Questo pomeriggio, intorno alle 16:30, si è sviluppato un incendio in una legnaia nel comune di Ripe San Ginesio, in contrada Castelrotto.
L’incendio ha interessato i locali della legnaia mettendo in pericolo un capannone confinante adibito ad autorimessa. L’intervento dei Vigili del Fuoco è valso allo spegnimento dell’incendio e alla messa in sicurezza dell’area circostante.
Non ci sono persone ferite.
Lunedì 15 e martedì 16 gennaio, l’assessore alla cultura del Comune di Torino Francesca Leon insieme a una delegazione comunale sarà nelle Marche per visitare i comuni della Rete Museale dei Sibillini.
La Rete Museale dei Sibillini, che attualmente riunisce 10 comuni (Loro Piceno, Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Monte Rinaldo, Montelparo, Montalto delle Marche, Ripe San Ginesio, San Ginesio e Sarnano), in seguito agli eventi sismici che hanno interessato le Marche e il centro Italia a partire dal 24 agosto 2016, ha subito una drastica interruzione delle attività, per via dell’inagibilità di diverse strutture museali.
Per sostenere l’attività della rete, la città di Torino ha stanziato 26.000 euro nell’ambito dell’iniziativa “Adotta un museo”, la campagna di crowdfundingpromossa da Icom Italia, per supportare gli istituti culturali colpiti da disastri naturali e sostenere la ripresa delle attività. I fondi stanziati sono parte degli incassi che i musei torinesi hanno raccolto dopo il 24 agosto 2016, aderendo all’appello nazionale “Museum4Italy” promosso dal MiBACT (Ministero per i Beni le Attività Culturali e il Turismo).
Questa “adozione” permetterà di realizzare un calendario di attività pomeridiane in quei comuni della rete i cui musei sono chiusi perché inagibili. L’iniziativa si rivolge a bambini e ragazzi e prevede la realizzazione di laboratori didattici, progettati e realizzati dal team della Rete museale dei Sibillini. L’inizio delle attività è previsto per la prima settimana di febbraio.
"Questo contributo" - sottolinea Francesca Leon, assessore alla cultura del comune di Torino - "è un dovuto atto solidale a favore delle attività culturali di un territorio martoriato dalla calamità e che ha bisogno di riprendere le normali attività quotidiane".
"La sensibilità e generosità mostrate dalla città e dai musei torinesi – riferisce Daniela Tisi, direttrice della Rete museale dei Sibillini - rappresentano un’opportunità straordinaria per supportare e rilanciare l’attività dei musei della rete. Questa adozione" – prosegue – permetterà di garantire agli operatori una continuità lavorativa e al tempo stesso rimarcherà il ruolo sociale ed educativo che il museo può e deve avere, in quanto “istituto al servizio della società e del suo sviluppo”. I musei infatti, in attesa della riapertura delle loro sedi, continueranno ad adempiere alla loro funzione sociale fuori dal museo".
"Ancora più emozionante" - conclude la direttrice - "è che questo aiuto ai musei marchigiani in difficoltà venga da altri istituti culturali".
Lunedì 15 e martedì 16 gennaio, l’assessore alla cultura del Comune di Torino Francesca Leon insieme a una delegazione comunale sarà nelle Marche per visitare i comuni della Rete Museale dei Sibillini.
La Rete Museale dei Sibillini, che attualmente riunisce 10 comuni (Loro Piceno, Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Monte Rinaldo, Montelparo, Montalto delle Marche, Ripe San Ginesio, San Ginesio e Sarnano), in seguito agli eventi sismici che hanno interessato le Marche e il centro Italia a partire dal 24 agosto 2016, ha subito una drastica interruzione delle attività, per via dell’inagibilità di diverse strutture museali.
Per sostenere l’attività della rete, la città di Torino ha stanziato 26.000 euro nell’ambito dell’iniziativa “Adotta un museo”, la campagna di crowdfunding promossa da Icom Italia, per supportare gli istituti culturali colpiti da disastri naturali e sostenere la ripresa delle attività. I fondi stanziati sono parte degli incassi che i musei torinesi hanno raccolto dopo il 24 agosto 2016, aderendo all’appello nazionale “Museum4Italy” promosso dal MiBACT (Ministero per i Beni le Attività Culturali e il Turismo).
Questa “adozione” permetterà di realizzare un calendario di attività pomeridiane in quei comuni della rete i cui musei sono chiusi perché inagibili. L’iniziativa si rivolge a bambini e ragazzi e prevede la realizzazione di laboratori didattici, progettati e realizzati dal team della Rete museale dei Sibillini. L’inizio delle attività è previsto per la prima settimana di febbraio.
“Questo contributo - sottolinea Francesca Leon, assessore alla cultura del comune di Torino - è un dovuto atto solidale a favore delle attività culturali di un territorio martoriato dalla calamità e che ha bisogno di riprendere le normali attività quotidiane”.
“La sensibilità e generosità mostrate dalla città e dai musei torinesi – riferisce Daniela Tisi, direttrice della Rete museale dei Sibillini - rappresentano un’opportunità straordinaria per supportare e rilanciare l’attività dei musei della rete. Questa “adozione” – prosegue – permetterà di garantire agli operatori una continuità lavorativa e al tempo stesso rimarcherà il ruolo sociale ed educativo che il museo può e deve avere, in quanto istituto al servizio della società e del suo sviluppo”. I musei infatti, in attesa della riapertura delle loro sedi, continueranno ad adempiere alla loro funzione sociale fuori dal museo.
“Ancora più emozionante - conclude la direttrice - è che questo aiuto ai musei marchigiani in difficoltà venga da altri istituti culturali”.
Domenica 10 e domenica 17 dicembre nel suggestivo borgo di Ripe San Ginesio si inaugura "Ci sarà una volta - Rassegna del gusto e dell'arte manuale", a cura dell'Amministrazione e delle Associazioni comunali.
Protagonisti arte, bellezza, creatività, sperimentazione e musica, in un percorso tra passato e presente, le vie e le piazze si animeranno di tante botteghe, dove selezionati maestri artigiani mostreranno la loro abilità ed esporranno le loro realizzazioni. Tra i partecipanti, affermate realtà del territorio che si distinguono per l'eccellenza del proprio lavoro: il Museo della Tessitura - Laboratorio "La Tela" di Macerata, il maestro cartaio Sando Tiberi di Fabriano, l'orafa Samuela Salvucci Creatrice di Gioie, titolare del marchio "Kiria Stile", la ceramista di Appignano Marica Sabbatini, la decoratrice Letizia Gatti per il brand "Di Titti", il maestro calzolaio Giorgio Paponi, La Bottega di Lucina di Urbisaglia e molti altri espositori, selezionati per l'unicità dei prodotti e la cura impiegata nella realizzazione.
"Ci sarà una volta" è l'occasione ideale per scovare un regalo insolito e speciale, per assistere alla realizzazione di oggetti d'arte, secondo tecniche antiche ed insieme innovative, per sperimentare e cimentarsi con procedimenti sapienti, partecipando ai numerosi laboratori e workshop proposti dagli stessi artigiani, destinati ad adulti e bambini. In particolare, il Museo della Tessitura "La Tela" darà dimostrazioni di tessitura a telaio e Sandro Tiberi, l'ultimo maestro cartaio riconosciuto dalla Regione Marche, mostrerà, per tutto il pomeriggio di domenica 10 dicembre, il procedimento per la realizzazione della carta fatta a man, usando tecniche esecutive del 1200 ma avvalendosi anche di nuove tecnologie, con continue sperimentazioni.
Il programma dei due appuntamenti sarà ricco e variegato.
Domenica 10 dicembre musica folk itinerante per le vie e le piazza del paese, con alcuni dei più importanti protagonisti della scena italiana, che si esibiranno con strumenti a sacca, cornamuse, violini, chitarre e percussioni: Calimero Duo: Francesco Monti e Madana Marco Rufo; Tranceltic: Luciano Monceri e Maurizio Serafini; Michele Paparello e Montelago session Project. Con un emozionante intreccio di artigianato e note, i musicisti suoneranno in angoli suggestivi del Borgo, nelle Botteghe artigiane, nell'Officina Creativa, nelle piazzette, intervallandosi in una vivace e coinvolgente esibizione.
Ai più piccoli sarà dedicato invece il pomeriggio di domenica 17 dicembre, con una serie di appuntamenti speciali che permetteranno loro di svolgere tante attività insolite: modellare l'argilla, decorare la terracotta, tessere a mano con telai a pioli e con stoffe riciclate, lavorare con il feltro o la pelle tinta con pigmenti naturali. Nella stessa domenica, festa ed animazione circense a tema natalizio, itinerante nelle piazze del borgo, con allegri Babbi Natale in parata, spettacoli di trampolieri ed acrobati, una fiera del libro negli spazi del Teatrino Comunale, a cura della Bottega del Libro di Macerata, ed appuntamenti di lettura con i volontari di "Nati per Leggere" dell'agrinido/agrinfanzia "La Quercia della Memoria" di San Ginesio e della Biblioteca di Urbisaglia. Alle ore 19, un festoso lancio di palloncini luminosi insieme a Babbo Natale.
Lungo il percorso, tante piacevoli soste del gusto per assaggiare le sfiziose specialità preparate per l'occasione: dolci e dolcetti della tradizione natalizia, cioccolato caldo, pizze e focacce, carni alla brace, vin brulè e vino cotto.
Già avviata l'operazione che prevede la chiusura di 4300 uffici postali in tutta Italia, 159 quelli nelle Marche che dovrebbero quantomeno subire radicali riduzioni di orari di apertura se non la soppressione vera e propria entro il 2019, 52 quelli solo nella provincia di Macerata. Una scelta quella di Poste Italiane basata sulla razionalizzazione dicono, ma che già da tempo trova diversi oppositori.
Infatti già molte sono le segnalazioni dei cittadini che si trovano e si troverebbero ancor più in difficoltà, famiglie che per un invio postale devono e dovranno fare diversi chilometri. Per non parlare della mole di lettere in giacenza, bollette consegnate dopo la scadenza, o addirittura raccomandate urgenti portate al destinatario "con calma". Questi i dati che risultano dalle prime verifiche effettuate. E non sono decisamente confortanti.
A lanciare l'allarme è Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati. “Uno scenario che desta non poca preoccupazione - commenta Terzoni - Se da una parte è vero che oggi tante operazioni si possono fare online o altrove, penso soltanto alla possibilità di pagare una bolletta dal tabaccaio, dall’altra ci sono piccoli centri dove il servizio postale ha ancora un ruolo basilare, soprattutto laddove è alta la concentrazione di cittadini in là con gli anni. In base al documento di 124 pagine che ci è stato consegnato, gli uffici a cui diremo addio sono 52 nella provincia di Pesaro-Urbino, 11 in quella di Ancona, 52 in quella di Macerata, 22 in quella di Fermo e altri 22 in quella di Ascoli-Piceno, molti dei quali in piccole realtà o in comuni interni dove a breve per un invio postale bisognerà fare svariati chilometri. Comprendiamo l’esigenza di riorganizzazione di Poste Italiane, ma un taglio così netto ci pare una scelta scriteriata”.
Il Ministero risponde cercando di rassicurare, dicendo che in alcuni casi degli uffici rimarranno aperti due volte a settimana e che si tratta solo di un piano di razionalizzazione, ma al contrario delle intenzioni la risposta non rassicura per nulla.
"In base alle prime verifiche - prosegue la Terzoni - abbiamo appurato che non sono pochi nelle Marche gli uffici chiusi in via definitiva. Inoltre la scure su questo servizio ha prodotto una mole notevole di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza e compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell'Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi. Naturalmente come M5s non staremo a guardare, e chiederemo al ministro Graziano Delrio di prendere in mano la situazione, perché i cittadini in difficoltà per queste chiusure rischiano di diventare parecchi e molte famiglie ci stanno già inviando segnalazioni”.
Un problema da risolvere con la massima urgenza, considerati i tempi stretti con cui si sta procedendo nell'effettuazione di questa manovra. Gli Uffici Postali del maceratese sub judice sono quelli di Acquacanina, Apiro, Appignano , Belforte del Chienti, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Colmurano, Corridonia, Esanatoglia, Fiastra, Fiordimonte, Fiuminata, Gagliole, Gualdo, Loro Piceno, Matelica, Mogliano, Monte Cavallo, Monte San Martino, Montecassiano, Montefano, Montelupone, Morrovalle, Muccia, Penna San Giovanni, Petriolo, Pieve Torina, Pievebovigliana, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Potenza Picena, Recanati, Ripe San Ginesio, San Ginesio, San Severino Marche, Sant'Angelo in Pontano, Sarnano, Sefro, Serrapetrona, Serravalle di Chienti, Tolentino, Treia, Urbisaglia, Ussita, Visso.
Dalla lista evidente anche la chiusura di tantissimi uffici nel cratere dei comuni terremotati. Un ulteriore disagio quindi per le popolazioni colpite dal sisma. Viene da chiedersi se il Ministero abbia valutato anche questo di aspetto.
IN QUESTO LINK L’ELENCO DI TUTTI I 4300 UFFICI POSTALI INTERESSATI DAL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE: https://www.poste.it/Elenco_def_Fase-3_Step-1.pdf
Parte giovedì 19 il primo lungo weekend di “Sibillini Live – Percorsi culturali per la ricostruzione”, il festival itinerante organizzato da Arci Marche in collaborazione con Comuni, associazioni e artisti locali e nazionali e sotto la direzione artistica di Musicamdo.
Nata nell’ambito dell’Accordo di Programma Mibact - Regione Marche per i progetti e le attività culturali nei territori della Regione interessati dagli eventi sismici 2016, la rassegna ha l’obiettivo di rafforzare i legami sociali e i tessuti culturali di quei luoghi e di quelle popolazioni colpite duramente dal terremoto. Gli eventi, che si terranno dal 19 ottobre alla prima metà di novembre, coinvolgeranno i comuni di Camerino, San Ginesio, San Severino, Ripe San Ginesio, Roccafluvione, Amandola, Pievetorina, Fiastra e Arquata del Tronto. «Continua il lavoro che l’Arci Marche sta svolgendo per questo territorio violato dal sisma – ha raccontato in conferenza stampa il Presidente Massimiliano Bianchini – Undici comuni coinvolti di tutte le province colpite dal terremoto, persino quei luoghi, su tutti Arquata del Tronto, dove ci sono evidenti difficoltà logistiche-organizzative. I protagonisti – continua Bianchini – sono i territori e le associazioni e gli uomini e le donne che ogni giorno vivono il sisma. Abbiamo scelto di lavorare con i professionisti di questi luoghi, un federalismo solidale che restituisce al territorio stesso energia e bellezza».
E ad aprile il sipario è il teatro, con eccellenze colte dal territorio e che hanno fatto parlare di sé oltre i confini regionali. Da giovedì 19 a domenica 22 ottobre, a tenere le redini del fine settimana saranno le compagnie Teatro Rebis e Teatri della Plebe. Presso gli istituti comprensivi di Ripe San Ginesio (giovedì 19) e di Roccafluvione (venerdì 20), il Teatro Rebis di Andrea Fazzini porterà in scena “Cosa vien dopo?” spettacolo per i bambini, adattamento teatrale tratto da Tre per un topo di Toti Scialoja (edito da Quodlibet, 2015). Sabato e domenica invece, Teatri della Plebe, compagnia guidata da Antonio Mingarelli, presenta il suo “Moby Dick” prima a Pievetorina e poi a Fiastra. Una riflessione sui limiti dell’uomo, sulle sue ossessioni e sulla ricerca costante di dialogo, anche in situazioni di conflitto, con la Natura e con se stesso.
Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre torna a Ripe San Ginesio il consueto appuntamento de I Fumi Cotti. La tradizionale manifestazione dedicata alla pratica della cottura del mosto e della vita contadina di una volta sarà protagonista dell'ultimo weekend di settembre nell'entroterra maceratese.
Programma ricco di eventi con degustazioni di vino cotto, prodotti tipici, musica e divertimenti. Spazio anche a momenti di spettacolo di arte e di cultura. Come quello nella PInacoteca Comunale di Arte Contemporanea con Francesco Giustozzi, l'autore dell'etichetta Fumicotti 2018.
Domenica 1 ottobre, alle ore 17.00, nel suggestivo spazio del teatrino comunale, verrà presentato il libro “Sani e liberi- La maternità nella tradizione marchigiana (sec. XVII -XX) di Silvia Alessandrini Calisti, Giaconi Editore. L’autrice racconterà l’esperienza della madre in un’epoca ormai lontana, ripercorrendo gesti, credenze, usanze e superstizioni tipiche della tradizione popolare marchigiana.
Il programma prevede alle ore 15 la Pigiatura dell’uva, a cura dei bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria di Ripe San Ginesio; dalle ore 16.00, i laboratori “Giochi e giocattoli antichi”, a cura della Rete Museale dei Sibillini che farà divertire i bambini con i giochi dei nostri nonni e con la costruzione di un giocattolo della tradizione passata da portare con sé; alle ore 18.30, in piazza Vittorio Emanuele II, lo spettacolo di burattini “Giuanni Beneforte che a 500 diede la morte” del teatrino Pellidò di Ancona che racconterà in chiave ironica e divertente una fiaba popolare marchigiana. Tutte le proposte ed i laboratori sono gratuiti (per i laboratori è necessaria la prenotazione).
Info e prenotazioni 0733/500102 - ProLoco Ripe
Otto nuovi aiuto cuoco diplomati grazie ai corsi di formazione appena conclusi di Imprendere srl, l’ente di formazione di Confartigianato Imprese Macerata.
Il progetto formativo della durata di 412 ore, svoltosi a Ripe San Ginesio presso il laboratorio ex Approdo, ha fornito gli strumenti e le competenze adatte alla figura dell' aiuto cuoco che opererà nell’area ristorativo-alimentare-alberghiera e realizzerà menu sulla base di indicazioni ricevute dal cuoco responsabile, garantendo la qualità del prodotto finale.
Gli allievi diplomati, dopo il periodo di stage pratico e l’esame finale tenutosi il 17 e 18 luglio scorso, sono in grado di gestire in autonomia le fasi più semplici dei processi che portano alla produzione e vendita di alimenti nella piccola, media e grande ristorazione, effettuare verifiche di carattere merceologico-qualitativo sugli alimenti, garantire la correttezza dei processi di preparazione e cottura e la qualità finale dei cibi, collaborare alla progettazione di semplici menu, eseguire le diverse fasi della preparazione e cottura dei piatti.
Tanti gli argomenti trattati nel corso delle lezioni, sia pratiche che teoriche, dall’accoglienza e orientamento iniziale, alla sicurezza nei luoghi di lavoro, l’igiene HACCP, la tecnica della ristorazione, e le nozioni di diritto sulle materie contrattuali del lavoro.
Un percorso completo e professionalizzante concluso con successo da tutti i partecipanti: Tommaso Bacosi, Maria De Luca, Leonardo Dialuce, Lorena Maria Grillo, Sandor Michele La Matina, Sukhdeep Singh, Pacifico Tiberi, Lucilla Verdicchio.
Confartigianato informa che sono aperte le iscrizioni al prossimo corso di "Qualifica Aiuto Cuoco". Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare lo staff di Imprendere ai seguenti recapiti 0733.366407 - formazione@macerata.confartigianato.it
Venerdì 7 luglio alle 18:30 si inaugura presso la Nuova Pinacoteca di Arte Contemporanea di Ripe San Ginesio la personale dedicata a Gianni Realini, artista ticinese nato a Sorengo nel 1943, la cui attività si è svolta prevalentemente a Lugano e nella Svizzera tedesca, alternandosi a numerosi soggiorni in altri paesi europei.
Importanti sono state le mostre dedicate all’artista, così come i premi ed i riconoscimenti. La pittura di Realini, fluida, energica e intensa, raggiunge spesso esiti informali altamente espressivi e raffinati, aprendosi volentieri a suggestioni tratte dalla dimensione esistenziale umana.La mostra, a cura di Marta Silenzi, Sandra Paccamiccio, Associazione Culturale Centofiorini e Comune di Ripe San Ginesio, sarà visitabile durante le tre giornate del Borgofuturo Festival dalle 17:30 alle 22:30.La presentazione di venerdì sarà seguita da un piccolo aperitivo.
Dalla ricostruzione dei territori all'integrazione sociale e culturale: al centro di Borgofuturo 2017, il festival della sostenibilità a misura di borgo, ci sarà la figura del "reduce", colui che riesce a superare una fase critica e si adopera per costruirne una nuova.
La manifestazione, che si svolgerà dal 7 al 9 luglio a Ripe San Ginesio, ospiterà un ricco programma di spettacoli musicali e teatrali, incontri, laboratori e tavoli di lavoro sui temi dell'ambiente, della sostenibilità e del turismo. Primi ospiti confermati sono il chitarrista tuareg Bombino e il testimone di giustizia Pino Masciari.
Ad introdurre la manifestazione ci sarà quest'anno "Borgofuturo Social Camp" (dal 5 al 9 luglio), percorso di laboratori "residenziali" con l'obiettivo di creare una comunità consapevole, che animi il borgo reale e inverta la tendenza allo spopolamento, aggravata dal recente fenomeno sismico.
(Fonte Ansa)
Al via a Ripe San Ginesio 'Qui: Borgofuturo', il progetto di riqualificazione sostenibile del borgo. In collaborazione con la Cna di Macerata, sono stati presentati i bandi per l'affidamento degli spazi di proprietà comunale nel centro storico che, ristrutturati e resi efficienti dal punto di vista energetico, saranno messi a disposizione di imprenditori, artisti e co-worker.
Lo scopo è favorire la rinascita delle attività economiche, valorizzare le risorse umane e rafforzare le componenti innovative e sostenibili. Entro maggio verranno lanciati i bandi per l'assegnazione di uno spazio di coworking con sei postazioni, tre spazi laboratorio e uno spazio ristorante con cucina. Previsto anche il recupero di spazi privati, compresi quelli danneggiati dal terremoto. "L'obiettivo è far sì che le attività che saranno ospitate negli spazi riqualificati diventino sostenitrici e promotrici del borgo, facciano nascere una comunità che lo animi e lo riattivi" spiega il sindaco Paolo Teodori. (Ansa)
Il Gruppo comunale di Protezione Civile di Tolentino, mediante i referenti Mirko Bibini, Lorenzo Bistocco e Roberto Luconi, ha consegnato generi alimentari e lenzuola al centro residenziale per diversamente abili della Comunità Monti Azzurri che da Gabella di Sarnano, a causa dei danni riportati dall’edificio che lo ospitava, è stato trasferito a Ripe San Ginesio.
E’ questo un ulteriore e concreto segno di vicinanza e collaborazione tra comuni e realtà toccate dal sisma, soprattutto adesso che si tende a dimenticare le grandi difficoltà causate dal terremoto.
E' una brutta avventura a lieto fine quella che ha visto protagonista la cavallina Daisy.
Giovedì pomeriggio, infatti, Daisy era (qui) scivolata nel fango, restando impanata nella zona di contrada Faveto a Ripe San Ginesio. I proprietari sono subito intervenuti per cercare di salvarlo ma non riuscendo hanno deciso di chiamare i soccorsi. Quando sono arrivati i pompieri, hanno trovato l'animale disteso su un fianco, una posizione che non consente una corretta respirazione e quindi in fin di vita.
Dopo un paio di notti di riposo, ora Daisy sta iniziando il percorso di fisiorerapia per riprendersi dalla brutta avventura: preziosi e tempestivi gli interventi, oltre che dei vigili del fuoco, dei gestori della struttura dove si trova la cavalla Daisy e del medico veterinario Olindo Pinciaroli. E alla fine, tutto è bene ciò che finisce bene.
La brutta vicenda di Mirko Rocco, raccontata ieri (leggi qui) è purtroppo una delle tante storie di cronaca che di questi tempi prendono sempre più spazio nei giornali e nei tg.
Ma a volte da un episodio di nera può nascere anche una notizia che ridona un po’ di luce, fornita dalla solidarietà che nasce spontanea. Proprio dopo aver letto l’articolo di Picchio News sull’aggressione dell’imbianchino, il signor C. L. ha subito collegato che il ragazzo aggredito da ignoti era l'affittuario della sua abitazione di Ripe San Ginesio.
Il padrone di casa, senza esitazione ha subito contattato Mirko e, tenendo presente la terribile situazione che stava vivendo, gli ha comunicato che per il mese corrente gli avrebbe sospeso l’affitto, così da rendere meno duro affrontare questo periodo e permettere al ragazzo di riprendersi dalla violenta aggressione subita.
Un intervento molto delicato, durato dalle 13.31 alle 19 di oggi è servito a salvare un cavallo da morte certa.
I vigili del fuoco di Tolentino sono infatti stati chiamati a seguito di una rovinosa caduta di un equino dentro ad un fosso. L'animale, libero di circolare nella proprietà sita in Contrada Faveto a Ripe San Ginesio, è infatti scivolato nel fango rimanendo impantanato. L'episodio risale a ieri pomeriggio.
I proprietari sono subito intervenuti per cercare di salvarlo ma non riuscendo hanno deciso di chiamare i soccorsi che, quando sono arrivati, hanno trovato l'animale disteso su un fianco, una posizione che non consente una corretta respirazione e quindi in fin di vita.
I vigili hanno dapprima spostato il cavallo in una posizione più fisiologica e solo successivamente, attraverso l'ausilio di un trattore e di una imbracatura, sono riusciti a rimetterlo in piedi in modo che il sangue tornasse a circolare. Intervenuto anche il veterinario di fiducia che ha rimesso in sesto l'animale con degli appositi medicinali.
Al cavallo serviranno ancora un paio di giorni per riprendersi pienamente.
Daniele Piatti, geologo, ex sindaco del comune di Loro Piceno, il 7 marzo scorso è stato nominato Presidente di Tennacola spa, eletto con l’unanimità.
Gli altri membri del consiglio di amministrazione sono: l’ing. Renato Vallesi, Giuseppe Mochi, ex sindaco del comune di Montappone, la sarnanese Simona Tidei, dott.ssa in economia e commercio, e Francesca Testella, consulente ambientale, prof. a contratto di diritto dell’ambiente presso Unicam e una delle" penne" di Picchio News.
Il Presidente ha garantito a nome di tutto il Cda il massimo impegno nella continuità della qualità del servizio per tutto l’Ato 4 “per i cittadini e con i cittadini” di tutti i 27 comuni in un’ottica solidale e di compartecipazione.
Breve ribalta televisiva per Desi Mengoni, la giovane di Ripe San Ginesio che questa sera ha partecipato al noto programma "Avanti un altro" condotto da Paolo Bonolis in onda su Canale 5.
Desi è stata poco fortunata quando ha scelto il "crociato" tra i personaggi del minimondo del programma e ha sbagliato la domanda successiva, venendo quindi eliminata dal gioco. Momenti intensi, ma anche di grande simpatia. Peccato solo per il risultato finale che non ha sorriso alla giovane di Ripe San Ginesio.
Anche il volontariato nell’ambito del Servizio Civile Nazionale riguarderà le zone colpite dal terremoto 2016. Il Bando “Avviso agli Enti: Presentazione dei progetti di Servizio civile nazionale per 1599 volontari da impiegare nelle aree terremotate delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria” pubblicato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale prevede l’impiego di 1.599 volontari nelle aree terremotate delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
I progetti dovranno essere trasmessi dagli enti esclusivamente alle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria entro le ore 14,00 del 10 marzo 2017.
Il bando si riferisce alla presentazione dei progetti di Servizio civile nazionale finalizzati alla ripresa della vita civile delle comunità colpite dagli eventi sismici ed a favorire il ritorno delle popolazioni alla normalità.
I destinatari del bando sono:
gli enti iscritti all’Albo nazionale ed agli Albi delle Regioni e delle Province autonome, aventi sedi
di attuazione progetto nei comuni colpiti dal sisma 2016, di cui all’Allegato 1 del Bando
e nei Comuni costieri che ospitano temporaneamente i terremotati.
I volontari saranno così ripartiti:
Abruzzo 207 volontari;
Lazio 453 volontari;
Marche 617 volontari;
Umbria 322 volontari.
Le Regioni interessate, una volta sentite le strutture del Commissario straordinario per le zone terremotate, coordinano i progetti per ciascun settore/ambito di intervento individuati dal bando, promuovendo la cooprogettazione degli stessi tra i diversi enti presenti sul territorio.
Ciò può avvenire anche attraverso appositi incontri con i Sindaci dei comuni colpiti e con i responsabili degli enti, in modo da redigere uno, al massimo due progetti per ogni settore/ambito di intervento individuato.
Per ogni raggruppamento di enti, che darà luogo alla cooprogettazione, dovrà essere individuato un ente capofila avente una capacità organizzativa sufficiente a supportare la complessità degli interventi proposti.
La cooprogettazione è possibile tra enti appartenenti allo stesso Albo, ovvero tra enti iscritti all’Albo nazionale e ad uno degli Albi regionale e delle Province autonome.
I progetti dovranno realizzarsi esclusivamente in una singola Regione e nei seguenti settori/aree di intervento:
a) Assistenza, con particolare riguardo alle fasce deboli
b) Protezione Civile
c) Patrimonio Artistico e Culturale
d) Educazione e Promozione culturale, con particolare riferimento al supporto alle Amministrazioni Locali impegnate nei processi di ricostruzione e di ritorno alla normalità.
I progetti devono essere redatti secondo il modello di cui all’allegato 1 del Prontuario (parag. 3.3 e 4.6 del “Prontuario contenente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale da realizzare in Italia e all’estero, nonché i criteri per la selezione e la valutazione degli stessi” approvato con D.M. 5 maggio 2016) , concernente i progetti da realizzarsi in Italia, essere firmati digitalmente dal legale rappresentante dell’ente capofila o dal responsabile del servizio civile nazionale del predetto ente indicati in sede di accreditamento e devono essere presentati esclusivamente in modalità online.
Ogni progetto deve indicare un capofila, essere redatto per uno solo dei settori/aree intervento innanzi indicati e per una singola Regione.
Tutti i progetti presentati saranno esaminati dalle Regioni competenti e sottoposti ad una valutazione di idoneità riguardante la conformità degli stessi alle finalità stabilite dall’art. 1 della Legge 6 marzo 2001, n. 64, nonché alle modalità di redazione degli stessi previste dal Prontuario.
I progetti risultati idonei sono pubblicati in appositi bandi regionali per la selezione dei volontari.
Questo il link a cui trovare il bando: http://www.serviziocivile.gov.it/menusx/bandi/progetti-scn/2016_bandoprogsisma/
Non bastano le enormi problematiche e le ingenti spese dovute a traslochi improvvisati per chi ha dovuto lasciare la propria abitazione a causa del terremoto. Per chi si è trovato una autonoma sistemazione (e chi ha l'inagibilità da novembre ancora deve vedere arrivare un centesimo del contributo previsto), c'è anche il (costoso) rebus delle utenze. Un mare magnum dove la chiarezza appare una chimera e dove le uniche certezze sembrano gli oneri a carico di chi, non certo per scelta, ha dovuto cambiare casa.Partiamo da un dato di fatto oggettivo. Nelle ordinanze di inagibilità viene chiaramente indicato di procedere "alla chiusura della erogazione delle forniture di acqua e gas". Difficile interpretare l'ordinanza in maniera diversa da quella di provvedere presso i distributori a staccare le utenze. Sarebbe stato sufficiente, invece, chiudere in autonomia i rubinetti? Forse. Di certo, chi ha provveduto presso i singoli gestori a staccare le utenze, nel momento in cui potrà fare rientro nella sua abitazione dovrà pagare nuovamente l'allaccio, per un importo stimato intorno ai 200 euro. La domanda è lecita: era obbligatorio staccare le utenze? Se sì, è normale che poi l'utente debba pagare nuovamente l'allaccio?Non basta. A chi ha staccato l'utenza del gas è arrivata anche un'altra beffa: 30 euro di spese per la chiusura del contatore. Oltre a tutto questo, chi è riuscito a trovare una nuova sistemazione, di certo non poteva pensare di andare ad abitare in una casa senza corrente elettrica. Così, ben prima che sui conti correnti dei terremotati venga accreditato un solo centesimo di contributo autonoma sistemazione, nelle nuove cassette della posta sono arrivate le bollette. Sì. Bollette con una 50ina di euro da pagare per l'allaccio della corrente elettrica (anche se questa è una semplice ipotesi, visto che la voce viene indicata sotto un generico "altri importi"). Curioso anche come venga indicato come periodo di fatturazione il mese di ottobre, quando in realtà i terremotati sono andati ad abitare nei nuovi domicili solo a novembre. Insomma, non bastano le traversie e i disagi per chi ha la casa inagibile. Ci sono anche tutte queste altre peripezie burocratiche da attraversare, con l'unica certezza che a rimetterci è sempre e comunque il cittadino.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di vibrante protesta inviataci da una nostra lettrice, Letizia AnticoIn seguito alla possibilità offerta da Trenitalia agli “sfollati” (così si legge sul sito) di ottenere biglietti gratuiti, e avendo io casa inagibile (rientrando quindi, ahimè, nella categoria “sfollati”), mi sono recata alla Stazione di Macerata per usufruire di questa possibilità e prendermi il biglietto per andare a Milano, dove studio e dove devo tornare per dare gli esami.Si parlava già da giorni di file interminabili alla biglietteria, di lamentele da parte delle persone che dovevano attendere anche sette ore per un biglietto, del fatto che ci fosse un solo operatore attivo, ecc… lamentele più che lecite, certo, se quelle persone avessero avuto una reale necessità di ottenere i biglietti!Infatti, fattami coraggio, una volta arrivata in biglietteria ho iniziato a fare qualche domanda; cosa scopro?Delle trenta persone in coda, solo io e un’altra ragazza avevamo l’abitazione inagibile; il resto stava approfittando della situazione per… prenotarsi le vacanze!! Alla faccia dell’ “emergenza sismica”!Ciò è stato loro possibile, perché Trenitalia ha dichiarato che il biglietto si poteva ottenere “mediante la sola esibizione di un valido documento in cui si attesti la residenza” in uno dei Comuni colpiti, facendo così cadere il requisito di “sfollato”.Il biglietto sarebbe stato da concedere soltanto a chi presentava il documento che attestasse l’inagibilità della propria struttura abitativa, rilasciato dalla Protezione Civile dopo i vari controlli; invece è bastata una semplice carta d’identità. E così, il maceratese medio, fregandosene di chi non ha più una casa e di chi aveva più bisogno di quei biglietti, si è messo in fila alle biglietterie, intasandole.Ora, la maggior parte delle famiglie sfollate ha cose ben più importanti a cui pensare che sprecare sette ore della propria vita in coda a una biglietteria ferroviaria, quindi molti, come me e mio fratello, hanno dovuto rinunciare. Benché sfollati, dopo tutte le noie burocratiche, economiche e “psicologiche” che uno deve subirsi in queste situazioni, nemmeno la soddisfazione di viaggiare almeno una volta gratuitamente per raggiungere la propria sede universitaria o di lavoro, o semplicemente dei familiari; insomma, dopo il danno... la beffa.Trenitalia ha certamente sbagliato; forse si è sbagliato anche a non dare nessun comunicato alle biglietterie ferroviarie affinché si creasse un “ordine di priorità”, permettendo a chi aveva il foglio di inagibilità di saltare la coda. Meno d’accordo con le lamentale sulla “biglietteria unica”, sufficiente per completare le pratiche delle sole famiglie sfollate (di numero certamente più contenuto) quelle per le quali il biglietto gratuito doveva essere elargito e sulle spalle delle quali gli altri hanno vergognosamente mangiato.Infatti se fosse stato dato SOLO agli sfollati, non ci sarebbero state tante persone (ognuna delle quali faceva il biglietto per tutta la famiglia!) e in dieci minuti io avrei ottenuto il mio biglietto.Ho scritto a voi perché nei giorni scorsi si è parlato tanto di disorganizzazione, ma nessuno ha messo l’accento sull’ignominia di certa gente che si è fatta le vacanze sulle spalle dell’ “emergenza sismica”, senza alcun pudore. Perché se il servizio offerto è stato deprecabile, l’umanità delle persone avrebbe potuto far qualcosa per sanare l’errore, invece ne ha approfittato. Altro che solidarietà! “La Marca è la più ignorante ed incolta provincia dell’Italia, qui tutto è insensataggine e stupidità” scriveva Leopardi. E mi viene da pensare che le cose non siano cambiate poi molto da quel “secol superbo e sciocco”.E’ andata così, il biglietto me lo sono pagata, come sempre, dignitosamente. Invece la vostra, di dignità, è rimasta nell’atrio della Stazione di Macerata, in fila alla biglietteria.Letizia Antico