E' stata inaugurata oggi la "Casa Ruggeri" di Ussita, struttura rinnovata e adeguata alle vigenti normative sismiche la cui vicenda si propone di dare rilancio alla ricostruzione di tutte le città colpite dal terremo del 2016. Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli che, con il sindaco Silvia Bernardini, hanno proceduto al taglio del nastro. Per un investimento pari a 200mila euro realizzato grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana. «Si tratta di un fatto importante – ha sottolineato Acquaroli - perché oltre a ridare speranza concreta ai cittadini di Ussita, da modo di credere che la ricostruzione stia prendendo forma anche nelle altre comunità locali. Però dobbiamo dare un’accelerazione ancora più veloce e imprimere certezze ai tempi di ricostruzione perché questo è l’unico strumento per far ripartire subito i territori e far velocizzare ciò che finora non è riuscito a partire. Le comunità ci chiedono tempi certi e una prospettiva futura che non è soltanto quella di tornare nelle proprie case, ma riuscire a progettare un rilancio economico di tutto un territorio che purtroppo ha visto per cinque anni uno stop assoluto a tantissime attività». Nella mattinata poi il presidente e l'assessore hanno visitato anche le città di Visso e Castelsantangelo sul Nera, incontrando i loro rispettivi sindaci.
"Casa Ruggeri" ha rappresentato la sola struttura di riferimento per la comunità e le istituzioni nella primissima fase dell’emergenza e continua tutt’oggi a rappresentare l’unico caposaldo per la ripresa di Ussita e del territorio. L’edificio che si trova nell’area in cui sono state delocalizzate le attività economiche, assume un ruolo ancor più determinante per la ripresa produttiva e turistica del territorio.
A distanza di cinque anni dalle scosse del 2016, ancora sciacalli in azione all’interno delle aree interdette a seguito del terremoto.
È il caso dei due italiani, di quaranta e ventotto anni, fermati dai carabinieri della Compagnia di Camerino, nel pomeriggio di domenica. I due, quando sono stati fermati, erano ancora in possesso di alcuni oggetti asportati dalla frazione San Placido di Ussita, uno dei comuni maggiormente feriti dall’evento.
Dopo aver parcheggiato l’auto distante si erano introdotti a piedi nella zona rossa. La presenza del veicolo aveva insospettito i militari del nucleo radiomobile che hanno individuato, identificato e denunciato i due.
Gli oggetti rubati - due alari da camino e un vaso in rame - sono stati restituiti prontamente ai legittimi proprietari.
Era uno dei luoghi più suggestivi dei Monti Sibillini, origini millenarie prima come castello, poi come luogo destinato ad ospitare i defunti. Il cimitero monumentale di Castel Murato nei pressi di Ussita è stato raso al suolo dal terremoto del 2016, lasciando una ferita aperta in tutta la comunità. “Una memoria storica, architettonica ma soprattutto umana che va preservata ad ogni costo.” Così ha commentato l’assessore alla Ricostruzione , Guido Castelli lo svolgimento nei giorni scorsi di un importante incontro tecnico-operativo che ha sancito in maniera formale l’avvio delle attività di “Recupero e restauro del Cimitero monumentale di Castelmurato in Castelfantellino e consolidamento versante”, come disciplinato dall’ordinanza speciale numero 16 del luglio 2021.
Il tavolo tecnico si è tenuto nel Comune di Ussita su convocazione della Regione Marche, soggetto attuatore per la prima fase riguardante la messa in sicurezza e la gestione delle macerie provenienti dal sito.All’incontro hanno preso parte la dirigente dalla Regione Silvia Moroni , l’ingegnere Elisa Crispignoli in rappresentanza del sub commissario Gianluca Loffredo, l’architetto Rosella Bellesi (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche), l’architetto Roberta Caprodossi (Comune di Ussita), i geometri Luciano Pescolloni e Carlo Leggi del Cosmari.
«Abbiamo raggiunto un importante risultato -spiega l’assessore regionale alla ricostruzione Guido Castelli-. In qualità di soggetto attuatore provvederemo sin da subito a richiedere formalmente al commissario straordinario per la ricostruzione Legnini l’anticipo sul finanziamento previsto in ordinanza, al fine di poter procedere speditamente con le fasi successive di nostra competenza».
Un summit quindi rivelatosi nodale per definire alcuni punti imprescindibili, tra cui quello riguardante l’identificazione degli elementi di valore architettonico e culturale, classificati come A e B. A tal proposito sono state redatte 10 schede macerie MiC, in cui sono state indicate le modalità operative di smontaggio, recupero, trasporto e stoccaggio in attesa della ricostruzione del nuovo cimitero, fase questa che vedrà quale soggetto attuatore lo stesso Comune di Ussita.
"Dopo i fallimentari “progetti” delle Sae e di Tempori, dopo gli immensi ritardi per la ricostruzione, la Sindaca Bernardini dà il meglio di se con l'esclusione di Ussita dai finanziamenti previsti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo". Inizia così la ''lettera aperta'' che il consigliere di minoranza al comune di Ussita, Guido Rossi ha voluto rendere pubblica ai cittadini.
Dopo aver ricordato come "il ministro Carfagna per accompagnare la ricostruzione fisica dell'Appennino Centrale colpito dal sisma ha voluto imprimere ancor di più il Contratto Istituzionale di Sviluppo dotandolo di ben 160 milioni di euro", Rossi sottolinea come questi soldi, ''tanti'', ''sono destinati a sostenere progetti ed investimenti integrativi e complementari rispetto alla ricostruzione materiale degli edifici, per assicurare la ripresa e lo sviluppo dell'economia di quelle aree colpite dai terremoti del 2016 e 2017. Le aree di intervento individuate e quindi da “progettare” per accedere ai finanziamenti erano cinque ossia: Ambiente e risorse naturali, Cultura e turismo, Trasporti e mobilità, Riqualificazione urbana e infrastrutture sociali. Una Mappatura completa dei problemi-bisogni di tutto il territorio e delle infrastrutture di Ussita".
Praticamente come dichiarava la Ministra Carfagna: “Cinque anni dopo il sisma, puntiamo ad offrire ai cittadini e alle cittadine, ai giovani, alle famiglie, una concreta alternativa all'emigrazione o alla dipendenza dall'assistenza pubblica, in osservanza del principio-guida che spero ispiri tutti in questo difficile momento: creare le condizioni perchè nessuno resti indietro”. Sembrava una “fotografia” scattata sul nostro territorio, fa presente il consigliere di opposizione ''quale migliore occasione, una vera e concreta occasione di ripresa economica senza “svendere” il territorio, senza nulla in cambio. Naturalmente i comuni interessati si sono dati da fare, hanno studiato, hanno progettato. Insomma hanno lavorato per presentare progetti che rappresentano tutte le problematiche e possibilità di sviluppo, questo impegno ha prodotto circa 130 progetti per un valore complessivo che supera i 900 milioni di progettazioni! Ottima l'iniziativa della Ministra Carfagna, ottimo l'impegno della Regione Marche e incredibile il lavoro svolto dai comuni interessati''.
E' di questi giorni la pubblicazione dei risultati delle proposte avanzate da parte del Nucleo di Valutazione, Coordinamento e Assistenza istituito presso la Regione Marche, un primo elenco di 49 Progetti, la cui realizzazione potrà partire immediatamente con la spesa prevista di 160 milioni di euro (leggi qui).
''Tante sono state le dichiarazioni dei Sindaci premiati con una pioggia di milioni di finanziamenti a fondo perduto e parliamo - fa presente Guido Rossi - dei più grandi quali Macerata , Ascoli Piceno e dei più piccoli come Pieve Torina, Castelraimondo, Tolentino, Sarnano (28 milioni di finanziamenti!). Bravi i Sindaci, benissimo i progetti ma... Ussita?!?! Assente e speriamo solo per il momento. Dopo un attimo di smarrimento e di delusione è il momento delle riflessioni e delle domande: Perchè? Cosa è successo? Sono stati presentati progetti? I nostri amministratori hanno lavorato? Quante proposte sono state presentate? Queste - conclude - sono le risposte che aspettiamo, al più presto, dalla Sindaca Bernardini''.
Cade in un dirupo durante un'escursione sul sentiero della cresta di Pizzo Berro, montagna appartenente al gruppo dei Monti Sibillini, e perde la vita dopo aver fatto un volo di circa 100 metri: inutili i soccorsi per M.O., giovane fabrianese di 30 anni.
Ancora da chiarire l'esatta ricostruzione dei fatti: al momento della caduta la vittima era in compagnia di un'altra persona.
Subito dopo aver ricevuto l'allarme, attorno alle ore 10:30 della mattinata odierna, sul posto si sono subito dirette le squadre di Soccorso Alpino delle stazioni di Montefortino e Macerata, il personale sanitario del 118, i vigili del fuoco di Amandola e i carabinieri.
È stato anche allertato l'intervento dell'eliambulanza.
Le operazioni di recupero del corpo del giovane escursionista sono sta molto complesse e sono terminate attorno alle ore 13, dopo che gli uomini del Soccorso Alpino hanno dovuto calarsi con le imbracature nel dirupo.
Il secondo escursionista, in evidente stato di shock, è stato accompagnato a valle dai soccorritori sino alla sua auto, parcheggiata a Frontignano di Ussita.
"A coronamento di un lungo percorso fortemente voluto da questa Amministrazione comunale, e condiviso con gli Uffici comunali e con i Funzionari della Stazione Unica Appaltante della Provincia di Macerata, è stato pubblicato il bando di gara volto ad individuare il gestore della stazione turistica di Frontignano". Ad annunciarlo è il sindaco di Ussita, Silvia Bernardini.
La Giunta comunale, con apposita delibera, ha infatti stabilito di avviare la procedura di gara per la concessione, a un soggetto esterno, della stazione che comprende la gestione dell’intero comprensorio turistico e delle strutture annesse, inclusi i rifugi “Saliere”, “Cristo delle Nevi” e “Cornaccione”, la manutenzione e la battitura delle piste da sci e il bike-park.
"Si tratta di un primo passo importantissimo verso la ripartenza economica e sociale di Ussita e, più in generale, dell’intera vallata dell’Alto Nera che, da sempre, vive di turismo - aggiunge Silvia Bernardini -. L’Amministrazione comunale crede fortemente che la riapertura, al momento, di una parte della stazione turistica di Frontignano, e in particolare del settore denominato “Saliere”, per l’indotto che essa crea a favore delle attività economiche presenti sul territorio comunale e su quello dei comuni limitrofi, rappresenta un importantissimo volano per la ripresa dell’economia ussitana e auspica che il comprensorio turistico funzioni sia durante la stagione invernale per l’esercizio degli sport invernali, sia durante la stagione estiva per attività sportive come l’escursionismo, il cicloturismo, le attività all’aria aperta, nell’obiettivo finale di estendere l’offerta turistica della stazione di Frontignano ad ogni periodo dell’anno".
"Un particolare ringraziamento va alla Stazione Unica Appaltante della Provincia di Macerata, al suo dirigente, dott. Luca Addei ed al funzionario dott. Giuseppe Costantini, che hanno supportato gli Uffici comunali nella redazione degli atti di gara" ha concluso il sindaco.
''Sono ormai più di 30 giorni che abbiamo consegnato due petizioni con oltre 600 firme di cittadini residenti, proprietari di seconde case, operatori turistici e imprenditori che sono interessati alla ricostruzione di Ussita, alla sue bellezze naturali e al suo futuro".
Lo scrive, in una dura nota alla stampa, il consigliere di minoranza del Comune di Ussita, Guido Rossi mettendo in luce alcuni atteggiamenti ''goffi e provocatori'' e "incongruenze" dell'amministrazione guidata da Silvia Bernardini.
"Due petizioni che riguardano, la prima l'acquisizione definitiva da parte del comune, delle aree e le strutture, SAE; che sono state realizzate in aree rilevanti e particolarmente sensibili, sia per accessibilità, che per la visibilità di Ussita oltre che per la prossimità con i nuclei storici che contraddistinguono l'insediamento del fondovalle. Le Sae non contribuiscono alla valorizzazione del paesaggio, ma al contrario tendono a generare un effetto di straniamento e standardizzazione con conseguente impatto ambientale per Ussita e per il territorio interno al Parco Nazionale dei Monti Sibillini - afferma Rossi -. La seconda è relativa alla realizzazione presso la frazione di Tempori, di un'area dotata di tutte le opere di urbanizzazione finalizzate all'istallazione delle strutture mobili temporanee con funzioni di alloggi per le maestranze che opereranno nella ricostruzione di Ussita e Paesi limitrofi per una capienza di circa 200/300 operai''.
''Per quanto riguarda le SAE - ricorda Guido Rossi - la Sindaca Bernardini con tutta la sua maggioranza , con delibera di Consiglio Comunale nr. 10 del 29 marzo ha approvato l'acquisizione delle Sae e dei terreni, anche privati, dove le stesse sono state realizzate. La Bernardini da subito ha incolpato la Protezione civile poi ha dato segno di pentimento ma non ha mai voluto annullare quella delibera nonostante le varie richieste dai consiglieri di minoranza e dei cittadini''.
Tutto nasce nel mese di marzo 2021, (''mese particolarmente nefasto per Ussita'' afferma Rossi), quando in Consiglio Comunale si approva l'acquisizione delle Sae e in Giunta (delib. nr.12) si dà mandato alla Responsabile del Servizio – Lavori Pubblici di formulare una proposta di programma straordinario di ricostruzione dopo che l'Amministrazione ne aveva predisposto un preliminare, all'interno del quale aveva individuato i principali obiettivi ed azioni," senza nessuna informativa e confronto con l'opposizione".
''Naturalmente - fa notare il consigliere di opposizione - tutte e due le delibere sono state portate in Consiglio senza avere conoscenza degli argomenti da parte della minoranza, mancanti di dati esplicativi e con delle diciture diverse dalla realtà. Abbiamo scritto a tutto il “mondo” politico Nazionale e Regionale ma tutto tace. La sindaca non informa i consiglieri, non informa la cittadinanza sulle petizioni e tacciono il Parco Nazionale e le Sovraintendenze che vigilano attentamente e intervengono sempre su ogni piccola variazione edile a difesa e integrità del territorio. Siamo in attesa di risposte e - conclude Guido Rossi - più che in attesa, pretendiamo delle risposte''.
"Ad Ussita nel Consiglio Comunale dello scorso 24 Giugno, è stata approvata la trasformazione dell'area Ex Eca Tempori dove sorgevano l'edificio Ex Eca e la chiesa di S.Ercolano del XIII secolo, entrambi oggetto di finanziamento per la relativa ricostruzione. Questo progetto dell'Amministrazione del Comune di Ussita, inizia la sua progettazione nel marzo del 2021 e viene annunciato durante il Consiglio Comunale del 24 giugno, prendendo alla sprovvista la gente del luogo (soprattutto quella di Tempori), del tutto ignara di questo piano di forte impatto sociale che avrebbe immesso nel borgo un numero di lavoratori edili superiore al numero dei residenti".
A dichiararlo è Nando Mochi, un cittadino che abita proprio nella frazione di Tempori e portavoce di "Torniamoaussita", pagina Facebook che dal febbraio 2017 denuncia tutto quello che ha ostacolato e ostacola la ricostruzione post-sisma.
"Quest'area dovrebbe venire dotata (secondo i piani dell'Amministrazione Comunale e Commissario Legnini) di tutte le opere di urbanizzazione necessarie per una grande base di container dove saranno alloggiati circa 200/300 operai edili per la ricostruzione di Ussita e dei comuni limitrofi - spiega Mochi -. Dopo aver lanciato una petizione online 'Tempori ex Eca No ai Container', per fermare la costruzione del campo per lavoratori edili a ridosso della frazione di Tempori, abbiamo atteso invano le risposte alle nostre lettere indirizzate sia alla Sindaca Silvia Bernardini che al Commissario Legnini. Le nostre ragioni sono state ignorate".
"Siamo preoccupati in quanto, incredibilmente con tempi strettissimi, entro il 15 Settembre 2021 l'Amministrazione Comunale potrebbe nominare l'impresa per iniziare i lavori e quindi diventerebbe difficile fermare e modificare il corso degli eventi che porterebbero a termine il progetto del campo container voluto dall'Amministrazione Comunale con l'accordo del Commissario Legnini" ammette Nando Mochi.
Il portavoce di "Torniamoaussita" rivolge, in questo senso, quattro domande all'amministrazione comunale:
1) Perchè il Comune di Ussita (crediamo l'unico del cratere) ha accettato di ospitare 200/250 operai edili per lavorare sui futuri cantieri non solo di Ussita ma anche dei comuni limitrofi?
2) Perchè utilizzare questa bellissima area a ridosso della frazione di Tempori, privandola anche dei parcheggi su questo lato della frazione, senza considerare altre zone di Ussita per esempio Frontignano dove, persino l'Associazione dei residenti di Frontignano, si è espressa a favore di tale misura e dove esistono ampie aree inutilizzate non vicine ai residenti, senza edifici finanziabili da ricostruire nè Chiese del XIII secolo anche esse da ricostruire?
3) Perchè anzichè scegliere Ussita per un campo base container, anche per la ricostruzione di altri Comuni limitrofi, non si sono voluti utilizzare gli oltre 100 posti della base di Pieve Torina dove esiste un campo pronto, seminuovo, inutilizzato e dotato di tutto da mensa, sala TV, lavanderia, docce e bagni e diverse stanze per vari usi? ("Per servire i Comuni limitrofi, la posizione di Pieve Torina sarebbe di sicuro più adatta logisticamente. Ussita si trova alla fine della vallata e certamente non è in una posizione centrale" puntualizza Mochi)
4) Perche' questa Amministrazione non ha preso in considerazione altre possibilità meno invasive così come fatto dal Comune di Castelsantangelo, per la sua ricostruzione e non certo per i paesi limitrofi, di avere un piccolo spazio per ogni frazione adibito ad eventuali posizionamenti container con le relative spese di posizionamento a carico delle imprese?
"Al momento a Ussita lavorano circa 90 operai - evidenzia ancora Mochi -, che non hanno avuto bisogno di nessun aiuto dalle istituzioni perchè in edilizia provvedere a spostamenti e trovare soluzioni per gestire i cantieri è cosa di tutti i giorni che le imprese sanno far bene".
Nando Mochi commenta anche l'ordinanza speciale 16 riguardante la ricostruzione di Ussita: "Per certi aspetti è stata ed è molto audace perchè, con tutte le deroghe concesse, ha messo in grado l'amministrazione comunale di far praticamente tutto senza la partecipazione della popolazione, nemmeno nei casi in sui sarebbe stato opportuno richiederla come in questo".
"Cosa chiediamo? Un incontro con l'amministrazione comunale per ottenere risposte a queste domande e lo si potrebbe fare con un incontro con i rappresentanti dei vari comitati e rappresentanti/portavoce della popolazione. Un'Amministrazione e la sua Sindaca debbono alla gente di Ussita e soprattutto quella di Tempori una spiegazione che possa difendere il suo operato in un progetto che, come modulato, non sarà facile da giustificare" conclude Nando Mochi.
Rinvenuto un cadavere in montagna: si tratta di Alfio Farabbi, l'uomo scomparso quasi due mesi fa da Villa Pitignano, in provincia di Perugia.
Era il 13 luglio scorso quando di lui si persero le tracce, mentre la sua auto venne ritrovata a Pintura di Bolognola (Leggi qui).
LA MATTINATA - Le squadre dei vigili del fuoco di Pescara e Macerata sono intervenute in una zona impervia che si trova a metà strada tra il rifugio del Fargno e Pizzo tre Vescovi sul versante nord della montagna, nel territorio comunale di Ussita. A lanciare l'allarme era stato un escursionista, intorno alle 8:30 di questa mattina.
L'identità della salma è stata confermata nel primo pomeriggio, a seguito del riconoscimento del cadavere da parte del fratello. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, si trovava avvolto in un sacco a pelo ed è stato recuperato intorno alle 14 dalle squadre dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Alpino. In seguito è stato trasportato all'obitorio di Camerino.
Vista la zona poco accessibile, per le operazioni di recupero sono state necessarie diverse ore. Le cause del decesso sono in fase di accertamento anche se pare certo che si tratti di un atto volontario.
La salma è stata ricomposta dagli operatori del Soccorso Alpino della stazione di Macerata e successivamente vericellata a bordo dell'elicottero dei Vigili del Fuoco per essere messa a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'esame autoptico.
Scivola con la mountain bike presso il Bike Park di Frontignano, nel territorio comunale di Ussita: recuperato giovane ciclista, che - a seguito della caduta - ha rimediato un infortunio.
Le operazioni hanno coinvolto gli uomini della squadra di terra del Soccorso Alpino della stazione di Macerata, il personale medico del 118 di Visso con medicalizzata di Camerino e i carabinieri.
Il ciclista, L.R. di 17 anni e residente a Macerata, una volta raggiunto è stato trasportato all'ospedale di Camerino: ha riportato fratture alle costole.
Si sta lavorando in questi giorni sulla provinciale 66/2 “Ussita–Casali”.
“Come abbiamo annunciato durante la riapertura della strada di sabato 10 luglio - dichiara il Presidente della Provincia Antonio Pettinari - da lunedì 19 luglio è iniziato l’intervento di sistemazione dell’asfalto con la nuova pavimentazione. I lavori vengono eseguiti, come preannunciato, con il senso unico alternato per evitare ulteriori chiusure. Terminato l’intervento di asfaltatura saranno installate le barriere di sicurezza.
Ho espresso già nei giorni scorsi la mia amarezza - prosegue Pettinari - per il troppo tempo che è passato prima di ripristinare la viabilità, interrotta a seguito del sisma del 2016. L’iter dell’appalto dei lavori è stato lunghissimo, frutto anche delle normative non adeguate alla situazione emergenziale creata dal terremoto; ma pure l’esecuzione dei lavori ha subito rallentamenti. Finalmente gli appassionati della montagna e i turisti potranno godere della ritrovata accessibilità di questi luoghi meravigliosi”.
Sono state firmate oggi, e diventano immediatamente esecutive, undici nuove Ordinanze Speciali in deroga del Commissario Straordinario sisma 2016, Giovanni Legnini, per la ricostruzione dei centri storici e dei borghi più danneggiati dal terremoto di cinque anni fa in Appennino.
Le Ordinanze, che consentono la realizzazione delle opere pubbliche urgenti e indispensabili per la ricostruzione privata utilizzando deroghe alla normativa per abbreviare i tempi di costruzione, riguardano la ricostruzione di Arquata del Tronto (Ap), Accumoli (Ri), Campotosto (Aq), Cascia, Preci, Norcia e la sua frazione di Castelluccio (Pg), Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Pieve Torina (Mc) e le scuole di Montegiorgio (Fm).
Con questi provvedimenti si prevedono nell’insieme circa 100 interventi, per ciascuno dei quali si indicano e si motivano le deroghe alle norme di carattere generale che si utilizzeranno per l’esecuzione. Le nuove opere comportano un impegno di spesa di 237 milioni di euro, di cui quasi 150 aggiuntivi, a valere sui fondi del Commissario per la ricostruzione pubblica. Grazie alla corsia veloce delle deroghe, per gran parte di questi interventi che risultano propedeutici alla ricostruzione privata, si prevedono tempi di consegna molto più brevi.
Le nuove Ordinanze introducono alcune innovazioni importanti. Ad Arquata e Castelluccio, ad esempio, si procederà direttamente a una ricostruzione pubblica dei centri storici, quindi delle abitazioni private, ed è la prima volta che viene applicato questo metodo. Le modalità saranno disciplinate con una nuova Ordinanza, dopo il pronunciamento dei Consigli Comunali e l’adesione dei proprietari privati. In altri casi, come per Pieve Torina e la stessa Arquata, sono stati identificati gli interventi da eseguire in una fase successiva, finanziandone intanto la progettazione.
Vengono definiti, infine, nuovi meccanismi che consentono la demolizione pubblica degli edifici privati inagibili che interferiscono con la ricostruzione o in caso di inerzia dei proprietari.
Quelle firmate ieri si aggiungono alle alte nove Ordinanze Speciali firmate nelle scorse settimane dal Commissario Legnini, quelle per Amatrice (Ri), Camerino (Mc), la sua Università, per la Basilica di Norcia (Pg), le scuole di Ascoli, Teramo e San Ginesio (Mc), per gli edifici ATER della provincia di Teramo e per il comune di Valfornace (Mc). Nel complesso le venti Ordinanze Speciali dispongono oltre 220 interventi, per una spesa complessiva di 514 milioni di euro, 259 dei quali aggiuntivi.
“Con le venti Ordinanze prende corpo la strategia della ricostruzione dei centri storici più colpiti dal sisma, fin qui sostanzialmente paralizzata a causa delle grandi difficoltà progettuali e organizzative, determinate dall’elevatissimo grado di distruzione, ma anche dalla debolezza degli apparati pubblici. In questo modello sarà centrale il ruolo dei sub commissari Fulvio Soccodato e Gianluca Loffredo, e degli Uffici Speciali delle quattro regioni, che assumono la nuova funzione di soggetti attuatori degli interventi pubblici, d’intesa con i Comuni. Nelle prossime settimane – ha concluso Legnini – sarà approvato un nuovo pacchetto di Ordinanze in deroga per un altro gruppo dei Comuni che hanno avuto i maggiori danni”.
Le Ordinanze
Castelsantangelo sul Nera – Prevede la realizzazione delle opere di urbanizzazione del capoluogo e di alcune frazioni del Comune, che sta avviando la ricostruzione sulla base dei Piani Attuativi, alcune norme per favorire le demolizioni e la rimozione delle macerie, la demolizione e la ricostruzione del palazzo comunale e la delocalizzazione di una casa di riposo, oltre al ripristino delle antiche mura urbiche. Gli interventi inquadrati nell’Ordinanza impegnano una spesa di 29,4 milioni di euro
Pieve Torina – Anche qui, per la ricostruzione delle abitazioni private del centro storico, viene previsto un coordinamento pubblico, oltre alla realizzazione dei sottoservizi del capoluogo, alla ricostruzione della ex scuola media, di un centro sportivo, del Teatro comunale, nonché la messa in sicurezza dei dissesti sulle sponde fluviali. Per una parte di quest’ultimo intervento, come di altri, da effettuare in una seconda fase, viene intanto finanziata la progettazione. Le opere finanziate ammontano a 17,9 milioni di euro, 16,9 dei quali aggiuntivi.
Ussita - Gli interventi previsti ammontano a 20 milioni di euro, 15 dei quali aggiuntivi, e riguardano il recupero e restauro del Cimitero monumentale di Castelmurato, il ripristino delle condutture dell’acqua alle centrali idroelettriche, lo spostamento di alcune cabine di trasformazione, la ricostruzione della caserma e del palazzo comunale, l’allestimento di un’area destinata a ospitare le maestranze addette alla ricostruzione. Tra le opere finanziate anche il recupero di due rifugi in alta quota, la realizzazione dei sottoservizi e muri di sostegno in alcune frazioni.
“Nel weekend del 10-11 luglio 2021 per favorire l’accesso dei visitatori al Parco Nazionale dei Monti Sibillini e godere della 'Fiorita di Castelluccio', mantenendo una condizione di sicurezza nel rispetto anche delle recenti indicazioni e chiusure stradali, è stato attivato un servizio di bus turistico per raggiungere la piana grande di Castelluccio di Norcia dal versante marchigiano" (in tali giorni il traffico agli autoveicoli è interdetto con Ordinanza della Provincia di Perugia n. 150 dal 30/06/2021). Lo comunica la Contram in una nota.
“I bus turistici per la 'Fiorita di Castelluccio' sono stati programmati anche su indicazione dei Comuni di Visso e Ussita con il supporto organizzativo di Esitur Viaggi Tour Operator e tecnico di Contram s.p.a. .
Il servizio prevede più partenze durante il giorno sia da Ussita che da Visso.
Per fruire dei bus è necessario prenotare il proprio viaggio, sia di andata che di ritorno sul sito marcheroma.contram.it. Sempre sul sito marcheroma.contram.it è possibile scegliere la fermata e l’orario disponibili. A Visso è possibile acquistare il viaggio presso la rivendita 'Mondo Sasha'. Non è possibile acquistare il viaggio a bordo. Il costo del viaggio è di 2 euro a corsa”.
Completati i lavori principali di ripristino post-sisma lungo la provinciale 66/2, che collega Ussita alla frazione di Casali. La strada, rimasta chiusa dal terremoto 2016, riaprirà al traffico veicolare il prossimo sabato 10 luglio. Gli interventi sono stati eseguiti e progettati dall’Anas, per conto della Protezione civile nazionale, soggetto attuatore.
“Si tratta di una notizia molto positiva per il territorio”– spiega il presidente della Provincia Antonio Pettinari che questa mattina ha svolto l’ultimo sopralluogo - . “Nello stesso tempo sono amareggiato perché quasi cinque anni per la completa riapertura di un’arteria così importante per la zona sono davvero molti, già l’iter per l’appalto dei lavori era stato molto macchinoso”. In precedenza la provinciale era stata aperta, in maniera temporanea, soltanto nei weekend estivi del 2019 e 2020.
“Ora – continua Pettinari – restano da eseguire alcuni interventi specifici di completamento che riguardano l’asfaltatura. Gli stessi saranno realizzati nel giro di una decina di giorni dall’apertura e, nel frattempo, lungo la strada sarà posto un limite di 30Km/h per il transito. I lavori saranno eseguiti con il senso unico alternato perciò non vi saranno ulteriori chiusure”.
Finalmente una nota positiva, dunque, per il territorio ussitano così martoriato dal sisma. La zona di Casali potrà essere nuovamente meta di appassionati di montagna e non solo, che vorranno godere di una delle viste più suggestive del Monte Bove o del sentiero che conduce alla Val di Panico.
Ordinanza speciale per Ussita: arrivano 18 milioni per opere importanti ed economia.
"Oggi è un grande giorno. Dopo mesi di duro lavoro è stata raggiunta l'intesa sull'ordinanza per il nostro Comune: lo ha scritto ieri, sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Ussita, Silvia Bernardini, esprimendo soddisfazione per l'ordinanza speciale firmata del commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini.
"Quasi 18 milioni per opere importanti per l'economia della nostra bella vallata, in primis il posto del cuore, il nostro cimitero, che sarà ricostruito dove è sempre stato", scrive ancora il sindaco.
"Appena ci sarà trasmesso il testo licenziato dalla Cabina di coordinamento sisma, sarà organizzato un incontro pubblico per parlare dei contenuti di questo importante provvedimento. Passo dopo passo", si legge. Bernardini conclude ringraziando i vari livelli istituzionali e gli uffici tecnici che hanno permesso di arrivare all'ordinanza. "Ed ora al lavoro", conclude il sindaco.
“Sono nata a Vallestretta di Ussita il 22 giugno del 1935 e ci ho passato una vita intera, la mia gioventù, ho trovato il compagno della mia vita mio marito Santino, abbiamo lavorato tanto, abbiamo due figli e una nipote splendidi, ma le soddisfazioni che mi ha dato questa terra sono impagabili. Il 10 e 11 giugno scorso ero qui da mia sorella, Franca e da suo marito Peppe, e ogni volta che ci riuniamo l'emozione è forte come anche la tristezza e il dispiacere vedere questi luoghi distrutti dal terremoto.
La montagna, però, qui è bellissima ed è anche futuro nella speranza di rivedere questi paesi tornare belli come erano prima del 2016". Sono le parole di Maria Capuzi, originaria di Vallestretta di Ussita nel giorno del suo compleanno con un appello al governo e al Commissario Legnini : "Oggi è il mio compleanno compio 86 anni e voglio dedicare questa mia bella giornata romana ai miei parenti e agli abitanti di Ussita e Visso con un appello a questo governo e al Commissario Legnini: non lasciate che queste terre si spopolano, ricostruite il più' presto possibile per un futuro di speranza, progresso e di vita normale".
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è tra gli enti patrocinanti di IT.A.CÀ, un festival che si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica in ottica di sostenibilità ed accessibilità. Il tema scelto per questa edizione è il “diritto di respirare”, e prevede una serie di incontri in presenza, ma con posti limitati, tra Ussita, Fiastra ed Arquata.
“Una iniziativa importante ed utile” sottolinea il presidente Andrea Spaterna, “perché pone al centro degli incontri la questione di come implementare lo sviluppo del territorio in una logica rispettosa dell’ambiente. Il diritto di respirare alberga nei luoghi del Parco, per sua stessa natura, perché le foreste sono serbatoio di energie rigeneranti. Non a caso, tra gli argomenti che animeranno i vari dibattiti vi saranno anche quelli che ci vedranno direttamente coinvolti, come “La gestione forestale in Appennino” e “Turismo, bisogno di respirare e aree protette”.
A questo proposito ricordo che, come Parco, abbiamo avviato l’individuazione di percorsi di immersione forestale, i cosiddetti bagni di foresta, che rappresentano una nuova frontiera nella fruizione del territorio, in un’ottica di benessere accessibile a tutti”.
E proprio di questo si parlerà venerdì a Fiastra, nella suggestiva area dei ruderi del castello Magalotti, con inizio alle ore 15.30.
Oltre al presidente del Parco, interverranno Paolo Zavarella, Medico chirurgo e Presidente dell’Associazione Italiana di Medicina Forestale e Carlo Alberto Graziani, Presidente del Gruppo di San Rossore. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): chiamare il 0737 52185 oppure scrivere al alcina@libero.it.
Il programma completo del festival è disponibile a questo link: https://www.facebook.com/108976764093242/posts/316934466630803/?d=n
Escursionisti bloccati in un pendio: Interviene il soccorso alpino
La stazione di Macerata è stata attivata, intorno alle 18 del pomeriggio odierno, per un ragazzo ed un una ragazza veneti, di 29 e 34 anni, i quali durante un'escursione nella Valle del Fargno - territorio di Ussita - smarrendo il sentiero si sono trovati su dei balzi di roccia. La ragazza, colta da panico, si è bloccata senza riuscire a proseguire. Sono partite due squadre di terra per il recupero dei due giovani. Una volta raggiunti, dopo aver accertato non necessitassero di cure mediche, sono stati riaccompagnati dal personale del soccorso alpino all'auto.
Era presente ad attenderli la Croce Rossa di Camerino
Brutta caduta con la mountain bike: una ragazza soccorsa in eliambulanza. È quanto avvenuto nella tarda mattinata odierna, attorno alle ore 13:30, lungo il sentiero a carrareccia che scende dal rifugio del Fargno (Monti Sibillini) verso Ussita.
In compagnia della giovane, al momento dell'escursione, c'era anche un altro ciclista che ha immediatamente provveduto ad allertare i soccorsi dopo averle prestato le prime cure del caso. Ad intervenire è stata una squadra del Soccorso Alpino e Speleologico di Macerata assieme ai sanitari del 118. Per raggiungere il punto in cui la ragazza è caduta, a circa 1700 metri d'altezza, è stato anche necessario l'ausilio dell'eliambulanza
Una volta soccorsa, la paziente - a seguito delle lesioni riportate - è stata immobilizzata per poi essere trasferita tramite Icaro all'ospedale di Macerata.
Il Rifugio Casali è gestito dal 2016 da due ragazzi di Macerata che hanno in comune una grande passione: i Monti Sibillini. Questa passione li ha spinti a prendere la gestione del rifugio escursionistico di proprietà del Comune di Ussita, sito nella frazione Casali, proprio davanti alla parete nord del Monte Bove. Purtroppo, l'entusiasmo iniziale si è spento in poco tempo, a causa degli eventi sismici del 2016 che hanno reso inaccessibile il rifugio e il borgo di Casali, con l’unica strada percorribile gravemente franata.
Grazie al Comune di Ussita e alla Protezione Civile, il Rifugio dovrebbe ritornare accessibile per l'estate 2021: il ristorante del rifugio infatti è stato delocalizzato in stanze prefabbricate, mentre i lavori proseguono per allestire anche la zona notte. Luca e Claudio, i giovani gestori del rifugio hanno bisogno di ripartire, non solo perché il rifugio rappresenta il loro lavoro, ma anche per dare un forte segnale di ripresa sia ai turisti, offrendo l'opportunità di pernottare o fermarsi per periodi prolungati, sia alla comunità locale che non ha più un punto d'appoggio.
Per questo motivo è stata lanciata una raccolta fondi su Produzioni dal Basso - prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation - per sostenere il Rifugio Casali ma anche un territorio intero a ritrovare speranza e vitalità.
Sono già partiti da qualche mese i lavori di movimentazione terra e sono state eseguite le opere di urbanizzazione, e in queste settimane verranno posati i moduli e allestiti con tutto il necessario.
Per tutti coloro che decideranno di sostenere l'iniziativa sono previste delle ricompense in base alla cifra donata. Inoltre, per fare in modo che il sostegno dei donatori diventi anche una testimonianza duratura di ripartenza e resilienza, i gestori hanno deciso di decorare una parete del nuovo rifugio con i selfie di tutti i sostenitori.
Per maggiori informazioni: https://www.produzionidalbasso.com/project/iorestoacasali-sostieni-la-delocalizzazione-del-rifugio-casali/