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Cronaca Ascoli

Melania Rea, 12 anni dall’omicidio: “Il tuo carnefice tra qualche anno sarà libero, questa è la giustizia"

Melania Rea, 12 anni dall’omicidio: “Il tuo carnefice tra qualche anno sarà libero, questa è la giustizia"

“Sono trascorsi 12 anni dalla tua scomparsa, 12 anni in cui il dolore dentro il nostro cuore non diminuisce mai. In questo giorno la mente ripercorre quei momenti dalla scomparsa al ritrovamento. Momenti di speranza che immediatamente vennero sopraffatti da momenti di disperazione".

"A te purtroppo non è concesso di ritornare tra di noi, dalla tua bimba (oggi una bellissima ragazza), mentre al tuo carnefice viene data questa possibilità e tra qualche anno sarà libero perché qualcuno decise che non ci fosse crudeltà nelle 35 coltellate ricevute. Questa è la giustizia. Spero in una giustizia divina".

Queste le toccanti le parole che lo zio Gennaro ha rivolto a Melania Rea, su Facebook. Un messaggio che parla di una “ingiusta giustizia”, e insieme di un dolore indelebile. Quel dolore che, dodici anni dopo, è ancora vivo per la famiglia di Melania Rea, che ha sempre vissuto questo atroce strazio in maniera composta, prendendosi cura della figlia Vittoria.

Melania venne ritrovata senza vita tre giorni dopo la denuncia di scomparsa del 18 aprile 2011, fatta proprio dal marito, Salvatore Parolisi,: 35 coltellate, nessuna di tali lesioni era stata mortale. La morte era sopraggiunta a causa di anemia emorragica acuta: Melania è morta per dissanguamento, è stata lasciata a terra ancora agonizzante.

Salvatore Parolisi, per la giustizia italiana è l’assassino di Melania Rea, condannato a 20 anni di carcere con sentenza definitiva: la riduzione della pena a 20 anni, dopo che nel primo processo d'appello, a L'Aquila, l'imputato era stato condannato a 30 anni, fu dovuta al pronunciamento della Cassazione che, nel confermare la colpevolezza dell'imputato Parolisi, aveva però escluso l'aggravante della crudeltà.

Parolisi non ha mai confessato il delitto, quindi non ha mai manifestato una qualsiasi forma di pentimento, nè la necessità di ottenere il perdono: perdono della famiglia di Melania e della figlia sua e di Melania, privata per sempre dell’affetto materno e di una vita insieme a lei.

Negli ultimi anni sono circolate sempre più spesso voci che parlavano di uscite dal carcere per permessi premio connessi alla buona condotta tenuta in carcere da Parolisi. Permessi in effetti previsti dalla legge, ma di cui non si ha certezza, come spiega il fratello di Melania.

“Purtroppo quella stessa legge che prevede tanti diritti, a noi non consente di sapere nulla su di lui. Non credo che quando uscirà dal carcere verrà a cercare sua figlia perché se ci avesse tenuto a lei, noi adesso non staremmo neanche parlando e Melania sarebbe ancora viva”.

 

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