Un incubo durato giorni, consumato nel silenzio di un’abitazione del centro, si è concluso grazie al coraggio di una fuga disperata e al pronto intervento dei Carabinieri della locale Stazione e del Norm Un uomo di 39 anni, cittadino libico residente a Ora (Bolzano) ma domiciliato a Tolentino, è finito in manette con accuse che vanno dai maltrattamenti al sequestro di persona, fino alla violenza sessuale aggravata e al revenge porn.
Tutto è iniziato con una segnalazione di scomparsa. Un’amica di una donna brasiliana di 44 anni, non avendo più sue notizie, si è rivolta ai militari temendo il peggio. Le ricerche, scattate immediatamente, hanno portato al ritrovamento della vittima presso la stazione ferroviaria. La donna, in evidente stato di shock e confusione, ha iniziato a raccontare una verità agghiacciante.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 39enne avrebbe costretto la compagna a tornare a Tolentino sotto il ricatto di diffondere immagini intime. Una volta richiusa in casa, la donna sarebbe stata privata della libertà e sottoposta a continue violenze fisiche e sessuali. Solo un attimo di distrazione del suo aguzzino le ha permesso di scappare nel pomeriggio e cercare rifugio verso i binari.
I Carabinieri hanno rintracciato l'uomo poco dopo nella sua abitazione. Durante la perquisizione sono spuntati anche 36 grammi di hashish, un bilancino e mille euro in contanti, elementi che hanno fatto scattare anche l'accusa di detenzione ai fini di spaccio. La vittima è stata trasportata d'urgenza al Pronto Soccorso di Macerata: ha riportato diverse lesioni ma non è in pericolo di vita. Per lei è stato attivato il protocollo Codice Rosso. L'aggressore si trova ora nel carcere di Montacuto.
Di fronte a tanta brutalità, l’Arma ha voluto lanciare un appello accorato alla cittadinanza, ricordando che la tempestività della segnalazione può fare la differenza tra una tragedia e la libertà. I militari esortano "chiunque subisca minacce, ricatti o violenze a rivolgersi con fiducia alle forze dell'ordine, sottolineando che esistono strumenti normativi e reti di protezione pronti a garantire l'incolumità di chi è in pericolo. In caso di emergenza, l'invito resta quello di contattare subito il 112 o il numero antiviolenza 1522".
PORTO RECANATI – "La difesa della costa non si fa smantellando il bilancio comunale". L’Amministrazione Michelini alza il muro contro la proposta di un comitato cittadino che chiedeva di utilizzare gli introiti Imu per finanziare le scogliere. La risposta di Palazzo Volpini è un mix di pragmatismo e rigore contabile: spostare quei fondi significherebbe, di fatto, tagliare i servizi essenziali.
"La difesa della nostra costa è una priorità assoluta per questa Amministrazione, perché significa tutelare il lavoro, l’economia e l’identità stessa della nostra città», mette subito in chiaro il sindaco Andrea Michelini. Tuttavia, il primo cittadino avverte che non si può cedere a ricette facili: «Stiamo agendo con serietà e concretezza, senza cedere a soluzioni semplicistiche che rischierebbero di creare più problemi di quanti ne risolvano". Il concetto è semplice: l'Imu non è un tesoretto inutilizzato, ma la linfa che tiene in vita scuole, sicurezza e sociale.
A scendere nei dettagli tecnici è l’assessore ai Lavori pubblici, Lorenzo Ricetti, che non usa mezzi termini per descrivere lo scenario di un eventuale dirottamento delle risorse: "Le entrate Imu sostengono ogni giorno servizi fondamentali per la comunità. Pensare di destinarle integralmente a interventi straordinari significherebbe compromettere l’equilibrio del bilancio e ridurre servizi essenziali per i cittadini". Insomma, il rischio è quello di un corto circuito finanziario che porterebbe a blocchi della spesa e, paradossalmente, a nuove tasse.
C'è poi una questione di "metratura". Il Comune fa i conti in tasca alla proposta: anche sacrificando 5 milioni di euro, si riuscirebbero a proteggere appena 500 metri di litorale. Una goccia nel mare. "Gli interventi di difesa della costa richiedono programmazione, risorse dedicate e competenze specifiche. Non si tratta di opere improvvisabili", incalza ancora Ricetti, ricordando che la strada maestra resta quella dei fondi sovra-comunali.
I fatti, secondo la Giunta, danno ragione alla linea della fermezza. "A Scossicci sono già attivi interventi per oltre 10 milioni di euro, tra scogliere e rafforzamento dei pennelli esistenti», rivendica con orgoglio la maggioranza. La chiusura di Michelini è un guanto di sfida alla piazza: «La tutela della nostra costa richiede visione, responsabilità e investimenti adeguati, non soluzioni estemporanee. Continueremo a lavorare senza scorciatoie e senza mettere a rischio i servizi dei cittadini". Per il Comune, il resto è solo rumore di fondo.
PORTO RECANATI – Il giallo delle carcasse di Scossicci arriva a una prima svolta. C’è un indagato per il ritrovamento degli oltre cinquanta cani morti abbandonati in una scarpata lungo il litorale di Porto Recanati: si tratta di un uomo di 53 anni, residente a Loreto, su cui ora pende l’accusa di uccisione di animali.
Il blitz dei carabinieri forestali è scattato nell'abitazione dell'uomo, in provincia di Ancona. Durante la perquisizione i militari hanno sequestrato materiale ritenuto di estremo interesse investigativo: documenti cartacei, un’agenda fitta di nomi e numeri di telefono, oltre a diverse attrezzature e al cellulare del sospettato. Proprio dall'analisi dei dispositivi informatici e dei contatti contenuti nel diario, gli inquirenti contano di ricostruire la rete dietro quello che appare come un vero e proprio "cimitero dell'orrore".
L'ipotesi al vaglio della Procura di Macerata è che il cinquantatreenne possa aver agito su commissione, offrendo un servizio di smaltimento illegale per conto di terzi. Resta da capire chi siano i mandanti e da dove provenissero quegli animali, tutti sprovvisti di microchip. Risposte fondamentali potrebbero arrivare dalle autopsie disposte sulle carcasse, necessarie per stabilire le cause del decesso, la razza e l'età degli esemplari.
Sulla vicenda è intervenuta con fermezza la "Lndc Animal Protection", che ipotizza uno "smaltimento sistematico". Piera Rosati, presidente dell’associazione, ha parlato di un possibile «sistema di morte lucido e organizzato», una realtà che, se confermata dalle indagini, delineerebbe un quadro di rara crudeltà ed etica calpestata.
Alessandro Gentilucci traccia la rotta del suo mandato alla guida della Provincia di Macerata. In un incontro pubblico a Pieve Torina, il neopresidente ha formalizzato il passaggio di consegne ideale con il territorio, sottolineando la natura inedita di un’elezione che, per la prima volta, porta un rappresentante delle aree interne al vertice dell’ente provinciale.
Lontano dai toni della campagna elettorale, Gentilucci ha impostato il suo intervento su un approccio pragmatico, richiamando l’eredità politica del padre Luigi. Il mandato sarà improntato alla presenza costante sul territorio e a un rapporto diretto con le amministrazioni locali. «La politica che intendo portare avanti — ha spiegato — è fatta di ascolto e risoluzione dei problemi. Porto in corso della Repubblica l’esperienza maturata come sindaco in contesti complessi».
Il neopresidente ha impostato il suo discorso sulla cultura del fare, citando l'esempio del padre Luigi come bussola del proprio percorso amministrativo. Per Gentilucci, la politica provinciale deve tornare a essere uno strumento operativo per affrontare le criticità quotidiane, un approccio maturato in oltre dieci anni di amministrazione locale, a partire da quel 2014 che segnò l'inizio della sua attività a Pieve Torina.
Sul tavolo della nuova giunta provinciale i dossier sono già aperti e le priorità appaiono definite. Al centro dell'agenda politica si stagliano la gestione del ciclo dei rifiuti, la manutenzione della viabilità e il potenziamento dell'edilizia scolastica. Proprio quest'ultimo punto è stato l'oggetto della prima visita ufficiale di Gentilucci, convinto che il futuro del territorio passi necessariamente attraverso i servizi garantiti alle nuove generazioni.
Il riferimento agli anni difficili del post-sisma è servito a ribadire la tempra che il presidente intende portare negli uffici di Macerata. Ricordando il lavoro svolto nei container durante l'emergenza, Gentilucci ha sottolineato come "la dignità e la determinazione delle comunità montane debbano diventare i valori portanti per la gestione dell'intero ente provinciale. Un mandato che nasce sotto il segno della resilienza e che punta a rispondere alle istanze di un territorio che chiede, prima di tutto, risposte certe e tempi rapidi".
Il ciclismo marchigiano celebra un nuovo, brillante capitolo della sua storia recente nel nome dell’indimenticato Michele Scarponi. A Castelraimondo, nella frazione d'apertura del weekend dedicato all'Aquila di Filottrano, Tommaso Cingolani ha firmato un’impresa che sa di consacrazione. Il giovane talento di Pianello d’Ostra, portacolori del Team Ecotek Zero24, ha centrato il suo primo successo nella categoria Juniores al termine di una prova di forza e carattere.
La giornata è iniziata con un rito collettivo dal forte impatto emotivo. Prima del via da Filottrano, i 163 atleti schierati si sono riuniti presso la tomba di Scarponi per un momento di raccoglimento, accompagnati da un ospite d’eccezione come Gilberto Simoni, storico capitano e amico del campione marchigiano. Un omaggio che ha dato il ritmo a una gara vissuta con intensità fin dai primi chilometri.
Il percorso di 119 chilometri ha offerto diversi spunti tecnici, a partire dal GPM di Filottrano vinto da Artem Iatsina. La corsa ha poi attraversato l’entroterra maceratese toccando Appignano e Treia, dove la fuga solitaria di Federico Gargiulo ha animato la fase centrale arrivando a sfiorare il minuto di vantaggio. Nonostante i tentativi di un quartetto d'attacco e l'allungo nel finale dello spagnolo Aitor Groset Martinez, riassorbito a soli tre chilometri dal traguardo, il destino della gara si è deciso in uno sprint di gruppo.
La volata finale è stata un capolavoro di tempismo. Lorenzo Ferraro del Team Coratti ha rotto gli indugi lanciando una progressione che sembrava vincente, ma negli ultimi metri è emersa la potenza debordante di Cingolani. Il corridore del Team Ecotek ha rimontato l'avversario superandolo per mezza ruota proprio sulla linea bianca, mentre Lorenzo Ceccarello ha conquistato la terza piazza.
Il cerimoniale di premiazione ha aggiunto ulteriore prestigio all'evento. Cingolani è stato premiato con la maglia bianca di Giulio Pellizzari, protagonista della Tirreno-Adriatico 2026, a suggellare un ideale legame tra le promesse del territorio. Alla presenza dei vertici dello sport regionale, Massimo Romanelli e Fabio Luna, si è chiusa una giornata densa di significato che funge da trampolino per la seconda tappa, con arrivo previsto nel suggestivo centro storico di Camerino.
1° Tommaso Cingolani (Team Ecotek Zero24) 119,2 km in 2.49’02” media 42,311 km/h, 2° Lorenzo Ferraro (Team Coratti), 3° Lorenzo Ceccarello (Autozai-Contri), 4° Filippo Bandini (Team General System), 5° Matvei Iakovlev (Pc Baix Ebre), 6° Rostislav Novolodskii (Pc Baix Ebre), 7° Alessandro Battistoni (Pool Cantu' Gb Team), 8° Fabio Di Bernardo (Postumia 73 Dino Liviero Ciclismo), 9° Achille Bellato (Team Neri Sottoli Lucchini Energy), 10° Samuele Uguccioni (Team General System), 11° Paolo Aglialoro (Cps Professional Team), 12° Ruben Ferrari (Pool Cantu' Gb Team), 13° Andrea Bonciani (Polisportiva Monsummanese), 14° Andrea Gabriele Alessiani (Pool Cantu' Gb Team), 15° Nicola Cerame (Team Neri Sottoli Lucchini Energy), 16° Andrea Endrizzi (Postumia 73 Dino Liviero Ciclismo), 17° Cristian Mazzoleni (Team Guerrini Senaghese), 18° Filippo Colella (Team Neri Sottoli Lucchini Energy), 19° Luca Frontini (Pool Cantu' Gb Team), 20° Artem Iatsina (Pc Baix Ebre), 21° Edoardo Ceccato (Faizane' CSZ Sandrigo Bike), 22° Manuel Salmaso (Autozai-Contri), 23° Jose Manuel Posada Franco (Cps Professional Team), 24° Luca Fabbri (Team Vangi Tommasini Il Pirata), 25° Pietro Cermenati (Salus Ciclistica Seregno), 26° Davide Pinotti (SC Cene), 27° Giacomo Dalla Pria (Faizane' CSZ Sandrigo Bike), 28° Luca De Mercanti (GS Giovani Giussanesi), 29° Marco Parigi (Polisportiva Monsummanese), 30° Ivan Colombo (Energy Team).
MACERATA – Dalla neve di Bolognola ai vigneti dell’entroterra, passando per il mare e i grandi eventi internazionali: la Pasquetta 2026 in provincia di Macerata si conferma ricca di proposte per tutti i gusti. Che si tratti di musica, natura, enogastronomia o divertimento in famiglia, il Lunedì dell’Angelo offre un ventaglio di esperienze sempre più ampio, capace di attrarre giovani, famiglie e turisti.
Tra gli eventi più originali spicca la Pasquetta Spring Ski Mountain Party allo ZChalet di Bolognola: grazie alle nevicate degli ultimi giorni, sarà possibile vivere un vero aprês-ski di primavera, tra sole, piste ancora imbiancate e musica. Un’atmosfera insolita per aprile che rende l’appuntamento ancora più suggestivo. Dj set a partire dalle 13 e diretta su Multiradio, con in consolle Francesco Cangiotti e Luca D’Agata, accompagnati dalle voci di Giusi Minnozzi e Matteo Piconi.
La musica sarà protagonista anche sulla costa e nei locali del territorio. A Porto Recanati riflettori puntati sulla discoteca I Am, che ospiterà una vera icona mondiale della scena elettronica come Carl Cox, affiancato da Anna Tur, Fabio Neural e Vikthor.
Per chi vuole anticipare i festeggiamenti, già domenica sera (5 aprile) si accendono le luci del divertimento: al Brahma Clubship di Civitanova arriva “Icona 2000” con special guest Il Pagante.
Fuori provinica invece, al Settepuntonove di Porto San Giorgio è atteso uno dei nomi più importanti della musica elettronica internazionale, Sven Väth, per un evento destinato a richiamare pubblico da tutta la regione.
Per chi preferisce ritmi più lenti, l’entroterra offre esperienze immerse nella natura. A Monte San Pietrangeli la Cantina Bastianelli propone “Pasquetta in cantina – Gira la ruota Edition”: una giornata che parte dalla colazione tra i filari e arriva fino all’aperitivo-cena, tra dj set, musica live, spettacoli comici e attività per bambini. Non mancano passeggiate a cavallo ed escursioni in e-bike.
Atmosfera simile anche a Civitanova Marche, dove le Tenute Murola aprono le porte per una Pasquetta tra vino e musica, con live e dj set nel cuore delle colline.
A Pollenza torna invece uno degli appuntamenti più informali e partecipati: la “Turbo Pasquetta Trash V” al Birrificio Malripe. Formula semplice e vincente: musica “trash”, birra artigianale e barbecue libero, con la possibilità per i partecipanti di organizzarsi in autonomia o affidarsi alle proposte del birrificio.
Spazio anche alle famiglie con eventi pensati per tutte le età. A Porto Recanati torna “AquiloniAmo”, con il volo di aquiloni giganti, laboratori per bambini, mercatini e street food. Un appuntamento che unisce spettacolo e partecipazione, con attività distribuite nell’arco della giornata.
Per chi cerca invece una Pasquetta all'insegna della natura, il Lago di Cingoli si conferma una delle mete più amate: alla Baya di Popeye cucina aperta tutto il giorno, pedalò, canoe, aree giochi e spazi relax immersi nel verde, per una giornata da vivere senza fretta tra sport, natura e convivialità.
Dalla montagna tornata imbiancata alle colline del vino, fino al mare e ai grandi eventi musicali, la Pasquetta 2026 nel Maceratese si presenta come un mosaico di esperienze diverse ma complementari. C’è chi sceglierà di ballare sulla neve, chi di rilassarsi tra i filari, chi di accendere la brace o far volare un aquilone: modi diversi di vivere la stessa giornata, con un unico filo conduttore, quello della condivisione.
La provincia di Macerata continua a fare i conti con il calo demografico, ma i dati più recenti mostrano un rallentamento dell’emorragia di residenti e qualche segnale incoraggiante. Secondo il bilancio demografico Istat 2025, la diminuzione della popolazione appare meno marcata rispetto agli anni precedenti, con alcune realtà che registrano addirittura lievi crescite, in particolare lungo la costa e nell’area della Val di Chienti.
Resta però un quadro complesso, segnato da un saldo naturale fortemente negativo e da difficoltà diffuse nelle aree interne, compensate solo in parte dall’apporto della popolazione straniera.
Guardando ai dati dei singoli comuni, emergono dinamiche molto differenziate. Porto Recanati registra il miglior risultato con un aumento di 134 abitanti (+1%), passando da 12.600 a 12.734 residenti, con un dato particolarmente significativo rappresentato dal saldo naturale positivo di +2, frutto di 101 nascite contro 99 decessi.
Crescono anche Potenza Picena (+25, fino a 15.470 abitanti) e Civitanova Marche, che si conferma la città più popolosa della provincia con 41.929 residenti, in aumento di 40 unità. Dopo un calo negli anni precedenti, Civitanova torna così a salire, mantenendo comunque una crescita di oltre 3.600 abitanti rispetto al 2000.
Anche il capoluogo Macerata mostra segnali positivi, raggiungendo 40.689 residenti con un incremento di 104 persone, mentre Corridonia si avvicina a quota 15mila con un +54 (14.684 abitanti). In controtendenza alcune realtà della bassa valle del Chienti, come Montecosaro (-24) e Morrovalle (-19), mentre tra i centri più in difficoltà spicca Tolentino, che perde 118 residenti scendendo a 17.439.
In calo anche Recanati (-41), mentre San Severino tiene con un lieve +6 (11.893 abitanti) e Treia scende a 9.002 residenti, perdendone 78. Nell’area appenninica prevale il segno meno, con Camerino a 5.935 abitanti (-49) e Matelica a 9.026 (-46), mentre Cingoli resta sostanzialmente stabile con un lieve incremento di 5 residenti.
A livello provinciale, il bilancio complessivo resta negativo, anche se meno drammatico rispetto al passato. Al 1° gennaio 2025 i residenti erano 302.030, scesi a 301.689 al 31 dicembre, con una perdita di 341 abitanti. Il dato riporta la popolazione ai livelli di inizio anni Duemila, dopo il picco del 2012 quando si erano raggiunti 321.791 residenti.
Il declino era già iniziato prima del sisma, ma è stato accelerato dal terremoto del 2016 e successivamente dalla pandemia, con perdite significative soprattutto nel 2020. Il saldo naturale resta fortemente negativo, con 1.476 nascite contro 3.682 decessi (-1.882), mentre anche il saldo migratorio interno è in rosso (-174). A sostenere parzialmente la popolazione è invece il contributo degli stranieri, con 2.635 arrivi dall’estero e 920 partenze, per un saldo positivo di +1.715.
In conclusione, il quadro che emerge è quello di una provincia che continua a perdere abitanti ma con una discesa meno ripida rispetto agli anni passati. Le aree costiere e alcuni centri della Val di Chienti mostrano segnali di vitalità, mentre l’entroterra resta in difficoltà.
Decisivo si conferma il contributo della popolazione straniera, senza il quale il calo sarebbe molto più marcato, mentre il persistente saldo naturale negativo rappresenta la vera criticità strutturale per il futuro demografico del territorio.
Alle prossime elezioni amministrative del Comune di Macerata, il rischio per molti cittadini è quello di trovarsi davanti a una scheda elettorale tutt’altro che intuitiva, quasi un rompicapo tra simboli, liste e candidati sindaci.
In campo ci sono infatti cinque aspiranti primi cittadini, sostenuti da una galassia ampia e articolata di forze politiche e civiche che potrebbero generare confusione e disorientamento nell’elettore.
L’uscente Sandro Parcaroli si ripresenta con una coalizione di centrodestra composta da un folto numero di liste. Accanto ai partiti tradizionali come Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e Noi Moderati, figurano anche liste civiche come Maceratesi per Parcaroli, ispirata al modello delle regionali con Marchigiani per Acquaroli, alla lista Civici Marche e ad una ulteriore lista Civici per Parcaroli legata al presidente dei commercianti del centro storico Giuseppe Romano.
Sul fronte opposto, il direttore di Val di Chienti Gianluca Tittarelli guida una coalizione di centrosinistra altrettanto ampia, anch’essa sostenuta da sette liste. Tra queste troviamo il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Avs, Macerata Riformista – che unisce Italia Viva e Partito Socialista – oltre a realtà civiche come Strada Comune, L’altra Macerata e Uniamo Macerata.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono candidati che si presentano al di fuori dei due principali schieramenti. Giordano Ripa, già uscito dalla coalizione nella passata legislatura, corre con la lista Futuro per Macerata, mentre Orioli, in passato candidato in una lista a sostegno di Parcaroli, si propone ora con il Terzo Polo, sostenuto da una costellazione di sigle tra cui Azione, Base Popolare, Partito Liberal Democratico, Repubblicani Europei, Radicali Italiani, il nuovo Cdu, Cristiani Democratici Uniti, Ora e Movimento Socialista Liberale, tutte racchiuse in un’unica lista.
Infine, Sigona si presenta con Officina delle Idee, la lista creata dall’ex rettore di Camerino Flavio Corradini, affiancata da una seconda lista, Urbana Futura, promossa da Marcello Marcelli.
Il risultato è una scheda elettorale che potrebbe apparire affollata, variopinta e complessa, con una presenza significativa di liste civiche o “semiciviche” accanto ai partiti tradizionali. Un mix che, se da un lato amplia la rappresentanza, dall’altro rischia di rendere più difficile per l’elettore orientarsi al momento del voto.
Emblematici saranno anche i simboli, spesso colorati e numerosi, che riempiranno la scheda, contribuendo a un effetto visivo potenzialmente dispersivo. Va comunque ricordato che il quadro è ancora in evoluzione: le liste devono essere ufficialmente chiuse e presentate agli uffici comunali, passaggio che chiarirà in modo definitivo la composizione degli schieramenti e l’aspetto finale della scheda elettorale.
"Vi sento come amici e, soprattutto, vi ringrazio per l’impegno nel mantenere sicuro, efficiente e accogliente il nostro servizio sanitario pubblico". Così scrive un cittadino, Giuseppe Gattari, in una lettera inviata alla nostra redazione in cui ha voluto condividere la propria esperienza di "buona sanità" vissuta presso il reparto di Otorinolaringoiatria dell'ospedale di Civitanova Marche. Una testimonianza che mette in luce non solo l'efficacia clinica delle cure ricevute, ma anche lo straordinario spessore umano del personale in servizio.
Ecco il testo integrale della lettera:
"Desidero raccontare la mia esperienza presso il reparto di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale di Civitanova, dove sono stato ricoverato e curato dal 20 al 28 marzo scorso. Colpito da un improvviso e grave ascesso parafaringeo, sono stato indirizzato tempestivamente verso il corretto percorso terapeutico dal dottor M. Ruberto. In tempi rapidissimi sono stato accolto nel reparto, dove ho trascorso otto giorni sottoposto a un’intensa farmacoterapia che, dato il buon esito, ritengo mi abbia probabilmente evitato il ricorso all'intervento chirurgico.
In qualità di paziente, mi permetto di esprimere alcune considerazioni sull’esperienza vissuta all'interno della struttura, partendo dal presupposto che la vostra Unità Operativa Complessa (UOC) rappresenta, a mio parere, un’eccellenza locale del Servizio Sanitario Nazionale. L’atmosfera è estremamente accogliente e mette a proprio agio chiunque, siano essi pazienti minorenni o adulti.
Tutto il personale - dagli operatori socio-sanitari agli infermieri, fino ai medici - si è dimostrato competente, empatico, amichevole e socievole. È un team efficiente che non lascia trapelare sul luogo di lavoro eventuali problemi personali, accogliendo sempre tutti con il sorriso. Al momento delle dimissioni, si percepisce quasi un senso di piccolo rimpianto, come quando si lascia un gruppo di amici sempre solleciti, solidali e pieni di vita.
Desidero complimentarmi con il Direttore, il dottor Carlucci, e ringraziare tutti voi per la competenza, la dedizione e la simpatia con cui mi avete gratificato nel corso della degenza. Un pensiero particolare va alle infermiere che mi hanno assistito con più costanza e alla dottoressa 'latinista per modo di dire'. Vi sento come amici e, soprattutto, vi ringrazio per l’impegno nel mantenere sicuro, efficiente e accogliente il nostro servizio sanitario pubblico. Colgo l'occasione per augurare a tutti voi delle serene festività pasquali".
A dieci anni dalla chiusura del Santuario Santa Maria delle Vergini di Macerata, avvenuta in seguito al terremoto del 2016, martedì 7 aprile la locale comunità parrocchiale compirà un gesto pacifico, semplice e potente per chiederne prima possibile la riapertura: un abbraccio attorno al Santuario.
Ci sono luoghi che non sono soltanto muri e pietre, sono memoria, sono casa, sono comunità: il Santuario Santa Maria delle Vergini è uno di questi. Dieci anni sono un tempo lungo, un tempo che pesa sulla vita spirituale, cultura di un quartiere e di un’intera città. La Santa Messa viene celebrata ancora oggi in un tendone provvisorio, mentre il Santuario – luogo identitario, custode di opere artistiche di valore e simbolo di una tradizione secolare –, resta chiuso e silenzioso, lasciando una ferita nella comunità e nel patrimonio culturale.
A tal scopo, in occasione della Festa di Santa Maria delle Vergini, martedì la comunità si stringerà attorno al suo Santuario chiuso per chiedere che, con l’impegno di tutti, torni a vivere.
Si tratta, va sottolineato, di un gesto pacifico, forte e necessario. «Non faremo rumore – ha ribadito in tal senso il parroco don Pietro Micheletti –, fare un abbraccio tangibile alla nostra chiesa. Vogliamo toccare una ferita ancora viva con bellezza, fede e comunità».
La riapertura del Santuario non rappresenta soltanto il recupero di uno spazio liturgico dignitoso, ma anche la restituzione alla collettività di un patrimonio artistico e storico che appartiene all’intera cittadinanza. L’iniziativa si svolgerà al termine della Messa delle ore 18 celebrata dal vescovo di Macerata mons. Nazzareno Marconi e della processione, indicativamente intorno alle ore 19.15. Tutta la cittadinanza, le Istituzioni e i rappresentanti dei media sono invitati a partecipare.
Il comune di Caldarola e la coalizione ambientale Tess intervengono dopo la presa di posizione di Legambiente successiva alla bocciatura del progetto eolico Wind Energy Gagliole, esprimendo stupore per l’atteggiamento dell’associazione ambientalista sul tema dei grandi impianti in montagna.
Il territorio di Caldarola è infatti interessato da un progetto eolico che prevede l’installazione di sette pale da 5 MW (inizialmente dodici), un intervento che l’amministrazione comunale ha sempre guardato con forte contrarietà per l’impatto potenziale sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale dell’Appennino.
A ribadirlo è il sindaco Giuseppe Fabbroni: "Sono rimasto molto colpito in negativo dalla posizione di Legambiente - ammette -: non si capisce il motivo per cui un'associazione ambientalista possa sostenere un modello di sviluppo che rischia di distruggere l’Appennino".
Secondo Fabbroni, il punto non è essere contrari alle energie rinnovabili, ma chiedere una pianificazione seria e sostenibile: "Il rapporto costi-benefici dei grandi impianti in montagna è nettamente negativo. Noi non siamo contro le rinnovabili, ma contro questo modo di realizzarle".
In merito alla bocciatura del progetto eolico di Gagliole, Fabbroni evidenzia "l’importanza di far valere le norme sulla tutela del paesaggio a livello costituzionale. Il nostro plauso va alla Regione Marche per aver bloccato il mega impianto eolico di Gagliole e San Severino. Ora auspichiamo un forte intervento della stessa Regione nei confronti del Governo per fermare anche gli altri mega progetti, tra cui quello che interessa il territorio di Caldarola".
Anche la coalizione ambientale Tess sottolinea la necessità di un approccio più equilibrato alla transizione energetica, che tenga conto non solo degli obiettivi climatici, ma anche della tutela del paesaggio e della biodiversità.
Tess richiama l’attenzione su una transizione che rischia di essere guidata prevalentemente dalle logiche di mercato, senza un adeguato piano nazionale e regionale capace di indicare aree idonee e limiti chiari. Nel mirino, inoltre, il rischio che l’installazione di impianti industriali in zone interne e montane possa generare conseguenze permanenti sul territorio, senza portare benefici concreti alle comunità locali, soprattutto in termini di sviluppo e ricadute economiche dirette.
Comune e Tess ribadiscono infine la necessità di "investire su soluzioni alternative e meno impattanti, come il fotovoltaico in aree già urbanizzate o produttive, l’efficientamento energetico e l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, per raggiungere gli obiettivi ambientali senza compromettere l’identità dei territori appenninici".
Intervento tempestivo dei Carabinieri della Stazione di Porto Recanati che hanno denunciato tre persone, residenti tra le province di Macerata e Ancona, per tentata truffa aggravata ai danni di una donna.
L’episodio si è verificato nella giornata di ieri, quando una 71enne del posto ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è finto “maresciallo dei Carabinieri”. L’interlocutore le ha riferito che il marito era stato arrestato e che sarebbe stato necessario consegnare una somma di denaro, tra contanti e gioielli, per ottenerne la liberazione.
Insospettita dalla richiesta, la donna ha prontamente informato il marito, il quale ha immediatamente allertato i Carabinieri. I militari sono intervenuti in tempi rapidi presso l’abitazione, dove hanno sorpreso uno dei malviventi mentre tentava di portare a termine la truffa.
Le successive indagini hanno permesso di individuare anche gli altri due complici, fermati poco dopo a bordo di un’auto dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, intervenuti in supporto.
I tre soggetti, una volta identificati, sono stati denunciati. L’episodio conferma ancora una volta l’importanza di prestare massima attenzione a telefonate sospette e di contattare immediatamente le forze dell’ordine in caso di dubbi.
Una giornata dedicata all'eccellenza manifatturiera e al confronto sul futuro del territorio. A Montecassiano, il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha fatto visita alla sede della C.B.F. Balducci Group, accolto dal fondatore Franco Balducci e dal CEO Massimiliano Balducci (qui la nostra intervista).
L'incontro ha permesso di ripercorrere gli oltre 50 anni di storia di un'azienda leader in Europa nella produzione di abbigliamento professionale tecnico e calzature da lavoro. Oggi l'azienda, trasformata in società benefit, conta 150 addetti (di cui oltre il 60% donne) e opera in uno stabilimento di 18mila metri quadrati, dove ogni anno vengono tagliati 15mila chilometri di tessuto e controllati singolarmente oltre un milione e mezzo di capi.
Il CEO Massimiliano Balducci ha espresso soddisfazione per l'attenzione mostrata dal commissario verso le realtà produttive dell'entroterra: "Il senatore Castelli ha consentito una decisa accelerazione alla ricostruzione post sisma dimostrando grande attenzione alla ripartenza anche socio-economica non solo dei comuni del cratere ma dell’intero entroterra. Siamo stati lieti che il commissario abbia dimostrato grande curiosità per tutte le fasi di lavorazione e ci siamo confrontati su molti temi: dal reclutamento del personale alla formazione, dalla congiuntura internazionale alla pressione fiscale".
Il commissario Guido Castelli, al termine della visita ai reparti produttivi, ha sottolineato il ruolo cruciale di queste realtà per la tenuta del tessuto sociale: "L’Appennino centrale è un territorio ricco di eccellenze imprenditoriali e produttive che continuano a mantenere vivo il tessuto economico e sociale, offrendo concrete opportunità di lavoro e la possibilità per tanti giovani e famiglie di restare nei propri luoghi di origine. La C.B.F. Balducci Group, nel cratere Maceratese, rappresenta un esempio emblematico di questa vitalità: oltre 50 anni di storia, leadership consolidata nella progettazione e produzione di abbigliamento professionale, tecnico e dispositivi di protezione individuale certificati, con una presenza anche sui mercati internazionali".
"L’azienda, con sede a Montecassiano e fondata grazie all’ingegno del capostipite Franco Balducci, esprime la capacità manifatturiera dell’Appennino centrale di coniugare manualità, creatività e impegno. Queste imprese non solo garantiscono continuità occupazionale e sviluppo locale, ma dimostrano come nei nostri territori sia possibile trasformare le difficoltà post-sisma in opportunità concrete, unendo innovazione, tradizione e responsabilità sociale. È fondamentale continuare a valorizzare realtà come questa, che rappresentano un vero motore di crescita per l’intero territorio", conclude Castelli.
L’ultima giornata della regular season aveva lasciato in sospeso un solo verdetto: chi avrebbe sfidato il Borussia Cappuccini nello spareggio per accedere alle Final Four che assegneranno il titolo. A contendersi l’ultimo pass disponibile erano Atletiko Macerata e Futsal Macerata, in un vero e proprio “spareggio dello spareggio”. Tuttavia, la sfida non si è mai disputata: decisiva la rinuncia dei Red Devils di Merzoqui, che ha consegnato a tavolino il passaggio del turno ai ragazzi di Bajrami. Sarà dunque il Futsal Macerata a sfidare il Borussia l’8 aprile: chi vincerà accederà alla semifinale contro la capolista Furia Chalaca, mentre la perdente scenderà nella Wild Cup contro il Vr Macerata.
Tra le gare disputate, spiccano i clamorosi 24 gol complessivi nel match tra Q.P.R. Futsal e Borussia Cappuccini. Ben dieci le reti firmate dalla coppia Pensini-Romagnoli, divise equamente, con il “folletto” Pensini ancora protagonista di una prestazione monstre. Una classica partita di fine stagione, con difese larghe e grande propensione offensiva. Il Q.P.R. Futsal, con una vittoria, avrebbe potuto insidiare il Deportivo C5, ma i Dragoni hanno onorato il campionato fino all’ultimo.
Successo anche per il Collebronx, che supera 3-1 il Super Depor. Ancora a segno Mariselli, questa volta addirittura di testa, ma la doppietta di Gentili e il sigillo del “totem” Paci permettono ai ragazzi di Bruni di chiudere la regular season a pari punti con Furia Chalaca, penalizzati però dagli scontri diretti a favore dei peruviani.
A chiudere il programma, la “madre di tutte le sfide”: il derby peruviano tra Furia Chalaca e F.C. Perù (in foto). Una gara che andava oltre la classifica, già definita, e che metteva in palio orgoglio e prestigio. Nonostante il maltempo, circa cinquanta spettatori hanno fatto da cornice a una sfida intensa, sostenendo le squadre per tutti i 50 minuti e regalando un’immagine di grande partecipazione e unità della comunità sudamericana.
Sul campo, dominio dell’F.C. Perù: la formazione dei fratelli Fuertes, per la prima volta in stagione in maglia rossa, chiude avanti di quattro reti già nel primo tempo e resiste al ritorno degli avversari nella ripresa, imponendosi 7-4.
Nel match anche la sfida nella sfida tra Calero e Rodriguez per il titolo di capocannoniere: a spuntarla è il numero 9 dell’F.C. Perù, autore di quattro reti che gli valgono quota 33 gol stagionali, tre in più del diretto rivale.
In chiave playoff, sarà proprio l’F.C. Perù ad affrontare il Collebronx in semifinale. E non è da escludere un nuovo capitolo della rivalità con Furia Chalaca in una possibile finale, dopo che i campioni della regular season non sono riusciti a battere i connazionali nei precedenti stagionali.
RISULTATI 18ª GIORNATA
Borussia Cappuccini – Q.P.R. Futsal 14-10
Atletiko Macerata - Futsal Macerata 0-6 (a tavolino)
Collebronx – Deportivo C5 3-1
Furia Chalaca – F.C. Perù 4-7
CLASSIFICA
Furia Chalaca – 37 pts
Collebronx – 37 pts
F.C. Perù – 35 pts
Borussia Cappuccini – 29 pts
Futsal Macerata – 23 pts
Atletiko Macerata**– 17 pts
Deportivo C5 – 13 pts
Q.P.R. Futsal* – 11 pts
VR Macerata* – 2 pts
* 1 punto di penalizzazione
** 2 punti di penalizzazione
La Conferenza Permanente ha approvato l’intervento di riparazione della chiesa di San Nicolò, situata nel cuore del centro storico di Tolentino. L’edificio, documentato già nel 1300, ha subito nel corso dei secoli vari interventi di restauro, tra cui quello di trasformazione ad opera di Giuseppe Lucatelli nel XIX secolo e i più recenti nel 1905 e 2013.
La chiesa, caratterizzata da un nartece, un’aula unica e un presbiterio, si distingue all’esterno per il paramento in laterizio faccia a vista, con portale, finestra termale e timpano sommitale con cornici in laterizio. I lavori approvati prevedono il consolidamento degli architravi lesionati con fasciature in materiale fibrorinforzato, la riparazione delle lesioni sui pannelli murari fratturati con il ripristino dell’intonaco a rete, la sostituzione di uno dei due capochiavi esterni e lo smontaggio e rimontaggio della porzione sommitale della vela campanaria, con inserimento di tirafondi e scuci-cuci delle lesioni alla base. L’intervento avrà un costo complessivo di 103.634,91 euro.
“Si tratta di un passo concreto nel percorso di recupero del patrimonio religioso e culturale colpito dal sisma – commenta il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Restituire sicurezza e dignità a questi luoghi significa salvaguardare edifici storici e ricostruire l’identità delle comunità. Le chiese, soprattutto nei nostri borghi, sono punti di riferimento spirituale, civile e sociale. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Sclavi per la collaborazione”.
Il sindaco Sclavi evidenzia inoltre l’aspetto ecumenico dell’intervento: “In questa chiesa si celebrano anche riti ortodossi; con questo lavoro, il commissario Castelli crea un ponte tra le due fedi".
Per il Centro Nuoto Macerata è tempo di bilanci e nuove sfide. L’associazione biancorossa chiude la stagione invernale con il morale altissimo, forte di risultati eccellenti ottenuti sia in vasca che nelle cerimonie istituzionali, proiettandosi ora verso un calendario estivo che si preannuncia intenso e ricco di trasferte in vasca da 50 metri.
Ai recenti Campionati Regionali di Categoria disputati a Grottammare, il team ha ottenuto tre importanti medaglie di bronzo nonostante alcune assenze per malanni stagionali. Spiccano la doppietta di Noemi Leboroni (800 stile libero e 400 misto, categoria Cadette) e il terzo posto di Tommaso Campanella nei 50 farfalla (Juniores 2008), confermando la continuità del lavoro svolto dai tecnici biancorossi.
Il valore del vivaio è stato ufficialmente riconosciuto anche dal comune di Macerata durante la cerimonia “Macerata Più”. Tra i premiati per i meriti a livello nazionale figurano Simone Scarponi, vice campione italiano nel Surflifesaving, e Chiara Cipriani, terza ai tricolori di categoria nello sprint sulla spiaggia. Riconoscimenti prestigiosi anche per il team del Lifesaving: Alessandro Pianesi, Tommaso Campanella e Mattia Alessandrelli (vice campioni al Meeting Nazionale 2025), insieme a Renzo Ionni e Teodor Alexandru Tita (terzi nella stessa rassegna).
A livello regionale, il CNM ha celebrato i titoli assoluti di Maria Chiara Cera e Angelica Marsuzi Florentino, oltre al successo corale nel Campionato Regionale Lifesaving Assoluto Invernale. Non solo nuoto: l'anima multidisciplinare del club è stata rappresentata da Simone Leoni, omaggiato per la vittoria nella prova Sprint MTB all’X Terra Lake Scanno 2025, a conferma della crescita del settore triathlon.
La città di Corridonia celebra oggi un traguardo straordinario: la signora Anedelia Cardinali, nata e cresciuta in città, ha spento 100 candeline. Un secolo di vita contrassegnato da coraggio, dedizione e amore per la famiglia.
Anedelia ha vissuto con forza le difficoltà della vita: rimasta vedova in giovane età, ha saputo dedicarsi con impegno al lavoro e alla cura dei suoi cari, supportata dalla mamma. Oggi, con mente lucida e grande simpatia, continua a recitare antiche preghiere e poesie, tramandando così un patrimonio prezioso della tradizione corridoniese.
La signora Cardinali ha festeggiato insieme alla figlia Giuseppina, al genero Resio, alle nipoti Paola e Laila e alle pronipoti, circondata dall’affetto della sua famiglia e della comunità.
«A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la città di Corridonia – commenta il sindaco Giuliana Giampaoli – rivolgo ad Anedelia i più sinceri auguri per questo importante traguardo, con l’auspicio che possa continuare a essere un esempio di saggezza e tenacia per tutti noi».
Un compleanno che va oltre le cifre: 100 anni di vita, esperienza e memoria vivente, un esempio di resilienza e di amore familiare che illumina la comunità.
Il fronte meridionale del Libano continua a essere teatro di violenze e tensioni crescenti, con la missione Unifil delle Nazioni Unite ancora una volta coinvolta direttamente nei combattimenti tra Israele e Hezbollah. Un razzo ha colpito il quartier generale del contingente italiano nella base di Shama, nel settore ovest dell’operazione, causando danni lievi alle infrastrutture ma fortunatamente nessun ferito tra il personale.
L’episodio si inserisce in un contesto già fortemente deteriorato lungo la cosiddetta Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele. Nei giorni precedenti, infatti, l’escalation aveva portato alla morte di tre caschi blu indonesiani, alimentando la preoccupazione delle cancellerie internazionali e riaccendendo il dibattito sulla sicurezza dei contingenti impegnati nella missione.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha immediatamente attivato i contatti con i vertici militari, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa e i comandanti operativi, per monitorare costantemente la situazione e verificare le condizioni dei militari italiani, risultati tutti illesi. Non si tratta del primo episodio recente: già il 16 marzo, nella stessa area di Shama, i soldati italiani avevano rischiato a causa dei detriti di un razzo intercettato dai sistemi israeliani.
In questo scenario complesso si inserisce il ruolo del generale Andrea Fraticelli, che lo scorso 2 marzo ha assunto il comando del contingente italiano e del settore ovest della missione Unifil. Originario di Macerata, 49 anni, Fraticelli sta guidando il contingente italiano e il settore ovest dell’Unifil, con responsabilità operative su circa 2.800 caschi blu, tra cui mille italiani, in gran parte appartenenti alla Brigata Sassari, nota come i “Dimonios”. Si tratta della quarta volta che questa brigata assume un ruolo di primo piano nel Paese dei cedri.
Il contingente sotto il suo comando comprende diverse unità, tra cui il 152° Reggimento fanteria “Sassari”, il Reggimento logistico, il 5° Reggimento genio guastatori e il 45° Reparto Comando e Supporti Tattici “Reggio”, confermando il peso strategico della componente italiana nella missione.
La situazione sul terreno resta estremamente critica. L’offensiva delle forze israeliane nel sud del Libano si è intensificata dopo la decisione del premier Benjamin Netanyahu di ampliare la zona cuscinetto per proteggere l’Alta Galilea dai lanci di razzi di Hezbollah. Secondo quanto rilevato dai caschi blu italiani, nell’ultima settimana si sono registrati oltre cento lanci quotidiani da parte delle milizie sciite e circa trecento da parte dell’Idf, costringendo il personale ONU a rifugiarsi frequentemente nei bunker.
Nonostante le difficoltà operative, la missione Unifil continua a svolgere il proprio mandato, garantendo pattugliamenti per la protezione dei civili e facilitando l’accesso delle agenzie umanitarie, seppur con limitazioni imposte dal contesto bellico. Dopo gli attacchi ai contingenti internazionali, inclusi quelli francesi, la Francia ha chiesto la convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Durante la riunione, Jean-Pierre Lacroix ha ribadito l’importanza della missione, sottolineando gli sforzi per mantenere il dialogo tra le parti e prevenire ulteriori escalation, chiedendo al contempo un sostegno forte e unanime da parte della comunità internazionale.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Marche invita alla massima prudenza tutti coloro che, durante le festività pasquali, intendano frequentare le aree montane della regione, in particolare i Monti Sibillini, i Monti della Laga e la Montagna dei Fiori.
A seguito della recente perturbazione che ha interessato il Centro Italia, le condizioni in quota sono particolarmente critiche. "Le nevicate recenti, combinate con vento e rialzo termico, hanno determinato un grado di pericolo valanghe marcato/forte, con diffusa instabilità del manto nevoso e possibilità di distacchi anche spontanei", si legge in una nota.
Il Soccorso Alpino raccomanda a escursionisti, sci alpinisti e ciaspolatori di "valutare con attenzione ogni uscita, pianificando itinerari compatibili con le condizioni attuali. È essenziale consultare bollettini meteo e nivologici aggiornati, disporre di equipaggiamento idoneo (ARTVA, pala e sonda) e possedere le competenze necessarie al loro utilizzo".
In queste situazioni, la consapevolezza e la preparazione sono determinanti: la prudenza resta il primo presidio di sicurezza in montagna.
L’Amministrazione di Civitanova Marche interviene per chiarire le dinamiche legate alla gestione dei rifiuti e agli eventuali rincari della Tari. L’assessore al Bilancio, Claudio Morresi, ha convocato la Commissione Bilancio con la partecipazione dei vertici di Ata e Cosmari, per fornire informazioni dettagliate e rassicurare i cittadini.
“Abbiamo scelto la via della responsabilità e della trasparenza per difendere i cittadini dall’impatto dei crescenti oneri straordinari nella gestione dei rifiuti – ha dichiarato Morresi –. Non ci sarà nessun immediato shock tariffario: i 3,4 milioni di euro (quota Civitanova) saranno assorbiti gradualmente nei prossimi anni”.
L’incremento massimo della tariffa, stabilito dall’Autorità di Regolazione Arera, sarà del 8,9% per il 2026, ma l’Amministrazione interverrà per ridurre alcuni costi non monetari, assorbendo la differenza con il bilancio comunale e tutelando così i bilanci domestici.
Gli aumenti della Tari riflettono i costi crescenti di gestione dei rifiuti, legati a smaltimento fuori provincia, aumento del costo dell’energia e delle materie prime, e necessità di ammodernare alcuni impianti. Morresi ha inoltre annunciato un’azione concreta a favore delle famiglie più fragili: lo slittamento dell’invio delle bollette TARI da marzo ad aprile, così da garantire l’applicazione automatica e immediata del Bonus Sociale ai nuclei a basso reddito, basato sull’ISee dichiarato.
Il neo presidente della Commissione Bilancio, Giorgio Pollastrelli, ha sottolineato l’importanza della convocazione: “Un segnale di grande attenzione alla problematica rifiuti e Tari e di rispetto da parte di Ata e Cosmari. Stiamo cercando di mantenere le tariffe a livelli non gravosi, pur di fronte a problemi per lo più esogeni”.
Pollastrelli ha inoltre precisato che, nonostante alcune voci politiche sollevino questioni sull’uso dei termovalorizzatori, la Tari nelle Marche resta sotto la media nazionale, con alti livelli di raccolta differenziata. L’ampliamento della discarica di Cingoli, ha concluso, permetterà ulteriori riduzioni delle tariffe in futuro.
Anche la consigliera comunale Paola Fontana, membro della Commissione, ha lodato l’iniziativa dell’assessore Morresi: “Si tratta di un atto di trasparenza e responsabilità verso i cittadini, affrontando le difficoltà a viso aperto e garantendo la massima chiarezza su un tema così delicato”.