La sede dello spareggio promozione tra Maceratese e Montecchio? Cambiata all’ultimo. La data? Spostata di una settimana. I biglietti? Ancora non si sa nulla. Il calcio regionale, quello che dovrebbe rappresentare la passione e l’identità dei territori, negli ultimi giorni sta vivendo uno dei momenti più confusi della sua storia. E a pagare, come sempre, sono società, tifosi e chi lavora con serietà per rendere dignitosi questi campionati.
La vicenda di Maceratese–Montecchio è stata emblematica. A due giorni dalla sfida, inizialmente prevista per il 4 maggio, la Lega ha comunicato il rinvio dell’incontro, che ora si disputerà l'11 maggio allo stadio Del Conero di Ancona. Una decisione arrivata a ridosso del weekend, senza motivazioni ufficiali né indicazioni operative, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei biglietti. A oggi, a soli cinque giorni dal match, non si conoscono ancora modalità e tempi per l’acquisto, nonostante l’importanza dell’evento e la forte affluenza attesa.
A subire le conseguenze di questa incertezza non sono solo le due squadre coinvolte, ma anche le formazioni del playoff: il Tolentino, che ha vinto la semifinale contro il Chiesanuova, dovrà restare fermo due settimane prima di scendere di nuovo in campo contro la perdente dello spareggio. Una pausa lunga e forzata, che rischia di spezzare il ritmo e alterare l’equilibrio sportivo. Anche la semifinale stessa, giocata domenica scorsa, ha risentito delle difficoltà organizzative. Il match si è disputato davanti a un numero ridotto di spettatori, nonostante gli investimenti del Chiesanuova e dell’amministrazione comunale per adeguare l’impianto e renderlo conforme ai parametri richiesti fino alla Serie D.
Ma la settimana è proseguita con un’altra scelta che ha sollevato polemiche. La finale per il titolo regionale di Promozione tra Jesina e Trodica si giocherà domenica 11 maggio, alle 16:30, allo stadio Carotti di Jesi. Stesso orario e stessa provincia dello spareggio Maceratese–Montecchio, e soprattutto in concomitanza con il Palio di San Floriano, evento che ogni anno richiama molte persone in città. Una sovrapposizione che ha suscitato perplessità sia per motivi di ordine pubblico che per la fruizione da parte del pubblico.
Le due società avevano espresso la volontà di disputare la gara al San Francesco di Trodica, una proposta che sembrava trovare consenso, ma che non è stata accolta. Da qui lo sfogo della tifoseria biancoazzurra, le Teste Matte 1991, in un comunicato molto duro:
“Le Teste Matte esprimono dissenso per l’ennesima gestione vergognosa da parte della Federazione e degli organi decisionali regionali. Con la prossima, giocheremo due finali consecutive - Coppa Italia e Titolo Regionale - affrontando trasferte per quasi 350 km totali. Spese pesanti, per chi, come noi, mette il cuore prima del portafoglio. Pensavamo che per la finale contro la Jesina si usasse un minimo di buonsenso, ascoltando la nostra società nella richiesta di giocare di sabato. Invece no: ancora una decisione senza senso e distante dalla realtà, aggravata dal voltafaccia dei responsabili della Jesina, al momento del sorteggio a noi sfavorevole. Forse nel capoluogo non siamo simpatici, o forse la nostra matricola non ha lo stesso fascino di quella dei nostri avversari. Critichiamo l’uso strumentale del concetto di ‘ordine pubblico’ invocato solo quando fa comodo. Stavolta non vale, perché non conviene a qualcuno. State distruggendo il bello di queste categorie: passione, tifo, senso di appartenenza. La distanza non è una scusa per chi vive questi ideali, ma non possiamo tacere davanti all’ennesima mancanza di rispetto”.
Il punto è che il livello del calcio dilettantistico si è alzato. Le società investono, si organizzano, costruiscono strutture, coinvolgono le comunità. Sarebbe auspicabile che anche le istituzioni calcistiche rispondessero con pari serietà, affinché il sistema funzioni davvero. Perché il calcio non lo fa solo il pallone che rotola: lo fanno le persone che ci credono, ogni domenica. E quando queste vengono lasciate nell’incertezza o trattate con superficialità, qualcosa si rompe.
E allora sì, con amarezza ma con voce chiara: ci avete rotto il calcio.
Dal 7 al 23 maggio 2025, l’Università di Macerata partecipa al Festival dello Sviluppo Sostenibile, la principale iniziativa nazionale promossa da ASviS, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, per diffondere i temi legati alla sostenibilità economica, sociale e ambientale.
L'Ateneo propone un ricco programma di iniziative aperte alla comunità universitaria e cittadina, che spaziano dal confronto scientifico all’impegno sociale, dalla cultura al benessere collettivo, grazie al contributo di Dipartimenti, Centri di ricerca e rappresentanti del corpo studentesco nella Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile.
Oggi l’avvio con la giornata di studio promossa dal Centro di ricerca sull’area mediterranea per riflettere sulle disuguaglianze di genere e la protezione dei diritti fondamentali nei contesti bellici e post-bellici. Mercoledì 7 maggio si susseguono tre appuntamenti.
Il primo, "Diritto, intelligenza artificiale e medicina: un dialogo interdisciplinare", apre un confronto tra etica, innovazione tecnologica e diritto. L’incontro "Libertà, sistema penale e stato di diritto" sarà la prima tappa di un ciclo dedicato all’analisi del decreto legge sulla sicurezza, accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Macerata. Previsto il collegamento online della senatrice Ilaria Cucchi. Chiude la giornata l’avvio di "Biblioteche per il futuro", che valorizza il ruolo delle biblioteche come strumenti educativi per la promozione della sostenibilità attraverso percorsi bibliografici tematici.
Giovedì 8 maggio è la volta di "Sostenibilità in rete", evento che abbina la sensibilizzazione a un momento conviviale e di scambio con uno swap party, occasione per riflettere sul consumo responsabile e sull’economia circolare. Venerdì 9 maggio propone due iniziative: “Enpower the Future”, un hackathon del Dipartimento di Giurisprudenza nell’ambito del progetto europeo Enpower per immaginare città e università più sostenibili; e la visita guidata all’Ecomuseo di Villa Ficana con “Un pomeriggio all’Ecomuseo”, per approfondire pratiche di riuso e rigenerazione urbana.
Martedì 13 maggio, oltre al workshop "Il coinvolgimento delle comunità per la sostenibilità del patrimonio culturale", è in programma la proiezione del documentario argentino "La storia dell’acqua di Mendoza", organizzata dal Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo per raccontare una storica lotta sociale per il diritto all’acqua. Venerdì 16 maggio l’iniziativa "A spasso per le vie della Macerata sostenibile" invita la comunità studentesca a una passeggiata urbana, alla scoperta di luoghi, persone e attività improntate alla sostenibilità.
Lunedì 19 maggio sono previsti due eventi. Il primo è dedicato alla presentazione del volume "Economia e sviluppo sostenibile. Green taxation in support of sustainability", curato da Giuseppe Rivetti e Maria Assunta Icolari: un’analisi interdisciplinare dei modelli economici sostenibili. Il secondo, "Tessitori di bellezza. Immagina-azioni per un mondo gentile", è un laboratorio artistico e relazionale del progetto Tessere tessere, rivolto a persone over 65, per promuovere inclusione sociale e connessione tra generazioni attraverso il linguaggio dell’arte, del movimento e della poesia. La partecipazione è gratuita e su prenotazione.
Una giornata ricca di significato, a Treia, nel ricordo della giovane campionessa Matilde Lorenzi a cui sarà dedicata un’aula dell’Istituto Comprensivo "Egisto Paladini”. Sabato 10 maggio alle ore 11 nella Scuola Secondaria di I grado si svolgerà la cerimonia di intitolazione di un'aula alla giovane promessa dello sci italiano tragicamente scomparsa durante un allenamento nell'ottobre 2024.
L'iniziativa nasce dal progetto della classe 3ªA, vincitrice del primo premio regionale e nazionale del concorso "Sulle vie della parità", focalizzato sul tema della parità di genere nello sport.
Alla cerimonia interverranno la dirigente scolastica Silvia Mascia Paolo, il sindaco di Treia Franco Capponi, il Presidente del Coni Marche Fabio Luna, i genitori di Matilde Lorenzi, rappresentanti dell’Osservatorio di Genere, della Fondazione Matilde Lorenzi, della Lube Academy, l’esperto Fiorenzo Santini, le atlete coinvolte nel progetto e gli studenti protagonisti dell'iniziativa. L'evento è aperto a tutta la cittadinanza.
Matilde Lorenzi era una giovane promessa dello sci alpino italiano, nata a Torino nel 2004 e cresciuta a Valgioie. Specializzata in supergigante e discesa libera, faceva parte del Centro Sportivo Esercito e si era messa in luce vincendo il titolo italiano assoluto e giovani in supergigante a Sarentino nella stagione 2023-2024. Ai Campionati Mondiali Juniores di Châtel, in Francia, si è classificata quarta nel team event e sesta in discesa libera
Il 28 ottobre 2024, durante un allenamento in Val Senales, ha subito una grave caduta ed è morta a soli 19 anni. La sua scomparsa ha profondamente colpito il mondo dello sport italiano, che la ricorda per talento, passione e determinazione.
Infortunio sul lavoro questa mattina a Corridonia, dove un imbianchino di 77 anni è caduto da una scala mentre era impegnato in un intervento di ristrutturazione. L'uomo, lavoratore autonomo e residente nel comune, stava operando all’esterno di un’abitazione quando, per cause in corso di accertamento, ha perso l’equilibrio ed è precipitato rovinosamente a terra.
L’incidente è avvenuto intorno alle 9:45, in viale Pausula. La caduta ha causato al 77enne diversi traumi, in particolare al volto. Immediato l’allarme al 118: sul posto sono arrivati i soccorsi sanitari che, valutata la gravità delle condizioni, hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza partita da Ancona.
L’uomo è stato stabilizzato sul posto e poi trasferito in codice rosso all’ospedale regionale di Torrette per ricevere le cure specialistiche del caso. Le sue condizioni restano sotto osservazione.
Sull’accaduto indagano i carabinieri della locale stazione, intervenuti insieme al personale del servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal) dell’Ast di Macerata, per verificare la dinamica dell’incidente e il rispetto delle normative sulla sicurezza.
Dopo anni di silenzio, il quartiere di Collevario torna a riscoprire il piacere dello stare insieme grazie a "Buon Pastore in festa", l’evento che dal 3 al 11 maggio animerà la parrocchia del Buon Pastore con un programma ricco di musica e incontri.
Il comune di Macerata, con il patrocinio concesso all’iniziativa, ha voluto riconoscere e sostenere l’importanza di questa manifestazione per la vita del quartiere e della città. La festa prenderà il via sabato 3 maggio con l’inaugurazione della pesca di beneficenza, che rimarrà attiva fino al 11 maggio.
Il 7 maggio sarà una giornata speciale pensata per gli anziani e i malati, con la celebrazione della Santa Messa e il sacramento dell’unzione degli infermi, un momento di conforto e spiritualità. In serata, l'attenzione si sposterà su un tema di grande attualità: "Disagio giovanile e diffusione della droga a Macerata". L’avvocato Giuseppe Bommarito terrà un incontro ricco di spunti di riflessione.
Giovedì 8 maggio spazio al gioco e alla socializzazione con un torneo di burraco organizzato in collaborazione con l’associazione IDEA88. Il 9 maggio la comunità si riunirà per rendere omaggio a don Elio Borgiani, storico parroco della chiesa del Buon Pastore. Una figura carismatica e indimenticabile, che ha lasciato un segno profondo nel cuore di tutti i parrocchiani. L'evento, intitolato "Un buon pastore per la comunità di Collevario", sarà un'occasione speciale per ricordare il suo prezioso operato.
Il 10 maggio sarà una giornata ricca di magia e divertimento, con attività pensate per i più piccoli con giochi, trucca-bimbi e palloncini. A seguire, l’energia travolgente della band Jovanotti Fortunati, il tributo nazionale a Jovanotti, accenderà il palco con una straordinaria esibizione.
Il culmine della festa sarà domenica 11 maggio, con gli spettacoli musicali di Max Ruggeri e i The Rhumska Lions, la solenne celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Nazzareno Marconi e l'intitolazione del piazzale antistante la chiesa a don Elio Borgiani.
Durante tutta la settimana Collevario tornerà a sorridere, a ballare e a incontrarsi: una festa aperta a tutti, capace di riportare la comunità al centro della vita del quartiere.
Un primo maggio da incorniciare quello vissuto al Parco “Le Saline” di Penna San Giovanni, dove si è registrato un afflusso record di visitatori. A confermare il successo è Stefania Cardinali, presidente della società Saline Terme SpA, che gestisce l’area e si occupa della promozione e valorizzazione turistica del sito.
“Non ci aspettavamo una partecipazione così ampia – ha dichiarato Cardinali –. Ci ha davvero sorpreso, ma significa che il lavoro svolto in questi anni insieme all’Amministrazione comunale sta dando i suoi frutti. Siamo riusciti a mettere in luce le peculiarità e le bellezze del nostro territorio, attirando un numero sempre maggiore di visitatori”.
Il Parco “Le Saline” offre un ventaglio di proposte che uniscono natura, cultura e gastronomia: dalle visite guidate al chiosco con prelibatezze tipiche e aperitivi, fino al servizio piscine che sarà attivo da giugno. “Insieme al Giardino Sentimento, il gruppo che organizza eventi e ha in gestione il chiosco – prosegue Cardinali – abbiamo iniziato alla grande la stagione turistica. Tutte le domeniche di maggio sarà possibile visitare il parco, con tour guidati su richiesta. Per il 2 giugno sono in programma nuove iniziative, così come per tutta l’estate”.
Un momento atteso sarà anche l’inaugurazione della nuova struttura ricettiva, prevista per il 7 giugno: “Sarà uno spazio di accoglienza all’interno del parco, dove i visitatori potranno soggiornare e vivere un’esperienza completa, immersi nella natura e nella storia del luogo. L’obiettivo – sottolinea Cardinali – è fare delle Saline un punto di riferimento per gli amanti del relax, della natura e del buon mangiare”.
Particolarmente apprezzato durante la giornata del primo maggio è stato il tour gratuito in jeep 4x4, organizzato dall’associazione “Il Branco 4x4”. L’iniziativa ha permesso ai visitatori – compresi quelli con disabilità – di conoscere la storia millenaria delle Saline e raggiungere i principali punti di interesse del parco.
“Questa prima apertura è stata un successo – conclude Cardinali –. Sono convinta che, continuando a lavorare in sinergia con le realtà del territorio, potremo raggiungere nuovi traguardi e trasformare il parco in un grande attrattore turistico”.
Uno spettacolo leggero, ironico e divertente per riscoprire le abitudini, i miti e le contraddizioni dei favolosi anni ’70, ’80 e ’90. Marco Falaguasta arriva al Politeama di Tolentino, sabato 10 maggio alle ore 21:15, con lo spettacolo Non ci facciamo riconoscere. Un’occasione per ridere, riflettere e riconoscersi, tra ricordi condivisi e battute taglienti, in quella generazione cresciuta senza Google né Alexa, ma con mille domande da fare ai cugini più grandi. Ad accompagnare Marco Falaguasta in questo viaggio, le canzoni dal vivo di Sharon Alessandrini.
Una frase emblematica che ha accompagnato l’adolescenza di intere generazioni cresciute tra gli anni ’70 e ‘90, quattro parole inequivocabili che i genitori pronunciavano per richiamare i figli a un comportamento consono, ma il cui reale significato è sempre rimasto un mistero. Però questa frase risuona ancora nelle orecchie di tutti quelli che, come Marco Falaguasta, sono nati o cresciuti in quegli anni.
Gli anni di piombo, gli anni della legge sul divorzio, sull’aborto, gli anni del sequestro Moro, ma anche del boom economico, dell’Italia campione del Mondo in Spagna. Gli anni della Panda 30 con il finestrino abbassato e l’autoradio che suonava i Depeche Mood, i Duran Duran, gli Spandau Ballet e “Boys” di una dirompente Sabrina Salerno che metteva d’accordo tutti. Ma siamo proprio sicuri che “non farsi riconoscere” sia stata la scelta giusta?
Proviamo a rispondere insieme a questa domanda attraverso un percorso a ritroso nel tempo, per cercare di capire “chi” siamo diventanti oggi. Marco Falaguasta è comico e attore poliedrico, noto per le moltissime fiction di successo come Incantesimo, Orgoglio, Una famiglia in giallo, CentoVetrine e tante altre.
Biglietti da 25 euro in vendita al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17,00 alle ore 20,00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo, online all’indirizzo https://www.politeama.org/biglietti/
La stagione 2024-2025 del Politeama è sostenuta dalla Regione Marche e organizzata con il contributo di Simonelli Group, Estra Prometeo, BCC Recanati e Colmurano e Gruppo Medico Fisiomed.
MACERATA – È calato ufficialmente il sipario sul Campionato UISP 2024/2025. Dopo 100 partite disputate tutte al campo dei Cappuccini, sono arrivati i verdetti finali al termine di una stagione combattuta ed entusiasmante.
A laurearsi campione della regular season è stata la Furia Chalaca, dominatrice con 46 punti. La Wild Cup è andata invece al Collebronx, mentre a sollevare il trofeo più ambito, quello dei playoff, è stata la Defensor Victoria F.C., autentica regina della fase finale.
Il campionato ha visto la partecipazione di 10 squadre, che al termine delle 18 giornate hanno composto la griglia per la seconda fase: le prime sei classificate hanno avuto accesso ai playoff, mentre le ultime quattro si sono sfidate nella Wild Cup. Due percorsi paralleli, con due trofei distinti.
Nella corsa playoff, dopo il turno eliminatorio (con Furia Chalaca e AC Picchia già in semifinale), la Defensor Victoria ha superato i Lions per 5-2, mentre il Borussia Cappuccini ha avuto la meglio sui Jaguars per 6-3. In semifinale, la Defensor ha battuto proprio la capolista Furia Chalaca per 5-3, mentre il Borussia ha avuto la meglio sull'AC Picchia per 3-2. In finale, la Defensor Victoria ha alzato il trofeo superando 4-2 il Borussia Cappuccini.
Per quanto riguarda la Wild Cup, il Q.P.R. Futsal ha eliminato il Bayer Cappuccini grazie al miglior piazzamento in regular season, nonostante il 12-9 nella gara di ritorno dopo il 5-2 dell'andata. Il Collebronx ha invece staccato il pass per la finale superando il Perù con un complessivo 9-5 tra andata e ritorno. In finale, il Collebronx ha travolto il Q.P.R. Futsal per 9-5, conquistando il titolo.
Tra i protagonisti della stagione spicca il “double champ” Sammy Jeremy Carlos Flores Salinas della Furia Chalaca, capocannoniere della regular season e miglior under 30.
Il miglior over 30 è stato Nadir Bajrami del Bayer Cappuccini, mentre tra i pali ha brillato Ricardo Pedro Valerio Lozano, portiere della Furia Chalaca. Il titolo di MVP della fase post-regular season è andato a Jonathan Troplini, capitano e trascinatore del Q.P.R. Futsal.
Classifica finaledella regular season
Furia Chalaca 46
AC Picchia 37
Borussia Capuccini 37
Defensor Victoria F.C. 33
Lions F.C. Macerata 24
The Jaguars F.C. Macerata 22
Collebronx 21
Q.P.R. Futsal 17
Bayer Capuccini 16
F.C. Perù 10
Una stagione ricca di emozioni per il movimento UISP di Macerata, che continua a crescere e consolidarsi anno dopo anno, offrendo uno spettacolo sportivo sempre più avvincente.
Manuel Dell’Aquila ha detto basta. Dopo una carriera piena di reti fra Eccellenza e Promozione, l’attaccante classe ’84 ha scelto di chiudere il suo percorso con una stagione in Seconda Categoria, alla Stese. E l’addio non poteva essere più simbolico: un gol decisivo nel finale della sua ultima partita e un post su Instagram che ha fa vibrare le corde del cuore di chi ama davvero questo sport.
A 41 anni, Dell’Aquila lascia il calcio giocato con 12 reti stagionali all’attivo, tra cui un paio in rovesciata – la sua specialità – ma l’ultima marcatura, quella contro il CSI Recanati, è arrivata nel modo più semplice e bello: all’ultimo minuto, pesante, determinante. Il punto finale di un cammino lungo più di 20 anni.Nel messaggio pubblicato sui social, l’attaccante si rivolge direttamente al calcio, raccontando ogni dettaglio della sua ultima domenica. Una lettera intensa, che vale più di mille statistiche:
«Caro calcio, ancora faccio fatica a realizzare che sia tutto finito. Due giorni fa ho giocato la mia ultima partita, ma è come se una parte di me fosse ancora lì, su quel prato, tra quelle linee bianche che per 34 anni sono state casa.
La giornata è iniziata con l’ansia, quella buona. Quella che ti fa capire che stai per vivere qualcosa che non tornerà più. Il discorso ai compagni, l’appello dell’arbitro, la fascia da capitano passata da un grande amico… ogni gesto aveva un peso, un significato. Anche nel cambiarmi, ho ripetuto i miei riti: il nastro sull’anello, il bacio al polsino con le iniziali dei miei nonni, che sono sempre stati con me. E poi l’ingresso in campo. L’ultimo. Ma il più bello. Accanto a me i miei figli, a chiudere un cerchio iniziato tanto tempo fa, quando ero solo un bambino con un pallone tra i piedi e un sogno negli occhi.
In campo ero bloccato, non sembravo nemmeno io. Fiato corto, emozioni a mille. Poi, all’ultimo minuto, come in una sceneggiatura scritta dal destino: una palla che attraversa tutta l’area, arriva a me, e senza pensarci… gol. L’ultimo. Il più emozionante. Come se fosse il primo.
Ho abbracciato tutti, pianto tanto, sentito il calore dei compagni, degli avversari, dei miei mister – due grandi amici – dei miei figli. Quel gol è stato il mio modo per dirti GRAZIE. Come se tu stesso, calcio, mi avessi risposto:
“Ciao Manuel, ti voglio bene anche io.”
Mi hai insegnato a cadere e a rialzarmi. A soffrire. A lottare. A non mollare. Mi hai tolto tanto, ma mi hai dato tutto. E adesso ti saluto, col cuore pieno e gli occhi lucidi. Con la stessa passione con cui ti ho incontrato, oggi ti lascio andare. Ma non ti perderò mai davvero. Perché resterai in ogni ricordo, in ogni sorriso vissuto insieme, in ogni piccolo gesto che mi hai insegnato a portare anche fuori dal campo.
Grazie, calcio. Per ogni passo, per ogni sogno, per ogni rete gonfiata. Ti ho amato. E ti amerò sempre.
Manuel»
La Regione Marche è la prima in Italia ad aver introdotto lo screening glicemico obbligatorio per tutti i minori di età compresa tra 0 e 17 anni che accedono ai pronto soccorso del territorio, indipendentemente dal motivo del ricovero. L’iniziativa è stata approvata dalla Giunta Regionale su proposta del vicepresidente e assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini.
Grazie a un semplice stick glicemico effettuato al triage, sarà possibile individuare tempestivamente casi sospetti di Chetoacidosi Diabetica (DKA), una delle complicanze più gravi del diabete di tipo 1 in età pediatrica.
La DKA è causata quasi sempre da un ritardo nella diagnosi e può portare a gravi danni neurologici permanenti o, nei casi più gravi, alla morte. Studi recenti confermano che i bambini con DKA non diagnosticata subiscono alterazioni nello sviluppo cerebrale e una riduzione delle capacità cognitive, con un rischio più elevato di complicanze metaboliche nel lungo periodo.
"La Regione Marche è la prima in Italia ad adottare in modo sistematico questa misura preventiva, che rappresenta un modello virtuoso auspicato da tutte le principali società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti - ha detto il vicepresidente Saltamartini -. Tra il 2004 e il 2019 in Italia sono stati registrati numerosi casi di morte e danni neurologici irreversibili, molti dei quali attribuiti a ritardi nella diagnosi o a una gestione clinica inadeguata".
Lo screening prevede un prelievo capillare rapido e indolore al momento del triage, con un costo stimato di appena 0,10 euro a test. Nel 2022, gli accessi pediatrici ai Pronto Soccorso delle Marche sono stati oltre 73.000, con una spesa complessiva annua stimata inferiore agli 8.000 euro. L’intervento è stato pienamente condiviso con il Comitato Diabetologico Regionale e con il Coordinamento degli Enti del Sistema Sanitario Regionale.
La nuova procedura sarà obbligatoria a partire dal trentesimo giorno successivo all’adozione della delibera, nei primi giorni di giugno, e rappresenterà uno standard operativo regionale.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio piano di prevenzione che vede il Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica impegnato nella diagnosi, nel trattamento e nella gestione del diabete infantile, offrendo anche formazione continua al personale sanitario e supporto costante alle famiglie. Fondamentale, inoltre, sarà la diffusione della conoscenza dei sintomi del diabete per favorire diagnosi precoci e ridurre drasticamente il rischio di DKA.
"La Regione Marche pone la salute dei bambini al centro della propria azione trasformando un intervento semplice in uno strumento fondamentale di prevenzione e sicurezza" conclude Saltamartini.
L'mministrazione comunale di Civitanova Marche conferma, anche per l’estate 2025, l’attivazione di due aree di parcheggio temporaneo e gratuito, pensate per rispondere alle esigenze della città durante i mesi più intensi dell’anno. Dal 1° giugno al 15 settembre, residenti e turisti potranno usufruire gratuitamente dei parcheggi situati in via Aldo Moro (zona sud) e nella lottizzazione "Belvedere" (quartiere Fontespina), due zone strategiche per l’accesso alle spiagge che offriranno circa 500 posti auto aggiuntivi.
La misura, ormai consolidata da diversi anni e molto apprezzata dalla cittadinanza, è stata ideata per alleggerire la pressione sul centro cittadino e offrire un servizio concreto a residenti e visitatori. Civitanova, infatti, si prepara a vivere una nuova estate all’insegna della vitalità e dell’intrattenimento: le sue spiagge, il lungomare e il centro storico saranno come sempre il cuore pulsante di un ricco calendario di eventi culturali, sportivi e musicali che attireranno migliaia di presenze.
Un’offerta turistica di qualità che, unita alla vivacità commerciale della città, rende Civitanova una delle mete più amate della costa adriatica. "Anche quest’anno abbiamo scelto di confermare un servizio che si è dimostrato particolarmente utile e apprezzato, contribuendo a rendere Civitanova ancora più accogliente e organizzata durante i mesi estivi – fa sapere il Sindaco Fabrizio Ciarapica –. Con questi parcheggi gratuiti vogliamo offrire un’opportunità in più a chi visita la nostra città, migliorando l’accessibilità alle spiagge e alle tante attività che rendono vivace la nostra estate. È un impegno concreto che si inserisce nella visione di una Civitanova dinamica, attrattiva e attenta alla qualità dei servizi offerti sia ai cittadini sia ai turisti".
I parcheggi saranno sempre accessibili e adeguatamente segnalati con cartellonistica temporanea. Le operazioni di allestimento e gestione saranno realizzate dal personale comunale, senza costi aggiuntivi per l'ente.
Con un nuovo investimento di 7 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese turistiche nei borghi, la Giunta regionale delle Marche, guidata da Francesco Acquaroli, rafforza la propria strategia per un turismo diffuso, sostenibile e di qualità. Il nuovo bando FESR, operativo dal 15 maggio al 15 luglio 2025, rappresenta un passo decisivo verso la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico dell’entroterra marchigiano.
Il bando finanzia progetti legati all’accoglienza turistica nei borghi storici, dando priorità alle imprese localizzate nei comuni aderenti al programma "Borgo Accogliente". Dei 7 milioni stanziati, 5 sono destinati a reti di imprese che intendono creare sistemi integrati di ospitalità, mentre 2 milioni andranno a progetti singoli. L’intento è chiaro: promuovere una rete turistica capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno, contrastando la stagionalità e generando benefici diffusi sui territori.
Il bando si inserisce in un quadro strategico più ampio, che ha visto la Regione investire complessivamente 110 milioni di euro per lo sviluppo dei borghi, oltre ad altri 60 milioni stanziati nel 2024 per la riqualificazione delle strutture ricettive e la promozione turistica.
I risultati non si sono fatti attendere: nel 2024 le Marche hanno registrato numeri record, con 2.725.811 arrivi (+4,11% rispetto al 2023) e 11.795.484 presenze (+3,88%). Particolarmente significativo è stato l’aumento del turismo straniero, cresciuto del 15% in un solo anno. Se i centri costieri continuano a trainare il comparto, è nei borghi dell’entroterra che si sta assistendo a una vera rinascita: la permanenza media è salita a 3,6 giorni, grazie a un’offerta che punta su enogastronomia, tradizioni locali e natura.
«Con questo bando – ha dichiarato Simone Livi, capogruppo di Fratelli d’Italia – la Regione dimostra ancora una volta di avere una visione chiara e strategica: valorizzare l’identità marchigiana, sostenere le imprese locali e promuovere un modello turistico che crea opportunità economiche durevoli per tutti i territori, non solo per quelli più noti. La crescita dei borghi ne è la prova».
Il campionato si è appena concluso, ma c’è già chi guarda avanti. Nel girone B di Promozione marchigiana, la Settempeda non perde tempo e apre subito il cantiere per la prossima stagione: sarà Gregory Pierantoni il nuovo allenatore biancorosso.
Dopo il saluto a mister Lorenzo Ciattaglia, il club settempedano ha scelto di puntare sull’ex tecnico della Vigor Montecosaro, reduce da un’annata da incorniciare al debutto in Promozione. Un’opportunità che Pierantoni ha deciso di cogliere dopo aver lasciato da pochi giorni la panchina dei giallorossi, chiudendo un ciclo durato quasi sette anni e coronato da due promozioni.
Originario di Corridonia, Pierantoni porta con sé un bagaglio di esperienza importante, maturato in tutte le categorie dilettantistiche marchigiane: dagli inizi con l’Amatori Corridonia, passando per Urbisalviense, Tolentino (Juniores), United Civitanova, Pollenza, Sangiustese e Cluentina, fino alla lunga e vincente parentesi con la Vigor.
“Competenza, esperienza e carisma”, queste le doti evidenziate dal club nel comunicato ufficiale di benvenuto che annuncia l’ingaggio, col quale la Settempeda ha voluto augurare buon lavoro al suo nuovo allenatore.
Autrice e regista di origine potentina, Giulia Grandinetti è una delle voci più interessanti del cinema italiano. Con i suoi cortometraggi Guinea Pig, Tria e il recentissimo Majoneze (candidato ai David di Donatello 2025), ha dato vita a un percorso coerente e profondo, che unisce corpo, immagine, pensiero e racconto in una sintesi personale e intensa. In questa conversazione ci racconta il suo approccio al cinema, il legame con la danza, i suoi riferimenti e il desiderio di costruire una mappa emotiva e politico-sociale attraverso i suoi film.
Partiamo dall’inizio. Come hai scoperto la tua vocazione per la regia e la scrittura?
"Non c’è stato un momento preciso in cui ho deciso che sarei diventata regista. È stato un processo graduale. Fin da piccolissima, persino all’asilo, avevo questa spinta a mettere insieme gruppi di persone e creare qualcosa insieme. L’idea di gruppo, di creazione collettiva, è sempre stata forte. Poi, da adolescente, ho provato a entrare come danzatrice ad Amici, ma scrissi che non volevo fare la ballerina, volevo fare la regista. Fu Luca Zanforlin, l’autore del programma, il primo a dirmi: "Tu devi scrivere". Non ci avevo mai pensato davvero fino a quel momento. La scrittura è arrivata così, in modo spontaneo, come un’estensione del mio desiderio di raccontare".
Quindi la danza è stata il tuo primo linguaggio artistico. Come si è trasformata nel tuo cinema?
"Assolutamente sì. Ho danzato con grande passione finché un infortunio importante, a 15 anni, mi ha fatto capire che era rischioso investire tutto su un'arte legata al corpo. La regia è arrivata come un linguaggio che mi permetteva di unire più forme artistiche: musica, architettura, scrittura, performance. E la danza è ancora al centro di tutto. Quando penso a un mondo da creare, lo penso sempre come un luogo in cui i corpi si muovono, interagiscono. Anche il movimento della macchina da presa ha per me un senso coreografico. Non ho mai davvero abbandonato la danza: l’ho semplicemente traslata nel cinema.
Come nasce per te una storia? Parti da un tema, da un’immagine o da un’urgenza narrativa?
"È difficile dare una risposta netta. Spesso tutto nasce da un desiderio di entrare in contatto con un tema, una ferita, un conflitto. Ma poi immagine, scrittura, suono, luogo e movimento si alimentano a vicenda. La scrittura per me non è mai solo la storia: è già regia. Nasco prima come regista, e ho capito con il tempo che mentre scrivo cerco già un senso complessivo, un respiro del film. La sostanza e la forma si creano insieme".
Hai realizzato tre cortometraggi — Guinea Pig, Tria e Majoneze —racchiusi in una trilogia. Parlaci di questo progetto?
"Sono tre opere indipendenti, nate in momenti diversi. Li ho pensati poi come tre lati di un triangolo che esplora tre grandi forze che plasmano l’essere umano: famiglia, società e relazione amorosa. Guinea Pig è il punto di contatto tra società e relazione amorosa, Tria tra società e famiglia, Majoneze tra relazione amorosa e famiglia. Mi piace l’idea che un giorno tutti i miei film possano far parte di una mappa. Ma ci tengo a dire che ogni corto ha una sua identità autonoma".
C’è un cinema, o dei registi, che ti ispirano particolarmente?
"Non saprei fare nomi precisi, perché da spettatrice mi lascio trasportare da film molto diversi. Ma sono attratta dai film che hanno mondi sotterranei: quelli in cui la storia è una porta d’ingresso, e sotto c’è un altro strato, una vibrazione. Amo le distopie, i film che mettono in discussione le regole e spingono a riflettere. Mi interessa un’emotività che scateni pensiero, che abbia un gioco antropologico all’interno".
E questo si vede chiaramente in Majoneze, girato in Albania. Com’è nato quel progetto?
"Tutto è nato da un viaggio nei Balcani nel 2019, fatto con il mio ex compagno. Volevamo scoprire quei territori per capire se ci fosse una storia da raccontare. A Ersekë ci siamo arrivati per caso, perdendoci in auto. Quel luogo è stato il punto di svolta: mi ha colpita profondamente. Anche dopo la fine della nostra relazione, ho voluto assolutamente realizzare quel film. Sono tornata, ho preso contatti, ho trovato grande disponibilità da parte del Comune e della comunità. È stato un progetto rischioso. Ma l’energia umana che abbiamo trovato ci ha permesso di realizzarlo".
In Majoneze, rispetto agli altri due corti, sembra esserci una maggiore vicinanza emotiva ai personaggi. È così?
"Sì, è un film che vive nella pancia. Guinea Pig stimola le zone erogene e il cervello, Tria lavora sul cuore e i polmoni, Majonese è istintivo, viscerale. È un film che vibra con il corpo, soprattutto con quello femminile, ma include anche i conflitti maschili. Parla di patriarcato, ma anche della possibilità di sfuggirne, attraverso un atto di libertà".
In tutti e tre i cortometraggi c’è sempre un sistema oppressivo da cui si cerca di uscire. Ti interessa raccontare la ribellione?
"La parola ribellione è bellissima, ma credo che faccia parte molto del periodo dell'adolescenza, da cui io mi sto sganciando, anche se sono più grande. Credo di essere entrata da un po' di tempo nel concetto invece della rivoluzione, che è molto diversa. Io sono cresciuta con un senso di inadeguatezza molto forte, che forse condivido con molte persone. Il solo fatto di sentirsi fuori posto è già l’inizio di una rivoluzione. Nei miei film vediamo un percorso: in Guinea Pig si subisce il sistema, in Tria lo si accetta ma lo si perpetua, in Majoneze si comincia finalmente a rompere la gabbia. Nessuno dei personaggi compie una rivoluzione totale, ma ognuno fa un passo verso di essa".
So che stai lavorando a un nuovo lungometraggio. Ce ne puoi parlare?
"Sì, si intitola Jaune et Bleu (Giallo e Blu). È una coproduzione italo-francese, sarà girato in Francia e in lingua francese. È un progetto a cui lavoro da molti anni, fin dalla fine di Alice and the Land that Wonders, il mio primo film. È un’opera molto intima, sempre dentro la sfera familiare, e parla dell’amore in senso lato, anche quello erotico e di coppia. Credo che con questo film chiuderò un ciclo legato all’adolescenza. Dopo, spero arriveranno nuovi temi, nuove urgenze".
Pensi che il successo di Majoneze possa aiutarti nella distribuzione di questo lungometraggio?
"Credo che il mio compito sia fare un buon film, vero, necessario. Se ha un’anima che pulsa, troverà il suo percorso. Ovviamente ho bisogno dei produttori, dei distributori, di tutta la rete che fa vivere un’opera. Sono molto grata a Flavio Armone di Lights On, che ha distribuito gli ultimi due corti. Ma resto convinta che tutto parta dal film. Se l’opera funziona, il resto arriva".
Successo al Teatro Comunale Giuseppe Piermarini di Matelica per la IV Edizione di Giornate Bigiarettiane che si è tenuta lunedì 5 maggio. L'evento, a cadenza annuale, ricorda la figura di Libero Bigiaretti (Matelica 16 maggio 1905 - Roma 3 maggio 1993), in un progetto che è stato ideato nel 2021 dall’assessorato alla Cultura del Comune di Matelica, grazie alla direzione scientifica del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, al contributo della Regione Marche e degli istituti del territorio e all’Help S.O.S. Salute e Famiglia ODV.
Dal 2021 la città di Matelica ha deciso di coltivare quel network intellettuale che rappresenta l’eredità più preziosa dell’autore, concentrando le risorse nel progetto annuale delle Giornate Bigiarettiane.
Le celebrazioni sono iniziate con il saluto del sindaco della città di Matelica Denis Cingolani e dell’assessore alla Cultura Barbara Cacciolari. Poi l’intervento della professoressa Michela Meschini e della professoressa Carla Carotenuto, entrambe dell’Università di Macerata. In seguito le letture a cura degli studenti dell'Ipsia Don Pocognoni - sede di Matelica, dell’ITC Giovanni Antinori - sede di Matelica e dei Licei Varano-Antinori di Camerino. Per concludere si è tenuto un dibattito con delle conclusioni, ha moderato l’evento la giornalista Alessandra Pierini.
Alle 12 è stata apposta la targa commemorativa dedicata a Libero Bigiaretti (1905-1993), con la citazione “Ho sempre parlato, a destra e manca, di Matelica come si parla di un meraviglioso giardino […], di un eden, di un luogo fatato” (Le stanze, 1976).
Per l’occasione, il sindaco della città di Matelica Denis Cingolani ha sottolineato l’importanza della figura di Libero Bigiaretti: "Oggi non celebriamo soltanto una figura di rilievo nella letteratura italiana del Novecento, ma ricordiamo soprattutto un uomo, Libero Bigiaretti, che non ha mai smesso di portare Matelica nel cuore, anche nei suoi anni più intensi e creativi trascorsi altrove. Nei suoi romanzi, nelle sue poesie e nei suoi articoli, è sempre possibile rintracciare quella radice marchigiana, quella voce interiore che affonda nel paesaggio, nei valori e nei silenzi della nostra terra. Bigiaretti è stato poeta, romanziere, giornalista, ma anche intellettuale impegnato nel dibattito civile e sociale".
"Le Giornate Bigiarettiane non sono solo un omaggio alla memoria, ma un’occasione per mantenere viva quella rete di pensiero, confronto e studio che è parte della sua eredità più autentica. Una rete che oggi si rafforza grazie alla presenza delle scuole, degli studenti, dei docenti e dei cittadini, protagonisti di una comunità che sa riconoscere il valore della propria storia - ha aggiunto il primo cittadino -. Voglio esprimere un sentito ringraziamento all’Università di Macerata, in particolare al Dipartimento di Studi Umanistici, per la direzione scientifica di questo progetto, alla Regione Marche per il sostegno convinto e all’associazione Help S.O.S. Salute e Famiglia ODV per la collaborazione continua e preziosa. E naturalmente, grazie all’assessorato alla cultura del Comune di Matelica. Le Giornate Bigiarettiane sono ormai parte integrante della nostra identità culturale, sono un segno tangibile di come la memoria di un autore possa continuare a parlare al presente e, soprattutto, alle nuove generazioni”.
L’assessore alla Cultura Barbara Cacciolari, come idea, ha simulato una lettera ideale di Libero Bigiaretti agli studenti di Matelica, contestualizzando il pensiero bigiarettiano nel 2025: "Siete nati in una terra antica, forte, silenziosa e sincera. Una terra che non grida ma insegna: con le sue colline, i suoi inverni, il suo cielo largo. Da questa città, piccola solo in apparenza, ho imparato a guardare il mondo con occhi curiosi e mente vigile. A voi che oggi crescete in questi stessi luoghi voglio lasciare un messaggio semplice: non abbiate timore di sognare, di cercare risposte, di leggere ciò che è scritto ma anche ciò che si nasconde tra le righe. La cultura è la vera libertà, è ciò che vi renderà capaci di scegliere, di pensare con la vostra testa, di non farvi trascinare dal rumore, ma di ascoltare la voce più importante: la vostra coscienza. Scrivete se volete, disegnate, costruite, suonate, immaginate, ma soprattutto siate liberi. Ricordate sempre che anche da una città come Matelica, si può parlare al mondo".
Con la chiusura del campionato di Promozione, girone B, il titolo di capocannoniere va a Roman Chornopyshchuk, attaccante del Trodica che ha chiuso la stagione con 18 gol all’attivo, tutti realizzati su azione, senza neanche un rigore. Un dato che racconta molto del valore e della completezza del centravanti biancoazzurro, autentico trascinatore della squadra allenata da mister Buratti, che ha dominato la stagione conquistando il salto di categoria.
Gol di testa, tiri dalla distanza, conclusioni al volo: il repertorio di Chorno è stato ampio e spettacolare. L’ultimo sigillo, il numero 18, è arrivato proprio all’ultima giornata in una gara pirotecnica contro l’Azzurra SBT, terminata 5-5, e ha avuto un doppio significato: ha evitato la sconfitta nell’ultima gara casalinga, conservando l’imbattibilità interna, e ha blindato la vetta della classifica marcatori. “Non volevamo perdere con l’Azzurra SBT perché ci tenevamo a chiudere imbattuti in casa. Poi è arrivato questo gol che ha rimesso il risultato in parità e ha sancito il titolo di capocannoniere, quindi sono felicissimo”, ha dichiarato Chornopyshchuk al termine della gara.
Alle sue spalle nella classifica marcatori c’è un altro protagonista in maglia Trodica, Santino Bonvin, autore di 15 gol, molti dei quali arrivati da subentrato e spesso decisivi. A condividere il secondo gradino del podio con lui c’è Mattia Palladini, che proprio contro il Trodica ha siglato una doppietta nell’ultimo turno, chiudendo anche lui a quota 15. Terzo posto per Marco Tulli della Vigor Montecosaro, con 14 reti: un bottino notevole per un esordiente assoluto nella categoria.
Per Chornopyshchuk si tratta di una conferma. Non è infatti la prima volta che conquista la palma di miglior bomber: nella stagione 2017/18, con l’Aurora Treia, si era già laureato capocannoniere con 22 gol, trovando l’ultima rete proprio all’ultima giornata, contro il Trodica, e superando così in extremis l’attaccante Cebrone. Un gol che gli valse il titolo e che, col senno di poi, aveva già un sapore speciale: il biancoazzurro sembrava già scritto nel suo destino. L’anno successivo aveva chiuso terzo con 18 centri. Negli ultimi quattro anni, ha sempre chiuso in doppia cifra.
A completare una stagione straordinaria ci sono anche 5 gol in Coppa Italia, torneo che il Trodica ha conquistato battendo il Marina in finale, con Chorno autore della prima rete del match. Il bottino stagionale sale così a 23 gol, ma l’attaccante guarda già oltre: “Ora ci manca solo la ciliegina sulla torta: la sfida contro la Jesina per il titolo regionale. Vogliamo il triplete, ce lo meritiamo”. Con un bomber così, tutto è possibile.
Grande partecipazione domenica sera all’incontro pubblico svoltosi alle ore 21:00 presso la Sala Tapioka del Palazzo comunale di Serravalle di Chienti, dedicato al progetto per la realizzazione di un impianto eolico industriale privato tra le montagne sopra l’Altopiano di Colfiorito, nei territori comunali di Serravalle di Chienti e Monte Cavallo.
L’iniziativa, organizzata da Fabio Cardona, giovane molto attento alle vicende del territorio, aveva come obiettivo quello di informare e consapevolizzare la cittadinanza su un progetto considerato sovradimensionato, incompleto nelle procedure e privo di ricadute positive per la comunità locale. La sala era gremita, a conferma del crescente interesse e delle profonde preoccupazioni che il tema suscita tra i residenti.
Sono intervenuti esponenti politici, rappresentanti di associazioni ambientaliste locali e nazionali, tra cui Legambiente, WWF e il TESS, insieme a cittadini e membri di comitati civici. Tra il pubblico, anche utenti di altre comunanze agrarie del territorio, che hanno portato testimonianze dirette e illustrato le petizioni pubbliche in corso per contrastare progetti simili.
Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori alti 200 metri ciascuno, con un impatto definito da molti devastante per l’ambiente. Si teme la distruzione dell’ecosistema montano, con gravi conseguenze su fauna, flora, paesaggio e qualità della vita. L’area interessata si trova infatti a ridosso della Palude di Colfiorito e non lontano dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, due ambienti naturali di altissimo valore ecologico.
Forte preoccupazione è stata espressa anche sulle modalità di avvio del progetto, definite "incomplete e prive di trasparenza". Le procedure sono state promosse da un soggetto privato – la Comunanza Agraria di Rocchetta – in collaborazione con una multinazionale estera con sede in Italia, "senza alcun passaggio di confronto con i Comuni interessati né alcuna consultazione pubblica", si è dichiarato durante l'incontro.
Tra gli interventi più coinvolgenti della serata, quello del sindaco di Caldarola, che ha raccontato l’esperienza del suo Comune – anch’esso destinatario di un progetto simile – e le ragioni che lo hanno spinto a esprimere un fermo no. Il sindaco ha inoltre invitato l’amministrazione di Serravalle ad aderire alla rete dei 200 sindaci italiani (10 solo nelle Marche) impegnati a chiedere una "revisione normativa contro questo tipo di speculazioni industriali".
A concludere l’incontro è stato il sindaco di Serravalle di Chienti, Rinaldo Rocchi, che ha annunciato ufficialmente che il Comune sta predisponendo osservazioni contrarie al progetto, da trasmettere al Ministero dell’Ambiente entro il 9 maggio, segnando così una chiara presa di posizione istituzionale.
In chiusura, Fabio Cardona ha proposto al sindaco Rocchi di redigere insieme una sintesi delle istanze emerse nel corso del dibattito, da presentare ai due candidati alla presidenza della Regione Marche, chiedendo loro un impegno pubblico e legislativo chiaro sul tema nel prossimo mandato. Inoltre, ha proposto di avviare le procedure per una richiesta di inchiesta pubblica, come previsto dalla normativa, e – se necessario – di coinvolgere gli enti istituzionali competenti, dalla Provincia alla Regione, per assicurare che ogni passaggio avvenga alla luce del sole e con il pieno coinvolgimento della cittadinanza.
L’incontro si è concluso con un messaggio forte e unitario: nessun progetto può essere accettato se calato dall’alto, senza benefici per il territorio, senza trasparenza e senza il consenso delle comunità locali. Ogni intervento, se davvero necessario, deve accompagnare il territorio, rispettarne l’identità e rafforzarne le vocazioni ambientali e culturali, non comprometterle.
La mobilitazione continua, con l’invio in corso di osservazioni spontanee da parte di cittadini, associazioni e attività locali, nel segno della tutela ambientale, della trasparenza e della partecipazione democratica.
Dopo sette anni, Massimo D’Angelo è tornato a indossare la maglia della Recanatese, e lo ha fatto da protagonista. Una stagione intensa, fatta di ostacoli ma anche di grandi soddisfazioni personali e collettive, culminata con una salvezza conquistata con una giornata d’anticipo nel girone F di Serie D.
Un traguardo tutt’altro che scontato, soprattutto in una stagione iniziata con ambizioni ben diverse, eredità della recente retrocessione dalla Serie C. Ma le difficoltà non hanno tardato ad arrivare: cambi di uomini, di prospettive e di scenari, che hanno ridimensionato gli obiettivi iniziali. Eppure, la compattezza del gruppo ha fatto la differenza.
"Siamo contenti di aver raggiunto la salvezza prima dell’ultima giornata, perché poi le cose si possono sempre complicare quando si arriva alla fine, dove nulla è scontato" afferma D’Angelo, che ha saputo caricarsi la squadra sulle spalle, diventando un riferimento dentro e fuori dal campo.
Il centrocampista giallorosso ha chiuso il campionato con 11 reti, molte delle quali pesanti: la doppietta contro l'Avezzano, la punizione allo scadere che ha deciso il derby d’andata contro la Civitanovese e il rigore dell’1-1 in quello di ritorno al Polisportivo, che ha di fatto sancito la parola salvezza. "È stato il mio miglior anno a livello personale - racconta D’Angelo -. Mi sono sentito importante, sia come giocatore che come uomo spogliatoio, insieme agli altri veterani. Questo mi ha dato la forza per spingermi oltre. Venivo da quasi un anno di inattività, quindi la mia situazione iniziale non era delle migliori. Ma, aumentando la condizione fisica e trovando continuità, sono arrivati gli 11 gol stagionali, merito di tutta la Recanatese".
Dietro i numeri, però, c’è molto di più: la voglia di lottare, l’unione di uno spogliatoio che ha saputo trasformare le difficoltà in motivazione. "Il calcio è uno sport di squadra – spiega – e nel nostro caso ci sono stati tanti fattori che hanno cambiato il percorso. Ma quello che non è mai cambiato è stato il nostro attaccamento alla maglia. Quando c’è questo, anche se gli obiettivi cambiano, puoi comunque arrivare al traguardo".
Il 6 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata dell’Asma, una patologia cronica che colpisce circa il 5-10% della popolazione globale. In Italia, si stima che ne soffrano circa 3,5 milioni di persone.
A Civitanova Marche, l’Unità Operativa di Allergologia dell’Ospedale - diretta dal Dr. Stefano Pucci - segue oltre 3.000 pazienti, monitorandoli regolarmente per garantire un efficace controllo della malattia e una corretta aderenza terapeutica. Circa 100 di questi casi rientrano nella forma grave, che comporta una gestione clinica più complessa. Molti di questi pazienti sono inseriti nel progetto nazionale SANI (Severe Asthma Network Italy), con la referente locale dottoressa D’Alò.
"L’asma è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi – spiega il Dr. Pucci – che si manifesta con respiro affannoso, senso di costrizione toracica, tosse stizzosa e respiro sibilante. Le cause sono spesso multifattoriali: predisposizione genetica, allergie, inquinamento, fumo e infezioni respiratorie".
Per aiutare i cittadini a conoscere meglio questa patologia e favorire la diagnosi precoce, l'ospedale di Civitanova aderisce all’iniziativa Asma Zero Week, che si terrà in due fasi: dal 12 al 16 e dal 26 al 30 maggio. Durante questi giorni, verranno offerte visite gratuite, test di funzionalità respiratoria e consulenze personalizzate presso il reparto di Allergologia. L’iniziativa ha sempre registrato un’ampia partecipazione e i posti si esauriscono rapidamente.
La diagnosi dell’asma prevede, oltre agli esami respiratori, indagini allergologiche e la valutazione di eventuali patologie associate, come poliposi nasale, obesità, disturbi del sonno, reflusso gastroesofageo o ipersensibilità ad alcuni farmaci. Questo approccio permette di personalizzare i trattamenti, oggi sempre più efficaci anche nelle forme gravi grazie ai farmaci biotecnologici.
Anche l’Ospedale di Macerata, con la sua Unità di Pediatria diretta dalla Dr.ssa Martina Fornaro, partecipa alla Giornata Mondiale dell’Asma con un evento dedicato ai più piccoli. Martedì 13 maggio, dalle 14:30 alle 19:30, presso l’ambulatorio di pneumologia pediatrica si terranno visite gratuite e spirometrie per bambini, curate dalla Dr.ssa Roberta Piccinini, specialista in patologie respiratorie pediatriche.
Durante il pomeriggio sarà allestito anche uno spazio accogliente nel giardino antistante la Pediatria, dove i bambini potranno intrattenersi grazie alla presenza dei volontari di Nati per Leggere e Il Baule dei Sogni.
"L’asma bronchiale ha un impatto significativo in termini di salute pubblica e qualità della vita – sottolinea il Direttore dell’Ast di Macerata, Dr. Alessandro Marini –. Le eccellenze locali come l’Allergologia di Civitanova e la Pediatria di Macerata rappresentano un riferimento fondamentale per la popolazione".
L’iniziativa è promossa da SIMRI (Società Italiana delle Malattie Respiratorie Infantili) con il supporto di SIP, APS Respiriamo Insieme, Federasma e AsmAllergia Bimbi. Anche l’Assessore alla Sanità delle Marche, Filippo Saltamartini, ha voluto evidenziare l’importanza di queste attività: "Queste giornate dedicate alla prevenzione e alla diagnosi precoce sono cruciali. Invito le famiglie a partecipare ai controlli gratuiti: è un’occasione preziosa per tutelare la salute dei propri figli e migliorare la gestione di una malattia che può essere ben controllata con i giusti strumenti".
Sono positivi i riscontri sulla prima vera finestra turistica della stagione che si è aperta con le feste pasquali e si è chiusa con il ponte lungo del primo maggio. Un test importante per la filiera marchigiana che continua ad essere una meta di richiamo grazie ad un’offerta molto ampia come sottolinea il professor Massimiliano Polacco, direttore regionale di Confcommercio Marche e segretario generale di Federalberghi Marche.
"Sapevamo - dichiara Polacco -, che le festività pasquali e i ponti successivi sarebbero stati un banco di prova cruciale per il comparto turistico marchigiano in vista dell’imminente stagione estiva. I segnali sono certamente positivi come dimostra il trend registrato in questi giorni di festa che ci fa ben sperare per i prossimi mesi: aumenta la fiducia e l’ottimismo in una stagione 2025 che potrebbe consolidare i dati in crescita registrati negli ultimi anni".
Una combinazione di fattori che ha permesso alla nostra regione di avere, anche in questo periodo, un turismo diffuso nonostante alcuni, inevitabili, picchi legati alle località più gettonate come Senigallia o la Riviera del Conero: "Certamente i luoghi più frequentati a livello turistico - prosegue il direttore Polacco -, hanno confermato le attese ma c’è stata una presenza sul territorio che ha rispecchiato la varietà delle nostre proposte: bene i luoghi di mare ma anche le città della cultura e legate alle tradizioni religiose, i borghi storici e le aree di montagna".
Sull’andamento delle prenotazioni ha influito ovunque il fattore incertezza legato al meteo ma per quanto riguarda le località di mare nel periodo pasquale sono andate bene a Senigallia le prenotazioni con gruppi e individuali (anche se il meteo ha un po’ limitato questo segmento) con provenienza prevalente dal nord Italia (Lombardia/Veneto/Emilia Romagna) e con arrivi last minute anche dall'estero (Svizzera/Germania/Austria).
Per quanto riguarda Ancona, la Riviera del Conero, Civitanova Marche e Cupra Marittima bene i gruppi e le prenotazioni individuali con arrivi dalla Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana ma anche dal Lazio, dall’Abruzzo e dalla Puglia. Per il 25 aprile e il ponte del primo maggio a prevalere sono stati i clienti last minute (soprattutto per il meteo). Buoni i riscontri anche a Macerata. A Pasqua sono andate bene le prenotazioni di gruppi e anche quelle individuali con provenienza prevalente da Lazio, Toscana, Puglia e Lombardia.
Il 25 aprile molto bene le prenotazioni di gruppi mentre per il ponte del primo maggio parecchi clienti dell’ultimo minuto (per il meteo). Nell’entroterra positivi i segnali provenienti da Sarnano e Camerino dove a Pasqua c’è stata una prevalenza di turisti individuali con prenotazioni last minute per il meteo con provenienza da Lazio, Umbria, Veneto e Campania.
Clienti last minute anche per il 25 aprile e il ponte del primo maggio. Nella provincia di Pesaro buoni i dati di Pesaro e Fano con particolare riferimento ai gruppi legati agli eventi sportivi provenienti in prevalenza da Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Ottimo anche il riscontro per il turismo culturale come ad Urbino sia per Pasqua che per il 25 aprile e il ponte del primo maggio con molti turisti dell’ultimo minuto.
"Siamo chiaramente di fronte ad un trend positivo – il commento del prof. Polacco –, che ci può far affrontare in maniera ancora più convinta le sfide che ci attendono nei prossimi mesi puntando su una competitività marchigiana sempre più evidente e di qualità".