Anche quest’anno la Geologia Unicam ha celebrato oggi 22 aprile l’Earth Day la Giornata della Terra, con il seminario divulgativo “Italia, terra di vulcani”, rivolto in particolare alle studentesse ed agli studenti delle scuole superiori, ma aperto a tutto il pubblico interessato.
Il tema scelto è di forte attualità perché punta l’attenzione su una caratteristica peculiare del nostro Paese, la presenza di diversi vulcani attivi e potenzialmente pericolosi in aree fortemente popolate, unico paese in Europa con queste caratteristiche. Nel corso dell’evento si è parlato quindi delle complesse caratteristiche vulcanologiche della nostra penisola, dei rapporti tra vulcani e terremoti, degli effetti delle eruzioni vulcaniche, ma anche delle ricerche più avanzate per lo studio dei fenomeni vulcanici e della loro previsione per la protezione delle popolazioni.
L’incontro è stato introdotto dalla professoressa Eleonora Paris, docente di Geomateriali, sono poi seguiti gli interventi tenuti dal professor Fabio Arzilli, vulcanologo, e dal professor Nicola Alessandro Pino, sismologo, entrambi della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam.
Al termine delle relazioni, i partecipanti hanno potuto visitare i laboratori di Geochimica e Petrologia sperimentale di UniCam, diretti dal professor Michael Carroll, dove si svolgono esperimenti ad alta temperatura e pressione, finalizzati allo studio del comportamento dei magmi e alla comprensione dell’esplosività vulcanica.
Grande attesa e teatro gremito per i finalisti di Musicultura 2026: il doppio appuntamento del 23 e 24 aprile al Teatro Persiani registra il tutto esaurito, confermando l’interesse crescente del pubblico verso la nuova scena cantautorale italiana.
I sedici artisti selezionati per la XXXVII edizione del festival, scelti tra ben 1.326 candidature, si esibiranno in anteprima nazionale in due serate che si preannunciano ricche di emozioni e scoperte musicali.
Ospite d’eccezione sarà Raphael Gualazzi, musicista raffinato e originale, capace di fondere jazz, blues e soul in uno stile personale e riconoscibile, trasformando ogni esibizione in un’esperienza intensa e coinvolgente.
A condurre gli spettacoli, in programma alle ore 21, saranno John Vignola, Marcella Sullo e Duccio Pasqua di Rai Radio1, emittente ufficiale della manifestazione. Il concerto del 23 aprile sarà trasmesso in diretta radiofonica, mentre quello del 24 andrà in onda in differita il 30 aprile. Entrambe le serate saranno visibili anche in streaming su Rainews.it, sui canali social del festival e in televisione su èTV Marche.
Tra le novità di questa edizione spicca il debutto di Musicultura After Show, che porterà la musica anche fuori dal teatro. A partire dalle 22:30, piazza Leopardi si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto con concerti gratuiti e jam session spontanee che vedranno protagonisti sia artisti ospiti sia gli stessi finalisti.
Un’altra iniziativa significativa è Recanati Next, progetto promosso dal Comune per coinvolgere attivamente i giovani in un percorso di partecipazione culturale. Studenti degli istituti superiori cittadini e della Consulta Provinciale sono stati chiamati a esprimere le proprie valutazioni sui finalisti, contribuendo così a rafforzare il dialogo tra nuove generazioni e istituzioni.
Musicultura si conferma così non solo un concorso musicale, ma un vero laboratorio culturale, capace di unire spettacolo, formazione e cittadinanza attiva. Recanati, ancora una volta, diventa il cuore pulsante della nuova musica italiana.
Arriva fino a Palazzo Chigi la presa di posizione della famiglia di Enrico Mattei. Lo scorso 27 marzo, all’indirizzo Pec della Presidenza del Consiglio, sarebbe stata recapitata una diffida formale con un oggetto inequivocabile: stop all’utilizzo del cognome Mattei per il piano strategico promosso dal Governo. A firmarla è Pietro Mattei, uno dei nipoti dell’imprenditore scomparso nel 1962 in un incidente aereo rimasto tra i grandi misteri italiani. Lo zio, che non ebbe figli, lasciò la propria eredità ai nipoti, oggi al centro della vicenda.
Secondo quanto riportato in un'esclusiva da La Stampa, la decisione arriva dopo un periodo di osservazione delle politiche governative: "All’inizio ho detto vediamo che fanno, ma ora trovo inaccettabile quanto sta accadendo”, ha spiegato al quotidiano torinese Pietro Mattei, criticando in particolare le scelte su energia, immigrazione e politica estera. Nella diffida, l’utilizzo del nome di Mattei viene definito come uno strumento "finalizzato a scopi di propaganda", con il rischio di distorcere il significato storico e politico dell’azione del fondatore dell’Eni.
Il riferimento è al cosiddetto "Piano Mattei", con cui il Governo Meloni intende rafforzare i rapporti con i Paesi africani. Un’impostazione che, secondo gli eredi, sarebbe però "in totale antitesi" con la visione originale: quella di una politica energetica autonoma e di relazioni internazionali basate su accordi paritari. Non manca un passaggio critico anche sui rapporti con gli Stati Uniti: "Mattei li aveva sfidati, non era il loro servo", è una delle frasi più nette riportate nell’intervista.
Tra i punti più contestati c’è proprio l’approccio verso l’Africa. Il Governo richiama spesso il modello Mattei parlando di cooperazione non predatoria, ma per la famiglia il paragone non regge. Nella diffida si ricorda come l’imprenditore marchigiano investisse nella formazione dei giovani locali, inserendoli nelle strutture Eni e contribuendo allo sviluppo dei loro Paesi. Un metodo ritenuto molto distante dall’attuale gestione dei flussi migratori, giudicata più politica che strutturale.
La famiglia è pronta ad andare oltre la diffida. Pietro Mattei ha annunciato la possibilità di avviare un’azione legale sia civile che penale nel caso in cui il nome continui a essere utilizzato: "Stanno vendendo una scatola vuota", è l’accusa fatta dalle colonne de "La Stampa".
Parallelamente, si è aperto anche un contenzioso con l’Eni su alcuni beni appartenuti a Mattei. Gli eredi rivendicano oggetti personali, documenti e diverse opere d’arte del primo Novecento, tra cui due nature morte di Giorgio Morandi. Su questo fronte è già stata avviata una causa civile al tribunale di Macerata per la cosiddetta "petizione ereditaria". L’azienda ha replicato sostenendo che quei beni fanno parte del proprio patrimonio e che difenderà questa posizione in giudizio.
Abbiamo inoltre interpellato il fratello di Pietro Mattei, Paolo Mattei, che offre una lettura più distaccata della vicenda, pur condividendo la difesa del valore del 'Piano Mattei'. "Secondo me – spiega – si stanno mescolando piani completamente diversi: il Piano Mattei per l’Africa, l’azione politica del Governo e perfino scenari internazionali come la guerra in Medio Oriente. Sono livelli distinti che non dovrebbero essere sovrapposti".
Paolo Mattei sottolinea come, a suo avviso, il dibattito pubblico stia confondendo ambiti non comparabili: “Una cosa è il Piano Mattei, un’altra sono le scelte politiche dell’esecutivo e un’altra ancora le dinamiche geopolitiche tra Stati Uniti, Russia o Israele e Palestina. Non si può mettere tutto sullo stesso piano”.
Pur esprimendo critiche verso alcune letture della vicenda, si dice invece favorevole al richiamo al progetto originario: "Il Piano Mattei, in sé, è un’idea che condivido, perché i principi a cui si ispira sono ancora attuali rispetto alla visione di Enrico Mattei". E aggiunge: "Ma non si può confondere il giudizio politico generale con il contenuto del Piano. Sono ambiti diversi e vanno valutati separatamente".
Prosegue in arancionero il percorso di Nicole Piomboni: la schiacciatrice classe 2005 sarà ancora una giocatrice della CBF Balducci HR. Il club maceratese e la giocatrice azzurra, campionessa mondiale Under 21, hanno rinnovato l’accordo anche per la stagione 2026/27. L’atleta romagnola, alta 182 cm, continuerà dunque a far parte del roster che affronterà il prossimo campionato di Serie A1, dando continuità al proprio percorso di crescita con la maglia arancionera.
Nel corso dell’ultima stagione Piomboni ha contribuito alla salvezza in Serie A1 della CBF Balducci HR con prestazioni importanti, confermando il proprio valore nel massimo campionato. In precedenza, con la maglia della CDA Talmassons, era stata tra le protagoniste della promozione in Serie A1, disputando poi la massima serie anche con il club friulano. Agli inizi della sua carriera ha vestito le divise di Olimpia Teodora Ravenna e VAP Galbiati Piacenza in Serie B1, prima del salto nei campionati nazionali maggiori.
Importante anche il suo percorso con le Nazionali giovanili: nella scorsa estate ha conquistato il titolo mondiale con l’Italia Under 21, mentre con la Nazionale Under 22 ha ottenuto la qualificazione ai Campionati Europei in programma questa estate. In precedenza, Piomboni aveva già centrato l’argento all’Europeo Under 20 nel 2024 e il bronzo ai Mondiali Under 19 nel 2023.
Nicole Piomboni in arancionero anche nella prossima stagione: come è arrivata questa scelta?
«Sono molto contenta di poter dire di aver preso la decisione di rimanere ancora qui alla CBF Balducci HR Macerata, perché è stato un anno in cui sono stata molto bene fin dall’inizio. Da quando sono arrivata mi sono sentita subito a casa. Penso che alla fine quello che ti fa stare bene in un posto siano le persone e l’ambiente che lo circonda, e io devo dire che quest’anno mi sono trovata davvero bene, a partire dall’allenatore, dallo staff e dalle compagne. Abbiamo lavorato molto bene e quindi ho preso questa decisione con grande convinzione».
Non è stata la prima stagione in A1, ma è stata quella in cui Nicole Piomboni ha trovato più spazio: continua il percorso di crescita?
«Sì, posso dire che è stata la prima stagione in A1 in cui sono riuscita a ritagliarmi dello spazio in campo. Mi sento cresciuta sotto diversi punti di vista. Innanzitutto credo di aver acquisito più consapevolezza come giocatrice a 360 gradi, sia dal punto di vista tecnico, nei fondamentali dove magari inizialmente ho fatto un po’ più fatica essendo a un livello nuovo, come l’attacco o la ricezione con battute più incisive, sia a livello personale, perché ho acquisito più sicurezza. Mi sento quindi migliorata, ma allo stesso tempo so che posso ancora lavorare tanto per fare ancora meglio nella prossima stagione».
Guardando al prossimo anno, obiettivi e prospettive?
«Mi aspetto sicuramente un’altra stagione molto impegnativa. Il livello sarà ancora più alto e questi sono stimoli in più che fanno sempre bene. Affronteremo tutto con lo stesso spirito con cui abbiamo vissuto questa stagione: con carica, grinta e voglia di fare bene. Sono sicura che, partendo così fin dall’inizio, riusciremo a toglierci delle soddisfazioni».
In un’atmosfera di grande commozione e altissimo valore civile, la città di San Severino Marche ha accolto la visita istituzionale del rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Di Segni. L’evento si colloca in un momento di straordinaria intensità per la comunità settempedana, a pochissimi giorni dalla storica visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, atteso per le celebrazioni del 25 aprile in questa terra già insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile.
Ad accogliere il rabbino al suo arrivo a Palazzo Comunale sono stati il sindaco, Rosa Piermattei, e il presidente del Consiglio Comunale, Sandro Granata. Dopo una visita alle sale del piano nobile, l’incontro è proseguito nella Sala del Consiglio alla presenza degli assessori Sara Clorinda Bianchi, Michela Pezzanesi e Vanna Bianconi. Presente anche il dottor Marcello Bedeschi, figura storica dell’Anci e caro amico del compianto cardinale Edoardo Menichelli che con i Di Segni aveva un rapporto molto speciale.
La visita del rabbino rappresenta il compimento di un percorso della memoria che unisce la storia d’Italia alle radici di San Severino Marche.
Nel ricordo delle pagine più significative della storia di San Severino Marche durante il periodo dell'occupazione è stato sottolineato anche l’impegno e l’esempio della famiglia del dottor Mosè Di Segni, padre dell’attuale Rabbino Capo di Roma, che trovò rifugio e protezione nella frazione di Serripola. Come ha detto il sindaco Piermattei, "il dottor Mosè non scelse il silenzio, ma mise la sua professionalità di medico al servizio della libertà, operando tra le fila della formazione partigiana "Gruppo Mario" e curando instancabilmente la popolazione locale".
“Questa sua visita è un segno di pace – ha sottolineato il sindaco nel suo discorso – La sua presenza non è solo un atto istituzionale ma il compimento di un percorso che unisce la nostra comunità alla sua famiglia. Accogliendo lei, accogliamo idealmente di nuovo Mosè Di Segni, ribadendo che la memoria non è un esercizio del passato, ma una strada per il futuro. Bentornato in quella che è, e sempre sarà, orgogliosamente casa sua e della sua famiglia”.
Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Riccardo Di Segni, che ha ricordato il coraggio del padre, medico pediatra, alieno da velleità militariste ma pronto al sacrificio, e la "rete di silenziosa solidarietà" della popolazione locale. Il rabbino ha svelato un aneddoto legato al giovane Edoardo Menichelli, futuro cardinale, che da bambino giocava con i fratelli Di Segni senza fare domande, rispettando il patto di protezione collettiva che la città aveva stretto attorno alla famiglia perseguitata.
“Noi abbiamo mantenuto un ricordo estremamente forte di questa ospitalità – ha sottolineato il rabbino – La popolazione locale è stata estremamente disponibile. Quella protezione silenziosa è il ricordo più bello. Prima della teologia, sono proprio l’amicizia e il rispetto a fondare questi rapporti tra le fedi”.
A suggello dell'incontro, il rabbino Di Segni ha fatto dono alla Città di un ulivo, simbolo mediterraneo di luce, vita e partecipazione.
L'albero sarà presto messo a dimora insieme alla targa commemorativa recante la seguente iscrizione: "Frida, Elio e Riccardo, figli di Mosè e Pina Di Segni/In memoria del cardinale Edoardo Menichelli. 22 aprile 2026 – 5 Yiar 5786".
Un gesto simbolico di dialogo interreligioso e di storia condivisa. Prima di concludere la visita nell'ufficio del primo cittadino, il rabbino ha anche lasciato una dedica sul libro d’onore del Comune: "Con grande emozione torno nella città di cui sono cittadino onorario, con grande apprezzamento per le doti di amicizia e ospitalità. Un affettuoso saluto”.
La visita riafferma la città San Severino Marche come luogo di accoglienza, preparando il cuore della città al prossimo incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella.
CIVITANOVA MARCHE – I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile del N.O.R. della Compagnia di Civitanova Marche hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale Ordinario di Macerata nei confronti di un uomo di 59 anni, residente a Recanati e già noto alle forze dell’ordine.
L’uomo, pluripregiudicato, è stato rintracciato e arrestato in quanto destinatario di un provvedimento restrittivo legato a una condanna definitiva per reati finanziari. La pena residua da scontare è pari a due anni di reclusione.
Dopo le formalità di rito svolte dai militari operanti, il 59enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Fermo, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Macerata, impegnati nel garantire la sicurezza stradale e nel contrasto al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso delle ultime ore, i servizi messi in campo hanno portato a una denuncia e a una segnalazione amministrativa alla Prefettura.
Nel territorio di Macerata, i militari del N.O.R. – Sezione Radiomobile hanno denunciato un uomo di 55 anni, residente a Corridonia, fermato nella serata del 18 aprile a Pollenza mentre era alla guida della propria autovettura.
Sottoposto ad accertamento con etilometro, l’uomo è risultato positivo con un tasso alcolemico pari a 1,39 g/l, ben oltre i limiti consentiti dalla normativa vigente. Nei suoi confronti è scattata la denuncia ai sensi dell’articolo 186 del Codice della Strada e il ritiro immediato della patente di guida. Il veicolo è stato affidato a una persona idonea alla conduzione.
Parallelamente, a Cingoli, i Carabinieri della locale Stazione hanno effettuato un controllo nel centro cittadino nel tardo pomeriggio del 18 aprile. L’operazione ha portato all’identificazione di un 19enne del posto, trovato in possesso di circa 3 grammi di hashish destinati a uso personale.
La sostanza stupefacente è stata sequestrata e sarà successivamente distrutta, mentre il giovane è stato segnalato alla Prefettura di Macerata.
L’attività rientra nel più ampio piano di controlli straordinari sul territorio predisposto dall’Arma dei Carabinieri per la prevenzione dei reati e la sicurezza dei cittadini.
MOGLIANO – È stato denunciato un uomo di 42 anni, di origini marocchine e residente a Mogliano, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e porto ingiustificato di arma od oggetti atti ad offendere.
L’intervento dei Carabinieri del N.O.R. – Sezione Radiomobile della Compagnia di Macerata è scattato nella tarda serata del 20 aprile, a seguito di una richiesta di aiuto giunta da un’abitazione del centro storico di Mogliano. Una donna aveva segnalato la presenza del suo ex compagno che, sotto casa, stava assumendo atteggiamenti insistenti e molesti.
Giunti sul posto, i militari hanno trovato l’uomo in evidente stato di agitazione. Invece di collaborare, il 42enne avrebbe rivolto frasi ingiuriose e atteggiamenti provocatori nei confronti dei Carabinieri, rendendo necessario l’intervento di una seconda pattuglia per il supporto operativo.
Durante le fasi del controllo, l’uomo avrebbe tentato improvvisamente di raggiungere l’interno della propria autovettura, cercando di recuperare un oggetto non identificato. I militari sono intervenuti tempestivamente per impedirglielo, ma il soggetto avrebbe opposto resistenza fisica, tentando più volte di divincolarsi.
Anche dopo un primo momentaneo ritorno alla calma, il 42enne avrebbe cercato nuovamente di allontanarsi a piedi, venendo infine bloccato dagli operanti. La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di rinvenire un cutter con lama di circa 8 centimetri, immediatamente sequestrato e posto a disposizione dell’autorità gudiziaria.
L’uomo è stato quindi denunciato a piede libero per resistenza, oltraggio a Pubblico Ufficiale e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.
Nell'ambito del progetto Qui Val di Fiastra – vincitore del Bando PNRR Borghi – coordinato da Inabita Laboratorio Territoriale per i Comuni di Ripe San Ginesio, Loro Piceno e Colmurano come soggetti attuatori, la Rete Museale della Val di Fiastra inaugura le sue Giornate dell'Ambiente: tre appuntamenti gratuiti distribuiti tra aprile e maggio nei centri storici della valle, a cura di Meridiana snc.
La Rete Museale della Val di Fiastra unisce i musei e i luoghi culturali di Loro Piceno, Colmurano e Ripe San Ginesio insieme all'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra in un unico sistema culturale integrato, con aperture regolari, gestione coordinata e un biglietto unico dotato di QR code che consente l'accesso a contenuti digitali dedicati alle opere e ai luoghi della rete. Le Giornate dell'Ambiente sono un'occasione per scoprirla percorrendo a piedi i borghi, con guide esperte e programmi pensati per tutti.
Si comincia domenica 26 aprile a Ripe San Ginesio (ore 14–19) con Storie di pietra e arte contemporanea: un percorso guidato tra storia, arte e paesaggio che parte dalla Pinacoteca di Arte Contemporanea e si apre all'esterno con il Parco Scultoreo, dove installazioni in ferro e legno dialogano con il contesto urbano e naturale. Sono previsti tre turni di visita da circa un'ora e mezza ciascuno. Ritrovo: Pinacoteca di Arte Contemporanea.
Domenica 3 maggio a Colmurano (ore 16–19) è la volta di Acqua, natura e scoperta: un pomeriggio dedicato al paesaggio della Val di Fiastra, con partenza dal Museo Renzo Contratti Ventura e cammino verso le Fonti Allungo. Attività all'aperto pensate per bambini e famiglie, tra acqua, ambiente ed esplorazione del territorio. Ritrovo: Museo Contratti Ventura.
Si chiude sabato 9 maggio a Loro Piceno (ore 15–19) con Memoria e mestieri del borgo: un itinerario tra le vie del paese che intreccia la visita al Museo delle Due Guerre Mondiali e alle cucine del Castello Brunforte, per concludersi nello Spazio delle Tradizioni Future — occasione per incontrare pratiche, saperi e nuove prospettive legate al fare artigianale. Ritrovo: Spazio delle Tradizioni Future (già Museo del Vino Cotto), Chiostro San Francesco.
La Rete Museale è uno degli interventi centrali del progetto Qui Val di Fiastra, costruita per rendere il patrimonio artistico e culturale della valle più accessibile e fruibile in modo continuativo. Ne fanno parte sette realtà distribuite nei comuni della valle: la Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea e il Parco Scultoreo di Ripe San Ginesio; il Museo Renzo Contratti Ventura di Colmurano; il Museo di Storia Postale dei Monti Azzurri, il Museo del Vino Cotto e Le Cucine del Castello a Loro Piceno; il Museo Civico delle Due Guerre Mondiali nel Castello Brunforte; e il complesso monastico dell'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, porta d'ingresso alla val di Fiastra. Attraverso itinerari tematici, contenuti multimediali e un biglietto unico con QR code, i visitatori possono vivere un'esperienza di visita completa che connette luoghi, storie e comunità dell'entroterra marchigiano.
Venerdì 24 aprile, alle ore 17:30, si terrà la presentazione pubblica del restaurato Polo culturale San Rocco, situato all’inizio di vicolo Costa. L'iniziativa segna la restituzione alla cittadinanza di un ulteriore e importante tassello del patrimonio storico-architettonico cittadino, trasformato in uno spazio moderno e polifunzionale.
L’apertura sarà accompagnata da un momento di carattere artistico: una Ouverture musicale curata dalla Scuola Civica di Musica Stefano Scodanibbio, seguita dalla esposizione di una gigantografia in scala naturale della grande tela del pittore ottocentesco Giovanni Cingolani raffigurante il Poeta e scrittore Italiano Torquato Tasso che presenta il suo poema “Gerusalemme liberata” alla Accademia dei Catenati, tela originale presente nel Salone di rappresentanza del Palazzo del Governo ma che oggi è custodita in deposito in attesa di restauro. Questi due momenti della presentazione pubblica, infatti, sottolineeranno la vocazione del sito quale nuovo centro per le attività concertistiche, espositive e culturali della città.
Il recupero dell’ex chiesa di San Rocco, manufatto le cui prime notizie risalgono alla metà del XVI secolo come proprietà della Confraternita omonima disciolta nel 1810, è stato reso possibile grazie ai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) nell'ambito degli interventi di Rigenerazione Urbana, per un investimento complessivo di 1 milione e 650 mila euro.
L’intervento, basato sul progetto definitivo redatto dallo studio KALIP e affidato attraverso appalto integrato al Consorzio Stabile Alta Val di Cecina, ha riguardato il restauro conservativo, il miglioramento sismico e l’adeguamento funzionale della struttura. I lavori sono stati condotti nel pieno rispetto dei caratteri costruttivi originari, puntando alla rimozione delle stratificazioni interne verticali e orizzontali accumulatesi nel tempo e al ripristino della copertura con una nuova struttura lignea.
Particolare cura è stata dedicata alla ridefinizione estetica e funzionale degli interni: l'uso di materiali e colori appropriati, insieme a specifici interventi per il miglioramento delle prestazioni acustiche, garantisce oggi una qualità ottimale per l'attività convegnistica e concertistica. Purtroppo nessun lacerto materiale testimoniante i tre altari che arricchivano la primitiva chiesa è stato trovato, tuttavia in sede di rilievo è stato intercettato e poi reso visibile parte del “pozzo di San Rocco” che suggerisce la presenza di primitive cavità ipogee.
Il complesso, che comprende anche il recupero delle facciate esterne in laterizio a vista e la creazione di moderne zone di servizio in prossimità del foyer e del palco, offre ora una sala principale da circa 80 posti a sedere, dotata di impianti tecnologicamente avanzati e pronta a integrarsi nella rete degli spazi culturali del centro storico.
L’apertura del Polo San Rocco si inserisce nel più ampio piano di risanamento e riqualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico del nucleo antico della città, che ha già visto il ripristino di numerosi vicoli e spazi aperti riscuotendo un considerevole apprezzamento pubblico. La struttura si propone come un nuovo simbolo di vitalità socio-culturale, offrendo un contenitore moderno per attività espositive, musicali e di approfondimento.
Nel centro storico di Macerata la mattinata si è aperta con qualche difficoltà nella circolazione, in seguito al cambio di senso di marcia di alcune vie annunciato nella giornata di ieri. Il piano, legato a un intervento di manutenzione stradale, prevedeva una modifica della viabilità articolata in due momenti distinti: una prima fase dalle 7 del mattino e un cambiamento più rilevante a partire dalle 14.
Proprio questa distinzione, però, non è risultata del tutto chiara a chi si è trovato a transitare in centro nelle prime ore della giornata. Alcuni automobilisti hanno segnalato una comunicazione poco efficace, trovandosi di fronte a una segnaleticache indicava cambiamenti già in atto, senza che però fossero ancora state chiuse le strade interessate o pienamente attuate le nuove disposizioni.
Ne è derivata una situazione di incertezza nel traffico, con conducenti che hanno interpretato in modo diverso le indicazioni presenti lungo il percorso. Un contesto reso più delicato anche dalla coincidenza con il giorno di mercato, che ha contribuito ad aumentare il traffico nella zona.
Il risultato è stato un avvio non del tutto lineare per una riorganizzazione della viabilità a Macerata che, secondo quanto previsto, dovrebbe entrare pienamente a regime nel corso della giornata, una volta scattate le modifiche principali programmate per il pomeriggio.
In concreto, i cambiamenti prevedono il divieto di sosta in via Zara nel tratto tra viale Leopardi e via Don Minzoni e, dalle 14, la chiusura al traffico di via Zara. Per consentire la circolazione vengono invertiti i sensi di marcia in via Ciccarelli, in via Lauro Rossi nel tratto verso via Santa Maria della Porta, in via Basili e in parte di via Santa Maria della Porta. In piazza Mazzini, all’ingresso di Porta Mercato, è previsto un senso unico alternato con precedenza in uscita verso piazza Nazario Sauro e il divieto per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate. Temporaneamente viene sospesa la Ztl in via Don Minzoni, mentre in via Padre Matteo Ricci è obbligatoria la svolta a sinistra verso via Santa Maria della Porta con accesso limitato a residenti e carico e scarico. In via Armaroli potrà inoltre essere attivato un senso unico alternatoin base all’avanzamento dei lavori.
Il costo della vita torna a salire con decisione a Macerata, riportando il capoluogo marchigiano tra i più cari d’Italia. Dopo un inizio d’anno che lasciava intravedere segnali di stabilizzazione, i dati di marzo ribaltano lo scenario e certificano una nuova accelerazione dei prezzi. Secondo l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati territoriali diffusi dall’Istat, Macerata si colloca al nono posto nella classifica dei capoluoghi più cari d’Italia. L’inflazione tendenziale ha raggiunto il +2,6%, uno dei valori più alti a livello nazionale, traducendosi in un aumento medio della spesa annua di circa 576 euro per famiglia.
Un dato che segna un deciso peggioramento rispetto all’inizio dell’anno. A gennaio la città era già tra le più care, con un +1,8% e un aggravio di circa 399 euro annui, mentre a febbraio il tasso era salito al 2%, pur con un leggero arretramento in classifica. Marzo, invece, segna il ritorno stabile nella top ten, confermando una tendenza che riporta alla mente quanto accaduto due anni fa, quando Macerata figurava stabilmente ai vertici.
Il confronto con il resto del Paese è significativo: la media italiana si ferma a un +1,7%, pari a circa 427 euro annui in più a famiglia. Ancora più marcato il divario con le altre province marchigiane. Ascoli Piceno si posiziona a metà classifica, con un’inflazione dell’1,7% e un aumento medio di 376 euro, mentre Ancona si colloca tra le città meno colpite, con un +1% e un aggravio di appena 236 euro annui.
A incidere maggiormente sull’aumento dei prezzi sono soprattutto le spese quotidiane. L’analisi dell’Istat evidenzia come il peso principale arrivi dai beni alimentari e dalle bevande analcoliche, seguiti dai servizi di ristorazione e alloggio e dai trasporti. In altre parole, è il cosiddetto “carrello della spesa” a incidere in modo determinante sui bilanci familiari.
Resta sullo sfondo anche il tema dei costi energetici, influenzati dalle tensioni internazionali, in particolare in Medio Oriente. Tuttavia, nelle Marche l’impatto dei carburanti, pur significativo, risulta meno marcato rispetto ad altre regioni, elemento che rende ancora più evidente la specificità della dinamica maceratese.
Guardando al quadro nazionale, la città più cara è Como, con un’inflazione del 2,7% e un aumento annuo che supera gli 800 euro a famiglia. Seguono Belluno e Grosseto, anch’esse con rincari sostenuti. All’opposto, Campobasso, Aosta e Trapani restano le realtà meno colpite dal caro vita.
Per Macerata, dunque, il 2026 si conferma un anno complesso sul fronte dei prezzi: il peso dell’inflazione continua a farsi sentire, soprattutto nelle spese quotidiane, mettendo sotto pressione i bilanci delle famiglie e riaccendendo l’attenzione su un fenomeno che, almeno per ora, non accenna a rallentare.
Venerdì 24 aprile appuntamento con la FORM nella Chiesa San Domenico di San Severino Marche, alle ore 20.45, con il programma Mozart, Weber e Pierino. Un concerto che associa l’eleganza frizzante del classicismo di Mozart al virtuosismo romantico di Weber, fino al racconto senza tempo di Prokof’ev: un viaggio musicale che unisce generazioni e stili. Protagonista della serata, insieme all’Orchestra Filarmonica Marchigiana, è il talento della giovane fagottista Sarah Carbonare, vincitrice nel 2023 dell’International Bassoon Competition Gioachino Rossini a Pesaro, e co-solista all’Orquesta Simfonica del Vallés di Barcellona, da aprile 2024. Il concerto viene diretto da Jacopo Rivani, con la partecipazione dell'attrice Lucia Palozzi.
Si parte con l’Ouverture de Le nozze di Figaro, K. 492 di Wolfgang Amadeus Mozart, opera buffa unanimemente considerata uno degli esempi più perfetti di drammaturgia musicale, il primo frutto della collaborazione fra il compositore e Lorenzo Da Ponte. L’Ouverture fu composta dopo la stesura dell’intera partitura, e fu ispirata al sottotitolo della commedia francese La folle journée, introducendo perfettamente il vortice degli eventi. Segue il Concerto in fa maggiore per fagotto e orchestra, op. 75, J. 127 di Carl Maria von Weber, composto per lo strumentista Georg Friedrich Brandt, primo fagotto dell'Orchestra di Monaco di Baviera nel 1811. Tipico esempio di Classicismo post-mozartiano, ma in forte odore di Romanticismo per la sua intrinseca drammaticità teatrale, la sua esecuzione viene considerata di grande impegno per il solista.
Chiusura con la famosissima fiaba musicale per bambini di Sergeij Prokof’ev, Pierino e il lupo, con la voce recitante di Lucia Palozzi: un percorso narrativo e musicale che intreccia parola e suono in un racconto capace di parlare a tutte le età. Come tutte le fiabe, infatti, ci sono i personaggi, ma nel capolavoro di Prokof’ev essi sono anche rappresentati da strumenti diversi: il flauto per l’uccellino, l’oboe per l’anatra, il clarinetto per il gatto, il fagotto per il nonno, i tre corni per il lupo, trasformando l’orchestra in un vero e proprio teatro musicale e offrendo al pubblico un viaggio immersivo in cui la dimensione educativa si unisce al piacere dell’ascolto.
Biglietti da 5 a 15 euro, informazioni al numero 0733 634369 e su vivaticket.com.
In vista dello storico appuntamento di sabato 25 Aprile, la città di San Severino Marche continua a prepararsi con profonda emozione ad accogliere il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Per celebrare degnamente la ricorrenza, il sindaco Rosa Piermattei rivolge un appello accorato a tutta la comunità, invitando ogni residente a esporre il tricolore alle finestre e ai balconi delle proprie abitazioni e ad abbellire le vetrine delle attività commerciali.
“Questo gesto simbolico intende vestire a festa la nostra città per onorare i valori della Libertà e della Costituzione, accogliendo con il massimo calore e decoro la più alta carica dello Stato”.
"L'Amministrazione Comunale confida nella piena collaborazione dei cittadini per la miglior riuscita di questo evento straordinario, richiamando l'importanza di rispettare scrupolosamente le indicazioni fornite dal personale di sicurezza e dalla Polizia Locale. Si informa la cittadinanza che l’unico punto di accesso autorizzato per assistere alla cerimonia in piazza Del Popolo sarà quello di via Giuseppe Garibaldi, dove le forze dell’ordine effettueranno i necessari controlli. È vivamente consigliato recarsi sul posto con ampio anticipo, tenendo presente che per ragioni di sicurezza non sarà consentito lasciare la piazza fino alla conclusione definitiva della cerimonia. È stata comunque predisposta un'area riservata specificamente alle persone con difficoltà motorie".
Per quanto riguarda la logistica e la sosta, il piano parcheggi individua come area consigliata piazzale Del Commercio, nella zona dell’ospedale, da dove sarà garantito un servizio navetta gratuito, grazie alla collaborazione della società Contram Spa, a partire dalle ore 8. Il punto di arrivo della navetta è fissato a piazzale Luzio, situato a brevissima distanza dall'ingresso di via Garibaldi. I posti auto riservati ai possessori di contrassegno disabili saranno invece disponibili in viale Bigioli mentre per chi desidera assistere al momento solenne presso il monumento ai Caduti si suggerisce la sosta in via Bramante. Ulteriori aree di parcheggio alternative sono state individuate in via Monte Conero e zone limitrofe, oltre che in viale della Resistenza.
Il programma della mattinata avrà inizio alle ore 11:20 con l’arrivo del capo dello Stato al Monumento ai Caduti della Resistenza in viale Mazzini per la deposizione della corona d'alloro. Successivamente, alle ore 11:30, il Presidente si trasferirà in piazza Del Popolo per ricevere gli onori militari e procedere alla rassegna dello schieramento. Il momento istituzionale proseguirà alle ore 11:45 all’interno del teatro Feronia con la cerimonia commemorativa ufficiale, il cui ingresso è strettamente riservato ai possessori di invito personale muniti di documento di identità. La conclusione dell'evento è prevista per le ore 12:45, momento in cui il Presidente riceverà gli onori finali prima della partenza.
Sabato 2 maggio, a Macerata, si terrà un corso introduttivo gratuito di Nordic Walking. L’appuntamento è promosso da U.S. Acli Marche APS, U.S. Acli provinciale Macerata, Green Nordic Walking di Macerata e dalla Scuola Italiana di Nordic Walking, all’interno del progetto “D(i)ritto allo sport”.
L’attività si svolgerà presso lo Stadio dei Pini. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare Danilo (3482407754) o Alfredo (3473540677). L’organizzazione metterà a disposizione i bastoncini. Il percorso formativo ha una durata complessiva di
5 ore: 2 ore iniziali e ulteriori 3 da programmare direttamente con l’allievo, secondo le indicazioni della Scuola Italiana di Nordic Walking. È richiesto abbigliamento sportivo adeguato e scarpe comode.
Il Nordic Walking è una disciplina che nasce dalla camminata ma integra l’uso dei bastoncini per coinvolgere in modo armonico sia la parte superiore sia quella inferiore del corpo. È considerata una pratica accessibile a tutte le età, utile per migliorare postura, resistenza e benessere generale. Negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa: in Italia si stima che siano ormai oltre 200.000 le persone che lo praticano con regolarità, sia in contesti urbani sia lungo percorsi naturalistici.
Sabato, la Città di Civitanova Marche ricorda la ricorrenza del 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo.
La cerimonia istituzionale, aperta a tutta la cittadinanza, è organizzata dall’Ufficio Presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con Anpi Civitanova, e vede la partecipazione di autorità civili e militari e della Banda cittadina.
Come tradizione, le celebrazioni si apriranno alle ore 09.00 (ritrovo in piazza XX Settembre), con la deposizione di una corona d’alloro sulla lapide in memoria dei Caduti, che si trova sotto il loggiato di Palazzo Sforza. Alle 09.30, il corteo raggiungerà viale della Rimembranza a Civitanova Alta, per l’omaggio ai Caduti di tutte le guerre e la posa di una corona al monumento ai Caduti di piazzale Italia. La manifestazione si concluderà con l’alzabandiera e la deposizione di una corona d’alloro presso il monumento ai Caduti della Resistenza ai giardini di Piazza Gramsci, dove il presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi porterà i saluti istituzionali, per poi lasciare spazio agli interventi del sindaco Fabrizio Ciarapica e del presidente Anpi Francesco Peroni.
MACERATA – È stato rintracciato e arrestato nel territorio maceratese un cittadino extracomunitario di 29 anni, di origine gambiana, domiciliato in provincia di Grosseto e incensurato, destinatario di un mandato di arresto europeo.
L’operazione è stata condotta nella mattinata di ieri dalla Polizia di Stato, a seguito di una segnalazione diramata dalle autorità tedesche attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione S.I.Re.N.E. del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Ricevuta la comunicazione, gli investigatori della Squadra Mobile di Macerata, in sinergia con il personale dell’Ufficio Immigrazione, hanno avviato immediatamente le ricerche. Dopo alcuni giorni di attività investigativa e servizi di osservazione, gli agenti sono riusciti a localizzare l’uomo sul territorio provinciale.
Dagli accertamenti è emerso che il 29enne era destinatario del provvedimento restrittivo emesso dalle autorità tedesche per l’inosservanza degli obblighi imposti dall’autorità giudiziaria.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato arrestato e trasferito presso la Casa circondariale di Ancona Montacuto, dove resta a disposizione del presidente della Corte di Appello di Ancona, in attesa delle procedure previste nell’ambito del mandato di arresto europeo.
Pensando a quanto deve essere costata ad Aldo Alessandrini, anche umanamente, la scelta che ha compiuto, mi sovviene un verso di Dante che amo particolarmente e che dedico a questo avvocato e politico di specchiata onestà anche intellettuale: “E come quei che con lena affannata, uscito fuor del pelago a la riva, si volge a l’acqua perigliosa e guata,così l’animo mio, ch’ancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva”.
Ci vuole coraggio a lasciare un partito di cui si è stati fedeli sostenitori per buona parte della propria vita, essendone divenuto segretario cittadino e avendo portato avanti con “onestà e onore” – come recita la massima che dovrebbe guidare tutti coloro che operano nella, o si interessano della, cosa pubblica – l’incarico per questi quasi sei anni di capogruppo della Lega in consiglio comunale.
Ma l’avvocato ha detto: basta. Ha restituito la tessera della Lega e, alla vigilia della composizione di una lista a questo punto fantasma e di certo problematica, ha sbattuto la porta. Si candida in altra compagine? Non si sa. Forse Alessandrini in queste ore sta meditando sul da farsi: di certo sono molte le liste pronte ad accoglierlo per lo spessore del suo operato come consigliere.
Negli ultimi mesi la sua azione nella Lega era diventata difficile. Prima ha sostenuto un braccio di ferro con l’allora segretario provinciale Luca Buldorini, poi è stato guardato male quando ha posto, giustamente, la questione del museo per Dante Ferretti; infine, quando – com’è dovere di ogni consigliere – ha fatto un accesso agli atti sulla faccenda spinosa del mattatoio, è stato accusato di voler boicottare il Sindaco.
Lui è rimasto basito: “Ma come?” si è chiesto e ha chiesto: devo giustificare perché mi documento per meglio sostenere la maggioranza e il Sindaco?
A fare traboccare il vaso sarebbe stata l’incertezza sulla composizione della lista per le amministrative di Macerata e, soprattutto, il caldeggiato apparentamento con la sedicente compagine dei commercianti capeggiata dall’“uomo con la camicia”.
Nell’ultima riunione – assente il consigliere regionale Renzo Marinelli, nominato dalla Lega commissario ad acta per le comunali di Macerata – Alessandrini ha chiesto chiarezza sulle candidature. Per tutta risposta, il commissario provinciale Mauro Lucentini avrebbe detto: “Decido io”.
Al punto che si sussurra sia stato escluso dall’elenco un militante del partito perché non corrispondente all’ideale di prestanza fisica che i nuovi dirigenti (si fa molto per dire) hanno come riferimento.
Forse questo, in parte, spiega la riluttanza di Anna Menghi – la sola che abbia esperienza d’amministrazione e sappia far politica – ad accettare di entrare in lizza.
Ma è stata solo la presa d’atto di una convivenza divenuta impossibile. Si sa che Aldo Alessandrini era contrarissimo all’alleanza con la lista dei negozianti e, soprattutto, alla presenza dell’uomo con la camicia che, a quanto si dice, si sarebbe già messo d’accordo con l’assessore Lego per ottenere un incarico in giunta.
E qui si apre un problema gravissimo per il Centrodestra.
Se volete un consiglio, carissime elettrici e cari elettori, fate scorta di pop corn, perché da oggi nella compagine parcaroliana può succedere di tutto.
Cerchiamo di orientarci in questo labirinto di appetiti personali, di giochi di palazzetto, di pressioni degli uni contro gli altri. Ad alcuni che si agitano in questo teatrino consiglierei la lettura di un profondo romanzo di Alberto Moravia, “Le ambizioni sbagliate”, così magari avranno un salutare ripensamento.
A tre giorni dall’ultima scadenza per la presentazione, la Lega – che deve candidare Sandro Parcaroli come Sindaco – non riesce a fare la lista. I leghisti disposti a candidarsi sono otto: tra questi l’assessore Lego e l’assessore al bilancio Oriana Piccioni. Dei consiglieri eletti nel 2020 non si ripresenta nessuno.
Però la lista dei negozianti, annunciata come un esercito al seguito del camiciaio, non riesce a mettere insieme più di dodici nomi. Otto più dodici fa venti, ma il minimo di candidati che una lista deve presentare per essere ammessa alla competizione è 21: due terzi degli eligendi.
Al momento, la lista bottegaio-leghista non ha i numeri.
In queste ore febbrili è cominciata la caccia al candidato. E, se nei casi criminali si usa il luminol, in Lega ora usano il “Lucentil”, con il padre nobile Marinelli che si è chiamato fuori dalla rissa.
Sandro Parcaroli è dirigente regionale della Lega e rischia di non avere una lista della Lega.
C’è poi un altro fattore di cui gli altri partiti di Centrodestra dovrebbero tener conto. I manovratori della lista bottegaio-leghista starebbero pensando di non presentare comunque il simbolo della Lega, che resterebbe esclusa dalla competizione (ripeto: Sandro Parcaroli è nella segreteria regionale della Lega, che peraltro sinora – con l’onorevole Giorgia Latini – si è segnalata per totale assenza), allo scopo di conquistare nelle trattative per la giunta quanti più posti di assessore possibili.
Secondo il manuale Cencelli – il famoso codice attraverso cui si spartivano gli incarichi nelle coalizioni della Prima Repubblica – la casella di Sindaco vale tre assessori. Essendo Sandro Parcaroli della Lega, ai salviniani difficilmente spetterà un’altra poltrona, se i risultati del voto saranno quelli che i sondaggi prefigurano.
La lista che dovrebbe avere maggiori consensi, e dunque più incarichi, dovrebbe essere quella di Fratelli d’Italia, seguita da Forza Italia.
I posti sono nove, a cui si aggiunge l’incarico di Presidente del consiglio comunale, ma bisogna tener conto anche delle quote rosa: almeno quattro assessorati devono essere ricoperti da donne.
Si possono nominare assessori non eletti (la prima giunta Parcaroli era ben fornita di non votati), ma stavolta è stato firmato un documento in cui Sandro Parcaroli si impegna a nominare assessori solo eletti.
Nella lista ancora incerta bottegaio-leghista ci sono due aspiranti assessori: l’uscente assessore Lego e l’uomo con la camicia. Sperano di poter partecipare alla trattativa dicendo: “Non siamo della Lega, dunque la poltrona di Sindaco non azzera le nostre possibilità”.
C’è però la variante Oriana Piccioni che, essendo donna, ha una posizione di favore per diventare assessore se alla Lega, oltre al Sindaco, dovesse spettare un altro posto. Si preparano notti da lunghi coltelli.
Non so con quale animo gli altri partiti di Centrodestra assistano a tutto ciò; forse cominciano a preoccuparsi per la credibilità dell’alleanza. E, a parer mio, fanno bene. Ah, dimenticavo: per eleggere un Sindaco e, dunque, fare l’assessore, ci vogliono i voti.
Alla prossima.
PORTO RECANATI – Non è stata una partita come le altre, e non avrebbe potuto esserlo. Il recupero della 27ª giornata tra Adriatica Porto Recanati e Cluentina si è giocato in un’atmosfera sospesa tra l’agonismo del campo e la commozione del ricordo. La gara, rinviata sabato scorso per la tragica scomparsa di Giuseppe Canuti, stimato tecnico e padre di Lorenzo (centrocampista della Cluentina), è stata il palcoscenico di un gesto di grande solidarietà: il club rivierasco ha infatti accolto immediatamente la richiesta di rinvio, dimostrando che i valori umani precedono sempre quelli sportivi.
Sotto un sole tornato a splendere dopo un violento acquazzone, il minuto di silenzio in onore di Giuseppe Canuti è stato rotto solo dal coraggio del figlio Lorenzo, sceso regolarmente in campo per onorare la memoria del padre.
La Cluentina parte con il piglio della grande squadra. Già nei primi minuti Monteverde e Cullhaj spaventano la retroguardia locale. L'Adriatica risponde al 16’ con Diallo, che a porta vuota fallisce incredibilmente il vantaggio. Il primo tempo è un susseguirsi di emozioni: se al 25’ un fendente di Giri si stampa sul palo, allo scadere è Pagliarini a salvare la Cluentina respingendo sulla linea una conclusione a botta sicura.
Nella ripresa, il portiere ospite Amico inizia il suo show personale, negando il gol a Streccioni con un intervento prodigioso. Tuttavia, nel momento migliore dei padroni di casa, la Cluentina colpisce: al 62’ un cross perfetto di Pagliarini trova Cullhaj, che come un rapace d'area firma lo 0-1.
L’Adriatica Porto Recanati non ci sta. Mister Moriconi scuote i suoi e l’area della Cluentina diventa una polveriera. Tra il 73’ e il 75’ Amico compie tre miracoli consecutivi, blindando la porta biancorossa. Ma la resistenza ospite crolla all’83’: su una punizione di Gasparini, Diallo colpisce la traversa e, sulla carambola, il veterano Streccioni è il più lesto di tutti a ribadire in rete l’1-1.
La Cluentina sfiora il nuovo sorpasso con Ceesay, ma il destino ha in serbo un finale diverso. Al 92’, dopo l'ennesima parata super di Amico su punizione di Moretti, arriva l'episodio decisivo: sugli sviluppi del corner, la palla finisce al limite dell'area dove Diallo coordina il destro e scarica una saetta imparabile che gonfia la rete per il definitivo 2-1.
Con questa vittoria, l'Adriatica compie l’aggancio al quinto posto (ora sesto solo per la classifica avulsa), rilanciando prepotentemente le proprie ambizioni play-off a tre giornate dalla fine. Per la Cluentina resta il rammarico per un punto sfumato in extremis, ma la consapevolezza di una prestazione eccellente. Al fischio finale, però, i punti sono passati in secondo piano: resta l’immagine dei ventidue in campo stretti attorno a Lorenzo Canuti, in un pomeriggio dove il calcio è stato, prima di tutto, una lezione di vita.
Il Tabellino
ADRIATICA PORTORECANATI: Piangerelli, Angelici, Gasparini, Donati, Camilletti, Guercio (65’ Lorenzo Giri), Agostinelli, Leonardo Giri (75’ Pigliacampo), Streccioni, Moretti, Diallo. Allenatore: Francesco Moriconi
CLUENTINA: Amico, Gesuelli, Monteverde (69’ Torresi), Pagliarini, Pieristè, Brizi (55’ Mogetta), Cullhaj (76’ Cappelletti), Montecchiari, Lovascio (55’ Ceesay), Canuti (63’ Di Marino), Mancini. Allenatore: Stefano Massi
ARBITRO: Francesco Mazzulla (Macerata)
SPETTATORI: circa 100.
MARCATORI: 62’ Cullhaj (C), 83’ Streccioni (P), 92’ Diallo (P)
È stata ufficializzata dalla Lega Pallavolo Serie A la programmazione della serie di Finale dei Play Off Scudetto della SuperLega Credem Banca, che assegnerà l’80° Scudetto.
A contendersi il titolo saranno la Sir Safety Perugia e la Cucine Lube Civitanova, che si affronteranno per la sesta volta nella loro storia in una Finale Scudetto.
La serie si aprirà giovedì 30 aprile alle ore 20.30 al Pala Barton Energy di Perugia con Gara 1. Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta su Rai Sport, Dazn, VBTV e Radio Arancia.
Gara 2 è in programma domenica 3 maggio alle ore 18.00 all’Eurosuole Forum di Civitanova Marche, mentre Gara 3 si giocherà mercoledì 6 maggio alle 20.30. Eventuali Gara 4 e Gara 5 sono fissate rispettivamente per sabato 9 maggio e martedì 12 maggio, sempre alle ore 20.30.
Il format dei Play Off prevede la partecipazione delle prime otto classificate al termine della Regular Season. Quarti di finale, semifinali e finale si disputano al meglio delle cinque gare, con eventuale Gara 5 in casa della squadra meglio piazzata in campionato.