Un grave incidente stradale si è verificato oggi pomeriggio lungo la strada Regina, all’altezza di Montelupone, intorno alle 16.50 di oggi, coinvolgendo una Dacia Sandero e un camion.
Secondo le prime informazioni, il violento impatto è avvenuto frontalmente: la conducente dell’auto, una donna, è rimasta intrappolata all’interno del veicolo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno provveduto a liberarla, e il personale sanitario del 118, che ha richiesto l’intervento dell’eliambulanza per il trasferimento urgente all’ospedale Torrette di Ancona.
Il conducente del mezzo pesante è rimasto, invece, illeso. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento da parte dei Carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’impatto.
Durante le operazioni di soccorso, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire il lavoro dei mezzi di emergenza.
Si è concluso con un bilancio straordinario il fine settimana dedicato al Campionato Regionale Strada Marche, ospitato allo stadio comunale “Gualtiero Soverchia”. L’evento, organizzato dall’Asd Rotellistica Settempeda sotto l’egida della FISR, ha trasformato la città nel fulcro dell’agonismo rotellistico regionale.
La kermesse ha registrato la partecipazione record di 355 atleti, impegnati in prove di velocità e resistenza che hanno coperto l’intero arco delle categorie federali: dai più piccoli Giovanissimi ed Esordienti, fino agli Allievi, Junior, Senior e i veterani Master.
I dati ufficiali della segreteria federale evidenziano un livello competitivo molto elevato. Il titolo regionale per società è stato conquistato dalla A.P.D. Juvenilia con 246 punti, seguita dalla Luna Sports Academy (189 punti) e dalla Roller Civitanova (150 punti).
La Rotellistica Settempeda, oltre al successo organizzativo, ha ben figurato anche in pista. Il team di casa, guidato dal presidente Paolo Crognaletti, ha ottenuto la 10ª posizione assoluta su 16 società partecipanti, totalizzando 52 punti grazie a prestazioni costanti in diverse categorie, con punte di rilievo tra i Ragazzi (20 punti) e gli Allievi (9 punti).
Sotto la direzione tecnica di Francesco e Jacopo Crognaletti, Ilenia Marozzi e Marika Falistocco, gli atleti locali hanno dimostrato grande carattere. Tra i risultati individuali più significativi si segnalano: Tommaso Pizzichini, 4° posto su 21 nella gara 150m (Giovanissimi), e Samuele Cambriani, 5° posto su 17 nella prova 1 Giro (Allievi).
Applausi anche ai più piccoli: i “cuccioli” Amelie, Emmi, Giulia e agli atleti delle categorie superiori che hanno ottenuto il pass per i Campionati Italiani: Alessandra, Giulia, Emma, Matilde, Alice, Emilia, Flora, Bianca, Erika, Aurora, Filippo, Cristian e Leonardo.
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, presente alle premiazioni, si è complimentata con vincitori e partecipanti e ha ringraziato la Rotellistica Settempeda per l’eccellente organizzazione. L’assessore allo Sport, Paolo Paoloni, ha aggiunto: “Ospitare oltre 350 atleti e le loro famiglie è un orgoglio per San Severino Marche. Questo campionato non è solo una competizione sportiva di eccellenza ma anche una testimonianza del valore sociale e aggregativo dello sport sul nostro territorio. La sinergia tra la Rotellistica Settempeda, le istituzioni e i volontari ha reso queste due giornate indimenticabili”.
Il successo dell’evento è stato possibile grazie a una collaborazione corale tra Comune di San Severino Marche, la società calcistica Settempeda presieduta da Marco Crescenzi, gli sponsor e il Consiglio Regionale delle Marche, rappresentato da Gianluca Pasqui.
La promessa di una sanità più vicina ai cittadini operata con investimenti del PNRR rischia di trasformarsi in un risultato parziale, con criticità evidenti soprattutto nel Mezzogiorno. Non solo le più note case di comunità, ovvero i maxi ambulatori pensati per alleggerire i pronto soccorso e rafforzare la prevenzione, risultano in ritardo e concentrate nel Centro-Nord, ma anche i nuovi ospedali di comunità mostrano un andamento a macchia di leopardo.
Queste strutture, finanziate con un miliardo di euro e destinate ad accogliere pazienti fragili e cronici che non possono essere assistiti a domicilio ma non necessitano di cure ospedaliere ad alta intensità, sono per circa tre quarti concentrate in sole quattro regioni: Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Secondo l’ultimo monitoraggio Agenas, a dicembre 2025 risultavano attive 163 strutture, di cui ben 118 in queste aree, per un totale di quasi 3 mila posti letto, mentre tutte le regioni meridionali insieme si fermano a 23. Persistono inoltre territori completamente scoperti, come Basilicata, Valle d’Aosta e Bolzano, segno di un’Italia sanitaria ancora fortemente diseguale.
Nelle Marche, invece, il percorso appare più avanzato e strutturato. È stata recentemente inaugurata la Casa e l’Ospedale di Comunità di Treia, prime strutture territoriali dell’Ast di Macerata, anche se non ancora operative. L’intervento, finanziato con fondi PNRR e regionali per oltre 2,2 milioni di euro, si inserisce in una strategia più ampia che punta a rafforzare la sanità di prossimità. La struttura di Treia, dotata di 20 posti letto, rappresenta un nodo logistico-assistenziale fondamentale in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche.
Parallelamente, ad Ascoli è stato inaugurato il primo ospedale di comunità pienamente operativo della regione, con 18 posti letto e i primi pazienti già trasferiti. La Regione punta a realizzare complessivamente 9 ospedali di comunità e 29 case di comunità, sostenendo il progetto anche con piani straordinari di assunzione di personale sanitario. Le autorità regionali sottolineano come le Marche siano al di sopra della media nazionale nel rispetto dei cronoprogrammi PNRR, con l’obiettivo di creare una rete capillare e realmente funzionante.
A livello generale, il rischio concreto è quello di arrivare alla scadenza europea di giugno con una “coperta corta” e forti disparità territoriali. Secondo i programmi regionali, sono 594 gli ospedali di comunità previsti, ma il target minimo fissato dall’Europa è di 307 strutture operative entro l’estate. Un obiettivo ancora raggiungibile grazie a un possibile rush finale, ma che potrebbe lasciare indietro ampie aree del Paese. Il sistema si regge su un modello assistenziale che prevede presenza infermieristica 24 ore su 24 e un supporto medico limitato ma costante, pari ad almeno 4,5 ore al giorno per sei giorni a settimana. Attualmente, tutti i 163 ospedali attivi garantiscono assistenza infermieristica continua, ma solo 133 assicurano la presenza minima del medico e appena 61 dispongono di ambienti protetti per pazienti con demenza o disturbi comportamentali. Questo quadro evidenzia come, oltre alla realizzazione delle strutture, sia fondamentale garantirne la piena operatività.
L’ospedale di comunità è definito come una struttura intermedia tra assistenza domiciliare e ospedale tradizionale, con l’obiettivo di evitare ricoveri inappropriati e facilitare le dimissioni protette. Si tratta di presidi destinati principalmente a pazienti fragili, spesso anziani, con un quadro clinico stabilizzato ma che necessitano ancora di sorveglianza sanitaria o prestazioni infermieristiche. In media dispone di 15-20 posti letto, fino a un massimo di 40, e prevede una degenza non superiore ai 30 giorni, salvo casi eccezionali. L’accesso avviene su indicazione del medico di base, dello specialista o del pronto soccorso, e riguarda pazienti con prospettiva di miglioramento a breve termine. Questo modello rappresenta uno degli elementi chiave per ridisegnare la sanità territoriale, rendendola più vicina ai cittadini e capace di rispondere in modo efficace ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e con patologie croniche.
L’Università di Camerino aderisce all’iniziativa nazionale “Le Università per Giulio Regeni”, promuovendo un momento di riflessione e approfondimento dedicato alla libertà di studio e di ricerca. L’appuntamento è fissato per il 14 aprile alle ore 17, presso l’aula Piantoni del Polo Sant’Agostino, con la proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, seguita da un dibattito aperto al pubblico.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio ciclo di eventi che coinvolge 76 atenei italiani e oltre 15mila partecipanti, tra studenti, docenti e cittadini, a dieci anni dalla scomparsa del ricercatore italiano Giulio Regeni. Il progetto è stato promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sui temi della libertà accademica e dei diritti fondamentali.
Presentata in Senato nei giorni scorsi, alla presenza della stessa Cattaneo, dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell’avvocata Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti, l’iniziativa punta a costruire una rete diffusa di consapevolezza e partecipazione in tutto il Paese.
L’evento organizzato da Unicam si aprirà con i saluti del rettore Graziano Leoni, seguiti dai videomessaggi dei genitori di Regeni e del regista del documentario. Dopo la proiezione, spazio al confronto con l’intervento dell’avvocato Daniele Valeri, dell’associazione avvocato di strada di Ancona, e del professor Francescomaria Tedesco, delegato del rettore per le politiche della pace e del confronto democratico.
«L’Università di Camerino aderisce con convinzione a un’iniziativa che richiama tutta la comunità universitaria a una responsabilità profonda – ha dichiarato il rettore Leoni –: difendere e promuovere la libertà di studio, di ricerca e di pensiero, ricordando Giulio Regeni a dieci anni dalla sua scomparsa. È un momento di memoria ma anche di impegno condiviso, soprattutto per le nuove generazioni».
Parole che si affiancano a quelle della senatrice Cattaneo, che ha sottolineato come la storia di Regeni continui a vivere attraverso un movimento di persone unite dal valore della libertà, lo stesso che il giovane ricercatore ha difeso con il suo lavoro.
Anche i genitori di Giulio hanno espresso gratitudine per l’iniziativa, evidenziando l’importanza di proteggere studenti, ricercatori e dottorandi e ricordando come il documentario restituisca sia la figura di Giulio come studioso appassionato, sia le gravi violazioni dei diritti subite.
L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni, e sarà accompagnata sui social dall’hashtag #UniversitàperGiulio.
Un uomo di 68 anni è stato investito nel primo pomeriggio di oggi, poco dopo le 14, in via Pace a Macerata. L’incidente ha coinvolto una Volkswagen Polo, guidata da un uomo di 80 anni, che stava percorrendo la strada dalla periferia verso il centro città.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure alla vittima prima di trasportarla all’ospedale di Macerata con un codice rosso. Il conducente dell’auto è rimasto, invece, illeso.
Per i rilievi del caso è intervenuta la Polizia locale, che ha anche gestito la circolazione stradale durante le operazioni di soccorso e accertamento delle cause dell’incidente, ancora in corso di verifica.
Si sono conclusi, come da cronoprogramma, i lavori che hanno interessato il verde pubblico del Parco di Villa Fermani, segnando un passaggio importante nel più ampio progetto di riqualificazione dell’area.
Non si è trattato di una semplice sostituzione di piante e arbusti, ma di un intervento complesso e di prospettiva, portato avanti parallelamente alla rifunzionalizzazione della Villa, donata alla cittadinanza da Davide Fermani.
I vincoli storici e paesaggistici presenti sull’area hanno richiesto un approfondito studio sull’evoluzione del parco, sfociato in un progetto di riqualificazione sviluppato dall’Amministrazione in collaborazione con Unicam e affidato a un professionista esperto in pianificazione territoriale, rigenerazione e sostenibilità.
Nel dettaglio, 16 alberi secchi o malati sono stati sostituiti con nuove essenze, selezionate per adattarsi al contesto e al clima locale. Le nuove piante, nel giro di pochi anni, garantiranno una chioma significativa, contribuendo a creare ombra e refrigerio per i cittadini che potranno tornare a vivere quello che è considerato il cuore verde della città.
L’intervento ha previsto anche la messa a dimora di tre nuovi alberi in prossimità del pozzo e la riprogettazione dell’aiuola centrale, nel rispetto della sua funzione originaria e della prospettiva visiva lungo il viale di ingresso verso la facciata della Villa.
I lavori non si sono limitati al verde. Negli ultimi giorni si è intervenuti anche su illuminazione e area giochi, mentre ulteriori interventi, compatibili con le condizioni meteo, interesseranno l’intero complesso senza comprometterne la fruizione pubblica.
L’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 9 maggio, con presentazione dei lavori, visita all’edificio storico e un momento conviviale aperto alla cittadinanza.
Il progetto si inserisce in un più ampio piano di rigenerazione che comprende anche il potenziamento degli impianti sportivi e la realizzazione di un’infrastruttura verde a servizio dell’area.
Procede inoltre il progetto di ampliamento del parco: il versante a valle è stato consolidato con palificate e, attraverso opere di ingegneria naturalistica, saranno tracciati nuovi percorsi che si collegheranno a quelli esistenti.
Per quanto riguarda gli impianti sportivi, è già stata completata la rimozione dell’amianto dalla copertura della bocciofila ed è in fase di ultimazione la nuova copertura. Seguiranno interventi di riqualificazione energetica e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Nell’area sottostante i campi da tennis, infine, partiranno i lavori per la realizzazione di due nuovi campi da padel.
«Ci sono luoghi che meritano un’attenzione che vada oltre la cura ordinaria – commenta il sindaco Giuliana Giampaoli – che richiedono progetti a lungo termine in grado di prevedere, preservare e tramandare. Questo è stato l’approccio con cui abbiamo affrontato questa sfida: rispetto della nostra storia, cura dell’ambiente e valorizzazione sociale degli spazi ricreativi e sportivi».
«Complessivamente – prosegue il sindaco – il Comune sta investendo nella riqualificazione del Parco e delle sue infrastrutture una cifra che sfiora i due milioni di euro, provenienti quasi interamente da finanziamenti e contributi Usr e Pnc. Uno sforzo importante, i cui risultati saranno visibili nel breve periodo e negli anni a venire».
Nel corso dell’assemblea regionale de “I Borghi più Belli d’Italia nelle Marche” è stato rinnovato il Direttivo, con la conferma di Sabrina Virgili, assessore al Turismo del Comune di Treia.
La presidenza passa da Cristiana Nardi a Lorena Varani, che guiderà il gruppo di lavoro per il prossimo triennio insieme ai componenti Mariangela Albertini, Luca Bernardini, Ilaria Matteucci, Lorenzo Rossi, Francesco Spallacci e Marco Vesprini.
La riconferma di Sabrina Virgili garantisce continuità all’interno dell’organismo e rafforza la presenza di Treia all’interno di una rete di grande rilievo per la promozione turistica e culturale. L’associazione rappresenta infatti un punto di riferimento a livello nazionale per la valorizzazione dei centri storici di qualità, contribuendo a promuovere i territori attraverso standard elevati, progettualità condivise e una forte capacità di attrazione turistica.
«Questa riconferma – commenta Virgili – rappresenta per me uno stimolo a proseguire con ancora più determinazione il lavoro di questi anni. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra i borghi marchigiani, costruendo progettualità condivise capaci di attrarre visitatori e generare nuove opportunità per le comunità locali. Allo stesso tempo continueremo a valorizzare Treia, il suo patrimonio storico, culturale e paesaggistico, promuovendo le sue eccellenze e rendendola sempre più attrattiva nei circuiti turistici regionali e nazionali».
Un esempio concreto di questa valorizzazione è Villa Spada, i cui giardini, riaperti lo scorso anno, sono già stati visitati da migliaia di turisti, confermando l’appeal di Treia all’interno del panorama culturale e turistico marchigiano.
Una giornata speciale tra divise, gazzelle e indagini scientifiche. Lo scorso 25 marzo, la Compagnia Carabinieri di Tolentino ha aperto le proprie porte a quaranta studenti delle scuole primarie di Sarnano (classi 4^ e 5^) e Monte San Martino (dalla 1^ alla 5^). L'iniziativa rientra nel progetto regionale "Eroi con gli Alamari", un percorso che punta a far conoscere ai più piccoli i compiti dell'Arma attraverso la storia dei militari che si sono distinti per atti di valore nelle Marche.
Accolti dai militari in servizio e dai membri dell'Associazione Nazionale Carabinieri, i bambini hanno approfondito le figure eroiche della loro terra, come il Vice Brigadiere Maurizio Baldassarri e il pennese Giovanni Burocchi, entrambi Medaglie d'Oro alla Memoria. Esempi di coraggio "senza superpoteri", ma guidati da un profondo senso del dovere, che hanno ispirato i ragazzi nella realizzazione degli elaborati per il concorso collegato al progetto.
La visita si è poi spostata sul campo con attività pratiche che hanno acceso l'entusiasmo dei piccoli ospiti. Divisi in gruppi, i bambini si sono cimentati nel fotosegnalamento, hanno imparato a raccogliere indizi su una finta scena del crimine e hanno scoperto come funziona il numero di emergenza 112. Particolare successo hanno riscosso le prove di comunicazione via radio e la dimostrazione delle unità cinofile dell'associazione "Love Your Dog", con i cani Lamù e Nala impegnati nella simulazione di ricerca persone.
A chiudere la giornata è stato l'intervento del Generale in congedo Italo Governatori, promotore del progetto "I Valori che Uniscono", che ha sottolineato l'importanza di questi incontri per far percepire l'Arma come un presidio di protezione vicino ai cittadini, specialmente ai più fragili. Tra sorrisi e curiosità, alcuni alunni non hanno nascosto il sogno, un giorno, di indossare quella stessa divisa per servire la comunità.
Dopo la pioggia dei giorni scorsi, una serata dal clima perfetto - quella di domenica 29 marzo - ha fatto da cornice alla 22ª edizione della Passione di Cristo in contrada Bura, a Tolentino. La manifestazione, organizzata dall'Associazione "Don Primo Minnoni 1967", ha ufficialmente aperto i riti della Settimana Santa, trasformando le colline marchigiane in un immenso teatro a cielo aperto. Oltre 200 figuranti-narratori hanno dato vita a una ricostruzione storica curata nei minimi dettagli, capace di emozionare cittadini arrivati da ogni parte della regione.
Sotto la sapiente regia di Ada Borgiani, che da oltre vent'anni coordina l'evento fondendo arte e fede, lo spettatore è stato guidato lungo un percorso itinerante di circa 1,2 chilometri. Particolarmente intensa l'interpretazione di Riccardo Tartuferi nel ruolo di Gesù, circondato da una scenografia naturale illuminata ad arte che ha reso ancora più coinvolgenti le voci narranti e gli sguardi dei protagonisti.
L'evento, nato alla fine degli anni Sessanta per intuizione di Don Primo Minnoni e ripreso con vigore dagli abitanti della frazione nel 2002, si conferma uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti dell'intero territorio.
Alla rappresentazione hanno preso parte numerose autorità, tra cui il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, il sottosegretario della Regione Marche Silvia Luconi e la senatrice Elena Leonardi, la quale nei giorni scorsi aveva promosso la presentazione dell'evento proprio in un’aula del Senato.
L’iniziativa ha visto la collaborazione corale di istituzioni come l'Unione Montana dei Monti Azzurri e il Consiglio Regionale, oltre al fondamentale supporto tecnico, logistico e di sicurezza garantito da volontari, forze dell’ordine e Croce Rossa di Tolentino. Un successo collettivo che continua a tramandare un'eredità spirituale e culturale unica nel suo genere.
Nessun pesce d’aprile, ma una situazione da monitorare con attenzione. Proprio nel giorno tradizionalmente dedicato agli scherzi, le Marche saranno interessate da una nuova ondata di maltempo. La Protezione Civile ha infatti emesso l’allerta meteo n. 020/2026, valida dalle ore 00:00 del 1° aprile 2026 fino alle ore 00:00 del 2 aprile 2026, per piene dei fiumi, frane, corsi d’acqua minori e vento, accompagnati da altri fenomeni meteorologici significativi.
Alla base del peggioramento c’è un minimo depressionario attivo sul Tirreno meridionale, che sta convogliando verso la regione correnti umide da sud-est. Una configurazione che porterà condizioni diffuse di instabilità, con effetti più marcati lungo la fascia costiera e nelle zone interne. Le precipitazioni saranno intermittenti ma continue, con maggiore insistenza nelle zone di allerta 5 e 6, che comprendono aree interne, collinari e costiere del settore meridionale della regione. Proprio qui si potranno registrare accumuli più consistenti, con possibili criticità idrogeologiche.
Attenzione anche al vento: è prevista una ventilazione intensa dai quadranti nord-orientali, soprattutto nella prima parte della giornata, con raffiche anche sostenute lungo la costa. Il mare sarà molto mosso o agitato, con possibili ripercussioni sulle attività marittime.
Sull’Appennino marchigiano tornerà anche la neve. Il limite delle nevicate si attesterà inizialmente intorno ai 900 metri, per poi salire progressivamente fino a 1100 metri nel pomeriggio e 1200 metri in serata. Nella zona di allerta 5 sono previsti accumuli moderati, con possibili disagi alla circolazione nelle aree montane.
Per quanto riguarda il territorio di Macerata e le aree centrali della regione, è stata diramata un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico, mentre per gli altri fenomeni il livello resta verde (assenza di criticità rilevanti).
Nonostante un quadro meno severo rispetto al sud della regione, resta alta l’attenzione per smottamenti, innalzamenti dei corsi d’acqua minori e criticità localizzate, soprattutto nelle zone collinari e interne.
Un momento di profonda commozione e riconoscenza ha accompagnato l'ultimo giorno in Questura del commissario capo Emanuele Ciccarelli. Nella mattinata di oggi, il questore Luigi Mangino e tutti i funzionari della Polizia di Stato della provincia di Macerata si sono stretti attorno al collega che, a partire da domani 1° aprile, lascerà ufficialmente il servizio attivo dopo quattro decenni in prima linea.
La carriera del dottor Ciccarelli, iniziata nel lontano 1986 presso la Questura di Forlì, ha trovato nel territorio maceratese il suo fulcro principale. Entrato nel ruolo degli Ispettori nel 1990, è stato per lungo tempo un pilastro della Squadra Mobile di Macerata come responsabile di sezione investigativa, per poi mettere la propria esperienza a disposizione della sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica del Tribunale cittadino.
Nel 2019, dopo aver vinto il concorso da Commissario, ha assunto incarichi di grande responsabilità direzionando la squadra "Volanti" (Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico), oltre all'Ufficio del Personale e all'Ufficio Tecnico Logistico. Durante il saluto ufficiale, il Questore Mangino ha espresso un sentito ringraziamento a Ciccarelli, sottolineandone la rara competenza, la costante disponibilità e lo spirito di servizio dimostrati in tutti questi anni a tutela della collettività.
Ad Emanuele Ciccarelli vanno i più sinceri auguri da parte di tutto il personale della Polizia di Stato di Macerata per l'inizio di questo nuovo capitolo della sua vita, dopo una vita passata con dedizione e professionalità "sotto la divisa".
Il destino mette nuovamente di fronte Bosnia ed Erzegovina e Italia. Diversi gli scenari, diversi i protagonisti, diversa la posta in palio: stasera le due rappresentative si affrontano per un posto al Mondiale 2026. Ma a trent'anni di distanza, è impossibile non tornare con la mente a quel 6 novembre 1996, quando l'Italia vicecampione del mondo fece visita a una nazionale neonata in un Paese appena uscito da uno dei conflitti più cruenti dell'era contemporanea.
Un evento che porta con sé una fortissima impronta maceratese, legata a doppio filo ai ricordi del funzionario Onu Andrea Angeli e del fotoreporter Guido Picchio, oggi direttore editoriale del nostro quotidiano online Picchio News.
Quella partita si giocò alle 13:30, in un orario insolito dettato dalla necessità: lo stadio Kosevo di Sarajevo non aveva ancora ripristinato l’impianto d’illuminazione e il maxischermo, perforato dai proiettili, era coperto dallo striscione "Grazie Azzurri". In quel clima sospeso tra macerie e speranza, Andrea Angeli era già sul campo da quattro anni come peacekeeper delle Nazioni Unite.
Proprio Andrea Angeli, ricordando l'atmosfera respirata tra i militari della Brigata Garibaldi guidati dal generale Agostino Pedone, racconta: "La presenza degli azzurri in un teatro di guerra è stato un evento eccezionale per i militari italiani, si è trattato di un momento di grande distensione dopo anni difficili. Ricordo come dopo la partita i militari si accalcarono per scattare fotografie e chiedere autografi ai calciatori".
A immortalare quegli attimi c'era l'allora fotoreporter Guido Picchio, che a Sarajevo era già stato più volte in tempo di guerra, compreso un sequestro di 36 ore nel 1994 insieme ai colleghi Lucia Annunziata (Corriere della Sera) e Federico Bugno (L'Espresso), risolto proprio grazie alla mediazione dell'amico Angeli.
Il direttore di Picchio News ricorda quell'emozione con estrema nitidezza, sfogliando l'album dei ricordi sia in maniera figurata che letterale. Guido, infatti, ci sorprende arrivando in redazione con uno dei raccoglitori ritrovati tra gli scaffali di casa: "Nel '96 ero inviato ancora per varie agenzie giornalistiche - ci dice con gli occhi colmi delle esperienze affrontate -, ricevetti l'accredito sempre grazie all'intercessione di Angeli, per me fu un momento di gioia ed emozione sia per la storicità dell'evento che segnava un ritorno alla normalità dopo gli anni sanguinosi della Guerra, sia perché per la prima volta nella mia carriera fotografai la Nazionale di Calcio Italiana, all'epoca vicecampione del Mondo del ct Sacchi".
"Il ricordo è dolce anche perché una delle foto che scattai della partita è diventata anche una cartolina per i militari italiani del contingente Garibaldi - aggiunge Guido -. Tutto nacque da una mia intuizione, appoggiata sin da subito dal generale Pedone, visto che all'epoca l'unico modo che i militari avevano per comunicare con le proprie famiglie era proprio attraverso le cartoline, e per ovvie ragioni nello spaccio militare scarseggiavano in maniera frequente".
Sul campo finì 2-1 per la Bosnia (gol di Salihamidzic, Chiesa e Bolic), un risultato storico celebrato dalla voce di Bruno Pizzul che aprì la cronaca Rai sottolineando come il significato del match andasse ben oltre l'evento sportivo. "Speriamo che questa sera il risultato sarà diverso", chiosa in maniera sorniona il direttore Guido Picchio. Non possiamo che essere d'accordo.
Si alza il sipario sulla nuova stagione internazionale del Paradressage, primo banco di prova del quadriennio che porterà ai Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Come da tradizione, l’esordio è andato in scena nel “tre stelle” di Ornago, in provincia di Monza e Brianza, dove la Nazionale italiana ha subito imposto la propria superiorità conquistando il gradino più alto del podio.
A brillare è stata soprattutto Federica Sileoni, talento marchigiano originario di Recanati, protagonista assoluta nel Grado 5 insieme al fidato Leonardo. L’amazzone azzurra ha dominato tutte le giornate di gara, culminando nella prova Freestyle della domenica mattina con un eccellente 76,759%, miglior punteggio della categoria.
Un risultato che premia il lavoro svolto nell’ultimo anno, segnato da una scelta importante: il ritorno nelle Marche, dove Sileoni si allena stabilmente presso la Scuderia delle Tre Coste di Recanati. Una decisione che si è rivelata vincente, sostenuta dall’affetto del territorio e dal supporto di realtà imprenditoriali locali.
“È stata una gara da incorniciare – ha dichiarato l’atleta –. Abbiamo fatto suonare l’inno per tre volte e superato il 70% in ogni prova. Un segnale importante di crescita, sia personale che di squadra. Ora qualche giorno di riposo, poi si torna al lavoro in vista del prossimo appuntamento in Germania”.
Il dominio di Sileoni è stato netto per tutta la durata della competizione: l’amazzone ha conquistato il primo posto in tutte e tre le giornate di gara, sempre davanti alla svizzera Nicole Geiger e all’italiana Benedetta Baccani, confermando una superiorità costante e mai in discussione.
Nel Grado 3, invece, a mettersi in evidenza è stata Francesca Salvadé, in sella a Escari, capace di confermare l’ottimo stato di forma già mostrato a Doha lo scorso febbraio con un nuovo successo in casa.
Non è mancato il contributo, seppur fuori dal campo gara, della plurimedagliata Sara Morganti, presente a Ornago nel ruolo di referente azzurro per lo sviluppo e la promozione della disciplina.
L’Italia del Paradressage riparte dunque con entusiasmo e ambizioni, lanciando segnali importanti già dalle prime battute di una stagione che guarda con decisione verso Los Angeles 2028.
Controlli a tappeto sul litorale civitanovese per contrastare i fenomeni di microcriminalità legati alla "mala movida". I carabinieri della locale stazione, supportati dai militari della C.I.O. (Compagnia d’Intervento Operativo) del IV° Battaglione “Veneto” di Padova, hanno intensificato il presidio del territorio con posti di blocco strategici lungo le principali arterie della città.
Proprio durante una di queste attività di monitoraggio, l'attenzione dei militari è stata attirata da due giovani che si aggiravano con fare sospetto tra le auto in sosta. Fermati per un controllo, i due - entrambi diciannovenni - hanno mostrato un atteggiamento guardingo e nervoso, non riuscendo a fornire una spiegazione valida sulla loro presenza in quel luogo. Il sospetto dei carabinieri ha trovato conferma con la perquisizione personale: uno dei ragazzi è stato trovato in possesso di un tirapugni in metallo, un oggetto potenzialmente letale in contesti di scontro fisico.
Il controllo è stato quindi esteso al ciclomotore in uso ai due giovani, portando al rinvenimento, all'interno del vano portaoggetti, di un coltello con una lama di ben 19 centimetri. Per entrambi è scattata immediatamente la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere. Le armi sono state poste sotto sequestro. Gli accertamenti successivi hanno inoltre fatto emergere irregolarità sulla patente di guida di uno dei fermati, che è stata ritirata sul posto.
L'operazione rientra nel piano straordinario di controllo del territorio coordinato dal Comando Provinciale, volto a garantire la sicurezza stradale e a prevenire episodi di violenza nei luoghi di aggregazione giovanile della costa maceratese.
Un sistema di sfruttamento sistematico della manodopera, costruito sulla vulnerabilità di chi cerca disperatamente un futuro in Italia. I Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Macerata, in stretta sinergia con il Comando Provinciale e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, hanno smantellato un sodalizio dedito all'intermediazione illecita e allo sfruttamento di cittadini extracomunitari nella provincia di Macerata.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato al deferimento del titolare di una società agricola italiana e di un cittadino pakistano con il ruolo di "reclutatore". Secondo quanto ricostruito dai militari, i due agivano in concorso approfittando dello stato di bisogno di sei migranti, per lo più richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza della provincia.
Le vittime, originarie di Pakistan e Bangladesh, venivano attirate con la promessa di un salario e di un contratto regolare, necessario per tentare il rinnovo del permesso di soggiorno, ma finivano intrappolate in condizioni di lavoro degradanti.
Il meccanismo della truffa era tanto semplice quanto crudele: i lavoratori risultavano assunti formalmente per 6,50 ore al giorno, ma venivano costretti a prestarne tra le 10 e le 12, il tutto in totale spregio delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La retribuzione, quando corrisposta, era palesemente inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali e regionali, lasciando i braccianti in una condizione di indigenza e sottomissione.
L'attività investigativa ha evidenziato come il reclutatore sfruttasse la necessità dei lavoratori di inviare denaro alle famiglie nei paesi d'origine, trasformando il bisogno di sopravvivenza in un'occasione di profitto illecito. I controlli dell'Arma per la Tutela del Lavoro proseguiranno senza sosta su tutto il territorio provinciale per prevenire e reprimere ogni forma di distorsione del mercato del lavoro e garantire il rispetto della dignità umana.
Una truffa odiosa, studiata nei minimi dettagli, che si è conclusa con un lieto fine grazie alla velocità d'azione della Polizia di Stato. Lo scorso lunedì 23 marzo, un'anziana di 85 anni residente a Macerata è stata raggirata da un malvivente che si è presentato alla sua porta spacciandosi per un appartenente all'Arma dei Carabinieri. Con una scusa rocambolesca - la necessità di visionare gioielli e contanti per confrontarli con la refurtiva di una finta rapina in cui sarebbe stata coinvolta l'auto di famiglia - il truffatore è riuscito a farsi consegnare tutti i beni preziosi custoditi in casa.
Non appena l'uomo si è allontanato, la vittima ha realizzato l'inganno e ha dato l'allarme al numero unico 112. Gli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata sono intervenuti immediatamente, dando il via alle indagini lampo della Squadra Mobile. Grazie alla visione delle telecamere di sorveglianza cittadine, gli investigatori della Sezione Antirapina hanno individuato l'auto in fuga, diramando le ricerche su tutto il territorio nazionale.
La corsa dei malviventi si è interrotta poche ore dopo lungo l'Autostrada del Sole (A1), dove la polizia stradale ha intercettato il veicolo. A bordo sono stati rinvenuti non solo i gioielli della signora maceratese, ma anche una somma di denaro superiore a quella denunciata, elemento che fa ipotizzare la commissione di altri colpi simili nella stessa giornata. I due responsabili, pluripregiudicati di origine campana, sono stati denunciati, mentre l'intero bottino verrà restituito alla legittima proprietaria.
Il Questore di Macerata, Luigi Mangino, nel complimentarsi con gli agenti per il brillante risultato, ha colto l'occasione per rinnovare un appello fondamentale alla cittadinanza: prestare la massima attenzione nei confronti di sconosciuti che chiedono di visionare denaro o preziosi, anche se si presentano in modo distinto o simulano l'appartenenza alle forze dell'ordine. In ogni caso sospetto, l'invito è quello di non aprire la porta e contattare immediatamente il 112.
Poteva trasformarsi in una domenica di guerriglia urbana quella del 15 marzo scorso, ma il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha interrotto sul nascere un tentativo di agguato tra tifoserie rivali nei pressi del casello autostradale di Civitanova Marche. Durante le attività di controllo del territorio, gli agenti hanno intercettato un gruppo di circa 25 persone incappucciate che brandivano bastoni, pronte a colpire. L’arrivo immediato delle Volanti del Commissariato, degli uomini della Digos della Questura di Macerata, supportati da carabinieri e polizia locale, ha messo in fuga il gruppo, permettendo però il fermo di due veicoli.
A bordo dei mezzi sono stati identificati soggetti riconducibili alla tifoseria ultras della Civitanovese, che non hanno saputo giustificare la propria presenza in quella zona, dato che la loro squadra era impegnata in trasferta a Trodica di Morrovalle. Durante le perquisizioni, i poliziotti hanno rinvenuto aste di metallo occultate sotto le vetture e una mazza da baseball in un bagagliaio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo era in attesa del transito dei tifosi della Maceratese, diretti ad Ascoli, per tendere loro un'imboscata.
L'operazione si è conclusa con la denuncia di 7 persone per porto di oggetti atti ad offendere e violazioni della normativa a tutela delle manifestazioni sportive, avendo creato una situazione di grave pericolo in un luogo di transito. Stando a quanto emerso, il tentativo di agguato sarebbe una risposta a un precedente raid messo in atto dai tifosi maceratesi lo scorso 14 dicembre, anch'esso sventato dalle forze dell'ordine e conclusosi allora con 14 denunce e altrettanti provvedimenti di Daspo.
A seguito di questi ultimi gravi episodi, il Prefetto di Macerata, su indicazione del Casms (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive), ha adottato una linea di massima fermezza: è stato disposto il divieto di trasferta per la tifoseria della Civitanovese, che non potrà seguire la squadra nelle prossime due partite esterne. Un provvedimento speculare a quello già adottato in precedenza verso la fazione rivale, volto a ristabilire l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
In un’epoca segnata dalla crisi demografica che colpisce duramente le aree interne, San Severino Marche si conferma un’isola felice. L’Ufficio Anagrafe e Statistica del Comune ha diffuso l’Annuario Statistico 2025, una fotografia nitida che mostra una comunità stabile e vitale: al 31 dicembre, i residenti ufficiali sono 11.831, mantenendo sostanzialmente la soglia dell’anno precedente.
A colpire è soprattutto il saldo migratorio in attivo di 58 unità. Nonostante le difficoltà generali del Paese, ci sono famiglie che scelgono attivamente di trasferirsi all'ombra della Torre degli Smeducci, attratte dalla qualità della vita e dall'offerta culturale settempedana. Un segnale di speranza arriva anche dalla natalità, che nel 2025 ha registrato un lieve incremento, accendendo una luce sul ricambio generazionale in una popolazione che, in linea con il trend provinciale, resta comunque caratterizzata da un alto indice di vecchiaia.
L'Annuario racconta anche come cambiano le abitudini di vita: le famiglie totali sono 5.194, ma ben il 37% di esse è composto da una sola persona. Un dato che riflette la crescita di single e anziani soli, ponendo nuove sfide per le politiche di coesione sociale. Una delle sezioni più amate del documento è però quella dedicata all'identità onomastica, che svela le radici profonde del territorio attraverso una classifica dei cognomi che vede un podio storico ormai consolidato.
Vissani si conferma al primo posto con 74 persone, seguito a breve distanza dai Rocci con 70 residenti e dai Paciaroni che conquistano la medaglia di bronzo con 64 esponenti. A completare il quadro dell'identità locale troviamo poi i Meschini, gli Sparvoli, i Caciorgna, i Palazzesi e i Dignani.
Per quanto riguarda i nomi di battesimo, la tradizione continua a dominare incontrastata. Tra gli uomini, Andrea è il nome più diffuso con 153 residenti, seguito da Marco con 143, Francesco con 131 e Luca con 125. Sul fronte femminile, il primato assoluto spetta a Maria, seguita nell'ordine da Paola, Giulia, Laura, Sara e Anna. L’Annuario completo, con tutti i grafici e i dettagli demografici, è consultabile integralmente sul sito ufficiale del comune di San Severino Marche.
Il mercato immobiliare di Macerata continua a mostrare un quadro articolato, in cui le differenze di prezzo tra le varie zone della città risultano sempre più marcate. I dati relativi alle abitazioni civili in stato conservativo normale evidenziano come il valore al metro quadrato non segua più una semplice distinzione tra centro e periferia, ma sia influenzato da molteplici fattori legati a servizi, posizione e qualità urbana.
Nel centro storico, che comprende le principali piazze e vie cittadine, i valori si attestano tra i 1200 e i 1750 euro al metro quadrato, confermando una fascia di mercato solida ma non necessariamente la più elevata in assoluto. Nelle aree centrali immediatamente limitrofe, come quelle attorno a piazza Mazzini e ai viali di circonvallazione, si registra una maggiore variabilità, con prezzi compresi tra 850 e 1550 euro al metro quadrato, segno di una differenziazione più accentuata tra gli immobili.
Valori simili, ma con un tetto massimo più contenuto, si riscontrano nella zona di corso Cairoli, via Carducci e del centro direzionale panorama, dove le quotazioni vanno da 850 a 1350 euro al metro quadrato. Scendendo leggermente, nelle aree comunque centrali ma più defilate, come quelle che comprendono via San Giovanni Bosco e le strade limitrofe, i prezzi si collocano tra 800 e 1300 euro al metro quadrato, rendendo queste zone particolarmente interessanti per chi cerca un compromesso tra posizione e costo.
Un andamento diverso si osserva nella zona di piazza della Vittoria, corso Cavour e vie limitrofe, dove i valori tornano a salire fino a 1750 euro al metro quadrato, allineandosi alle punte più alte del centro storico. Nelle zone centrali più accessibili, come quelle delle vie Cioci, Cadorna, Mameli e limitrofe, il mercato si mantiene su livelli più contenuti, con prezzi compresi tra 800 e 1350 euro al metro quadrato.
È però nelle aree semicentrali che emergono i dati più significativi. Quartieri come Collevario, Colleverde, Borgo Santa Croce e Montalbano presentano valori compresi tra 1100 e 1650 euro al metro quadrato, ma è soprattutto l’area che comprende le Vergini, Corneto, Vallebona e via Cincinelli a distinguersi nettamente. Qui si registrano i valori più alti dell’intero mercato cittadino, con punte che raggiungono i 2050 euro al metro quadrato, a conferma di una crescente attrattività di queste zone.
Al contrario, altre aree semicentrali come Rione Pace, Borgo San Giuliano e le contrade circostanti mostrano quotazioni più contenute, con valori tra 800 e 1400 euro al metro quadrato, mantenendo comunque un buon equilibrio tra accessibilità e qualità abitativa.
Nelle zone periferiche, come Sforzacosta e Piediripa, il mercato offre opportunità più accessibili, con prezzi che oscillano tra 950 e 1450 euro al metro quadrato, mentre Villa Potenza si conferma come la zona più economica della città, con valori compresi tra 700 e 1250 euro al metro quadrato.
Infine, nelle aree extraurbane e rurali, sia a nord ovest che a nord est, i prezzi scendono ulteriormente, attestandosi tra 600 e 1000 euro al metro quadrato, rappresentando la fascia più bassa del mercato immobiliare locale.
Nel complesso, i dati delineano un mercato in evoluzione, in cui le zone semicentrali più richieste superano ormai il centro storico in termini di valore, mentre periferie ed aree rurali continuano a offrire soluzioni più economiche, delineando una città immobiliare sempre più diversificata.
A offrire una chiave di lettura di questi dati è Gabriella Tasso, titolare dell’agenzia immobiliare Casa Tasso, che invita a considerare con attenzione la natura stessa delle rilevazioni: “I dati dell’Agenzia delle Entrate offrono una fotografia utile, ma inevitabilmente parziale e non aggiornata del mercato, perché si riferiscono al semestre precedente. Questo significa che spesso c’è uno sfasamento tra i valori rilevati e la situazione reale attuale".
Una dinamica che si riflette anche nelle differenze tra tipologie di immobili: "Il mercato immobiliare, infatti, si muove su binari diversi: il nuovo segue dinamiche proprie, con una domanda molto alta e una disponibilità limitata, mentre l’usato varia molto in base alla zona e alle caratteristiche degli immobili".
Proprio questa distinzione aiuta a spiegare il peso crescente delle aree più recenti: “Le aree più nuove risultano spesso più valorizzate perché offrono edifici con standard moderni, come l’efficienza energetica e le normative antisismiche, elementi sempre più richiesti dagli acquirenti”.
Diverso invece il discorso per il centro storico, che pur mantenendo un valore stabile presenta alcune criticità: “Il centro storico è meno adatto soprattutto a famiglie e giovani coppie, a causa di limiti strutturali come la difficoltà di accesso, la mancanza di parcheggi o di ascensori. Questo porta molti a preferire zone semicentrali o più nuove, almeno in una prima fase della vita”.
Una tendenza che, secondo Tasso, è legata anche ai cambiamenti nelle esigenze abitative nel corso del tempo: “La scelta della casa riflette spesso il momento della vita: le famiglie cercano maggiore comodità e spazi più funzionali, mentre in fasi successive possono anche tornare verso il centro”.
Il palcoscenico del Teatro Lauro Rossi si prepara a ospitare una nuova, emozionante edizione di "Heroes – Storie di Rinascita". Sabato 18 aprile, alle ore 21, la città di Macerata accoglierà quattro protagonisti d'eccezione che, attraverso i loro percorsi di vita, testimonieranno la capacità dell’essere umano di rialzarsi e reinventarsi oltre ogni limite. L’evento, presentato da Matteo Pasquali con le incursioni sonore del gruppo Mothra, vanta il patrocinio delle principali istituzioni locali e regionali. Come per le passate edizioni, il cuore della serata è la solidarietà: i proventi verranno interamente devoluti alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Marche ODV.
Il cast degli ospiti di quest'anno offre uno spaccato eterogeneo di determinazione. Tra i protagonisti salirà sul palco Andrea Lanfri, atleta paralimpico e alpinista che, dopo aver perso gli arti a causa di una meningite, sfida oggi le vette più alte dei sette continenti. Accanto a lui Alessia Zecchini, primatista mondiale di apnea, che racconterà come il profondo del mare sia diventato il luogo dove affrontare le paure e superare i confini interiori.
Spazio anche all'imprenditoria sociale con Birracca, realtà del settore brassicolo che ha trasformato la produzione di birra artigianale in un progetto concreto di inclusione lavorativa per giovani con autismo. A chiudere il cerchio delle testimonianze sarà Paolo Simoncelli, padre del mai dimenticato campione Marco; la sua presenza offrirà una lezione autentica su come trasformare un dolore immenso in un impegno solidale costante attraverso la fondazione dedicata al figlio.
I biglietti per la serata sono già disponibili sul circuito Vivaticket e presso la Biglietteria dei Teatri di Macerata. Un'occasione preziosa per la comunità per stringersi attorno a un progetto che, grazie al sostegno di Fondazione Mediolanum e dell'Amministrazione comunale, continua a dimostrare come la condivisione di storie straordinarie possa generare un impatto reale nella vita di chi combatte contro la malattia.