Guida in stato di ebbrezza, provoca un incidente con feriti e fugge per i campi: ritrovato e denunciato. Nella serata di domenica, intorno alle 19:30, un incidente stradale si è verificato lungo la strada provinciale Potentina, in località Madonna del Monte, nel comune di Macerata.
Arrivati sul posto, gli agenti della polizia locale - impegnati nei servizi di controllo della viabilità connessi allo svolgimento del Macerata Opera Festival - hanno subito notato che uno dei conducenti coinvolti nel sinistro presentava chiari segni di alterazione psicofisica. Il successivo controllo con l’etilometro ha evidenziato un tasso alcolemico superiore di oltre tre volte al limite legale.
Dopo l’accertamento, l’uomo si è dato alla fuga, allontanandosi a piedi nei campi vicini, innescando una vasta operazione di ricerca condotta da polizia locale, vigili del fuoco, Protezione civile e altre forze dell’ordine. Le ricerche, ostacolate anche dal maltempo, sono proseguite fino a mezzanotte, quando il fuggitivo è stato finalmente rintracciato e denunciato.
Dai controlli è emerso che l’uomo aveva già precedenti per guida in stato di ebbrezza e incidenti simili, con ben tre precedenti episodi negli ultimi anni. "La Polizia Locale rimane vigile e continua a garantire la sicurezza stradale - interviene sul caso il comandante Danilo Doria - ma ci tengo a sottolineare l’importanza di un comportamento responsabile alla guida proprio per prevenire incidenti causati da conducenti non in grado di assicurare la propria lucidità al volante".
TOLENTINO – Una mattina di lavoro si è trasformata in tragedia in un cantiere edile della ricostruzione di via Nazionale, dove un operaio di 56 anni ha perso la vita a causa di un improvviso malore. A perdere la vita Anastasio Virgillito, siciliano di origine ma da diversi anni residente a Matelica. L’uomo era impegnato nelle sue mansioni quando, poco dopo le 11, avrebbe avvertito un malessere e si sarebbe accasciato a terra privo di sensi.
Il primo ad accorgersi delle difficoltà del 56enne è stato il geometra del cantiere, che ha immediatamente lanciato l'allarme. Sul posto è giunta un’équipe del 118, che ha tentato disperatamente di rianimarlo. Purtroppo ogni tentativo si è rivelato inutile: l’operaio è deceduto sul luogo dell’accaduto, sotto gli occhi attoniti di chi lavorava con lui.
Come previsto in questi casi, sul cantiere sono intervenuti anche gli ispettori dello Spsal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, ndr) dell'azienda sanitaria territoriale per effettuare gli accertamenti necessari. Presenti anche i carabinieri della Compagnia di Tolentino per chiarire la dinamica dei fatti. La salma dell'uomo è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale di Macerata, in attesa del nullaosta per la sepoltura.
L’amministrazione comunale di Matelica si stringe alla famiglia per il dolore di questa improvvisa scomparsa. Condoglianze da parte del sindaco della città Denis Cingolani e di tutta la giunta alla famiglia ed ai parenti tutti: "È sempre un grande dispiacere quando si spegne una vita umana, ma questa tristezza è amplificata dal fatto che si tratta di una persona giovane e che la tragedia sia avvenuta durante l’orario di lavoro".
Un festival che è rito collettivo, avventura e riflessione. Un’università tra le più antiche del mondo che sceglie di esserci, fuori dai propri spazi, per incontrare persone e idee nuove. Il Montelago Celtic Festival e l’Università di Macerata inaugurano una nuova collaborazione che porta l’Ateneo nel cuore pulsante del festival, con uno stand istituzionale e un appuntamento culturale ad alto valore simbolico e narrativo.
Sabato 9 agosto, alle 12, nella Tenda Tolkien - cuore letterario e visionario del festival - il rettore John McCourt, tra i massimi esperti internazionali di James Joyce, converserà con il filosofo e performer Cesare Catà nell’incontro dal titolo "Letteratura d’Irlanda: il viaggio dell’anima": un invito a esplorare l’Irlanda come terra di spiriti ribelli e visioni lucide, patria di scrittori, scrittrici e musicisti che hanno trasformato il nostro modo di leggere e sentire il mondo - da Jonathan Swift a James Joyce, da Van Morrison e Sinead O'Connor a Sally Rooney. Un viaggio che attraversa secoli e rivoluzioni interiori, alla ricerca di senso, identità e meraviglia.
La Tenda Tolkien sarà attiva per tutte le giornate del festival, con un ricco programma che intreccia parole e suoni: conferenze, performance, reading e incontri ispirati al tema "The Art of Traveling". Tra gli ospiti: Laura Imai Messina, Viola Di Grado, Silvia Ballestra, Luigi Serafini e molte altre voci della scena culturale contemporanea.
"Dopo la nostra partecipazione al Mind Festival, essere presenti anche a Montelago - dichiara il rettore McCourt - significa ribadire che la cultura non ha confini, non si esaurisce nelle aule e nasce ovunque ci siano persone disposte ad ascoltare. L’università pubblica ha il dovere di abitare luoghi vivi, di dialogare con tutti, di contribuire alla crescita delle comunità e del territorio. Partecipare al Festival di Montelago, un evento consolidato e molto seguito, soprattutto da giovani di ogni età, ci ricorda che la conoscenza può essere anche festa, scoperta, cammino interiore".
Un’occasione unica per incontrare l’Università di Macerata in un contesto libero, creativo e aperto, dove le idee si ascoltano, si condividono e - come nei migliori racconti irlandesi - si trasformano in esperienza.
San Ginesio – In risposta alle recenti critiche sollevate dai deputati del Partito Democratico, Irene Manzi e Augusto Curti, riguardo all’uso di 1,27 milioni di euro destinati alla promozione delle attività del commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma, Guido Castelli, il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, interviene con una nota dura e chiara.
"Come sindaco di uno dei Comuni più colpiti dal sisma, non possiamo tacere davanti a un comportamento che definisco irresponsabile e divisivo", esordisce Ciabocco, sottolineando il lungo e complesso lavoro di ricostruzione condiviso da istituzioni e comunità. Il primo cittadino rimarca come il nuovo corso imposto da Castelli abbia dato "finalmente un’accelerazione concreta al processo di rinascita, dopo anni di stasi e inefficienze".
"La ricostruzione ha cambiato passo", afferma Ciabocco, ricordando che "non è più tempo di parole: parlano i cantieri, le gru, le case che si stanno ricostruendo". Il sindaco evidenzia come il commissario abbia portato "ordine, metodo e velocità", superando una fase caratterizzata da burocrazia paralizzante e rimpalli di responsabilità. "Oggi abbiamo numeri in crescita, procedure semplificate e una fiducia ritrovata nei cittadini", rimarca, sottolineando che chi oggi attacca "ignora o finge di ignorare questi risultati".
Ciabocco pone inoltre l’accento su un aspetto fondamentale: la rigenerazione economica e sociale, oltre alla semplice ricostruzione materiale. "Non ci basta rimettere in piedi le case. Ricostruire senza rigenerare sarebbe un errore imperdonabile", sostiene, invitando a sostenere gli imprenditori coraggiosi che sono rimasti, a creare incentivi per attrarre nuove attività e a finanziare progetti dedicati ai giovani, alla cultura, all’innovazione e alla formazione.
"Abbiamo bisogno di risorse dedicate, di una visione strategica e di un patto condiviso che metta al centro le persone e il futuro", conclude il sindaco, auspicando che "ogni energia politica si unisca, non si divida".
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CIVITANOVA MARCHE – Proseguono i sopralluoghi del sindaco Fabrizio Ciarapica nei cantieri cittadini. L’ultimo in ordine di tempo ha riguardato l’edificio della Scuola Primaria Sant’Agostino a Civitanova Alta, dove sono in corso importanti interventi di riqualificazione e adeguamento sismico, realizzati grazie ai fondi post-sisma destinati ai Comuni fuori cratere.
Il primo cittadino, accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai, da tecnici e dirigenti comunali, ha visitato il cantiere per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. L’intervento, dal valore complessivo di 3,8 milioni di euro, interessa l’intero complesso scolastico, incluso il recupero della storica torre campanaria, e prevede il consolidamento strutturale dell’edificio, l’adeguamento sismico di solai e volte, la riqualificazione degli impianti (idrico, elettrico, antincendio), dei servizi igienici, dei pavimenti, rivestimenti e tinteggiature, oltre al consolidamento della volta della chiesa adiacente. Il termine dei lavori è previsto entro il 2026.
«Si tratta di un altro importante passo avanti nel percorso di messa in sicurezza e valorizzazione del nostro patrimonio scolastico e storico - ha dichiarato Ciarapica -. Il cantiere della Sant’Agostino si affianca a numerosi altri interventi già avviati o completati in città, che stanno trasformando l’assetto urbanistico e funzionale di molte zone».
Tra questi, il sindaco ha citato il progetto dell’Ex Liceo di Civitanova Alta (2,2 milioni di euro), la nuova mensa scolastica di via Guerrazzi (520 mila euro), il nuovo asilo nido nell’area ex Micheletti (2 milioni e 450 mila euro) e la viabilità di collegamento tra via Zavatti e via Nelson Mandela (900 mila euro), parte integrante della riqualificazione del Comparto Trieste, che da solo rappresenta un investimento complessivo di oltre 8,9 milioni di euro.
Ciarapica ha inoltre ricordato gli interventi sugli impianti sportivi, tra cui la riqualificazione del PalaRisorgimento (410 mila euro) e i lavori per la tensostruttura di via Tacito, ormai in fase di completamento (120 mila euro), senza dimenticare il Varco sul Mare, anch’esso oggetto di un ampio progetto di valorizzazione urbana.
«Ci sono altri cantieri aperti in città – ha concluso il sindaco – che visiterò nei prossimi giorni, per verificare personalmente lo stato di avanzamento. Il nostro obiettivo resta quello di offrire strutture sicure, moderne e funzionali, tutelando allo stesso tempo il valore storico e architettonico del nostro territorio».
CALDAROLA – Si è chiusa domenica 3 agosto, nella suggestiva cornice dell’Azienda Faunistico Venatoria Le Raje di Caldarola, la seconda edizione del circuito cinofilo “Dalle Colline alla Montagna”, un appuntamento sempre più apprezzato dagli appassionati di cinofilia e caccia con il cane da ferma e da cerca. Anche quest’anno, l’evento ha saputo coniugare passione, competizione e spirito di squadra, offrendo tre tappe cariche di emozioni, prove tecniche e momenti di condivisione.
Il circuito si è articolato su tre gare, basate su un sistema di punteggio cumulativo, con raddoppio dei punti nella fase finale. Si è iniziato il 12 e 13 luglio presso il Quagliodromo Sangiustese di Monte San Giusto, per poi proseguire il 19 e 20 luglio al Quagliodromo Fosso Ronne di Corridonia e concludersi nella scenografica ambientazione montana di Caldarola, tra i prati e i boschi che hanno reso la tappa finale ancora più intensa e competitiva.
Oltre 100 cani hanno preso parte alla competizione, confermando il crescente interesse per una manifestazione che si distingue per la varietà degli ambienti di gara, elemento fondamentale per valutare in modo completo le qualità naturali e l’addestramento dei cani. I giudici, con grande professionalità, hanno seguito ogni prova con attenzione, garantendo imparzialità e rigore tecnico.
A Caldarola, l’ultima tappa è stata seguita con entusiasmo da partecipanti e pubblico. A giudicarla sono stati Paride Galassi e Matteo Bartolucci, che hanno contribuito a dare valore a un appuntamento arricchito dalla presenza di tre Memorial dedicati alla memoria di Primo Salvi, Antonio Filoni e Gianluca Seghetti. Per ciascuno di loro, sono stati istituiti trofei dedicati, assegnati ai migliori soggetti in gara, rendendo l’occasione ancora più sentita dal punto di vista umano ed emotivo.
Il clima che ha accompagnato l’intero circuito è stato, ancora una volta, improntato alla convivialità e all’amicizia. Ogni tappa si è rivelata non solo un banco di prova per cani e conduttori, ma anche un momento di incontro e confronto tra appassionati provenienti da diverse zone del territorio. Il successo dell’edizione 2025 è stato il risultato della collaborazione sinergica tra organizzatori, giudici, sponsor, gestori dei campi gara e concorrenti, con i loro ausiliari, veri protagonisti delle giornate.
La cerimonia di premiazione si è svolta presso il ristorante Tesoro di Caldarola, punto di riferimento per gli eventi cinofili del territorio. In quest’occasione, Matteo Salvi, Presidente di Federcaccia Caldarola, ha espresso profonda gratitudine nei confronti di tutti coloro che hanno reso possibile il circuito. Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Ilio Mancini, per l’impegno organizzativo e la dedizione alla causa, e un pensiero commosso è andato ai cacciatori prematuramente scomparsi, in ricordo dei quali sono stati istituiti i Memorial. Anche Nazzareno Galassi, Presidente Provinciale Federcaccia Macerata, ha preso la parola per manifestare soddisfazione per l’andamento dell’attività cinofila locale, lodando l’impegno e la passione dimostrati da tutti i partecipanti.
Tra i protagonisti assoluti di questa edizione, nella classifica generale del circuito, spiccano Brio, setter inglese di Federico Cerchiè tra i Cacciatori Inglesi, e Benny, kurzhaar di Coppari Alberto tra i Cacciatori Continentali. Nella categoria Garisti Continentali, a imporsi è stato Dayson, kurzhaar di Morbidoni Silvano, mentre tra i Garisti Inglesi ha primeggiato Zero di Vichi Remo. Bina, condotta da Mogliani Gianni, è stata la migliore tra i Garisti corretti al frullo, ed Egizia di Valleforte, springer spaniel di Staffolani Silena, ha dominato nella categoria Cani da Cerca.
La tappa finale di Caldarola ha visto la vittoria di Regina, setter inglese di Pistolesi Stefano, tra i Cacciatori Inglesi, seguita da Brio di Cerchiè, Ziva di Tozzo e Bufalo di Patacchini. Tra i Garisti Continentali ha prevalso Quirico, breton di Donnari Paolo, mentre tra i Garisti Inglesi la palma è andata a Etho, setter di Bedetta Florindo. Ancora Bina si è distinta nella categoria Garisti corretti al frullo, mentre Egizia di Valleforte ha confermato il proprio valore anche in questa ultima tappa, davanti ad Atena di Festa e Drusilla di Staffolani.
I premi speciali dei Memorial hanno visto Egizia di Valleforte ricevere il riconoscimento come miglior soggetto tra i Cani da Cerca per il Memorial Gianluca Seghetti, mentre Eros, setter inglese di Agliani Franco, è stato eletto miglior giovane cane da ferma per il Memorial dedicato a Primo Salvi e Antonio Filoni.
Con questa edizione, il circuito “Dalle Colline alla Montagna” si conferma una delle realtà più solide e partecipate del panorama cinofilo marchigiano, capace di crescere anno dopo anno e di unire sport, passione e memoria in un contesto naturalistico e umano di straordinaria ricchezza.
SARNANO – Con il suggestivo "Cammino sul Cantico delle Creature" e l’inaugurazione della mostra fotografica a cielo aperto "Sora nostra matre terra", ha preso ufficialmente il via la diciassettesima edizione di Castrum Sarnani – Il Medioevo… che ritorna, l’atteso appuntamento estivo che trasforma Sarnano in un borgo medievale animato da spiritualità, arte e cultura.
L’apertura dell’evento è stata scandita da una speciale escursione tra fede e natura, realizzata in collaborazione con il Centro Studi Sarnanesi e Il Cammino dei Cappuccini. Guidati dai ragazzi di Marche Active Tourism e dai Frati Cappuccini, i partecipanti hanno attraversato paesaggi intrisi di bellezza e silenzio fino all’Abbazia di Piobbico, dove li attendevano un ristoro e una profonda riflessione sul Cantico delle Creature condotta dal prof. Antonio Montefusco. Il tutto accompagnato dalle musiche medievali del Duo Discantus, con Roberto e Niccolò Lucozzi.
A rendere ancora più suggestivo il clima di raccoglimento e connessione con la natura, l’inaugurazione della mostra fotografica "Sora nostra matre terra", installata nel cuore del centro storico in occasione degli 800 anni dalla composizione del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi.
L’esposizione, firmata dai fotografi Fabio Eleuteri, Enrico Ortolani, Fabio Perfetti e Luca Tambella, si snoda da Porta Brunforte lungo via Leopardi, via della Costa, Piazza Alta e le caratteristiche scalette che scendono verso il centro, creando un percorso immersivo tra immagini naturalistiche e versi francescani.
Il calendario entra nel vivo il 7 agosto, con lo spettacolo teatrale FRA’, la superstar del Medioevo, scritto e interpretato da Giovanni Scifoni, per la regia di Francesco Brandi. In scena la vita e la potenza comunicativa di San Francesco d’Assisi, tra ironia e poesia, con musiche originali eseguite su strumenti d’epoca da Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli.
«Un racconto ironico e commovente – spiega Scifoni – che restituisce tutta l’energia di un uomo capace di incantare folle, parlare agli animali, cantare Dio dal buio della sua cella».I biglietti sono disponibili su Ciao Tickets.
Sempre il 7 agosto riaprirà anche la storica Taverna della Luna, ai piedi del Palazzo del Popolo, pronta ad accogliere gli ospiti con un’esperienza gastronomica senza tempo. Fino al 17 agosto (chiusa solo il 15), ogni sera sarà possibile gustare piatti medievali preparati secondo ricette storiche con ingredienti precolombiani, serviti in terracotta da personale in abiti d’epoca, il tutto condito da musiche e animazioni a tema.
Castrum Sarnani si conferma così non solo una rievocazione storica, ma un vero e proprio viaggio sensoriale e culturale nel Medioevo, capace di coinvolgere visitatori di tutte le età.
Giovedì 7 agosto la musica torna protagonista a Civitanova Marche con una nuova edizione di “Ri-Suona la Piazza”, il format estivo promosso da Azienda dei Teatri e Comune di Civitanova. L’appuntamento clou è alle 21:30 in piazza XX Settembre, con il live gratuito de La Rappresentante di Lista.
Dopo un intenso tour europeo, con numerosi concerti sold-out, la band composta da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina arriva in Italia con il LRDL Summer Tour 2025, prodotto da Magellano Concerti e Whodo Agency, in collaborazione con Best Eventi.
Sul palco di Civitanova porteranno i loro brani più amati, senza dimenticare le novità dell’ultimo progetto discografico, “Giorni Felici”, il quinto album in studio pubblicato lo scorso 25 ottobre su tutte le piattaforme digitali e negli store fisici.
Un disco che rappresenta una nuova evoluzione stilistica per la band, tra sonorità legate ai ricordi e inni generazionali che diventano la colonna sonora dell’oggi. Come sempre, LRDL esplora l’emotività umana, mettendola in relazione con l’altro e con il mondo.
La giornata inizierà alle 18.00 in piazza Conchiglia con “Aspettando Ri-Suona la Piazza”: protagonista dell’aperitivo musicale sarà la band Turkish Café, che porterà in scena “L’Attesa delle Cose Importanti”, il loro terzo album.
Il gruppo propone un viaggio sonoro tra melodie raffinate, testi evocativi e un mix di sonorità acustiche, elettroniche, folk e cantautorato contemporaneo. In scaletta, brani inediti e cover rivisitate in chiave acustica.
I Turkish Café sono composti da Veronica Punzo (tastiere e voce), Julián Corradini (chitarre e voce), Simone Giorgini (contrabbasso, tastiere e voce) e Cristiano Giuseppetti (violino e voce). Un live intimo e coinvolgente, capace di trasformare un aperitivo in un’esperienza musicale autentica e toccante.
"Rotary in festa", festa d'estate del Rotary Tolentino, all’insegna della solidarietà, della musica e dell’amicizia. L’evento si è tenuto qualche sera fa a Villa Berta di San Severino Marche. Nel corso della serata c’è stata una raccolta fondi. Protagonisti sono stati, infatti, i capi d’abbigliamento con logo Rotary, t-shirt, felpe, cappelli, presentati con una simpatica sfilata che ha visto protagonisti alcuni soci del club e che è stata condotta da Matteo Pasquali.
Il ricavato della vendita sarà devoluto in parte al Comitato di Tolentino della Croce rossa italiana, che collabora con il Rotary nel progetto "Tirotary", dedicato agli screening gratuiti della tiroide per gli studenti. Il Comitato di Tolentino della Croce rossa italiana aveva anche partecipato lo scorso maggio al Campus Marche, garantendo gratuitamente assistenza con due volontari.
Un’altra parte dei fondi sarà destinata al Rotary Center di Tolentino, il centro diurno per giovani con disabilità intellettive o relazionali, che ha l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale e lavorativa dei ragazzi attraverso attività formative, creative, ludiche e relazionali.
Durante il suo intervento, il presidente del Rotary Club Tolentino, Iole Rosini, ha sottolineato il valore dell’incontro: «È sempre un momento speciale ritrovarsi insieme, soprattutto per rinnovare quello spirito di amicizia e collaborazione che contraddistingue la nostra appartenenza al Rotary».
L’amicizia è la forza motrice del Rotary, citando un celebre passaggio del fondatore Paul Harris, tratto dal suo discorso alla convention Rotary di Edimburgo del 1921. La serata è stata, inoltre, impreziosita dall’ingresso di due nuovi soci nel club: Claudio Alessandrini, imprenditore di Montegiorgio e Tobia Oresti, architetto di Macerata.
L'evento è stato allietato dalla musica dal vivo di Diego Guardati. Era presente anche il governatore del Distretto 2090 anno 2026-2027, Stefano Gobbi del club. Una serata di festa, condivisione e impegno civile, che ha saputo unire in maniera armoniosa i valori rotariani con la voglia di stare insieme e fare del bene alla comunità.
Una nuova perturbazione estiva ha colpito oggi gran parte delle Marche, portando con sé piogge intense, vento forte e grandinate localizzate. Anche la provincia di Macerata è stata coinvolta, con numerosi disagi soprattutto nei comuni di Recanati, Porto Recanati e Cingoli.
A Recanati, due alberi sono caduti in zone diverse della città – uno nei pressi della località Acquara, l’altro nei pressi della chiesa Guazzaroni – rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco e l’attivazione del Centro operativo comunale. Stessa situazione anche a Porto Recanati, dove una pianta è crollata in viale Gramsci.
Sempre tra Porto Recanati e Villa Musone, il tetto di un capannone industriale è stato scoperchiato dalle raffiche di vento, richiedendo l’intervento urgente dei vigili del fuoco di Macerata. A Cingoli, in località Tavignano, un albero è precipitato su una strada provinciale, fortunatamente senza conseguenze per persone o veicoli in transito.
I fenomeni più violenti si sono verificati lungo la fascia costiera dell’anconetano, con Marcelli di Numana e Osimo particolarmente colpite: strade allagate, scantinati invasi dall’acqua e stabilimenti balneari danneggiati da una violenta grandinata che ha letteralmente imbiancato la spiaggia, creando disagi a bagnanti e operatori turistici. Solo nel territorio di Ancona, i vigili del fuoco hanno gestito oltre 100 richieste di intervento, con rinforzi giunti anche dal Comando di Pesaro.
Problemi anche nel sud delle Marche, tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, dove le forti piogge hanno causato nuovi allagamenti e alberi abbattuti dal vento, con situazioni critiche segnalate anche nei comuni di Offida, Monteprandone e Ripatransone.
La protezione civile regionale continua a monitorare la situazione. Intanto, nei centri colpiti del maceratese, si lavora per rimuovere i detriti e ripristinare la normale viabilità.
L'avventura cinese di Fabio Balaso, Mattia Bottolo e Giovanni Gargiulo alle Finals della Volleyball Nations League 2025 si chiude con l'argento. Fatale per i tre tesserati della Cucine Lube Civitanova in forza alla Nazionale Italiana lo stop in tre set (22-25, 19-25, 14-25) con la Polonia nella Finalissima delle 13 al Beilun Sport and Arts Centre di Ningbo.
Gli azzurri del CT Ferdinando De Giorgi hanno trovato sul loro cammino una rivale ostica e decisamente in giornata positiva. La medaglia è stata conquistata dopo un cammino fatto di 12 vittorie complessive ed è arrivata al termine di un torneo in cui tutti gli azzurri coinvolti, compreso Mattia Boninfante nella prima Week, hanno dato il loro determinante contributo a un risultato che mancava all’Italia maschile dal 2004 (allora la manifestazione si chiamava World League).
Nonostante la battuta d'arresto dell'Italia, una nota di merito va a Balaso per una lunga sfilza di difese da applausi. Esclusi dal 6+1 iniziale, quando ne hanno avuto la possibilità Bottolo e Gargiulo hanno dato una mano con i loro colpi a gara in corso, contribuendo a una parziale reazione che però non è bastata a invertire il verdetto del campo. Mattia Bottolo: “Dispiace perché volevamo giocare in maniera diversa, in realtà nel primo set siamo rimasti in partita, avevamo un buon atteggiamento, eravamo pronti per giocarcela a viso aperto. Poi però le cose si sono complicate e con il passare dei minuti è stato sempre più difficile reagire. Nel complesso però credo che il bilancio debba considerarsi positivo perché abbiamo disputato una buona Volleyball Nations League conquistando un secondo posto che finora non era mai arrivato; in questo mese e mezzo siamo cresciuti e molti di noi sono stati coinvolti; credo che si tratti di una buona tappa intermedia del nostro cammino verso il Mondiale che rappresenta la competizione più importante dell’estate”.
Sabato 2 agosto la spiaggia si è trasformata in una vera e propria palestra a cielo aperto grazie all’evento organizzato dalla palestra Trifit Potenza Picena, in collaborazione con il centro Get Your Balance di Camerino, entrambe affiliate al metodo Trifit.
In un clima di entusiasmo e partecipazione, l’allenamento sulla sabbia si è rivelato un grande successo. Un evento unico che ha saputo unire movimento, divertimento e condivisione, coinvolgendo non solo i membri delle due palestre, ma anche numerosi partecipanti esterni provenienti da Civitanova e turisti di passaggio.
L’obiettivo degli organizzatori era chiaro: dimostrare che l’allenamento può essere anche divertente, e che la forza del gruppo è capace di unire persone di tutte le età, provenienti da realtà diverse. Il metodo Trifit ha mostrato ancora una volta la sua efficacia nel rendere l’attività fisica accessibile e personalizzabile, con esercizi adattabili a ogni livello di preparazione.
Fiore all’occhiello dell’evento è stato il Trifit Truck, un furgone attrezzato che funge da palestra su ruote, permettendo di portare ovunque attrezzatura professionale per allenamenti completi all’aria aperta. Un vero simbolo di movimento, versatilità e innovazione.
L’iniziativa ha lasciato il segno e, secondo molti partecipanti, merita di essere ripetuta: per il benessere, per la socialità, e per continuare a promuovere uno stile di vita sano in contesti nuovi e stimolanti.
Ermal Meta ha incantato il grande pubblico di Lunaria nella serata finale della celebre rassegna estiva di Musicultura organizzata con il Comune di Recanati.
L’artista, amatissimo dal pubblico, con una kefiah palestinese legata al microfono, si è donato per oltre due ore nell’ unica data prevista nelle Marche, in un concerto intimo, carico di una forte energia positiva.
Nella suggestiva cornice di piazza Giacomo Leopardi migliaia di persone si sono unite ad Ermal Meta in un coro di emozioni, trasformando la serata in un’esperienza indimenticabile, una nuova pagina leggendaria da ricordare negli annali di Lunaria
“Questo concerto nasce dalla voglia di offrire qualcosa di diverso che si può scoprire solo man mano che si sviluppa sul palco ..” ha detto Ermal Meta accompagnato dall’ironia del pianista e co-autore dello spettacolo Davide Antonio Pio e da un raffinato terzetto d’archi formato da Alessandro Cosentino al violino, Tiziano Guerzoni al violoncello e Ghyneska Padrino al violino.
L’artista ha saputo sorprendere e incantare con una selezione di successi che ha abbracciato la sua carriera e dove ha incluso anche brani inediti in un’atmosfera di continua sperimentazione sonora. Ogni canzone ha raccontato una narrazione unica, che ha permesso ad Ermal di condividere con il pubblico le sue esperienze più intime e le riflessioni personali che animano la sua arte.
Sin dalla prima nota, il pubblico è stato catturato dalla potenza emotiva di brani come “Buio e luce” e “Ragazza Paradiso”, cantati dalle migliaia di fan che si sono uniti all’artista in un coro collettivo di voci. La magia si è intensificata con “Piccola anima” e “Stelle delle notti lunghe” nata da un canto partigiano albanese, “Mediterraneo” e con l’inedita e bellissima “Genova dal mare”.
In scaletta anche l’originale interpretazione della malinconica ed intensa “Exit Music (For a Film)” dei Radiohead che ha ancora una volta confermato la grande versatilità di Ermal Meta.
Una intensa cavalcata di autentiche e profonde sensazioni che è proseguita con i brani “A parte te”,“Dall’alba al tramonto” e poi ancora “Voce del verbo”, “Il campione”, “Un milione di cose da dirti” e si è conclusa, tra le palpabili vibranti emozioni dei presenti, con “Mi salvi chi può”.
Nei bis l’artista ha regalato altri momenti di grande intensità con un omaggio a Mia Martini “una delle artiste migliori che l’Italia abbia mai avuto” ha detto Ermal Meta sulle note di “Almeno tu nell’universo”, seguita da “Non è facile morire” e “9 primavere”. Ha chiuso la sua memorabile esibizione con “Ironica” che ha fatto infiammare il pubblico in un’esplosione di balli e canti in un tripudio di entusiasmo e di applausi finali.
“Dopo Filippo Graziani e Petra Magoni non potevamo chiudere meglio questa grande edizione di Lunaria 2025 – ha commentato il sindaco di Recanati Emanuele Pepa alla fine del concerto - Ermal Meta ci ha regalato un indimenticabile live dove ogni canzone si è rivelata un capitolo di un racconto più ampio, un viaggio straordinario che ha coinvolto tutti noi in un abbraccio di poesia e di sonorità calde e avvolgenti. Ringrazio Ezio Nannipieri di Musicultura e tutto il personale del Comune che ha collaborato al grande successo delle serate nei luoghi più suggestivi della nostra bella città”.
Debutta la quarta edizione di Maskamarke, il festival teatrale itinerante dedicato alla commedia dell'arte, organizzato dalla Compagnia Fabiano Valenti con il sostegno dell'Unione Montana Potenza Esino Musone, il contributo dei Comuni coinvolti, della Uilt Unione Italiana Libero Teatro e dell'azienda settempedana Artigianvetro, con l’opera "Terra e polvere" del Teatro strappato (Murcia – Spagna), a Pioraco, nel chiostro di San Francesco, alle ore 21.30.
Note di regia:
Questo spettacolo è una riflessione coniugata al femminile sui drammi dei nostri giorni, gli ennesimi ed eterni drammi di chi è costretto ad abbandonare la propria terra… ennesimi ed eterni viaggi verso l’ignoto fatti di dolore e sopraffazione.Una riflessione sul mistero della forza creatrice della vita e sull’insensatezza dell’odio che distrugge… Per chiederci ancora una volta chi siamo e perché.Tutto si svolge nella finzione totale e dichiarata: una sola attrice, molti volti, corpi, personaggi…Tanti colori, odori, suoni… tutta immaginazione.Una tazza di caffè… infiniti granelli di polvere che parlano.Milioni di storie vere in una storia di fantasia.
“Il Festival Maskamarke è incentrato sulla riscoperta e sulla diffusione della commedia dell'arte, un genere che spesso viene lasciato in secondo piano - sottolinea Denis Cingolani, presidente dell'Unione Montana Potenza Esino Musone, che aggiunge - Si tratta di un festival itinerante che unirà diverse realtà del nostro territorio, come voluto dall'Unione che per la prima volta ha realizzato un cartellone unico di appuntamenti per tutta l'estate; inizieremo a Pioraco per terminare, sabato sera, a Castelraimondo”.
ùQuesto il programma degli spettacoli: martedì 5 agosto, ore 21:30 chiostro San Francesco a Pioraco: "Terra e Polvere" del Teatro Strappato (Murcia – Spagna), mercoledì 6 agosto, ore 21:30 Torre Varano a Sefro: "Pulcinellata Sciama" dell'APS Tuttinsieme, giovedì 7 agosto, ore 18 piazza della Vittoria a Fiuminata: "Quel diavolo di un Arlecchino" della Compagnia Bambabambin, venerdì 8 agosto, ore 21:30 piazzale Luigi Cipolloni a Cingoli: "Il Mascheraio" di Zorba Officine Creative, sabato 9 agosto, ore 18 piazza Giacomo Leopardi a Esanatoglia: "Testacce di legno" di Burattini a Bologna, e alle ore 21:30 in piazza della Repubblica a Castelraimondo: "Venezia Millenaria" della Compagnia Pantakin.
Altro gradito ritorno in casa Kappabi Futsal Potenza Picena. La società potentina riabbraccia Carlo Giaconi che, dopo due stagioni a Montegranaro, è pronto a riprendere la sua avventura in maglia giallorossa. Dopo esser cresciuto con il sodalizio del presidente Luciano de Luca, facendo la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra, per “Carletto” si tratta del più classico dei ritorni a casa, dove potrà misurarsi con la serie A2.
“Tornare ad indossare questa maglia è sempre un orgoglio – afferma Carlo – considerando che sono cresciuto e vivo in questa città. Sono un potentino “doc” che dal settore giovanile è riuscito ad arrivare in prima squadra e questo è sicuramente un bell’aspetto. Sono molto carico ed ho voglia di fare bene per questa nuova avventura. Ho sposato il progetto della società di voler puntare sui giovani e voglio dare il mio apporto”.
Un'atmosfera magica e suggestiva ha avvolto ieri sera, 2 agosto, l'Anfiteatro Romano di Urbisaglia, trasformato in un palcoscenico a cielo aperto per l'indimenticabile concerto di Dardust. Il celebre pianista, compositore e produttore ha incantato il pubblico con la sua musica eterea e potente, creando un'esperienza sensoriale unica che ha fuso sapientemente antico e moderno, il tutto nell'ambito del suo "Urban Impressionism Tour 2025".
Fin dalle prime note, Dardust, al secolo Dario Faini, ha saputo catturare l'attenzione dei presenti. Il repertorio proposto ha spaziato tra le sue composizioni, dai brani che mescolano il minimalismo classico con l'elettronica contemporanea, fino alle suggestioni più intime e riflessive. Ogni pezzo è stato un viaggio sonoro, arricchito da un sapiente gioco di luci che ha valorizzato la maestosità dell'anfiteatro, creando giochi d'ombra e proiezioni che danzavano sulle antiche pietre. A impreziosire ulteriormente la performance, la presenza delle arpe dei fratelli Cavalazzi, le cui melodie cristalline hanno aggiunto un tocco di etereo fascino all'esecuzione.
Il concetto di "Urban Impressionism", che dà il titolo al tour, si è percepito in ogni nota. Dardust non dipinge con i colori, ma con i suoni, evocando impressioni e sensazioni che richiamano la complessità e la bellezza delle metropoli moderne, filtrandole attraverso la lente della sensibilità artistica. Non si tratta solo di rappresentare la città, ma di farne emergere l'anima più profonda, quella che spesso sfugge alla frenesia quotidiana.
Il pubblico, numerosissimo e proveniente anche dalle città limitrofe, ha dimostrato un entusiasmo contagioso, tributando applausi scroscianti e partecipando con profondo coinvolgimento a ogni momento dello spettacolo. L'acustica naturale dell'Anfiteatro Romano si è rivelata perfetta per esaltare le sfumature delle melodie di Dardust, dalle delicate armonie del pianoforte ai crescendo elettronici più avvolgenti.
Un Dono Prezioso per Urbisaglia - L'evento, fortemente voluto dall'Amministrazione Comunale di Urbisaglia, si inserisce perfettamente nel programma di valorizzazione del patrimonio culturale e artistico del territorio. Come ha sottolineato il Sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, presente tra il pubblico con visibile orgoglio: "Questo concerto è stato più di un semplice evento musicale; è stato un dono prezioso che Dardust lascia alla nostra comunità e per tutti coloro che amano l'arte e la storia. Le parole di Dardust, sul senso di libertà e contatto profondo che la sua musica ricerca, risuonano perfettamente con lo spirito che vogliamo infondere a Urbisaglia: un luogo dove la bellezza del passato si fonde con l'energia del presente, creando opportunità uniche. Siamo immensamente grati a Dardust e a tutti coloro che hanno reso possibile questa serata magica, un vero e proprio abbraccio tra cultura, bellezza e condivisione. Questo è il tipo di esperienza che vogliamo offrire, momenti che nutrono l'anima e arricchiscono il nostro territorio".
La serata si è conclusa con un lungo e meritato standing ovation, segno tangibile del successo di un concerto che rimarrà a lungo nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di partecipare. Dardust ha lasciato Urbisaglia non solo con la sua musica, ma con la certezza di aver creato un ponte ideale tra passato e futuro, dimostrando come l'arte possa abitare e rivitalizzare i luoghi della memoria, regalando nuove emozioni sotto le stelle.
Si sono conclusi ieri a Monte San Martino i Giochi tra Contrade, una manifestazione che ha unito il paese in cinque giorni di gare, risate e spirito di appartenenza. A trionfare, per la prima volta nella storia dell’evento, è stata la contrada San Venanzo, che ha conquistato il pubblico e il trofeo con grinta, determinazione e grande affiatamento. A guidarla i capitani Anna Facen e Lorenzo Ercoli, che al momento della premiazione hanno alzato al cielo il trofeo tra gli applausi e il tifo di tutta la comunità.
Dietro San Venanzo si è classificata la contrada Barchetta, con anche il sindaco Matteo Pompei a scendere in campo nel gioco del Dogeball. Terzo posto per Molino e quarto, sorprendentemente, per Paese, vincitore uscente e contrada da sempre temuta, il cui scivolone ha scatenato un vero boato di stupore e sfottò al momento dell'annuncio della classifica.
Ma al di là del risultato sportivo, i Giochi si sono rivelati un autentico successo grazie all’impeccabile organizzazione curata da un gruppo di giovani monsammartinesi, che hanno saputo orchestrare ogni dettaglio con passione e precisione: dalla logistica alla comunicazione, fino alla scelta dei giochi, tutti ispirati alle tradizioni locali ma reinterpretati in chiave moderna e spettacolare.
Il programma ha spaziato dalle classiche staffette di corsa alla creativa corsa col mattone, dal tiro alla fune alla divertentissima Zzecca la parola, ispirata ai quiz televisivi. Tra le prove più apprezzate, la gara di briscola trasmessa in diretta streaming, con il pubblico che seguiva le mani dei giocatori su un maxi-schermo, esultando ad ogni “carico” e tenendo il punteggio a memoria come nei migliori circoli di paese.
Molto apprezzata anche la staffetta delle vergare, dove anziane e giovani massaie si sono sfidate nella preparazione della pannella, nel fare la passata di pomodoro e nella montatura dell’albume: un omaggio affettuoso alla tradizione culinaria del paese. Il valzer a tre zampe, invece, ha coinvolto coppie di ogni età in una danza improbabile e scatenata, mentre la corsa delle bici, visibile dal belvedere – punto più alto del paese – ha offerto uno spettacolo unico.
Tutti i giochi hanno valorizzato gli scorci e i luoghi più suggestivi di Monte San Martino: dal campo polivalente dedicato a Rossano Aliberti alle vie principali del centro storico, fino alla circonvallazione attorno alle antiche mura, ogni spazio è stato scelto con cura per esaltare la bellezza del paese e coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva e autentica.
Ottima la risposta e la partecipazione del pubblico, che ogni sera ha animato le strade del paese trasformandole in una vera e propria arena sportiva. Un entusiasmo alimentato anche dal sito ufficiale dei Giochi, aggiornato quotidianamente con cronache, video-tutorial, classifiche, dirette e interviste post gara agli atleti, curate con ironia e professionalità dalla voce ufficiale dei Giochi Mauro Virgili. A rendere ancora più ricca la narrazione visiva dell’edizione 2025, le foto suggestive scattate dalla fotografa professionista anglo-monsammartinese Luise, che hanno arricchito il sito e i canali social della manifestazione, restituendo con sensibilità ed eleganza l’energia, l’emozione e la bellezza dei luoghi e dei protagonisti. I suoi scatti hanno già il sapore della memoria collettiva.
La vera vittoria di questa edizione, però, non sta solo nel nome inciso sul trofeo, ma nello straordinario spirito comunitario che ha attraversato l’intero evento. Tutte le generazioni sono state coinvolte: dai bambini ai nonni, dai residenti ai figli degli emigrati tornati per l’occasione. Fidanzati, amici e turisti hanno preso parte attivamente o fatto il tifo, contribuendo a creare un’atmosfera calda e partecipata, simbolo di una comunità viva e unita.
La serata finale si è conclusa in festa, con tutte e quattro le contrade riunite sotto le stesse bandiere, a celebrare non solo una vittoria sportiva, ma soprattutto il senso di appartenenza che solo un piccolo paese sa rinnovare così profondamente.Monte San Martino, ancora una volta, ha dimostrato che quando c’è passione, spirito di iniziativa e condivisione, un paese intero può correre, giocare, sorridere… e riconoscersi.
Un’operazione ad alto impatto condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata ha portato all’arresto in flagranza di reato di nove persone, colte mentre trasportavano circa 5 tonnellate di cavi in rame rubati da un impianto fotovoltaico a Pollenza.
Negli ultimi mesi, il territorio provinciale è stato bersaglio di numerosi furti e tentativi di furto ai danni di impianti fotovoltaici. Oltre ai danni materiali per la sottrazione di componenti come cavi in rame e inverter, i gestori hanno subito anche interruzioni della produzione di energia elettrica, con pesanti conseguenze economiche.
Il fenomeno, praticamente assente nello stesso periodo del 2024, ha attirato l’attenzione del Reparto Operativo dei Carabinieri di Macerata, che ha avviato un monitoraggio sistematico, mappando i furti e analizzando le modalità operative delle bande criminali.
Grazie a un’attenta attività investigativa, i militari hanno individuato una vettura sospetta proveniente dalla provincia di Foggia, già segnalata in zona. Quando, nella serata di ieri, l’auto è stata rilevata nella frazione Villa Potenza di Macerata, sono subito scattati i controlli nei comuni limitrofi – Montecassiano, Pollenza e Treia – già colpiti in passato da episodi analoghi.
All’alba di oggi, è scattato il blitz: il Nucleo Investigativo di Macerata, supportato dal Nucleo Operativo e Radiomobile e dalle Stazioni di Montecassiano, Pollenza e Appignano, ha intercettato l’auto segnalata, seguita da due furgoni. Il controllo immediato ha permesso di accertare che i veicoli contenevano diverse tonnellate di cavi elettrici, oltre a arnesi da scasso e taglio.
A bordo dei mezzi sono stati fermati nove uomini, tutti stranieri e residenti nel Foggiano, di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Gli accertamenti hanno confermato che il gruppo, in trasferta nel Maceratese, aveva appena messo a segno il furto in un impianto fotovoltaico situato a Pollenza, di proprietà di una nota società del settore energetico.
I due furgoni utilizzati per il trasporto della refurtiva erano anch’essi rubati: uno sottratto ad un mobilificio di Appignano, l’altro ad un privato cittadino di Macerata, entrambi nella notte stessa del colpo. La banda ha agito accedendo ai pozzetti di ispezione dell’impianto, tranciando i cavi elettrici che collegano la string box agli inverter.
Il bottino ammontava a 4,6 chilometri di cavi di rame (diametro 70 mm), per un peso complessivo di circa 5 tonnellate e un valore stimato intorno ai 90.000 euro. Il danno totale all’impianto, considerando anche le spese di ripristino e messa in sicurezza, supera i 150.000 euro.
Il materiale rubato è stato restituito ai legittimi proprietari, così come i furgoni. L’autovettura utilizzata dalla banda è stata sequestrata e messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Dopo le operazioni di identificazione e fotosegnalamento, i nove arrestati – otto di nazionalità marocchina e uno del Burkina Faso – sono stati trasferiti presso le Case Circondariali di Ancona, Ascoli Piceno e Pesaro, in attesa delle decisioni della magistratura.
Nonostante la pioggia abbia ritardato l’inizio del concerto, la serata di ieri al Cus di Camerino ha visto protagonista un Franco 126 in grande forma, capace di scaldare il pubblico con un live coinvolgente, intimo e pieno ironia.
Tra i brani più amati del passato, come "Brioschi" e "Stanza Singola", e i pezzi del nuovo album Futuri Possibili, "Franchino" ha regalato ai presenti un viaggio musicale che ha attraversato i sentimenti più profondi: storie d'amore finite, ricordi malinconici, ma anche speranze e nuovi inizi.
Non sono mancati momenti inediti, con l’artista romano che ha portato sul palco anche brani nati da collaborazioni importanti: "Senza di me" (scritta con Gemitaiz e Venerus),"Blue Jeans" con Calcutta e "Nottetempo" con Giorgio Poi. In questi momenti, Franco ha cantato anche parti non sue, sorprendendo il pubblico con versioni riarrangiate e cariche di emozione.
Divertente anche la presenza sullo schermo di Zotta 126, un genio della lampada che ci accompagnava in questo viaggio, suggerendo brani all'artista romano, che non mancava di prendere in giro.
A metà serata, una frase ha acceso gli animi degli spettatori: "Un saluto anche a Carl Brave", ha detto sorridendo dal palco. Una battuta semplice, ma sufficiente a far sperare in un possibile ritorno del duo.
Ironico, autentico e nostalgico, Franco 126 ha saputo unire passato e presente in un concerto che è stato molto più di una scaletta: un racconto sincero tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, in uno de vari futuri possibili.
Invidiometro a mille in casa PD. Adesso le sparate ad alzo zero danno un po' di tregua ad Acquaroli e s’indirizzano verso il Commissario Guido Castelli, ritenuto, dal duo inedito del PD Manzi-Curti, troppo comunicativo e poco concentrato sulla ricostruzione post sisma.
Battaglia di numeri a parte valga solo una considerazione “tecnica”. La ricostruzione va sicuramente fatta, e solo i malpensanti possono dire che, salvo alcune eccezioni, non proceda a gonfie vele.
Ma, soprattutto, va comunicata.
La ricostruzione di case, edifici pubblici, luoghi di culto e infrastrutture, non può essere relegata ad un dibattito tra "addetti ai lavori". A questo ci hanno pensato i predecessori di Castelli, alcuni dei quali si sono distinti per il Festival delle Ordinanze incomprensibili o, nel caso della indimenticabile Commissaria in quota PD De Micheli, per bizzarre inaugurazioni, come quella del plesso scolastico di San Ginesio subito stoppata dalla Soprintendenza.
Tradurre il linguaggio tecnico in una comunicazione comprensibile a tutti i soggetti coinvolti - cittadini, imprese e amministrazioni locali - è la migliore arma di difesa per la cattiva burocrazia, quel cancro autoreferenziale che frena le opere pubbliche e mina alla trasparenza delle procedure amministrative.
Comunicare è anche un obbligo istituzionale, è fondamentale per trasferire informazioni alle popolazioni colpite dal sisma, sull’andamento delle opere, sulle politiche finalizzate al rilancio di aree ad elevato rischio di spopolamento.
Una corretta comunicazione ci preserva anche dal proliferare di informazioni non corrette che nascono sulla scia di strumentalizzazioni politiche.
Il saper fare le opere, quindi, va di pari passo con il saperle correttamente comunicare, saperne comunicare soprattutto i benefici nel medio-lungo periodo. Ma anche nell’immediato. Considerato che già i cantieri, con i loro movimenti di tecnici e operai, offrono un’accelerazione nei consumi in termini di accoglienza, servizi di ristorazione, affitti e così via.
Fare e comunicare vanno di pari passo, sono elementi indivisibili alla base dell’agire politico di chi è chiamato a gestire una piccola o una grande e complessa opera, come quella della ricostruzione, che interessa più regioni del Centro Italia.
Investire in comunicazione meno dello 0,1% delle risorse disponibili, come in questo caso specifico, non solo è lecito, ma è addirittura va considerato una miseria per qualsiasi esperto di settore.
Ogni polemica profuma d’invidia e manifesta tutta la debolezza della grande ammucchiata a sinistra, quella che, sulle spese pubbliche, viaggia a geometria variabile a seconda dei territori e delle appartenenze politiche, nella vana speranza che "ci sia un Giudice a Berlino".
Anche se i veri giudici saranno i marchigiani il 28 e 29 settembre prossimi.