Un anno senza Giuseppe. Il prossimo 8 novembre saranno trascorsi 12 mesi dalla scomparsa di Giuseppe Rosati, l'anziano di 83 anni, ipovedente di Cupi, minuscola frazione del Comune di Visso (leggi qui).
"Lo scorso settembre i carabinieri, con l'ausilio di un cane specializzato nella ricerca salme, hanno di nuovo perlustrato la zona a ridosso della nostra abitazione, ma di mio padre non c'è traccia. Non sappiamo più cosa pensare", racconta all'Ansa la figlia Claudia.
Le storie degli scomparsi per alcuni tratti si somigliano un po' tutte, ma questa che ha per protagonista un anziano con problemi piuttosto importanti di vista sembra avvolta da un mistero particolare. "Mio padre - ricorda la figlia - nei giorni precedenti alla sua scomparsa aveva accennato con dei parenti alla volontà di non farsi trovare più, il sospetto che abbia messo in piedi una fuga volontaria non mi sento di scartarlo del tutto, ma non riesco a capacitarmi dove possa essere andato senza documenti e in teoria senza soldi".
Nelle primissime ore dalla scomparsa i familiari di Giuseppe avevano anche avanzato l'ipotesi che l'anziano fosse stato aiutato da qualcuno ad andarsene, tanto che avevano presentato una denuncia contro ignoti. "Anche in tal senso non ci sono stati riscontri da parte delle forze dell'ordine", dice Claudia, che solleva anche un'altra ipotetica ricostruzione: "Quel lunedì mattina papà mi disse di voler fare una passeggiata lungo la strada del borgo, non vorrei che perdendo magari l'orientamento si sia spinto oltre e sia stato vittima di qualche i ncidente e quindi sia stato fatto sparire”.
"Tengo a precisare, però, - aggiunge la donna - che questa è solo una delle tante ipotesi che ci siamo fatti in questo anno, ma non suffragata da alcun elemento oggettivo". "L'unica cosa certa - sottolinea ancora la figlia - è che Giuseppe Rosati è scomparso misteriosamente nel nulla".
"Se lo sento ancora in vita? Nei primi mesi dalla scomparsa sì, lo sentivo vivo, oggi non saprei anche se ovviamente ci spero", dice Claudia, che conclude con un appello: "Chiunque possa darci delle informazioni utili a ritrovarlo non esiti a contattare le forze dell'ordine”.
Serviva fare il punto della situazione sul processo di ricostruzione post sisma legata a tutto il Centro Italia e - più nello specifico - alla provincia di Macerata con i suoi 47 comuni. A fronte di progetti che ancora faticano ad essere redatti e presentati per motivi tecnici (legati in egual misura a cittadini e professionisti) e a tutta una serie di procedure ben definite sulla carta ma puntualmente ostacolate da ciclici fattori (oggi, il caro energia e delle materie prime), l’unico dato fin qui certo è il termine stabilito al prossimo 20 dicembre entro il quale i residenti di SAE e CAS dovranno dichiarare i requisiti per continuare o meno a usufruire dei benefici di assistenza. Altrimenti, scatterà la massima di affitto delle casette per una spesa che ruoterebbe intorno ai 46 euro mensili.
“Le difficoltà sono quelle note - spiega in un’intervista esclusiva per Picchio News il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini - e che ogni giorno ci comunicano i cittadini, i professionisti e i sindaci, legati alle conseguenze di questa esplosione dei prezzi e del caro energia. Abbiamo già adottato provvedimenti importanti e incisivi, ma comunque si richiedono adeguamenti, modifiche progettuali, computi metrici”.
“Tutto questo naturalmente ha portato a un rallentamento - prosegue - a cui si aggiungono in questo momento storico formule come 110 %, gli interventi sulle opere pubbliche, i fondi PNRR. Ci auguriamo che la situazione corrente possa essere invertita il prima possibile”.
E sul nuovo esecutivo targato Giorgia Meloni: “Mi aspetto che il governo continui a sostenere quanto fin qui realizzato all’interno di tutta Italia centrale: di portare avanti il lavoro magari cambiando o integrando ciò che riterrà opportuno nel percorso riguardante il codice della ricostruzione. Bisogna attingere alle migliori conquiste di questi ultimi anni, e puntare al più presto sull’istituzione di un apposito dipartimento in grado di seguire attentamente le operazioni d’intervento”.
Di seguito il servizio completo:
E’ stato pubblicato ufficialmente il bando di gara per l'esecuzione dei lavori di ricostruzione della Scuola Pietro Capuzi con parziale conversione in nuova sede comunale, pubblicato questa mattina sul sito della Provincia di Macerata e sulla Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana n. 117 del 7 ottobre 2022.
Un passaggio molto importante per Visso e per i vicini comuni che consentirà di aumentare gli spazi a disposizione del plesso scolastico e allo stesso tempo di avere una struttura strategica, isolata sismicamente, utilizzabile in caso di emergenza. “La ricostruzione della scuola in questi anni è sempre stata la priorità della nostra attuale Amministrazione e della precedente - spiega la giunta in un comunicato via social - sia per il valore simbolico dell'edificio sia per l'importanza che riveste per la comunità e la permanenza di giovani famiglie nella nostra vallata”.
“A causa dell'aumento dei prezzi dei materiali - continua la nota - l'approvazione definitiva del progetto ha subito un significativo ritardo, a seguire gli ultimi significativi passaggio che hanno portato alla giornata di oggi. Fra questi, la trasmissione del progetto esecutivo all'USR in data 4 marzo 2022 a conclusione di una lungo procedimento di revisione in sede di verifica e validazione del progetto esecutivo. In data 20 giugno 2022 in conseguenza della acquisita efficacia dell'Ord. n. 126/2022 del 24.05.2022, è stato trasmesso all'USR il progetto esecutivo aggiornato con il Prezzario Unico del Cratere 2022”.
Con Decreto USR n. 3636 del 7 settembre 2022 l'importo dell'opera è stato finanziato per €.4.986.632,28 di cui €. 886.632,28 per fare fronte all'aumento dei prezzi causato dalla grave crisi di disponibilità e reperimento di materie prime nel settore delle costruzioni generata dall’evento pandemico e la congiuntura economica dovuta agli eventi bellici in corso.
Un terremoto di magnitudo 3.0 è stato rilevato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), intorno alle 13:55 di oggi. L'epicentro è stato segnalato nel comune di Visso, ad una profondità di 10 chilometri.
La scossa, durata qualche secondo, è stata avvertita distintamente dalle popolazioni dell'entroterra, sino all'Umbria. I comuni più vicini all'epicentro, oltre a Visso, sono quelli di Ussita (a 3 chilometri dall'epicentro), Castelsantangelo sul Nera (a 8 chilometri dall'epicentro), Montecavallo (a 9 chilometri dall'epicentro) e Valfornace (a 10 chilometri dall'epicentro). Nessuna segnalazione di danni è pervenuta al momento alle sale operative dei Vigili del Fuoco.
"Se gli attuali assessori candidati alle politiche dovessero farcela, l'unico 'rischio' che vedo è quello di una Regione Marche ben rappresentata a Roma". Sono le parole del presidente Francesco Acquaroli, che in occasione della sua odierna visita al comune di Visso (leggi qui) ha così commentato l'ipotesi 'svuotamento' della sua Giunta a fronte delle imminenti elezioni politiche.
In corsa per un posto in Parlamento ci sono infatti ben quattro membri su sei dell'esecutivo regionale: Giorgia Latini, Guido Castelli, Mirko Carloni e Stefano Aguzzi. In merito alle eventuali sostituzioni, il Acquaroli ha tenuto a sottolineare di avere "una classe dirigente ampia che saprà dare le risposte necessarie ai marchigiani".
Inaugurata la nuova piazza di Visso, uno dei comuni più colpiti dal terremoto del 2016 che ospita una ventina di attività commerciali, studi professionali, sedi di associazioni e la chiesa. Questa mattina il taglio del nastro alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del senatore Giuliano Pazzaglini (ex sindaco della cittadina) e del presidente del Parco dei Monti Sibillini, Andrea Spaterna.
A fare gli onori di casa, il sindaco Gianluigi Spiganti. La piazza - intitolata a Maria Cappa, fondatrice della locale Unitalsi - si è resa necessaria per ospitare la delocalizzazione dei negozi che si trovavano nel centro storico di Visso prima del sisma di sei anni fa.
Intanto la ricostruzione degli edifici privati, fuori dalle mura del borgo, sta procedendo, mentre occorrerà attendere il 2023 per iniziare a vedere il recupero del centro. A breve - fa sapere l'amministrazione comunale - saranno affidati i lavori di demolizione nelle frazioni Villa Sant'Antonio e Borgo San Giovanni e di messa in sicurezza nel centro storico, per poi dare esecuzione al progetto di recupero delle abitazioni.
"È un momento emozionante, Visso rappresenta una perla nei Sibillini e l'inaugurazione di questa piazza la dobbiamo leggere come un giorno positivo, un input alla ricostruzione di questo borgo", ha detto il governatore Acquaroli. Che è tornato a parlare dell'importanza delle aree interne e di "restituire la centralità che meritano a questi territori".
"Se gli attuali assessori candidati alle politiche dovessero farcela, l'unico 'rischio' che vedo è quello di una Regione Marche ben rappresentata a Roma": così il governatore Francesco Acquaroli, ha commentato l'ipotesi 'svuotamento' della sua Giunta.
In corsa per un posto in Parlamento sono gli assessori Giorgia Latini, Guido Castelli, Mirko Carloni e Stefano Aguzzi, su sei componenti dell'esecutivo regionale. Pensando ad eventuali sostituzioni, il governatore ha tenuto a sottolineare di avere "una classe dirigente ampia che saprà dare le risposte necessarie ai marchigiani".
Particolarmente emozionato il sindaco Spiganti che, con l'inaugurazione della nuova piazza, intende dare "continuità alla ricostruzione, così da permettere al nostro paese di avere un futuro". Spiganti ha anche ricordato che al momento sono circa 930 i residenti a Visso, contro i 1.180 che si registravano prima del terremoto.
Sabato 10 settembre verrà inaugurato, a Visso il Polo integrato “Il Piano”. Ospita servizi sanitari, attività economiche e produttive, centri di culto, sociali, aggregativi e culturali. Finanziato con i fondi della Protezione civile e con gli sms solidali, si sviluppa su un’area di circa 16 mila mq, con strutture temporanee finalizzate a garantire la continuità dei servizi e l’economia cittadina compromessi dalla crisi sismica del 2016.
Alla cerimonia di inaugurazione, organizzata dal Comune, parteciperà il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Il programma prevede, a partire dalle ore 11.00, il saluto del sindaco, dei rappresentanti istituzionali e dell’associazione Unitalsi, con successiva intitolazione della nuova piazza e del nuovo largo antistante.
Venerdì scorso il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha ospitato, presso la sede di Visso, un corso di formazione, promosso dalla Prevenzione Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell’Agenzia Regionale Sanitaria Regione Marche, organizzato dai Servizi veterinari dell’Area Vasta 3 con la collaborazione dello stesso Ente Parco, dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche e dell'Urca Marche (Unione Regionale Cacciatori dell'Appennino) che ha messo a disposizione le proprie unità cinofile.
L’esigenza del corso nasce dalla situazione epidemiologica nazionale dovuta alla diffusione della peste suina africana (Psa), malattia che può trovare nel cinghiale un veicolo di diffusione nel territorio e, al tempo stesso, una “sentinella”. È da qui che deriva la necessità di garantire un efficace controllo sanitario sulle popolazioni di questo animale.
Ad introdurre gli argomenti sono stati il presidente del Parco, Andrea Spaterna, il direttore dell'Area Vasta 3, Daniela Corsi, il responsabile del Settore prevenzione veterinaria e sicurezza alimentare della Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche, Giorgio Filipponi: tutti hanno sottolineato l’importanza delle azioni integrate e coordinate tra Enti ed Istituzioni preposte alla vigilanza sanitaria e la necessità del coinvolgimento di tutti i portatori di interesse per fronteggiare eventuali eventi epidemici con un approccio "One Health".
Hanno poi presentato i loro contributi il comandante dei carabinieri forestali del Parco, Silvano Sampaolesi, quello dei carabinieri della provincia di Macerata, Daniele Arcioni, e quello della polizia provinciale, Attilio Sopranzetti. Sono quindi intervenuti il referente del Cras-Marche, Nazzareno Polini, i volontari degli Aattcc di Macerata, fondamentali per la loro attività di presidio costante del territorio e il dirigente del centro di referenza nazionale pesti suine, Francesco Feliziani, che ha evidenziato come l’attuale stato di allerta per la Psa nel territorio nazionale e marchigiano in particolare, non vada sottovalutato, perché le ricadute negative sulle filiere produttive suinicole in caso di focolai sarebbero devastanti, con l’attivazione di blocchi commerciali alla vendita di animali e di prodotti alimentari a base di carne di suino, nonché per la chiusura dei territori colpiti anche alle attività turistiche ed escursionistiche.
La Psa, malattia virale che attacca sia suini domestici che selvatici, si manifesta con alta infettività e letalità (più dell’80% degli animali colpiti muore) e vede come principale azione di contenimento nelle aree in cui è presente, l’individuazione e la distruzione delle carcasse il più rapidamente possibile. Il piano di sorveglianza e prevenzione predisposto richiede una formazione a più livelli e l'adozione di strategie che aumentino le probabilità di un rapido rinvenimento delle carcasse di cinghiale che possano essere stati colpiti dal virus.
L’attività formativa ha permesso di effettuare simulazioni sul campo per la ricerca delle carcasse di cinghiale con l’ausilio di “cani da traccia”. L'urca Marche ha messo a disposizione unità cinofile che hanno dimostrato un’eccezionale capacità nell’individuare e segnalare la presenza di animali selvatici morti nell'area perlustrata. Il corso segue quello analogo tenutosi in luglio a Pretare di Arquata del Tronto, e rientra tra le attività propedeutiche al consolidamento di protocolli operativi finalizzati alla sorveglianza sanitaria rinforzata per la prevenzione e il contrasto alla Psa nei nostri territori di cui anche l’Ente Parco è promotore. In allegato foto utilizzabili ai fini della presente comunicazione.
Sabato 27 agosto, alle ore 18,00, si rinnova l’amicizia tra l’associazione “Operazione Ricominciamo” e le popolazioni terremotate. Nella galleria della nuova area commerciale di Visso, la “nuova piazza”, scelta per l'impossibilità di realizzare l'evento nella Piazza Martiri Vissani, gli artisti Marco Cinque, Alberto Ramundo, Giulia Merelli, Marco Meo e Walter Bianchini, con la presentazione della giornalista Barbara Olmai, daranno vita alla terza edizione dell’evento "Una serata per ricominciare”.
In occasione delle celebrazioni per ricordare i sei anni dal sisma del centro Italia, si rinnova il momento di condivisione fortemente voluto da “Operazione Ricominciamo”, l’associazione di Casalmaiocco in provincia di Lodi, nata subito dopo il sisma dell’ottobre 2016 per portare solidarietà alle persone e ai territori più colpiti.
L’evento, che si svolge con il patrocinio del Comune di Visso e la collaborazione della Pro Loco di Visso, tramite diverse forme artistiche, vuole rinnovare l’attenzione sul territorio da parte dei volontari dell’associazione lombarda che hanno realizzato numerosi viaggi solidali nel tempo verso le popolazioni terremotate e che si sono occupati anche di altre emergenze legate alla pandemia e più di recente al conflitto in Ucraina.
Un’operazione di amicizia che ha permesso di creare una rete reale tra la gente residente in diversi comuni terremotati. All’evento saranno presenti anche il sindaco di Visso Gian Luigi Spiganti Maurizi e il vice presidente dell’associazione “Operazione Ricominciamo” Virgilio Accetta, oltre al coordinatore del gruppo della Protezione civile di Camporotondo di Fiastrone, Vincenzo Sambuco, che ha sempre mantenuto ben saldi i legami con la realtà lombarda.
Durante il pomeriggio è prevista anche la presenza di alcuni giovani del territorio che leggeranno poesie scritte sui loro paesi alle prese con la ricostruzione e l’esposizione di alcune opere delle pittrici Polina Kondakav e Enrichetta Vilella. L’evento sarà trasmesso in diretta facebook sulla pagina dell’associazione “operazione ricominciamo”. L'evento, svolgendosi in una galleria al coperto, si terrà anche in caso di pioggia.
Il prossimo sabato 6 agosto il Parco dei Sibillini compie 29 anni. È un compleanno che potrebbe sembrare poco significativo, ma, in realtà, è quello che prelude al trentesimo anniversario della istituzione dell'ente, avvenuta nel 1993.
Ventinove anni di progetti, iniziative, attività di ricerca e autorizzative, collaborazioni con le altre istituzioni del territorio, tutto con il medesimo obiettivo: tutelare e valorizzare lo straordinario patrimonio ambientale dell'area protetta che ha il suo fulcro nella catena dei Monti Sibillini.
“Un compleanno è un momento di bilanci, si legge in una nota dell’ente. Il nostro è un Parco giovane, eppure ha saputo guadagnarsi un ruolo da protagonista nelle politiche di gestione del territorio, lavorando in sinergia con gli altri enti, a partire dai Comuni”.
“Ha dovuto affrontare criticità forti come il terremoto, la crisi idrica e più in generale il cambiamento climatico, emergenze purtroppo ancora in atto e che proprio nel Parco trovano un interlocutore fondamentale vocato a mediare tra esigenze delle comunità che vivono i Sibillini e esigenze di salvaguardia dell'ecosistema”.
“Eppure, se siamo quello che siamo, se cioè il Parco ha saputo garantire in questi 29 anni un equilibrio tra uomo e natura, ciò è soprattutto il frutto di una convivenza plurisecolare che ha portato ad un sistema di scambio con reciproci vantaggi tra comunità e ambiente”.
“Oggi più che mai parole come biodiversità, emergenza idrica, cambiamento climatico, ma anche nuove tendenze turistiche nella fruizione del territorio e maggiore consapevolezza del valore intrinseco di queste terre a cominciare da chi le abita e vi lavora, rendono appieno l'importanza del Parco come laboratorio in cui si costruiscono le basi per un futuro che dovrà sempre più considerare l'ambiente come risorsa fondamentale e non come problema”.
“Allora, buon compleanno Parco, in attesa di un anniversario, il trentesimo, che verrà sicuramente celebrato con iniziative ad hoc, proprio per dare rilevanza ad una storia giovane, ma già pregna di significato”, concludono.
Torna a Visso la X edizione de "L’infinito Festival": cinque gli appuntamenti tra incontri, presentazioni di libri e spettacoli. Si riparte il 4 agosto nella sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini con “N.E.R.A.: Natura, Enogastronomia, Radici, Accoglienza”. Relatori dell’incontro, dopo i saluti del sindaco di Visso Gian Luigi Spiganti Maurizi, il consigliere regionale Renzo Marinelli, delegato dal vice presidente e assessore all’agricoltura Mirco Carloni; Andrea Spaterna, presidente del Parco dei Monti Sibillini; Federico Varazi, vice presidente Nazionale Slowfood; Giordano Nasini direttore Coldiretti Macerata; Andrea Passacantando presidente Copagri Macerata.
A portare la sua testimonianza nel trasmettere la sua passione per le Marche ai viaggiatori di tutto il mondo, sarà Juliana De Brito ex manager della Lego, autrice del blog “Wonderful Marche” che ha scritto: “Ho abbandonato la mia carriera e i gli amati mattoncini per trasferirmi con la mia famiglia nelle Marche e vivere una vita più semplice e genuina. È stata una scelta di vita!”. Chiuderà l’incontro il vissano Luca Testa, rappresentante dei produttori del territorio.
Il festival proseguirà sabato 6 agosto nella nuova piazza di Visso con l’orchestra Argentina “Malbec”, in tournée in Europa. Lunedì 8 agosto, negli spazi dei Giardini Galletti sarà presentata “Nelle mie montagne che cambiano ogni giorno”, autobiografia di comunità dell’Alto Nera scritta dai partecipanti al laboratorio di scrittura autobiografica, Visso 2019. Mercoledì 10 agosto nella stessa location, Loredana Lipperini presenterà il libro “Nome non ha”.
Il Festival chiuderà questa edizione il prossimo giovedì 11 agosto nel bellissimo scenario della Rocca di Castel San Giovanni (le torri) con Ilaria Baleani e Michele Maccaroni che presenteranno in anteprima nazionale lo spettacolo “… Verso l’Infinito”, pianoforte e voce recitante. Tutti gli appuntamenti sono ad entrata libera. L’Infinito Festival gode dei Patrocini del Comune di Visso e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e si avvale della partecipazione della Regione Marche, di SlowFood Italia e dell’Associazione Operatori Turistici Altonera.
Successo di pubblico per il torneo delle Guaite di Visso, che a causa dell'inagibilità della piazza storica del centro sibillino è tornato quest'anno, dopo il lungo stop dovuto al sisma prima e alla pandemia poi, in tutto il suo splendore nella splendida cornice del Santuario di Macereto
La ventesima edizione del torneo delle Guaite è stata vinta dalla Guaita Uxitae (Ussita), che si è aggiudicata il palio allo spareggio contro la Guaita Plebis di Visso. Come tramandato dalla tradizione storica, erano 5 le Guaite in gara che rappresentavano frazioni e comuni dei Sibillini. A guidare le squadre ed il corteo delle rispettive Guaite, in cui si divideva il territorio montano, c’erano i loro priori: Otello Petrelli (Uxitae), Andrea Innocenzi (Montanea Castelsantangelo sul Nera), Vincenzo Benedetti (Plebis Visso), Enzo Sordi (Villae Villa S. Antonio) e Claudio Cappa (Aschio e Cupi).
Il torneo consiste in una gara di tiro con l'arco con due arcieri per ogni guarita, e vince chi fa più punti. Dopo l'ex-aequo al termine delle 5 batterie di tiri, si è dovuto ricorrere allo spareggio tra le Guaite di Visso Plebis e Uxitae, che ha visto prevale quest’ultima, che si è aggiudicata il palio. L’associazione Torneo delle Guaite dopo anni di silenzio e inattività, causa sima e pandemia, è riuscita a riprendere vigore e forza grazie ad un nuovo direttivo, formatosi lo scorso febbraio, che ha permesso il ritorno della storica rievocazione .
"Abbiamo preso nuovi provvedimenti che riguardano la provincia di Pesaro Urbino e non solo. Da oggi a mezzogiorno si è deciso di aprire il pozzo del Burano per 200 litri al secondo. La situazione dell'idropotabile infatti è maggiormente drammatica per questa provincia". Così l'assessore regionale alle Risorse Idriche delle Marche Stefano Aguzzi a proposito dell'emergenza idrica visto il perdurare del grande caldo. A margine del consiglio regionale, Aguzzi ha spiegato che il prossimo 2 agosto la Regione chiederà lo stato di emergenza al governo.
"C'è una riunione del comitato di emergenza prevista per quella data - ha dichiarato l'assessore - alla fine della quale scaturirà la richiesta di stato di emergenza. Aspettavamo di attivare il pozzo del Burano e di attivare le autobotti in zone montagna quindi i presupposti ci sono tutti".
Altra situazione di grossa sofferenza è infatti riscontrata nei luoghi di montagna del Maceratese - Ussita, Visso e Pieve Torina - dove ci sono degli allevamenti "che hanno grosse difficoltà per essere abbeverati e di conseguenza hanno richiesto servizio di autobotti”, ha spiegato Aguzzi. “Come lo scorso anno da parte nostra, della protezione civile, abbiamo deciso di fornirle". Il fiume Metauro, in provincia di Pesaro Urbino, "è quasi a secco e gli invasi sono al 20 per cento dalla loro potenzialità, quindi questione di pochi giorni e non ci sarebbe più acqua da attingere per gli acquedotti di Fano e di Pesaro.
“Vogliamo sperare - ha concluso - che l'apertura del pozzo del Burano possa bastare per gestire nei prossimi giorni questa emergenza, perché già abbiamo 150 litri al pozzo di Sant'Anna che è già attivato da una settimana e abbiamo ridotto di 150 litri il rilascio dell'acqua dagli invasi per mantenere vivo il fiume Metauro". In annate precedenti anni il pozzo era stato aperto per 300 litri e, "in casi di altissima emergenza anche per 400 liti si cerca di attenuare al massimo la pressione su quel territorio, su quella fonte di acqua per quanto sarà possibile".
Dalla piazza nuova – e ancora senza nome – di Visso, la desolazione e il silenzio estivi sembrano quasi compensarsi da soli grazie allo spettacolo mozzafiato offerto dai Monti Sibillini, lì a fare da cornice. Un contrasto che si riverbera ulteriormente se ci si addentra nella zona rossa del centro storico, dove la scena cambia ancora: una città colpita al cuore, testimoni le macerie di case ed edifici (alcuni letteralmente sventrati dal sisma al pari di un bombardamento), le chiese ormai inaccesibili di Sant’Agostino e San Francesco, la piazza e i vicoli fantasma, le attività commerciali che hanno smesso di esistere dopo il terremoto del 26 ottobre 2016.
Il comune di Visso, stretto nell’abbraccio dei fiumi Nera e Ussita, conta oggi a malapena un migliaio di abitanti, la maggior parte della terza età: molti giovani, o almeno quelli che hanno potuto, hanno ormai lasciato la città, in cerca di una prospettiva di vita migliore. Lo sa Giancarlo Carioli (classe 1946), consigliere durante l’amministrazione Pazzaglini e oggi in quella di Gian Luigi Spiganti Maurizi. Con lui abbiamo prima visitato le SAE nella frazione del Fosso delle Rote, dove risiedono circa 70 famiglie; in un secondo momento – dopo aver salutato la moglie Anna e il figlio Giacomo (35 anni) - ci siamo spinti proprio all’interno del centro storico della città marchigiana, dilaniato dal terremoto.
“Quella notte è successo il finimondo – racconta Carioli riferendosi al 2016 – e per più di un anno siamo stati costretti a vivere lontano dalla nostra città. Quando alla fine erano pronte, ci siamo stabiliti in una delle SAE: non è certo casa nostra (dove qualche volta tentiamo di rientrare per salvare i nostri affetti), ma la voglia di appartenenza a Visso supera il confine delle quattro mura. Anzi, tutto sommato a noialtri è andata bene: c’è stato anche chi, avendo perso tutto, non ha resistito alla disperazione e si è tolto la vita”.
“Adesso qui non c’è più niente” – aggiunge Anna Lana. “Si tenta di ricominciare, ma è davvero difficile: la piazza centrale dove ti incontravi con amici e conoscenti, mentre andavi a fare la spesa, è ormai un lontano ricordo. Oggi le persone nemmeno si parlano più: si è perso il senso di comunità di un tempo. La vita e le abitudini di tutti sono cambiate: il Covid poi ci ha dato il colpo finale”.
Giancarlo e Anna non rinunciano ad essere ottimisti, sebbene nelle loro parole aleggi un velo di scetticismo circa i tempi della ricostruzione. “Non abbiamo idea di quanto ci vorrà ancora: sicuramente a noi non basterà quello per rivedere la nostra casa di nuovo in piedi. Forse davvero i nostri governanti hanno fatto tutto il possibile, ma non è dato saperlo per certo. Siamo ancora fermi all’anno zero: i nostri giovani si ritroveranno a fare i conti con un’eredità molto gravosa”.
(Un ringraziamento all’amministrazione Spiganti Maurizi, e in particolare alla consigliera Sara Rizzi, ndr)
Di seguito, il servizio:
Sono ben 24 i Comuni della regione Marche inseriti tra i Borghi più belli d’Italia 2022 nella prestigiosa guida del Touring Club Italiano che orienta le vacanze di milioni di turisti. La tradizionale cerimonia di consegna delle bandiere arancioni, i vessilli che certificano il riconoscimento, si terrà quest’anno a Ripatransone in piazza XX Settembre domenica 24 luglio 2022 alle 17.30. Per l’occasione, interverrà il presidente della Regione Marche e assessore al Turismo Francesco Acquaroli.
E’ Cingoli la new entry di quest’anno, che si unisce ai 23 comuni già confermati: Acquaviva Picena; Amandola; Camerino; Cantiano; Corinaldo; Frontino; Genga; Gradara; Mercatello sul Metauro; Mondavio; Montecassiano; Montelupone; Monterubbiano; Offagna; Ostra; Ripatransone; San Ginesio; Sarnano; Serra San Quirico; Staffolo; Urbisaglia; Valfornace; Visso. La classifica nazionale testimonia ancora una volta l’eccellenza del territorio marchigiano. Le Marche con 24 Comuni Bandiere Arancioni si piazzano al terzo posto, precedute solo da Piemonte e Toscana (al primo posto a parimerito con 40 vessilli) e seguite proprio dall’Emilia Romagna con 23 riconoscimenti.
“Un risultato che ci riempie di orgoglio”, ha affermato Acquaroli. “I nostri borghi sono i nostri gioielli più preziosi, custodi delle nostre tradizioni e della nostra identità. Questa Regione ne è convinta e per questo motivo ha varato una legge per la loro valorizzazione, stanziando risorse importanti anche nella prossima programmazione europea. Per troppo tempo questi centri, un concentrato di arte, storia, cultura, tradizione e artigianato, sono rimasti poco conosciuti e valorizzati: adesso è ora di farli risplendere per ridare una seconda vita all’entroterra e per far crescere le attività legate al turismo, all’accoglienza e all’enogastronomia, all’artigianato e alle produzioni locali, ma anche nuove opportunità innovative e legate alle nuove forme di lavoro agile”.
In totale le località certificate Touring (sotto i 15.000 abitanti nell’intero territorio comunale e non più di 2.000 nel borgo) sono oggi 270, rigorosamente selezionate tra oltre 3.200 candidature distribuite in tutta Italia. La classificazione avviene attraverso una approfondita analisi da parte del Touring, con l’applicazione del Modello di Analisi Territoriale (M.A.T.) che verifica oltre 250 criteri, raggruppati in cinque macroaree: accoglienza, ricettività e servizi complementari, fattori di attrazione turistica, sostenibilità ambientale, struttura e qualità della località.
In occasione del lancio della campagna di AATO 3, "Non c'è acqua da perdere", il direttore dell'associazione Massimo Principi aveva mosso nei giorni scorsi alcune critiche al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sottolineando come la risorsa idrica venisse puntualmente "sprecata" per rifornire aziende produttrici di energia elettrica e per gli allevamenti di trote.
"Spiace constatare che, proprio in occasione del lancio di una campagna informativa su un uso responsabile dell’acqua, l’AATO 3 Marche Centro – Macerata, nella persona del suo Direttore - si legge nella risposta diffusa dal Parco in nota stampa -, abbia voluto chiamare in causa il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, accusandolo di non voler consentire un ulteriore prelievo alla sorgente (di San Chiodo) di questa indispensabile risorsa, arrivando a ipotizzare, nel caso di un prossimo razionamento, una responsabilità diretta dell’Ente Parco".
"Va innanzitutto precisato che ogni concessione di captazione di acqua, per qualsiasi uso, viene rilasciata dalla Regione Marche ed il Parco interviene nelle procedure esprimendo il proprio parere - continua la nota -. Inoltre, è stato autorizzato, con provvedimento della Protezione Civile delle Marche, un ulteriore prelievo di circa 15 l/s per alimentare anche il Comune di Visso, a seguito della modifica del regime idrico della sorgente che alimentava l’acquedotto comunale, e le SAE di Valfornace".
"Peraltro, le portate di concessione vengono rilasciate a seguito di studi di impatto ambientale, la cui competenza è della Regione Marche, in modo tale che le portate prelevate non alterino il deflusso minimo vitale (DMV), ossia la portata minima in grado di garantire la conservazione dell’ecosistema di un dato corso d’acqua e in questo caso del fiume Nera. Tali valori del DMV da rispettare sono stabiliti dal Piano di Tutela delle Acque (PTA) della Regione Marche, per non alterare in modo irreversibile l’ecosistema dell’alto bacino del Nera. Appare del tutto improprio chiamare in causa le concessioni di acqua per gli allevamenti di trote e per gli impianti di energia elettrica, dal momento che l’acqua del fiume viene restituita, dopo gli impianti, al corso d’acqua stesso, senza considerare che si tratta di attività che hanno una rilevanza socioeconomica fondamentale per un intero territorio devastato dai recenti eventi sismici".
"Riteniamo - conclude la nota - che la tutela della risorsa idrica, quale bene primario necessario alla vita dei cittadini, nonché al buon funzionamento degli ecosistemi, costituisca una delle finalità prioritarie delle aree protette, in particolar modo di quelle che comprendono ambienti montani. La montagna, infatti, rappresenta il principale serbatoio naturale in cui si raccoglie e si conserva l’acqua qualitativamente migliore. Per questo, anche alla luce della situazione climatica generale, con i rischi di danni ambientali irreversibili agli ecosistemi acquatici del territorio, si evince la necessità di superare uno sterile approccio polemico alla questione e programmare invece un intervento complessivo che non può ipotizzare soltanto l’incremento del prelievo delle acque dalle montagne, bensì una diversificazione delle modalità di approvvigionamento, una razionalizzazione dei consumi e il risanamento della rete acquedottistica".
Operazione antidroga: nella rete dei carabinieri un uomo di 52 anni, di origine laziale ma da tempo residente a Ussita. Coltivava piante di marijuana in casa: ne sono state sequestrate sei per un peso di circa 650 grammi di stupefacente.
È quanto emerso in un controllo svolto dai militari della stazione di Visso. A seguito di perquisizione personale e domiciliare, i carabinieri hanno rinvenuto 6 piante di marijuana in vaso per un peso complessivo di circa 650 grammi, nonché altra modica quantità di stupefacente e un bilancino di precisione. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, mentre l'uomo è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio.
"Dietro la cartolina. 100 giorni a cavallo per cento anni di parchi", questo lo slogan che accompagna Paola Giacomini nel suo viaggio attraverso l'Italia per celebrare il secolo di vita dei Parchi del Gran Paradiso e di Abruzzo, Lazio e Molise. A cavallo, in solitaria, con i fidi "mongoli" Tcigherè e Custode, è partita l'8 giugno da Alba Fucens, in Abruzzo, alle pendici del Monte Velino, con l'obiettivo di raggiungere il 18 settembre la diga del Serrú, in Piemonte, all'interno del Parco del Gran Paradiso.
Giovedì ha toccato Castelluccio e Visso e ha fatto visita alla sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini raccontando il suo progetto che ha non solo un intento celebrativo, ma anche, e soprattutto, simbolico: durante il viaggio Paola raccoglie e mischia le acque di fiumi, laghi e sorgenti in una piccola borraccia che poi restituirà al cielo del Gran Paradiso sottoforma di vapore perché possa trasformarsi in neve. Un gesto che rivela il lato poetico di una donna che ha fatto del mondo dei cavalli e della natura la propria scelta di vita.
"Siamo lieti di aver accolto questa viaggiatrice nella natura, e di rilanciare il suo messaggio di attenzione all'ambiente celebrando la bellezza e la biodiversità dei Parchi", ha sottolineato Maria Laura Talamè, direttrice del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. "Un modo inconsueto ma straordinariamente efficace per parlare di natura e di come sia necessario recuperare un rapporto più equilibrato con essa, a cominciare dalla gestione delle acque, un tema su cui saremo costretti a confrontarci con sempre maggior sensibilità ed efficacia".
Sul suo sito (sellareepartire.it), Paola racconta i suoi viaggi e spiega le ragioni delle sue scelte: "Non credevo e credo sempre di meno all’estremismo misantropo di chi vede nell’essere umano l’unico male del mondo. Credo che sintonizzandoci sulle nostre reali possibilità e pagando agli altri esseri che abitano il pianeta il giusto prezzo per ciò che ci offrono, possiamo fare ancora qualcosa di bello. La questione degli arretrati con cui abbiamo sfruttato oltre misura altri popoli e continenti va affrontata onestamente, credo che sia l’unico modo per avanzare con dignità".
Partiranno tra agosto e settembre partono una serie di importanti interventi che vedono l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche nelle vesti di soggetto attuatore. Si tratta di ben 17 azioni distinte di demolizione post sisma che verranno messe in atto nei Comuni di Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Pieve Torina, e che riguarderanno sia edifici privati sia pubblici.
“Data la necessità di affrontare le demolizioni con un programma omogeneo su tutto il territorio interessato – ha spiegato l’assessore regionale alla Ricostruzione, Guido Castelli - l’Usr ha predisposto 17 interventi indipendenti, distinti per caratteristiche di cantierizzazione. La difficoltà principale è derivata dalla predisposizione dei procedimenti per l’affidamento sia dei servizi di progettazione sia delle modalità d’appalto, che nel tempo sono stati disciplinati differentemente dalle diverse Ordinanze speciali emesse”.
“Lo smontaggio controllato, la demolizione di taluni edifici e la rimozione delle macerie – ha aggiunto il direttore dell’Ufficio Ricostruzione, Marco Trovarelli - si rendono necessari perché impediscono o ostacolano la ricostruzione dei centri storici e delle frazioni, senza contare la pericolosità dovuta a possibili ulteriori crolli. Un lavoro impegnativo ma imprescindibile per il futuro di questi territori, che ha coinvolto il settore Attuazione ordinanze speciali, guidato dall’ingegner Giuseppe Laureti”.
Il programma d’intervento
A Castelsantangelo sul Nera ci sarà l’intervento più massiccio: ben 179 edifici verranno demoliti sia nel capoluogo che nelle frazioni di Macchie, Nocelleto, Nocria, Gualdo, Rapegna e Vallinfante. Il tutto attraverso un programma strutturato su 11 interventi, che prevede la consegna dei progetti definitivi/esecutivi entro fine luglio, con la conclusione della procedura negoziata per l’affidamento lavori prevista entro settembre. Contemporaneamente, seguirà l’avvio della procedura aperta per l’affidamento dei servizi di trasporto e smaltimento delle macerie.
Ad Ussita, oltre a quella di 12 edifici tra il capoluogo e le frazioni di Sorbo e Castelfantellino, è prevista anche la demolizione del Cimitero Monumentale di Castelfantellino. Anche qui le tempistiche prevedono la consegna del progetto definitivo-esecutivo entro luglio e l’affidamento dell’appalto entro la metà di settembre. Stesso discorso per il cimitero, uno dei luoghi più suggestivi dei Monti Sibillini che vanta origini millenarie prima come castello, poi come luogo destinato ad ospitare i defunti.
A Pieve Torina ci sono 12 edifici da demolire nelle frazioni di Appennino, Seggiole, Tazza e Colle di Casavecchia, il cui iter prevede la consegna del progetto definitivo/esecutivo entro fine luglio, cui seguirà l’avvio della manifestazione di interesse finalizzata alla procedura negoziata per lavori e servizi, in rampa di lancio per l’inizio di agosto. L’affidamento dell’appalto, invece, è previsto entro la metà di settembre.
Infine Visso, dove l’intervento è strutturato in tre lotti distinti tra capoluogo, Borgo San Giovanni e Villa Sant’Antonio per portare a termine la demolizione di 77 edifici. Entro luglio ci sarà l’affidamento diretto dei servizi di progettazione, con consegna dei progetti entro metà agosto. Successivamente, scatterà l’affidamento diretto di lavori e servizi, previa richieste di preventivi entro la fine di agosto. L’affidamento di lavori e servizi è previsto entro la fine di settembre.
Brutta caduta da una scala per un allevatore: soccorso d'urgenza in eliambulanza. È quanto successo questa mattina, poco dopo le 8, a Visso, in località Cupi. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo - un settantenne - era salito su una scala, all'interno di un magazzino, per svolgere dei lavori quando è caduto all'indietro battendo il capo.
Al momento dell'incidente nessuno era presente. A ritrovare il 70enne a terra, con una ferita alla testa, è stato il figlio che ha subito allertato i soccorsi. Immediato è stato l'arrivo dei sanitari del 118 che, dopo aver constatato i traumi riportati dall'uomo, hanno anche disposto l’invio dell'elisoccorso. Dopo aver ricevuto le prime cure sul posto, l'uomo è stata trasportato all’ospedale dorico di Torrette in codice rosso.