese acuminato (presumibilmente un coltello) e ha colpito l’esercente con dei fendenti all'altezza dei reni. I fatti si sono verificati in un locale del centro a Porto San Giorgio nella serata di ieri.
Immediatamente soccorso prima dalla Croce Azzurra e poi dall'ambulanza l'uomo, vittima dell'aggressione, è stato trasferito all'ospedale di Ancona, ma non sarebbe in pericolo di vita. L'aggressore, già noto alle forze dell’ordine, è fuggito in bicicletta e si è barricato in casa dove i i carabinieri lo hanno arrestato, ed è ora piantonato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Fermo.
Incidente mortale in provincia di Pesaro Urbino per un agrcicoltore deceduto nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17, nelle campagne intorno a Pietrarubbia, borgo di 600 persone nel Montefeltro, mentre stava tagliando il ramo di una quercia nella sua proprietà. La vittima è il 78enne Renzo Dominici.
Per rimanere a 5 metri di altezza con la motosega, aveva utilizzato la benna applicata a un trattore che glielo consentiva. Vi era salito con una scala ma, quando ha tagliato il ramo, la lama ha ferito la gamba sinistra del 78enne facendolo sbilanciare.
L'anziano, con l'arto gravemente ferito, è caduto a terra; ha cercato di dare l'allarme strisciando verso il trattore ma l'emorragia non gli ha lasciato scampo. In pochi minuti è morto.
Lo ha trovato senza vita la moglie che era andata a verificare il motivo del suo ritardo nel rientrare a casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco di Macerata Feltria e il 118.
I vigili del fuoco sono intervenuti, alle ore 16.00 circa, in località Montecalvo in Foglia, per un incidente stradale. Il conducente di un’autovettura, per cause da verificare, ha perso il controllo del mezzo ed è uscito di strada finendo nel fosso adiacente alla carreggiata.
La squadra di Urbino, intervenuta con un’autobotte e un mezzo 4x4, ha provveduto a aiutare l'uomo ad uscire dall’abitacolo, per poi consegnarlo ai sanitari del 118 per le cure del caso. Il ferito è stato quindi trasportato all'ospedale cittadino. Sul posto le forze dell’ordine per i rilievi del caso.
Grave infortunio sul lavoro stamattina in un'autofficina specializzata nella riparazione di autocarri in via Fernando Santi a Jesi. Durante le operazioni di carico di un camion sui rulli per ispezionarne l'impianto frenante, un operaio di 33 anni, che "accompagnava" il mezzo condotto dal titolare dell'autofficina, è scivolato e l'autocarro lo ha investito alle gambe.
Richiamato dalle urla di dolore del 33enne, il titolare si è subito fermato e l'investimento è stato solo parziale. L'operaio, residente a Morro d'Alba, ha riportato comunque gravi ferite alle gambe che dovranno essere valutate all'ospedale di Torrette ad Ancona dov'è stato trasportato in eliambulanza dal 118. Il ferito non sarebbe in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenuti, oltre ai sanitari, i carabinieri, i vigili del fuoco e personale del servizio prevenzione e sicurezza sul lavoro dell'Azienda sanitaria.
Perde il controllo dell'auto che finisce in una scarpata fuori dalla sede stradale. L'incidente è avvenuto questa mattina lungo la strada provinciale 127 che congiunge Tolentino a San Severino Marche.
Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri, un settantenne, alla guida della propria auto, ha perso il controllo del veicolo che è poi uscito dalla carreggiata stradale.
Una volta scattato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118 e dei vigili del fuoco. Il conducente è stato curato in loco dai sanitari ed ha successivamente rifiutato il trasporto in ospedale per accertamenti. Il mezzo incidentato è stato recuperato dai pompieri tramite l'utilizzo di un'autogrù.