Una serata all’insegna dell’amicizia, dei ricordi e della buona musica. I ragazzi del 1965 di Montefano – circa 50 persone – si sono ritrovati ieri sera nella suggestiva cornice del Parco Fibonacci, per celebrare insieme un momento speciale della loro vita: il piacere di ritrovarsi, dopo tanti anni, ancora uniti come un tempo.
Il gruppo ha condiviso una cena conviviale, tra chiacchiere, risate e tanti aneddoti, con sottofondo musicale rigorosamente anni ’80 e ’90, che ha fatto da colonna sonora ai loro ricordi più belli. Una serata che ha saputo coniugare nostalgia e allegria, con una partecipazione calorosa e sentita.
Durante l’incontro sono state consegnate t-shirt ricordo dell’evento e simpatici diplomi personalizzati per ciascun partecipante, a testimonianza di una serata che rimarrà impressa nella memoria di tutti.
“Dobbiamo ringraziare il Parco Fibonacci per la splendida cornice – hanno detto gli organizzatori – e un grazie speciale a Barbara di Tuttogelato per la strepitosissima torta che ha preparato per noi. È stata davvero la ciliegina sulla torta di una serata perfetta”.
Un evento che conferma quanto sia forte e duratura l’amicizia tra i “ragazzi” di Montefano, classe 1965: un legame che resiste al tempo e che continua a rinnovarsi, con lo stesso spirito di sempre.
“Ho iniziato a fare musica appena un anno fa, tutto questo non mi sembra vero. Ringrazio di cuore il pubblico qui presente: i loro sguardi mi hanno dato un’energia pazzesca” ha detto visibilmente commossa, Elena Mil, 24 anni, di Milano che dal maestoso palco dello Sferisterio di Macerata, accompagnata solo dal suo ukulele, ha conquistato il titolo di Vincitrice assoluta della XXXVI edizione di Musicultura, con la canzone “La ballata dell’inferno”.
“Dedico la mia vittoria ai ragazzi che ho conosciuto qui, con cui ho condiviso un’esperienza potentissima, al pubblico di Musicultura e a mia madre che mi ha sempre sostenuto nel mio desiderio di fare musica” ha aggiunto la cantautrice milanese.
Elena Mil ha “stregato” il pubblico dello Sferisterio e grazie ai voti dei 4800 presenti nelle due serate finali del Festival ha conquistato i 20 mila euro del Premio Banca Macerata che investirà nel suo primo album e il Premio per il miglior testo di 2 mila euro decretato delle giurie universitarie di Musicultura.
La cantautrice milanese ha prevalso sugli altri sette artisti vincitori finalisti del Festival: Alessandra Nazzaro di Napoli con la canzone “Ouverture”, Frammenti di Treviso con “La pace”, Ibisco di Bologna con “Languore”, ME JULY di Benevento con “Mundi”, Moonari di Roma con “Funamboli”, Abat-jour, Rieti con “Oblio” e Silvia Lovicario di Nuoro con “Notte”.
Elena Caglioti, in arte Elena Mil, nella sua canzone immagina la strana discesa agli inferi di una ragazza che si ritrova alle prese con un ambiguo “niente” che sembra essere all’origine di un dolore incomprensibile. “La ballata dell’inferno” è il suo primo brano, nato da un flusso di coscienza, in un pomeriggio di otto anni fa, e mai ritoccato.
Doppietta di premi per i giovanissimi Abat-jour di Rieti, Marcello, Adriano, Liam, Gabriele e Ismail, tutti nati dopo il 2004, con la canzone “Oblio” si sono aggiudicati La Targa della Critica Piero Cesanelli di 3 mila euro e Il Premio Nuovo Imaie, un riconoscimento di 10 mila euro per la realizzazione di una tournée.
Ad Alessandra Nazzaro di Napoli è andato il Premio La casa in riva al mare di 2.000 euro decretato da una giuria di detenuti della Casa di reclusione di Barcaglione di Ancona, impegnati in un percorso laboratoriale musicale del Festival. Grazie ad un permesso speciale, Valerio e Petrit, in rappresentanza della giuria della Casa di reclusione, hanno consegnato il premio ad Alessandra Nazzaro sul palcoscenico dello Sferisterio. Un’importante iniziativa di integrazione culturale per la rieducazione e il reinserimento del detenuto, promossa dal Garante dei diritti della persona della Regione Marche Giancarlo Giulianelli, segnalato nel 2024 come best practice dal Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.
La finalissima di Musicultura, condotta brillantemente dall’inedita coppia Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio, ha visto l’esibizione di Antonella Ruggiero.
“E’ sempre una meraviglia tornare su questo palco – ha detto l’artista - mi piacciono molto i testi e le musiche di questi giovani talenti, sono una grande speranza per il futuro, auguro loro il meglio”.
Sulle note di “Amore lontanissimo” (1998) e “Una miniera” dei New Trolls (1969) Antonella Ruggiero, ha incantato il pubblico con la sua voce cristallina, avvolgente e i suoi intensi virtuosismi, inarrivabile anche nelle esecuzioni delle celebri “Vacanze Romane” (1983) e “Ti sento” (1985).
Nelle 36 edizioni del Festival si è visto utilizzare ogni tipo di strumento musicale, ma l’attore comico Valerio Lundini ha sorpreso tutti nella finalissima suonando “Oh! Susanna” con i tasti di un vecchio telefono fisso, numeri che hanno aperto una spassosa e surreale telefonata con un napoletano emigrato in Australia.
A Musicultura il ritorno dell’’extraterrestre della musica italiana, Eugenio Finardi: "le Marche sono la mia regione preferita e dove Musicultura mi ha portato fortuna". Il cantautore milanese si è esibito con “La battaglia” dedicato alla paternità e al suo aspetto conflittuale tra il voler riprodurre le proprie idee in un figlio o lasciarlo libero di volare e “I venti della luna”, due brani del suo recentissimo album “Tutto” che celebra i 50 anni della sua carriera musicale. Applauditissimo, ha chiuso la performance con la sua “Extraterrestre” (1978). “Cercate la vostra verità – ha consigliato Finardi ai giovani artisti vincitori- niente scorciatoie o furbate .. esprimete sempre la vostra verità e non ve ne pentirete mai”.
La serata finale di Musicultura, in diretta su Rai Radio 1, ha visto anche gli interventi dalla Stazione Bus del canale di Marcella Sullo, Duccio Pasqua e John Vignola.
“Una finalissima col botto, con la soddisfazione di accorgersi come sia il pubblico che i grandi ospiti comprendano e apprezzino l'unicità della formula di Musicultura – ha commentato Ezio Nannipieri direttore artistico di Musicultura - Un'edizione segnata da artisti che hanno scritto la storia della canzone, da una conduzione brillante, grazie all’alchimia tra Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio e dalla meraviglia di trovarsi di fronte alle canzoni, tra loro diversissime, dei vincitori, tutte sincere e con un loro perché. Questi giovani artisti meritano un grazie. In quanto alla prescelta dal pubblico, Elena Mil è bello rilevare il carico di emozioni che ha saputo trasmettere con la sua voce, un ukulele e una storia da raccontare”.
Main Media Partner del Festival della Canzone Popolare e d’Autore è la Rai, con Rai Radio1, Rai 2, TgR, Rainews24, Rainews.it, Rai Italia e RaiPlay.
Si potranno rivivere le intense emozioni delle serate finali di Musicultura 2025 il 15 luglio su Rai 2, in seconda serata, nel programma diretto da Duccio Forzano.
Rai Italia diffonderà uno speciale Musicultura, firmato da Roberta Ammendola, nei cinque continenti: America Asia Europa Africa e Oceania.
Approfondimenti, rubriche e servizi sulla XXXVI edizione di Musicultura su Rainews24, Rainews.it e TgR.
Si sente ripetere di continuo che, in fondo, Israele ha ragione ad attaccare l'Iran, poiché quest'ultimo è un "regime" e, in quanto tale, merita di essere abbattuto. Questo teorema è sulla bocca di tutti i benpensanti liberal, ossia di tutti coloro i quali sposano, per convenienza o perché indottrinati, la visione del mondo di completamento dell'ordine dominante della globalizzazione sotto l'egida di USraele.
Occorre però domandarsi chi distribuisca davvero i titoli e le patenti di "regime" ai governi realmente esistenti. Propongo, allora, a mo' di ipotesi di lavoro la seguente definizione: viene detto "regime" ogni governo che, per una via o per l'altra, non si pieghi all'imperialismo dell'Occidente, anzi dell'uccidente. Dunque sono per definizione regimi la Cina e la Russia, il Venezuela e l'Iran, insomma tutti gli oppositori della civiltà a stelle e strisce.
Ugualmente contestabile mi pare, invero, la narrazione manicomiale secondo cui basta essere classificati come regime per poter essere poi aggrediti legittimamente, come ora sta appunto avvenendo in relazione all'Iran. Oltretutto questa narrazione demenziale presuppone, come sempre, che l'uccidente sia la parte buona e democratica, titolata a rieducare il mondo con le buone o - sempre più spesso - con le cattive. Insomma, le bombe e i missili diventano democratici e pacifici se lanciati sulla popolazione dei governi a cui l'uccidente abbia assegnato la patente di regimi prima di aggredirli?
Credo che tutti noi possiamo convenire senza difficoltà almeno su questo: il fatto che negli Stati Uniti d'America ci sia la pena di morte o che in Europa le banche possano portar via le case ai cittadini è di per sé orrendo, ma non può certo giustificare l'aggressione armata degli Stati Uniti o dell'Europa da parte di potenze straniere. Lo stesso si può e si deve dire in relazione all'Iran: il fatto che l'Iran abbia delle interne contraddizioni, che non vogliamo assolutamente negare, non può giustificare in alcun modo l'aggressione dell'Iran da parte di Israele; Israele che, oltretutto, quanto a contraddizioni interne non ha lezioni da dare a nessuno, considerato anche solo il trattamento disumano e genocidario a cui sta sottoponendo la popolazione inerme di Gaza.
Dovrebbe essere chiaro anche a un bambino che dietro agli attacchi democratici ai cosiddetti regimi si nasconde sempre lo sciagurato imperialismo dell'occidente, che a questo punto potrebbe essere esso stesso definito un regime neo-liberale a base imperialistica. I più sono talmente sottoposti alla manipolazione da ritenere che l'Iran, aggredito vigliaccamente da Israele, sia comunque l'invasore e dunque Israele abbia preventivamente risposto alla futura aggressione da parte dell'Iran.
Una narrazione manicomiale, evidentemente, che deve sempre e comunque giustificare Israele e Stati Uniti (USraele): una narrazione manicomiale a cui tuttavia i più continuano a credere indecentemente. E adesso Israele, dopo l'Iran, ha attaccato pure lo Yemen. Come sempre, con il pieno e incondizionato sostegno dell'Europa e dell'Occidente, anzi dell'uccidente liberal-atlantista, che ancora una volta fanno uso del bipensiero orwelliano: il teorema secondo cui l'aggressore ha sempre torto ed aggredito sempre ragione, utilizzato ad nauseam contro la Russia di Putin, viene ora ribaltato in riferimento a Israele, l'aggressore che sempre deve per definizione avere ragione.
Vengono mobilitate, more solito, le giustificazioni più demenziali e più surreali: si dice che Israele ha aggredito lo Yemen per combattere contro il terrorismo. Come non ci stanchiamo di sottolineare, la lotta di Israele contro il terrorismo appare essa stessa indistinguibile dal terrorismo. L'altra argomentazione mobilitata dagli autoproclamati professionisti dell'informazione è quella secondo cui Israele ha condotto una guerra preventiva: il concetto di guerra preventiva risulta una delle categorie più bieche del pensiero politico contemporaneo, dato che viene impiegata per giustificare guerre di aggressione imperialistica contrabbanandole per guerre difensive contro stati la cui aggressione è stata premeditata.
Il livello della narrazione appare ogni giorno più squallido e, tuttavia, troppe persone continuano a bersele tutte, ponendosi nella condizione dei cavernicoli di cui scriveva Platone nel settimo libro della "Repubblica".
La salute dei nostri occhi e la buona conservazione della vista sono argomenti molto importanti per una buona gestione ed una buona qualità della nostra vita. Anche nella comunicazione ed informazione per una cultura generale della salute sono abbastanza le difficoltà di trattazione dell’argomento con la consapevolezza che le fonti di buona informazione devono essere ben verificate.
Noi abbiamo l’opportunità di consultare uno specialista oculista di grande esperienza, il dottor Cristian Pollio, direttore di un centro oculistico di riferimento nazionale a Chieti e consulente del centro medico del nostro territorio Associati Fisiomed.
Dott Pollio ci parli della sua specialità: l’oculistica
"Ovviamente il medico oculista si occupa dell’occhio e del senso della vista. Spesso si ritiene non necessario un controllo perché si ha la percezione di una buona vista, invece bisogna comunicare che alcune patologie di cui vorrei parlare come il glaucoma e la maculopatia possono essere individuate ancora prima che ci siano dei sintomi negativi evidenti. Quindi una visita oculistica dopo i 50 anni è consigliabile a tutti, ancor più se ci sono episodi di familiarità riscontrabili".
Dr. Pollio l’invecchiamento della popolazione, siamo alla media di attesa di vita di circa 86 anni per le donne e 82 per gli uomini, comporta un aumento dell’incidenza di queste patologie dell’occhio?
"Sicuramente sì. Nei nostri paesi industrializzati il glaucoma e la maculopatia rappresentano circa il 70% delle patologie oculari riscontrate. La cataratta, che invece è la prima patologia riscontrata nei paesi non industrializzati, ha avuto da noi una particolare attenzione per cui possiamo dire che con un semplice intervento chirurgico è risolvibile. In quei paesi invece è ancora un gravissimo problema per mancanza di strutture sanitarie adeguate per interventi generalizzati. Per noi il problema è la prevenzione del glaucoma e della maculopatia. Lo ripeto ma penso sia utile: è indispensabile una visita oculistica almeno annuale a partire dai 50 anni".
Quali sono le ultime indicazioni terapeutiche per il trattamento della maculopatia e del glaucoma?
"La maculopatia nella forma secca rappresenta circa il 70% della causa di abbassamento della vista, determina un deterioramento dello spessore della retina che diventa sempre più sottile. Una volta si faceva uso essenzialmente di una simil vitamina, la luteina; oggi abbiamo a disposizione tecniche molto più efficaci come la fotobiomodulazione e la iontoretina, armi che riescono a rallentare o addirittura a fermare il deterioramento dello spessore retinico. I pazienti trattati devono essere già però consapevoli insieme allo specialista che li segue della malattia.
Per il glaucoma si utilizza il laser sotto soglia, una sorta di laser freddo che non comporta ustioni e ritarda l’uso di colliri abbassando la pressione oculare preservando il campo visivo. Infine possiamo dire che il protocollo, l’iter per il trattamento di maculopatia inizia con un accertamento tramite OCT, sorta di tac dell’occhio ed angio-OCT. Questi hanno sostituito la fluoroangiografia che utilizzava coloranti in vena. Se l’accertamento rivela una maculopatia secca abbiamo già descritto il protocollo terapeutico, se umida bisogna ricorrere alla sala operatoria con iniezioni intravitreali che hanno anch’esse approfittato di una ricerca che le rendono meno frequenti".
Dr. Pollio lei a Chieti è Direttore di un importante centro dove tutto quello che ci ha descritto è possibile. Qui nel nostro territorio lei è consulente di Associati Fisiomed. Siamo nelle stesse condizioni?
"A livello diagnostico sicuramente sì, a livello terapeutico stiamo completando la disponibilità delle tecniche citate in attesa che si abbia a disposizione anche il blocco operatorio. Permetterebbe a quel punto di completare tutta l’offerta, siamo davvero a buon punto. La sanità privata deve fare investimenti importanti perché quello che era vero 3 anni fa, spesso in tecnologia sanitaria non è vero oggi.
Fortunatamente la ricerca è in continua evoluzione, propone sempre nuove e più efficaci soluzioni. Sono soddisfatto della collaborazione con Associati Fisiomed perché ho la percezione che gli investimenti e l’innovazione vadano di pari passo. Sono anche molto propenso ad aiutare Associati Fisiomed nel loro grande impegno nell’informazione e comunicazione medico-scientifica. Nel nostro colloquio abbiamo sottolineato di quanto sia importante la prevenzione che può essere stimolata da una cultura della salute rivolta a tutti e che deve essere alla base di tutto il servizio sanitario. Ad Associati Fisiomed anche in questo ambito c’è grande impegno".
Questa notta un’importante operazione interforze è stata condotta nel territorio di Civitanova Marche dalla Polizia di Stato della Questura di Macerata, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Locale.
L’intervento straordinario è stato disposto dal Questore di Macerata, in attuazione delle direttive emerse nel Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto.
L’azione coordinata si è concentrata sulla prevenzione e sul contrasto alla cosiddetta "mala movida", nonché ai reati predatori, intensificandosi nei luoghi maggiormente frequentati della città, come il lungomare, dove si trovano numerosi chalet e locali notturni.
Nel corso dei controlli, sono state identificate 160 persone, con particolare attenzione a soggetti con precedenti di polizia. Le forze dell’ordine hanno inoltre effettuato accertamenti su 6 esercizi commerciali, rilevando diverse irregolarità ora al vaglio della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura, che provvederà all’eventuale irrogazione delle sanzioni previste.
Sul fronte della viabilità, sono stati fermati 70 veicoli e elevate 2 sanzioni amministrative per infrazioni al Codice della Strada. Durante i controlli, un individuo è stato trovato in possesso di 1,8 grammi di hashish e sanzionato amministrativamente ai sensi della normativa sugli stupefacenti.
L’operazione si inserisce nel quadro del rafforzamento dei servizi di controllo del territorio voluto dalle autorità provinciali nel corso dell’ultimo fine settimana, con l’obiettivo di garantire sicurezza pubblica, soprattutto nelle aree più esposte ad assembramenti e fenomeni di degrado urbano.
Le forze di polizia annunciano che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, per contrastare comportamenti illeciti e garantire alla cittadinanza una fruizione serena degli spazi pubblici.
Come facciamo a riconoscere un amore vero da un'idealizzazione? Il confine è labile e di difficile identificazione. Il bisogno di una persona che ci protegga dalle nostre paure e che ci sostenga nel viaggio della vita, ci spinge, a volte, a costruire nell’immaginario individuale l’uomo o la donna ideale.
Ci infatuiamo di chi nella realtà non esiste e proiettiamo su di lui/lei i nostri desideri più intimi. Fabbrichiamo un sogno di cui diventiamo noi stessi prigionieri. Ci soffermiamo solo su ciò che ci piace, mentre soprassediamo su segnali importanti che ci dovrebbero far riflettere sull’esistenza di una reale sintonia.
Coloriamo di rosa, semplici gesti, attribuendo loro significati che non hanno, giustifichiamo così assenze e parole non dette. Portiamo avanti questa menzogna con noi stessi, fingiamo che vada tutto bene e accettiamo le mancanze dell’altro perché è più forte il bisogno di credere nella storia.
Costruiamo un mondo in cui solo noi crediamo, investiamo energia per mantener viva la relazione, accontentandoci delle briciole. Così confondiamo un misero pasto con un banchetto luculliano.
Sentiamo di dover guadagnare l’amore dell’altro, dimenticando i nostri veri desideri. Poi accade che un giorno la realtà si rivela con tutta la sua crudeltà: l’altro supera il nostro limite della distanza emotiva, così ciò che abbiamo sempre saputo senza volerlo accettare, diventa consapevolezza.
Cominciamo a notare la discrepanza tra ciò che abbiamo sperato e ciò che accade realmente: piccole sfumature nei gesti o nelle parole diventano spilli al cuore. Dopo una prima fase di rifiuto, ci sono vari tentennamenti, in cui ci si allontana per poi riavvicinarsi, con vane speranze di un eventuale cambiamento.
Fino a comprendere finalmente che ci si era innamorati di un ideale e non della persona in sé. Perdendo il sogno, perdiamo quella parte di noi che ci aveva creduto e cominciamo a rinunciare alla proiezione che avevamo fatto della nostra persona in quella storia.
La finta intensità che credevamo di vivere, lascia il posto al vuoto. La disillusione pesa come un macigno e ci costringe ad ascoltare quella voce che rivendica un atto d’amore verso noi stessi. Con coraggio, cerchiamo la verità e capiamo come la necessità di sentirsi visti e scelti abbia distorto la realtà.
Comprendiamo che l’amore non può essere frutto del bisogno, ma il risultato di un desiderio puro, dove c’è reciprocità e non si rincorre, un luogo sicuro in cui incontrarsi con lo stesso entusiasmo. La fase di risveglio è dolorosa , ma ci regala quella crescita che ci permette di vedere le proprie dinamiche interiori e di riconoscere il nostro valore.
Sabato 21 giugno si è svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova Figuretta delle Fratte, nota anche come "a Madonnetta", situata in contrada Fratte a Montefano. È stato un momento particolarmente sentito dalla comunità, che ha visto una grandissima partecipazione di cittadini insieme alle autorità civili e religiose.
All’evento erano presenti il sindaco di Montefano, Angela Barbieri, insieme al vice sindaco Mirco Monina, all’assessore Franca Tronto e i consiglieri comunali Gilberto Accattoli e Lorenzo Lampa della Giunta comunale. P
Presente anche il parroco Don Iagnesh Shantappa Konganawor, il geometra Angelo Sorcionovo, che ha curato la progettazione e la direzione dei lavori, e Fabio Baldoni, responsabile del coordinamento alla ricostruzione.
Un contributo fondamentale è stato offerto dalla famiglia Petroselli, che ha recuperato e custodito l’antica immagine della Madonna dell’Ulivo, successivamente restaurata con grande maestria da Carlo Capomagi.
Ha partecipato anche la professoressa Marcella Cenci, autrice dei testi storici e descrittivi pubblicati nella brochure commemorativa. Hanno sostenuto l'iniziativa oltre al comune di Montefano, e alle donazioni di liberi cittadini, anche la Banca di Credito Cooperativo di Filottrano – Filiale di Montefano e la Polisportiva Podistica Montefano, dimostrando una forte vicinanza alla vita della contrada.
Durante il suo intervento, il Sindaco Angela Barbieri ha sottolineato: "La ricostruzione della Figuretta delle Fratte è un gesto di amore verso il nostro passato e un segno concreto di attenzione al territorio e alla memoria collettiva. Questa edicola non è solo un simbolo religioso, ma anche un punto di riferimento identitario per la nostra comunità. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo intervento, restituendo dignità e bellezza a un luogo che è parte della nostra storia e dei nostri affetti"
La Figuretta delle Fratte, edificata nel 1950 per volontà del Conte Filippo Hercolani Fava Simonetti, allora proprietario dei poderi della contrada, in collaborazione con l’allora parroco Don Cesare Paolucci, fu costruita dalla ditta Marincioni con il lavoro dei muratori Carnevali M. di Montefano e Giacinto Olmetti di San Biagio.
Prezioso fu anche il supporto di abitanti della zona, come i signori Cenci Giuseppe e Luigi, che contribuirono portando acqua per la preparazione del cemento. La figuretta fu inaugurata durante il mese di maggio, alla presenza dei parroci di San Biagio e Montefano, in un contesto di forte rinascita demografica della contrada.
Voluta anche in occasione dell’Anno Santo del 1950, l’edicola rappresentava un gesto di devozione, ma anche un richiamo a una precedente chiesetta seicentesca denominata "Oratorio della Beatissima Vergine o altrimenti delle Fratte". La sua posizione, all'incrocio di tre importanti strade agricole, ne ha fatto un punto di riferimento tanto spirituale quanto geografico per generazioni di residenti.
L’edicola si presentava come un piccolo tempietto con pianta quadrata, tetto a spiovente, timpano con la scritta "Regina della pace prega per noi" e un crocifisso in ferro battuto. All’interno, un altarino curato con fiori freschi e una nicchia con l’immagine sacra, inizialmente una rivisitazione della "Vergine dei gigli", poi sostituita con la Madonna del Ferruzzi e infine con la Madonna dell’Ulivo.
Nel corso degli anni la figuretta ha subito diversi danni, soprattutto a causa di incidenti automobilistici e, più recentemente, anche per atti vandalici. Fortunatamente, non si sono mai verificati gravi conseguenze per le persone, ma il manufatto è stato più volte restaurato. L’ultimo grave danneggiamento, avvenuto nella primavera del 2024, è stato causato probabilmente da un mezzo pesante che, durante una manovra azzardata, ha fatto crollare il tetto dell’edicola.
Oggi, grazie all’impegno congiunto di professionisti, istituzioni e cittadini, la Figuretta delle Fratte è tornata a vivere. Essa non rappresenta soltanto un elemento architettonico e devozionale, ma anche una parte viva della memoria collettiva: luogo di preghiera, punto d’incontro, pensilina naturale per i passanti, ma soprattutto simbolo di un tempo in cui la comunità si stringeva attorno ai suoi luoghi sacri, anche con semplici gesti quotidiani come portare un fiore o recitare il Rosario durante il mese di maggio.
L’intervento di recupero restituisce oggi alla comunità non solo un bene materiale, ma un patrimonio di identità e tradizione che continua a raccontare la storia di una contrada e della sua gente.
Sport, memoria e spirito di comunità si sono incontrati nella serata di venerdì a Mogliano in occasione della 30ª edizione della Marcialonga dei Colli Moglianesi – Memorial Luciano Vita, una delle poche gare podistiche in notturna delle Marche.
L’evento, organizzato dal Runner’s Club Mogliano con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e la collaborazione di Fidal Marche, US Acli, Avis Mogliano e Sacen Corridonia, era valido anche per il 46° Criterium Regionale Marche (CRM).
L’edizione del trentennale ha registrato numeri importanti, con 440 iscritti complessivi. Alla gara dei bambini, organizzata in onore di Federico Garulli, hanno partecipato in 50. La gara competitiva Fidal di 8,5 km ha visto al via 150 atleti, mentre alla passeggiata ludico-motoria hanno preso parte ben 240 persone, a dimostrazione della capacità dell’evento di coinvolgere ogni fascia d’età, dai più piccoli agli appassionati del podismo amatoriale.
Sul fronte agonistico, la gara maschile ha visto trionfare Gianluca Squadroni del Grottini Team Recanati, davanti a Giovanni Cacciamani dell’Atletica Cingoli e Giordano Carassai del Bike Team Monti Azzurri. In campo femminile, il primo posto è andato a Elisa Frudoni Agostini dell’Atletica Ama Civitanova, seguita da Maddalena Barcaioni dell’Atletica Cingoli e Francesca Marilungo dell’Avis Lattanzi Montegiorgio.
Molto partecipata anche la competizione nelle varie categorie. Tra le donne si sono distinte, tra le altre, Elena Ginobili della Sacen Corridonia, Erika Maurelli dell’Atletica Cingoli, Raffaela Martinelli e Jenny Tacconi dell’Atletica Civitanova, Annamaria Perrotta dell’Ama Civitanova, Giuliana Verdicchio della Sacen Corridonia, Rosa Mattiello de La Michetta, Rosa Squadroni dell’Atl. Amatori Osimo e Gabriella Bancora dell’Atl. Osimo.
Tra gli uomini si segnalano le vittorie di Daniele Rocchi, Francesco Zallocco e Marco Cinquantini dell’Atletica Civitanova, Marco Sardellini e Giancarlo Foresi dell’Atl. Trodica, Michele Martufi dell’Atl. Elpidiense, Gianni Giansanti dell’Avis Lattanzi Montegiorgio, Rachid Hallabou della Pol. Acli Macerata, Fabiano Micucci dell’Atl. Potenza Picena ed Elpidio Cappelletti, anch’egli della Pol. Acli Macerata.
Per quanto riguarda la classifica di società, il gruppo più numeroso è risultato essere l’Atletica Civitanova Marche, seguita dal Gruppo Podistico Monti Azzurri e dall’Avis Lattanzi Montegiorgio.
La manifestazione si è svolta in un clima di grande entusiasmo e partecipazione, confermandosi come un appuntamento sportivo e sociale ormai consolidato, che unisce competizione, memoria e condivisione. Un’edizione speciale che ha saputo celebrare degnamente la figura di Luciano Vita e ricordare con affetto Federico Garulli, rafforzando il legame tra sport e territorio.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante i rapporti tra i coniugi oltre all’istituto della donazione. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Montegranaro che chiede: "E’ possibile revocare una donazione della moglie al marito che la tradisce?".
A tal proposito risulta utile portare la recente vicenda risolta poi in Cassazione la quale è stata chiamata a pronunciarsi sulla revoca di più donazioni indirette mobiliari ed immobiliari effettuate dalla moglie nei confronti del marito che nel frattempo la tradiva con la propria cognata (la moglie del fratello di lei) mettendo in crisi non solo la coppia ma le intere famiglie coinvolte ed infine anche l’azienda di famiglia della donna tradita nella quale però lavorava tutti i protagonisti della vicenda adulterina.
Nei primi due gradi di giudizio veniva confermata la revoca di tali donazioni fatte in quanto dall’istruttoria erano emersi comportamenti posti in essere dal donatario direttamente nei confronti della donante, che confermavano l’evidenza di un sentimento di disistima ed irrispettosità del marito nei confronti della moglie.
Tenuto conto del principio oramai consolidato giurisprudenziale secondo il quale, «l'ingiuria grave richiesta dall'art. 801 c.c. quale presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine, pur mutuando dal diritto penale la sua natura di offesa all'onore ed al decoro della persona, si caratterizza per la manifestazione esteriorizzata, ossia resa palese ai terzi, mediante il comportamento del donatario, di un durevole sentimento di disistima delle qualità morali e di irrispettosità della dignità del donante, contrastanti con il senso di riconoscenza che, secondo la coscienza comune, dovrebbero invece improntarne l'atteggiamento, a prescindere, peraltro, dalla legittimità del comportamento del donatario» (Cass. civ., n. 20722/2018).
Di fatti tali comportamenti erano qualificabili, ai fini previsti dall'art. 801 c.c., come una grave ingiuria, trattandosi, in effetti, di "una pluralità di comportamenti strettamente connessi e rivolti verso la persona della domante e tale non poter essere tollerati secondo un sentire ed una valutazione di normalità".
In effetti, l'ingiuria grave richiesta dall'art. 801 del codice civile quale presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine, si caratterizza per la manifestazione esteriorizzata, ossia resa palese ai terzi, mediante il comportamento del donatario, a prescindere, peraltro, dalla legittimità del comportamento del donatore (Cass. n. 22013 del 2016).
Pertanto, in risposta alla domanda della nostra lettrice si può affermare che: "La donazione va incontro alla revocabilità in presenza di una ingiuria grave del marito donatario consistente in un durevole sentimento di disistima delle qualità morali e nell’irrispettosità della dignità della moglie donante se il marito tradisce la consorte addirittura con la cognata con relativa messa in crisi non solo della coppia ma anche delle famiglie coinvolte oltre all'azienda di famiglia" (Cass. Civ., Sez. III, Ordinanza del 20.06.2022, n. 19816).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
"Auguri mamma per i tuoi splendidi 90 anni! Sei ancora la colonna della nostra famiglia, nonostante la tua fragilita' sei sempre forte. Ti vogliamo bene". Sono le parole di Antonio e Maria Teresa Nori a Maria Capuzi di Ussita che oggi compie 90, appena due mesi dopo suo marito , Sante Nori anche lui ussitano che ne ha compiuti 91.
Una unione forte che dura dal 1960 e che i figli Antonio e Maria Teresa hanno voluto omaggiare a Roma insieme alla nipote Benedetta e ad Alessandra, la nuora che tutti vorrebbero. Ma l'abbraccio e' arrivato anche da Visso da Franca Capuzi, la sorella delle telefonate mattutine e dai nipoti Giulio, Romina e dalla piccola Giulia. Ussita e Roma mai ancora così vicini come Maria e Sante, da 65 anni un amore infinito. Auguri a Maria da tutta la comunità di Ussita.
Nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla madre 65enne, un uomo di 41 anni di Morrovalle è stato nuovamente denunciato dai carabinieri per aver infranto le disposizioni imposte dall'autorità giudiziaria. Il provvedimento era stato adottato nei suoi confronti nei mesi scorsi a seguito di episodi di maltrattamenti in famiglia.
L’uomo, già soggetto alla sorveglianza tramite braccialetto elettronico, ha danneggiato volontariamente il dispositivo rendendosi poi irreperibile, nel chiaro tentativo di sottrarsi al controllo delle forze dell’ordine. Un comportamento che non è passato inosservato ai militari della stazione di Morrovalle, che lo hanno prontamente deferito all’autorità giudiziaria.
Si tratta del secondo episodio di violazione della stessa misura: già lo scorso 7 giugno, infatti, l’uomo era stato sorpreso presso l’abitazione della madre, nonostante il divieto, e in quell’occasione era già scattata una prima denuncia.
Oggi si parla molto, e giustamente, di intelligenza artificiale: come è nata, dove ci porterà, i rischi che comporta, le opportunità che offre. Tuttavia, raramente si affronta il tema del suo utilizzo concreto nella vita quotidiana e nelle professioni. L’evento organizzato dal Rotary Tolentino nei giorni scorsi, oltre a offrire una necessaria introduzione generale sul tema, si è proposto di andare oltre la teoria, simulando un’applicazione pratica dell’intelligenza artificiale nei mestieri dei soci del club: libera professione, imprenditoria, ruoli dirigenziali.
Il club, presieduto da Giuseppe Bocci, ha così ospitato come relatore una figura di altissimo profilo: Flavio Corradini, responsabile della sezione di informatica dell’Università di Camerino e già magnifico rettore dello stesso ateneo. L’iniziativa è stata condotta dal rotariano Roberto Ballini, da tempo vicino a Corradini.
Quando quest’ultimo ricopriva l’incarico di rettore, Ballini era preside delle Facoltà scientifiche dell’ateneo e tra i due si è instaurata una solida e proficua collaborazione accademica. "I limiti dell’intelligenza artificiale, se paragonata a quella umana, sono considerevoli e sostanziali. Il termine stesso ‘intelligenza artificiale’ può risultare fuorviante. Fino a poco tempo fa si auspicavano macchine capaci di eguagliare l’intelligenza umana, ma oggi molti scienziati, e io mi ci includo, sono scettici su questa possibilità", dice Corradini.
E precisa: "Questo non significa che gli strumenti software che stiamo sviluppando non siano utili o non continueranno a migliorare. Anzi, sono sempre più performanti e permettono di gestire quantità impressionanti di dati. Da questi dati si possono trarre indicazioni preziose per il marketing, la comunicazione e le professioni. Ma il punto di rottura resta: l’intelligenza umana è fatta anche di esperienza, fantasia, creatività e a volte di quella irrazionalità che porta a soluzioni davvero geniali. E lì, le macchine non arrivano".
Quali sono, allora, i reali vantaggi dell’intelligenza artificiale? "Sono tanti", afferma Corradini senza esitazioni. Corradini lancia anche un appello ai giovani: "Usare l’Ai in modo passivo – fare una domanda e copiare la risposta – è uno spreco. La risposta è solo l’inizio. Bisogna lavorarci sopra, riflettere, rielaborare. Solo così si impara davvero e si sfruttano al massimo le potenzialità di questi strumenti".
Nel nostro territorio l’uso dell’intelligenza artificiale è ancora limitato? "Sta crescendo – afferma Corradini – e anche rapidamente. Molti imprenditori e liberi professionisti stanno passando alle versioni a pagamento di questi strumenti, proprio perché offrono possibilità di analisi e produzione di contenuti molto più avanzate. Ricevo inviti continuamente, e non solo nelle Marche. Questo dimostra un interesse crescente e la volontà di capire come usarli bene".
C’è anche un progetto attivo nelle scuole? "Sì, e ne siamo molto orgogliosi - racconta Corradini -. Con le quattro università marchigiane abbiamo vinto un progetto regionale per sperimentare l’uso dell’intelligenza artificiale nella didattica. Sono coinvolte 15 scuole, dalle primarie alle secondarie. L’obiettivo è insegnare e apprendere utilizzando questi strumenti, che stanno cambiando radicalmente le metodologie educative. Ogni università porta le proprie competenze, e collaboriamo con gli insegnanti per realizzare attività concrete nelle classi della Regione Marche".
L’intelligenza artificiale, secondo Corradini, è una grande opportunità. Ma non è magia. Va usata con consapevolezza, spirito critico e, soprattutto, senza dimenticare che dietro ogni algoritmo, ci deve essere sempre un essere umano capace di pensare, interpretare e creare.
Al termine dell’incontro, che si svolto al Ponte degli schiavi di Camporotondo di Fiastrone, è stata ufficializzata l’entrata nel club di un nuovo socio, di Riccardo Claudi di Castello Vestignano di Caldarola.
È Simone Giglietti, 54 anni, imprenditore edile di Cingoli, il nuovo presidente della CNA di Macerata. A passargli il testimone Maurizio Tritarelli al termine dell'Assemblea elettiva di stamattina a Civitanova Marche.
Fondatore di una solida impresa di ristrutturazioni avviata nel 2011, Giglietti è una figura profondamente radicata nel territorio e nel mondo dell’artigianato. Con un’esperienza iniziata a soli 14 anni e una squadra che oggi conta 8 dipendenti, rappresenta l’eccellenza dell’impresa locale. Giglietti è anche un appassionato maratoneta, con oltre 50 maratone all’attivo e un forte impegno sociale, testimoniato dalle sue missioni in Ucraina, Perù e da riconoscimenti come quello ricevuto dal Panathlon per l’etica sportiva.
Insieme a lui, sono stati eletti stamattina anche i componenti dell’Ufficio di presidenza nel rispetto della parità di genere, dei mestieri e della rappresentanza geografica della provincia: Carlo D’Angelo (vicepresidente), Giuliana Bernardoni, Milko Morichetti, Katiuscia Macellari, Fausto Cavalieri, Daniela Zepponi, Loretta Gennarelli e Massimo Leonori.
La nuova Presidenza della CNA Macerata si è insediata con un programma di mandato ambizioso, costruito attorno a tre parole chiave: innovazione, coesione e partecipazione. “Il documento programmatico – ha sottolineato Giglietti - delinea una strategia attenta ad affrontare le trasformazioni economiche e sociali in atto attraverso una rappresentanza efficace, una consulenza professionale e aggiornata alle esigenze reali delle imprese, un sistema associativo più dinamico e inclusivo”.
Gli obiettivi strategici che i nuovi dirigenti CNA si sono proposti includono: il rafforzamento del ruolo della CNA come interlocutore istituzionale; il sostegno concreto alla competitività delle micro e piccole imprese anche attraverso l’evoluzione tecnologica e digitale; la valorizzazione delle aree interne; lo sviluppo di nuovi servizi alla persona; e un forte investimento nella formazione professionale.
“Abbiamo il dovere di costruire una CNA che accompagni le imprese nel futuro - ha affermato Giglietti. Servono strumenti concreti, vicinanza reale e una visione strategica che sappia coniugare tradizione e innovazione. Vogliamo essere una forza trainante per l’economia locale, promuovendo partecipazione e ascolto in ogni angolo della provincia.”
La nuova governance dell’Associazione nasce al termine di un percorso partecipativo ampio, che nei mesi scorsi ha visto il rinnovo anche dei Presidenti di Mestiere, dei Raggruppamenti di Interesse e dei Presidenti Zonali. Dai meccatronici ai restauratori, dagli elettronici alle estetiste, dai pensionati ad Impresa Donna, la rappresentanza CNA ha visto rinnovi e conferme, nel segno della pluralità e del protagonismo diffuso.
A rafforzare fin da subito il senso partecipativo dell’Assemblea, la tavola rotonda "Artigiani imprenditori protagonisti" è stata aperta da quattro titolari di aziende, che hanno posto questioni concrete sui principali nodi che condizionano oggi il mondo delle imprese. Coordinati dalla giornalista Giusi Minnozzi, gli interventi hanno toccato temi cruciali: l’instabilità geopolitica e le sue ricadute sulla programmazione aziendale (Roberto Casadidio), la formazione professionale e la difficoltà di attrarre giovani verso i mestieri tecnici (Aldo Dezi), le sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale per le PMI (Sandra Pinzi), il rischio desertificazione economica e sociale per le aree interne (Robertino Paoloni).
A partire da queste sollecitazioni, il confronto si è arricchito dei contributi di ospiti qualificati che hanno offerto chiavi di lettura e approfondimenti: l’economista Francesca Spigarelli (Università di Macerata), il sociologo Marco Giovagnoli (Università di Camerino), Paolo Mariani (direttore generale di Uni.Co.) e Giovanni Dini (direttore del Centro Studi CNA Marche). A tirare le somme di quanto detto il direttore della divisione sindacale e associativa della CNA nazionale Fabio Bezzi, che ha raccolto gli stimoli emersi offrendo una visione complessiva del ruolo dell’artigianato nel contesto socio-economico contemporaneo.
In apertura di Assemblea, hanno portato i saluti delle Istituzioni ai tanti imprenditori presenti il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica e il vicepresidente della Provincia di Macerata Luca Buldorini.
Nella prima parte della mattinata l’intervento del Presidente di CNA Marche Paolo Silenzi, che ha definito l'assemblea il “momento cruciale per la vita associativa, in cui si tracciano bilanci, si rinnova la dirigenza e si avvia un nuovo percorso a sostegno delle imprese”, sottolineando come, nonostante le difficoltà degli ultimi quattro anni tra post-Covid e crisi globali, CNA abbia supportato le aziende con servizi e consulenze innovative, aiutandole a superare le criticità e a rimanere competitive.
Particolarmente apprezzato dai presenti il messaggio di unità del Segretario regionale di CNA Moreno Bordoni che ha descritto l’associazione come “comunità propositiva e analitica, che si confronta con la politica con spirito laico e dati concreti”. Il Segretario ha quindi elogiato la capacità degli imprenditori marchigiani di affrontare con determinazione e pragmatismo una "tempesta perfetta" internazionale come quella in atto, fatta di incertezze e crisi diffusa.
A portare il saluto della Regione Marche il vice presidente Filippo Saltamartini che ha riconosciuto all’Associazione di categoria il ruolo di affidabile interlocutore.
Molti applausi e tanta emozione ha destato il congedo del presidente uscente Maurizio Tritarelli: “Dopo oltre trent’anni di impegno in CNA, lascio con orgoglio e serenità, consapevole di aver contribuito a rafforzare un'associazione che sa guardare al futuro con responsabilità, visione e passione per le imprese e il territorio. Fare il dirigente CNA mi ha fatto crescere, conoscere persone straordinarie e vivere esperienze irripetibili. Ho dato tutto ciò che potevo, ma la CNA mi ha restituito molto di più. Rimarrò sempre orgoglioso di essere stato un suo servitore”. Tritarelli ha voluto regalare la sua personale spilla CNA al nuovo Presidente in un emozionante passaggio di consegne.
Massimiliano Moriconi, confermato alla direzione dell’Associazione, ha ribadito come "in un mondo che cambia, CNA Macerata resta un punto fermo: visione strategica, coraggio e vicinanza alle imprese sono indispensabili per guidare la trasformazione."
Con un nuovo gruppo dirigente e una visione chiara per i prossimi anni, CNA Macerata si prepara a giocare un ruolo da protagonista nello sviluppo del territorio, facendo leva sull’energia, la passione e il coraggio di centinaia di imprenditori artigiani.
Un impianto moderno, sostenibile e all’altezza delle esigenze degli atleti e della comunità. È stato inaugurato oggi il rinnovato campo sportivo di Chiesanuova, al termine di un intervento di riqualificazione profonda che ha trasformato la struttura.
L’intervento, per un valore complessivo superiore a 1 milione e 600 mila euro, ha portato al rifacimento completo del manto in erba sintetica, drenante e riciclabile, alla realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione integrata a basso consumo e a un moderno sistema di irrigazione automatica alimentato da pozzo, con raccolta e smaltimento delle acque meteoriche. Completano l’intervento il rifacimento delle gradinate e degli spazi di accoglienza per il pubblico.
«Abbiamo voluto offrire – ha detto il sindaco Franco Capponi – un impianto efficiente, sicuro, accessibile e sostenibile, che risponda alle esigenze quotidiane di atleti, famiglie, tifosi e ragazzi. È un risultato importante che migliora la qualità della vita e rafforza i valori positivi dello sport: il rispetto delle regole, la lealtà, l’impegno, il gioco di squadra. Intitolare questo campo a Don Guido significa riconoscere che quei valori, dello sport e della vita, possono e devono camminare insieme».
Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Società Sportiva Chiesanuova, che ha curato il rinnovamento degli spogliatoi, e a tutte le ditte, ai tecnici comunali che hanno seguito il progetto.
«Un bel lavoro di squadra – ha concluso il sindaco – e un altro passo avanti per la nostra comunità».
Presente all’inaugurazione anche monsignor Claudio Giuliodori, oggi Assistente ecclesiastico generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, in passato vescovo della diocesi di Macerata.
Venerdì 20 giugno si è svolta la“Rodari Family Summer Party” presso lo stabilimento balneare”La Bussola”.
Una festa organizzata dalle rappresentanti delle tre sezioni della Scuola dell’Infanzia”Rodari” dell’ISC Regina Elena di Civitanova, che ha coinvolto non solo le maestre e tutti i bambini del plesso ma anche i loro genitori.
Un pomeriggio allegro e spensierato che ha visto squadre composte da bambini e adulti sfidarsi in giochi da spiaggia come la corsa con i sacchi, il tiro alla fune, sarabanda e altri e con premiazione finale con tanto di trofeo. Una splendida occasione che ha permesso a tutte le famiglie di conoscersi, di trascorrere del tempo tutti insieme giocando e, infine, sedendosi al tavolo mangiando e bevendo allietati da bella musica offerta da Gianni Lorenzetti, titolare dello chalet.
"È stata una bellissima festa- affermano gli organizzatori- che si è potuta organizzare solo grazie alla complicità e all’affiatamento tra le famiglie e le maestre che svolgono il loro lavoro con passione e dedizione. Vista la grande riuscita, chissà che il prossimo anno non ripeteremo!”.
In occasione della Giornata Mondiale della SLA, questa sera, 21 giugno, al Green Planet di Tolentino, si terrà un evento speciale dedicato alla memoria di Luana Mogetta e alla sensibilizzazione su questa difficile malattia. La serataè stata fortemente voluta da Lauro Fabiani, cittadino di Sforzacosta che tre anni fa ha perso la moglie Luana a causa della sclerosi laterale amiotrofica, pochi giorni prima del suo 63° compleanno.
Il concerto vuole essere un omaggio al suo spirito e alla sua passione per la musica, un modo diverso per ricordarla come lei stessa avrebbe desiderato. La musica, infatti, sarà protagonista con l’esibizione di VASCO LIVE, una delle band tribute più apprezzate a livello nazionale, che salirà sul palco alle 22. Prima del concerto, il pubblico potrà godere di una selezione musicale a cura di Danny DJ, mentre dopo seguirà un incontro con medici ed esponenti di AISLA, l’associazione italiana che supporta malati e famiglie nella lotta contro la SLA. La serata si completerà con l’esibizione di Pepe Nero Live Music Show.
L’evento vuole accendere i riflettori su una malattia ancora poco conosciuta, che sconvolge profondamente la vita di chi ne è colpito e dei suoi cari. L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza, invitata a partecipare per condividere un momento di musica, memoria e solidarietà. Un’occasione per dimostrare che, anche nel dolore, l’amore e la musica continuano a vivere.
“Osate, amate, siate voi stessi. ” Con queste parole intrise di passione e verità, Riccardo Cocciante ha acceso lo Sferisterio di Macerata nella serata inaugurale della XXXVI edizione di Musicultura, rivolgendo un sentito incoraggiamento ai giovani talenti: “Amo i giovani artisti che propongono cose nuove perché la musica deve andare avanti, bravi. Rispettate sempre la vostra natura non cercate di diventare qualcos’altro... il successo arriva se si fanno le cose con amore, bisogna osare, osare e osare”.
L’artista italo-francese, attesissimo dall'arena maceratese, ha offerto al pianoforte un’emozionate esibizione del brano “Se stiamo insieme ci sarà un perché” vincitore del Festival di Sanremo 1991 e “Poesia” (1973). “Questo è il primo brano che ho scritto – ha raccontato - non sapevo ancora suonare, conoscevo solo due, tre accordi mi sono bastati per scrivere Poesia”. Ha chiuso con “Margherita”, una performance indimenticabile, il pubblico in visibilio ha tributato a Cocciante una standing ovation e l’artista ha invitato i 2.400 presenti a cantare con lui, un momento corale collettivo a cappella, di intensa connessione emotiva che ha avvolto lo Sferisterio in un abbraccio unico di musica e passione.
Riccardo Cocciante è stato insignito dell’Onorificenza per Alti Meriti Artistici istituita dall’Università di Macerata e dall’Università di Camerino, partner culturali di Musicultura, dai rispettivi Rettori John McCourt e Graziano Leoni.
Applauditissimi, da perfetti padroni di casa, Carolina di Domenico e Fabrizio Biggio hanno presentato in maniera fresca e coinvolgente le esibizioni dei vincitori di Musicultura 2025, in lizza per l’ambito titolo di Vincitore Assoluto del Festival e il Premio Banca Macerata di 20 mila euro, decretato dai voti dal pubblico delle due serate finali. Questi i nomi, le città di provenienza e i titoli delle canzoni degli otto vincitori di Musicultura: Alessandra Nazzaro, Napoli – Ouverture; Elena Mil, Monza - La ballata dell’inferno Frammenti, Treviso - La pace; Ibisco, Bologna - Languore ; ME JULY, Benevento – Mundi Moonari, Roma – Funamboli; Abat-jour, Rieti – Oblio; Silvia Lovicario, Nuoro – Notte.
Ibisco ha conquistato il "Premio Grotte di Frasassi", un nuovo riconoscimento che unisce due realtà che dal cuore delle Marche parlano all’Italia e al mondo: Musicultura e il favoloso sito naturalistico delle Grotte di Frasassi. Il Sindaco di Genga, Presidente dell’ assemblea Grotte di Frasassi, avv. Marco Filipponi ha consegnato il premio a Ibisco che oltre alla somma in denaro di 2000 euro prevede una residenza e una restituzione artistica site specific nelle spettacolari Grotte di Frasassi.
Moonari si è aggiudicato il Premio PMI per miglior progetto discografico del valore di 2.000 euro ed Elena Mil Il Premio per il miglior testo di 2.000 euro assegnato dalle giurie degli studenti delle Università di Macerata e Camerino.
Sul palco di Musicultura Francesco Tricarico, accompagnato al pianoforte da David Cabi ha offerto il suo brano simbolo “Sono Francesco” (2000) e “Mi manchi negli occhi”, la poesia in musica della ballad intima e profonda del 2020. “Musicultura è una roccaforte fondamentale per difendere tutto un percorso disinteressato onesto e sincero della canzone d’autore- ha detto Tricarico - è bellissimo esser qui, sono convinto che questo momento così disumano e caotico finirà e lascerà germogliare anime straordinarie che daranno risalto sempre più alla poesia nelle canzoni”.
A distanza di dieci anni Vinicio Capossela ritorna sul palco del Festival: “chiamerei Musicultura con la “o” Musicoltura, perché è come un laboratorio di coltura biologica che permette di vedere lo stato di vitalità della musica, cosa emerge dal tessuto del Paese e la condivide come esperienza vitale” ha detto l’artista. Capossela, accompagnato dai suoi musicisti si è esibito con un medley sulle note di “Bardamù” e della “Polka di Warsava”. Ha proseguito con una toccante esibizione del brano “Il povero cristo” e concluso con “Staffette in bicicletta” dedicata alle donne che hanno preso parte alla resistenza un testimone che siamo sempre chiamati a raccogliere...” ha spiegato Capossela. Gran finale a sorpresa con “Il tempo dei regali” per ricordare a tutti l’importanza di coltivare il sentimento della gratitudine “un esercizio importante da praticare” ha aggiunto Capossela tra gli scroscianti applausi del grande pubblico dello Sferisterio.
La serata del Festival, in diretta su Rai Radio 1, ha visto anche gli interventi dalla Stazione Bus del canale di Marcella Sullo, Duccio Pasqua e John Vignola.
Questa sera finalissima di Musicultura con Valerio Lundini, Eugenio Finardi e Antonella Ruggiero e la proclamazione del Vincitore assoluto.
Main Media Partner del Festival della Canzone Popolare e d’Autore è la Rai, con Rai Radio1, Rai 2, TgR, Rainews24, Rainews.it, Rai Italia e RaiPlay. Si potranno rivedere le immagini delle serate finali di Musicultura 2025 sul programma diretto da Duccio Forzano, in onda su Rai 2, il 15 luglio. Rai Italia diffonderà uno speciale Musicultura, firmato da Roberta Ammendola, nei cinque continenti: America Asia Europa Africa e Oceania. Approfondimenti, dirette, rubriche e servizi sulla XXXVI edizione di Musicultura si possono seguire su Rainews24, Rainews.it e TgR.
Venerdì 4 Luglio dalle ore 18:00 alle ore 20:00 presso lo Stadio della Vittoria in via Martiri della Libertà n 4 a Macerata si accendono i motori della CF Maceratese calcio femminile per la nuova stagione 2025/2026 per tutte le ragazze e bambine nate tra il 2008 e il 2017.Le bambine e le giovani sono invitate gratuitamente a partecipare e giocare all'Open Day, organizzato dalla CF Maceratese, dedicato esclusivamente al calcio femminile.Tutte le iscritte all'Open Day avranno l'opportunità di giocare e conoscere i nostri istruttori, vivendo un primo approccio al calcio in un ambiente sereno e accoglientePer partecipare suggeriamo di chiamare o inviare un messaggio whatsapp al numero di tel. 3472835046 due giorni prima.Si ricorda che sarà necessario essere muniti del proprio materiale sportivo e presentare un certificato medico. Iscrizioni entro mercoledì 02 Luglio.
Dopo i saluti dell’assessore allo Sport Alessia Pupo, sono stati presentati dai coach Valeriano Terzano, Lorenzo Picotti ed Edoardo Melchiorre i bambini del minibasket, del settore agonistico e della prima squadra.Significativo l' intervento del responsabile del settore giovanile Paolo Regini il quale ha sottolineato i buoni risultati raggiunti da tutti i gruppi giovanili e soprattutto il clima positivo, di coesione, umanità e professionalità che ha trovato nella nostra società, fattori che hanno determinato la sua scelta di fare molti km pur di instaurare una collaborazione con l'Abt.
Menzione particolare per il campionato giocato dalla prima squadra in DR1. Sotto la guida dall’esordiente tolentinate coach Picotti e capitanata dalla bandiera Alessandro Pelliccioni, i ragazzi, in gran parte provenienti dal Settore giovanile, hanno affrontato un campionato impegnativo regalando ai tifosi belle soddisfazioni, momenti emozionanti e conquistando un ottimo quarto posto.
Sono stati premiati i ragazzi dell’Under 17 per la vittoria del campionato regionale. La squadra, guidata dal coach Regini, affiatata e compatta, è cresciuta costantemente nel corso della stagione, acquisendo sempre più consapevolezza dei propri mezzi.
La serata è stata anche l’occasione per presentare il nuovo Gruppo Dirigente dell’ABT guidato dal nuovo presidente Marco Reggio, coadiuvato da Paolo Pistarelli in qualità di vice presidente e dagli altri consiglieri: Gianluca Casadidio, Adelmo Francesconi , Fabrizio Pela, Bruno Prugni, Paolo Reggio, Salvatore Ricotta.Un grande e sentito ringraziamento a Paolo Reggio, presidente uscente, che ha salutato i presenti, confermando il suo impegno da consigliere.
Il nuovo Presidente ha ringraziato, a nome di tutta l’ABT, l’Amministrazione comunale per l’importante investimento che si sta realizzando al Palazzetto dello Sport di Tolentino e ha sottolineato la soddisfazione più grande per l’Associazione che è il numero degli iscritti, in costante crescita e arrivato ormai a sfiorare le 200 unità.
Un particolare ringraziamento va al main sponsor, Simonelli Group, azienda di alto livello del nostro territorio ormai da quasi 40 anni a fianco della nostra società e agli altri vari sponsor delle aziende Tolentinati che contribuiscono allo svolgimento delle nostre attività.
La prossima stagione il Basket Tolentino sarà impegnato in ben 5 campionati giovanili, oltre al campionato della prima squadra e al minibasket, nutrito anche di una corposa squadra femminile. Ottimi i risultati anche del Camp estivo, che ha visto un numero notevole di iscritti che hanno potuto sperimentare divertenti attività di carattere educativo.
Dal 4 al 6 luglio 2025 torna a Recanati il Memorabilia Festival, tre giorni di musica, incontri e comunità, organizzati dal Centro Fonti San Lorenzo. Il festival, da sempre a ingresso gratuito, si svolge negli spazi del quartiere Fonti San Lorenzo ed è costruito e organizzato da decine di volontari.
Al centro del programma c’è la musica dal vivo, con un cartellone che intreccia nomi affermati della scena italiana con nuove proposte emergenti. Quest’anno saliranno sul palco Selton, Whitemary, Populous (con un dj set) e Dente. Ogni sera saranno affiancati da due artisti emergenti provenienti da tutta Italia, selezionati attraverso una call pubblica che ha coinvolto decine di progetti indipendenti. Una scelta che rispecchia lo spirito del festival: dare spazio alla musica che ha qualcosa da dire, lontana dalle logiche mainstream.
Ma Memorabilia non è solo concerti. Nei pomeriggi, a partire dalle 19.00, si terranno tre talk pubblici che affronteranno temi culturali e sociali con linguaggi diversi. La Collettiva Nate Intere porterà uno sguardo critico sulle rappresentazioni culturali e mediatiche attraverso una prospettiva transfemminista. Il progetto editoriale Cronache Ribelli racconterà il suo lavoro nell’ambito dell’editoria indipendente, tra divulgazione storica, attivismo e nuovi strumenti narrativi. Il comico e autore satirico Daniele Fabbri, infine, sarà protagonista di un incontro dedicato alla libertà di satira, in cui affronterà il rapporto tra comicità, politica e censura.
Durante tutte le giornate del festival saranno attivi stand gastronomici, bar, dj set, aree mercatini e una mostra permanente allestita all’interno degli spazi del quartiere. Un modo per abitare il festival non solo come pubblico, ma come parte attiva di una comunità temporanea che vive insieme il tempo e lo spazio.
Anche l’organizzazione è un punto di forza. Memorabilia è reso possibile grazie all’impegno di oltre 60 volontari, provenienti principalmente da Recanati e dalle Marche, ma anche da altre parti d’Italia e d’Europa. Da mercoledì 25 giugno partirà infatti un progetto europeo che coinvolgerà 12 giovani volontari (italiani e non), impegnati per due settimane nella realizzazione degli allestimenti, nella costruzione degli spazi e nel supporto alla comunicazione. Un’occasione di scambio, formazione e cooperazione che arricchisce il valore sociale del festival.