Dalla lista "Insieme per la ricostruzione" (nella foto il candidato sindaco Giovanni Marronaro), riceviamo
Sono iniziate, contro le elezioni ad Ussita, iniziative che scimmiottano quello che per anni è stato il destino di San Luca, in Calabria: non andate a votare. Niente contro il comune calabrese, ma viene spontaneo ricordare come certi personaggi del nostro territorio si dilettano, davanti ad un caffè, a fare in modo che ad Ussita rimanga lo status quo ovvero l'immobilismo.
Viceversa chiediamo a tutti i cittadini di esprimersi liberamente in un momento importante per il nostro paese. Respingiamo i tentativi palesi e occulti di ridurre la partecipazione democratica al voto.
I gruppi parlamentari di Forza Italia di Camera e Senato - rappresentati dai deputati Simone Baldelli, Catia Polidori, Raffaele Nevi, Patrizia Marrocco e Antonio Martino e Maria Spena; e dai senatori Lucio Malan, Maurizio Gasparri, Andrea Cangini, Gaetano Quagliariello, Nazario Pagano, Maria Rosaria Rossi, Fiammetta Modena, Paola Binetti, Francesco Battistoni e Antonio Saccone - hanno incontrato a Palazzo Madama il sottosegretario Paola De Micheli, Commissario straordinario del governo per la ricostruzione sisma 2016, e Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della Protezione Civile.
Durante la riunione sono state analizzate le rilevanti criticità e le scadenze delle misure per la ricostruzione delle zone del Centro Italia colpite dai sisma, messe in campo negli ultimi anni dagli esecutivi Renzi e Gentiloni. I parlamentari di Forza Italia hanno avanzato proposte e possibili soluzioni normative - con assoluta priorita' per la proroga e l'adeguamento delle misure fiscali ad hoc e per il blocco dell'addebito dei costi fissi delle utenze - per aiutare concretamente famiglie, professionisti e imprese, che ancora vivono in situazioni estremamente disagiate, e per agevolare la rinascita dei territori coinvolti.
Deputati e senatori azzurri, consapevoli dei gravissimi ritardi accumulati in questi anni dalla sinistra, ritengono che il tema della ricostruzione post sisma dovra' essere una priorita' assoluta nell'agenda del futuro governo.
(fonte Ansa)
Nel testo semidefinitivo del Contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle c'é una parola che non ricorre mai. Quella parola, purtroppo, é terremoto. E la mancanza non è sfuggita a chi del terremoto proprio non riesce a dimenticarsi, ossia a chi tutti i giorni fa i conti con la devastazione e le incertezze che ha lasciato da quel maledetto ottobre 20016. Il Contratto di Governo, il cui testo é disponibile qui, tocca questioni di interesse nazionale e, evidentemente, la gestione dell'emergenza e della ricostruzione non lo sono.
"Se servisse una conferma ulteriore - scrivono amareggiati dal comitato Terre In Moto - del fatto che il disinteresse per i terremotati, ed in generale per le sorti del territorio colpito dal sisma, fosse una scelta che tocca tutte le forze partitiche l'abbiamo avuta.Nel cosiddetto contratto di governo, quella sorta di programma che dovrebbe regolare le attività del nuovo esecutivo Lega / M5s, non c'è un singolo punto sul terremoto e la ricostruzione.È un fatto chiaramente di una gravità assoluta e francamente inaccettabile e lo è ancora di più dopo i vari selfie della campagna elettorale e le comparsate che hanno caratterizzato il periodo del voto.Naturalmente anche qualora fosse stato inserito a livello contenutistico non avremmo avuto nessun tipo di garanzia e non saremmo stati sicuramente tranquilli, ma l'assenza totale la dice lunga sul fatto che siamo passati da "non vi lasceremo soli" (che comunque abbiamo visto dove ci ha portato) a 'non vi pensiamo proprio'.In un documento in cui la cosiddetta sicurezza viene declinata in ogni sua forma dal punto di vista del controllo e della repressione non si è trovato il tempo di declinarla nella sua accezione base, la sicurezza di una casa e del territorio che la accoglie. Andiamo a grandi passi verso i due anni di emergenza, e questo è un nuovo tassello, un macigno, da aggiungere alla storia".
Oggi, stando a quanto é dato sapere, matteo Salvini e Luigi Di Maio avranno un nuofo faccia a faccia per limare ed integrare il testo del Contratto di Governo. La speranza, da parte di quattro regioni messe in ginocchio dal sisma, é che sia anche l'occasione per riportare al centro una tematica, quella del sisma e della ricostruzione, che deve stare tra le priorità del nuovo Governo.
''Il nostro è un impegno di cambiamento, rifuggendo altresì dallo schema di inciucio con l'altra lista che vogliono imporci. Crediamo invece che ci sia una buona politica rappresentata da persone che con passione, valori, competenza, onestà, possono svolgere il proprio ruolo di amministratori, non imbrigliati da giochi di palazzo, di partito o di semplice gestione oligarchica del potere. 'Insieme per la Ricostruzione' come patto non con l'altra lista in competizione e alternativa alla nostra ma insieme con i cittadini elettori che soffrono piu' di tutti le ferite del sisma . La due liste sono alternative, con programmi e progetti diversi. Dunque, ripetiamo, nessun inciucio pre e post-elezioni in quanto l'altra lista rappresenta il passato''. Così in una nota la lista ''Insieme per la Ricostruzione'' riguardo indiscrezioni su un ''patto'' di desistenza tra le due liste che si batteranno per il comune di Ussita.
''E' un vulnus anticostituzionale la mancanza di informazione in un paese terremotato come Ussita. Non si possono acquistare i giornali perché è da ottobre 2016 che il nostro paese è privo di una rivendita''. E' quanto si legge in una nota di ''Insieme per la ricostruzione'', la lista civica che si presenterà alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno ad Ussita.
''L’assenza di una rivendita di giornali è una grossa mancanza. Per acquistare un quotidiano - si legge nella nota - dobbiamo andare lontano. Naturalmente questo comporta anche che dove ci si reca per acquistare il giornale poi si facciano anche altre compere e quindi Ussita finisce per risentirne della mancanza di un servizio basilare come l'informazione. Senza contare che mancanza di giornali sottintende un calo di cultura''.
Desideriamo sottolineare che l'assenza di una rivendita di giornale si fa particolarmente sentire nel periodo estivo quando ci sono i pochi turisti che sono legati al nostro territorio''. È giusto che l’intero paese, conclude ''Insieme per la Ricostruzione'' protesti per la mancanza di un servizio importante e per questo ''ci attiveremo con la Fieg, la federazione italiana editori giornali''.
La lista civica ''Insieme per la Ricostruzione'' si presenta alle elezioni comunali di Ussita.
“Insieme per la Ricostruzione'' nasce come lista civica su iniziativa di un gruppo di cittadini e appassionati di questa terra che dopo la ''scossa'' delle improvvide e improvvise dimissioni del sindaco il 14 maggio dello scorso anno si sono sentiti profondamente delusi e critici verso questo gesto dell'allora primo cittadino. "Dopo il lungo periodo del Commissario Straordinario dott. Passerotti" si legge in una nota "è arrivato il momento di mettersi in gioco. Abbiamo rappresentato evidentemente un bisogno diffuso perché, senza nessuno alle spalle cercheremo in tutti i modi di riuscire a portare sette dei nostri candidati ad essere eletti. L’esperienza di ognuno di noi, sul territorio e non solo, con la professionalità, le proprie capacità e le responsabilità ci ha convinti della necessità di mettere in pratica il nostro progetto basato su un patto d’onore tra persone legate al territorio e alle proprie origini, e coloro che hanno scelto questa vallata per vivere.
Il nostro candidato sindaco è Giovanni Marronaro, non un politico di professione o un leader carismatico, ma un cittadino prima che imprenditore che, come tutti noi e quanti vorranno condividere il nostro progetto, pensa che sia urgente l’immediata ripresa delle attività sportive di Frontignano e di fondo valle, determinanti per l’economia locale, e una ricostruzione attenta e di qualità nel rispetto dell’ambiente. Nel programma si evincono alcuni interventi pratici come il recupero nelle perimetrazioni; il piano di revisione delle società partecipate razionalizzando le risorse pubbliche come le centrali idroelettriche e gli impianti fotovoltaici; la pronta ripresa delle attività degli impianti sciistici e delle attività turistiche di fondo valle come il Camping anche attraverso la delocalizzazione. Inoltre - si legge nella nota di Insieme per la Ricostruzione - la realizzazione dello sportello aperto per il cittadino, i servizi specifici per la ricostruzione, la ripresa dei servizi cimiteriali, una revisione della politica tributaria e tariffaria e l'avvio immediato dell'iter burocratico delle gare per l'assegnazione delle opere pubbliche del Comune già finanziate. Importante infine - conclude Insieme per la Ricostruzione - l'accesso ai finanziamenti europei con un staff specializzato e incontri periodici con la cittadinanza.
Oltre al candidato sindaco, fanno parte della lista: Maria Teresa Nori, Guido Rossi, Valerio Roselli, Enrico Tamburi, Giulio Bischi, Romolo Martelloni, Alessandro Tortorella, Adriano Fammilume, Antonio De Parolis.
Fare e fare bene, in uno slogan: “Non solo cosa facciamo, ma come lo facciamo”. La lista “Ussita comunità in cammino” si è presentata ufficialmente oggi.
L’obiettivo che si prefigge è quello “di costruire la comunità, per ricostruire Ussita, con la partecipazione di tutti. Partecipazione significa non solo che ognuno sarà informato, avrà spazi per dire la sua opinione e prenderemo decisioni condivise sul futuro della nostra valle ma, soprattutto, che la nuova nascita di Ussita può avvenire e rappresentare un’opportunità se ognuno collaborerà”.
I componenti della lista sono il candidato sindaco Vincenzo Marini Marini, Sandro Arcangeli Conti, Sante Basilli, Fabiana Calvà’, Remo Conti, Claudia Ercoli, Noemi Orazi, Michela Paris, Alessandro Patrizi, Otello Petrelli, Luca Tombesi e rappresenta le tre “anime” di Ussita: i residenti, chi ha le radici e le seconde case.
“La spinta ideologica è quella di lavorare per tentare, con grande fatica e con molta difficoltà, di trasformare un drammatico problema in una opportunità - dichiara il capolista Vincenzo Marini Marini - la visione politica invece è quella di far leva sui legami di comunità, intendendo la comunità nella sua accezione più ampia essendo costituita non solo dai residenti, ma anche da coloro che vi hanno legami familiari ed ancestrali e da coloro che, avendovi le seconde case di trascorrono buona parte del loro tempo libero e vi dedicano grande passione ed attenzione. Il Comune, piuttosto che amministrare se stesso, deve gestire la comunità ricostruendone e rafforzando i rapporti tra le varie componenti. È dalle persone che può avviarsi una nuova nascita di Ussita, con opportunità più ampie di quelle che vi erano prima del terremoto”.
Con delibera del commissario straordinario, assunta con i poteri della giunta comunale, 20 del 12 aprile, è stata approvata la proposta definitiva delle perimetrazioni dei borghi e nuclei storici di Ussita, aggiornata a seguito degli incontri partecipativi svolti - come voluto dalla gestione commissariale - con la popolazione interessata.
In attesa dell’approvazione da parte della Regione Marche, si sono infatti tenuti nei mesi scorsi alcuni incontri con i proprietari degli immobili interessati dalle perimetrazioni, con l’intento di illustrare e condividere la strategia complessiva, nonché di fornire elementi e chiarimenti specifici sulla normativa, sui procedimenti e sulle opportunità di intervento. Alla luce del grave danneggiamento subito - specie nelle aree epicentrali come il territorio di Ussita - dai centri storici e dai nuclei di particolare interesse, la normativa sulla ricostruzione post sisma, ed in particolare il decreto legge 189/2016 ha individuato, tra gli obiettivi principali della ricostruzione, la realizzazione integrata degli interventi mediante l’utilizzo di puntuali strumenti urbanistici attuativi. La complessità della ricostruzione, infatti, strettamente connessa al bisogno di dover e voler perseguire, oggi, obiettivi solo apparentemente lontani tra loro che, viceversa, se raggiunti, potranno contribuire a far rinascere e a dare un nuovo futuro ai tanti borghi delle aree interne così pesantemente devastati, necessita di ancorare la pianificazione urbanistica innanzi tutto agli interventi di mitigazione dei rischi territoriali, geomorfologici, idrogeologici e sismici, eventualmente incombenti in maniera più diretta sui nuclei abitati, e poi alla programmazione integrata di interventi sia di natura privatistica, che pubblica, ivi compreso il recupero dei beni culturali. Come evidenziato dalle Ordinanze Commissariali, i Piani Attuativi rappresentano lo strumento per raggiungere gli obiettivi innanzi citati superando la frammentazione che sicuramente deriverebbe dall’elevato numero di soggetti incaricati – a vario titolo - all’esecuzione delle opere, nonché dallo slittamento dei tempi in funzione della disponibilità delle risorse economiche. Sulla base dei criteri indicati nell’Ordinanza commissariale 25/2017, l’Ufficio Tecnico del Comune ha elaborato la proposta di perimetrazione per i seguenti 12 nuclei storici: Calcara (porzione), comprensiva della Località "Gazzaroni", Capovallazza (porzione), Casali, Castelfantellino e Cimitero di Castelmurato, Decuntra, Palazzo, Pieve (porzione), Sasso, S. Placido, Sorbo, Vallazza (porzione) e Vallestretta.
Il commissario straordinario del Comune, dott. Mauro Passerotti, ha sottolineato il valore della proposta definitiva di perimetrazione in quanto realizzata con il confronto della gestione commissariale con la popolazione interessata. Si dovrà quindi procedere con lo stesso metodo per la predisposizione degli strumenti urbanistici attuativi che rappresenteranno l’ulteriore concreta opportunità per ripensare e ricostruire il territorio nell’ottica di un progetto unitario e completo, volto non solo alla ricostruzione dei nuclei ed alla riqualificazione territoriale, ma, anche e soprattutto, alla rinascita sociale ed economica delle comunità e alla definizione di proposte che possano introdurre innovazioni e nuove tecnologie utili. Il fine è quello di assicurare lo sviluppo sostenibile nell’ambito di una strategia coordinata della ricostruzione, secondo principi di sicurezza, rispetto dell’ambiente e per la fruibilità del territorio.
“Se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che ricomincia”. È con queste parole che lo scorso mese di luglio 2017 è iniziata l’amicizia fra i Comuni di Ussita e Villa di Tirano, quando un gruppo di cittadini ed amministratori villaschi si è recato ad Ussita ed in soli due giorni ha installato giochi per bambini e strutture presso il parco di Pratolungo, giochi acquistati con i fondi raccolti con l’iniziativa “Incanto d’inverno”, alla quale avevano partecipato Associazioni del Comune di Villa di Tirano. In occasione di quel primo incontro di luglio 2017 è stata fatta una promessa, promessa che, nel fine settimana scorso, si è concretizzata in una nuova visita da parte di una delegazione villasca, formata da 30 persone, guidata dal sindaco, Franco Marantelli, e con la partecipazione anche di alcuni rappresentanti delle varie Associazioni che hanno contribuito alla raccolta dei fondi.
Con l’occasione, il gruppo di Villa di Tirano è stato accompagnato da 6 rappresentanti dell’associazione “Valtellina Intagliatori” di Chiuro, che, con motoseghe ed utensili vari, hanno realizzato delle statue di legno ricavate dai tronchi rimasti all’interno del parco, a seguito del taglio di alcuni alberi avvenuto negli anni scorsi per motivi di sicurezza. Gli artisti del legno hanno creato da semplici tronchi delle vere e proprie opere d’arte che rappresentano gnomi, funghetti, fiori, gufi, scoiattoli, una Madonnina ed un cuore a simboleggiare Ussita che risorge dalle macerie. A completare l’opera sono stati realizzati un picchio, simbolo della Regione Marche, e la Torre del cimitero di Castelmurato, simbolo di Ussita, tanto caro agli abitanti, crollata a seguito della devastante scossa del 30 ottobre 2016. Daniela Morelli, dell’ufficio eventi del comune di Villa di Tirano, ha inoltre consegnato alla Pro Loco di Ussita la somma di 3.000 euro, raccolta durante la spaghettata solidale da loro organizzata nei mesi scorsi, somma che sarà destinata alla ricostruzione del centro estivo per bambini situato all’interno del parco giochi. Come segno di riconoscenza verso le Comunità di Villa di Tirano e Chiuro, nel pomeriggio di domenica 29 aprile, la Pro Loco di Ussita, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Ussita, ha organizzato la “Festa di Primavera” con mercatini ed animazione per bambini. È stata anche l’occasione per lo scambio dei prodotti tipici di Ussita con quelli della Valtellina, con una ricca merenda offerta ai presenti. È stato un fine settimana all’insegna dell’allegria, della spensieratezza e dell’amicizia che, con altruismo e generosità, la delegazione di Villa di Tirano e di Chiuro ha offerto alla popolazione di Ussita. Amicizia che si rafforza di volte in volta con la proposta da parte da parte del Sindaco di Villa di Tirano di deliberare un vero e proprio patto di amicizia tra le due Amministrazioni, in pieno spirito di fratellanza, per consolidare il legame fra le due realtà territoriali instauratosi a seguito degli eventi sismici che drammaticamente hanno colpito questo Comune.
Oltre quindici scosse di magnitudo superiore a 2 in pochissime ore. L'ultima alle 23,20, con epicentro a Pieve Torina, ed una magnitudo di 3,1. La più forte di giornata, invece, alle 21,21, che ha toccato i 3,2 gradi, mentre la prima la notte scorsa, alle 2,46 (2,9 ml). Tutte con epicentro tra Pieve Torina e Muccia. È il bilancio di una giornata in cui il terremoto non ha offerto tregua a una popolazione ormai allo stremo delle forze, alle prese con un nuovo sciame sismico cominciato il 10 aprile scorso. Gli esperti rassicurano che si tratta di aftershock, ma la paura torna a farsi sentire. Anche perchè diversi edifici, giá compromessi dopo le scosse dell'ottobre del 2016, hanno fatto assistere a significativi peggioramenti del livello di danno.
L'incarico a Commissario Straordinario per la Ricostruzione è, dopo la maternità, l'esperienza più forte della mia vita.
Lo ha dichiarato l'onorevole Paola De Micheli, in una intervista a IoDonna del Corriere della Sera. Tanti gli spunti offerti alla penna del giornalista Fabrizio Roncone, con la commissaria che individua tre motivi principali per giustificare una ricostruzione che non é partita o che, comunque, stenta a procedere a ritmi accettabili. "Primo, i terremotati non conoscono ancora bene i loro diritti. Molti non hanno capito che lo Stato è pronto a coprire tutte le spese e certo non aiuta tanta burocrazia, legnosa e ottusa.
Secondo, la terra, purtroppo, continua a tremare. E questo scatena in tanti un tragico quesito: ha senso restare e ricostruire una casa e una vita qui? Il terzo motivo sono gli abusi edilizi persistenti, per i quali ho pronta una sanatoria 'chirurgica' che dovrebbe aiutarci a superare certi piccoli abusi e sbloccare la cosiddetta ricostruzione leggera". (Qui l'intervista integrale)
Quattro mesi di reclusione è la condanna a carico di Pasquale Marziali, il pastore di Ussita noto alle cronache soprattutto per ben tre servizi di “Striscia la notizia” che avevano documentato le gravissime condizioni in cui erano costretti ovini e cani.
Dopo la condanna di primo grado inflitta dal Tribunale di Camerino, anche la Corte di Appello di Ancona lo ha riconosciuto colpevole del reato di uccisione di animali per aver causato la morte di cinque cuccioli di cane, sottoponendoli a condizioni di detenzione incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.
I cuccioli, infatti, erano stati messi in un contenitore di lamiera, lontani dalla madre, che era stata legata a una catena di ferro lunga pochi metri, impossibilitata perciò ad allattarli e riscaldarli.
In queste condizioni, privati delle cure materne e dell’alimentazione, quattro cuccioli morirono di stenti, mentre il quinto, soccorso in fin di vita dai Carabinieri, morì poco dopo.
"Considerata l’estrema gravità dei fatti e delle modalità con cui si è perpetrato il maltrattamento" scrive la Lav "aggravato dalla morte dei cuccioli, dalla “presenza di precedenti penali anche specifici risultanti dal certificato del casellario giudiziale”; dalla “spiccata insensibilità del Marziali all’osservanza delle prescrizioni impostagli” e altresì “una certa abitualità dello stesso nella detenzione degli animali in condizioni precarie e, sicuramente, non idonee a tutelare la vita e la salute degli stessi” come espresso dalla sentenza, la LAV, costituitasi parte civile nel processo, rinnova la richiesta di un’ordinanza di divieto totale di detenzione di animali per il pastore condannato, e che siano effettuati rigidi controlli per verificarne l’effettivo rispetto.
Sono stati richiesti più volte, anche recentemente, controlli sulla reale situazione degli ovini e dei cani del pastore, viste le continue segnalazioni di numerosi cani maremmani che vagano in pessime condizioni nella zona.
Ci auguriamo che venga disposto un nuovo sequestro degli animali attualmente detenuti dal pastore e che gli Enti preposti accettino la collaborazione delle Associazioni che da anni si sono rese disponibili per trovare una sistemazione idonea degli animali.
Un ringraziamento all’avvocato Bianca Verrillo del Foro di Macerata per l’assistenza alla LAV, che ha portato alla conferma della condanna".
servizio aggiornato alle 18.23
Il ragazzo 27enne caduto nel burrone sarebbe stato recuperato vivo, anche se ferito e trasportato all'ospedale "Torrette" di Ancona con l'eliambulanza. Per il recupero è stato utilizzato l’Elicottero Drago 67 del Nucleo Elicotteri di Pescara.
L'infortunato, cosciente durante i soccorsi, avrebbe riportato diverse fratture in particolare alle gambe. La caduta è avvenuta quando il giovane, in scarpe da tennis e pantaloncini, ha cercato di aggirare una lingua di neve sul sentiero ed è scivolato in una macchia di erba viscida. Il 27enne, imbragato per l'impossibilità di utilizzare una barella spinale, è stato caricato sul velivolo che lo ha condotto vicino al rifugio dove era atterrata l'eliambulanza del 118. E' stato trasportato agli Ospedali Riuniti di Ancona per le cure e gli accertamenti del caso. Sul posto anche gli uomini del Soccorso alpino. Tre persone sono morte in passato cadendo sullo stesso sentiero.
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Cade in un burrone lungo il Passo del Fargno. È accaduto oggi lungo la strada verso il Fargno e il ragazzo rimasto coinvolto sarebbe scivolato nel canalone. Sono state avviate le ricerche per ritrovare il ragazzo che non risponderebbe ai richiami dei soccorritori.
Sul posto il gruppo del soccorso alpino di Montefortino e di Macerata che non è riuscito ad arrivare agevolmente sul posto perché la strada è ostruito da neve. È intervenuta anche l'eliambulanza del 118 che sta cercando di effettuare il recupero parecchio complesso perché la persona sarebbe scivolata per un tratto ampio e l'elicottero Sart dei Vigili del fuoco di Ancona. Presente anche la protezione civile.
foto di Gianmario Scodanibbio
Con delibera del Commissario straordinario, n. 7 del 12 aprile 2018, assunta con i poteri del Consiglio comunale, è stato approvato in via definitiva il Piano Comunale di Emergenza e di Protezione Civile del Comune di Ussita.
L’iter per la sua redazione fu avviato nell’anno 2013 quando venne affidato apposito incarico professionale ad un tecnico esterno.
Nell’anno 2015 il Comune di Ussita comunicava alla Prefettura di Macerata che il Piano di Protezione Civile era stato redatto e che si sarebbero attese le risultanze della microzonazione sismica di primo livello prima di procedere all’approvazione definitiva da parte del Consiglio Comunale.
Purtroppo, a partire dall’agosto 2016 questo Comune, come ben noto, è stato duramente colpito da una serie di eventi sismici, trovandosi ad affrontare una emergenza senza eguali, per la cui gestione è stato impegnato tutto l’apparato comunale.
Su impulso della gestione commissariale, che ha ritenuto necessaria e non rinviabile l’approvazione del Piano Comunale di Emergenza di Protezione Civile, aggiornato anche alla luce dei citati eventi sismici del 2016, il tecnico esterno incaricato, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico Comunale, nei primi mesi dell’anno 2018 ha proceduto ad aggiornare la versione del Piano di Protezione Civile per il Comune di Ussita.
L’adozione del Piano permetterà di predisporre tutte le misure di prevenzione volte ad affrontare in maniera efficiente ed efficace le situazioni emergenziali, agevolandone e migliorandone, in maniera determinante, la relativa gestione.
Il Piano contempla anche le linee di azione per diverse ipotesi e tipologie di calamità, fornendo gli strumenti basilari per l’attuazione degli interventi di salvaguardia e tutela della popolazione e delle infrastrutture in caso di emergenza. Inoltre, prevede le misure in grado di consentire alle Autorità competenti di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso, nell’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita ”civile”, messo in crisi da una situazione emergenziale che, al suo verificarsi, potrebbe arrecare gravi disagi alla popolazione.
Il ritorno al borgo isolato è il "tema" dell'escursione a piedi promossa dalle guide Aigae di Camoscio Sibillini Escursioni Trekking in collaborazione con il Rifugio Casali. Il borgo isolato è proprio quello di Casali di Ussita, il cui accesso è ancora estremamente complicato a 18 mesi dal terremoto. Il percorso previsto prevede il passaggio per l'Altopiano di Macereto e appunto Casali di UssitaLa prenotazione è obbligatoria, c'è tempo fino alle 19 del 24, via sms o Whatsapp al numero 3282864307, oppure lasciando nome e cognome, recapito all'indirizzo https://www.facebook.com/events/432832947111672/. Il ritrovo per la partenza è previsto alle 10.30 al Bar Due Monti, in piazza a Ussita. Rientro previsto per le 14.30-15.
Il president della Camera dei Deputati, Roberto Fico, sarà presto nelle Marche per visitare le cittadine più colpite dal sisma. Lo ha annunciato sul suo profilo Facebook, sottolinenando che la risposta dello Stato in questi due anni non é stata abbastanza efficace.
“Nelle scorse settimane – scrive il president nel suo post - fra i tanti messaggi di auguri ricevuti per la mia nomina c’è stato quello del Presidente della Regione Marche. Ho tenuto a rispondergli e a ringraziarlo anche per dare un messaggio ai nostri concittadini delle Marche e delle regioni del Centro Italia così duramente colpite dal sisma.
Una tragedia che non dimentico e rispetto alla quale serve uno sforzo maggiore rispetto a quello compiuto fino ad ora. Chi ha vissuto quel dolore, ha perso i propri cari e subito il distacco forzato dalla propria terra merita una risposta efficace da parte dello Stato, perché non c’è tempo da perdere.
Sono vicino a questi nostri concittadini ancor di più in questi giorni, nei quali la paura e il dolore si sono rinnovati a causa di nuovi episodi sismici. Per questo mi impegno a visitare quanto prima i luoghi colpiti dal terremoto del 2016”.
"E' vergognoso che ci siano sindaci, soprattutto dell'entroterra, che continuano a chiedere che ci sia una suddivisione tra terremotati di Serie A e terremotati di Serie B" - Lo ha dichiarato in una recente intervista a Canale14 (qui il video integrale) il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi. Dichiarazioni, le sue, destinate a far discutere, soprattutto tra quei colleghi sindaci che con le scosse ci fanno i conti tutti i giorni e che con le conseguenze delle scosse ci si devono confrontare ormai da quasi due anni.
"Abbiamo centinaia di sfollati anche noi e non va bene che per il solo fatto di non avere edifici rasi al suolo si pensi che possiamo aspettare o che altri debbano avere la precedenza": questa l'estrema sintesi dell'intervista a Pezzanesi, che sembra un chiaro attacco a quei sindaci, Pasqui e Falcucci in primis, che ormai da tempo chiedono la suddivisione del cratere in base agli effettivi livelli di danno riportati nei vari comuni. Il primo cittadino di Tolentino fa poi riferimento alla riunione che si é tenuta poche ore dopo la scossa dello scorso 10 aprile, a cui hanno partecipato i vertici della Regione Marche, la commissaria Paola De Micheli e il capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli: "Nessuno ci ha invitati. Non é tollerabile che si facciano riunioni in cui non siamo invitati".
Il sisma ha distrutto vite, case, luoghi di lavoro. E per molti, tutto quello che resta del “prima”, purtroppo, è il mutuo. Si può sospendere, non si può sospendere, conviene o meno sospenderlo, ci sono o non ci sono le condizioni per sospenderlo? Insomma: la fumosità, in una logica tutta italiana, la fa da padrona. E per tanti, troppi, l’ipoteca su un cumulo di macerie pesa come una spada di Damocle nel futuro di chi si trova, già di suo, costretto a riscrivere la sua vita.
E, come spesso accade, gli istituti di credito si trovano nella posizione privilegiata di distinguere cliente da cliente, interpretando secondo convenienza, anche a seconda degli istituti di riferimento, una norma che sembra scritta in funzione di tutti, tranne che dei terremotati.
E così, molti clienti, si sono trovati a fare i conti con le situazioni più assurde. Di seguito, si riportano alcune delle più eclatanti “interpretazioni” di Istituti Bancari del Territorio.
- Sospensione concessa solo se il proprietario di “Prima Casa” è anche il mutuatario; quindi, chi non rientra in questa “condizione” continua a pagare il mutuo pur avendo l’abitazione inagibile e in zona rossa;
- diversi titolari di mutui sono stati segnalati al CRIF come cattivi pagatori a causa della tardiva regolamentazione della sospensione da parte delle Banche;
- alcune Banche hanno intimorito i propri clienti comunicandogli che – se avessero sospeso il mutuo – molto difficilmente avrebbero potuto richiedere altri finanziamenti / mutui in futuro;
- per i mutui sospesi delle attività produttive, la Banca già ha comunicato che dal 2019 il mutuo riprenderà con il pagamento di una doppia rata mensile;
- una Banca di Amatrice - ad ogni sospensione - ha fatto firmare un nuovo piano di ammortamento calcolando, nello stesso, gli interessi per il periodo di sospensione.
A raccogliere le testimonianze di quei clienti che si trovano a fare i conti con queste situazioni è stato il Comitato Mutui Sulle Macerie, nato proprio per fare fronte comune e combattere la “disinformazione”.
“La Legge che prevede la Sospensione dei mutui sino al 31 Dicembre 2020 – scrivono in una nota diffusa nei giorni scorsi - sembra essere stata oggetto delle più ‘attente’ e ‘singolari’ interpretazioni da parte degli Istituti Bancari. Premesso che, all’Art. 21 dell’allegato alla Legge n. 172/2017 così si legge: ‘[…] Con riguardo alle attività economiche nonché per i soggetti privati per i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta, localizzate in una 'zona rossa' [...] il termine di sospensione dei pagamenti […] è fissato al 31 dicembre 2020’.
Pertanto, la Legge sembrerebbe prevedere la sospensione fino al 2020 delle rate dei mutui qualora ci siano i seguenti requisiti: immobili “prima casa” e attività produttive, inagibili o distrutte, inserite nelle zone rosse dei Comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto del 2016. Ne consegue che, nulla da interpretare per le Banche, anzi, i mutuatari non dovevano far altro che presentare l’attestazione che l’immobile era sito in Zona Rossa. Nel caso di specie, molte persone, invece, si sono trovate a iniziare una vera e propria battaglia (persa) contro le Banche, pur avendo tutti i requisiti per rientrare nella sospensione delle rate dei mutui”.
Quanto alle “interpretazioni” degli Istituti di credito, il Comitato Mutui Sulle Macerie aggiunge: “I casi riportati sono tutti stati vissuti e raccontati da persone che non hanno alcun motivo di inventarsi ‘storie’, anzi, purtroppo, non hanno alcuna voce in capitolo. Ti trovi una ‘Banca’ che vuole toglierti anche quello che non hai più! E noi abbiamo diritto ad una soluzione, una possibilità per andare avanti, per continuare a lavorare… non per le Banche ma per la nostra vita! Una vita che ha il consenso di essere ‘devastata’ dalla Natura, ma non da uomini a cui non interessa cercare una soluzione per chi ha perso tutto. SE LA CARA IPOTECA ORA È UN CUMULO DI MACERIE ALLE BANCHE, ALLO STATO, NON INTERESSA”.
Presentato il trailer di un documentario amatoriale sullo stato di abbandono dei Frontignano. Il video documentario dal titolo "Fantasmi tra le funi" è stato realizzato dai ragazzi del gruppo sportivo Powder Mob in collaborazione con l’Associazione Pro.Frontignano.
Cuore pulsante dell'Alto Nera, nel video si racconta come la stazione sciistica di Frontignano non si sia mai più ripresa dal sisma del 2016 che ha lasciato dietro di sé solo devastazione e macerie. Il documentario integrale verrà pubblicato a giugno in streaming gratuito e, infrastrutture permettendo, si organizzeranno delle proiezioni serali nell’area del cratere.
Il trailer è visionabile qui:
Fantasmi tra le Funi - TRAILER Ufficiale from PowderMob on Vimeo.
Finalmente, dopo un anno e mezzo dalla scossa di terremoto del 26 ottobre 2016, è stato possibile restringere ulteriormente la zona rossa in loc. Fluminata grazie agli interventi dimessa in sicurezza della viabilità pubblica lungo via Roma e Via Rosi ad essa attigua, effettuati per garantire l’incolumità pubblica, la mitigazione del rischio sismico e il ripristino dei servizi essenziali. Ciò è stato possibile grazie ad un lavoro assiduo e complesso dell’Ufficio Tecnico Comunale, ben coordinato dal suo Responsabile, geom. Patrizia Ortenzi, con il supporto del personale tecnico a tempo determinato assunto durante la gestione commissariale. E' quanto si legge in una nota sullo stato dell' arte degli interventi, del Commissario Straordinario del Comune di Ussita, viceprefetto Mauro Passerotti.
A seguito del sisma, l’allora Sindaco del Comune di Ussita, ing. Marco Rinaldi, si ricorda nella nota, disponeva infatti, con l’Ordinanza n. 110 del 26.10.2016, l’istituzione di una “zona rossa” su tutto il territorio comunale che però, sebbene successivamente ridotta grazie a nuovi provvedimenti di riperimetrazione, continuava ad includere il nucleo storico di Fluminata. La riapertura della viabilità interna al nucleo della località di fondo valle costituisce il primo di una lunga serie di traguardi che la gestione commissariale intende conseguire, che interessano altri borghi di Ussita e che puntano a restituire parte del contesto urbano ai suoi abitanti.
Nel caso particolare di Fluminata questa prima riapertura permetterà di riallestire lo storico mercato estivo e creare una via alternativa per collegare il nuovo insediamento SAE di Vallazza con la strada Provinciale per Visso.
Per eliminare i gravi pericoli che minacciavano la viabilità sulla strada principale di Via Roma, prosegue Passerotti, così come per quella degli altri borghi di imminente apertura, l’Amministrazione ha affrontato un complesso iter procedurale iniziato di fatto solo a fine maggio 2017, quando le squadre dei Vigili del Fuoco hanno lasciato il territorio comunale, e portato avanti con il contributo delle risorse umane messe in campo dalla gestione commissariale. La complessità dell’iter è legata principalmente ai diversi vincoli di tutela cui i borghi ussitani, compreso Fluminata, sono assoggettati: paesaggistica e ambientale, in quanto appartenente al Parco Nazione dei Monti Sibillini; storica, per gli ambiti identificati come centro storico; culturale, con riferimento ad edifici di culto e di pregio artistico.
Da ciò deriva la necessità, spesso tradottasi in elementi di forte prolungamento dei tempi operativi, di doversi rapportare con i vari Enti coinvolti: - per l’approvazione degli interventi sul patrimonio immobiliare ai fini della messa in sicurezza della viabilità: il Servizio di Protezione Civile regionale, la Regione Marche, il MIBACT, la Soprintendenza,
- per l’esecuzione degli stessi interventi e le società di servizio, quali Italgas Reti, ASSEM, Cosmari.
Provando a schematizzare, i principali passaggi procedurali, per realizzare un singolo intervento a partire dall’esito delle schede di valutazione del G.T.S. redatte per gli edifici pericolanti del territorio comunale, sono i seguenti:
emissione di Ordinanza relativa ai provvedimenti in ordine alla messa in sicurezza, a partire dalle indicazioni fornite dal GTS;
determinazione per l’affidamento dell’incarico professionale per la redazione di specifica perizia, la direzione lavori e contabilità finale, ai progettisti iscritti nell’Elenco Speciale Professionisti (D.Lgs 189/2016) e in quello degli operatori abilitati dal Comune;
supporto dei professionisti, da parte dei tecnici comunali, durante la fase di sopralluogo progettazione, mettendo a disposizione mappe catastali, carte tecniche regionali, schede G.T.S., e quant’altro si fosse reso necessario;
contatto con i proprietari degli immobili, per coinvolgerli in tutte le fasi dell’intervento e dar loro modo di recuperare, nei casi di demolizione e nei limiti del possibile, mobilio, oggettistica o anche semplici elementi dal legame affettivo;
controllo e valutazione della perizia di progetto e, laddove necessario, richiesta di nulla osta preventivo della Regione Marche e del parere autorizzativo dal Segretariato Regionale MiBACT e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio delle Marche;
Affidamento dei lavori, o diretto o mediante procedura di gara con invito a 5 operatori economici;
Coordinamento delle attività in cantiere con sopralluoghi e prestazioni di servizio da parte di vari Enti e società di servizio
Controllo dell’esecuzione, della perizia di stato finale e rendicontazione economica.
Ciò nonostante all’interno del nucleo storico di Fluminata in meno di un anno sono stati messi a punto n. 10 interventi di messa in sicurezza della viabilità pubblica tramite
demolizioni o puntellamenti e opere provvisionali di edifici pericolanti, prospicenti Via Roma e Via Rosi, di cui n. 4 eseguiti dalle squadre dei Vigili del Fuoco durante la gestione sindacale, e n. 6 eseguite da imprese inserite all’interno dell’elenco degli operatori economici che ne hanno fatto apposita richiesta, durante la gestione commissariale.
Pertanto, come anticipato, con Ordinanza n. 91 del 30.03.2018 emanata dal Commissario Straordinario del Comune di Ussita, dott. Mauro Passerotti, con il completamento della demolizione dell’ex macelleria, gravemente danneggiata dagli eventi sismici, eseguita lungo la Via Rosi è stato possibile restringere ulteriormente la zona rossa in loc. Fluminata.
''Si è lavorato fino all’ultimo, quando - sottolinea Mauro Passerotti - nella stessa giornata del 10 aprile scorso a seguito dell’ultima scossa di magnitudo 4,6, gli addetti dell’ufficio tecnico comunale hanno prontamente organizzato una ricognizione lungo la via principale del borgo di Fluminata e grazie alla tempestiva risposta di una impresa, tra le tante coinvolte nella gestione dell’emergenza, è stato possibile eliminare il rischio residuo di caduta dei coppi che nella prima mattina, erano scivolati dalla copertura di un edificio prospicente la via Roma. Pertanto, malgrado lo sciame sismico che all’alba di martedì scorso, 10.04.2018 ha fatto ipiombare la popolazione nel senso di incertezza e paura, il Comune di Ussita,interessato tra l’altro da inevitabili ed ulteriori danneggiamenti agli immobili presenti sul territorio, è così pronto a riaprire alla cittadinanza e ai turisti che chiedono di poter ritornare presto nei loro luoghi di villeggiatura, il nucleo storico di Fluminata''.
Si sottolinea tale risultato poiché durante la gestione commissariale fino ad oggi sono stati in essere su tutto il territorio comunale n. 97 interventi disposte con altrettante relative ordinanze commissariali di messa in sicurezza, di cui 35 interventi ultimati e rendicontati; 15 in corso d’opera; ed i restanti in fase di progettazione.
Procedendo con questo trend, conclude la nota del Commissario Straordinario, si attendono a breve analoghi provvedimenti di restrizione nella zona rossa per i borghi di Tempori, Sorbo e Sasso.